Economia pubblica
Capitolo 1
Altre discipline che si occupano di economia pubblica
Disciplina economica, in particolare gli aspetti di microeconomia e di politica economica; discipline giurisdizionali, politologiche e sociologiche.
Analisi positiva e analisi normativa
L’analisi positiva ha come obiettivo quello di individuare i nessi causali tra le variabili economiche e, quindi, di rispondere a quesiti del tipo: “Qual è l’effetto di una riduzione dell’imposta sul reddito da lavoro, sull’offerta di lavoro?”. Si propone in pratica di descrivere la realtà e di comprendere le relazioni tra i diversi fenomeni.
L’analisi normativa invece si propone di indicare cosa fare per raggiungere un certo risultato, ovvero cerca di fornire indicazioni circa la relazione tra strumenti specifici, per esempio la tassazione del reddito, e possibili obiettivi, per esempio una certa distribuzione del reddito.
Concezione organicistica e concezione meccanicistica dello stato
Questa concezione considera la società alla stregua di un organismo naturale. Gli individui costituiscono le parti di tale organismo e lo Stato è il cuore. “Uno Stato è un insieme di organico, al pari del corpo umano. Non è quindi una macchina da smontare e rimontare a piacimento”. L’individuo ha valore solo in quanto parte della collettività, e il bene dell’individuo viene definito solo a partire dal bene della collettività: la collettività è dunque posta al di sopra dell’individuo. È una concezione che può giustificare uno stato autoritario.
Secondo la concezione meccanicistica invece, lo stato non è un organo della società, quanto piuttosto un artificio creato dagli individui per meglio perseguire i propri fini particolari. “Lo stato non è che una società fiduciaria, e i suoi rappresentanti ne sono gli amministratori; sia la società sia gli amministratori sono creati a beneficio dei cittadini”. L’attenzione si sposta così dalla collettività all’individuo (autori Smith e Hobbes). Nell’ipotesi più estrema lo stato non ha che una sola funzione, quella di proteggere i cittadini dalla coercizione fisica. Secondo Smith, i governi dovrebbero assumersi la responsabilità di realizzare e mantenere in funzione alcune opere e istituzioni pubbliche, la cui creazione e il mantenimento non è nell’interesse di alcun individuo o gruppo di individui. Il riferimento è a strade, ponti e fognature, ossia alle infrastrutture essenziali.
All’interno della tradizione meccanicistica sono comunque presenti posizioni articolate. Gli aderenti al pensiero liberale credono che lo stato debba avere poteri estremamente limitati; sul versante opposto, coloro che aderiscono alla tradizione socialdemocratica ritengono che per garantire il bene degli individui un intervento pubblico di un certo rilievo sia necessario. Tale intervento può assumere forme diverse: le leggi sulla sicurezza del lavoro, i provvedimenti contro la discriminazione razziale e sessuale, le regole per l’assegnazione degli alloggi pubblici, i sussidi per i meno abbienti...
Teoria dell’equilibrio economico generale
Date alcune condizioni, se tutti gli individui (consumatori e produttori) massimizzano la loro utilità (e profitto) si ottiene un’allocazione ottimale delle risorse, e l’intervento dello stato si giustifica solo se alcune di queste condizioni non sono soddisfatte. Quando ciò accade, si parla di fallimento del mercato e si pensa a un intervento dello stato.
Public choice e behavioral economics
La public choice fornisce una rappresentazione completa della formazione delle scelte collettive rispetto alle assunzioni dell’economia del benessere. La behavioral economics invece vuole dare una descrizione più accurata del comportamento individuale e delle interazioni sociali.
Capitolo 2
Principali indicatori che permettono di capire il “peso” dell’operatore pubblico
Spesa, entrate e debito pubblico in rapporto al prodotto interno lordo.
Definizione di operatore pubblico
Il settore pubblico raggruppa tutte le unità istituzionali le cui funzioni principali consistono nel produrre servizi non destinabili alla vendita, ed è suddiviso in tre sottosettori:
- Le amministrazioni centrali che comprendono le amministrazioni centrali dello stato e degli enti economici, di assistenza e di ricerca, che estendono la loro competenza su tutto il territorio del paese (stato, organi costituzionali, ANAS).
- Le amministrazioni locali, che comprendono gli enti pubblici la cui competenza è limitata a una sola parte del territorio.
- Gli enti previdenziali, che comprendono unità istituzionali, centrali e locali la cui attività principale consiste nell’erogare prestazioni sociali finanziate attraverso contributi generalmente di carattere obbligatorio (INPS, INAIL).
Conto consolidato delle amministrazioni pubbliche
È la rappresentazione sintetica dell’impatto del settore pubblico dell'economia. Si parte dai dati registrati nei bilanci predisposti dai vari enti che vengono successivamente aggregati; ed è il parametro di riferimento del patto di stabilità e di crescita europeo.
Il bilancio art.81 della Costituzione
Principali leggi di contabilità: R.D. 2440/1923; legge Curti 62/1964; legge 468/1978; legge delega 94/1997; legge 196/2009.
Articolo 81
Le camere approvano ogni anno i bilanci e il rendiconto consuntivo presentati dal governo. L’esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi. Con la legge di approvazione del bilancio non si possono stabilire nuovi tributi e nuove spese. Ogni altra legge che importi nuove o maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte.
I bilanci sono documenti contabili nei quali vengono separatamente indicate le entrate e le spese dello stato in un determinato periodo di tempo. In particolare, si fa riferimento al bilancio di previsione ovvero a quel documento contabile nel quale il governo indica tutte le entrate e le spese che prevede si realizzeranno nel successivo anno finanziario per l’attività dello stato: esso deve essere annualmente presentato alle camere affinché queste autorizzino il governo ad effettuare le operazioni indicate. Il governo deve anche presentare il bilancio pluriennale, vale a dire il documento contabile nel quale vanno indicate le entrate che saranno erogate dallo stato in un periodo non inferiore a 3 esercizi finanziari, ed il documento di programmazione economica e finanziaria (DPEF), nel quale sono resi noti al parlamento i criteri che il governo intende adottare per portare a termine la manovra di finanza pubblica nell’arco di tempo indicato nel bilancio pluriennale.
Il rendiconto consuntivo è un documento contabile nel quale sono inseriti i dati relativi all’attività finanziaria svolta nel corso dell’anno precedente (entrate riscosse o da riscuotere, spese impegnate, pagate o da pagare…) che vengono posti a confronto con i corrispondenti valori inseriti nel bilancio di previsione. Esso viene redatto al termine dell’esercizio finanziario e presentato al parlamento per l’approvazione. Il bilancio dello stato e il rendiconto consuntivo sono i due documenti contabili fondamentali per la gestione finanziaria delle risorse statali. Entrambi devono essere presentati ogni anno (principio dell’annualità) al parlamento e riguardare tutte le operazioni finanziarie svolte o da svolgere nel corso dell’esercizio finanziario, vale a dire nel periodo compreso tra il 1° gennaio ed il 31 dicembre.
L’esercizio provvisorio di bilancio invece, è la possibilità, concessa dal parlamento al governo, di riscuotere tributi ed impegnare spese pur non essendo ancora stato approvato il bilancio di previsione dello stato. È ammesso solo nell’ipotesi in cui il bilancio non sia adottato entro il 31 dicembre. Infine, la legge di approvazione del bilancio è la legge che stabilisce le entrate e le uscite relative all’attività finanziaria dello stato e con la quale si autorizza il governo a riscuotere i tributi e ad impegnare determinate somme. La rigidità dell’imposizione che vedeva nel bilancio una semplice fotografia della situazione contabile del paese, senza poter modificare nulla dal lato delle entrate e delle spese, ha indotto il nostro legislatore a introdurre la legge finanziaria, vale a dire un provvedimento con il quale si può concretamente procedere ad integrazioni o modifiche della legislazione vigente allo scopo di adeguare le entrate e le spese dello stato per il successivo esercizio finanziario agli obiettivi della manovra di bilancio. Con l’introduzione della legge finanziaria si è in pratica aggirato l’ostacolo costituito dall’impossibilità per la legge di bilancio di introdurre nuove entrate o stabilire nuove spese.
In sintesi:
- Il bilancio è un documento politico, giuridico e contabile;
- Il bilancio è un bilancio preventivo e annuale;
- Il rendiconto è costituito da un bilancio consuntivo annuale e da un conto del patrimonio dello stato;
- Essendo il bilancio dello stato una legge meramente formale, per poter attuare una manovra finanziaria il governo e il parlamento, prima di approvare la legge di bilancio, approvano una legge detta finanziaria, che traduce in legge le scelte di politica economica e finanziaria del periodo successivo, anche modificando le leggi tributarie e di spesa vigenti.
Parliamo infine degli ultimi due bilanci
Questi sono quello di cassa e quello di competenza; nel bilancio di competenza sono registrate le entrate e le spese nella fase in cui si prevede che sorgerà per lo stato, rispettivamente, il diritto di riscuotere e l’obbligo a pagare; nel bilancio di cassa invece sono registrate le entrate e le spese nella fase in cui si prevede, rispettivamente, la riscossione e il pagamento.
La classificazione delle entrate e delle spese
I primi due titoli delle entrate contengono le previsioni delle entrate correnti, mentre il terzo quello dell’entrata in c/capitale; il quarto evidenzia la previsione delle somme derivanti dalla vendita dei titoli del debito pubblico.
Il primo titolo delle spese contiene le previsioni di spesa per il funzionamento della pubblica amministrazione, per la produzione di servizi pubblici e per la ridistribuzione del reddito; il secondo titolo contiene le previsioni di spesa per investimenti diretti e indiretti; il terzo le previsioni di spesa per il rimborso dei debiti (titoli di stato a medio lungo termine).
Saldi del bilancio
I saldi del bilancio sono quadri riassuntivi nei quali vengono esposti i risultati differenziali. Tali risultati, detti comunemente saldi di bilancio, hanno grande rilevanza perché indicano in modo sintetico tanto il vincolo posto all’attività di prelievo e di spesa del governo quanto l’impatto che quell’attività potrà avere sul sistema economico complessivo. I saldi di bilancio risultano dalla differenza tra alcuni grandi aggregati dell’entrata e della spesa che fanno riferimento alla classificazione in titoli e categorie:
- Risparmio pubblico: è il risultato differenziale tra il totale delle entrate correnti (tributarie e extratributarie) e il totale delle spese correnti.
- Saldo netto da finanziare: è il risultato differenziale delle operazioni finali, rappresentate da tutte le entrate e le spese, escluse l’operazione di accensione e rimborso dei prestiti.
- Indebitamento (o accreditamento) netto: è il risultato differenziale tra le entrate e le spese finali decurtate dalle operazioni finanziarie (per le entrate: la riscossione dei crediti, per le spese partecipazioni e conferimenti).
- Ricorso al mercato: è il risultato differenziale tra il totale delle entrate finali e il totale delle spese complessive. Esso esprime l’entità dell’indebitamento a medio lungo termine potenzialmente effettuabile nell’anno di riferimento, ed è determinato dalla legge finanziaria.
Diversi tipi di classificazione
- Classificazione economica: (in titoli e capitoli) fa riferimento alla formazione e utilizzazione del reddito per consumi e investimenti, nonché alla redistribuzione.
- Classificazione funzionale: riguarda e finalità perseguite. Sono rilevanti principalmente per la contabilità nazionale. Le unità decisionali ora sono i programmi. È prevista la possibilità di rimodulazioni compensative tra i programmi nell’ambito di ogni missione (entro certi limiti).
- Classificazione per voto: le missioni (34) indicano le funzioni principali e gli obiettivi strategici. Comprendono non solo (difesa, giustizia, ordine pubblico e raccolta dei tributi) ma anche compiti di allocazione e redistribuzione delle risorse. Le missioni si articolano in programmi (172) collegati a centri di responsabilità.
Variazioni del bilancio in corso d’esercizio
Nel corso dell’esercizio possono rendersi necessarie variazioni delle previsioni contenute nel bilancio approvato. Per alcuni tipi di spesa sono previsti fondi di riserva nello stato di previsione del ministero dell’economia, sui quali il ministero può operare storni usando particolari procedure; si tratta per esempio del fondo di riserva per le spese impreviste o il fondo per le spese obbligatorie e ordine. Tuttavia, può presentarsi il caso che nel corso dell’anno siano approvate leggi che introducono nuovi o maggiori spese che non trovano copertura nel fondo speciale, bisogna quindi ricorrere all’assestamento del bilancio di previsione e la presentazione del bilancio assestato contenente le previsioni finali relative all’esercizio in corso.
Gestione del bilancio
La gestione del bilancio è di competenza del ministero dell’economia e delle finanze, in particolare del dipartimento delle finanze e del dipartimento del tesoro. Il primo ha il compito di procurare le risorse necessarie per l’esercizio delle attività pubbliche.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Economia pubblica, Prof. Rossi Roberto, libro consigliato Corso di economia pubblica, Roberto Dell'…
-
Riassunto completo Esame Economia Pubblica e dei Settori industriali, Prof. Cristina Montesi
-
Riassunto esame Economia Pubblica, prof. Filippini, libro consigliato Economia del Settore Pubblico di Stiglitz
-
Riassunto esame comunicazione pubblica, prof. Grandi, La comunicazione pubblica, Roberto Grandi