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Appunti di criminologia sull'argomento La criminalità organizzata in Campania nei quali viene presentata una sintesi su:
Profili storici della criminalità organizzata in Campania
Disagio sociale e illegalità diffusa nel 900
Possibili strategie di prevenzione... Vedi di più

Esame di Criminologia docente Prof. M. Cunzio

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Non esiste piu una organizzazione criminale ma questo non significa che la camorra sia

scomparsa.

La criminalità esiste ancora ma a livello piu individuale nasce infatti la “guapparia”.

La maggiore novità di questi anni è che nasce anche a Napoli una violenza borghese

guidata dal movimento fascista.

E questa borghesia violenta non esita ad usare la guapparia.

Scompare l'organizzazione ma sopravvive senza dubbio la guapparia il cui ruolo diventa

diverso in particolare a Napoli dove il guappo rappresenta l'estrema difesa violenta.

La vecchia camorra svolgeva una funzione di ordine violento nel disordine urbano, la

guapparia invece rappresenta una certezza di valori in un mondo che cambia e i cui

cambiamenti non coinvolgono in profondità i ceti popolari.

Nei paesi circostanti la guapparia avrà un ruolo economico, questo è un passaggio

importante per poter comprendere la genesi dei caratteri nuovi che assumerà la

camorra quando avverrà la sua ricomparsa dopo la seconda guerra mondiale.

Mentre la camorra di Napoli città sarà fortemente condizionata dal suo retroterra illegale

e gestirà le attività illegali la camorra di provincia sarà meno condizionata da un

retroterra illegale e assumerà caratteristiche imprenditoriali.

Il guappo mantiene le sue relazioni umane con il quartiere in cui vive e opera e non è piu

definito camorrista. La parola camorra durante il fascismo sembra scomparsa nel lessico

comune.

Nella Napoli dell'ottobre 1943 devastata dai bombardamenti, con migliaia di persone

senza casa la rapida ripresa di attività illegali di massa era inevitabile: contrabbando,

borsa nera, prostituzione. Tutte attività legate alla sopravvivenza. La città diventa il

centro di tutte le transizioni illecite legate alla presenza delle truppe alleate.

Anche in molte altre città tra il 43 e il 45 si affermò il mercato nero che cessava quando

queste città venivano via via liberate.

A Napoli invece questo fenomeno non cessa e il contrabbando diventa l'attività

principale di una gran parte della popolazione. Si trattava innanzitutto di alimenti, che si

trovavano nei depositi delle truppe americane, poi di vestiti, sigarette, elettrodomestici.

Poi fu la volta anche della droga.

Un dato molto interessante è rappresentato anche dal fatto che il contrabbando di quel

periodo “permette poche consistenti fortune, agiatezza per una ristretta cerchia di

persone e solo la sopravvivenza per tantissimi”.

In questo contesto comincia a consolidarsi una schiera di controllori del contrabbando.

Siamo in presenza di una consapevole tolleranza: se venisse eliminato il contrabbando

una buona parte della popolazione resterebbe senza alcuna risorsa.

Dunque fino alle soglie degli anni 50 non si parla di “ camorra”.

A Napoli e dintorni non si verifica ancora nulla di simile a ciò che avviene in Sicilia con la

ripresa della mafia.

A Napoli in quel periodo c'è solo la presenza di singoli guappi.

Agli inizi degli anni 50 è già in atto quel fenomeno che farà parlare nel 1955 di “nuova

camorra” in seguito ad un episodio clamoroso che susciterà grande scalpore: l'assassinio

di “Pascalone e 'Nola” e ancor più scalpore ci sarà con la vendetta attuata pochi mesi

dopo dalla moglie Pupetta Maresca che uccide “Totonno e 'Pumigliano” ovvero il

mandante dell'assassinio del marito.

Entrambi gli omicidi avvennero in pieno giorno a Corso Novara.

Negli anni 50 Corso Novara era un centro di contrattazione dei prodotti ortofrutticoli

provenienti da Nola, Giugliano,Pomigliano ecc.

Quasi un terzo della produzione agricola Italiana veniva in quegli anni contrattata a

Corso Novara.

C'erano quindi tutte le premesse perchè entrasse in scena la “guapparia di provincia” .

Siamo di fronte ad una regolamentazione violenta e autoritaria dei rapporti commerciali

tra un mercato molto attivo ed un'offerta proveniente dai numerosi singoli produttori.

La nuova Camorra non è piu quella del processo Cuocolo, i suoi leaders sono uomini

della provincia e il genere di affari è molto diverso.

E' diverso anche il volume degli affari che ogni mese a Corso Novara si contrattano tra i

30 e i 40 quintali di patate. Inoltre questa nuova camorra non ha bisogno di una grande

organizzazione centralizzata.

Pascalone e Nola puo essere definito come un guappo gangester tiene ad apparire come

uomo di rispetto, si presta a fare da paciere ma di fatto si muove come un vero e proprio

manager dell'illegalità.

A Corso Novara è un pezzo grosso ed ha buoni rapporti con i rappresentanti politici.

Notiamo che vecchia e nuova camorra si differenziano ma si somigliano per certi aspetti.

Anche perchè la nuova camorra non fa di certo registrare tassi bassi di violenza anzi l'uso

della violenza diviene piu frequente.

La scena e l'ambiente però cambiano.

La fine del fascismo, il ritorno ad un sistema liberal-democratico e del miracolo

economico rendono diversa la scena.

La nuova camorra acquista carattere commerciale svolgendo attività di mediazione ma

siamo sempre in presenza di una criminalità che gestisce il “governo del disordine” ma

con modalità e in settori diversi da quelli del passato.

Il camorrista mediatore è un calmieratore del prezzo che ricava il suo profitto avendo a

disposizione l'arma della violenza in caso di opposizione.

Nella provincia la camorra prospera nella compra-vendita del bestiame o nella

produzione e distribuzione del latte.

C'è poi un altro settore che negli anni registra un boom di attività: l'organizzazione dei

“magliari”, venditori ambulanti di stoffe scadenti ma manipolate per farle sembrare di

autentica seta o puro cotone. Sono venditori porta a porta che ricevono la merce dai

capi pagandola dopo averla venduta.

Sempre negli anni 50 Achille Lauro impegnatosi a fondo nella vita politica usa un gran

numero di guappi per una compravendita di voti nelle zone piu popolari e piu povere.

2.Dagli anni 60 ad oggi

Gli anni 60 rappresentano il periodo in cui i segni della ripresa economica dopo la fine

della guerra si mostrano con piu evidenza persino nel Mezzogiorno anche al Sud infatti le

condizioni di vita raggiungono un netto miglioramento.

A Napoli tuttavia resta sempre una grande percentuale di popolazione “marginale” ed è

un primato che ancora oggi detiene.

Il miglioramento delle condizione di vita riguarda in modo piu o meno stabile soltanto

una parte della popolazione. E una città che presenta il 30% della popolazione marginale

è una città criminogena.

Napoli si avvia ad essere una megalopoli con una popolazione complessiva di gran lunga

superiore a 4-5 volte quella che le viene ufficialmente attribuita.

Al tempo stesso per la prima volta dopo secoli la città registra un calo di popolazione, la

gente fugge nelle aree limitrofe ma così vengono perduti i legami di “solidarietà di

vicolo”che avevano compattato il popolino napoletano. Non c'è piu il controllo sociale e

aumentano i comportamenti devianti.

In tale contesto il giovane appartenente alla classe piu bassa, a causa di una iniqua

distribuzione delle opportunità, non ha molte alternative. Napoli presenta una fascia

sociale molto ampia di marginali e molte opportunità illegittime.

La modernizzazione con il miglioramento delle condizioni di vita per un certo senso ha

avuto un effetto devastante nella direzione dell'illegalità soprattutto tra i giovani.

Il crescente “consumismo” (le auto, i locali, il divertimento) attraverso la seduzione

operata dai mass-media accentuano l'insoddisfazione dei giovani marginali e la loro

disponibilità alla devianza.

La camorra-impresa offre ai giovani possibilità di guadagno immediato e facile,

impiegando i giovani nello smercio della droga, nella pratica delle estorsioni ecc.

Questa delinquenza giovanile è collegabile al fatto che Napoli è sicuramente la città

europea a piu alta evasione dell'obbligo scolastico.

Inoltre l'entità di un così alto numero di opportunità illegali deriva dal cattivo

atteggiamento delle istituzioni.

Il mercato dell'illegalità si alimenta perchè esistono contesti urbani dove la devianza è la

regola.

La rinascita della camorra è dovuta soprattutto alla speculazione edilizia iniziata negli

anni 50 ma negli anni 60 si registra la fine del boom dell'edilizia e questo provoca

conseguenze sui livelli occupazionali. Le attività abusive tendono alla saturazione. Tutto

cio che poteva essere cementificato era stato cementificato anche senza licenze.

La camorra campana presenta delle peculiarità.

Dopo essersi affermata come organizzazione dei traffici delle sigarette e stupefacenti

invade altri campi.

Agli inizi degli anni 70 si profila l'alleanza con la mafia mai avvenuta prima e in quegli

stessi anni la mafia subiva forti repressioni da parte dello stato.

La presenza nel Napoletano di mafiosi quali: Riina,Liggio,Bagarella produce le prime

alleanze con i camorristi quali: M.Zaza e i Nuvoletta.

Nel frattempo, fin dagli inizi degli anni 70 emerge una figura di camorrista destinata a

primeggiare: Raffaele Cutolo, ambizioso e intelligente con straordinarie capacità

organizzative.

Cutolo dal 1963 ad oggi ha vissuto i sempre in carcere (tranne 1 anno di latitanza) e dal

carcere costruisce e gestisce la sua organizzazione. Una parte consistente del

reclutamento avviene dal carcere. L'organizzazione malavitosa di Cutolo può essere

definita “camorra-massa” in quanto c'è posto per tutti.

Nella Nuova Camorra Organizzata (NCO) c'è di tutto: trafficanti di droga,

scippatori,riciclatore di denaro sporco,spacciatore,imprenditori. Si nota che la NCO è

diversa dalle altre organizzazioni criminali (Ndrangheta e mafia) in quanto in queste la

grande criminalità è separata dalla criminalità giovanile.

Molti camorristi appartenenti alla NCO sono stati obbligati ad aderire all'organizzazione

criminale perchè minacciati. L'adesione assume i caratteri di una scelta ideologica, di

questa ideologia fa parte il sentirsi campani e dunque di essere “fedeli a Napoli”.

La morte non spaventa i camorristi perchè la vita sulla terra è soltanto un passaggio e

sulla terra si vive male.

Dalla fine degli anni 70fino al 1983 (passando quindi per il terremoto dell'80) divampa la

guerra tra la NCO e la NF (Nuova Famiglia) una guerra sanguinosa che però non

interrompe gli affari.

Si profila e si realizza così la sconfitta di Cutolo grazie ad un'imponente mobilitazione

dello stato e una serie di maxiblitz e maxiprocessi.

Per i clan rivali la sconfitta di Cutolo è stata un successo ma anche i vincitori (NF)

dovranno subire presto duri colpi.

Il terremoto dell'80 segnerà l'ascesa della camorra come potenza economica e

finanziaria.

Dagli effetti disastrosi del terremoto infatti verrà fuori imperniato sulla politica e

l'economia della catastrofe dalla quale la camorra trarrà notevoli guadagni.

Il gia nutrito stuolo di imprenditori legati a Cutolo piomberà sulla grande massa di

denaro dell'intervento Straordinario varato dallo stato assumendo gli appalti per la

rimozione delle macerie e l'installazione dei prefabbricati.

Il terremoto segna una vera e propria svolta nella storia della politica e sociale della

Campania ed è una svolta caratterizzata dalla diretta partecipazione della camorra. C'è

un'enorme somma di denaro pubblico da spendere nel quadro dell'intervento

straordinario.

L'urgenza implica una maggiore speditezza nei controlli delle modalità di impiego degli

aiuti. Le imprese della camorra finiscono per dettare legge sull'intero sistema degli

appalti della ricostruzione.

Le delibere comunali vengono predisposte dalle Giunte con procedure di urgenza,senza

riunioni di Consiglio,e la camorra coglie questa grande occasione per fare affari e al

tempo stesso entrare sempre piu nel “mercato politico”.

Avviene una saldatura tra il sistema illegale camorristico e il sistema pubblico, sembrano

tutti d'accordo sulla necessità di sfruttare rapidamente l'occasione per strappare quanti

piu finanziamenti è possibile.

La camorra-impresa sceglie i settori di intervento all'insegna di esigenze sue proprie e

dell'opportunità di non correre rischi. L'improvvisa, massiccia disponibilità di denaro da

spendere in attività assistenziali è un “invito a nozze”.

Dopo la sconfitta di Cutolo (frutto della coalizione di diverse famiglie camorristiche) la

camorra grazie al terremoto ha raggiunto un livello elevato di impegni nella

imprenditoria legale.

L'impegno nell'imprenditoria legale ha dato vita ad attività economiche abbastanza

articolate. Restano privilegiati: gli appalti e il rifornimento a enti privati.

In questo modo la circolazione dei capitali camorristici si realizza nel mercato crimnale e

nel mercato legale, si realizza un intreccio che rende difficile la separazione tra legale ed

illegale.

La camorra-impresa si occupa di:

1-Edilizia

2-Industria conserviera

3-Commercio

4-Appalti

Un discorso a parte va fatto per Napoli-città.

Qui gli investimenti della camorra hanno riguardato soprattutto il commercio.

(è stata la gestione del Comune di Napoli da parte della sinistra ad impedire che la

camorra investisse negli appalti)

A Napoli-città la camorra conserva il monopolio della “economia del vicolo”.

In merito alla camorra-impresa è doveroso soffermarsi su due episodi significativi: il

sequestro Cirillo e l'omicidio del giornalista Siani.

L'affare Cirillo è strettamente collegato ai fatti del “dopo-terremoto”.

Ciro Cirillo è un assessore regionale all'urbanistica della Democrazia Cristiana.

Cirillo viene rapito dalle BR (Brigate rosse) il 27 aprile del 1981. Il sequestro si trasforma

in un clamoroso caso politico e giudiziario, un intreccio oscuro i cui protagonisti sono i

servizi segreti, gli uomini delle BR, i camorristi e i vertici della DC. Il caso Cirillo è

esemplare perchè è il risultato evidente che gli esponenti di un partito

politico,terroristi,delinquenti,servizi segreti,pezzi di stato hanno strettamente

collaborato per liberare un ostaggio dalle mani di una banda criminale. (Le BR rapirono

Cirillo con l'intento di fargli rivelare segreti scottanti per la DC napoletana) Che la

camorra sia entrata nell'affare Cirillo non è certo un caso, proprio per l'importanza che

aveva assunto il suo intervento diretto negli appalti e quindi per i stretti contatti con i

politici locali. Gli esponenti della DC trattano con Cutolo per evitare che Cirillo rivelasse

alle BR “segreti scottanti” per la DC napoletana.

Cutolo si trovava al culmine della propria potenza anche per via del ruolo e del credito

acquisito nel caso Cirillo con la DC e con i servizi segreti.

Nell'estate dell'81 Cirillo viene liberato.

All'atto della liberazione Cirillo scompare per due giorni prima di essere interrogato dai

magistrati. Sembra quasi un secondo sequestro. Si parla di un riscatto di 3 miliardi pagati

da DC e divisi tra BR e NCO, quest'ultima riceve in premio anche gran parte degli appalti

per la ricostruzione.

Come gia detto il successo di Cutolo non durerà a lungo nel senso che la NCO perderà

diverse battaglie, quella armata con la NF e la mafia siciliana e quella degli affari oltre a

quella politica per i duri interventi repressivi.

Cutolo e i suoi luogotenenti si sentono traditi dai politici con i quali c'era stata la

trattativa Cirillo.

Il caso Siani:

Siani giovani cronista del mattino fù ucciso nel settembre dell'85.

In questo caso ritroviamo tutti gli ingredienti della camorra: appalti pubblici., legami con

la mafia, dissidi interni forti collusioni con i politici, l'unica novità è che la vittima è un

giovane e intelligente oltre che coraggioso cronista, non è un poliziotto, non è un politico

non era neanche un giornalista di fatto (precario) ma uno che ficcava il naso ovunque.

Siani denunciava chiunque: Gionta, il sindaco di torre Annunziata e persino il pretore di

Torre Annunziata luigi Gargiulo. La sua fine fù decretata a seguito di una sua intuizione

ovvero: che l'arresto di Valentino Gionta fosse dovuto ad una soffiata dei Nuvoletta.

La soffiata era giustificata al fine di chiudere la guerra tra i Nuvoletta e i Bardellino.

I Nuvoletta infatti in cambio della pace offrivano la cattura di Gionta acerrimo nemico

dei Bardellino vero è che si attribuisce ai Nuvoletta l'assassinio che decreta la fine di

Siani.

Inizialmente Gionta non si mostrò favorevole all'uccisione di Siani poi intervenne

addirittura nella questione Totò Riina che si assunse l'incarico di arbitro e negoziatore

per ricucire le fratture all'interno dei clan e decretò l'uccisione di Siani.

La soluzione aveva un evidente valore simbolico la cosa importante non era la morte di

Siani ma la pace fra i clan.

Il caso Siani si rivelò negativo per la camorra per l'effetto che ebbe sull'opinione pubblica

oltretutto la lentezza delle indagini aumentò a lungo l'indignazione della gente comune.

A metà degli anni 80 a seguito dei blitz dell'83 e 84 con piu di 1.500 arresti la camorra

cambia strategia abbandonando il modello criminale di massa e privilegiando solo

soluzioni mirate e necessarie: delitti eccellenti e fine della guerra tra bande.

Cominciò in seguito a concentrarsi sugli affari economici sostanziosi trascurando le

attività delinquenziali minori. In ogni caso la camorra sembra “un fenomeno crimnale

attaccabile” poiché non ha radici profondissime all'interno delle popolazioni come

invece accade per mafia e ndrangheta.

CAPITOLO 3: Possibili strategie di prevenzione e contrasto

1.Camorra, territorio e sviluppo.

La camorra-impresa ha rappresentato e rappresenta un notevole ostacolo per qualsiasi

progetto di sviluppo.

A Torre Annunziata il clan di V.Gionta aveva il pieno controllo gestionale del mercato del

pesce e dei fiori, il clan Alfieri era inserito nel settore delle carni. Queste “imprese”

raggiungevano un fatturato annuo di 1500miliardi di vecchie lire investimenti frutto del

riciclaggio dei profitti delle tangenti ,delle estorsioni,del narcotraffico,dello sfruttamento

della prostituzione,dell'usura,del gioco d'azzardo.

Difficile individuare in quelle imprese i confini tra legalità e illegalità.

Gli investimenti apparentemente legali da parte della camorra sembrano quasi

esclusivamente finalizzati ad assicurarsi gli strumenti per il piu rapido riciclaggio del

denaro accumulato attraverso imprese criminali; a realizzare capitali legali tanto elevati

da nascondere la presenza di un flusso costante di capitali sporchi.

L'ingresso della camorra nel “mercato legale” non ha mai provocato “sviluppo” ma

distorsioni anche profonde nei processi di crescita economica e sociale., questo è

ovviamente piu grave nelle zone in via di sviluppo.

Il mezzogiorno ha fatto comunque registrare,rispetto ad un passato di arretratezza,

alcuni passi in avanti negli ultimi 50 anni.

Ma da un confronto con le altre province italiane, quelle meridionali palesano spesso

una caratteristica “crescita senza sviluppo” disomogenea condizionata in molte zone

dalla presenza della criminalità organizzata.

L'aspetto interessante è quello del rapporto tra sotto sviluppo e criminalità organizzata.

Il confronto tra le province nel 1977 smentiva la possibilità di individuare sempre un

rapporto diretto di causalità tra sottosviluppo e criminalità organizzata. Basilicata e

Sardegna ad esempio erano e sono territori a basso sviluppo, ma non presentavano

livelli di criminalità organizzata pari a quelli della Campania, della Sicilia e della Calabria.

La Puglia che negli anni 80 aveva evidenziato segni di crescente vitalità economica,

presentava in alcune delle sue province un'organizzazione criminale (la sacra corona

unita) affine alla camorra napoletana e alla ndrangheta calabrese.

In tutti i casi però è innegabile che una forte presenza di criminalità è associata a

situazioni di basso livello di sviluppo.

Non manca chi ritiene che la criminalità organizzata sarebbe un effetto “della crescita

economica che non riesce a farsi sviluppo”

Il fenomeno sarebbe tipico di quelle zone dove non c'è la capacità di gestire e

promuovere il cambiamento socio-economico e quindi le organizzazioni criminali

divengono una alternativa allo sviluppo. La criminalità organizzata è uno di quei fattori

che inibiscono lo sviluppo economico e sociale di una data area.

La criminalità organizzata nel 1997 risultava presente in tutte le province siciliane in tutte

quelle Calabresi (tranne Cosenza) a Matera per la Basilicata a Nuoro in Sardegna e a

Napoli in Campania.

Questo appiattimento del mezzogiorno verso il basso confermava e conferma il

persistere di una questione meridionale ma non bisogna dimenticare che al Sud ci sono

situazioni molto differenti tra di loro.

Queste differenze subiscono variazioni con il tempo, (de-industrializzazione,terremoto)

inoltre non si possono sottovalutare i fattori culturali che ostacolano lo sviluppo e non

giovano alla lotta contro la delinquenza organizzata.

Come già detto nel mezzogiorno si registra una “crescita senza sviluppo” dove crescita

sta ad indicare una evoluzione spontanea, mentre sviluppo implica una specifica attività

idonea a promuovere, favorire e indirizzare la crescita.

Questa crescita senza sviluppo emerge dall'analisi fatta dal Censis sul condizionamento

delle mafie sull'economia,sulla società e sulle istituzioni del Mezzogiorno.

Grazie al Censis sappiamo che l'espansione delle mafie autoctone negli ultimi anni è

venuta intrecciandosi con la penetrazione delle mafie di origine straniera, pertanto si è

innalzato il livello di minaccia.

Lo sviluppo è il frutto della disseminazione di grandi aziende è con questo modello che

l'Italia si è posta tra i paesi più industrializzati del mondo.

Questo però non ha risolto la questione meridionale.

A metà degli anni 70 si è imposto il modello dell'azienda disseminata, e cioè frazionata,

policentrica fondata sull'agilità. Sono nati pertanto i cosiddetti distretti industriali con

l'intento di perseguire un sistema transnazionale (all'estero) di produzione.

La grande azienda localizzata nel Sud diventava necessariamente una cattedrale nel

deserto mentre invece l'azienda flessibile e frazionata localizzata in aree già preparate

all'imprenditorialità raggiungevano enormi livelli di crescita.

A fronte di quanto appena detto un autentico sviluppo è dovuto anche e soprattutto a

valori quali: la democrazia, la trasparenza, l'unità, l'identità nazionale e la legalità.

Inutile dire che l'illegalità (connivenze politiche, falsi invalidi, frodi ai danni dei fondi

europei ecc) rappresenta un ostacolo gravissimo alle possibilità di sviluppo.

Certamente la sopravvivenza di migliaia di napoletani grazie al contrabbando di sigarette

è stato un fenomeno importantissimo di sopravvivenza ma non di crescita e di sviluppo.

La relazione fra camorra e mancato sviluppo crea un circolo vizioso: il sottosviluppo

aumenta la disoccupazione che a sua volta fornisce manovalanza alla camorra.

Uno degli aspetti dei grossi profitti che fa la camorra è l'usura che mina l'attività della

piccola impresa commerciale in quanto l'attività usuraia mira a impossessarsi di aziende

grazie ai prestiti usurai non rimborsati.

Indagando su una associazione a delinquere della piazza di spaccio di Scampia la

magistratura ha scoperto che i proventi venivano reimpiegati concedendo prestiti ad

usura (tassi dal 200 al 300% l'anno)

2.Possibili strategie di contrasto

Negli anni immediatamente precedenti al 2005 a primeggiare è stata la cosiddetta “faida

di Secondigliano”.

Negli ultimi anni si è pensato maggiormente a quali fossero i possibili interventi di

prevenzione e contrasto del fenomeno camorristico.

L'arresto del boss P. Di Lauro (settembre 2005) e della cattura di diversi esponenti

appartenenti al clan degli “scissionisti” però non fermò la faida, seguì ininterrotta nei

giorni a seguire la sequela dei fatti criminosi.

Le grandi iniziative del secolo scorso (maxi blitz e maxi processi) avevano determinato il

tramonto di clan famosi come quello di Cutolo, dei Nuvoletta, dei Bardellino ma non

avevano segnato la fine della delinquenza organizzata.

Anzi questa proprio a causa della polverizzazione di quei clan si presentava con nuovi

capi e con nuove sanguinose guerre.

In ogni caso è apprezzabile l'azione repressiva condotta dalla magistratura grazie ad

alcune leggi come la Rognoni-La Torre, o quella sulla carcerazione dura per i reati di

mafia.

Alle forze dell'ordine si deve anche l'arresto di tutti i grandi boss degli anni 90.

(A Napoli negli ultimi anni si assiste a un'evidentissima accentuazione della

microcriminalità e di attività quali: il racket, l'usura e l'estorsione, il narcotraffico e le

rapine a mano armata.)

Per quanto riguarda la repressione è risaputo che questa da sola non è sufficiente per

incidere sulla criminalità. (un poliziotto per 250 abitanti non da ottimi risultati)

E' sul piano della “qualità” che risulta auspicabile un perfezionamento nelle modalità di

impiego delle forze e dei mezzi disponibili. La camorra va combattuta con un'adeguata

politica di sviluppo e con interventi a livello nazionale.

Sembra però che negli ultimi anni la situazione non sia migliorata.

I ritardi e le inefficienze dell'apparato pubblico, che sono proprie del nostro Paese, si

presentano con caratteri piu accentuati nel Mezzogiorno.

A ciò contribuisce la criminalità organizzata che proprio nel condizionamento delle

istituzioni realizza una delle strategie piu efficaci di controllo del territorio.


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Appunti di criminologia sull'argomento La criminalità organizzata in Campania nei quali viene presentata una sintesi su:
Profili storici della criminalità organizzata in Campania
Disagio sociale e illegalità diffusa nel 900
Possibili strategie di prevenzione e contrasto
Evoluzione dei “sistemi” Napoletani e Camorra Casalese.


DETTAGLI
Esame: Criminologia
Corso di laurea: Corso di laurea in Scienze e tecniche di psicologia cognitiva
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ninja13 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Criminologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Suor Orsola Benincasa - Unisob o del prof Cunzio Marialaura.

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