Costruzione ed impianti per l'allevamento
Interventi assistiti con animali (IAA)
La cosiddetta ‘pet therapy’ (non si dice più Pet Therapy) - Accordo Stato Regioni 6/2/2003 approvato con D.M. 28/2/2003, riguardante il benessere animale e la pet therapy. - Accordo Stato Regioni rep. Atti n. 60/CSR del 25 marzo 2015: Linee guida nazionali per gli interventi assistiti con gli animali (IAA).
- Introduzione
- Obiettivi
- Definizioni ed indicazioni
- Equipe multidisciplinare
- Strutture
- Registrazione
- Modalità operative
- Animali utilizzati
- Formazione degli operatori
- Formazione dei cani per l'assistenza a persone con disabilità
Introduzione
A coniare il termine ‘pet therapy’ fu lo psichiatra Boris Levinson (nel 1953), il quale, durante una seduta con un bambino autistico, si accorse di come la presenza del suo cane migliorava nel bambino la voglia di interagire con il terapeuta (il bambino era più disponibile ad intraprendere un colloquio). Levinson dimostrò che l’affetto di un animale domestico produceva un aumento dell’autostima ed andava incontro al bisogno di amore dei suoi pazienti. Levinson constatò che prendersi cura di un animale può calmare l’ansia, può trasmettere calore affettivo e può aiutare a superare lo stress e la depressione. A partire del 1980 il termine pet therapy è stato più correttamente sostituito dai termini ‘interventi assistiti con gli animali’ (IAA).
In altre parole, gli animali aiutano a ridurre ansia, stress e depressione: questo perché si liberano endorfine attraverso le carezze, che danno infatti appagamento e piacevolezza all’uomo. Le endorfine sono mediatori endogeni che si vanno a localizzare su siti morfino-simili, quindi danno quella situazione di cosiddetto appagamento. Il cane, a differenza dell’uomo, non parla e si fa accarezzare quasi sempre (al massimo, morde): il rapporto uomo-animale è a favore dell’uomo, perché è lui che sceglie cosa fare. Importante anche l’addestramento del cane, per far sì che esso sia buono, affettuoso con tutti e in tutte le situazioni. Bisogna saper dominare gli animali, anche se quelli di una certa taglia sono difficili da gestire.
IAA
Gli animali svolgono un importante ruolo di mediatori nei processi terapeutici/riabilitativi/educativi. Sono numerose le evidenze scientifiche che dimostrano l’efficacia degli IAA. Gli IAA coinvolgono, in particolar modo, soggetti appartenenti a categorie deboli: malati, anziani, bambini, persone con disabilità, persone in disagio, persone in marginalità sociale. Pertanto, gli IAA devono essere basati su rigorosi criteri scientifici ed è necessaria una regolamentazione specifica che tuteli sia il paziente/utente (denominato H) sia l’animale (denominato A).
Obiettivi
- Garantire un corretto svolgimento degli IAA, per tutelare la salute dell’utente e il benessere dell’animale
- Promuovere la diffusione degli IAA nel rispetto dell’accordo, per favorire una corretta relazione uomo (H)/ animale (A)
- Definire gli standard operativi per gli IAA
- Individuare i compiti e le responsabilità per le figure professionali degli operatori coinvolti negli IAA
- Individuare le modalità di formazione delle figure professionali coinvolte
Le indicazioni e le definizioni hanno valenza
- Terapeutica, riabilitativa, educativa e ludico-ricreativa
- Prevedono l’impiego di animali domestici
Gli interventi sono rivolti:
- A disturbi della sfera fisica, neuromotoria, mentale e psichica, dipendenti da qualunque causa
- Possono essere indirizzati anche a individui sani
Gli IAA possono essere utilizzati anche negli interventi con valenza più importante, correlati ai casi più gravi, dove però deve essere presente anche lo psicoterapeuta. Anche per le persone sane, ma con una condizione di stress elevato, l’animale può essere d’aiuto.
Gli IAA comprendono tre ambiti di intervento:
- TAA: Terapie Assistite con gli Animali; un operatore formato può ritenere che un disturbo può essere curato con questo tipo di intervento
- EAA: Educazione Assistita con gli Animali
- AAA: Attività Assistite con gli Animali; queste attività possono servire anche per far uscire la persona interessata e farla socializzare
TAA
Interventi a valenza terapeutica, finalizzati alla cura di disturbi della sfera fisica, neuro-psicomotoria, cognitiva, emotiva e relazionale. Sono interventi rivolti a soggetti con patologie fisiche, psichiche, sensoriali o plurime di qualunque origine. Si tratta di interventi personalizzati su prescrizione medica. La riabilitazione equestre è una TAA che prevede l’impiego del cavallo.
EAA
Intervento di tipo educativo teso a promuovere, attivare e sostenere le risorse e le potenzialità di crescita e progettualità individuale di relazione ed inserimento sociale delle persone in difficoltà. L’intervento può essere anche di gruppo e promuove il benessere delle persone nei propri ambienti di vita, all’interno delle istituzioni in cui l’individuo deve attivare capacità di adattamento: l’obiettivo è quello di contribuire a migliorare le qualità della vita e rinforzare l’autostima.
Applicazioni
- Prolungata ospedalizzazione
- Difficoltà relazionale nell’infanzia e nell’adolescenza
- Disagio emozionale
- Difficoltà comportamentali e di adattamento socio-ambientale
- Situazioni di istituzionalizzazione di vario tipo: ricoveri di anziani, ricoveri psichiatrici, RSA, carceri
- Malattia e/o disabilità che prevedono l’assistenza domiciliare integrata (ADI)
AAA
Intervento con finalità ludico ricreativo e di socializzazione, attraverso il quale si promuove il miglioramento della qualità della vita e la corretta interazione uomo-animale. La relazione con l’animale costituisce una fonte di conoscenza, di stimoli sensoriali ed emozionali; tali attività sono rivolte al singolo individuo o ad un gruppo di individui (ad esempio anziani, soggetti con disabilità intellettiva e/o fisica, minori ospitati in comunità di recupero, persone ospedalizzate, alunni nel contesto scolastico, etc). Le AAA sono propedeutiche a TAA/EAA e finalizzate a:
- Sviluppare competenze attraverso la cura dell’animale
- Accrescere la disponibilità relazionale e comunicativa
- Stimolare la motivazione e la partecipazione
Per AAA intendiamo, per esempio, il bimbo che spazzola l’asinello o il ragazzo che abbraccia il cavallo.
I.A.A.
- Prima di avviare un intervento con la mediazione dell’animale, è necessaria una preventiva valutazione delle possibili controindicazioni da parte di medici di medicina generale o specialisti
- Nel caso di impiego dell’animale per finalità non terapeutiche, è necessaria la sottoscrizione di una liberatoria da parte dell’utente o di chi ne esercita la potestà
Gli IAA devono essere improntati al rispetto della legislazione e TAA/EAA (processi educativi e terapeutico riabilitativi), devono essere basati su rigorosi criteri scientifici, con applicazione di protocolli che contemplino:
- Presa in carico del paziente/utente
- Stesura di un progetto
- Definizione di obiettivi
- Verifica periodica dei risultati raggiunti
- Capacità di lavorare in equipe, da parte di operatori che provengono da aree scientifiche e culturali diverse
OBIETTIVO:
- Individuare buone prassi operative
- Standardizzare i protocolli operativi degli IAA
Vi è bisogno di rigorosi criteri scientifici, perché non vogliamo ciarlatani. I protocolli servono perché devono esserci evidenze (così come per gli allevamenti) e non chiacchiere. Spesso vi sono persone con pochi scrupoli che si approfittano di persone deboli, con interventi che poi non daranno risultati.
La corretta applicazione degli IAA richiede il coinvolgimento di una equipe multidisciplinare composta, a seconda del tipo di intervento, da figure sanitarie, pedagogiche e tecniche con diversi compiti e responsabilità. Abbiamo, per questo motivo, un Centro di Referenza Nazionale per gli Interventi assistiti con gli animali, all’interno dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie. Tale ente si occupa di accreditare i corsi di formazione ufficiali: se i corsi precedentemente seguiti non sono riconosciuti da questo Centro, possiamo considerare che ci sia stato uno spreco di soldi e l’operatore in questione deve mettersi ‘in regola’ il prima possibile, seguendo un corso ufficiale e riconosciuto dal Centro.
Equipe multidisciplinare
Le figure professionali gli operatori coinvolti sono:
- Per tutti gli IAA (TAA; EAA; AAA): medico veterinario esperto in IAA, coadiutore dell’animale (tecnico equestre)
- Per TAA/EAA: responsabile di progetto (medico specialista psicologo psicoterapeuta), referente di intervento (figura professionale dell’area sanitaria)
- Per AAA: responsabile di attività (figura professionale con comprovata competenza ed esperienza)
Con adeguata formazione, qualche credito universitario si potrebbe spendere per una preparazione di base (21h), operando in modo tale che il programma possa essere riconosciuto dal Centro Nazionale di Referenza I.A.A.
Medico veterinario esperto in IAA: collabora con il responsabile di progetto nella scelta della specie animale e della coppia coadiutore-animale. Valuta i requisiti sanitari e comportamentali dell’animale impiegato e indirizza alla corretta gestione dello stesso, assumendone la responsabilità. Per veterinario esperto si intende, ovviamente, un veterinario che ha seguito i corsi di formazione erogati da parte del Centro di Referenza delle Venezie.
Coadiutore dell’animale (Tecnico equestre): prende in carico l’animale durante le sedute. In tali fasi, assume la responsabilità della corretta gestione dell’animale ai fini dell’interazione e provvede a monitorarne lo stato di salute e di benessere, secondo i criteri stabiliti dal medico veterinario, al quale riferisce eventuali sintomi di malattia o di disturbi comportamentali. Monitora ed osserva l’animale, per capire per quanto tempo l’animale stesso può essere utilizzato nel progetto.
Responsabile di progetto: coordina l’equipe nella definizione degli obiettivi del progetto, delle relative modalità di attuazione e valutazione degli esiti. Si tratta di un medico specialista o di uno psicologo-psicoterapeuta (questo per TAA! Nel caso di EAA può essere anche un pedagogista o un educatore professionale). Si tratta, sempre, di un medico umano perché l’obiettivo è a favore dell’uomo, non dell’animale.
Referente di intervento: prende in carico la persona durante la seduta, ai fini del raggiungimento degli obiettivi del progetto. Il responsabile di progetto, per tale ruolo, individua una figura professionale adeguatamente formata e competente, in relazione agli obiettivi del progetto stesso. È colui che sta vicino al soggetto durante le sedute, è l’infermiere che accudisce il soggetto che ha bisogno di aiuto.
Responsabile di attività: coordina l’equipe, nella definizione degli obiettivi dell’attività. Il ruolo di responsabile nelle AAA può essere ricoperto da figure professionali e da operatori adeguatamente formati e competenti, in relazione agli obiettivi del progetto stesso.
Strutture
Gli IAA possono essere erogati sia presso Centri specializzati che presso altre strutture pubbliche o private che, oltre ad essere in regola con tutte le norme vigenti (amministrative, edilizie, sanitarie, ecc), rispondono a precisi requisiti strutturali e gestionali correlati alla tipologia di intervento erogato e alla specie animale impiegata. Inoltre, sono richiesti requisiti specifici in relazione alla presenza di animali residenziali e al loro numero.
A partire dal 2015, tutti gli operatori coinvolti nel campo degli IAA devono avere una formazione riconosciuta e verificata dal centro di referenza delle Venezie.
Centri specializzati di TAA/EAA
Strutture riconosciute dalla ASL (nulla osta) per l’erogazione di TAA/EAA. I centri sono ritenuti specializzati, con o senza animali residenziali.
Requisiti strutturali
- Accessi differenziati per i pazienti/utenti e per gli animali
- Area di attesa per i pazienti/utenti, dotata di servizi igienici
- Area/aree per l’erogazione degli Interventi
- Locali e servizi igienici per gli operatori
- Locale o area per familiari e accompagnatori
- Aree di riposo e di igiene per gli animali
- Locale ad uso infermeria veterinaria (per intervenire, eventualmente, sull’animale)
- Eventuali ulteriori aree o locali, in base alla specificità dell’attività e della specie animale impiegata
I centri che ospitano animali residenziali devono essere provvisti di ricoveri e adeguate aree per l’ospitalità permanente degli animali. Le aree per l’erogazione degli interventi devono essere:
- Separate/separabili, al fine di evitare interferenza con eventuali altre attività svolte, di dimensioni adeguate. Inoltre, doppi regimi per persone ed animali
- Dotate di lavandino con acqua corrente, detergenti per mani ed adeguati sistemi di asciugatura
- Dotata di attrezzature specifiche individuate dall’equipe, in relazione al tipo di intervento erogato e agli animali impiegati
- Se esterna, recintata (per non far scappare l’animale) con fondo sufficientemente drenante e morbido, facilmente ispezionabile e tale da rendere agevole la rimozione delle deiezioni o altri materiali estranei
- Se al chiuso, dotata di adeguate finestre o di impianto in grado di assicurare sufficiente ricambio di aria e illuminazione, nonché di sistemi di controllo delle condizioni ambientali. Il pavimento deve essere antiscivolo, lavabile e disinfettabile o sanificabile
- Utili pareti a specchio unidirezionali per l’osservazione delle attività e delle reazioni dell’uomo e sistemi di video registrazione per approfondire la valutazione dell’intervento o incrementare le opportunità formative
I ricoveri e gli spazi che ospitano gli animali devono essere:
- Adeguatamente isolati al fine di garantire un congruo periodo di riposo agli animali
- Sufficientemente ampi e confortevoli, in relazione alle caratteristiche fisiologiche ed etologiche della specie ospitata e al numero dei soggetti presenti
- Provvisti di ripari appropriati in numero e dimensioni sufficienti, rispetto al numero e alle dimensioni degli animali presenti
- Tali da consentire un adeguato esercizio fisico, la socializzazione, l’interazione sociale o la possibilità di isolamento, in relazione alle caratteristiche specie-specifiche e al periodo fisiologico dei singoli animali
- Provvisti di mangiatoie ed abbeveratoi idonei e in numero sufficiente rispetto agli animali ospitati; devono rispondere almeno ai requisiti strutturali forniti da eventuali disposizioni normative specifiche
Il servizio veterinario ASL competente può impartire ulteriori apposite prescrizioni.
Requisiti gestionali
- Creazione di procedure operative
- Creazione di procedure di emergenza
- Definizione di compiti e responsabilità di ciascun addetto
Nei centri devono essere individuate le seguenti figure:
- Rappresentante legale
- Direttore sanitario (non veterinario ma medico di medicina umana), in caso di TAA (tale figura può coincidere con il rappresentante legale)
- Responsabile del centro, nel caso di EAA (tale figura può coincidere con il rappresentante legale)
- Figure professionali, sanitarie e non, e operatori formati e in numero adeguato, in relazione ai progetti
- Le strutture che già operano nel settore IAA devono adeguarsi ai requisiti delle LG entro 24 mesi dalla loro emanazione
Nei centri in cui sono presenti animali residenziali, in considerazione della presenza permanente degli stessi, devono essere individuate, inoltre le seguenti figure:
- Direttore Sanitario Veterinario, che può coincidere con il medico veterinario esperto in IAA
- Responsabile del benessere animale
- Operatori adeguatamente formati per accudire gli animali e in numero sufficiente, in relazione al numero dei soggetti ospitati
Dove ci sono gli animali in pianta stabile, vi deve essere l’autorizzazione da parte della ASL. Quest’ultima, non è richiesta se invece se l’animale è portato a casa del paziente.
Strutture non specializzate per IAA
Gli IAA possono essere svolti anche presso strutture non specializzate:
- Sanitarie: ospedali, poliambulatori, studi professionali
- Residenziali: case di riposo, istituti di accoglienza per orfani, case famiglia, istituti di pena, etc.
- Educative: istituti scolastici
- Ricreative: maneggi
- A domicilio dell’utente: nell’ambito di programmi di assistenza domiciliare integrata
Le strutture presso le quali sono erogate TAA/EAA e le strutture che ospitano animali residenziali devono essere appositamente riconosciute dalle Asl. Le strutture non specializzate devono attuare procedure operative, volte a garantire la tutela sanitaria e la sicurezza degli utenti, nonché la tutela della salute e del benessere degli animali impiegati. Inoltre, si deve tener conto, per quanto possibile, dei requisiti relativi alle “aree per l’erogazione degli interventi”.
Registrazione
Le figure professionali, sanitarie e non, e gli operatori che erogano TAA o EAA presso strutture non riconosciute (ad esempio, presso il domicilio del paziente o presso istituti scolastici) e quelli che non operano stabilmente all’interno di un Centro Specializzato o di una struttura riconosciuta, devono registrarsi presso l’Azienda Sanitaria territorialmente competente (ASL).
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