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incongruenza in alcune discipline, ad esempio nel teatro o nella lirica, ed è meno facile ricostruirla

in forme dove il corpo umano è assente (un quadro, una poesia scritta). Di conseguenza gli elementi

paraverbali devono essere cercati nell'opera stessa, analizzandone la struttura profonda, alla luce del

linguaggio espressivo usato dall'artista, della sua semantica, della sua sintassi. L'opera, in questo

caso, diventa essa il "corpo" che deve essere congruente con il suo stesso messaggio. Nella poesia,

ad esempio, è relativamente facile verificare questi aspetti relativi al quarto assioma. La poesia

infatti esprime un messaggio, attraverso un linguaggio fatto di parole, i significanti che trasmettono

il significato. Inoltre, la poesia ha sempre (non può non averlo) un "tono", un'ambientazione

espressiva (fonica, prosodica) che crea un "ambiente" nel quale il significato va a collocarsi. Il

"tono" e le parole sono due elementi del testo che in qualche modo possono essere considerati

elementi paraverbali. Peraltro, il "tono" può essere reso soltanto da una voce recitante, interna di chi

legge mentalmente, o esterna di chi legge in pubblico, ed è quindi facilmente ricreabile ? e se resa

bene, fa acquistare al testo molta espressività. Se uno scrive in tono alto banalità di contenuti, la

dissonanza è evidente, così come se sbaglia tono e recita cose alte con un piglio recitativo

giornalistico. In sintesi, ogni opera d'arte deve trovare una giusta armonia interna fra i diversi

elementi che la caratterizzano: laddove uno di questi elementi non sia integrato con gli altri, si

produce nel fruitore una dissonanza cognitiva, un'ambiguità, che inconsciamente o consciamente

viene rifiutata. Da questo punto di vista, l'arte esprime sempre un'armonia, una coesione interna, pur

secondo regole che l'artista stesso può inventare, anche soltanto per una singola opera d'arte.

Infine, il 5 ° A

S S I

O

M A esprime il concetto che la comunicazione deve essere aperta alla

problematicità. Sappiamo già, dalla filosofia, che qualsiasi pretesa di verità data dagli strumenti del

linguaggio è destinata a fallire. Nessuna verità sembra resistere alla critica, e se ve ne fosse una,

allora potremmo dire, con Kuhn, di avere finalmente un "paradigma" con il quale misurare la verità

di ogni evento. Ma non è questo il punto. Ognuno, proprio in conseguenza di quanto sopra, ha una

sua verità che, in quanto verità, ha la stessa dignità di qualsiasi altra, almeno per quanto riguarda la

sfera delle opinioni, dell'orizzonte di pensiero. Ovviamente tali opinioni e orizzonti di pensiero

trovano un terreno di confronto nella sfera del razionale, mentre la verità soggettiva è fortemente

influenzata da pre-concetti, convinzioni acritiche o mai criticate o anche magiche e irrazionali, che

costituiscono gli schemi mentali e comportamentali che seguiamo per vivere abitualmente. Se, nella

comunicazione, ogni verità individuale viene sempre disconosciuta, si avrà una frustrazione

individuale, che porta a lungo andare a un conflitto, oppure una cristallizzazione di ruoli di potere,

che ovviamente non è indice di comunicazione efficace. La nostra salute mentale infatti, dipende in

gran parte dalle conferme che gli altri ci danno, e la conferma è, pari pari, il riconoscimento di te

come individuo, la tua sicurezza di base, l'accettazione del ruolo che ti scegli nella vita.

N

o n s i p u ò n o n c

o m

u n i c

a r

e

.

"Il comportamento non ha un suo opposto. In altre parole, non esiste qualcosa che sia un non-

comportamento o, per dirla ancor più semplicemente, non è possibile non avere un comportamento.

Ora, se si accetta che l'intero comportamento in una situazione di interazione ha valore di

messaggio, vale a dire è comunicazione, ne consegue che comunque ci si sforzi, non si può non

comunicare. L'attività o l'inattività, le parole o il silenzio hanno tutti valore di messaggio:

influenzano gli altri e gli altri, a loro volta, non possono non rispondere a queste comunicazioni e in

tal modo comunicano anche loro".

Chiunque si trovi in una situazione sociale (cioè, in pratica, in contatto con gli altri) è comunque la

sorgente di un flusso informativo che fornisce continuamente indizi su di sé. Anche rimanere in

silenzio è comunicare. Nel mondo sociale la comunicazione trasuda da ogni persona e anche da

ogni oggetto. L'analisi di questo assioma offre numerosi spunti di riflessione. Innanzitutto notiamo

che, all'interno di una relazione di aiuto, ogni comportamento è degno di rilevanza, cioè comunica

qualcosa. Il fatto di non parlare, di ignorarsi reciprocamente, di isolarsi, non indica "non

comunicazione". Quindi, tutti gli aspetti dei quali è composta la comunicazione hanno un'incidenza

e debbono essere gestiti e ritenuti importanti all'interno di una relazione di aiuto. Per esempio, il

messaggio può essere confermato (esprimendo accettazione con un sorriso, uno sguardo interessato,

un gesto incoraggiante); il messaggio può essere rifiutato (manifestandosi in una frase chiara, in un

gesto o parola che tronca la comunicazione); oppure anche disconfermato (facendo finta di non

capire, cambiando argomento, rispondendo in modo impersonale o allusivo). Tutto questo rinvia al

fatto che una relazione di aiuto è essenzialmente un processo di comunicazione.

C

o n t

e

n u t

o / R

e

l a z

i o n e

"Ogni comunicazione ha un suo aspetto di contenuto e un aspetto di relazione, di modo che il

secondo classifica il primo ed è quindi metacomunicazione".

Secondo questo assioma la comunicazione non solo trasmette un'informazione, ma al contempo

determina un comportamento. In ogni evento comunicativo vi sono dunque componenti verbali

(formali) e non verbali (materiali); vi è inoltre un aspetto di contenuto (notizia, informazione, dati,

oggetto, ecc.) e uno di relazione (le istruzioni, il comando, la richiesta). L'aspetto di contenuto è

normalmente veicolato in prevalenza dai componenti verbali (formali), mentre quello di relazione

dai componenti non verbali (materiali).

"L'aspetto di "notizia" di un messaggio trasmette informazione ed è quindi sinonimo nella

comunicazione umana di contenuto del messaggio. Questo può riguardare qualunque cosa

comunicabile, senza tener conto se l'informazione particolare sia vera o falsa, valida, non valida,

indecidibile. L'aspetto di "comando", d'altra parte, si riferisce al tipo di messaggio che deve essere

assunto e perciò, in definitiva, alla relazione fra i partecipanti".

Molto spesso è il messaggio di relazione che prende il sopravvento su quello del contenuto, gli dà

una direzione, lo categorizza a tal punto che non è tanto significativo l'oggetto su cui gli

interlocutori si esprimono quanto come si pongano mediante la comunicazione in relazione tra loro.

È importante capire che in ogni situazione comunicativa non si trasmette mai semplicemente

un'informazione (o un indizio) ma anche delle istruzioni su come trattare l'informazione, secondo

quale codice interpretarla, se prenderla sul serio ecc. Lo stesso contenuto "Fai attenzione!" può

essere una raccomandazione, una minaccia, una preghiera, un semplice intercalare privo di

significato. Di solito, le indicazioni che possono guidare la comprensione si trovano a livello non

verbale. Quasi sempre la comunicazione di relazione riguarda i rapporti tra emittente e destinatario

che deve essere continuamente riformulata e riaffermata. Attraverso il messaggio si definisce quindi

la relazione e l'indicazione sul tipo e la qualità della relazione. Essa può essere arricchita sia da

componenti verbali che non verbali (come i termini impiegati, il tono della voce, il commento

gestuale, la mimica facciale, ecc.).

G

l i s c

a m

b i c

o m

u n i c

a t

i v i s o n o n u m

e

r

i c

i o a n a l o g i c

i

"Gli esseri umani comunicano sia col modulo numerico che con quello analogico. Il linguaggio

numerico ha una sintassi logica assai complessa e di estrema efficacia, ma manca di una semantica

adeguata nel settore della relazione, mentre il linguaggio analogico ha una semantica ma non ha

alcuna sintassi adeguata per definire in modo che non sia ambiguo la natura delle relazioni".

Riformulando con un certo grado di approssimazione vuol dire che nella comunicazione interumana

vi sono almeno due modalità di veicolare messaggi. Una è la possibilità di nominare una cosa

attraverso la parola (tenendo presente che il rapporto tra parola e cosa è arbitrario, quindi frutto di

una convenzione fra gli uomini), l'altra è indicare la cosa alludendovi o esprimendola attraverso

qualcosa che la richiami. Per semplificare al massimo, la prima possibilità dà luogo a una

comunicazione verbale ("modulo numerico"), la seconda ad una non verbale o "analogica". Si

definiscono analogici, in genere, la posizione del corpo, il ritmo, la cadenza della voce, ecc., ma

mettendo a confronto le differenze tra queste due forme comunicative risulta che il verbale

(numerico) trasmette contenuti, notizie, permette l'inganno, è arbitrario, manifesta un alto grado di

complessità perché presenta operatori logici come: allora, o, ma, se, ad esempio, ecc. Mentre

l'analogico trasmette emozioni, sentimenti, relazioni, non presenta operatori logici complessi, risulta

più naturale e intuibile. Insomma anche se non esiste una grammatica del non-verbale che metta

d'accordo gli specialisti, si ritiene che tutti siano in grado di comprenderlo intuitivamente e

immediatamente (anche se lascia spazio a interpretazioni soggettive); e ci sono evidenze che

mostrano forti analogie, in termini di significato relazionale (da attribuire all'espressione del volto

tra la mimica facciale umana e quella delle scimmie superiori), perché ritenute molto più antiche di

quello verbale, che, ricordiamo, esprime pensieri e costrutti logici complessi.

G

l i s c

a m

b i c

o m

u n i c

a t

i v i s o n o s i m

m

e

t r

i c

i o c

o m

p l e

m

e

n t

a r

i

"Tutti gli scambi di comunicazione sono simmetrici o complementari, a seconda che siano basati

sull'uguaglianza o sulla differenza".

Ugo Volli, semiologo, spiega così: "Uno scambio simmetrico avviene fra interlocutori che si

considerano sullo stesso piano, svolgendo funzioni comunicative e ruoli sociali analoghi. Per

esempio, in una famiglia due gemelli, nelle comunicazioni tecnologiche due interlocutori telefonici,

sul lavoro due colleghi di pari grado ecc. Uno scambio complementare fa incontrare persone che

hanno una relazione ma non sono sullo stesso piano, per potere, ruolo comunicativo, autorità

sociale, interessi. Per esempio, nella famiglia, padre e figlio; nelle comunicazioni di massa,

conduttore di una trasmissione e "ospite" ecc. Le comunicazioni complementari e simmetriche

hanno funzionamenti diversi che non vanno confusi e implicano responsabilità diverse. Quando un

interlocutore di una comunicazione complementare si illude o illude l'altro che la comunicazione sia

simmetrica, facilmente il rapporto diventa difficile, scorretto, o perfino patologico".

P

u n t

e

g g i a t

u r

a

"La natura di una relazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze di comunicazioni fra i

partecipanti".

Facciamo un esempio tratto dal libro di Laing dal titolo Mi ami?, per comprendere meglio il

fenomeno:

LEI e allora

Lui allora cosa?

LEI lo sai

LUI so che cosa?

LEI lo sai benissimo

Lui no non lo so benissimo

LEI suvvia

LUI suvvia tu

LEI piantala di fare il furbo

LUI piantala tu

LEI smettila

LUI sei tu che hai cominciato

LEI ma sei tu che continui

LUI continuo cosa?

LEI ci stai attaccato

Lui a cosa?

LEI lo sai benissimo

LUI non ho intenzione di andare avanti

LEI tu sei sempre rimasto indietro


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AUTORE

flaviael

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Cultura della comunicazione con particolare attenzione ai seguenti argomenti trattati: i cinque assiomi della comunicazione interpersonale secondo gli esponenti della Scuola di Palo Alto ( l'impossibilità di non comunicare, i livelli comunicativi di contenuto e relazione, la punteggiatura della sequenza di eventi, la comunicazione numerica e analogica, interazione complementare e simmetrica).


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecnologie della comunicazione (POMEZIA, ROMA)
SSD:
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Cultura della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Fatelli Giovambattista.

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