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Fenomenologia dello spettacolo tecnologico

Capitolo uno

Tertulliano parla in prima persona e si rivolge a un pubblico cristiano. Contrappone pagani e cristiani, i quali disprezzano le cerimonie sacrileghe dei pagani. Il battesimo e la conoscenza di Dio impediscono di cedere al piacere per colpa o ignoranza, ma vince sugli ignoranti e insegna a fingere chi ne è già esperto.

I pagani sostengono che il senso religioso che risiede nei cristiani non può essere intaccato dalla soddisfazione derivante dal mondo esterno. Tertulliano sostiene che Dio non può offendersi se l'uomo si svaga, a patto che mantenga la sua integrità e timor di Dio. Su questo punto, Tertulliano, anche lui cristiano, intende soffermarsi per confutarlo, poiché non si accorda con il principio di religione vera. C'è chi pensa che i cristiani si addestrino a rinunciare alle tentazioni e arrivano a sostenere che questa condotta sia guidata da calcoli umani piuttosto che dal consiglio divino. Pensano che morire nel nome di Dio sia triste se si trascorre la vita nei piaceri. Ma la risolutezza di fronte alla morte dovrebbe bastare a far riconoscere una rinuncia così inflessibile.

Capitolo due

Tertulliano non difende gli spettacoli come chi afferma che quello che viene usato per le rappresentazioni viene da Dio e quindi è bene. Il cavallo, il leone, la forza fisica, una bella voce sono tutte cose create da Dio quindi non sono contrarie a lui. Quindi le costruzioni stesse sono opera di Dio. Ma questo è solo un pretesto. Tertulliano afferma che sono tutte scuse per non farsi mancare i piaceri terreni. Per questo motivo molti si tengono lontani da Dio, più per timore di perdere il piacere piuttosto che la vita.

Gli uomini conoscono meglio la natura e ciò che vedono con gli occhi, piuttosto che Dio, che appare distante. Eppure quello che vediamo è creato e regolato da Dio, ma come non conoscono Dio non conoscono la potenza nemica esistente per falsare l'operato di Dio. Ogni cosa è creata da Dio, come le erbe per il veleno, ma chi credeva che tali erbe servissero alla rovina dell'uomo? Ma quando diventa oggetto di violenza non appartiene più a Dio. L'uomo pure è opera di Dio, ma si è allontanato da lui.

Se Dio condanna ogni cosa cattiva dell'uomo, non c'è dubbio che quello che creò non può essere usato per il male. Non dobbiamo stupirci che il suo avversario, il diavolo, sia in grado di alterare in malvagità ciò che Dio ha creato, per farci apparire colpevoli ai suoi occhi, a causa di quei doni concessi da Dio all'uomo ingrato e non a Lucifero.

Capitolo tre

Gli spettacoli sono proibiti dalle Sacre Scritture. La fede richiede l'autorità delle Sacre Scritture perché ha un carattere incerto poiché non c'è obbligo assoluto di rinuncia (libero arbitrio, l'uomo può scegliere). Le Sacre Scritture possono comprendere altri riferimenti. Tertulliano cerca di collegare le parole di David con il divieto agli spettacoli, considerata da lui una riunione di gente sacrilega.

Capitolo quattro

Con il battesimo i cristiani già rinunciano agli spettacoli teatrali. Quando veniamo immersi nell'acqua santa facciamo professione di fede in Cristo, rinnegando ogni potenza avversa. E la potenza satanica nell'idolatria. E se sarà dimostrato che gli spettacoli trovano completezza nell'idolatria, sarà riconosciuto che la dichiarazione che facciamo nel battesimo riguarda pure gli spettacoli.

Capitolo cinque

Qui parleremo dell'origine degli spettacoli, delle loro denominazioni e degli dei a cui venivano dedicati. Per le origini si seguono gli scritti pagani, senza cercare altre fonti. L'origine dei giochi comincia con i Lidi in Etruria. Dopo aver ceduto il diritto al trono al fratello in Etruria, gli spettacoli hanno un carattere sacro. I romani presero gli esperti di queste cerimonie e il nome "Lidi" diventò "Ludi". Anche se Verrone la fa risalire a "Ludus", ovvero scherzo, però riporta questi svaghi ai giorni festivi e ai riti religiosi. I giochi erano detti liberalia, parola che richiama il culto di Libero, per la forza e il valore del vino. Poi si ebbero i consualia, in onore di Nettuno chiamato Conso.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/05 Discipline dello spettacolo

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elisa.bruno.50 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti dello spettacolo tecnologico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Lenzi Massimo.
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