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Attraverso con modalità ad alto gradiente di visibilità.

gesti eclatanti,

Importante inoltre in questo senso è il concetto di che coincide con la capacità

DOMINIO DI SE,

di sottrarsi al che non è il nostro io autentico e con cui bisogna imparare

dominio da parte del noi,

a convivere, sapendolo gestire in vista di un umana del proprio

autentica realizzazione se.

sosteneva che chi non è capace di dominare i propri sensi e le passioni è uno schiavo.

Socrate

Quindi il dominio di sé è la condizione di e indipendenza. Man mano che l’uomo

massima libertà

riesce nello sforzo di gestire i sensi, acquista chiarezza nella comprensione del e non essendo

bene

più intralciato da veri ostacoli, lo compie anche.

è vista così come imparare ad avere coraggio di imparando a

cambiare per essere,

Educazione

gestire le proprie emozioni.

Fin qui l’educazione è stata vista da parte di chi si educa.

Educare in senso cioè da significa aiutare il soggetto in questo processo

parte di chi educa

dativo,

di destrutturazione e ristrutturazione in vista dell’autoconquista personale.

Per tutto questo l’educazione si presenta come una nozione non scientificizzabile, almeno non

totalmente. Essa non si concede mai del tutto alla nostra capacità di previsione, alla nostra pretesa di

controllo.

Il deve essere caratterizzato dai seguenti tratti:

lavoro pedagogico

ANALISI. significa fornire il perché del suo manifestarsi, individuarne la

Spiegare un fenomeno

causa. Questa si ricava attraverso:

- il fenomeno è deducibile da leggi generali, in quanto il fenomeno è un

taglio deduttivo:

esempio di esse. Questo procedimento è proprio delle che si fonda

scienze della natura,

sulla netta distinzione tra soggetto (uomo) e oggetto (natura);

- proprio delle e delle scienze storiche, in

scienze dello spirito

taglio storico ermeneutico,

cui il soggetto che conosce si trova dinanzi come oggetto della conoscenza non la natura,

bensi se stesso. Per questo la e storica può essere conosciuta solo

realtà personale sociale

dal di dentro, fondandosi sugli stati interni del soggetto, come pensiero, sentimento, volontà.

COMPRENSIONE.

Nel secondo caso occorre adottare il modello conoscitivo della cioè

comprensione,

coglierne il significato.

La è componente essenziale della natura umana. Essa però non si esprime solo

ragione

come cioè come ragione che cerca i mezzi migliori per raggiungere

ragione strumentale,

un fine determinato, bensì anche come che si interroga sul valore e sul

ragione valutante,

senso della vita umana.

In una visione dell’uomo in cui prevale la si considera l’uomo solo

visione strumentale,

come oggetto di scienza. Questo porta a una sua mancata comprensione.

Non basta quindi un’antropologia epistemico- descrittiva...occorre anche una fenomeno-

dell’uomo che permetta di coglierne gli essenziali orientamenti esistenziali, il radicale

logia

riferimento della persona alla trascendenza (immaterialità). Senza questo riconoscimento la

risulta incompleta e porta a una impostazione distorta dei

rappresentazione dell’uomo

problemi educativi.

La pur avvalendosi della teorizzazione scientifica, non aderisce a una

Pedagogia,

concezione dell’educazione scientificamente intesa, ma ritiene necessaria una riflessione

sulla costruzione di senso della persona e dei suoi possibili sviluppi sul piano dei significati.

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PROGETTAZIONE.

La Pedagogia è fra i saperi contemporanei uno di quelli più dotati di carica progettuale.

Infatti essa non si limita all’interpretazione delle connessioni tra cause ed effetti, né si limita

ad una mera descrizione di avvenimenti e di fatti educativi: essa cerca di cogliere le linee di

sviluppo.

Le risultanze dell’analisi pedagogica non hanno solo descrittiva, esplicativa, ma

valenza

anche per l’azione e per l’elaborazione di programmi di intervento significativi.

orientativa

Oltre la Didattica come teoria dell’istruzione.

La Didattica dopo un periodo di alla Pedagogia ha visto profilarsi la sua

subordinazione

consistenza scientifica.

Essa ha un l’insegnamento, un la scuola e l’extrascuola, un sia

oggetto, campo, metodo,

quantitativo che qualitativo.

La studia e lo configura come intesa a creare tutte quelle

l’insegnamento l’azione

Didattica per far apprendere al soggetto quel sapere costituente e realizzante il

condizioni favorevoli

progetto educativo.

L’insegnamento si presenta come una nozione perché ha ampi margini

scientificamente spiegabile,

di dimostrabilità, calcolabilità e descrivibilità.

In questo senso positive sono le ricerche dirette ad analizzare la pratica d’insegnamento, attraverso i

metodi osservativi- descrittivi, tassonomici e clinici, che hanno ampia diffusione nella ricerca

didattica.

La Didattica dunque utilizza sia i paradigmi delle che tutto ciò che può essere

scienze pratiche

compreso con i paradigmi delle scienze descrittive.

ricavate dalle analisi descrittive non significa però conseguire

Applicare all’insegnamento le leggi

con certezza i risultati attesi. Infatti anche quando la costruzione di quelle condizioni appare

scientificamente corretta, non è detto che essa determini nel discente, in quanto ad

apprendimento

esso spetta sempre l’ultima parola di accettazione o di rifiuto della proposta didattica (libero

consenso).

Ne consegue che se molti dell’insegnamento sono calcolabili, non lo sono tutti. Se questo

aspetti

poi è vero per il problema diviene più complesso quando si parla di

l’istruzione, educazione.

I due concetti anche se differenti sul piano teorico, sono molto vicini sul piano della pratica.

Ipotizzare oggi costituisce una tesi debole. L’osservazione e

un’istruzione senza educazione

l’analisi delle situazioni di insegnamento- apprendimento non possono prescindere dalla

più o meno esplicita sottesa a qualsiasi intervento didattico.

finalizzazione educativa

Un insegnamento fuori da un orizzonte di senso sfocerebbe in un apprendimento insignificante,

diverrebbe un didatticismo vuoto e immotivato.

Così l’insegnamento – apprendimento delle discipline ha una più ampia risonanza educativa,

portando a una costante direzione del senso dell’azione didattica rispetto ad una cultura e a una

società, e anche al rispetto dei valori.

della intesa come studio del rapporto del conoscere con i valori e la

L’allontanamento Pedagogia

conseguente concezione tecnico- applicativa della tendenze che si sono protratte negli

Didattica,

anni, sono da considerare i punti di massimo oscuramento della teorizzazione didattica.

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Una Didattica critica e matura non può prescindere da una che le fornisca

teoria pedagogica

risposte fondanti circa la natura e le finalità dell’azione insegnativa.

Prima di individuare metodi e tecniche d’insegnamento, occorre avere chiare le ragioni di tale

istruire, riflettere sull’educabilità dell’uomo: insomma dare al processo didattico

contenuto di senso

stesso.

La Didattica infatti non può ignorare che la concretezza della situazione d’insegnamento

apprendimento è un e quindi caratterizzato da tutti i fattori che strutturano

rapporto tra persone

l’essere e il fare della persona.

Entra in gioco il rapporto che assume di volta in volta specifiche

insegnante/discente,

configurazioni dovuta all’incontro scontro tra le due personalità.

Da qui l’importanza e l’imprescindibilità di una radicale tra Pedagogia e Didattica: la

connessione

Pedagogia da orientamento alla Didattica, inserendola nel discorso dell’educazione..

Con questo si vuol dire che la Didattica è alla Pedagogia, alla quale anzi

non subordinata

contribuisce ad offrire spunti, suggerimenti, apporti non secondari come quelli derivanti dalle

analisi delle pratiche d’insegnamento.

Quindi la può legittimamente configurarsi come Va inoltre

scienza pedagogica.

Didattica

riconosciuta una continua interrelazione tra Didattica e Pedagogia.

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CAP III

LA DIDATTICA D’AULA. INSEGNARE IN CLASSE.

In uno scenario culturale segnato dal longlife learning e dal superamento di un luogo privilegiato

per lo svolgimento delle attività formative, insegnare cioè in un

riproporre una Didattica d’aula,

ambiente circoscritto, può apparire superato. Eppure proprio in tale Didattica, se ben impostata, cioè

se si recupera il si pongono le basi formative idonee a generare produttivi

valore del contesto,

sviluppi nell’intero arco della vita.

Nella Didattica d’aula si deve tenere presente innanzitutto l’idea di qualità.

Una Didattica si dice di qualità: e

- se sa dare soddisfacenti ai problemi della sintonizzazione fra Didattica generale

risposte

discipline;

- se sa soddisfare i dei discenti in relazione agli standard culturali da conseguire

bisogni opportunamente fra loro.

- se gli insiemi degli che la caratterizzano interagiscono

aspetti

Le sono strumenti necessari nel contesto di insegnamento/apprendimento, ma non

nuove tecnologie

devono trasformare il lavoro in classe in una un’aula cioè predisposta come ambiente

tecno classe,

in cui promuovere solo esperienze di apprendimento modellate su quello che i new media

consentono di realizzare. Le nuove tecnologie sono necessari ma non unici strumenti da usare a

seconda delle diverse esigenze scolastiche.

Il contesto.

Per si intende il complesso delle fisico- strutturali, socio- culturali ed

condizioni

contesto

organizzative entro cui ha luogo un particolare al quale per la sua

evento interattivo, offre risorse

realizzazione e dal quale è a sua volta e grazie agli interventi di tutti i

arricchito modificato

partecipanti.

In esso un ruolo rilevante svolgono:

- le attraverso cui gli alunni apprendono ciò che gli insegnanti

dinamiche concrete,

richiedono loro;

- gli cioè le forme linguistiche, le pratiche discorsive, i contenuti culturali

artefatti culturali,

e le tecnologie d’informazione, cioè i media.

è non solo il contenitore delle attività che in essa si svolgono, ma anche uno spazio di

L’aula perché evoca valori.

socializzazione e di acculturazione,

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L’aula, o meglio la classe si configura come una (community of

comunità di apprendimento

learning), cioè come una comunità di persone che collaborano, condividono progressivamente

conoscenze, regole, comportamenti e valori e stabiliscono specifiche modalità comportamentali, di

comunicazione e di relazioni interpersonali.

A volte gli insegnanti invece tendono a non comprendere il ruolo della discussione o delle

situazioni di microconflittualità, confinandole ad non oggetto di particolare

aspetti secondari,

attenzione. Invece esse, quali modalità relazionali sono estremamente importanti.

Nell’aula quindi l’apprendimento è: in quanto dipende dal in cui i partecipanti lo

modo

APPRENDIMENTO SITUATO,

• ciò che si apprende è strettamente legato ai luoghi in cui si manifestano le

contestualizzano:

azioni sociali e le pratiche culturali di gruppo.

in quanto esiste sia nella dei partecipanti,

mente

APPRENDIMENTO DISTRIBUITO,

• che negli usati, come libri, appunti ecc, nonché nella capacità di servirsi degli

strumenti

provenienti dai diversi partecipanti, come risorse da consultare quando è necessario.

apporti

La scolastica tende a coltivare un’immagine individualistica dell’appren-

tradizionale cultura

dimento, per cui si impara solo se si studia da soli, anche se c’è ormai una consistente linea di

che mostra l’efficacia dell’apprendere nello scambio e interazione sociale.

ricerca

Crescente attenzione va rivolta così alle che si stabiliscono.

relazioni sociali

Il clima sociale.

Solitamente il è considerato come dell’apprendimento e non come

condizione

contesto sociale

ignorando così che esistono insegnamenti- apprendimento diversi da quelli puramente

situazione,

cognitivi, che proprio in tali situazioni si realizzano: apprendimento di comportamenti,

atteggiamenti, regole...

Il processo di di questo tipo è raramente oggetto di un’azione

trasmissione di apprendimento

consapevole da parte del docente, tanto che è definita Didattica dell’oscuro.

Solitamente creare le condizioni di lavoro di gruppo o di discussione, sono utilizzate in vista del

raggiungimento di trascurando così di considerare gli di tale scelta sul

obiettivi istituzionali, effetti

piano degli apprendimento relazionali, sociali, emotivi.

Occorre pertanto:

Che le situazioni sociali nelle quali i discenti si vengono a trovare siano sufficientemente

• così che le che le caratterizzano risultino trasparenti e fluide, in modo che

strutturate, regole

ognuno vi trovi la sua collocazione.

I da situazione a situazione dovrebbero essere per consentire un

passaggi marcati,

• adattamento a ogni situazione nuova, e in modo da consentire il riorientamento e il

graduati,

mantenimento dell’attenzione.

Ogni situazione dovrebbe consentire margini di individuale, alle seguenti

libera espressione

• condizioni:

- che tutti i partecipanti siano coinvolti, non solo docente e alunni, ma anche dirigente,

famiglie, bidelli...

- che sia le situazioni di insegnamento- apprendimento che le operazioni connesse alla

vita d’aula ( ingresso, intervallo ecc) rientrino in queste modalità.

Particolare cura va rivolta adottando modalità di diverse in

all’ambiente aula, gestione

• relazione al ruolo assunto dal docente: modalità dirette ( lezione o spiegazione), intermedie e

indirette, quando l’attività risulta informale e libera.

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Queste considerazioni sottolineano l’importanza di che sono sottese

governare i sistemi di regole

alle interazioni d’insegnamento- apprendimento nella classe, sotto due profili:

1. da una parte costituiscono il che la scuola possiede per

patrimonio culturale

trasmettere alle generazioni successive non solo conoscenze, ma anche specifici

modi di organizzare le conoscenze e specifici modi di organizzare le menti degli

alunni.

2. dall’altra gli che gli insegnanti e gli allievi reinterpretano per esercitare

strumenti

concretamente i loro ruoli e soddisfare i reciproci obblighi.

Le relazioni insegnante- discente.

È necessario la situazione in classe. Occorre rivolgere una particolare attenzione agli

rivalorizzare

aspetti affettivi, interattivi ed emotivi.

Negli ultimi decenni si è verificata una profonda nel modo di studiare e valutare

evoluzione

si è passati da una visione monodimensionale a una concezione più articolata e

l’intelligenza:

plurale.

L’assunto di fondo di questi studi è che il buon funzionamento della mente dipende dal giusto

fra competenze cognitive e dimensione emotiva.

equilibrio

Secondo la gestione delle emozioni diviene in grado di definire le possibilità

Golemann, un’abilità

di utilizzo delle nostre cognitive.

potenzialità

Viene così ribadito che se il momento costitutivo della ragione è l’intelligenza, altrettanto costitutivi

sono l’immaginazione e il sentimento.

Si tratta quindi di insegnare a saper in modo che

vivere intelligentemente le proprie emozioni,

diventino un supporto per il pensiero.

Cura specifica deve essere rivolta dall’insegnante perché favorisca nel discente,

dei propri sentimenti, affini la capacità di gestire le emozioni, ne promuova

l’autoconsapevolezza

l’automotivazione, ne solleciti la gestione delle relazioni interpersonali: cioè imparare a

comunicare efficacemente.

Le pratiche didattiche si trovano a dover sviluppare un nuovo esercizio della relazione, dove il

discente sarà al centro di ogni strategia di insegnamento o programma di costruzione sociale.

Una serena disponibilità affettiva favorisce la coniugazione della logica dell’insegnamento,

centrata sull’intelletto, con la centrata sulla persona.

logica dell’apprendimento,

Gli atteggiamenti educativi secondo cui l’insegnante interagisce con i discenti costituiscono uno dei

temi più studiati della ricerca sulla relazione educativa.

I principali atteggiamenti sono due:

riguarda che si manifesta attraverso

l’incontro affettivo

DIMENSIONE EMOZIONALE,

la qualità degli atteggiamenti e la forma del relazionarsi del docente.

Queste esprimono la valutazione che egli ha della persona e del

manifestazioni

comportamento dei discenti.

Dal punto di sono da individuare per esempio il pregiudizio, la superficialità,

vista negativo,

l’apprezzamento frettoloso. Dal punto di l’attenzione della persona, il rispetto,

vista positivo

la flessibilità intellettuale, l’ascolto...

Se i discenti si sentono cioè percepiscono che l’insegnante non si

trattati come degli oggetti,

cura dei loro sentimenti e di conseguenza interagiscono in modo difensivo o reattivo.

Quando l’insegnante invece incondizionata, vera disponibilità, allora

esprime accettazione

gli alunni si sentiranno rinforzati e disposti a interagire con lui.

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Infine il docente deve saper di non sapere, di accettare e mantenere

tollerare la frustrazione

il giudizio sospeso, non andando continuamente alla ricerca di spiegazioni, che risultano poi

essere solo razionalizzazioni utili a sedare le proprie ansie e non a comprendere le situazioni

problematiche dell’allievo.

si riferisce a quei che stabiliscono il

fatti di autorità

DIMENSIONE DEL CONTROLLO

confine di competenza tra insegnanti e discenti.

se è vero che ha un ruolo di guida è vero che eviterà espressioni e forme

L’insegnante

autoritarie e si presenterà sempre come anche se sempre della

propositivo, gestore

microconflittualità del gruppo classe per cercare di superare le difficoltà che ostacolano gli

scambi comunicativi reali ed una partecipazione ampia condivisa e attiva. Per troppo tempo

l’organizzazione della vita quotidiana delle classi è stato affrontato solo sotto il profilo del

mantenimento dell’ordine.

Tra le utilizzate vediamo:

FORME DI CONTROLLO

- la creare cioè condizioni nelle quali il discente ispirate si

osserva condotte

testimonianza:

principi educativi di riferimento, che si porranno come suoi modelli di vita. L’insegnante

amministrando correttamente non

dovrà effettuare una corretta valorizzazione dei tempi,

solo le situazioni formali dell’insegnamento apprendimento, ma anche di quelle non

funzionali all’apprendimento.

- L’esperienza cioè in azioni, interazioni, avventure

l’essere direttamente coinvolti

diretta,

ricche di valori e significati, tali da suscitare non solo percezione positiva, ma anche

desiderio di coinvolgimento e ulteriore sviluppo.

- La intende del discente, cercando di formare in

influire sul mondo interiore

persuasione

ritenute positive e di modificare credenze considerate negative, in modo tale

lui convinzioni

che le sue scelte di vita siano educativi che si intendono promuovere.

coerenti con i valori

Tale relazione si realizza nell’aula, o meglio in una che assume forme comunitarie, si

classe

esperimenta un conversare che assume il ruolo di orientamento culturale e valoriale oltre che di

sollecitazione verso comportamenti sociali e singolari.

Per la creazione di un clima umano positivo un fattore determinante è la comunicazione.

La comunicazione didattica.

si raffigura come comunicazione, anche se non è del tutto riconducibile ad essa.

L’insegnamento

Le scienze sociali descrivono la come quell’attività atta a trasmettere

intenzionale,

comunicazione

alle nuove generazioni aspetti della cultura del gruppo sociale.

L’insegnamento come comunicazione mira a far acquisire non solo una quantità di ma

conoscenze,

anche e soprattutto un sapere aperto a revisioni e reintrpretazioni.

nuovi punti di vista,

La non può infatti limitarsi a fornire esclusivamente nozioni o contenuti

comunicazione didattica

precostituiti, ma deve preoccuparsi di fondare e costruire logicamente il processo conoscitivo,

operando il controllo su di esso e sui suoi contenuti, e su come esso possa essere argomentato e

valutato.

La comunicazione didattica si differenzia dalla divulgazione.

Per consiste nella del contenuto concettuale, per rendere

diluizione

DIVULGAZIONE

comprensibili alcuni aspetti sui quali si vuole richiamare l’attenzione. Gli elementi da essa

utilizzati sono slogan, parole banali... quindi chi riceve tale comunicazione non è in grado di

utilizzare congitivamente tali elementi conoscitivi e riescono quindi a su quella realtà a

non operare

cui l’informazione si riferisce.

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La non mira a trasmettere solo in quanto il suo

informazione,

COMUNICAZIONE DIDATTICA

intento è di far acquisire una e quindi determinate competenze cognitive abilitative e

cultura

valoriali. Quindi si configura come l’esito di un progetto esplicitamente elaborato e

intenzionalmente realizzato al fine di crescere il sapere del discente.

- La comunicazione Didattica deve essere chiara.

Compito dell’insegnante è di creare quelle affinché essa possa essere accessibile al

soluzioni idonee

discente, rendendo evidenti quelli elementi che non sono colti con chiarezza dal discente.

La comunicazione didattica si propone così di far conseguire e non semplice

apprendimento

informazione. Ne deriva un più volte ripreso ristrutturato, manifestazione del

sapere strutturato,

significato proprio di apprendimento, che vuol dire “prendere più volte”, affinché il soggetto abbia

piena padronanza delle nozioni.

Non si ha pieno apprendimento se non vi è uno che vada al di la dell’acquisizione di

sforzo mentale

parole ridotte a suoni, al fine di costruire significato..

- La comunicazione Didattica deve destare intreresse.

La comunicazione didattica quindi non può solo essere chiara, attraverso la sola spiegazione, ma

deve anche e si curi di tutte le operazioni di consolidamento e

indurre interesse e curiosità,

rinforzo, rendendo il discente capace di imparare davvero. Quindi mette in gioco:

- il cioè spiegare

docere,

- il cioè spronare, sollecitare, richiamare

movere

- il cioè far provare piacere e porre cioè le premesse per continuare ad apprendere.

delectare

Solo così l’apprendimento non sarà solo apprendimento cognitivo, ma anche valoriale,

comprendendo quindi non solo sapere e saper fare, ma anche saper essere.

- La comunicazione Didattica favorisce l’adattamento culturale.

La comunicazione Didattica favorisce nei discenti l’adattamento ad un repertorio culturale,

e le caratteristiche personali dei soggetti.

cercando il tra tale repertorio

punto di incontro

Il repertorio da mediare ha una moltitudine di Compito della mediazione

significati impliciti.

Didattica è di filtrare tali significati impliciti, tali da renderli accessibili agli allievi, dando così

alla moltitudine di informazioni provenienti da tale repertorio.

senso

La comunicazione Didattica non si avvale solo di ma anche di

messaggi verbali, messaggi non

che non possono essere interpretati univocamente. Nella loro interpretazione il contesto

verbali,

acquista un’importanza decisiva. I sue sistemi comunicativi si presentano combinati insieme, ma

spesso portano ad dovuta alla divergenza di significato tra messaggio verbale e

ambiguità

messaggio non verbale.

Occorre quindi che ponga attenzione a non mettere in atto tale ambiguità. Egli si deve

l’insegnante

anche preoccupare di strutturare messaggi diversi da quelli della comunicazione di massa, specie

televisiva, facendo in modo che ogni nozione sia supportata da argomenti e sia sintonizzata con le

altre nozioni.

I contenuti.

Investire sulla conoscenza è la meta del 3° millennio, tanto da intendere la nostra società come

Knowledge society.

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All’inizio del XXI secolo il si configura non sui termini da inserire, quanto

problema dei contenuti

piuttosto su quanto escludere, occorre selezionare le informazioni, passando da un problema di

quantità a un problema qualitativo.

Al fine di scegliere i contenuti, occorre innanzitutto distinguere gli da prendere in

ambiti

considerazione:

CONOSCENZE.

Le conoscenze rappresentano la sfera del sapere.

Oggi i saperi, i contenuti disciplinari, sono in continuo cambiamento, risultando sempre più

Si nota però una scarsa cura per e la riflessione, con la

specializzati. l’approfondimento

scarsa attenzione alle connessioni intradisciplinari e ai rapporti interdisciplinari.

Occorre riorientare il sapere al e non farlo rimanere ancorato a

paradigma della ricerca

quello della ripetizione. Occorre preferire linguaggio e strumenti che stimolino

l’interpretazione e la costruzione di significati, per giungere così da un sapere unico, a un

approccio ermeneutica, critico e problematizzante.

Ne deriva che nel microsistema classe non occorre solo mirare a memorizzare, ma anche e

soprattutto avvertire i problemi.

Le del processo didattico- educativo consiste così essere non solo di

l’acquisizione

finalità

conoscenze consolidate, ma anche la capacità di porsi interrogativi per affrontare situazioni

nuove: nel ricercare le vere domande e non le giuste risposte.

ABILITA’.

Le abilità rappresentano la sfera del saper fare.

Attualmente sapere vuol dire sempre più utilizzare le nuove tecnologie...il

know how,

prende sempre più il posto della conoscenza.

pensiero tecnico

In realtà accanto ai saperi puramente tecnici, occorrono da sviluppare nel

altre abilità

contesto classe: saper chiedere informazioni a un’insegnante, seguire le sue istruzioni ecc.,

ma anche esprimere i propri sentimenti, comunicare le proprie idee, esprimersi

adeguatamente con messaggio verbali e non verbali.

La promozione di questi obiettivi richiede quindi richiede un particolare riconoscimento non

solo all’area cognitiva, ma anche a quella socio- affettiva.

Quindi tra i compiti dell’apprendimento rientrano le come la

abilità affettivo- relazionali,

motivazione, l’interesse per una disciplina e l’atteggiamento nei confronti dello studio.

COMPETENZE.

Le competenze riguardano la sfera del saper essere.

La scuola italiana del 900 è stata fortemente influenzata dal che

primato della conoscenza

su quello della competenza.

Questo primato è durato a lungo, anche dopo le riforme egualitarie dell’istruzione media e

secondaria.

A partire dagli anni si è però affacciato un approccio diverso al problema formativo,

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centrato sul primato della competenza.

Per si intende la capacità di le conoscenze, norme d’uso in

utilizzare

competenza a un saper

determinati Questo concetto designa il passaggio da un sapere inerte

contesti.

fare.

Il però non basta, perché ogni nostra attività è sostenuta da un’energia psichica,

saper fare

che non solo ci consente di fare qualcosa, ma fa nascere in noi il desiderio di farlo e di

continuare a farlo, coinvolgendo la sfera dell’essere.

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Quindi mentre la risulta essere un apprendimento come avere,

cultura delle conoscenze

l’apprendimento della lega tali saperi al mondo dell’essere.

cultura delle competenze

VALORI.

Essi occupano un posto di rilievo nella cultura della riflessione.

Ribadendo che non deve essere confusa con e che quest'ultima è

l’educazione l’istruzione

connessa alla prima, si sottolinea che deve essere consapevole che le

l’insegnante

solo se sono parte del vivere e non della scienza. Inoltre

hanno valore educativo

conoscenze

l’educazione non deve essere intesa solo come un fatto culturale, ma anche e soprattutto

come una proposta carica di senso.

I tratti di qualità del docente.

Un docente deve possedere le seguenti microabilità:

in quanto più che applicare regole e strumenti deve leggere la

Fine capacità interpretativa,

• Deve continuamente porsi interrogativi, verificare e riproporre, ponendo

realtà della classe.

particolarmente l’accento sugli interrogativi di senso, al fine di comprendere il proprio

tempo e i soggetti che in esso vivono;

l’attività del docente in classe richiede e

coinvolgimento

Delicato tratto relazionale,

• partecipazione emotiva, sensibilità e spirito di iniziativa. Egli deve sviluppare capacità di

ascolto, di disponibilità e attenzione nei confronti degli alunni. Inoltre deve essere capace di

destare interesse, che rispecchia la sua passione per l’insegnamento.

Piena padronanza nel modulare il passaggio dal sapere scientifico al sapere

• Egli deve dimostrare che l’apprendimento della logica interna di una

apprendere.

disciplina, porta a conseguire i per possedere creativamente

processi di autoapprendimento,

i saperi e per operare personalmente la ricerca. Contemporaneamente occorre tener conto dei

limiti della ricerca scientifica, comprendendo che non tutto può essere spiegato

scientificamente. Per questo occorre tener sempre presente la complessità della realtà e della

persona umana.

Il ruolo del viene così rivalutato: non più solo un filtro, ma un di guida del

docente esempio

discente. Ciò può essere inteso come:

Matura competenza retorica.

- sviluppare la capacità di uso delle figure retoriche, che consentono di colorare la lingua

standard, arricchendola di significati.

- un’apertura nei confronti della novità;

- procedimento che fornisce delle ragioni a favore o contro una tesi determinata.

vuol dire così guadagnare l’adesione del discente riconoscendogli

Insegnare retorica

un’autonomia valutativa e decisionale, e alimentando il confronto tra due tesi ponendole in

relazione.

Il discente non è più solo un ricettore di messaggi, ma diviene interprete e fautore di

decisioni autonome.

Il che porta anche alla scomparsa dell’asimmetria presente nel contesto

comunicazionale

scuola. Con ciò non si vuol dire che il docente rinuncia a fornire proprie informazioni e

suggerimenti, ma a combinare tali informazioni con la retorica, per passare da mera

informazione a problematizzazione. Tale atteggiamento deve riguardare l’osservazione, lo

Metodico atteggiamento di ricerca.

• studio, la verifica e la riprogettazione dell’azione Didattica, vedendo in un continum il

rapporto ricerca-Didattica. L’insegnamento quindi, se affrontato con metodo di ricerca

scientifica, deve potersi basarsi su una forte Occorre quindi puntare sia su

professionalità.

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una buona che a un costante impegno di in un’ottica

preparazione di base aggiornamento,

di educazione permanente. Un insegnante deve con i suoi

cooperare

Collaborazione consonante tra colleghi.

• colleghi. Questo in realtà non è semplice, perché non siamo abituati ad apprendere da pari,

in quanto veniamo da un sistema formativo che ci ha abituato a imparare da soli ( divenendo

geniali oppure da qualcuno diverso da noi (divenendo

autodidatti) bravi studenti).

Occorre imparare ad essere validi cooperatori, basando il proprio lavoro di insegnanti non

sull’individualismo, bensì sul lavoro di equipe.

La socializzazione assume quindi una forte importanza. Questo per poter individualizzare

Feconda capacità di moltiplicare le offerte didattiche.

• l’insegnamento, al fine di potersi adattare ai diversi bisogni formativi dei discenti.

La metodologia

Come non esiste un solo modo di apprendere, così non esiste un solo modo di insegnare: oggi infatti

scopo dell’insegnamento è quello di adattarsi alle differenti esigenze dell’utenza, organizzando i

modi di insegnare compatibili a tali caratteristiche.

Nella di interventi occorre pertanto tenere conto non solo dei

progettazione individualizzati,

ma anche degli atteggiamenti, delle credenze e delle esperienze

prerequisiti cognitivi,

precedentemente fatte dal discente. I punti rilevanti dell’insegnamento- apprendimento, inteso come

cognitivo- sociale- affettivo, sono:

Costruire percorsi funzionali ai contenuti calibrati sui destinatari;

• affinché la classe si configuri come ambiente educativo

Creare quelle condizioni favorevoli

• d’apprendimento. occorre saper condurre gli alunni all’ottenimento del massimo

Mirare all’efficienza:

• risultato col minimo sforzo, in un clima educativo di impegno condiviso. Il docente offre

inoltre ai discenti quel bagaglio di valori e quel modello di comportamento che consentirà

loro di formarsi il senso di identità, favorendone l’autonomia.

che suppone la capacità di differenziare la

Prospettare una serie di azioni d’insegnamento

• proposta didattica in funzione delle caratteristiche personali degli alunni, facendo comunque

riferimento agli obiettivi uniformemente stabiliti. Occorre quindi polarizzare l’attenzione sul

discente.

Da qui occorre riconoscere l’importanza dell’insegnamento individualizzato, che non deve

• avere un’azione cumulativa, bensì orientativa,che:

- non si ponga traguardi uguali per ogni età, ma per ogni età consegua il massimo;

- non richiede di ripercorrere itinerari gia fatti, ma comunque riconosce le competenze gia

acquisite, per potenziarle:

- non esprime valutazioni comparative di merito, ma certifica, descrivendole, le competenze

reali.

Dare spazio alle hot cognition, cioè ai saperi vissuti, che si costruiscono con impegno e

• responsabilità e sono associati a emozioni positive.

Utilizzare una pluralità si strumenti didattici: testi per lo studio, attività di ricerca individuale

• e di gruppo...

Offrire ai discente una molteplicità di chance: riconoscere ad alcuni tempi più lunghi di

• maturazione, possibilità di usufruire di crediti e itinerari alternativi e di recupero.

Usare la pluralità linguistica: ogni prestazione didattica deve avvalersi di una ampia

• disponibilità a trascrivere in linguaggi differenziati e molteplici contenuti.

Riconoscere il valore della continuità Didattica ed educativa, non intendendola solo in senso

• verticale o orizzontale, ma anche come continuità d’apprendimento.

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Continuità significa collegamento, coordinamento fra le cose apprese e quelle che si devono

imparare valorizzando lo specifico e collegandolo col diverso al fine di prospettarsi verso il

nuovo. Essa significa anche continuità nella passando da un atteggiamento di

motivazione,

mera risposta dei discenti rispetto alla proposta Didattica a un atteggiamento più

consapevole.

Ora però continuità non vuole dire solo nesso, legame, ma anche promuovere una valenza

motivazionale, al fine di promuovere un imparare desiderando di continuare ad imparare in

maniera aperta e creativa per tutta la vita.

La motivazione infatti è un problema sempre attuale in classe. Vi sono alcune atte

strategie

a indurre alla motivazione:

1. occorre elevarsi gradualmente verso il complesso, oppure avere qualche carattere di

novità o sfida nell’insegnamento, rispetto alle conoscenze possedute. Occorre quindi

assumere rischi moderati.

bene agli stessi discenti ciò che si aspetta dal loro impegno, verso cosa

2. chiarire

dirigere il loro lavoro e su cosa si baserà la valutazione.

3. creare in classe un ambiente collaborativi e non competitivo, favorendo il lavoro

cooperativo e valutando non solo la qualità del lavoro, ma anche le acquisizioni

raggiunte. il lavoro in classe, nel quale sarà l’insegnante a esprimere per

4. rendere interessante

primo l’entusiasmo.

5. aumentare la percezione della propria competenza nel portare a termine gli impegni

scolastici le prove valutative devono essere previste

sintonizzare l’insegnamento con la valutazione:

• dalla quotidiana Didattica d’aula, al fine di potersi esercitare per affrontare poi le prove di

valutazione richieste a livello nazionale.

La valutazione non può poi riguardare solo gli esiti finali dell’istruzione, ma deve investire

il Didattico educativo in tutta la sua durata.

processo

Ridurre infatti la valutazione solo alle situazioni terminali, vuol dire enfatizzare il prodotto

non tenendo conto del processo attraverso il quale tale prodotto è stato ottenuto.

Una si ripercuote sui processi didattici che non possono essere

pratica valutativa debole

orientati alla soddisfazione dei bisogni dei discenti, in contrapposizione alla proposta di

insegnamento moderno che si propone appunto di individualizzare il percorso formativo.

I momenti valutativi che hanno luogo in classe poi sugli atteggiamenti degli

incidono

alunni, che attraverso essi si formano una percezioni delle loro capacità di apprendere.

Emerge quindi l’importanza di evitare di introdurre di verifica dei

momenti traumatici

risultati, che potrebbero portare l’alunno, in caso di risultato negativo, a una demotivazione

o addirittura al rifiuto dell’attività Didattica.

La lezione.

Nata dalla che chiedeva ascolto passivo, esercizio, memorizzazione e imitazione,

Lectio Magisteri,

rispetto per l’autorità del testo e del maestro, si è passati all’attuale configurazione di lezione ex-

cathedra.

Vi sono varie fasi nella lezione.

che si riferisce sia agli elementi delle lezioni precedenti, e in seguito

Contesualizzazione,

• con quelle successive. attraverso tre metodi:

Accertamento delle conoscenze precedenti,

- richiamo dei punti salienti delle lezioni precedenti

- a fare domande, considerazioni, osservazioni

invito

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- a partecipare, proponendo interventi finalizzati a collegare i concetti

sollecitazione

precedenti con le nozioni che si intendono presentare. attraverso:

Individuazione/ definizione/ scansione dei punti tematici,

- cioè fermare quei concetti importanti poi per la successiva

invito a prendere appunti,

elaborazione

- ponendo in relazione le conoscenze gia

indicazioni bibliografiche e settori di ricerca,

possedute con le nuove conoscenze. utilizzando:

Preparazione all’apprendimento,

- riscaldamento, impegnando cioè in prove d’ascolto prima della lezione, al fine di

warm-up,

richiamare in memoria le informazioni utili.

- presentando concetti generali

Introduzione,

- Indicazioni bloccanti.

Interazione- complementarità dei processi:

- top down, cioè dal tutto alla parte, guidate dal sistema cognitivo

dall’alto

- bottom up, dalla parte al tutto, che muove dai dati in possesso.

dal basso con l’invito a prendere

Analisi di ciascun punto tematico e organizzazione dei nessi,

• appunti. modulare il dire con brevi interruzioni, al fine di consentire

Invito ad operare il feed-back,

• ai discenti di appuntare e interiorizzare i concetti.

Distribuzione degli organizzatori:

- schemi, schizzi

percettivi,cioè

- cioè diagrammi

logici,

- tavole

sistematici

quando si conclude la presentazione dei punti tematici è opportuna una discussione che

riassuma il discorso svolto. Dopo si richiamano i punti tematici.

Schema riassuntivo

• al fine di prendere possesso delle nozioni, ma anche di confrontarle

Discussione collettiva

• con quelle degli altri al fine di meglio comprenderle.

attraverso prove oggettive e performance orali.

Fissazione- verifica dei punti acquisiti,

• con la relativa introduzione alla lezione futura.

Conclusione,

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CAP IV

LA DIDATTICA NELL’UNIVERSITA’ CHE SI RINNOVA.

Attualmente l’università italiana sta subendo radicali frutto di un’esigenza di

trasformazioni

rinnovamento proveniente da diversi orizzonti culturali e sociali. Trasformazioni che si manifestano

con che propone strategie di ateneo, scale di priorità tra discipline che

l’autonomia universitaria,

tendono a sovrapporsi o sostituirsi alle tradizionali strategie disciplinari fissate a livello nazionale...

Il regolamento dell’autonomia Didattica prevede che la dei corsi di studio, non è tanto

finalità

l’acquisizione si saperi e conoscenze, quanto l’acquisizione di un continuo con le realtà

confronto

produttive, sociali, istituzionali, nelle quali le acquisite andranno

conoscenze spese.

In questo progetto di cambiamento un ruolo fondamentale è riconosciuto alla Parlando di

Didattica.

Didattica in università dobbiamo distinguere tre livelli:

1. il primo riguarda l’identificazione dei e coincide con

curricoli l’articolazione temporale:

l’organizzazione /strutturazione e con i tempi politico istituzionali.

2. il secondo livello è quello Didattico, in senso stretto, che riguarda appunto il problema

specifico dell’insegnamento- apprendimento.

3. il terzo si riferisce alla Didattica intesa come come disciplina autonoma,

sapere scientifico,

che nell’università del XXI secolo va acquisendo un suo ambito specifico di ricerca e una

crescente rilevanza nella comunità scientifica.

Le istanze.

Oggi è fortemente avvertito il bisogno di una più elevata scolastica.

qualità di formazione

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Il processo formativo superiore deve essere dotato di promuovendo un approccio

senso e valori,

che porti all’unità dei saperi e alimentato sia dal principio della

problematico, longlife learning,

che dell’autodidassi personale.

La Didattica universitaria, rimasta indenne dalle tendenze innovatrici dell’ultimo trentennio, impone

oggi che migliorino la qualità dell’offerta formativa.

soluzioni nuove,

Le (sollecitazioni) maggiormente avvertite sono:

istanze che registra quasi il 60% di abbandono agli

- la riduzione dell’improduttività del sistema,

studi;

- una maggiore efficienza delle strutture didattiche

- una maggiore flessibilità dell’organizzazione Didattica, al fine di adattare annualmente la

proposta formativa degli atenei alle esigenze degli studenti;

a causa dei bassi livelli di produttività e per

- una diffusa richiesta di efficacia/ efficienza,

l’inadeguatezza rispetto alle esigenze didattiche. La distanza tra offerta e domanda di

istruzione universitaria non è solo di contenuti, ma anche di strumenti.

- L’inderogabile coincidenza tra la durata legale dei corsi e la durata reale. Occorre inoltre

tenere conto delle diverse esigenze degli studenti: da una parte un progetto per i non

frequentanti, con progetti di lezioni a distanza e lezioni intensive, dall’altra un programma

per i frequentanti. Oggi invece la Didattica è essenzialmente organizzata sugli studenti

frequentanti.

- Una costante valutazione della qualità Didattica, con ampia partecipazione degli studenti;

che si rivela sempre più importante per

- L’importanza della funzione di orientamento,

garantire la qualità dei sistemi formativi;

- La realizzazione di opportunità di formazione permanente e ricorrente

- L’internazionalizzazione dei corsi di studio armonizzandoli col panorama europeo.

Le offerte della Riforma degli ordinamenti didattici.

Con il è sorta una diversificazione dell’offerta dell’istruzione universitaria:

D.M. 509/1999,

- la conseguibile in 3 anni, che assicura allo studente un’adeguata

laurea di primo livello,

padronanza di metodi e contenuti scientifici e l’acquisizione di conoscenze professionali;

- la di altri 2 anni, che fornisce una formazione di livello avanzato;

laurea specialistica,

- il di durata biennale, che fornisce conoscenze relative a

diploma di specializzazione,

particolari attività professionali

- il di durata triennale, che consente di esercitare attività di ricerca e

dottorato di ricerca,

qualificazione

- il di 1°, 2° livello dopo la laurea specialistica, che prevede corsi di alta

master universitario,

formazione.

ha invece offerto all’università vari punti sui quali riflettere:

L’autonomia

- l’opportunità di stimolare le università a ripensare alla propria offerta Didattica;

- la ricerca di una correlazione tra domanda e offerta di istruzione superiore;

a più facoltà comprendente le grandi

- la possibilità di effettuare corsi introduttivi comuni

aree tematiche;

- la valutazione e la certificazione della qualità dell’offerta di istruzione e formazione

professionale

- l’introduzione di un sistema generalizzato di crediti didattici e di moduli insegnativi al fine

di migliorare l’efficienza Didattica nella prospettiva di ridurre gli abbandoni.

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Gli indicatori di qualità.

Di fronte alle attuali innovazioni, date dalle istanze e dalle riforme, l’offerta Didattica attuale

dell’università, mantiene però un il contesto istituzionale è rimasto quello

connotato tradizionale:

di 50 anni fa.

La qualità Didattica è a un grado basso, anche perché si sa che la opprime la il

quantità qualità:

numero degli addetti all’insegnamento e la loro qualità professionale è rimasta intatta rispetto al

passato, mentre sia il numero degli iscritti che la loro eterogeneità è mutato.

La Didattica ha quindi bisogno di essere tenendo presente le seguenti che la

riqualificata, categorie

caratterizzano sulle quali riflettere e che possono contribuire all’incremento della qualità

dell’offerta formativa: l’insegnamento è considerato un fattore strategico per generare

la produttività,

• l’apprendimento, che ne viene considerato il prodotto;

che richiama l’esigenza di incentrare l’insegnamento sui e non sui

processi

la processualità,

• risultati, orientando la Didattica verso una significatività soggettiva.

E si sottolinea anche l’importanza del inteso come le procedure di pensiero

metodo, La

riflessivo da privilegiare nell’insegnamento, come per esempio il problem solving.

è quindi incentrata non sul prodotto ma sui processi.

valutazione che riguarda il livello di articolazione della proposta di insegnamento.

la flessibilità,

• Quanto più questa è ricca e differenziata, più riesce a controllare le variabili soggettive di

chi apprende. che è il modo più efficace di organizzare gli itinerari e i tempi didattici.

La modularità,

• Essa è una strategia Didattica altamente strutturata in cui l’organizzazione sia del curricolo

che delle risorse prevede di insegnamento-

l’impiego flessibile di segmenti itinerari

apprendimento, i moduli, che hanno struttura variabile, ma unitariamente definite.

Così definito ogni modulo può essere variato rispetto all’impostazione iniziale, al fine di

gli itinerari di istruzione.

personalizzare

Occorre poi individuare tra più corsi: in questo senso modularità

aree tematiche affini

significa anche ricerca di collegamento coordinamento con altri corsi.

riguarda che diviene un elemento essenziale nella

l’esperienza pratica,

La laboratorietà,

• professione docente. In ambito universitario è però necessario tenere conto che il pratico

deve essere strettamente connesso al sapere teorico.

ogni università deve garantire e lo studente ha il

un’offerta formativa

La contrattualità:

• diritto di riceverla integralmente, assolvendo ai suoi quali la frequenza sia alle

doveri,

lezioni che alle integrazioni alle lezioni.

Organizzare vuol dire le risorse esistenti, evitare gli

razionalizzare

L’organizzatività.

• sperperi, individuare le aree maggiormente fragili, individuandone le relative correzioni.

La Didattica universitaria deve quindi prestare le dovute attenzioni a tutte le dinamiche

strutturali, istituzionali e organizzative, che condizionano l’insegnamento apprendimento.

degli

occorre innanzitutto una valutazione delle conoscenze di ingresso

La valutatività

• studenti e occorre rivedere le modalità di verifica dell’apprendimento, introducendo per

esempio gli esoneri, che nelle discipline scientifiche hanno dato esiti positivi.

che indicano le varie

Molto importanti per lo studente sono poi le valutazioni formative

possibilità di lavoro, le tecniche da impiegare, le capacità da acquisire o da affinare...

che nell’ambito universitario risulta essere occorre quindi

impoverita:

La relazionalità,

• porre l’accento sulla centralità della qualità delle interazioni che si stabiliscono fra il docente

e lo studente. Il fondamento dell’interazione è il colloquio personale.

Verso la riorganizzazione Didattica:

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Il tirocinio.

Per tirocinio, si intende consistente in un insieme di occasioni di

un’offerta formativa

osservazione- riflessione e di progettazione attraverso cui lo studente universitario prende contatto

col e vive alcune sotto lo sguardo di un esperto.

mondo del lavoro esperienze professionali

In questo modo lo studente svilupperà che sono richieste

capacità di analisi critica e di ricerca,

nella pratica professionale.

Il osserva le i comportamenti operativi, sia individuali che

situazioni lavorative,

tirocinante

collettivi, scopre e esamina le relazioni: fa cioè del contesto pratico un entro cui esercitare le

campo

proprie esperienze di apprendimento formativo.

L’esperienza pratica deve evitare che il tirocinio si trasformi in una sorta di apprendistato passivo,

mediante l’acquisizione di stereotipie, ma si deve porre con un in cui il

atteggiamento di ricerca,

fare deve integrarsi con la problematizzazione e critica personale.

Il tirocinante non deve solo vedere la ma deve cercare di dalla

teoria nella pratica, estrapolare

pratica la teoria.

Le indicazioni della psicologia culturale.

ha sostenuto che lo sviluppo psicologico di un essere umano non può avvenire al di fuori di

Bruner

una cultura.

Scopo della è quello di introdurre la psiche nella cultura e la cultura nella

psicologia culturale

psicologia.

La risulta essere un da un gruppo umano, che si manifesta

insieme di significati condivisi

cultura

essenzialmente nella quotidiana.

conversazione

Da qui l’implicazione Didattica: ai fini è utile partecipare alle pratiche

dell’apprendimento

significative di una specifica comunità.

In questo senso un ruolo decisivo è svolto dalle che sono definite non solo dai

comunità pratiche,

loro membri, ma anche dalla loro condivisione e interpretazione dei vari eventi comunitari.

hanno un ruolo fondamentale nell’interazione sociale: essi co-

Narrazione e discorso quotidiano

costruiscono la conoscenza, l’identità la professione della comunità.

Quindi il assume un’importanza fondamentale.

contesto

La reflection in action di Schon

La si può considerare una sui generis,

forma di ricerca e sperimentazione

reflection in action

finalizzata a migliorare la pratica professionale mediante l’elaborazione di teorie contestualizzate e

personalizzate.

Le esperienze nelle imprese.

I aumentano sempre più.

tirocini di orientamento

Il va da uno a sei mesi, prevalentemente presso aziende appartnenti al settore

periodo di prova

terziario. Nella maggior parte dei casi l’esperienza di orientamento si risolve con l’assunzione

presso l’impresa dove si è svolto il tirocinio, oppure con il rilascio di una attestante lo

certificazione

stage e spendibile nelle future ricerche occupazionali.

I motivi che hanno spinto i datori di lavoro ad avvalersi di questo strumento sono diversi, ma quella

prevalente è rappresentata dalla possibilità di effettuare a costi molto ridotti.

periodi di prova

Lo stage in impresa offre la possibilità ai giovani disoccupati di fare direttamente in

un’esperienza

azienda senza dover necessariamente passare attraverso un percorso formativo improntato

sull’apprendimento teorico.

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Tra le del tirocinio troviamo:

linee progettuali il tirocinio si configura come un’opportunità per conoscere, interpretare

L’organizzazione:

• e innovare l’esperienza professionale, quindi deve essere collocato, al pari delle altre attività

formative , nel Piano annuale della Didattica.

Al tirocinante vengono chiesti non solo compiti applicativi, ma soprattutto atteggiamenti

interpretativi e critici.

Occorre quindi le occasioni formative che presentino caratteri

progettare e organizzare

simili a quelli in cui i soggetti dovranno in seguito operare: occasioni in cui sia possibile una

condivisione di compiti, ed un uso contestualizzato.

sono lo strumento di cui ci avvaliamo per fare le cose, per realizzare dei

Le conoscenze:

• compiti, per operare all’interno dei vincoli e delle regole, ecc.

È la della scuola o dell’ambiente di lavoro che lo studente si è

rappresentazione mentale

costruito nel corso del suo curricolo di studi e va disconfermata o confermata.

Esse sono necessarie al fine di far conseguire al tirocinante quel patrimonio di conoscenze

che costituisce la piattaforma problematica entro cui poter successivamente assegnare al

proprio tirocinio una significativa collocazione.

in campo universitario, come in quello scolastico, il concetto di

Le competenze:

• competenza deve essere privilegiandolo rispetto a quello di contenuti

valorizzato,

disciplinari.

Nell’uso comune sta a indicare un campo di conoscenze e abilità proprio di determinati

professionisti.

Si configura anche come delle conoscenze e di

capacità di utilizzazione intelligente

padronanza creativa fino a fare di esse la fonte generativa di altre dirette ad operare in un

determinato contesto.

Designa non solo la capacità di chi è in grado di applicare una tecnica in una situazione

problematica, ma anche di in un campo specifico, muovendosi verso la

sapersi adattare

soluzione del problema. Soluzione che può essere cercata anche con gli altri colleghi in

un’ottica di cooperative learning.

la capacità cioè di leggere e capire, da parte del tirocinante,

La competenza osservativa:

• il contesto in cui si trova e di collocarsi realisticamente al suo interno.

parla di indicando proprio la porzione di un contesto

Hutchins orizzonte di osservazione,

lavorativo che è disponibile come contesto di apprendimento per ogni tirocinante.

Tratti fondamentali della competenza osservativa sono:

- leggere e interpretare situazioni;

- individuare scopi generali e specifici;

- imparare a fare resoconti sistematici e raccogliere materiali di documentazione;

comporta una dei suoi

comprensione dell’organizzazione,

La competenza organizzativa:

• obiettivi, dei ruoli e delle funzioni. Ad essa occorrono le seguenti prerogative:

- impostare e risolvere problemi di realizzazione anche emozionali e relazionali

- apprendere e gestire tempi e modi

- imparare per esperienza diretta

- pianificare, partendo da decisioni di responsabilità collettiva

- sviluppare competenze strategiche nel contesto di soluzione di problemi.

è quella capace di stabilire rapporti di reciprocità con

La competenza a convivere:

• funzionali alla risoluzione di problemi di adattamento. In quest'ottica

l’estraneo, l’estraneo

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è tutto ciò che può configurarsi come ignoto. Possiamo quindi chiamare la competenza a

convivere, anche competenza a trattare con l’estraneo.

Questa competenza produce del gioco sociale quando quelle presenti

nuove regole

denunciano la propria inadeguatezza. Anche è inserito in una comunità di

l’insegnante

più o meno ampia, quale quella costituita dagli altri insegnanti della

pratiche professionali

scuola, dalla comunità di insegnanti di una certa materia.

Ed è solo a partire da una a tali pratiche che è possibile innescare processi di

socializzazione

superamento di tali vincoli e una loro innovazione anche creativa. E dunque: non solo

apprendere conoscenze, competenze, ma anche modi di essere e di stare al mondo.

Il tirocinio sviluppa e affina:

- le conoscenze funzionali alla professione: apprendere per il lavoro,

- il senso della responsabilità e di autonomia che richiede qualsiasi attività professionale e

lavorativa

- la capacità di pianificazione per la soluzione di problemi concreti

- le abilità di realizzazione di progetti significativi

- facilita l’esercizio delle emozioni.

Il contratto Didattico.

A partire dagli anni 80 sono state studiate le relazioni fra contesto, insegnanti, studenti e contenuti

disciplinari, introducendo il concetto di contratto didattico.

Inteso come abituali che i docenti e studenti mettono in

insieme di regole e di comportamenti

pratica a proposito di un sapere definito dai programmi, riassume tutti i

reciprocamente

ritenuti idonei per facilitare i processi di insegnamento-apprendimento.

componenti

Il contratto permette allo studente di stilare un della disciplina che

piano di studio individuale

tenga conto degli interessi, delle precedenti esperienze e dei desideri futuri, ma anche del suo

impegno.

La funzione delicata dei tutor.

Di estrema rilevanza è il ruolo che può esercitare il oltre a quello di guida.

tutor,

Ci si porrà assai meglio al servizio della persona dello studente mediante una ed un

presenza

affidati in modo studiato ed equilibrato ora dalla forma diretta ora a quella indiretta.

ascolto

Il laboratorio disciplinare e no.

Il laboratorio si configura come luogo distinto e connesso all’esperienza.

Va innanzitutto considerato come prima che materiale, in cui la pratica si fa teoria,

luogo mentale,

il vissuto oggetto d’analisi concettuale, la conoscenza si fa sapere.

Importante è poi trovare modalità tali da rendere che spesso rimangono

esplicite conoscenze tacite,

al fine di far emergere idee, opinioni ecc.

propone un che valorizza l’esperienza e tematizza la

approccio induttivo

L’iter metodologico

modalità dell’alternanza come percorso in cui si integrano reciprocamente aula, laboratori ed

esperienze sui luoghi di lavoro.

Il menagement didattico.

L’adozione della qualità comporta la richiesta di alcune sia ai docenti sia al

abilità innovative,

personale amministrativo, soprattutto perché l’attività Didattica non è più limitata all’interno

dell’università. I due soggetti complementari del mondo universitario, quello della e

docenza

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quello del si trovano a dover collaborare più strettamente di quanto non

personale amministrativo,

abbiano fatto in passato.

Sono proprio le sfide poste dal dover le molteplici attività richieste dall’innovazione

organizzare

Didattica che ha portato all’individuazione di una funzione complessa, come appunto di

managment didattico.

Esso realizza una sorta di dei servizi formativi con la finalità di concorrere a

coordinamento e un’erogazione elevata dei servizi stessi.

garantire all’università una gestione strategica

In particolare offre:

- ausilio agli studenti attraverso l’informazione, l’orientamento, l’accompagnamento ecc

- supporto tecnico nella direzione dei corsi di studio e alle facoltà nella progettazione,

pianificazione e organizzazione.

per la cura o la costruzione dei rapporti con il territorio. Si profila una

- Punto di riferimento

nuova figura professionale: il un professionista in grado di svolgere tale

manager didattico,

coordinamento epperciò di organizzare una Didattica secondo un approccio non settoriale,

ma sistemico.

Gli impegni della Didattica.

Tali impegni dovranno riguardare vari settori:

La che riconosce le effettive in

gestione delle innovazioni, potenzialità dei cambiamenti

• corso e valutandone criticamente la portata istituzionale e pedagogica.

I sono spesso incapaci di fornire descrizioni buone, utilizzabili, della

docenti innovativi di dire quello che fanno effettivamente.

propria pratica: sono incapaci

I ricercatori di scienze dell’educazione e di Didattica, hanno il compito di cercare di

produrre un linguaggio in grado di adeguatamente la conoscenza pratica.

dire

Il Questo rapporto deve essere visto come un

rapporto tra Didattica e ricerca. continuum.

• La pratica Didattica efficace è quella che si costituisce come La

risultato di una ricerca.

crescente incidenza della Didattica e delle ricerche connesse, nella vita accademica

porterebbe ad un incremento degli insegnamenti ad essa attribuiti con conseguente

avanzamento della ricerca in settori specialistici.

L’impegno Le università si stanno trasformando in

del docente universitario. strutture

• creative e modulari, in grado appunto di soddisfare la propria missione nella società

aperte,

innovando continuamente i loro contenuti e i loro metodi di lavoro.

A tale cambiamento corrisponderà un forte innalzamento degli da

standard professionali

parte dei docenti, sia dal punto di vista dell’impegno sia da quello della qualità delle

prestazioni offerte.

Ciò vuol dire che una Didattica di questo tipo prevede non solo un impegno serio da parte

dello studente, ma anche un e una costanti da parte del docente.

impegno presenza

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Sara F

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Didattica Generale. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Il processo di umanizzazione, elaborazione, ricerca e creatività, La Didattica non banalizza il sapere, Lo sviluppo evolutivo dell’uomo, offerta generalizzata di istruzione formale, ecc.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Didattica Generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Suor Orsola Benincasa - Unisob o del prof Fabbri Loretta.

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