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Costruttivismo appunti vari

Appunti di Teorie e tecniche del resoconto in psicologia clinica sul costruttivismo basato su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof.ssa Andreassi dell’università degli Studi La Sapienza - Uniroma1, Facoltà Prima Psicologia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Teorie e tecniche del resoconto in psicologia clinica docente Prof. S. Andreassi

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viene perseguito. Il concetto della funzionalità implica che si possa raggiungere una regolarità delle

esperienze. Tutto ciò che noi traiamo dalla nostra conoscenza si riferisce alla esperienza e questo

metodo viene chiamato induttivo. Non esiste il mondo indipendentemente dall’esperienza. Il mondo

è ciò che noi esperiamo. È necessario quindi costruire noi stessi come un cambiamento continuo

come prove dell’esperienza. Il soggetto è attivo rispetto all’esperienza e alla regolarità del mondo.

Assimilazione: in un contesto in cui contano solo a, b, c ogni oggetto che contiene a, b, c è

accettabile e non è distinguibile da altri oggetti che contengono a, b, c finché non entra a far parte

un altro elemento x.

Adattamento: non importa come un oggetto viene considerato ma se rende il servizio che da esso

ci si aspetta e quindi se è adeguato oppure no. --> in entrambi i casi è una questione di punto di

vista ossia ciò che viene osservato.

L’ambiente come noi lo percepiamo è una nostra invenzione. Percepire è fare. La cognizione è il

nostro modo di elaborare la realtà noi computiamo la realtà = codifichiamo, riordiniamo,

trasformiamo entità fisiche osservate(oggetti) e le loro rappresentazioni(linguaggio). Percepire

UNA realtà e non LA realtà. La realtà è un’operazione di descrizioni ricorsive. Elaborazione è vista

sia come operazione svolta sia come descrizione di questa operazione. Ogni organismo è

autonomo ovvero regola la propria regolazione. Autonomia =responsabilità. Io sono responsabile

delle operazioni che creo e che non creo, sono responsabile del mio mondo. No al solipsismo

(uomo con la bombetta). Nessun uomo può essere il centro dell’universo. Il solipsismo

implicamonologo, fonologica essere il centro dell universo, la realtà è il mio incubo e il mio

sogno. Invece evitando il solipsismo è necessario un terzo termine che media l’IO e il TU e questo

termine è l’identità. AGISCI SEMPRE IN MODO DA AUMENTARE IL NUMERO DELLE SCELTE.

PARTE SECONDA – realtà inventata

Il rapporto tra causa ed effetto è necessario secondo il linguaggio dei fisici. È scontato che il fatto A

attraverso il suo accadere diventi la causa dell’effetto B e che perciò B è l’effetto di A e che senza

A non potrebbe verificarsi B. NESSO DI CAUSALITA’. I tempo è un movimento unidirezionale,

lineare causaeffetto. POST HOC, ERGO PROPTER HOC. (Dopo ciò, dunque a causa di ciò).

Visione costruttivista: certe convinzioni, speranze, tradizioni, pregiudizi hanno un carattere

autoreferenziale ovvero possiedono la capacità di generare le proprie prove e giustificazioni

pratiche. PROFEZIE CHE SI AUTODETERMINANOmessa in discussione il pensiero

tradizionale basato su se-allora trasformando l’EFFETTO NELLA CAUSA. Queste profezie

alterano il quadro stabile e oggettivo della nostra realtà. Esempio la psicoanalisi: è la malattia di cui

ritiene essere la cura (vedi ospedali psichiatrici). Criterio psichiatrico di sano e malato, crea,

genera la malattia nel definire. ESSERE SANI IN POSTI INSANI. Le diagnosi psichiatriche in

quanto definiscono una condizione insana e patologica la creano. Una volta avviato questo

processo non si può più fermare né da parte del paziente né da parte dello psichiatra, è un

processo autonomo. La diagnosi produce la condizione patologica, la condizione rende necessaria

l’esistenza di quelle istituzioni in cui può essere curata, l’ambiente delle istituzioni determina la

spersonalizzazione del paziente che in modo autoriflessivo conferma la correttezza della diagnosi.

== PROFEZIA CHE SI AUTODETERMINA (Il paziente accetta come reale al sua condizione fino a

modellarci su la sua vita).

Nei rapporti interpersonali è facile far avvenire una profezia attraverso i nostri tentativi di evitarla.

Il serpente che si morde la coda, soggetto e oggetto sono inseparabili.

Per Hume non è possibile verificare il perché, ma solo il se-allora. Non è possibile dire infatti la

pietra è calda perché splende il sole, ma solamente la pietra è calda quando splende il sole.

Kant sostiene che senza l’aspettativa di causalità e finalità (pensiero deterministico-incentrato su

causa effetto) non è possibile il pensiero razionale. Il pensiero deterministico è visto come un

bisogno della mente, un’aspettativa.

Pensiero evoluzionistaconoscenza riproducibile poiché attende all’aspettativa. (Sottointesa la

stabilità della natura).

Conoscenza appresa geneticamente (che dà vita a cellule nervose, lo stimolo, la sensibilità)

seguita da apprendimento individualereazione anticipata al disturbo possibile. Questo

apprendimento individuale sfrutta la caratteristica di non casualità di questo mondo. Ci si aspetta

che le coincidenze che si sono verificate si riproducano, se questo non accade allora la

conoscenza si modifica lasciando spazio al nuovo “effetto”. Una conseguenza data per scontato

verrà acquisita come incancellabileimprinting. -->ad un segnale corrisponde una reazione pronta

ed univoca. APPETENZA o COMPORTAMENTO BRAMOSOatteggiamento che va soddisfatto

(cibo -> caccia -> compagnia -> partner sessuali). APPETENZA CONDIZIONANTE, suonare la

campanella prima di dare da mangiare al cane, la campanella verrà scambiata per la causa del

cibo.

In questo determinismo, spunta un concetto fondamentale che sovviene là dove le cause effetto

mancanoil buon senso è una guida che ci aiuta a giudicare gli aspetti essenziale delle cose e

ci aiuta nel prendere una decisione giusta tra le migliaia di alternative. Le nostre capacità di

percezione sono quindi state create per uomini primitivi in relazione al loro ambiente, risultando

così adesso grossolane. L evoluzione ci ha fornito della capacità di riflettere a occhi chiusi su

contenuti della memoriaCOSCIENZA /CONSAPEVOLEZZA. (Ipotizzare su un evento senza

sperimentarlo direttamente) -> si agisce nello spazio del pensiero portando così ad una

equiparazione tra una verifica mentale a una reale (nesso causa effetto). L ignoto viene

interpretato in base ai propri finicertezza del credere e non del sapere. Da Aristotele che

proponeva le quattro cause (efficiens/materialis/formalis/finalis) si passa alla natura che ha una

determinata struttura poiché deve raggiungere un determinato scopo per arrivare alla ricerca della

causa ORIGINARIA (ancora da trovare).

Noi vediamo un universo ordinato in base alle intenzioni.

Una profezia che si autodetermina è una supposizione che per il solo fatto di essere stata pensata

fa realizzare l’avvenimento predetto confermando in tal modo la propria veridicità. Il presente ha un

effetto retroattivo sul passato. Ovvero un evento ancora non verificatosi ha prodotto effetti sul

presente. Il futuro determina il presente. Tutte le azioni umane sono condizionate dalla valutazione

dei loro probabili effetti, dei vantaggi e dei rischi. L’azione che si crea da una profezia che si

autodetermina crea essa stessa i presupposti per il verificarsi dell avvenimento previsto. Produce

una realtà che senza l’ipotesi iniziale non si sarebbe verificata. Essa non è né vera né falsa, ma

CREA UN FATTO E CON ESSO LA PROPRIA VERITA’. Si cerca di reagire nel modo migliore ad

un processo GIA’ AVVIATO influenzandone così il decorso nel presente. L’effetto (la presunta

reazione) è veramente la causa (l’azione). LA SOLUZIONE FA NASCERE IL PROBLEMA.

Interpunzione della sequenza di eventi. Producendo un’azione si giustifica la propria teoria.

Solo quando però una profezia viene creduta allora può avere effetti concreti sul presente. Senza

la fede o l’autoconvinzione non ci sarà profezia.

EFFETTO EDIPO. L’inversione di causa effetto, di passato e futuro. Le aspettative contribuiscono

a far avvenire ciò che è previsto. Siamo responsabili della realtà creata dalle nostre aspettative.

Diagnosi che si autodeterminano a causa di mancata definizione di normalità ma elevati attributi

per la malattia. Tutto ciò che ha un nome debba esistere. (Autodeterminazione delle diagnosi

psichiatriche). L’uso della suggestione e dell’autosuggestioneplacebo. Il sistema immunitario che

cambia con il cambiare degli stati d’animo. =CREARE UNA REALTA’ siamo responsabili non solo

di noi stessi ma anche della produzione della nostra realtà e di quella altrui. Pubblicità e

propagandainducono aspettative, supposizioni, pregiudizi. La realtà inventata si trasforma in

realtà di fatto solo quando si crede nell’invenzione. La consapevolezza dell’autodeterminazione di

una cosa farà in modo tale che quella cosa NON avverrà. Assioma esistenziale: se una persona è

a conoscenza di una teoria sul proprio comportamento sarà libero dal verificarsi di quella teoria.

Anormalità e normalità non sono concetti universali. Le classificazioni delle malattie mentali è

un’azione fuorviante, poiché la diagnosi psichiatrica così si troverà nella mente di chi osserva. La

diagnosi rivela poco del paziente ma molto dell’ambiente in cui si trova. I medici sono più propensi

a definire malata una persona sana. È più pericoloso infatti fare una diagnosi di sanità che di

malattia. Le diagnosi psichiatriche bollano le persone a livello medico personale legale e sociale.

Ogni processo diagnostico che si presta a tali errori non è affidabile. L’etichetta influenza l idea

degli altri costruendo così una realtà specifica. Un elemento acquisisce le sue caratteristiche a

seconda del contesto in cui è inserito. Una persona definita anormale riscontrerà che tutti i suoi

atteggiamenti normali verranno scambiati per anormali. Una diagnosi psichiatrica colloca la fonte

del disturbo all interno del paziente e mai nel complesso di stimoli che lo circondano. Un’etichetta

psichiatrica produce la propria realtà e con essa l effetto. Queste etichette influenzano sia il

paziente sia chi gli sta intornoprofezia che si autodetermina. Il paziente finisce per accettare la

diagnosi e si comporta di conseguenza. Si adegua a questa costruzione di realtà interpersonale. Si

definisce folle quando lo stimolo che produce un atteggiamento risulta sconosciuto o remoto o

quando il comportamento ci appare immodificabile. La malattia mentale infatti viene ritenuta

inguaribile ecco perché le persone guardano ad un malato fisico diversamente da un malato

mentale. Questa etichetta produce ostilità, paura, sospetto, disinteresse, orrore. La struttura di un

ospedale crea una reazione ovvero i comportamentila rigidità con cui sono divisi medici

infermieri e pazienti. Si acquisiscono comportamenti adeguati al proprio ruolo.

Il comportamento aggressivo produce nei pazienti senso di impotenza e spersonalizzazione. Il

paziente è in più privato dei suoi poteri legali, privo di credibilità, libertà di movimento minime. Così

come la privacy.

Le fonti della spersonalizzazioneatteggiamento che abbiamo con i malati, struttura gerarchica

dell’ospedale (poco contatto cn i pazienti), carenze di personale, stipendi bassi. Le priorità: il

contatto con il paziente in un ospedale psichiatrico non è una priorità.

Quando non conosciamo tendiamo ad inventare la nostra conoscenza o a ipotizzare. I bisogni

legati alla diagnosi e alla cura dei problemi dei comportamenti sono ignorati. Le diagnosi non sono

utili ma vengono utilizzate ugualmente.

Per migliorare: maggiore diffusione di centri comunitari di igiene mentale, centri di pronto

intervento, aumento di potenziale umano, cercare di mantenere l individuo in un ambiente non

peggiorativo. Operatori più sensibili.

La realtà nella letteratura ha un doppio livello di finzione: la letteratura che coincide con la

concezione costruttivista ovvero una letteratura che esprime il sue essere autoreferenziale. La

meta letteratura è una letteratura che riflette sulle condizioni che la rendono possibile, secondo

questa non esiste un oggetto senza osservatore. Oggetto di Proust è la ricerca di un meta

soggetto. Si alterna il processo narrativo e la riflessione su di esso. L’Io narrante privo di nome o di

elementi fittizi parla di se stesso al presente rifiutando la finzione. Beckett e i suoi personaggi non

parlano ma scrivono è un romanzo della coscienza in cui il soggetto diventa l unico oggetto.


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Neeru87

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche per l'intervento clinico per la persona, il gruppo e le istituzioni
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Neeru87 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teorie e tecniche del resoconto in psicologia clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Andreassi Silvia.

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