DALL’ARCHITETTURA DI VON
NEUMANN AL PERSONAL
COMPUTER
è un’architettura che si rifà a questo ungherese Von Neumann che è scappato negli
Stati Uniti ed è stato uno degli artefici del “progetto Manatthan” che è ciò che ha
portato alla creazione della bomba atomica (il suo scopo era quello che la bomba
atomica uccidesse il maggior numero di persone).
quando deve costruire il primo computer, il calcolatore elettronico ENIAC di
Filadelfia, si chiedeva: “dove vado a mettere i risultati? dove memorizzo i risultati che
trovo?”.
La memorizzazione temporanea dei dati nei registri ci permette di comprendere la
modalità con cui il computer esegue i calcoli → problema dove mettere:
i risultati del calcolo
le istruzioni necessarie al calcolo
la soluzione era quella di infilare sia i dati che le istruzioni nella memoria del
computer → da cui l’architettura di Von Neumann, che fa si che si che il nostro
computer abbia sia dati che istruzioni in memoria.
architettura di Von Neumann:
distingue le unità di elaborazione dell’informazione
dalle unità di memorizzazione
comprende quattro componenti principali
fa uso di un bus, ovvero di una serie di fili a cui
sono collegati tutti i componenti del calcolatore
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questa architettura è costituita da 4 componenti, noi
vediamo il computer come costituito da 4 pezzi, divisi in
due: da un alto ciò che memorizza l’informazione,
dall’altro ciò che elabora l’informazione. Questi 4
componenti sono collegati da un bus (e il bus è uno dei
4 componenti):
1. CPU (unità centrale di operazione o Central Processing Unit)
dentro la cpu c’è
unità di controllo (quella che apre e chiude i latch)
unità logico aritmetica ALU
registri
la cpu è collegata in ingresso e in uscita è collegata al bus (che non è quello il bus
della cpu per i regosti etc, ma un altro più macroscopico che collega i 3 componenti).
La CPU può effettuare collegamenti verso l’esterno secondo due modalità:
accedendo alla memoria centrale
attraverso istruzioni di input/output
in entrambi i casi viene fatto uso dei cosiddetti “indirizzi”. Un indirizzo è un numero
binario che consente di identificare (e quindi di raggiungere) esattamente una cella
di memoria, analogamente all’indirizzo che ci consente di identificare (e di
raggiungere) una località sulla terra.
2. unità di memoria
questa è la vera e propria RAM (random access memory, memoria d’accesso
casuale) ovviamente anche lei è collegata in ingresso e in uscita al bus,
perchè potrebbe avere delle informazioni che deve dare al
processore che viene processata e rimandata indietro.
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3. unità di I / O
modo per interagire con il mondo esterno Input e Outpu che anche loro sono
collegate al bus ma è ovvio che l’unità di input è collegata in ingresso al bus e
l’output in uscita.
4. bus
bus di sistema, per differenziarlo dall’altro bus del processore, perchè tutto il sistema
colloquia tramite questo bus.
CHIP → registri che vedevamo costituiti da 8 bit sono registri
che vanno bene per i processori ma nel momento in cui
dobbiamo gestire una quantità enorme di memoria, come la
ram, allora la disposizione è diversa e la disposizione logica
di questi circuiti flip-flop è una disposizione a quadrato.
16 x 16 = 256 bit
come si effettua la selezione dei dati all’interno di un chip?
le celle di memoria sono strutturate come una matrice,
secondo righe e colonne
per selezionare una particolare cella basta attivare la
corrispondente riga e la corrispondente colonna.
supponiamo che l’indirizzo sia 00111001:
i primi 4 bit indicano la riga (0011 in base 2 = 3 in base
decimale), mentre i estanti 4 bit indicamo la colonna
(1001 in base 2 = 9 in base decimale).
in corrispondenza della riga 3 e della colonna 9 c’è una
cella il cui valore è 1.
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quante informazioni devo utilizzare per arrivare a leggere 1 bit: 16 colonne
corrispodono a 16 stati: logaritmo in base 2 di 16 → 4. necessito di 4 bit per gestire
16 stati righe. e altri 4 per colonne, quindi con 8 bit totali per leggerne 1.
gli ingegneri, siccome usare 8 bit per
leggerne 1 è dispendioso, hanno
pensato che se di chip ne metto 8, con
lo stesso indirizzo io posso accedere
all’informazione di altri chip: con lo
stesso indirizzo ad 8 bit riesco a
leggere 8 bit.
Il numero binario è scritto su più chip →
non cambia niente se non che con 8 bit
ho 8 bit di informazione.
questo consente che il nostro chip abbia un sistema che consente di recuperare
l’informazione. Se distribuisco l’info con gli 8 chip, se si rovina l’8 chip, della singola
sequenza da 8 bit perdo solo l’ultima cifra (che era 0 o 1). Ma le memorie sono
costruite in modo intelligente perchè oltre a questi 8 chip, ce n’è un nono (chip di
parità), che scrive il risultato della somma binaria di tutti gli 8 i numeri.
1 0 0 1 0 1 0 0 1
il risultato della somma è 1, se per caso l’ottavo chip non funziona
1 0 0 1 0 1 0 ???? 1
ricavo il risultato dell’ottavo chip tramite la somma. La di tutti gli altri chip superstiti
ho come risultato 1 e il chip di parità vale 1, quindi ottavo chip deve valere per forza
0 (numero che aggiunto ad 1 faccia 1).
CICLO DEL PROCESSORE
ciclo perchè quando accendiamo il computer e quan do lo lasciamo a non fare nulla,
lui in realtà non è in pausa ma fa sempre qualcosa, il processore esegue in modalità
ciclica le operazioni descritte qui sotto:
1. bisogna caricare l’informazione, chiamata anche fase di fetch. La fase di fetch
utilizza il Program counter (PC) per prelevare dalla memoria l’istruzione che
deve essere eseguita ed eventualmente i dati (per esempio se l’istruzione è
“somma” saranno caricati anche i dati necessari a fare la somma, cioè i due
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numeri da sommare). L’istruzione e i dati vengono caricati nel registro istruzioni;
per caricare l’info, bisogna quindi conoscere l’indirizzo di questa info e lo chiedo
al registro degli indirizzi (che è un pò come la rubric
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Storia dell'Architettura - dall'architettura carolingia al Gotico
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