COSTRUZIONE DI MACCHINE
Mentre la rottura statica è preceduta quasi sempre da uno snervamento, la rottura per fatica dei
materiali non da nessun segno premonitore. Essa avviene per innesco di una cricca che pian piano si
propaga fino al cedimento per schianto.
PROGETTO SI UN COMPONENTE PROGETTO DI UN
COMPONENTE
VERIFICA DIMENSIONAMENTO
(di un componente già esistente) (di un componente da creare da zero)
CALCOLO STATICO CALCOLO A FATICA
Considero l’insieme di forze Considerando le forze che agiscono
massime che possono verificarsi mediamente sempre su un
su un componente. Si verifica e componente. In questo caso posso
confronta con le tensioni massime avere un coefficiente di sicurezza
sopportabili dal materiale con un anche pari a uno.
certo CS.
CURVA DI CURVA DI
TRAZIONE WOHLER
NO SI NO
ok
VERIFICA
(di un componente già esistente)
FORZE DI LAVORO DIMENSIONI
Statiche e a fatica del componente
DATI DEL
MATERIALE
NO SI
OK
DIMENSIONAMENTO
(di un componente già esistente)
FORZE DI LAVORO
Statiche e a fatica DATI DEL
MATERIALE CONDIZIONI
DIMENSIONI D’INGOMBRO
del componente del componente
NO SI OK
VERIFICA STATICA
Curva per acciai da carpenteria Curva per acciai meccanici
=40% =1200 MPa
=300-400 MPa
I coefficienti di sicurezza assumono per normativa i seguenti valori:
R R
σ
= =
S S
m =
m 1
,
5
=> dove
σ
S amm S
m
amm S
R R
= σ =
m =
m 3
=> dove
σ
R amm R S
m R
amm R
CALCOLO A FATICA
σ tot Le prove standardizzate
σ si fanno a flessione
a rotante, ottenendo la
tensione media pari a
zero.
σ
σ
σ max m
min t
CURVA DI WOHLER – ha senso in seguito a quanto detto chiedersi quanti cicli di fatica è in grado
σ
σ
di durare un materiale con un certo valore di tensione alterna (tenendo costante la )
a m
σ La curva corrisponde a
a I II III quella per acciai nobili, con
σ σ
= −
R tenore di carbonio piuttosto
a m m
R alto. Alla tensione media
fissata, per un valore di
σ = k
cost tensione alterna pari a il
m
σ provino ha una durata di
cicli.
a i Esiste un valore di tensione
σ alterna al di sotto della
quale la durata del provino
A è illimitata (la curva è
piatta), compreso tra e che
vale:
N
N 6 7
10 10
i
I – fatica oligociclica σ k =
N
II – fatica a durata limitata per cui vale cost
a
σ
III – fatica a vita illimitata sotto il valore A
σ σ
k = + =
k log log N
log N cost => cost è l’equazione di una retta pertanto:
a
a
σ a R
σ In scala non logaritmica
a la curva risulta molto
R s schiacciata, ragione per
cui la curva naturale è
scomoda da utilizzare
N N
⋅ ⋅ ⋅
3 6 6 6
10 2 10 2 10 10 10
PROBABILITA’ DELLA CURVA DI WOHLER
σ a i σ
Si sceglie un valore di e si effettuano varie prove, si ottiene un campo di valori di durate per i
a i
quali si è ottenuta la rottura. Una media di questi valori mi da indicativamente il valore di durata a
quel particolare valore di tensione media. A mano a mano che si abbassa la tensione media
cominciano a comparire casi in cui il provino non si rompe. La curva in basso rappresenta l’insieme
dei punti in cui si ha la probabilità del 100% che il provino non si rompe. La curva più in alto
rappresenta la certezza di rottura del provino. Esistono dunque curve di Wohler per valori di
probabilità diversi, la scelta della curva dipende da quanto il progettista vuole stare in sicurezza, se
la probabilità non è specificata in genere si suppone pari al 50%.
Nel caso della verifica a fatica posso anche assumere un coefficiente di sicurezza pari a 1, questo
perché se anche superassi la tensione alterna prevista togliere cicli di vita al provino, certamente,
ma non provocherei comunque la rottura.
σ a Come si vede dal diagramma indicato, se
la cresce la curva di Wohler tende ad
abbassarsi. Per fare una curva di Wohler
con una certa tensione media possono
essere richiesti dai 15-20 gioni. Esistono
pertanto delle tabelle alle quali il
progettista può rifarsi perché sarebbe
impensabile generarsi delle curve di
Wohler per il materiale che dobbiamo
usare nel progetto.
N
Diagramma di Smith-Goodman σ σ
σ σ ,
, La parte a compressione è
max min max min Per disegnare la curva a
più grande di quella a segmenti occorrono e .
trazione, questo perché a
compressione i materiali
resistono di più, pertanto in
genere si verifica sempre a
trazione sapendo che è così
verificata anche la
R R
compressione.
σ s
σ
+
max A σ
σ
− A
A σ 0
σ
σ
m
σ − A
A 1
° ° 0
45
45
min σ
σ
σ R R
m m s m
σ
Si può ricavare un diagramma di Smith e Goodman per ogni durata, basta che anziché usare la A
σ
per vita illimitata si usi la corrispondente alla durata richiesta, il diagramma si restringe
a σ
ovviamente andando verso la vita infinta (ovvero verso la .
)
A
LEGGE DI MINER n
∑ =
i 1
Quando il provino si rompe.
N i
∑
=
N n
tot i
cost
k
σ =
N
a i
i
σ n k
σ
n ∑
∑
a i k
σ =
=>
i n c
=
σ i a i 1 i a i
c
a eq Esiste (ricavata nel diagramma a sx) una tensione
equivalente, cioè una tensione che corrisponde al
N
numero di cicli per cui si può scrivere:
tot
k
σ =
N c
N tot a eq
tot ∑ ∑
k k
σ σ
n n
∑ k k
σ σ
= k i a i a
σ = =
i i
n N => ∑
i a tot a a
i eq eq N n
tot i
∑ ∑ ∑
∑ k
σ n N p p
n
c = = =
i tot i i
k
σ = = i a N c c c
i => ∑ ∑ ∑
∑ tot k k k
σ σ σ
a eq n N p p
N n i a tot i a i a
tot i i i i
Non tutti i livelli sono al di sopra del limite di fatica illimitata, pertanto considero nella verifica solo
*
le sollecitazione che stanno sopra ( ):
n
i
∑ *
p ∑ ∑ ∑
n N p p
* i
=
N c * * *
i tot i i
= = =
N N N N
=>
∑ ∑ ∑ ∑
tot tot tot tot
tot * * *
* k
σ n N p p
p i tot i i
i a
* i
∑ ∑ ∑
*
p p p 1
i i i
= = =
N c c c
∑ ∑ ∑
∑
tot * * k * k * k
σ σ σ
p p p
p i a
* i a
* i a *
i i i
i
Spettro o cumulata di carico
σ a
500 10%
400 20%
300 40%
200 20%
100 10%
Spettro di carico - descrive la vita del Cumulata di carico - a differenza dello spettro i blocchi di carico vengono
provino (ad esempio per il 40% della sua vita cumulati fino a giungere al 100% di vita del provino. Posso per ogni blocco
assumere il valore massimo di tensione oppure il valore minimo per essere
il provino è sollecitato con una tensione più cautelativo, oppure un valore medio. È possibile dalla cumulata discreta
compresa tra i 200-300 MPa) passare a quella continua interpolando i dati, ovviamente posso scegliere una
curva più o meno cautelativa. Dalla cumulata continua si può risalire a
quella a gradino.
FATICA RANDOM METODO DEI MASSIMI E MINIMI
La tensione media è una sola e vale .
Dobbiamo calcolare le varie tensioni
alterne.
σ 2 Prendiamo di volta in volta il picco
a 4
2 maggiore e il picco minore (i primi
6 saranno 1 e 2) e ne ricaviamo una
8 tensione alterna media:
σ m 7 La coppia di picchi successivi saranno
5
σ 3 e 4, pertanto:
3
a 1 1 Ognuna di quste condizioni di carico la
considero come un ciclo, alla fine avrò
Si può anche scegliere di prendere solo i una storia di carico composta da n cicli.
massimi (cioè tutti i picchi che stanno sopra
la tensione media), poiché se sono verificati
quelli sono verificati tutti i minimi. METODO DELLE TRE ALTERNANZE
Divido la storia casuale di carico in piccole
σ storie, ognuna delle quali interseca la
P
max 1 tensione media per tre volte e di cui posso
ricavare una tensione massima e una minima:
σ Ognuna di queste condizioni perdo rispetto al
m metodo dei massimi dei minimi, alcuni
σ massimi e alcuni minimi più piccoli non
min 1 vengono considerati (es il max P).
1
σ
+ METODO BIPARAMETRICO
a 1 Questa volta non suppongo una tensione
media costante per tutti i cicli ma faccio
variare anche quella. Pertanto per ogni ciclo
σ in divido un massimo e un minimo da cui:
m 1 ;
σ
− a 1
Raggruppo i cicli così ottenuti in base alla tensione media (ad esempio avrò che il
20% dei cicli avrà una tensione media compresa tra 500 e i 400 MPa e così via).
Per ogni gruppo ricavo la curva di Wohler corrispondente (cioè con quella tensione
media). All’interno di ogni gruppo dovrò poi ancora raggruppare rispetto alla
tensione alterna per avere infine gli spettri di carico.
FATICA DEL MATERIALE E FATICA DEL COMPONENTE
σ La curva di Wohler del materiale è indicativa del
a Il non cambia molto per numero di cicli basso. solo comportamento del materiale. Ci sono però
k
σ =
N c una serie di fattori che fanno differenziare la
a curva del componente da quella del materiale che,
k
σ =
N c presa così è praticamente inutile.
c
a c La curva di Wholer del materiale avrà parametri:
Materiale σ k =
N c
a
Componente La curva di Wohler del componente avrà invece:
σ k =
N c
c
a c
N
Cerchiamo ora di ricavare la curva di fatica del componente.
Cominciamo dal fatto che esiste una relazione tra la forza e la tensione del tipo generale:
β
σ = ⋅
F g
a β
Dove è un esponente che generalmente vale 1 (il rapporto tra tensione forza è in genere
g
proporzionale ma ad esempio nei cuscinetti non è così) e è un parametro geometrico che
generalmente è pari all’inverso della sezione su cui calcolo la tensione.
Possiamo inoltre ricavare una relazione diretta tra il numero di cicli fatti dal provino e il numero
N
di iterazioni specifiche che il componente fa nel suo esercizio (ad esempio il numero di pezzi
L
prodotti se si tratta di un tornio o il numero di chilometri percorsi se si tratta di un automezzo):
= ⋅
N D L
Sostituendo queste relazioni nella curva di Wohler del componente è possibile ottenere la curva di
fatica del componente: γ β
= ⋅ k c
β ⋅ β
⋅ ⋅ ⋅ =
k
F g D L c γ c
⋅ =
=> dove
F L W
c =
c c
W ⋅
k
g D
c
Anche per la curva di fatica del componente vale la legge di Miner per cui abbiamo:
γ
l F
l
∑ ∑
γ ⋅ =
=1
i =
F L W i a i 1
; =>
L a i
i W
i ∑ ∑
γ γ
l F l F
∑ γ γ γ
= = = =
i a i a
l F W F L i i
F
=> => ∑
i a a tot a
i eq eq L l
tot i
∑ ∑
∑ γ l p
l F = =
i i
=
i a L W W
i L W => ∑ ∑
∑ γ γ
tot
tot l F p F
l i a i a
i i i
Generalmente noi, se siamo fortunati, disponiamo della curva di Wohler del materiale, che
purtroppo non ci serve a nulla. Per ottenere la curva di fatica del componente si potrebbe fare della
prove (che richiedono provini e tempo), altrimenti si risale alla curva di fatica del componente
tramite coefficienti correttivi:
⋅ ⋅
c c c
σ σ
comp mat
= 1 2 3
a a k f
FATTORI CHE INFLUENZANO LA FATICA DI UN COMPONENTE
- materiale carico di rottura – in genere se è alto la curva di Wohler si alza (la resistenza
a fatica aumenta)
trattamento superficiale –
• Meccanico Rullatura - bombardo il provino
con sfere d’acciaio dure, la
compressione superficiale che si
crea arresta le cricche.
Pallinatura – si esegue uno
schiacciamento della superficie,
in genere si pratica su gole di
scarico.
• Termico Tempra – sottopongo il
materiale ad alte temperature a
poi raffreddo rapidamente. I
grani risultano pensionati e
conferiscono resistenza
meccanica (aumenta il carico di
rottura).
Cementazione e nitrurazione –
arricchisco di carbonio la
superficie del pezzo
immergendolo in un bagno,
ottengo durezza superficiale
maggiore.
• Elettrochimico In genere si depositano
elettrochimicamente (cella
galvanica) strati di materiali che
fungono da protezione.
lavorazioni pregresse – fattore che dipende da come è stato ottenuto il pezzo,
ad esempio la fusione è diversa dalla laminazione perché nel secondo caso
nascono tensioni interne di compressione che aumentano la resistenza
meccanica.
- tipo di carico forma del diagramma di carico – (è un fattore che non ha influenza).
Tensione media – è un fattore fondamentale perché se la tensione media
cresce la curva di Wohler si abbassa.
Tensione alterna – anche questa è fondamentale, basti guardare il
funzionamento principale della curva di Wohler.
Frequenza – (è un fattore che non ha influenza), in genere è importante
conoscere il tipo di carico e non con che tempi viene esercitato.
Il tipo di sollecitazione – il materiale resiste meglio a flessione, peggio a
trazione e peggio ancora a torsione.
σ σ
,
max min Perché correggo a torsione:
1 Cioè la tensione equivalente
dovuta alla torsione è più
0,84 grande del 70% rispetto a
1 quella a flessione. Pertanto:
0,52
0,7
0,6 σ m
Flessione Trazione Torsione
Perché correggo a trazione:
La cricca parte dalla superficie poi procede verso l’interno. Nel caso della
flessione però a mano a mano che procede incontra tensioni sempre minori,
dunque si può dire che il provino resiste di più a flessione
- Ambiente esterno
Temperatura – il calore riduce il carico di rottura e anche la resistenza a
fatica. Certamente però i rischi maggiori si hanno per basse temperature. Per
acciai da costruzione (ferracci con basse %C) la resilienza crolla sotto i 10°C,
un materiale a basse temperature infragilisce e le cricche si propagano con
maggiore facilità. Generalmente questo fattore è molto pericoloso se
combinato con la presenza di saldature o intagli.
Ambiente corrosivo – i danni superficiali dovuti alla corrosione sono gravi
perché è proprio in superficie che si innesca la cricca.
- Geometria Macro – in genere il provino usato per le prove di trazione ha diametro di 10
mm, spesso i componenti hanno diametri maggiori e bisogna quindi tenere
conto del fatto che in genere, aumentando il diametro la resistenza a fatica
peggiora.
Macro/micro – sono caratteristiche molto piccole ma non ancora
microscopiche e riguardano gli intagli. Gli intagli sono elementi di
discontinuità che interrompono l’omogeneità di una superficie (gole di
Definiamo fattore di
forma:
σ
σ id re Esso può tendere ad
infinito perché se
Definiamo fattore di effetto
d’intaglio: Con intaglio Senza intaglio
Che non tende ad infinito ma
è compreso nel seguente
intervallo:
scarico). In prossimità di questi intagli le tensioni hanno andamenti reali ben
diversi da quelli ideali:
Micro – parliamo di finitura superficiale (rugosità).
ESEMPIO DI FATICA DEL COMPONENTE – CUSCINETTI ∑ γ
l F
γ = i a i
F
Avevamo ricavato per un componente qualsiasi la formula: ∑
a eq l
i
∑ γ
l P
γ = i i
P
Adesso la applichiamo ai cuscinetti: ∑
eq l
i
v t p
Per i cuscinetti abbiamo le velocità d’esercizio e i tempi (percentuali del tempo
i i i
totale) da cui si ottiene il numero di iterazioni:
=
l t v
i i i =
l v p T
=> i i i tot
=
t p T
i i tot ∑ ∑
γ γ
T v p P v p P
γ = =
tot i i i i i i
P ∑ ∑
eq T v p v p
tot i i i i p v
α = i i
Sapendo che ogni percentuale di storia di carico è si può scrivere:
∑
i p v
i i
γ = 3
∑
γ γ ∑
α
= γ
α
P P γ
=
=> dove
P P γ =
eq i i 10 / 3
eq i i
RUOTE DENTATE e
s π
2 R
p
+ = π
=
s e p = =
z
m
; ; dove 3
,
1416
π p
Il profilo del dente (escludendo lo smusso in punto e il raggio di raccordo alla base) è ad evolvente
di cerchio. Il pr
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