Didattica dell'italiano per stranieri
Professoressa Stella Peyronel
La lingua può essere:
- Madre (materna o madrelingua), acquisita da bambini o usata in preferenza in situazioni di multilinguismo. Non è appresa tramite insegnamento. Può essere lingua o anche dialetto.
- Non-madre, varia molto in base a dove la si insegna o la si impara. Può essere:
- Straniera (LS): viene insegnata. Non la si usa nell'immediato per ragioni comunicative.
- Lingua seconda (L2): viene appresa per ragioni comunicative, ad esempio l'italiano nel Canton Ticino.
- Lingua etnica: distinzione fatta da Balboni il quale introduce il concetto di lingua etnica. Viene usata in ambiti comunicativi ristretti, ad esempio la famiglia o la società etnica.
- Lingua classica: è basata su un corpus finito, ad esempio il latino e il greco antico. Si basa in prevalenza sullo scritto ma la lingua, non essendo più parlata, non si evolve più.
Cosa fare per organizzare un corso di italiano per stranieri
- Tenere conto della L1 degli studenti e conoscerla;
- Livello di conoscenza dell'italiano (lingua obbiettivo);
- Età;
- Tipo di lingua obbiettivo;
- Tempo a disposizione per il corso;
- Livello di istruzione degli studenti;
- Strumenti a disposizione;
- Presenza di un mediatore culturale;
- Numero di studenti;
- Luogo in cui si insegna;
- Presenza di studenti disabili;
- Contesto di istruzione;
- Motivazione: perché imparano l'italiano?
Alcune cose riguardano gli studenti, altre sono esterne a loro, altre riguardano l'insegnante. La motivazione è l'elemento più importante. Bisogna tener conto del luogo in cui si insegna, se in Italia o all'estero.
Ci sono culture che mantengono più o meno la lingua madre in famiglia. Se insegno l'italiano in Italia posso contare anche su stimoli esterni, ad esempio la radio, la TV, i giornali. È tutto materiale linguistico, scritto o orale, con cui viene in contatto lo studente → input. Se invece insegno l'italiano come lingua straniera non ci saranno stimoli esterni e dovrò sopperire a questo con input durante la lezione, ad esempio con degli strumenti di comunicazione.
Il luogo, come Paese, è importante e si costruisce su due obbiettivi: pubblico e privato. A livello pubblico si può contare su varie strutture, dall'università all'asilo nido, ai corsi di formazione professionale, CPIA o CTP. A livello privato ci sono invece scuole di lingue, associazioni di volontariato, lezioni private).
Il parlante ideale e l'insegnamento
Il parlante ideale sa tutto ciò che c'è da sapere sulla lingua. La lingua non è una sola quindi bisogna insegnare tutte le sue varie accezioni. È difficile trovare insegnanti madrelingua che siano anche in grado di insegnare la propria lingua. Utile fare riferimento ad altre discipline o alla lingua madre o a un'altra lingua conosciuta dagli studenti.
Le lezioni private si possono svolgere:
- A casa propria
- A casa/ufficio dello studente
- In un altro luogo
Questione tempo
Può capitare che dopo poche lezioni un libero professionista smetta di frequentare il corso per mancanza di tempo e il salario dell'insegnante sfuma. È meglio quindi preparare blocchi di lezioni di un tot di ore, alla fine delle quali si può essere retribuiti dopo aver pattuito il compenso con l'allievo.
Età
Bambini piccoli: non posso usare materiale scritto se non sanno leggere e scrivere. È in rapporto con la motivazione e con la conoscenza di altre lingue seconde.
Ipotesi dell'età critica: non è accettata da tutti. L'apprendimento di una lingua diventa più difficile dopo aver concluso i processi di lateralizzazione. Tra i 2 anni e la pubertà si conclude questo processo, per cui gli emisferi del cervello si specializzano in determinate facoltà. Finché questo non è concluso, gli stimoli per l'apprendimento funzionano meglio. I bambini imparano più lentamente (perché hanno meno esperienza di strategie cognitive) ma meglio, ovvero più duramente, di adolescenti e adulti.
Livello di istruzione
Ovvero tutto ciò che si sa. È in relazione alla conoscenza di altre lingue straniere e con i processi cognitivi (meccanismi per imparare le cose), con la cultura della lingua che si sta studiando. È importante sapere quali e come conoscono altre lingue straniere gli studenti, e altrettanto importante è conoscere la loro lingua madre → approccio contrastivo: per insegnare una lingua si fa riferimento ad un'altra. Però è poco efficace! Anche se occasionalmente si può adottare.
Fino a qualche anno fa, i livelli linguistici erano quattro:
- Principianti
- Elementare
- Intermedio (alto o basso)
- Avanzato (alto o basso)
Ora esiste il Quadro Comune Europeo in base al quale sono identificati sei livelli:
- A1
- A2
- B1
- B2
- C1
- C2 (riconosciuto a chi insegna una lingua straniera)
Motivazione
Perché vogliono imparare? Tutte le ragioni per cui si vuole imparare una lingua. È in relazione con il tempo (maggiore la motivazione, maggiore la frequenza al corso e il tempo dedicato allo studio). Tre tipi:
- Strumentale (di corto periodo)
- Integrativa (di corto periodo)
- Intrinseca (risultati di lungo periodo)
Strumentale
Può essere di lungo periodo o di breve periodo (estrinseca). Si basa sui bisogni pratici degli apprendenti, ad esempio chiedere informazioni, procurarsi da mangiare, fare acquisti in un paese straniero. Quella di lungo periodo è motivata da ragioni di carriera, ad esempio inglese nelle aziende. Anche trovare lavoro richiede la conoscenza delle lingue straniere. Si può scegliere poi di studiare per conseguire un titolo di studio o per migliorare la propria posizione sociale. I tre tipi di motivazione si possono assommare. Quella strumentale però non è di lungo periodo perché quando si è raggiunto l'obbiettivo, non serve più imparare la lingua. Anche studiare per un esame è un esempio di motivazione strumentale.
Integrativa
Può essere generale o specifica. Soddisfa il bisogno di integrarsi all'interno di una comunità. Quella generale (non riguarda l'italiano ma in genere l'inglese) ci fa imparare una lingua franca che ci permetta di comunicare un po' ovunque. Quella specifica riguarda specificamente la comunità in cui si parla quella lingua. Ad esempio, tutti i luoghi in cui l'italiano viene parlato come lingua corrente.
Intrinseca
Più efficace, risultati di maggiore durata. È basata sul piacere. Può essere legata a varie cose, ad esempio l'amore per le lingue. Può anche essere basata sui testi, ad esempio la passione per la letteratura. È legata anche alla situazione di apprendimento, ad esempio un insegnante bravo, divertente, simpatico, bello... La situazione di apprendimento può risultare piacevole anche grazie alla compagnia o all'atmosfera del gruppo. Questa situazione è quella su cui l'insegnante è più influente. Questo tipo di motivazione è quella che funziona meglio. All'insegnante è utile conoscere la motivazione per sapere gestire e organizzare la classe.
Tempo
- Per studio individuale
- Per lezioni (legato al tipo di istituzione)
Tempo in cui si colloca il ciclo di lezioni, ad esempio in pausa pranzo o al mattino presto o la sera per le aziende; nelle vacanze per i turisti. I corsi possono essere:
- Intensivi (hanno cadenza giornaliera)
- Semi-intensivi
- Non intensivi
Corso intensivo in immersione totale
Potrebbe essere dalle 8 alle 20 ma, non potendo fare lezione per 12 ore, bisogna pensare ad attività di vario genere. La durata massima di lezione di lingua è di 2 ore, quella minima poco più di un'ora. Deve essere sia teoria sia pratica. È importante non spezzare i discorsi in due lezioni. Bisogna calcolare bene i tempi concludendo l'attività nel corso della lezione.
Bisogna calcolare anche i tempi dello studio individuale: sapere se si possono dare compiti o attività da svolgere al di fuori delle ore di lezione. Questo dipende anche dall'età degli studenti. Si deve sempre cercare di imporre lo studio individuale al di fuori del corso, ma sempre se fattibile.
L'uso di tecnologie è sempre in relazione all'istituzione in cui si svolge il corso; è anche in rapporto con l'età (ad esempio, i bambini piccoli non sanno leggere; con gli anziani è difficile usare il computer). Gli strumenti a disposizione limitano la possibilità di utilizzo di alcuni materiali.
Numero di studenti
È importante perché posso strutturare diversamente la lezione, attuando lavori a gruppi o interazioni pratiche. È in relazione all'istituzione (ad esempio, nelle università o nelle scuole private c'è un numero minimo di partecipanti). È in rapporto anche con la motivazione, in particolare intrinseca. Ad esempio, se si frequentano altre persone o se si fa lezione in piccoli gruppi piuttosto che uno per volta.
Insegnante
È messo in relazione con la L1 degli studenti, ovvero è importante che conosca anche la lingua madre degli studenti:
- Fare lezione nella mia lingua
- Nella lingua dei miei studenti
- In una lingua franca
Non è indispensabile essere madrelingua quanto conoscere la materia e soprattutto saperla insegnare. Un insegnante madrelingua rischia di usare strutture o lessico di livello troppo alto rispetto al livello degli studenti. Deve controllare le sue produzioni linguistiche quando è in contatto con gli allievi. Deve essere in grado di usare la lingua al livello dei propri studenti, anche se non è facile. Talvolta il livello si può anche alzare, il tutto modulato in base all'argomento trattato.
Ci sono diversi modi di gestire e di interagire con il gruppo. Se ho un numero alto di studenti, la mia interazione con loro diminuisce. Far lavorare in gruppi o coppie è utile per far pratica gli uni con gli altri. A volte se non riesco a formare coppie, posso fare gruppi da tre oppure decidere di formare una coppia con il mio studente. Chiaramente io come insegnante a questo punto non potrò fare attenzione agli altri e lavorerò più in fretta con il mio studente.
Fare esercizi: è utile ma a volte si rischia, se ci sono tante frasi ad esempio, che gli ultimi studenti non facciano caso a ciò che accade prima. Quindi a quel punto si può invertire il giro, cosicché tutti facciano una parte di esercizio.
Lingua di lezione
Legata alla presenza di un'interprete o un mediatore. Può essere la L1, la L2, una lingua franca. Bisogna vedere quale dà più vantaggi. Se scelgo una lingua franca non è detto che tutti gli studenti la conoscano allo stesso modo. Usare la L2 aumenta l'input.
Usare la L2
- Vantaggi: aumenta l'input e gli studenti apprendono più velocemente; pronuncia corretta.
- Svantaggi: si deve usare più tempo; le spiegazioni devono essere più semplificate.
Usare la L1
- Vantaggi: posso procedere più rapidamente; posso usare spiegazioni più complesse.
- Svantaggi: vengono rimossi input importanti; la lingua madre degli studenti può non essere quella dell'insegnante.
Usare una lingua franca
- Vantaggi: si può procedere più velocemente; posso fare spiegazioni più complesse.
- Svantaggi: è una lingua straniera per insegnanti e studenti; manca l'input.
È meglio usare la lingua obbiettivo.
Motivazione - 2
Quella intrinseca rende l'apprendimento più duraturo.
- Analisi dei bisogni linguistici: fa riferimento ai tre tipi di motivazione ma è incentrata anche e soprattutto sui bisogni pratici (strumentale e in parte integrativa). Questo perché non sempre è facile stabilire i motivi che spingono una persona a imparare l'italiano.
Mediatore
Esistono corsi, ad esempio per cinesi, a cui partecipa un mediatore. È utile ma rischioso perché l'insegnante non sa cosa riporta il mediatore.
Costo
Non è fondamentale all'apprendimento degli studenti. Può essere guardato da due lati:
- Costi per chi organizza
- Gratuità del corso
Bisogna dire che aver pagato qualcosa ci obbliga a farlo.
Come organizzare il corso
- Motivazione del mio studente
- Sapere se il livello della L2 del mio studente, ovvero il livello di partenza
Situazione tipo
Avvocato Watt: non sa l'italiano, ha studiato il francese ma a livello scolastico, capirne la motivazione (turismo, emigrazione, lavoro, famiglia...). Turismo e famiglia hanno una parte comune. Anche lavoro ed emigrazione avranno una parte comune. C'è una parte di lingua generale che serve per la socializzazione, è quindi strumentale.
Bisogno identificare, rispetto alle sue motivazioni, quale/i delle quattro abilità (leggere, scrivere, capire, parlare) gli serve/servono.
Attività produttive:
- Scrivere
- Parlare
Attività ricettive:
- Parlare
- Turismo
- Capire
- Parlare
- Emigrazione
- Leggere
- Capire
- Scrivere
- Parlare
- Lavoro
- Leggere
- Capire
- Parlare
- Famiglia
- Capire
A questo punto, bisogna graduare le conoscenze e gli insegnamenti in base a cosa gli serve di più. Ci sono diversi ambiti a cui applicare la lingua.
Italiano legale → Lavoro
Io come insegnante ne so poco. Come faccio a insegnare una lingua che non conosco? In realtà, io metto la lingua e l'avvocato le conoscenze legali. Posso chiedergli di farmi vedere testi in italiano con cui ha normalmente a che fare. Io devo acquisire il lessico specifico e poi aiutare lo studente a costruire frasi che gli sono utili.
Luogo
Il corso si svolge all'estero. Le lezioni si svolgono nello studio dell'avvocato. Tra gli svantaggi ci sono le interruzioni, i problemi di lavoro rimangono più presenti. Tra i vantaggi c'è la maggior facilità di mettere a disposizione dei materiali; è un luogo più ufficiale rispetto all'abitazione. Se invece il corso si svolge a casa dell'avvocato, lui si stacca dall'ufficio, si rilassa, ed eventualmente può portare dei documenti utili. Se invece sono a casa mia ho tutti i miei materiali. È un ambiente che stacca la lezione dall'ufficio e da casa dell'avvocato. Può inoltre essere un luogo di “italianità”.
Strumenti
Sono in rapporto con il luogo. Possono essere un computer, dei CD, delle fotocopie, libri, una lavagna.
Tempo
Quello delle lezioni (ciclo di lezioni e orario di ogni singola lezione) e quello dello studio individuale (molto importante!). Se l'avvocato ha poco tempo, bisogna diminuire i compiti individuali e aumentare gli esercizi a lezione. Bisogna decidere quante ore in totale (le stabilisco io insegnante). È dato dalle scadenze degli studenti. In media 30/40 ore con lezioni di 1h/1h15/1h30, una o due volte a settimana.
Mi devo informare su cosa piace all'avvocato e lo faccio lavorare su quello in parte → via diretta. Oppure lego le mie attività ai luoghi che già visitato in Italia.
CTP – aiuta a creare rapporti interpersonali (presentarsi, dare info su se stessi etc.) – sviluppo del lessico inerente al livello (una parte sarà generale e una più specifica)
La stessa esigenza si presentava nella situazione tipo con l'avvocato Watt. Devo fornire gli strumenti allo studente per ricavare le info che gli servono. L'analisi dei bisogni ci serve per identificare il lessico e per delineare il corso.
Il lessico è solo uno degli elementi da prendere in considerazione quando ci accingiamo a insegnare una lingua. La lingua è un sistema convenzionale di segni usata per comunicare nelle società umane. È fatta da suoni, segni e simboli grafici. Da questo si deduce che è fatta da diverse variabili. Le convenzioni riguardano il lessico, ma anche la grammatica, la fonologia, etc. Si individuano tre livelli.
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