Dermatologia
La cute è un organo che può raggiungere un peso di circa 5,5 Kg. Il colore della cute può
variare secondo la stirpe, la costituzione, l’ambiente, l’età e nello stesso individuo
presenta variazioni regionali (più scure le parti scoperte, i cavi ascellari, la zona ano-
genitale e l’areola mammaria). Qualità peculiari sono la distensibilità e l’elasticità, ridotte
nell’anziano. La superficie libera presenta pieghe (dovute alle contrazioni della
muscolatura, alla motilità articolare ed alla perdita di tessuto adiposo ed elasticità tipiche
dell’invecchiamento), creste (minute rilevatezze lineari poste sul palmo e sulla pianta,
variando in ciascun individuo costituisce un mezzo sicuro di identificazione), solchi (ve ne
sono due tipi: i primi decorrono parallelamente alle creste demarcandole, i secondi
congiungono gli sbocchi di follicoli piliferi vicini) ed orifizi (depressioni corrispondenti agli
sbocchi dei follicoli piliferi e delle ghiandole sudoripare; questi ultimi hanno una
caratteristica forma spiraliforme).
La cute è composta (dall’esterno verso l’interno) da epidermide (di origine ectodermica),
derma ed ipoderma (di origine mesenchimale).
L’epidermide è un epitelio pluristratificato in continuo rinnovamento (ciclo vitale dei
cheratinociti = 14 giorni) e consta di 5 strati:
basale o germinativo, costituito da 2 tipi cellulari:
• cellule tondeggianti (staminali), disposte su un’unica fila e caratterizzate da un
➢ periodo G lungo. Danno vita ad un clone di cellule che si dividono con maggior
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velocità (a getto di fontana);
cellule cilindriche stipate, con un polo basale irregolare per la presenza di
➢ prolungamenti citoplasmatici che si inseriscono nel derma superficiale ed alla
membrana basale (desmosomi). L’ancoraggio al derma è dovuto anche al regolare
alternarsi di creste epidermiche e rilevatezze dermiche;
spinoso, quello più rappresentato, costituito da numerosi strati di cellule poliedriche.
• Queste contengono filamenti di cheratina organizzati attorno al nucleo. Il termine
spinoso dipende dal fatto che queste cellule presentano molti desmosomi, che al
microscopio ottico hanno aspetto di spine. L’alterazione dei desmosomi determina
acantolisi con formazione di vescicole e bolle;
granuloso, 2-3 strati di cellule fortemente colorabili con coloranti basici (ematossilina)
• per la presenza della cheratoialina. Lo spessore di questo strato è inversamente
proporzionale alla velocità con cui avviene il processo di cheratinizzazione. Hanno
inoltre un ruolo fondamentale nei processi di morte programmata (apoptosi);
lucido, visibile particolarmente nelle regioni palmoplantari, è costituito da cellule con
• nucleo atrofico, ripiene di gocce di elaidina, colorabili con rosso Congo o con
coloranti acidi; ! 1
corneo, costituito da cellule appiattite, che provvedono alla protezione meccanica al
• mantenimento dell’equilibrio idroelettrolitico ed alla regolazione della permeabilità
per sostanze solubili provenienti dall’esterno. Ogni lamella cornea copre un’area 4-5
volte superiore a quella occupata da un cheratinocita dello strato basale. La regione
più profonda dello strato corneo (strato compatto) ha una minore capacità di
trattenere l’acqua rispetto agli strati superiori (ricchi in amminoacidi liberi). La parte più
superficiale (strato disgiunto) va più facilmente incontro a desquamazione.
Le mucose, ad eccezione delle zone masticatorie buccali, sono sprovviste degli strati
corneo e granuloso.
Ospiti dell’epidermide sono: melanociti (cellule dendritiche in rapporto con lo strato
basale dell’epidermide. Ogni melanocita prende contatto, con i suoi prolungamenti
dendritici, con 36 cheratinociti, trasferendovi il pigmento), cellule di Langerhans [cellule
derivate dal midollo osseo e distribuite negli strati basale, spinoso e granuloso; con i loro
prolungamenti prendono rapporti con lo strato corneo e con la giunzione dermo-
epidermica. Si riscontrano anche a livello del derma, del timo, dei linfonodi e della milza.
Presentano dei granuli trilaminari, a racchetta da tennis (granuli di Birbeck), contenenti
enzimi litici. Vengono attivate dagli antigeni estranei, inducendo l’attivazione dei linfociti
T (importanti anche nel rigetto di trapianto)], cellule di Merkel (meccanocettori di tipo I,
attivati dalla deformazione strutturale subita dai cheratinociti), linfociti T.
La giunzione dermo-epidermica è una membrana semipermeabile che provvede alla
progressione dei segnali intracellulari ed il passaggio di sostanze nutritizie, determinando
la polarità della crescita cellulare e l’organizzazione del citoscheletro nelle cellule basali.
Ha struttura trilaminare costituita, dall’esterno verso l’interno, dalla membrana basale del
cheratinocita, dalla lamina lucida e dalla lamina densa.
Il derma è costituito da fibroblasti, collagene, fibre elastiche e sostanza fondamentale
(ricca in GAG e proteoglicani, il cui scopo è quello di mantenere l’aderenza al substrato),
ospita reti nervose e vascolari, annessi cutanei, macrofagi, mastcellule, linfociti.
Contribuisce a determinare lo spessore della cute, le conferisce flessibilità, elasticità e
forza tensile; coopera inoltre al mantenimento dell’omeostasi (trattiene i liquidi e regola
la temperatura corporea) e contiene recettori sensoriali. Il suo spessore varia da 0,5 a 3
mm e si suddivide in derma papillare (superficiale, costituito da fibre collagene di piccolo
diametro e da fibre elastiche; il suo limite inferiore corrisponde al plesso vascolare
superficiale) e reticolare (profondo, presenta fasci di fibre connettivali ed elastiche più
spesse. È ricco di fibroblasti e cellule infiammatorie, che migrano dal plesso vascolare
subpapillare).
L’ipoderma è costituito da isole di tessuto adiposo in cui decorrono travate di connettivo,
è connesso superficialmente con le strutture connettivali dermiche e profondamente con
il connettivo di fasce ed aponeurosi. Funge da riserva di energia, da supporto elastico,
protettivo e permette la mobilità della cute sulle strutture sottostanti. ! 2
Il pigmento cutaneo si trova nei melanociti, annidati nello strato basale e nella matrice
del pelo. Il derma contiene 2 tipi di cellule cariche di pigmento: i macrofagi, che lo
fagocitano ma non possono sintetizzarlo ed in cellule di forma varia, riscontrabili solo in
nevi blu e macchie mongoliche, che lo sintetizzano. Il colorito della cute dipende dalla
distribuzione dei pigmenti e dalla presenza di sostanze quali i carotenoidi e
l’emoglobina. Le principali variazioni patologiche sono: pallido (anemia), rosso (aumento
di globuli rossi ed emoglobina o per vasodilatazione cutanea), bronzino (Addison o
diabete bronzino), cianotico (carbossiemoglobina > 5 mg/100 ml).
La cute non è un involucro passivo, ma un organo attivo, in grado di svolgere:
- protezione meccanica (involucro esterno) ed immunologica (cellule dendritiche di
Langerhans, macrofagi, cellule giganti);
- mantenimento dell’omeostasi termica grazie alla presenza di strutture vascolari e
ghiandolari (la displasia ectodermica, nella variante anidrotica, è caratterizzata da
un'alterazione di tutte le strutture derivanti dal foglietto ectodermico: capelli, cute, denti
e ghiandole sudoripare; assenti o ipofunzionanti. La diagnosi in questi bambini spesso
viene fatta precocemente, quando iniziano le prime attività sportive, o se sono sottoposti
ad uno sforzo fisico od a uno stress termico nel periodo estivo: privi della funzione
sudoripara non termoregolano e si collassano);
- funzione sensoriale (tatto);
- funzione escretiva (attraverso il sudore si eliminano farmaci e tossine);
- deposito e sintesi (melanina e vitamina D).
Semeiotica della cute
Il primo momento di contatto con il paziente è la raccolta dei dati anamnestici familiari e
personali (una patologia paucisintomatica nel paziente esaminato può essere presente in
un suo familiare in modo conclamato), segue poi l’ispezione, a paziente nudo, con luce
naturale, mediante la quale vanno colte le dimensioni delle lesioni, la loro distribuzione
(inizialmente è preferibile osservare da una certa distanza) e le variazioni cromatiche, non
trascurando le grandi e le piccole pieghe corporee. La palpazione consente di apprezzare
i limiti di una lesione nodulare, la mobilità sui piani sottostanti (una lesione maligna è
generalmente fissa sui piani sottostanti), la consistenza (quella di una cisti è duro-elastica,
mentre quella di una metastasi è lignea). Per completare la visita dermatologica, sulla
scorta dei primi sospetti diagnostici, può essere utile l'aiuto del laboratorio (esami
ematochimici e microbiologici) o approfondimenti strumentali; talvolta è anche
necessario sottoporre il paziente alla biopsia (incisionale, se si preleva una parte della
lesione, escissionale se si effettua un'exeresi completa) e al relativo esame istologico.
Cute organo spia
La cute, in quanto organo esterno più facilmente esplorabile, manda segnali che qualsiasi
medico può interpretare, risalendo eventualmente a problematiche internistiche: ! 3
sindrome di Cushing (ipercorticosurrenalismo, a partenza surrenalica o ipofisaria, da
• produzione ectopica, iatrogena), caratterizzata da facies lunare, gobba di bufalo,
atrofia cutanea, eritrosi del volto e comparsa delle striae distensae rubrae, smagliature
(ne sono normalmente soggette le giovani donne, i palestrati, ancor di più se fanno
uso di anabolizzanti e/o in seguito a bruschi cambiamenti di peso), che pur insorgendo
nelle sedi classiche (fianchi, regione mammaria, cosce), compaiono in modo acuto,
sono decisamente più larghe e di colorito rosso vivo (infiammate). Altro segno di
Cushing nella donna è l’irsutismo (aumento del numero dei peli, che da pelo vello
diventano pelo terminale, quindi molto visibili; l’aumento interessa zone tipicamente
maschili: zona centro-toracica, volto, labbro superiore), l’acne, la seborrea ed una
particolare predisposizione alle infezioni fungine perché un eccesso di cortisolo
determina una riduzione delle difese immunitarie;
iperandrogenismo, tipico della sindrome dell'ovaio micropolicistico, manifesto con
• irsutismo, acne e alopecia androgenetica. Quest'ultima nella donna, analogamente a
quanto è possibile osservare nell’uomo, è caratterizzata da diradamento progressivo e
ingravescente dei capelli in area fronto-parietale. Proprio questi segni cutanei,
fortemente invalidanti sotto il profilo estetico in una donna, più dell'amenorrea o della
sterilità (altri segni tipici di questa sindrome), spingono la paziente a rivolgersi al
dermatologo prima ancora che a qualsiasi altro specialista. Un irsutismo grave, ad
insorgenza improvvisa, deve far sospettare un tumore ovarico che produce
testosterone;
diabete (pag 27 appunti);
• pellagra (pag 7 appunti e 40 del libro di dermato);
• patomimie (dal greco mimare il dolore), espressioni dello stretto collegamento tra cute
• e psiche. È anche definita dermatite artefatta o provocata, coinvolge pazienti
emotivamente fragili, se non francamente psichiatrici, dediti ad autolesionismo: le
lesioni presentano forma strana, irregolare, spesso limitate a sedi facilmente accessibili
(nel paziente mancino le lesioni sono esclusivamente nel braccio destro o nella
porzione destra del corpo); difficilmente questi pazienti ne sanno riferire il momento di
esordio e alle domande sull'anamnesi assumono un atteggiamento reticente, ma nel
contempo sottopongono la lesione quasi con aria di sfida, come a dire dimmi cos’è?
Negli anziani è spesso il frutto della solitudine, mentre negli adolescenti si associa a
turbe della condotta alimentare (una placca ipercheratosica, localizzata alla piega tra
pollice e indice di una sola mano, in genere destra, denunzia l'abitudine ad infilare il
pollice in gola per stimolare il vomito). Nell'uno e nell'altro caso, è il loro modo (più o
meno consapevole) di chiedere aiuto e attenzione. Talvolta, però, si tratta di persone
apparentemente normali, nelle quali la personalità schizofrenica è ben celata. ! 4
Lesioni elementari cutanee
Ogni dermatosi è caratterizzata dalla presenza di uno o più tipi di lesioni elementari, la
cui precisa identificazione permette una corretta diagnosi clinica. La dermatosi è detta
monomorfa quando all'esordio la tipologia di lesioni è unica (solo papule), polimorfa
quando ci sono più tipi di lesioni (macule, papule, bolle). Esistono anche le dermatosi
pseudopolimorfe, tipiche delle forme che evolvono, la varietà di lesioni è solo apparente,
in quanto è il risultato della coesistenza di lesioni in diverso stadio evolutivo.
Distinguiamo lesioni cutanee:
- primitive (espressione diretta della patologia):
macule, lesioni circoscritte della cute, non sopraelevate, caratterizzate da differenza
• cromatica rispetto alla cute sana, quindi valutabili all'ispezione (si vedono ma non si
toccano). Si distinguono in:
eritematose da iperemia attiva (vasodilatazione), si verificano in seguito a
➢ prolungata esposizione solare o in seguito all’uso di farmaci e scompaiono alla
diascopia;
emorragiche, caratterizzate dal passaggio di sangue nel derma, non scompaiono
➢ alla diascopia. In base alle dimensioni distinguiamo petecchie (inferiori ad una
lenticchia), ecchimosi (non oltrepassano il palmo di una mano) e soffusioni (le più
grandi). Un esempio è rappresentato dalla porpora senile di Bateman: le lesioni,
localizzate elettivamente agli arti, sono provocate da microtraumi, spesso
misconosciuti agli stessi pazienti, e sono correlate alla fragilità vasale e
all'assunzione di farmaci antiaggreganti (condizioni frequenti negli anziani);
vascolari o angiomi piani, malformazioni vascolari congenite o acquisite.
➢ Rappresentano essenzialmente un problema estetico, ma se coinvolgono tutto un
arto (sindrome di Klippel-Trenaunay), il maggior apporto sanguigno causa uno
sviluppo asimmetrico rispetto all'arto controlaterale sano. Altre forme d’angioma
(non sono macule, ma lesioni nodulari) sono l’angioma tuberoso (invece di
svilupparsi solo in superficie a macchia d’olio, cresce in senso verticale, diventando
una protuberanza di colorito rosso vivo, a superficie liscia, con possibilità di
ulcerarsi. Risolve spontaneamente nell'arco dei primi anni di vita. È consigliabile una
cauta attesa fino all’età scolare, risparmiando al bambino inutili trattamenti
chirurgici o laser con conseguenti esiti cicatriziali. L’angioma rubino, molto
frequente nei soggetti anziani, è un piccolo angioma tuberoso localizzato
prevalentemente al tronco) e quello cavernoso (il più temibile perché la
malformazione vascolare può coinvolgere strutture profonde, per cui si impone,
prima di qualsiasi tipo di intervento, un'attenta valutazione strumentale con
angiografia o RMN);
pigmentarie, determinate da deficit (vitiligine) o aumento di pigmento, di origine
➢ esogena (tatuaggio) o endogena (nevi, cloasma). A quest'ultimo gruppo
! 5
appartengono anche le dermiti ocra, riscontrabili nell’anziano e nel diabetico,
espressione di una sofferenza del microcircolo. Colpiscono soprattutto il terzo
inferiore della gamba (regione pretibiale-sopramalleolare) ed hanno colorito giallo-
marrone o camoscio;
papule, rilevatezze della cute a contenuto solido, di dimensioni inferiori al centimetro.
• Sono determinate da ispessimento dell’epidermide (virali), infiltrato infiammatorio del
derma superficiale (sifiloderma papuloso) o da entrambi i processi (lichen ruber
planus). Di solito guariscono senza esiti, talora può residuare iperpigmentazione o
atrofia;
noduli, rilevatezze della cute a contenuto solido, di dimensioni superiori al centimetro,
• situate tra il derma e l’ipoderma. Sono prodotti da infiltrati infiammatori o neoplastici o
dall’accumulo di sali di calcio, lipidi, acido urico. L’esito è spesso cicatriziale;
pomfi, rilevatezze solide, circoscritte e fugaci (durata variabile, ore o giorni),
• determinate dalla liberazione di istamina e tipicamente associate a prurito.
Inizialmente la lesione ha colorito rosso-roseo, successivamente la zona centrale
appare biancastra a causa della compressione dei vasi da parte dell’edema dermico;
vescicole, rilevatezze cutanee inferiori al centimetro, contenenti liquido sieroso
• (trasparente). Possono avere sede intraepidermica (fragile, il tetto è poco spesso) o
dermo-epidermica e nell’herpes simplex e zoster hanno tutte la stessa grandezza e la
stessa fase evolutiva. Sintomi che possono accompagnare le lesioni sono prurito
(eczema), bruciore (herpes simplex), parestesie e dolore (herpes zoster). Le vescicole
possono riassorbirsi spontaneamente o formare una crosta, solitamente senza esiti
cicatriziali;
bolle, rilevatezze circoscritte a contenuto liquido, di grandezza superiore al centimetro.
• Si manifestano in seguito a difetti delle giunzioni cellulari (acantolisi), azione lesiva del
calore (le bolle nelle ustioni prendono il nome di flittene) e possono avere contenuto
sieroso, purulento od emorragico;
pustole, raccolte di essudato purulento nell’epidermide o immediatamente al di sotto
• di essa. Possono essere follicolari (acne, follicolite, foruncolo), subcornee (impetigine),
intraepidermiche (vaiolo) e subepidermiche (Behcet);
- secondarie, osservabili nella fase evolutiva di una dermatosi (esito delle lesioni
primitive):
croste, esito di vescicole, bolle, pustole, escoriazioni, ulcerazioni, tutti processi che
• provocano una soluzione di continuo della cute. Possono assumere un colorito
mielicerico (se provengono da vescicole o bolle), giallino (da pustole) o rosso-bruno-
nerastro (da vescicole/bolle siero-ematiche); ! 6
ragadi, soluzioni di continuo della cute di forma lineare caus
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