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I denti e il loro ruolo

I denti sono gli organi deputati alla masticazione, ma giocano un ruolo importante nell'articolazione della parola e nell'aspetto estetico. Nella dentatura permanente si contano 32 denti: 4 incisivi (2 centrali e 2 laterali), 2 canini, 4 premolari e 6 molari per arcata. Nella dentatura decidua (o da latte) se ne contano 20: 4 incisivi, 2 canini, 4 molari per arcata.

Struttura del dente

In ciascun dente si distinguono tre zone: corona, colletto e radice. La corona è la parte del dente che sporge nel cavo orale, ha forma diversa a seconda della funzione svolta dal dente. Si distinguono 5 facce della corona:

  • La faccia occlusale (si parla anche di margine incisale per i denti anteriori) è direttamente interessata alla masticazione.
  • La faccia vestibolare è rivolta verso il vestibolo orale.
  • La faccia linguale (palatale per i denti superiori) è rivolta verso l'interno del cavo orale.
  • La faccia mesiale è a contatto con il precedente dente e la faccia distale con il dente successivo, iniziando la numerazione dagli incisivi centrali e proseguendo verso i molari. Le facce mesiale e distale sono anche dette interprossimali.

La corona è rivestita dallo smalto. La forma della corona dentale è strettamente correlata con la funzione da assolvere: i denti anteriori (incisivi) servono per tagliare il cibo e quindi sono a forma di lama; i canini hanno la corona a forma di cono e la radice lunga, adatti a lacerare il cibo. I denti posteriori (premolari e molari) hanno la funzione di triturare il cibo: la corona è grosso modo cubica e dotata di cuspidi sulla faccia occlusale, che si adattano nelle fosse dei denti antagonisti. La leggera bombatura delle facce vestibolare e linguale (o palatale) fa sì che il cibo operi durante la masticazione un benefico massaggio sulla gengiva ed evita l'accumulo di residui alimentari.

La radice e il colletto

La radice, di forma conica, è accolta nell'alveolo dentale, al quale è unita per mezzo del legamento parodontale; presso l'apice radicolare si trova il foro apicale. Il numero e la lunghezza delle radici variano a seconda del tipo di dente. La forma dell'alveolo si adatta alla radice e nei denti pluriradicolati (i posteriori) ogni radice è accolta in una corrispondente nicchia scavata nell'alveolo. La radice è rivestita dal cemento radicolare che si interrompe a livello del foro apicale, attraverso il quale passano i vasi e i nervi destinati alla polpa dentale.

Il colletto rappresenta la zona di transizione tra la radice e la corona ed è ricoperto dalla gengiva. La parte della corona compresa tra la faccia occlusale e la cresta gengivale è detta corona clinica, mentre la corona anatomica è quella che termina a livello del colletto.

La dentina e la camera pulpare

Al di sotto dello smalto coronale e del cemento radicolare si trova la dentina, che costituisce l'impalcatura dell'intero dente riproducendone la forma. La dentina delimita una cavità interna, la camera pulpare, contenente la polpa dentaria, che è considerata il centro vitale nutritizio del dente. La forma della camera pulpare ricalca quella della corona; verso la faccia occlusale presenta le corna della polpa, recessi più o meno sviluppati a seconda dei denti: generalmente i premolari presentano due corna e i molari quattro, in corrispondenza delle cuspidi. A livello della radice la camera pulpare prende forma di canale (canale radicolare) che sbocca col foro apicale. All'interno di una radice si può talvolta rilevare la presenza di due canali.

Soprattutto nei giovani si possono trovare all'apice radicolare dei fori accessori: sono sbocchi di altrettanti canali dovuti a ramificazioni nella parte terminale del canale radicolare, pertanto si parla sovente di cribro apicale invece che di semplice foro apicale.

Il parodonto

L'osso alveolare con gli alveoli dentali, il cemento, il legamento parodontale e la gengiva formano i tessuti di sostegno del dente e vengono identificati come un'unità anatomo-funzionale detta parodonto, che riveste grande importanza per la conservazione del dente in sede.

Vascolarizzazione e innervazione

Le arterie per i denti derivano dall'arteria mascellare interna: sono le arterie alveolari superiori (anteriore e posteriori) e l'arteria alveolare inferiore, che danno rami per la polpa dentale, per il legamento parodontale e per la gengiva. Il sangue venoso viene convogliato nel plesso pterigoideo. I nervi alveolari superiori e inferiori, provenienti rispettivamente dal nervo mascellare e dal nervo mandibolare del trigemino, sono responsabili della sensibilità del dente; penetrano con dei rami nella polpa di ciascun dente attraverso il foro apicale. L'innervazione simpatica per le pareti delle arteriole pulpari è data da rami provenienti dal ganglio cervicale superiore.

Lo smalto

Lo smalto ricopre la dentina della corona anatomica del dente fino al livello della linea cervicale dove inizia il cemento; esso ha il suo massimo spessore in corrispondenza delle cuspidi, dove può raggiungere anche i 2,5 mm, mentre è più sottile a livello del colletto. Sulla superficie occlusale dei denti, lo smalto riveste le cuspidi, i solchi e le fosse. I solchi possono avere morfologia estremamente varia, a forma di "T", "V", "a clava", "a goccia", e "U". La loro morfologia condiziona la suscettibilità del dente alla carie e l'attuazione e l'efficacia dei comuni mezzi di prevenzione.

A causa delle sue proprietà di rifrazione, se lo smalto è sottile e molto mineralizzato il suo colore è influenzato dal colore giallognolo della dentina, se invece è più spesso e meno mineralizzato, non viene attraversato dalla luce, ed appare di colore bianco lucente.

Lo smalto è un tessuto acellulare inerte, di natura epiteliale (origina dall'ectoderma), altamente mineralizzato; esso è il tessuto più duro dell'organismo, essendo costituito per il 96% da materiale inorganico (cristalli di idrossiapatite), per il 4% da materiale organico e per 1% da acqua. Lo smalto è formato da cristalli di idrossiapatite stipati, tra i quali è presente una fine lassa rete di materiale organico, costituito da proteine unite a materiale polisaccaridico. Si parla genericamente di proteina dello smalto. La proteina dello smalto è considerata come un gel amorfo che occupa lo spazio tra i cristalli di idrossiapatite. I cristalli di idrossiapatite conferiscono allo smalto una durezza molto elevata, tuttavia l'alto contenuto inorganico lo rende particolarmente sensibile alla demineralizzazione indotta dall'ambiente acido creato dai batteri.

I cristalli di idrossiapatite si dispongono a costituire le unità elementari dello smalto, ossia i prismi dello smalto e le strutture ad essi circostanti: la guaina del prisma e lo smalto interprismatico. I prismi dello smalto attraversano tutto lo spessore dello smalto, dalla giunzione smalto-dentinale alla superficie del dente, con andamento sinuoso e in senso radiale. I prismi hanno una forma circa cilindrica e sono disposti in file sovrapposte e sfalsate per cui un prisma poggia su due prismi sottostanti. In sezione trasversale presentano una parte centrale circolare che si assottiglia. I prismi contigui sono separati tra loro dallo smalto interprismatico mentre sono delimitati, verso la superficie occlusale, dalla guaina del prisma.

Prismi, guaina del prisma e smalto interprismatico si differenziano per il diverso orientamento dei cristalli di idrossiapatite che ne determina caratteristiche chimico-fisiche diverse. Nella guaina del prisma, i cristalli di idrossiapatite sono disposti in modo disordinato e meno compatto rispetto ai prismi e, per il maggior spazio disponibile tra i cristalli stessi, è presente una maggior percentuale di materiale organico. Nello smalto interprismatico i cristalli di idrossiapatite sono invece orientati perpendicolarmente all'asse maggiore dei prismi.

In passato l'aspetto del prisma veniva definito "a buco di serratura", con una testa e una coda. Oggi si sa che la "testa" è il prisma, delimitato verso il versante occlusale dalla guaina, mentre la "coda" è lo smalto interprismatico presente tra due prismi contigui.

Lo smalto viene depositato dagli ameloblasti. Ciascun ameloblasto produce un prisma e una parte dello smalto interprismatico che lo circonda. Finita la loro funzione, gli ameloblasti rimangono allineati sulla superficie esterna dello stesso formando una cuticola detta membrana di Nasmyth. Questa membrana sembra sia l'ultimo prodotto di secrezione degli ameloblasti ed è costituita da una parte inorganica e da albumine. Quando il dente erompe nella cavità orale, gli ameloblasti vengono persi, rendendo lo smalto un tessuto non vitale insensibile che una volta distrutto non può essere rigenerato.

Lo smalto risulta percorso da fessure e lamelle, fenditure ipomineralizzate contenenti materiale organico amorfo, che si estendono dalla superficie fino alla giunzione smalto-dentinale. Prima che inizi la formazione dello smalto, alcuni processi odontoblastici si spingono tra gli ameloblasti e formano i fusi dello smalto, che sembrano avere una funzione nutritiva e trofica e che assicurano un ricambio tra gli strati di dentina e lo smalto.

Al microscopio sono inoltre visibili delle linee brune trasversali dette strie di Retzius, che rappresentano linee di accrescimento e riflettono i successivi fronti di formazione dello smalto. A livello delle strie, il numero dei cristalli è ridotto, per cui le strie sono zone meno mineralizzate; inoltre i prismi sembrano piegarsi quando attraversano una linea di accrescimento. La linea neonatale è una stria più grande, presente nei denti che calcificano prima della nascita: è dovuta all'apposizione di smalto poco calcificato in corrispondenza del periodo di decremento in peso dei neonati.

Le depressioni alternate ai rilievi che si trovano superficialmente nello smalto costituiscono le perichimata e sono dovute alla terminazione sulla superficie esterna delle linee incrementali. Le bande di Hunter-Schreger, visibili al microscopio ottico come un'alternanza di bande chiare e di bande scure, sono dovute al decorso flessuoso dei prismi. Le bande chiare sono dovute a prismi sezionati longitudinalmente e formano le parazonie; le bande scure sono dovute a prismi sezionati trasversalmente e corrispondono alle diazonie.

Tra smalto e dentina vi è la giunzione amelo-dentinale che, in sezione, si presenta come una linea festonata, con una serie di creste che aumentano il contatto e quindi l'adesione tra smalto e dentina. Lo smalto è un tessuto permeabile in grado di scambiare ioni con l'ambiente.

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Scienze biologiche BIO/09 Fisiologia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher selena88 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia dell'Apparato stomatognatico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Dellavia Claudia.
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