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Cultura dei sordi

  • Non udente = individuo sordo, usato per lo più nel linguaggio burocratico.
  • Sordità = mancanza o durezza di udito.
  • Sordo = chi è privo, parzialmente o completamente, dell’udito.
  • Sordomutismo = colpito di sordità congenita o acquisita e da mutismo secondario.
  • Legge 95/2006 = il termine sordomuto è sostituito con sordo, problemi legati alla lingua internazionale, in inglese muto si dice anche dumb.

Lingua, linguaggio, mimica e gesto

Lingua: sistema di simboli, fonici e grafici, per mezzo dei quali gli esseri umani elaborano e comunicano il pensiero, parlando o scrivendo => ogni sistema caratterizza la comunità che lo ha costruito.

Linguaggio: facoltà dell’uomo di esprimersi e comunicare tramite un sistema di simboli, vocali e grafici, è lo strumento con cui si attua la comunicazione.

Uso della lingua tipico di un ambiente sociale e professionale, sistema comunicativo o espressivo non verbale, visivo, gestuale, teatrale.

Mimica: capacità di esprimere scenicamente sentimenti e situazioni, valendosi solo della gestualità e degli atteggiamenti del volto e della persona; gestualità che accompagna i modi dell’esprimersi talvolta senza far uso della parola => mimica facciale.

Gesto: movimento delle mani o del capo, con cui si accompagna il discorso o per mezzo del quale si esprime uno stato d’animo.

Linguaggio mimico gestualeLingua dei Segni.

Termine utilizzato fino agli anni 80-90. A livello legislativo non è ancora riconosciuta.

Nel 2011 è stato riproposto come termine in un disegno di legge. C’è un iter legislativo che va avanti da 30 anni.

Protesta da parte della comunità sorda => Lis subito.

Acquisizione e apprendimento

Acquisizione: il processo di trasmissione di abilità o conoscenze avviene in maniera naturale e spontanea.

Apprendimento: il processo di trasmissione di abilità o conoscenza avviene in un contesto più strutturato e in maniera più esplicita e deliberata, una persona sorda apprende di solito la lingua.

Silenzio: per gli udenti ha il significato di assenza di suono.

Udire è qualcosa di universale e la sordità come un’assenza.

Prospettiva medica

Comunicazione visiva => scritta = lettura e scrittura; non scritta = comunicazione non verbale, viso, corpo, gesti; comunicazione parlata, labiale; immagini; Lis.

Tramite gli occhi è possibile imparare una lingua/bilinguismo, mentre per imparare una lingua scritta è necessario aspettare che le funzioni cerebrali siano predisposte alla letto-scrittura => i bambini sordi vengono avviati precocemente per abituare la vista a vedere i grafemi.

Gli occhi possono sopperire alla mancanza di udito in 2 forme.

La lettura labiale permette il dialogo quotidiano, il problema è nel fatto che si pensi che ciò sia sufficiente per le persone sorde di accedere alle informazioni e alla comunicazione => si pensava di poter insegnare attraverso il labiale.

Why? => è una lingua trasparente => il movimento delle labbra ed i suoni corrispondono. Noi non vogliamo a quel punto.

Il labiale è un aiuto, ma ha enormi limiti soggettivi/personali.

Il momento in cui la comunità sorda ha deciso di volere protagonista delle decisioni prese nel proprio conto e per la loro lingua.

  • Non tutte le labbra sono labio leggibili, e non tutti hanno le stesse competenze.
  • In gruppo la persona sorda deve guardare chi sta parlando, i turni nel parlato cambiano in fretta e la persona sorda prima di capire cosa dice deve capire chi parla.
  • È necessaria un’ottima conoscenza della lingua.
  • Richiede molta concentrazione.

Gradi di sordità

  • Lieve, 20-40 decibel: i bisbigli non vengono captati.
  • Media, 40-70 decibel: percepisce i suoni ma ha difficoltà a discriminare le parole.
  • Grave, 70-90 decibel: percepisce solo alcuni suoni.
  • Profonda, +90 decibel: la parola non viene udita.

Se acquisita prima dei 12 anni, una persona viene riconosciuta sorda e ciò comporta dei benefici, come l’assistente alla comunicazione a scuola.

  • Menomazione => è il danno biologico che una persona riporta.
  • Disabilità => è l’incapacità di svolgere le normali attività di vita quotidiano a seguito della menomazione.
  • Handicap => è lo svantaggio sociale che deriva dalla disabilità.

La sordità è una condizione più costruibile socialmente => 0,7% dei bambini ha una sordità grave che influisce sullo sviluppo delle capacità linguistiche nell’infanzia.

91% dei bambini nasce in famiglie impreparate => ereditarietà 5%.

Tutte le scelte di un genitore sono condizionate dall’idea che la società ha, la lingua, il tipo di educazione, la comunità di appartenenza => pregiudizi.

Siamo un prodotto dell’ambiente sociale.

Tutti i bambini per cui viene scelta la Lis hanno un’educazione bilingue: Lis e appresa/acquisita attraverso un percorso medico e di avviamento alla parola, non spontanea.

Cause della sordità

Cause => congenite: ereditaria, con salti generazionali; virali o tossiche della madre, rosolia; malformazioni genetiche.

Acquisita, durante e dopo: traumi durante il parto; intossicazioni da farmaci del bambino; malattie virali o infettive, meningite, otite; sono frequenti i casi di lieve sordità dovuti all’inquinamento acustico.

La madre è solita sviluppare un forte senso di colpa.

  • Sordità di trasmissione: dovuta a lesioni dell’orecchio esterno o medio, otiti, malformazioni del padiglione o del condotto uditivo esterno.
  • Sordità neurosensoriale: dovuta a una lesione dell’orecchio interno o del nervo acustico.

Dopo i 12 anni è difficile apprendere il linguaggio => l’età cruciale per un buon apprendimento è tra i 0 e i 4 anni, quando il bambino acquisisce le strutture fondamentali della lingua.

Difficoltà

  • Il ritardo di esposizione alla lingua, dipende dal momento in cui si scopre.
  • Input ridotto.
  • Le situazioni anomale, in cui la lingua parlata e scritta è tramessa, come insegnare l’italiano con i verbi all’infinito.

I bambini sordi ricevono un’esposizione alla lingua parlata più tardiva rispetto ai bambini udenti => difficoltà cognitive successive.

Accorgimenti comunicativi

  • La fonte luminosa deve illuminare il viso di chi parla e non della persona sorda.
  • Distanza = né troppo vicini né troppo lontani.
  • Usare un tono di voce normale.
  • Labbra labio leggibili.
  • Velocità moderata.
  • Testa ferma per un contatto visivo.
  • Gestualità ed espressione del viso, prosodia.
  • Uso della scrittura.

Comunicazione: prospettiva medica e socio-culturale

  • Medica: l’orecchio non funziona, il medico attesta il residuo uditivo per poi procedere a una cura, impianto cocleare o protesi, al fine di colmare una mancanza.
  • La cura non è diventare udente ma la possibilità di sentire per imparare a parlare.
  • Socio-culturale, anni 80-90: il canale della vista è integro => può imparare la Lis, entrare in una comunità Sorda con una cultura Sorda, un modo alternativo di stare al mondo utilizzando uno strumento comunicativo diverso.

Sono spesso in conflitto in quanto molte volte una esclude l’altra => quando nasce un bambino sordo non gli viene proposta la Lis, sono i genitori a doverla conoscere.

Permette una completa partecipazione nella società-comunità e di essere indipendenti.

La Lis si configura come un’alternativa naturale dei sordi => l’educazione può essere:

  • Oralista: si pone al centro la lingua vocale escludendo la Lis e cerca l’integrazione con la maggioranza udente.
  • Manuale: tramite la Lis cerca di costruire una competenza comunicativa nella lingua vocale e cerca l’integrazione anche in una comunità sorda promuovendo la formazione di un’identità.

La lingua orale non viene acquisita ma appresa: viene appresa attraverso la lettura labiale, le situazioni comunicative sono artificiali, i tempi di costruzione sono molto lunghi e trovare il significato dei concetti astratti è molto difficile.

Sordo, chi non sente, ≠ Sordo, chi ha un’identità di persona sorda, e vede la Lis come una lingua naturale che gli appartiene.

Teoria dell’agire comunicativo

  • Il vivere insieme è possibile grazie al linguaggio, intendere; produzione cultura orale; integrazione sociale; socializzare e interpretare la cultura e i bisogni.
  • La comprensibilità non dipende dalla varietà linguistica ma dal rapporto tra le persone, in quanto capaci di capirsi.
  • Motivazione: fino a che punto A vuole capire B?
  • L’esperienza è importante per la comprensibilità.

Cos’è la comunicazione? Costruire e mettere in scena una rappresentazione di se stessi; una serie di risorse-canali sensoriali che si attivano in base al contesto sociale in quanto negoziamo – discutiamo sul significato di una parola.

Messaggio, emittente, destinatario.

Schema comunicativo di Jakobson

  • Feedback: informazione di conferma di ricezione => circolarità del discorso.
  • Canale: visivo, gestuale, uditivo.
  • Codice: lingua.

Non funziona se: il codice-contesto non è condiviso; il canale-contatto non è corretto; manca il feedback.

  • Contesto: l’ambito che influenza l’esito e il modo.

Comunicare fa riferimento a come usiamo quelle parole e al loro significato => la comunicazione è formata da frame, che orientano e guidano la nostra meta. È quella parte non verbale legata al tono della voce, ai gesti e a quanto risulta implicito nel contesto.

Ogni parola cambia in base al contesto, quando la diciamo, come e al posizionamento.

Competenza linguistica e comunicativa

Competenza:

  • Linguistica: lessico, sintassi, grammatica.
  • Comunicativa: sapere usare la lingua nella società, utilizzare degli atti linguistici o non, espressione, gesti, in modo intenzionale.

Nella comunicazione non esiste il corretto => esiste l’adeguato, quello che è più funzionale a qual momento => permette di integrarsi nella società.

Pragmatica => capacità di usare in modo adeguato alle circostanze la lingua.

A volte non è necessaria.

Cinesica => accompagnare alla lingua una certa gestualità o postura.

L’insieme del tutto contraddistingue la competenza comunicativa una struttura linguistica.

La competenza comunicativa è importante dell’identità di ognuno di noi e che ci accompagna nel quotidiano => la grande confusione generata nel passato è dovuta che imparare a parlare sia equivalente ad imparare a comunicare, prospettiva medica X => si impara a parlare, ad usare la lingua ma non a comunicare, è un processo lungo.

Es. alle elementari si salutano le maestre con il “ciao”, dalle medie si salutano i professori con il “Buongiorno” => si tratta di regole comunicative che spesso non vengono insegnate ai bambini sordi.

La comunicazione ha a che fare con l’immersione linguistica e con le chance di frequentare contesti comunicativi diversi.

Perché chiedere l’educazione bilingue per le persone sorde? Per avere più contesti comunicativi possibili accessibili, italiano e Lis.

Imparare a comunicare significa non solo imparare la lingua ma impadronirsene ed appropriarsi di tutti i modelli culturali legati al comunicare => avere più chance di imparare la lingua e la comunicazione in diversi contesti.

Alla persona sorda non manca l’udito, ma tutto quello che per noi è di libero accesso e scelta.

L’obiettivo di veicolare un’educazione bilingue o totale ha questo obiettivo.

Es. per un evento pubblico deve essere inclusa la Lis, rendendolo accessibile alla persona sorda.

Concedere la libera scelta alle persone con una disabilità, integrandole.

La comunicazione non è fatta solo di parole

  • Linguaggio del corpo, gomito piegato, espressione accigliata.
  • Prossemica => distanza che le persone adottano quando si relazionano.

Dà un’idea su quale sia il rapporto tra le persone => la percezione delle distanze è un’abitudine culturale, variano in base al luogo.

Zona intima = uno spazio che può essere violato solo da persone con cui si ha una relazione intima => a volte irrompere nella zona intima può essere una dichiarazione di guerra.

In ascensore, per accettare l’intrusione nella zona intima, si utilizzano delle tecniche come girare la testa, distogliere lo sguardo.

Zona personale = coincide con la stretta di mano e indica la presenza di un qualche tipo di rapporto, di amicizia, di confidenza o l’inizio di un nuovo rapporto.

La zona sociale e pubblica cambiano in base al luogo in cui ci troviamo, con le persone con cui interagiamo.

È importante appropriarsi di tutte queste regole, in quanto ci permette di entrare in una nuova comunità.

  • Abbigliamento: veicola delle informazioni, es. vestirsi bene per un esame => ogni occasione necessita di un abbigliamento specifico.

La sicurezza di una persona cambia in base a come siamo vestiti => quando noi siamo sicuri la nostra comunicazione è differente, tono di voce.

  • Simboli di status: trasmettono un’informazione sociale, es. una fede = persona impegnata legalmente = sposata => spesso la comunicazione che arriva da queste informazioni può non essere quella che la persona voleva comunicare.

Stigmatizzano elevano-danno.

Ci sono dei simboli che una persona e dei simboli che la pregio.

Lis, stigma e identità

Immaginare l’uso della Lis in un contesto in cui la sordità è vista come sinonimo di ignoranza-stupidità => passato per riconoscere una persona sorda è necessario che sia lei a dircelo, parlando o iniziando a segnare.

Il non uso della Lis può mettere la persona sorda in una situazione di aggregazione sociale non stigmatizzata => può non mettergli l’etichetta di stupido.

In un certo periodo storico, le persone sorde non utilizzavano la Lis in pubblico per non fomentare i pregiudizi contro di loro e per non dare adito a male interpretazioni della propria identità => motivo per cui la sordità e la Lis non viene osteggiata.

Uno dei motivi per cui la Lis non viene ancora del tutto riconosciuta come lingua idonea alla comunicazione, è per il fatto che è stigmatizzante, limitante.

La lingua, staccata dalla cultura, veicola significati totalmente diversi, e l’interpretazione varia da persona a persona a seconda anche dell’esperienza.

Quando si incontrano nuovi ambiti, è necessario iniziare a destrutturare determinate situazioni => es. la luce soffusa al lume di candela per le persone sorde non è romantico, in quanto non permette di vedere bene.

Ci sono delle usanze, dei modi di fare che sono culturalmente collegati, non solo linguisticamente e all’interno della stessa cultura non si modificano.

Una persona sorda sa che la luce soffusa è romantica, ma non funziona nel momento in cui si è in una situazione dove si deve usare una forma comunicativa che usa gli occhi per comunicare al posto di ricevere la comunicazione anche con altri mezzi.

La nostra cultura uditiva è molto forte => è la nostra normalità, e mettere in discussione la normalità non è sempre facile.

Più noi ci appropriamo di altre forme comunicative più il nostro mondo si allarga, entriamo in alte culture e relativizziamo la nostra.

La lingua che noi parliamo modella i nostri pensieri, la struttura di una lingua dà forma al pensiero, la Lis permette di modellare la nostra memoria-la nostra abilità comunicativa anche secondo una modalità visiva.

La persona sorda e segnante sfrutta meglio il canale visivo.

Eventi comunicativi

Eventi comunicativi = ciò che viviamo quotidianamente è strutturato da:

  • Situazione.
  • Partecipanti.
  • Scopi.
  • Sequenze.
  • Chiavi interpretative.
  • Strumenti.
  • Regole.
  • Generi.

Fa riferimento ad appartenere ad una comunità linguistica, ciò che la comunità sorda è diventata, che prevede che la Lis entri in tutti gli aspetti della vita quotidiana.

Tutti questi sottogeneri ci permette di riconoscere l’evento e di viverlo bene.

Comunità linguistica = la “massa parlante” di coloro che parlano la stessa lingua => coloro che comunicano facendo uso di una lingua storico naturale => fu la scoperta della naturalezza della Lis che portò allo formarsi di una comunità sorda, 1980.

Lingua storico-naturale, lingua dei segni è una; per far parte di questa comunità è necessario conoscerla, averne la competenza e conoscerne la storia => il legame tra lingua e cultura è molto importante, es. la variante segnata di Trieste ha delle influenze asburgiche e.

I membri di una comunità linguistica condividono non solo una competenza su come produrre frasi ben formate, grammaticalmente corrette, ma anche una competenza relativa al “mondo sociale o culturale in cui si parla” => competenza linguistica e comunicativa.

La competenza comunicativa per gli udenti viene acquisita in modo spontaneo, tv, libri, scuola; mentre per i segnanti è più complicato => la lingua dei segni non è presente in modo spontaneo e naturale in molti ambiti a livello statale c’è poca ricerca metacomunicativa, varie forme discorsive che si usano: a casa, a lavoro, nelle conferenze => la lingua dei segni in modo diretto o di presenza stabile ancora non c’è in diversi ambiti, poche conferenze, presentazione di libri, interamente in Lis.

Comunicazione come azione

Quando noi parliamo agiamo un discorso, delle parole, dei comportamenti che diventano azioni => noi trasmettiamo informazioni realizzando delle azioni nelle nostre frasi => es. “io vi dichiaro marito e

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher aliceperuzzo18 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Cultura dei sordi 1 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Sala Rita.
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