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Università degli Studi della Basilicata

Scuola di Ingegneria

COSTRUZIONI

IDRAULICHE II

Anno Accademico 2020/2021

Appunti di Costruzioni idrauliche II INDICE

........................................................................................................................ 3

ACQUEDOTTI ESTERNI

ESERCITAZIONE 1A. Acquedotti esterni condotte con servizio di estremità

................................................................................................................ 12

(funzionamento a gravità) ...................................................................................................... 21

Possibili situazioni particolari

ESERCITAZIONE 1B. Acquedotti esterni condotte con servizio di estremità (con impianto

................................................................................................................................. 26

di sollevamento) 36

ESERCITAZIONE 2. Acquedotti esterni con sistema ramificato di condotte in pressione

.......... 45

ESERCITAZIONE 3. Dimensionamento degli organi di attenuazione del moto vario

.............................................................................................. 74

IMPIANTI IDROELETTRICI - Cenni

ESERCITAZIONE 4. Condotta forzata di un impianto idroelettrico con funzionamento a

.................................................................................................................................................... 76

gravità .......................................... 91

RETI IDRICHE URBANE (INTERNE) – Acquedotti Interni 96

ESERCITAZIONE 5. Applicazione del metodo di hardy cross....................................................

............ 109

ESERCITAZIONE 6. Calcolo della capacità dei serbatoi per le reti idriche urbane

......................................................................................................................... 120

TRAVERSE FLUVIALI

ESERCITAZIONE 7. Simulazione dei profili di corrente in un alveo prismatico con tronchi

.......................................................................................................................... 120

a diversa pendenza

ESERCITAZIONE 8. Traverse fluviali. Dimensionamento idraulico di un bacino di

.......................................................................................... 145

dissipazione del tipo in depressione .............. 163

ESERCITAZIONE 9. Traverse autoderivanti – verifiche sull’opera di derivazione . 178

ESERCITAZIONE 10. Traverse fluviali – alvei a fondo mobile (evoluzione morfologica)

............................................................................................................................................. 196

FOGNATURE .......................................................................................... 201

ESERCITAZIONE 11. Reti di drenaggio ................................ 222

ESERCITAZIONE 12. Scolmatori di piena per reti di drenaggio urbano

ESERCITAZIONE 13. Modellazione del processo di trasformazione afflussi-deflussi con

........................................................................................................................... 234

modelli concettuali 2

Appunti di Costruzioni idrauliche II

ACQUEDOTTI ESTERNI

L’uomo ha da sempre cercato un modo per approvvigionarsi l’acqua presente sulla terra,

motivo per il quale sono stati realizzati diversi acquedotti. In particolar modo le prime

costruzioni vennero realizzati dagli antichi Romani, la maggior parte dei quali si sono

dimostrati affidabili e duraturi, alcuni si sono mantenuti fino alla prima età moderna e alcuni

sono ancora parzialmente in uso.

Un acquedotto è un sistema di opere idrauliche destinato all’approvvigionamento di acqua ai

centri cittadini, nelle industrie, nelle borgate rurali e, talvolta, nelle case sparse.

Chiaramente le acque per il servizio domestico, per i servizi pubblici e le borgate devono

avere caratteristiche che le rendono potabili per soddisfare i fabbisogni e sufficientemente

pure da non essere veicolo di malattie, mentre quelle destinate alle industrie possono anche

non richiedere queste caratteristiche.

Detto ciò si danno le seguenti definizioni:

• per acquedotto si intende il complesso degli impianti di attingimento, di trattamento, di

trasporto e di distribuzione dell'acqua;

• per impianto di attingimento si intende il complesso delle opere occorrenti per la

raccolta, la regolazione, la derivazione e la protezione di acque sotterranee o

superficiali;

• per impianto di trattamento si intende il complesso delle opere occorrenti per conferire

alle acque attinte le particolari caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche richieste

dalla loro destinazione (tale impianto può essere costituito dalle sole apparecchiature

destinate alla disinfezione delle acque);

• per impianto di trasporto si intende il complesso delle opere occorrenti per convogliare

le acque degli impianti di attingimento agli impianti di distribuzione;

• per impianto di distribuzione si intende il complesso dei serbatoi, della rete di

distribuzione e delle relative diramazioni fino al punto di consegna agli utenti.

Più semplicemente un acquedotto cittadino consta, essenzialmente, di 4 parti:

• le opere di presa, destinate a raccogliere la quantità di acqua necessaria;

• le opere di convogliamento (o di trasporto o condotte adduttrici) delle acque, dalla

presa fino in prossimità dell'abitato;

• le opere di immagazzinamento o serbatoi (opere di accumulazione), situate per lo

più al termine dell'opera di trasporto, in vicinanza dell’abitato, e che provvedono ad

una funzione di riserva e di compenso. A valle del quale vengono realizzate condotte

di avvicinamento che collegano le opere di accumulo alla rete di distribuzione;

• la rete di distribuzione, che assicura la distribuzione dell'acqua a tutti gli utenti,

costituita dall'insieme delle condotte, delle apparecchiature e dei manufatti messi in

opera in un centro abitato per alimentare le utenze private ed i servizi pubblici.

Le prime due parti costituiscono quello che viene definito acquedotto esterno; le altre due

costituiscono l'acquedotto interno.

Alla rete di distribuzione interna sono collegati gli allacciamenti privati, cioè le tubazioni che

entrano nell'interno dei fabbricati e distribuiscono l'acqua a tutti i rubinetti di erogazione.

Se l'acquedotto esterno è a servizio di più abitati esso consterà non più di un'unica condotta,

ma si dividerà in parecchie derivazioni o diramazioni destinate a condurre l'acqua ai diversi

abitati; e se l'acquedotto è in tutto o in parte un acquedotto rurale vi saranno molte

3

Appunti di Costruzioni idrauliche II

diramazioni di minore importanza che vanno a distribuire l'acqua alle borgate ed alle

masserie isolate. Nei punti di derivazione più importanti, prendono posto degli appositi

partitori che dividono l'acqua in determinate proporzioni fra i vari rami, e talora anche, negli

acquedotti più importanti, dei serbatoi (serbatoi di linea), che hanno lo scopo di assicurare

delle riserve idriche in punti opportuni.

L'acquedotto esterno può essere costituito da un canale o condotta a pelo libero, oppure da

condotte forzate o in pressione, o anche in parte da condotte a pelo libero e in parte da

condotte in pressione: le acque possono fluire per gravità oppure, in certi tratti, esser

sopraelevate da opportuni impianti elevatori.

L'acquedotto interno è sempre costituito da condotte in pressione per permettere all'acqua di

risalire ai piani più alti delle case. La rete di distribuzione è poi caratterizzata dal fatto che le

condotte sono a maglie chiuse, vale a dire sono tutte collegate fra di loro.

Tutte le opere devono essere costruite con particolare riguardo a quelli che sono i requisiti

igienici di un acquedotto; esse debbono cioè assicurare che le acque, già potabili all'origine,

o rese potabili mediante appositi impianti di potabilizzazione, giungano fino ai rubinetti di

erogazione mantenendo intatte le loro caratteristiche di potabilità. Le condotte, i serbatoi e

tutte le altre opere d'arte attraversate dalle acque debbono essere protette contro ogni

possibilità di inquinamento e debbono essere studiate in modo da garantire la freschezza

delle acque. A tal fine le condotte, anche se a pelo libero, sono sempre chiuse e interrate

profondamente nel terreno al fine principale della protezione termica; così pure le opere di

presa da sorgenti, i serbatoi e gli eventuali pozzetti di interruzione di carico, di partizione

ecc., devono essere chiusi e protetti in modo particolare. Nei grandi acquedotti i tronchi

principali a pelo libero sono spesso costruiti in galleria.

L’opera di presa è l’opera in corrispondenza della quale avviene la captazione dell'acqua dal

ciclo naturale. Fanno parte di quest’opera anche gli impianti di trattamento, i quali possono

essere posti o alla sorgente naturale/artificiale o alla fine dell’opera di captazione. L'opera di

presa va collocata in un punto più alto possibile in modo tale da avere una maggiore energia

potenziale o utilizzare un impianto di sollevamento per portare l'acqua in un serbatoio di

carico, però poi per far affrontare questi enormi dislivelli vanno adottate procedure progettuali

in modo da contenere i costi, quindi si avranno due diverse soluzioni:

1) La prima soluzione progettuale consente

di avere una condotta non in pressione

che però va inclinata con pendenze molto

molto ridotte e questo si può fare

mediante delle opere d’arti (ponti).

Questa è la soluzione più antica adottata

sin dai Romani; Figura 1 Condotta a pelo libero

2) La seconda soluzione è quella più utilizzata negli acquedotti moderni. Qui abbiamo

una condotta in pressione in modo tale da tenere sempre alta la piezometrica e

ridurre la perdita di carico. 4

Appunti di Costruzioni idrauliche II

Figura 2 Condotta in pressione

Lo schema mostrato in Fig. 3 è quello di un acquedotto con le varie opere idrauliche che lo

compongono.

Figura 3 Acquedotto con le varie opere idrauliche

Allo stesso tempo uno schema più semplificato di un acquedotto è quello riportato in Fig. 4.

Figura 4 Schema semplificato di un acquedotto

In passato si era posto il problema del prelievo o captazione e quello dell'adduzione, quindi

dell'avvicinamento, facendo riferimento a un'unica fontana o più fontane, mentre il problema

della distribuzione alle varie utenze è sorto in seguito.

Lo schema più semplificativo riportato qui sopra va a rappresentare un acquedotto esterno,

in particolare quest'ultimo veniva definito acquedotto rurale, ancora in funzione presso piccoli

comuni o piccole realtà. 5

Appunti di Costruzioni idrauliche II

Però con la crescita dei centri urbani si è passati dagli acquedotti rurali agli acquedotti

consortili, dove si ha un unico serbatoio di presa che fornisce più realtà. Naturalmente con la

crescita dei centri e della stessa popolazione si è andato incontro a delle esigenze maggiori e

quindi la richiesta della risorsa idrica è aumentata, la quale viene utilizzata per vari scopi, ma

soprattutto per il fabbisogno idrico dell’uomo e quindi per uso potabile, detto anche uso civile,

per poi trovare un quantitativo destinato a uso irriguo, industriale ecc.

Con l'evoluzione si è passati quindi dall'utilizzo delle sorgenti all'utilizzo anche di altre acque

che devono però essere purificate e rese potabili, provenienti da zone sotterranee, come i

pozzi freatici (pozzi non in pressione) o artesiani (pozzi in pressione), dove si andranno a

utilizzare opere di presa, come i pozzi piezometrici, fino all’utilizzo di corsi superficiali come

laghi, fiumi e mari.

Pertanto si passa così dagli acquedotti rurali o acquedotti consortili a dei veri e propri sistemi

idraulici.

Nel realizzare queste opere si ha bisogno di stabilire un determinato percorso, il che

rientra in una scelta progettuale seria e materia interdisciplinare, poiché si può aver bisogno

di indagini da parte di un tecnico idrogeologo, geologo o geotecnico.

La grandezza fondamentale per il dimensionamento di un acquedotto è la dotazione idrica,

la quale accoppiata alla popolazione da servire permette il calcolo del fabbisogno idrico.

Inoltre si dovrà tenere in considerazione il fatto che le condotte siano interrate di almeno 1

metro, e che quindi non vengano a contatto con l'ambiente esterno, questo perché le

condizioni di temperatura e soleggiamento possano far modificare le caratteristiche

dell’acqua. Quindi laddove è possibile si cercherà di interrarle per garantire temperature

standard che non vadano a modificare le proprietà dell’acqua, ma ciò non è sempre possibile

per cause di forza maggiore.

Ad esempio nel caso di un alveo molto ampio non si potrà utilizzare delle condotte interrate,

come quelle previste per gli alvei stretti, ma utilizzare dei ponti-tubo, così come nel caso di un

attraversamento ferroviario o di altre strutture che rendano difficile l’interramento delle

condotte.

Nelle zone in frana la condotta si può mettere fuori terra utilizzando queste opere descritte,

facendo seguire le linee di massima pendenza e non le linee isoipse, le quali saranno

attraversate in modo ortogonale e quindi mai parallele ad esse, in quanto così facendo in

caso di frana la condotta non subirebbe danni con lo spostamento del terreno.

Parlando di terreni franosi la situazione che potrebbe presentarsi è quella dell’interposizione,

tra il serbatoio A e il serbatoio B, di una montagna in cui si dovrà effettuare la scelta migliore

tra la soluzione di realizzare un impianto a gravità che vada a seguire le isoipse, o quella di

realizzare un impianto di sollevamento che possa riempire un serbatoio C posto alla cima

della montagna, per poi proseguire con il funzionamento a gravità. Però logicamente la

seconda soluzione è quella più costosa poiché oltre al costo dell’impianto bisogna

aggiungere quello della fornitura di energia, e quindi bisognerà trovare il giusto compromesso

tra l’affidabilità e l’economicità. 6

Appunti di Costruzioni idrauliche II

Figura 5 Soluzioni progettuali per acquedotti

Le sorgenti, e quindi le opere di presa (serbatoio A), si identificano e realizzano in punti più

alti rispetto al centro da servire, proprio per sfruttare la gravità, in modo che tutta l’energia

potenziale si trasformi in energia cinetica. Inizialmente le condotte venivano realizzate a

superficie libera, quindi a contatto con l’aria, così il moto dell’acqua subiva gli effetti della

pressione atmosferica. Ciò significa che avendo comunque una differenza di quota

abbastanza elevata con gli avvallamenti non si riusciva a superare questi dislivelli

comportando in passato la costruzione di grandi opere (problema relativo alla sicurezza),

mentre con l’evoluzione si è passato al moto in una condotta chiusa a bocca piena, in

maniera tale che la pressione atmosferica non incida sulla superficie libera, superando anche

gli avvallamenti con la presenza però del dislivello fisico poiché non si può andare contro la

gravità.

Oltre al forte dislivello che si cerca di realizzare, nel tratto iniziale si cerca sempre di dare una

pendenza massima, non a caso la condotta viene schematizzata come segue nella Fig. 6

dove la stessa, disegnata a sifone, può indicare la non linearità della condotta (zig-zag),

mentre il percorso si sceglie in base a:

• Facilità di accesso per manutenzione, se possibile collocarli vicino a infrastrutture

preesistenti altrimenti bisognerebbe realizzare delle stradine;

• Percorso più breve possibile.

Figura 6 Classica rappresentazione a sifone per una condotta che collega i serbatoi A e B

Nelle condotte si possono avere problemi dovuti alle forti vibrazioni e ai fenomeni di

risonanza che portano alla creazione di bolle d'aria all'interno della stessa durante il suo

esercizio, le quali trascinate dall'acqua, si vanno raccogliendo nei punti alti del tracciato,

oppure si formano durante lo svuotamento per manutenzione, andando a restringere la

sezione della condotta. A tale scopo si utilizzano gli sfiati, che hanno la funzione di eliminare

7

Appunti di Costruzioni idrauliche II

l'aria che viene a formarsi. Gli sfiati sono costituiti da un sistema di sfere e vengono realizzati

con il seguente metodo di funzionamento:

1) Se tutta la sezione è piena d’acqua, la sfera viene

mantenuta in alto e lo sfiato è chiuso; Figura 7 Sfiato chiuso

2) Se si viene a creare una bolla d’aria la sfera scende

con la depressione e galleggia sull’acqua aprendo lo

sfiato, in questo modo l’aria esce e appena la

condotta si riempie la sfera richiude lo sfiato. Figura 8 Sfiato aperto

Altro problema comune nelle

condotte è che si possono avere

carichi troppo elevati e dunque

pressioni troppo elevate, a tal

proposito vengono realizzati degli

scarichi che consentono di

abbattere il carico, consentendo

anche di svuotare la condotta in caso Figura 9 Posizionamento scarichi e sfiati nelle condotte

di manutenzione.

Gli scarichi possono essere azionati

sia manualmente che a distanza.

In una condotta si ha a che fare con

le forze di trascinamento, esercitate

dall'acqua, e con forze di

galleggiamento, esercitate dall'aria

che tende a risalire.

Si dovrà cercare di fare in modo che

queste due forze abbiano lo stesso

verso, in fase iniziale hanno segno

discorde però il problema si risolve Figura 10 Andamento delle forze di trascinamento e di

con la forte pendenza, con la quale la galleggiamento

forza di trascinamento riesce a

superare quella di galleggiamento in modo tale che l’acqua trasporti anche l’aria, mentre

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/02 Costruzioni idrauliche e marittime e idrologia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sismizone1980 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Idrologia e costruzioni idrauliche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi della Basilicata o del prof Oliveto Giuseppe.
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