Estratto del documento

1- ARCHITRAVE (PARTENONE)

2- ARCO E MURO (COLOSSEO)

3- VOLTE E CUPOLE (PANTHEON)

4- EVOLUZIONE DELLA COSTRUZIONE MURARIA (S.PAOLO)

5- EVOLUZIONE MURARIA DURANTE IL MEDIOEVO (DUOMO DI MODENA)

6- LA CATTEDRALE GOTICA (CATTEDRALE DI CHARTRES)

7- DAL RINASCIMENTO AL BAROCCO (VITRUVIANESIMO E MURATURA)

8- CUPOLA SANTA MARIA DEL FIORE (BRUNELLESCHI)

9- BERNINI E BORROMINI

10- NASCE LA SCIENZA DELLE COSTRUZIONI (GALILEO 1634)

11- MURATURA ARMATA E NEOCLASSICISMO (S.GENEVIEVE)

12- LA MURATURA ARMATA (LA MOLE ANTONELLIANA)

13- FERRO E VETRO (CRISTAL PALACE)

14- IL GRATTACIELO (EMPIRE STATE BUILDING)

15- CEMENTO ARMATO

16- ARCH. ORGANICA AMERICANA (LA CASA SULLA CASCATA )

17- RAZIONALISMO (VILLE SAVOYE)

18- IL GRATTACIELO (SEAGRAM BUILDING VAN DER ROHE)

19- COSTRUZIONE E ARCHITETTURA IN ITALIA NEL 900

ARHITRAVE (PARTENONE)

Del tetto ligneo non resta alcuna traccia.

Materiale dominante marmo pentellico (ottima resistenza a compressione ma

bassissima resistenza a trazione). C’era però una difficoltà di approvviggionamento del

materiale in quanto la cava era lontana dal cantiere.

Il colonnato è su tutti i lati, 8 su lato corto (L=30.86 m) e 17 sui lati lunghi (L=69.5

m).

H(colonna)=10.43 m

Sistema trilitico colonne e architrave, è un sistema che lavora per gravità: la

colonna è composta da 11 rocchi, l’architrave è monolitico.

- Ricerca della perfezione, è la casa di Dio e in quanto tale deve essere

perfetta, è una costruzione per pezzi ma che nel risultato finale sembra essere

monolitica. Per quanto riguarda le scanalature vengono eseguite solo per il

rocco i base e per quello in alto, i restanti rocchi vengono solo abbozzati e poi

completati in opera.

C’è anche una progettazione relativa al sollevamento degli elementi costruttivi: i

rocchi presentano delle sporgenze per accogliere le corde oppure realizzo delle

scanalature per far passare le corde se l’elemento resta nascosto o ancora realizzo

un’olivella (tecnica utilizzata fino agli anni 30).

- realizzazione colonne: la parte esterna è lavorata a

perfezione, nella parte centrale dei rocchi abbiamo una

cavità all’interno della quale viene gettato piombo fuso per

collegare i vari rocchi tra di loro, vengono utilizzate poi

ulteriori collegamenti tra rocchi e architravi tramite l’utilizzo

di grappe. Viene utilizzata poi una stuccatura in polvere di marmo per

nascondere i tagli.

Una scoperta fatta di

recente ha rinvenuto la

presenza negli architravi

di un elemento ausiliario

(piastra di marmo) posto

in mezzeria, nella parte

superiore della trave. La

funzione di questo

elemento è quella di

ridistribuire il carico

concentrato tramite due

appoggi in modo da

diminuire il diagramma

del momento, in questo

modo vengono meglio

distribuite le sollecitazioni

e si avita di avere un

carico centrale nell’architrave. La piastra ha uno strato di aria sotto e poggia in due

punti distanti dal punto centrale, in tal maniera cambia il diagramma di M

riducendosi.

COSTRUZIONE ROMANA

Stiamo nel 69 d.c. in pieno impero romano servono costruzioni rapide e economiche. I

romani dal punto di vista architettonico non introducono temi e linguaggi nuovi. Sono

pero degli innovatori dal punto di vista tecnologico. I romani utilizzano principalmente

costruzioni in muratura e con largo impiego di archi

COLOSSEO

Largo impiego di archi, molta della parte persa del colosseo è dovuta non solo ai

saccheggi ma soprattutto ai terremoti. Abbiamo tre ordini ognuno dei quali ha 80 archi

con interasse di 6.5m e la luce libera è 4.55m. il colosseo è stato costruito in soli 11

anni ed è fatto di travertino.

Il travertino è una pietra resistente proveniente da Tivoli, l’attico del colosseo è un

paramento murario in cui vengono utilizzati tutti i materiali di scarto del cantiere,

sappiamo che esisteva un velario con un sistema di sospensione movimentato da

marinai. Il colosseo è una dei più efficienti cantieri mai realizzati. Viene diviso e

costruito in 4 parti. 1° fase dei setti radiali che permettono di costruire

costruzione

per parti.

La colonna è parte della apparecchiatura muraria e quindi non hanno una loro

autonomia (non è detto che due conci della stessa colonna siano sagomati allo stesso

modo) Il travertino arrivava in cantiere in blocchi che vengono

poi tagliati e disposti rompendo le linee verticali per

questioni di stabilità. Una volta disposti ci sono delle

staffe che uniscono i vari conci. La colonna non è un

elemento a sé stante ma è parte integrante del muro che

è il vero elemento portante.

L’arco è un sistema in coazione, è un elemento pieno di

energia ma che comunque resiste per forma. Il sistema si

basa sulla possibilità di garantire la compressione su tutti

i conci, la curva delle pressioni rimane sempre all’interno

del nocciolo fondamentale di inerzia. Un altro sistema è

quello di verticalizzare la spinta, la correzione della

spinta orizzontale dell’arco

la possiamo fare tramite

l’aggiunzione di peso nel

rinfianco, viene costruito con centine lignee provvisorie.

La linea delle pressioni varia di posizione a seconda della

geometria dell’arco, per avere solo compressione nel

sistema bisogna fare in modo che la forma dell’arco sia

tale da avere una linea delle

pressioni che ricada all’interno

del nocciolo fondamentale di

inerzia. Quando l’arco subisce

dei cinematismi di colasso presenta delle fessure in tre partiformazione di 3 cerniere

plastiche. L’arco scarica sul piedritto, in un sistema ad arco posso diminuire la spinta o

inserendo delle catene oppure ampliando il piedritto in modo da verticalizzare la

spinta.

Un altro sistema molto utilizzato dai romani è la piattabanda, ha un comportamento ad

arco che si concretizza però con un elemento lineare, è molto facile da realizzare e non

copre lunghissime luci, riesce a esempio a scaricare il vano delle finestre. A Villa

Adriana sono state rilevate delle piattabande armate con

l’utilizzo di armatura. La piattabanda può essere utilizzata

anche insieme ad un sistema ad arco, in questo caso l’arco

scarica tutto il peso che sopra di lui mentre la piattabanda

scarica il peso che sta tra lei e l’arco.

Muratura romana: Per la muratura si utilizza una tecnica che

economizza la costruzione, si utilizza il laterizio anziché la

pietra in quanto non ha costi di trasporto e di

lavorazione poiché viene fabbricato nelle fornaci. Si

realizzano due paramenti murari di laterizio in maniera tale da creare

un’intercapedine all’interno della quale viene eseguito un getto di opus

cementicium. Quest’ultimo è costituito da un legante composto da pezzi di

laterizio, calce e pozzolana (la pozzolana ha un enorme potere legante e di

resistenza soprattutto in acqua, è inoltre un prodotto sabbioso che non

richiede la lavorazione che invece richiede la calce). La muratura, a

seconda del materiale utilizzato e della disposizione dei filari, prende nomi

diversi. Per rendere la muratura un sistema più coeso sono presenti, lungo

l’altezza, dei filari che vanno quasi a chiudere l’intercapedine in modo tale

da ammorsare meglio i due paramenti. La muratura poi presenta delle

rifiniture con strati di intonaco (si passa da strati più grezzi a strati via via

più fini) e eventualmente lastre di pietra o marmo.

VOLTE A CONCREZIONE

Basilica di Massenzio

Idea Base è quella di un muro che sale e che curva in copertura, c’è un largo impiego

di centine e casseforme a perdere in laterizio.

I romani utilizzavano queste grandi volte con l’opus caementicium sfruttano la

resistenza per forma. Venivano utilizzate delle cassaforma con impalcatura di

sostegno: si metteva una cassaforma di legno abbastanza sottile con l’impalcatura,

poi venivano disposte delle nervature lungo le direzioni principali creando degli alveoli,

in questo modo veniva anche controllata la geometria della cupola.

Pantheon

Diametro=44 m, è una grande luce che non fu

superata

fino all’800,

è il tempio

di tutti gli

dei. Il

pronao è di

impostazione simile al Partenone, anche nelle dimensioni, con 8 colonne monolitiche

frontali di granito grigio e 8 di granito rosa di altezza pari a 11.8 m. In cima c’è un

oculo di 10 m di diametro, ci vollero 10 anni per costruirlo, il muro esterno è di opus

caementicium ed è spesso 6 m, dove possibile il muro viene svuotato tramite delle

nicchie. Tutto il peso della cupola arriva sui muri tramite un sistema di archi di scarico,

dall’esterno sembra che la cupola abbia un’imposta più alta per via della presenza di

un rinfianco.

Pronao: le capriate erano inizialmente di bronzo, la storia dice che Bernini fece

edificare due piccoli campanili ai lati del timpano che poi furono successivamente

rimossi.

Rivestimento esterno: oggi vediamo solo il rivestimento in laterizi, si suppone che

in passato ci sia stato un rivestimento in Bugnato. Poi abbiamo marmi per il I livello e

finto marmo per i livelli più alti (questo sia per problemi di lavorazione che di costo).

Infine originalmente c’era anche la presenza di un foglio di bronzo intorno all’oculo.

Sistema rotonda e cupola: sia il muro che la cupola devono lavorare a sola

compressione, dopo la

messa in opera si sono

riscontrate delle lezioni

nella parte bassa della

cupola, ciò è dovuto alla

configurazione deformata

che assume la struttura

sottoposta al carico. Infatti

si è riscontrato che gli anelli

che compongono la cupola sono sollecitati a compressione solo fino ad un raggio di

52° dall’asse verticale, dopodiché si innesca la trazione negli anelli. La variazione dello

spessore della cupola e l’uso di materiali più leggeri nella parte alta fa in modo che i

meccanismi di trazione non danneggino la struttura, infatti procedendo dall’basso

verso l’alto trovo l’impiego di: caementatufopomice (nella parte relativa all’oculo).

Costruzione della cupola: la cupola è costruita

per cerchi concentrici autoportanti, ogni strato

viene costruito a sbalzo rispetto al precedente. In

questo modo si evita un eccessivo impiego di

centine, queste ultime partono dal I livello

BASILICA PALEOCRISTIANA SAN PAOLO FUORI LE MURA

Le prime basiliche avevano 5 navate di cui la

centrale era la più grande, nel caso di S.

Paolo abbiamo: navata centrale 24m, 4

navate laterali 12m, lunghezza totale 96m,

altezza muro 30m. le pareti murarie sono più

sottili in quanto non devono sopportare la

spinta data da una copertura voltata ma

sopportano solamente il peso di una

copertura composta da capriate lignee.

Lo spessore del muro varia da 1.1m a 80 cm,

le pareti presentano delle aperture, il

linguaggio classico offerto da trilite viene

stravolto in quanto abbiamo un sistema che accoppia le colonne ad un sistema di

archi. Questi ultimi sono in opus quadratum (di travertino), il muro sopra è più alto

delle colonne ed è in mattone pieno.

Capriata: Nel 1823 la basilica, a seguito di un incendio, viene completamente

distrutta. Successivamente poi verrà ricostruita con alcuni cambiamenti: la copertura a

capriate viene nascosta da un soffitto cassettonato e mantiene la stessa impostazione

strutturale. Doppie capriate di ampia

luce, i carichi sono prevalentemente

assiali e ciò comporta un risparmio di materiale. Per coprire grandi luci si faceva

ricorso a capriate che adottavano un sistema con monaco e saette, questi elementi

servivano a dare maggiore inerzia alla struttura e evitavano fenomeni flessionali,

aggiuntivi a quelli assiali, che potevano incorrere negli elementi diagonali (per via del

peso delle falde) e nelle catene orizzontali (per via della loro lunghezza).

SANTA SABINA ALL’AVENTINO tutte le colonne provengono da uno ….

SANTA AGNESE FUORI LE MURA presenta colonne tutte diverse, diversi marmi

scanalati e con diverse colorazioni. Tutto ciò comporta un enorme risparmio di tempo

in quanto non vado a cavare il marmo

SAN NICOLA IN CARCERE capitelli e colonne diversi tra loro, ho più orini

SAN LORENZO FUORI LE MURA sempre colonne diverse, anche l’architrave

prossimo all’abside è costituito da tutti pezzi diversi

SANTA MARIA IN TRASTEVERE sempre capitelli differenti. Ho una serie di capitelli

ionici provenienti dalle terme di caracalla. È molto raro conoscere la provenienza

dello….

DUOMO DI MODENA (1100)

Linguaggio anticlassico (organico), confluiscono tutti i

caratteri del romanico: il progettista sembra essere

Lanfranco, le chiese di età romanica spesso sorgono su siti

preesistenti.

Viene utilizzata prevalentemente la pietra locale a

dimostrazione dell’appartenenza alla propria identità locale.

La pianta non è perfettamente allineata, ha una dimensione

più contenuta, c’è un ritorno alla costruzione spingente

tramite un sistema voltato. Per resistere alle spinte viene utilizzata la muratura.

Sopra le volte si erge una copertura lignea con la funzione di chiudere la struttura, c’è

un rifiuto dell’ordine architettonico.

Muratura a guscio: non più a concrezione, la parte resistente è quella esterna, è

sempre una muratura a sacco che all’interno presenta calcina

che è priva di funzione statica. Il laterizio è quello tipico del luogo

ed è usato per il rivestimento interno. Il rivestimento esterno è un

misto di diversi materiali. Alcune murature a sacco sono state

trovate anche negli scavi di fondazione.

Dando uno sguardo alla facciata laterale notiamo che c’è un

susseguirsi di lesene verticali e archi che nascondono una galleria

nana dietro cui si intravede il muro perimetrale interno della chiesa. Le lesene sono

prive di una funzione statica, tuttavia lasciano

trasparire il sistema a maglie chiuse dell’interno.

Ogni capitello presenta diverse decorazioni in

quanto ci furono più artigiani che lavorarono

contemporaneamente.

Quello che notiamo nella facciata principale è la presenza del Rosone che si svilupperà

principalmente in età gotica e a cui sono attribuiti diversi problemi statici delle

strutture.

CATTEDRALE GOTICA

Le cattedrali gotiche si sviluppano nello stesso periodo delle crociate, chi finanziava la

costruzione delle cattedrali veniva eguagliato a chi partiva per le crociate.

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/12 Tecnologia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Pillow99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Costruzione dell'architettura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma Tor Vergata o del prof Iori Tullia.
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