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Costruzione e rottura dei legami affettivi

Appunti di Psicologia Sociale della prof.ssa Attili sulla costruzione e rottura dei legami affettivi: John Bowlby, approccio etologico alla ricerca sullo sviluppo infantile, lutto infantile e le sue implicazioni psichiatriche, Effetti della distruzione di un legame affettivo sul comportamento, Separazione e perdita all’interno della famiglia,... Vedi di più

Esame di Psicologia Sociale docente Prof. G. Attili

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ESTRATTO DOCUMENTO

Il bambino attraverso la fase di protesta, disperazione e distacco ha cercato di elaborare un lutto, si

e’ disperato richiedendo la presenza della mamma ma se questa non torna mettera’ in atto delle

misure di distacco dalla persona persa.

Il lutto di un bambino dura molto di meno rispetto a quello della persona adulta e nell’infanzia i

processi che portano al distacco si sviluppano prematuramente perche’ mascherano un desiderio di

odio per la persona persa.

Impulsi a recuperare e rimproverare la persona persa: ruolo da essi svolto a livello

psicopatologico

• la collera e’ una reazione alla perdita ( la collera e’ per Freud un esito patologico al lutto ) e al

dolore, questa collera serve per portare energia ai tentativi che il soggetto compie per recuperare

la persona persa o per convincerla a non abbandonarci ancora ( prima fase del lutto ).Nei casi in

cui la persona e’ morta e non semplicemente scomparsa il tentativo di recuperarla risulta

patologico secondo appunto Freud ma questo impulso e’ qualcosa di fondamentale per l’

elaborazione del lutto. Dopo queste manifestazioni l’individuo puo’ accettare la realta’

• Lo stesso processo accade per i bambini, queste risposte hanno basi biologiche antiche e sono

presenti anche negli animali. Gli animali si trovano sempre in gruppo e lasciarlo significa

incorrere in pericoli, chi scompare suscita l’agitazione di chi vuole rivederlo e il rimprovero

perche’ se ne e’ andato

• Il lutto patologico si distingue dal lutto normale. Il lutto patologico e’ dato dall’ incapacita’ di

manifestare questi impulsi a recuperare e rimproverare la persona persa. Questi sentimenti

vengono repressi ma continuano ad esistere all’ interno della persona e finiscono per influenzare

il comportamento in modo anomalo e distorto. ( prendiamo il caso di un paziente: questi si

mostrava agli occhi della psichiatra un soggetto inaffettivo e primo di sentimenti, la causa era da

ricercarsi nell’infanzia. Il soggetto aveva avuto da piccolo un grave lutto, la perdita precoce

della mamme e a questo lutto non aveva reagito con alcuna sensazione e non ricordava piu’ gli

anni precedenti alla perdita di questo affetto famigliare. Il paziente era arrivato troppo presto ad

elaborare il lutto tenendo dentro se collera e struggimento, compito dell’analista sarebbe quello

di riportarlo alla fase iniziale del lutto facendogli provare voglia di rivederla e rimprovero per

averlo lasciato e rimarra’ fissato sull’idea della mamma, un altro processo difensivo prevede la

dissociazione dell’ Io, il soggetto nega a se stesso che quella persona sia davvero persa oppure

puo’ credere che comunica con lei mentre un'altra parte continua ad affermare ad amici e parenti

la grave perdita irrimediabile che ha subito )-

• Il lutto del bambino e’ molto accelerato rispetto a quello dell’adulto, gli impulsi a recuperare e a

rimproverare la persona persa non hanno la possibilita’ di estinguersi ma persistono con gravi

conseguenze.

Due tradizioni nella teoria psicoanalitica

Freud sosteneva che l’isteria e la malinconia erano manifestazioni di lutto patologico che si

verificavano in seguito alla perdita di una persona cara.

Gli studi e gli approfondimenti in merito sono stati molti ed e’ vera questa ipotesi che i disturbi

psichici sono il frutto di lutti patologici.

Ci chiediamo pero’ come mai non tutti i soggetti reagiscono al lutto nello stesso modo, secondo

Abraham la melanconia e’ dovuta ad eventi spiacevoli accaduti in eta’ infantile ed hanno cioe’

sofferto di una paratimia primitiva.

Edith Jacobson si riferisce ad una paziente di nome Peggy che all’eta’ di 24 anni e’ affetto da una

grave forma di depressione, i suoi sintomi sono dati dalla perdita del suo innamorato.

Peggy pone l’accento su un argomento, all’eta’ di tre anni e’ stata lasciata con il papa’ e la nonna

materna perche’ la mamma doveva partorire. Dopo alcuni litigi il padre se ne ando’ e Peggy rimase

delusa e in attesa della mamma ma al suo ritorno c’era il fratellino nuovo arrivato.

La bambina affermava che quella era una altra persona e cadde per la prima volta in depressione.

Anna Freud e lo stesso Bowlby escludono pero’ che i neonati o i bambini piccoli devono i loro

disturbi nevrotici a un lutto patologico.

Secondo Bowlby e Melanie Klein i processi di lutto quando si verificano nei primi anni di vita

tendono ad avere maggiormente degli esiti patologici facendo si’ che il soggetto sia maggiormente

predisposto rispetto gli altri a reagire da allora in poi ad ulteriori perdite in modo analogo.

Se fra perdita precoce e successivi disturbi si hanno ancora dei dubbi non ve ne sono :

• sul processo d’identificazione con i genitori che e’ parte integrante dello sviluppo normale ma

che genera difficolta’ nel caso di morte di uno dei due genitori.

• L’altro puo’ essere evocato dal genitore sopravvissuto i cui atteggiamenti verso il bambino

possono modificarsi e diventare patogeni

Capitolo IV

Effetti della distruzione di un legame affettivo sul comportamento

Il fulcro di un legame affettivo e’ l’attrazione che un individuo ha per un altro individuo.

Gli psicoanalisti si sono sempre interessati ai sentimenti dei loro pazienti ma hanno sviluppato con

lentezza una struttura che gli permettesse di comprenderli.

Questo vuoto e’ stato colmato dagli etologi ( Lorenz in particolare con i suoi esperimenti sull’

imprinting ).

Quando il legame prevale

I legami persistenti e intensi anche se non a livello umano sono presenti in moltissime specie. Gli

individui uniti da un legame affettivo tendono a mantenere la vicinanza l’uno con l’altra ( genitore

con il proprio figlio e genitore con un figlio non suo ).Ogni tentativo di un terzo di intromettersi nel

legame viene ostacolato.

• È l’attaccamento madre_figlio non e’ dovuto dal cibo che la mamma procura al piccolo

• L’attaccamento tra adulti non e’ necessario che sia accompagnato da rapporti sessuali, al

contrario possono invece esserci rapporti sessuali indipendenti da legami affettivi.

• Il piccolo nasce con una forte predilezione ad avvicinare cio’ che e’ a lui famigliare e ad evitare

cio’ che e’ estraneo e il contatto con la mamma lo ripara da possibili pericoli.

Legami distrutti e disturbi psichici

Chi soffre di disturbi psichici mostra sempre un deterioramento delle capacita’ di strutturazione dei

legami affettivi. E’ tipico dei soggetti con uno sviluppo anomalo che si e’ verificato nell’infanzia

passata in un ambiente famigliare atipico.

• i disturbi psichici dell’infanzia sono quindi da ricondursi da una mancata possibilita’ di stabilire

legami o dalla ripetuta distruzione dei legami creati.

• La psicopatia e la depressione sono due delle malattie date dalla distruzione ripetuta dei legami

affettivi.

Lo psicopatico e’ un soggetto che commette atti contro la societa’ ( crimini ) atti contro la famiglia (

crudelta’, promiscuita’ sessuale ) atti contro se stesso ( tossicomania, suicidio ). Negli psicopatici e’

difficile instaurare e mantenere legami affettivi.La loro infanzia e’ turbata da morti,divorzio dei

genitori.

Per i tentati suicidi invece si evidenziava la mancanza permanente dei genitori per almeno. ( Greer

) per i tentati suicidi su campioni invece non psichiatrici le perdite erano temporanee e riguardavano

un dolo genitore.

• la depressione: non e’ da ricondursi come per gli psicopatici all’ illegittimità, al divorzio o alla

separazione ma e’ da ricercarsi nella morte di un genitore in eta’ infantile.

Si e’ riscontrato nei genitori dei pazienti psichiatrici un eta’ molto piu’ alta rispetto a quella della

media non si e’ riuscito a dimostrare che cio’ potrebbe avere anche effetti sul corredo genetico della

prole.

Effetti a breve termine della distruzione dei legami

Quando un bambino si trova senza figure famigliari dei genitori ma e’ accudito da estranei cio’

porta a far si che i rapporti con i genitori subiscano un deterioramento anche momentaneo.

• esperimento fatto su 10 bambini lasciati in un asilo residenziale e figli della stessa madre ora

tornati a casa ( si evidenziava distacco emotivo e inesauribile bisogno di restare vicino alla

madre cosa che invece non si verificava nel gruppo di controllo. I bambini rimessi a contatto

con la madre si mostravano in un primo momento distaccati e stentano a riconoscerla, manca il

mantenimento di vicinanza, la ripresa dell’attaccamento puo’ essere lenta o puo’ avvenire presto

, ripreso l’attaccamento il bambino non vuole che la mamma si allontani e l’evoluzione di

questa fase dipende da come la figura d’attaccamento reagisce. Alla continua richiesta d’amore

la mamma potrebbe reagire negativamente e far crescere nel bambino sensi di ostilita’.

• esperimento fatto su un gruppo di controllo di 10 bambini rimasti a casa durante lo stesso

periodo.

• Hinde e Spencer indicano che gli stessi risultati si presentano anche in scimmie che hanno

subito una perdita temporanea di 6 giorni come d’altronde le reazioni della scimmia madre non

sono dissimili da quelle della figura d’accudimento del piccolo.

Capitolo V

Separazione e perdita all’interno della famiglia

L’ angoscia cronica, la depressione ciclica, i tentati suicidi siamo ora in grado di attribuirli in parte

alla separazione o alla perdita da parte dell’individuo di una figura di riferimento importante.

Sappiamo ancora che in pazienti affetti da psicopatia e sociopatia hanno subito nei primi 5 anni di

vita continue rotture di legami.

Dolore e lutto in età adulta

Siamo ormai in possesso di molti dati che ci permettono di capire come gli adulti reagiscono a gravi

lutti, molte documentazioni provengono dagli scritti di Lindemann e Marris.

Il dolore varia da persona a persona ma esiste uno schema globale di base che si puo’ applicare per

capire meglio la reazione di ciascun soggetto:

1 ) fase del torpore: dura poche ore a una settimana, puo’ essere interrotta da attacchi di collera e

angoscia ( e’ preceduta da una reazione immediata data dalla notizia, molti rimangono impietriti e

evitano coscientemente le proprie reazioni per paura di farsi travolgere e impazzire )

2 ) fase dello struggimento e della ricerca della figura persa : dura 3 mesi , spesso anni ( dopo

una settimana o due dalla perdita della persona il soggetto inizia a realizzare la perdita, cio’ crea

turbamento e pianto. Si possono iniziare a sentire segni e rumori come indizi del suo ritorno ( uomo

che passava per strada scambiato per il marito appena perso ).

Queste teorie sono state riviste da Bowlby e sembra proprio che dopo la perdita della persona amata

le vedove venivano prese da un impulso a recuperare la figura scomparsa. ( non sempre il soggetto

e’ conscio di questo ). Questa fase puo’ comprendere:

_ muoversi senza tregue ed esplorare l’ambiente in ricerca di un segno

_pensare intensamente alla persona scomparsa

_lo sviluppo della persona di un set percettivo e cioe’ a far attenzione a ogni stimolo che alluda alla

presenza della persona scomparsa

_ il dirigere l’attenzione perso parti dell’ambiente in cui la persona puo’ trovarsi

_il reclamare la persona scomparsa

Molte vedove secondo Lindemann e Morris provavano collera verso chi secondo loro era ritenuto

responsabile della morte del marito ( anche verso il marito stesso che l’ha lasciata mentre lei aveva

bisogno di lui ).

3 ) fase di disorganizzazione e disperazione

4 ) fase di maggior o minore grado di riorganizzazione

Dolore e lutto nell’infanzia

I bambini soffrono in maniera consistente per il distacco dalla mamma.

In un caso la mamma lascio’il suo bambino nell’asilo nido dicendogli di non piangere altrimenti

non sarebbe andata piu’ a trovarlo: ( Freud )

• Patrick non lo si vedeva piangere

• Diceva a tutti che la mamma sarebbe tornata, era felice se l’interlocutore gli credeva, scoppiava

in lacrime se invece trovava dissenso.

• Dopo tre giorni i suoi toni divennero ancora piu’ convincenti “ mia madre mi mettera’ il

cappotto e mi portera’ a casa “, man mano cresceva la lista degli indumenti che la mamma gli

avrebbe messo per portarlo via e li citava agli interlocutori.

• Gli si chiese di smettere di ripetere tutto cio’, lui lo fece ma con il movimento delle labbra

ripeteva le medesime tra sé e sé.

Quando i soggetti che avevano avuto una perdita si presentavano dall’analista negavano il carattere

definitivo della loro perdita e aspettavano una sorta di ritorno del genitore. Quando l’analista cerco’

di far loro elaborare il lutto dicendo che la mamma non sarebbe piu’ tornata questi reagirono con

collera all’evento proprio come avevano precedentemente fatto le vedove.

Il bambino per riprendersi da un lutto dovrebbe avere a disposizione un singolo e permanente

sostituto che possa gradualmente attaccarsi a lui, in questo modo il piccolo potra’ accettare il lutto e

riorganizzare la propria vita.

Condizioni che favoriscono od ostacolano un lutto normale

Per dar esito favorevole a un lutto e’ positivo che prima o poi le sensazioni legate ad esso

esplodano. La persona che ha subito un lutto ha paura di essere abbandonata e ha la collera per non

poterla ritrovare.

Come si puo’ allora aiutare una persona che ha perso un parente caro?

Il nostro ruolo e’ quello di essergli amico, di essere un sostegno che sa’ ascoltare senza rimproveri e

senza sottolineare cio’ che non ci sembra realistico, senza affermare che lui o lei non torneranno

mai.

Una delle principali ragioni per le quali alcuni trovano difficile manifestare il proprio dolore e’ da

ricondurre alla famiglia nella quale sono cresciuti e che ha poco considerato l’attaccamento del

bambino come. Il pianto o altre manifestazioni possono essere considerate dai genitori

atteggiamenti infantili percio’ quando il soggetto subira’ una perdita soffochera’ ogni emozione di

dolore e di rabbia ( ne e’ l’esempio il caso di Patrick )

Maddison e Walker condussero un esperimento su due gruppi di vedove:

• vedove che dopo 12 mesi erano riuscite ad elaborare in modo positivo il lutto ( le persone con le

quali queste vedove erano state a contatto facilitavano il pianto e l’esposizione delle sensazioni )

• vedove dove l’esito del dopo lutto non era stato positivo ( queste sostenevano che avevano

ricevuto pochi incoraggiamenti sia ad esprimere dolore che a parlare del marito. La gente aveva

per loro reso difficile l’esprimere i loro sentimenti perche’ la frase piu’ comune era “ fatti

coraggio “ cio’ stava a significare che non era l’unica al mondo ad aver subito tale perdita )

Nelle vedove che non hanno reagito al lutto si e’ potuta riscontrare una sindrome da dolore cronico

dove anche la stessa famiglia era considerata dal soggetto incapace di aiutarla.

Capitolo VI

Fiducia in se stessi e alcune condizioni che possono favorirla

Il concetto di base sicura:

• ogni persona puo’ vivere piu’ serenamente se sa’ di avere al suo fianco persone fidate che le

verrano in aiuto in caso di necessita’

• la persona fidata e’ intesa come figura di attaccamento che fornisce compagnia e base sicura

• l’esigenza di una figura d’attaccamento non e’ importante solo nell’ eta’ infantile ma anche in

quella adulta.

• Le personalita’ di un soggetto di delinea attraverso due influenze:

1 ) la presenza o no di una persona fidata che fornisca in primo luogo cure ed affetto

2 ) e’ la capacita’ o l’incapacita’ dell’ individuo di riconoscere se questa persona fidata è dotata

della volontà di fornire una base. Una volta individuata la persona che puo’ fornire questa base

sicura si crea con lei un rapporto gratificante.


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flaviael

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Psicologia Sociale della prof.ssa Attili sulla costruzione e rottura dei legami affettivi: John Bowlby, approccio etologico alla ricerca sullo sviluppo infantile, lutto infantile e le sue implicazioni psichiatriche, Effetti della distruzione di un legame affettivo sul comportamento, Separazione e perdita all’interno della famiglia, Fiducia in se stessi.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in sociologia
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia Sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Attili Grazia.

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