Il punto su 1. la mobilità sociale
La mobilità sociale è il passaggio di un individuo o di un gruppo di individui da uno strato sociale ad un altro. Nel Antico Regime, i ceti erano giuridicamente definiti e il passaggio includeva l'acquisizione di autorizzazioni formali all'accesso in un nuovo e diverso corpo sociale da parte delle autorità. Per il nuovo arrivato non era facile farsi accettare; occorreva in genere più di una generazione per superare il disdegno dei nuovi pari.
Nella società di classi, la differenza non è giuridica ma dipende dal reddito. Il matrimonio era un potente strumento di mobilità sociale, con la speranza di poter ottenere, attraverso il matrimonio, un avanzamento sociale altrimenti negato.
Gli studi offrono la prospettiva di una professione o un mestiere di livello superiore. Ogni individuo assorbe dall'ambiente familiare una serie di nozioni e di modi di fare che ne riflettono la provenienza. Va aggiunto poi il capitale culturale accumulato frequentando le istituzioni pubbliche o private. Dunque, grazie ad una brillante carriera scolastica, si può accedere a posizioni di rilievo nel mondo del lavoro nonostante le origini familiari. In caso contrario, con capitale culturale basso o disavventure economiche, si può verificare un declassamento.
Il punto su 2. la classe sociale
La classe sociale è quel complesso di individui che si trovano in una posizione simile o che svolgono una funzione equivalente nel quadro della struttura economica o dell'organizzazione politica di una società. L'esercizio della classificazione ha origini molto antiche: già nella Roma di Servio Tullio (VI sec a.C.) i cittadini romani venivano suddivisi secondo il censo in cinque o sei classi.
Nella seconda metà del '700, lo sforzo di classificazione dei gruppi sociali impegna i filosofi e i pensatori illuministi e si inizia a connotare il concetto di classe di valenze etiche e politiche.
Marx elabora una concezione filosofica chiamata materialismo storico, incentrata sulle classi e sul loro conflitto: secondo questa teoria, la classe si distingue sulla base di un comune rapporto che i suoi membri instaurano con il processo produttivo. Chi possiede i mezzi di produzione trae giovamento dal lavoro altrui (plusvalore), godendo di quel sovrappiù di ricchezza creata dal lavoro, al contrario dei lavoratori che perdono il controllo del proprio lavoro e delle proprie finalità in un processo definito di alienazione. Marx individua due classi contrapposte e antagoniste: borghesia e proletariato. La prospettiva storica di questa analisi si proietta poi nel futuro, anticipando il superamento necessario delle differenze di classe per approdare ad una società egualitaria, comunista. Questa concezione ha avuto grande influenza nella storia europea.
Weber sostiene che il fondamento delle classi sociali sta nel sistema economico, in quanto esso determina le possibilità di vita di ciascuno. Weber però introduce altre variabili quali il potere e il prestigio, e mette in evidenza il permanere di elementi della società di ceti anche nella caratterizzazione della società moderna. Weber parla anche di classi acquisitive composte da coloro che forniscono servizi necessari al