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Cristologia nel Nuovo Testamento

Di base c'è la fede (una sola e medesima per tutti) interpretazione storica (sua persona e missione) accolta, condivisa e trasmessa sostanzialmente da tutti gli autori del NT: fondata sul Gesù terreno (cristologia implicita) e condotta alla luce della sua resurrezione e della Scrittura sotto la guida dello Spirito Santo sedimentata nei 3 titoli principali: Cristo – Signore – Figlio di Dio (cristologia esplicita).

Molteplici tradizioni cristologiche pre-letterarie e letterarie, sorte in ambienti geografici e culturali diversi, che hanno dato vita a molteplici letture anche se convergenti tra loro del Gesù culminato nella Pasqua.

Unità nella pluralità delle Scritture

Unità nella pluralità delle Scritture: nasce dalla fede nel risorto e glorificato, del quale attende la Parusia e conduce ad essa, perché mentre la confessa la propone come contenuto primario del kerygma.

Molteplici cristologie anche frutto e testimonianza della comunione tra i credenti, vissuta nell'accoglienza e nella valorizzazione delle diversità culturali delle prime comunità (interpretazione sinfonica).

Pertanto, il mistero di Gesù Cristo, essendo fondamento della fede, si trova sempre prima e al di là di ogni tradizione cristologica, e dentro la trama teologica dei differenti gruppi di scritti; l'azione unificatrice è svolta dallo stesso Xto, con la partecipazione dello Spirito Santo, quale capo del suo Corpo che è la Chiesa.

Differenti aspetti dell'insondabile mistero

Ogni tradizione, tuttavia, coglie e mette in risalto uno o più aspetti dell'insondabile mistero: es. Mc parla di "segreto messianico"; Mt presenta il Signore come Maestro; Lc dà risalto al benefattore misericordioso; Gv tocca il vertice della riflessione teologica. Lo sviluppo è poi fisiologico e tutte queste testimonianze devono essere accolte nella loro totalità.

Fattori della riflessione cristologica

Tre fattori principali della riflessione cristologica delle prime comunità: esperienza di comunione con Gesù; testimonianza al mondo mediante attività missionaria presso giudei e pagani secondo le esigenze dell'evangelizzazione; insegnamento catechetico per formare nuove comunità.

Radicamento della cristologia nell'AT

Radicamento della cristologia nell'AT (intimo compimento): per la Chiesa è Parola di Dio che permette di conoscere e apprezzare appieno la ricchezza del mistero di Gesù Cristo; doppio movimento: lettura dell'evento di Cristo nel contesto delle Scritture e viceversa. Vedi ad esempio Atti 17,3 e l'apostolato di Paolo: "Il Cristo è quel Gesù che io vi annuncio".

Era compimento dello stesso disegno di Dio. Per i giudei si trattava di credere che la salvezza non era più legata a Legge e Tempio. Per i pagani si trattava di abbandonare idoli e ogni altra credenza e riporre speranza solo in Gesù.

Il compito ermeneutico

Il compito ermeneutico era proprio dimostrare che le promesse fatte da Dio si erano adempiute (anche se in maniera imprevedibile, perché con evidenti aspetti di discontinuità rispetto alle istituzioni del passato). I primi cristiani dovevano giustificare che Gesù aveva agito conformemente alla volontà di Dio e per ciò hanno fatto ricorso alle Scritture: "è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta…".

Operazione ermeneutica compiuta: selezione di un certo numero di passi che sembravano adatti allo scopo, desunti maggiormente da Pentateuco e Profeti, e raccolti in testimonianze (figura di Mosè, richiamo a episodi salienti della storia di Israele tra cui l'esodo per rapportarlo alle tentazioni di Gesù nel deserto; carmi ripresi da Isaia; Salmi 2 e 110 per spiegare la Resurrezione; Salmi 22,31 e 69 per la passione; Proverbi, Siracide e Sapienza sfondo del prologo del Vangelo di Gv e inno della lettera ai Colossesi…).

Le attese messianiche nei giudaismi del I secolo

Le attese messianiche nei giudaismi del I secolo. Intanto, vanno considerati vari gruppi, in particolare gli hasidim (i pii), che volevano mantenere la purezza e la santità del popolo, predecessori dei farisei e degli zeloti; e i sadducei, il partito dei sommi sacerdoti e dei notabili. Tutti attendevano la venuta del Regno di Dio e un mediatore di salvezza (il Messia).

  • Inviato terreno: discendente del re Davide (messianismo regale-davidico); di stirpe sacerdotale (sacerdotale); o in linea con grande figura profetica del passato (profetico) – preferito dai sadducei
  • Di origine celeste (messianismo apocalittico): il "figlio dell'uomo" come presente in Dan 7,13-14.

Escatologia (futuro ultimo) e protologia (passato primordiale) si richiamano a vicenda e si corrispondono. La prima è attuazione definitiva della seconda e la seconda è premessa della prima: mistero pasquale è rivelazione definitiva del disegno salvifico originario di Dio ed è anticipazione e garanzia del suo compimento escatologico che avverrà con la Parusia. Presente è già orientato al futuro e il futuro ultimo è già iniziato, perché il Regno di Dio già cresce e fruttifica. Il Risorto era già presente al momento della Creazione: pre-esiste alle creature insieme a Dio (formula giovannea).

Le confessioni di fede

  • Formule nominali, che definiscono la persona e l’opera di Gesù con titoli, sotto forma di acclamazioni ("Gesù è il Signore") e dichiarazioni ("nelle sinagoghe annunciava che Gesù è il Figlio di Dio")
  • Formule verbali, che fanno riferimento all'opera salvifica compiuta da Gesù, semplici ("Dio ha resuscitato Gesù", "Gesù è risorto", "è morto per noi") o doppie, in cui morte e resurrezione menzionate insieme
  • Inni, su Gesù disceso, umiliato e redentore, che si incontrano nelle epistole (Colossesi, Efesini, Timoteo, ecc.) e in Gv o Luca: Magnificat, Benedictus, Nunc dimittis.

Il Gesù della storia

I vangeli fanno interagire storia e fede, avvenimento e interpretazione, racconto e annuncio. La narrazione su Gesù viene proposta con il suo significato già definito e accettato nella fede e secondo la fede, alla luce del mistero pasquale. Quindi né biografie, né cronache neutrali né credo avulso da fondamento storico: la fede in Gesù è radicata nella sua storia terrena culminata nella Pasqua, dalla quale trae anche il proprio contenuto. Ma la verità inerente alla sua storia è resa pienamente accessibile solo nella fede: "credi e sarai salvato (At 16, 30-31)" – e i vangeli contengono contenuti selezionati perché significativi per la fede.

Criteri per l'affidabilità dei vangeli

  • Discontinuità circa fatti e detti non riconducibili né all'ambiente giudaico né alla Chiesa primitiva;
  • Coerenza in accordo con il giudaismo o con altre parole dichiarate autentiche e in linea con la sua predicazione;
  • Molteplice attestazione da fonti o forme letterarie indipendenti.

Utile anche l'imbarazzo, aspetti scomodi per la Chiesa primitiva che non avrebbe avuto interesse a diffondere; il rifiuto subito da Gesù e la sua fine violenta.

La società al tempo di Gesù

Situazione sociale incrinata da squilibri: numero esiguo di ricchi latifondisti e stragrande maggioranza della popolazione precaria. I "poveri" erano i bisognosi, gli sfortunati, gli emarginati, quanti erano incapaci di adempiere alle prescrizioni della Legge o di compiere una rigorosa pratica religiosa regolata da tradizioni imposte dai responsabili del culto, che era in stato di peccato…

Gruppi religiosi al tempo di Gesù

  • Esseni: spiritualità apocalittica, vivevano segregati dal resto del popolo
  • Farisei: interpreti della Legge, in attesa del messia regale-davidico; Bibbia aveva carattere religioso e giuridico
  • Sadducei: i più potenti, vi appartenevano i ricchi e i sommi sacerdoti; non accettavano le dottrine farisaiche
  • Zeloti: fomentavano guerra santa contro i romani
  • Erodiani: a carattere politico, partigiani dell'Antipa

Gesù figura a sé stante

Gesù figura a sé stante: fedeltà amorosa al Padre e dedizione incondizionata alla missione ricevuta, scelte radicalmente con lucidità e libertà e con la forza e la sapienza provenienti dallo Spirito Santo.

La missione terrena di Gesù

Per quanto riguarda i gesti di "compassione" di Gesù, questi dimostrano che egli ha tanta compassione e altrettanto potere salvifico/messianico da donare una vita nuova, che comporta la liberazione definitiva da tutto ciò che causa la morte, fisica e spirituale.

I suoi interventi salvifici sono anticipazione e inizio della vita eterna e della resurrezione finale e… proseguono nel tempo (vedi missione dei discepoli).

L'identità messianica di Gesù

Tutto si intreccia con l'autorivelazione fatta da Gesù alla luce della sua relazione con Dio, vissuta nello Spirito Santo, interpretata anche con il ricorso alle Scritture e alla tradizione giudaica. Figura di profeta che supera la concezione classica, poiché si mostra fedele e solidale con la storia umana: forte autorità carismatica, manifestata attraverso insegnamento, guarigioni, esorcismi e miracoli…

Varie narrazioni dai vangeli lo "certificano", soprattutto riportando le affermazioni alla "folla": "Questi è il profeta Gesù"… "è davvero il profeta"… Gesù non rifiuta l'appellativo, ma lo riporta in chiave messianica, escatologica e taumaturgica, anche in riferimento agli altri profeti (Isaia) in continuità con le Scritture.

Missione e attività di Gesù

Si pone sulla scia dei profeti rifiutati, osteggiati e perseguitati (dava scandalo col suo potere taumaturgico: vedi guarigione paralitico, in Mc; si era messo contro l'aristocrazia quando aveva parlato simbolicamente della distruzione del Tempio, in Gv); ed è cosciente della sua fine tragica (vedi parabola vignaiuoli).

Svolge intensa attività di insegnamento: conosce profondamente le Scritture (e lo dimostra) e si prende cura degli stanchi e oppressi dal giogo della Legge reso tale dai capi religiosi ("vedendo le folle, ne sentì compassione"); primariamente tiene alla formazione dei discepoli; usa parabole, proverbi, sentenze…

Insegnamenti di Gesù

È interprete autorevole della volontà di Dio trascritta nelle Scritture; insegna con autorità: "in verità, in verità vi dico"; interviene espressamente in campo etico, basandosi sulla Torah: relativizza/radicalizza (il sabato/il divorzio) e non si appoggia ai dottori della Legge ma rimanda sempre a Dio e alla propria autorità carismatica: "avente inteso che fu detto… ma io vi dico". La sua autorità gli deriva anche dall'autorevolezza della sua persona, capace di trasmettere un amore che converte e conquista (Zaccheo, la peccatrice).

La scelta radicale proposta da Gesù

La scelta radicale che propone: preferire Dio e i beni del Regno, come unico tesoro da cercare e a cui sottomettersi; la sua provvidenza libera dagli affanni dei beni materiali, da qui la rinuncia delle ricchezze. La rinuncia qui non è di tipo etico ma teologico: totale fiducia nella generosità del Padre, zero compromessi. Rinuncia anche in favore di quanti sono nel bisogno (elemosina e condivisione dei beni); la comunione con il Padre implica amore fraterno e l'elemosina contribuisce a eliminare lo scandalo della povertà.

Attese messianiche tra la popolazione

Nella popolazione, e anche tra i discepoli, c'era l'attesa di un messia regale-davidico (da qui il rifiuto dell'idea che Gesù avrebbe dovuto soffrire). Eppure non si trattava di risollevare le sorti politiche di Israele, ecco perché egli fugge quando la gente decide di farlo re; la sua autorità è tuttavia superiore a Davide.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/03 Filosofia morale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher tridente di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teologia dogmatica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Istituto superiore di Scienze Religiose - Issr o del prof Gammarelli Ettore.
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