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Esperienza e educazione di John Dewey

Introduzione (Francesco Cappa)

Dewey spostò l'attenzione verso gli scopi sociali dell’educazione e i problemi di ordine logico e psicologico dell’apprendimento. La pedagogia era considerata un’attività teorica e divenne una vera e propria scienza autonoma. Dewey non ripudierà gli apporti della filosofia senza instaurare con tali discipline un rapporto di malcelata subalternità.

Per Dewey, il concetto di esperienza riduce il dualismo tra esterno e interno; non è mai esperienza di un oggetto ma interazione fra soggetto e oggetto. Strumento fondamentale è la ragione, l’attività intelligente, è un’attività simbolica di ricerca e di sperimentazioni. L’educazione è incentrata su forme di attività pratica, sociale e culturale. L’educazione diviene l’ambito prioritario fra organismo e ambiente.

"Esperienza e educazione" pubblicato nel 1938, Dewey contrappone la sua posizione a quella dei conservatori che criticavano le “scuole nuove”. Questo scritto è ancora oggi di grande attualità, mette a nudo le differenze tra chi vuole una scuola e un’educazione autoritaria e chi immagina e vuole metterne in pratica una democratica. Dewey non parla di pedagogia, ma di una filosofia dell’educazione. Educare significa accrescere l’ambito dell’esperienza del docente e dell’alunno.

Dewey ha permesso di pensare la scuola come una comunità di pratica educante. Si apprende grazie all’esperienza, centrato sulle possibilità dell’alunno e deve essere per tutti. L’esperienza non è primariamente conoscenza. Non tutte le conoscenze sono educative. La qualità dell’esperienza che l’educatore propone: un’esperienza è educativa se vivrà fecondamente nelle esperienze. La libertà è generata da fattori esterni e interni.

La questione fondamentale sta nel comprendere cosa si intende per qualità dell’esperienza. Il setting pedagogico è l’assetto interno degli insegnanti e dei ragazzi, è un ponte per accedere al livello più profondo del dispositivo pedagogico. Riflettere sul setting scolastico aiuta a pensare la formazione come un dispositivo.

Se l’educazione è un dispositivo, la scuola non può essere interpretata come un palcoscenico. La scuola intesa come scena educativa porta a sperimentare la profondità della comunicazione. Un’esperienza educativa deve offrire un’elaborazione affettiva e cognitiva delle rappresentazioni di tutte le realtà sociali che i soggetti attraversano e che li formano. L’esperienza può divenire mezzo e fine dell’educazione.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

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