DIAGNOSI PRENATALE
Test genetici prenatali rappresentano una parte importante del nostro lavoro anche perchè
molto spesso la finalità purtroppo per molte malattie genetiche, poiché oggi ancora non
esiste una cura, poiché molte di queste malattie genetiche sono estremamente gravi, anche
se non tutte sono gravi. Ad esempio una volta andò a fare una diagnosi prenatale una
signora che aveva già una figlia affetta da ipoacusia (sordità dovuta ad un difetto di
connessina)e nonostante questa non è una malattia grave in quanto basta mettere
l’apparecchio al bambino affetto per sentire,e quindi anche se la malattia non è grave la
donna lo stesso si sottopose alla diagnosi prenatale. La diagnosi prenatale di solito viene
fatta per consentire poi se c’è un problema l’interruzione di gravidanza (questo esempio che
abbiamo fatto non è una malattia grave) anche se la legge italiana dice che la diagnosi
prenatale per interruzione di gravidanza è consentita solo se quella malattia del feto induce
una problematica psicologica molto grave sulla mamma ciò vuol dire che per la legge italiana
l’interruzione della gravidanza è consentita solo se la malattia del feto protrebbe essere una
problematica grave per la madre e non perché magari il feto è affetto da una malattia grave
come la distrofia muscolare Duchenne-‐ Becker!! Quindi la decisione spetta alla donna e
quindi la donna può anche decidere di far nascere un bambino con una grave malattia. Nel
caso in cui si decide di interrompere la gravidanza si va in un centro per l’interruzione della
gravidanza dove la donna è sottoposta anche ad una visita psichiatrica per stabilire le
motivazioni, e poi si ha una settimana di tempo per decidere o meno di abortire. Questo è
l’iter non solo del caso in cui il feto è affetto da una malattia grave, ma anche se
l’interruzione della gravidanza è dovuto ad un problema della mamma. Non tutti i centri
fanno diagnosi prenatale, come ad esempio l’ospedale di San Giovanni Rotondo, perché è
finalizzata ad interruzione di gravidanza e perciò fanno solo diagnosi post natale. Di solito
chiede la diagnosi prenatale donne in gravidanza per le quali esiste il
rischio di dare alla luce
un bimbo affetto da una anomalia congenita o da una malattia genetica. Quindi donne a
rischio e questo lo dobbiamo ricordare perché durante la consulenza genetica che sempre si
fa prima di un test genetico bisogna capire questo rischio e chi è a rischio? Quelli che hanno
storia familiare di una malattia genetica ereditaria
• età della madre (ci sono delle malattie congenite, genetiche come la sindrome di Down
•
dove il rischio di avere un figlio affetto da questa patologia è elevato nelle donne di età
superiore ai 35 anni e aumenta in maniera esponenziale ogni anno che passa a prescindere
dalla storia familiare che in questo caso non ci interessa)
screening emato-‐chimici ( prima le donne facevano i tri-‐test che oggi si chiamano duo-‐
•
test e tutte le donne in gravidanza fanno gli esami come α-‐fetoproteina, β-‐hCG(?), una serie
di parametri ematochimici i cui valori di cui era stato creato il programma sulla base delle
statistiche che dava una certa probabilità di capire se il figlio era affetto dalla sindrome di
Down. Se questi valori rientravano in un certo range gli davano una probabilità più o meno
alta, inoltre il test prendeva in considerazione anche l’età della madre ovviamente
ragionando sulla sindrome di Down(questo è un esempio).13,00
• esami strumentali (in realtà noi facciamo una piccola parte delle diagnosi prenatali vere,
ma la diagnosi prenatale vera viene fatta dal ginecologo quando con lo strumento come ad
esempio l’ecografia a cui le donne durante la gravidanza si sottopongono continuamente e poi
al quinto mese si fa l’ecografia strutturale che valuta tutti i parametri come se le braccia e le
gambe sono lunghe, il femore quanto è lungo, ecc..in quel caso il ginecologo con lo strumento
riesce a capire già se ci sono delle problematiche che non è detto che sono per forza
genetiche, però in certi casi potrebbero essere riconducibili a delle problematiche genetiche.
Può essere l’esempio dell’acondroplasia dove il ginecologo fa l’ecografia strutturale e magari
i genitori sono normali, mentre il bambino ha le braccia corte, le gambe corte mentre tutto il
resto è normale. Le lunghezze delle gambe, braccia, ecc.. devono rientrare in dei range cioè in
un intervallo numerico relativo a quella settimana di gravidanza. Nel momento in cui sei al di
sotto di quel range ovviamente si sospetta un’acondroplasia o ipocondroplasia che sono forme
di nanismo di cui l’acondroplasia è la forma più grave in cui addirittura può esserci assenza di
organi, mentre nell’ipocondroplasia è tutto più armonico ma cmq c’è una problematica
genetica che può essere più o meno grave in quanto ci sono delle forme che sono associate
solo alla lunghezza degli arti, e poi ci sono delle forme che sono più gravi che associano
anche un ritardo mentale).
la fase in cui una persona viene informata DEL RISCHIO è durante la consulenza genetica. Di solito la
consulenza genetica dovrebbe avvenire prima che una donna sia in gravidanza perchè così semmai si
dovesse fare un test genetico prenatale finalizzato alla dignosi di una specifica malattia genetica, chi
deve fare l’analisi ha tempo di analizzare in famiglia il caso indice, i genitori per poter poi nell’asso di
tempo breve che abbiamo poi quando dobbiamo fare la diagnosi prenatale fare l’analisi e dare la
risposta.
LA CONSULENZA GENETICA costituisce un aiuto insostituibile per chi si pone il problema del rischio
di avere un figlio con una malattia genetica. (si sottolinea il fatto che si “pone il problema del
rischio” perché molti si pongono il problema del rischio che non hanno perciò è importante che si
parli prima di sottoporsi ad una diagnosi prenatale.
Nel corso della consulenza genetica si raccolgono tutte le informazioni sulle caratteristiche
della malattia in questione:
DOCUMENTAZIONE RELATIVA ALLA DIAGNOSI CLINICA
– TIPO DI TEST DIAGNOSTICO
– TIPO DI EREDITARIETA’
– RELAZIONI DI PARENTELA
–
… quindi per quanto riguarda la documentazione relativa alla diagnosi clinica,noi dobbiamo
conoscere le modalità di trasmissione della malattia,si stabilisce se se si conosce già il gene e
se è stata già fatta un'altra analisi prima d’ora, quindi documentazione relativa alla diagnosi
clinica… inoltre per fare un’analisi genetica,io devo sapere precisamente il nome della
malattia genetica perché ogni malattia genetica è causata da una mutazione
specifica,quindi devo sapere di preciso di che malattia si tratta (ad esempio non basta dire
che in famiglia c’è un bambino con distrofia, ma voglio sapere che tipo di distrofia è?) … il
tipo di trasmissione della malattia,ad esempio se è autosomica recessiva o dominante
perché noi dobbiamo informare il paziente anche sul rischio procreativo,il tipo di test
diagnostico,cioè valutare se richiede poco tempo o più tempo perché per esempio se devo
fare il southern blot questo richiede se tutto va bene 3 settimane,ecc … poi se il materiale
fetale su cui lavorare non è sufficiente io devo farlo crescere ancora quindi ci vogliono altre 2
settimane … anche perché i genitori si aspettano di ricevere il risultato presto,poiché nel
caso fosse negativo possono interrompere la gravidanza … in particolare per la legge italiana
la dodicesima settimana è il limite per fare l’interruzione volontaria di gravidanza senza
problematiche,ma è necessario sostenere solo il colloquio,però superata la tredicesima
settimana,c’è bisogno di una motivazione in più oltre al fatto che ognuno di noi può decidere
delle sorti del nascituro … inoltre per la legge italiana,l’interruzione di gravidanza si poteva
fare prima fino a 24 settimane,ora si può fare fino a 22 settimane.
Quando si è costretti a fare l’interruzione di gravidanza,a quell’epoca,che ancora la legge lo
permette,il feto è ancora piccolo,NON si fa il raschiamento MA si fa il parto indotto mediante
stimolazione con prostaglandine,cosi come si fa con un parto normale,la donna ha le
contrazioni e dolori come quando deve partorire … nel corso di in una di quelle
contrazioni,un feto piccolo esce … a volte i bambini nascono vivi e si deve aspettare che
muoiono,questa è la cosa drammatica perciò si cerca di abortire il prima possibile perché si
può fare solo il raschiamento,inoltre il dolore psicologico è diverso … poi si chiedono le
relazioni di parentela,cioè una volta stabilito i legami rispetto al caso clinico,come nel
famoso pedigree,si riesce a stabilire quale è la probabilità di avere un figlio affetto da una
determinata malattia,se c’è una probabilità significativa,si lascia scegliere alla coppia di fare
o meno l’analisi genetica … quindi a questo punto,dopo aver ricevuto tutte queste
informazioni (con anamnesi),il consulente costruirà l’albe
-
Diagnosi Virologica
-
Diagnosi batteriologica
-
Genetica medica e diagnosi prenatale
-
Diagnosi differenziale clinica medica