Costruttivismo
Principi del costruttivismo radicale
Il costruttivismo radicale va contro un principio che tutte le scienze o filosofie sociali umanistiche scientifiche e ideologiche rispecchiano: il mondo reale esiste e le nostre idee o le nostre teorie lo rispecchiano o ne spiegano i meccanismi. Il costruttivismo elabora la sua teoria eliminando la certezza di una realtà reale e esterna, sostenendo che la realtà esiste solo nella nostra mente, è una nostra invenzione perciò “EGOSOLUS IPSE” (io solo esisto).
Potere dell'uomo nel costruttivismo
Lo scoglio maggiore dei costruttivisti fu quello di aver dato all’uomo un potere esagerato nella costruzione dell’universo. L’uomo è responsabile del suo pensiero, della sua conoscenza e delle sue azioni. Il costruttivismo radicale afferma che noi possiamo analizzare le operazioni mediante le quali creiamo il mondo e che la consapevolezza “operativa” può aiutarci a migliorare il nostro atteggiamento. Il costruttivismo radicale vede il rapporto tra conoscenza e realtà come un adeguamento funzionale.
Confronto con il darwinismo
Troviamo un punto di contatto con il darwinismo: come l’ambiente pone i limiti agli esseri viventi e distrugge quelli che li travalicano, così il mondo dell’esperienza è il banco di prova per le nostre idee (strutture cognitive). Le regole si rivelano attendibili o meno a seconda dell’esperienza (ciò che sopravvive vive; se la conoscenza non ci abilita a fare predizioni o a evitare certi fenomeni è poco attendibile o inutilizzabile e viene svalorizzata e considerata superstizione).
Conoscenza e realtà
La conoscenza del costruttivismo radicale rompe con le convenzioni e sviluppa una teoria della conoscenza in cui essa non riguarda più una realtà oggettiva ontologica, ma solo le esperienze venute dal nostro esperire (l’intelligenza organizza il mondo organizzando se stessa). L’organizzazione è sempre il risultato di interazione tra intelligenza e ambiente.
Critica del concetto di adattamento
Il concetto di concordanza tra conoscenza e realtà non può essere derivato dal concetto adattamento storico evolutivo dell'essere adatto e ancor meno può essere scambiato con esso (cit.). La conoscenza così dovrebbe essere la riproduzione di un mondo che c’è, che esiste già prima che una coscienza lo veda o ne faccia esperienza. L’uomo nasce come scopritore di un mondo già definito scetticismo si cerca di capire se e in che misura l’immagine fornita dai nostri sensi corrisponde a quella reale. Questo dubbio mina qualsiasi rappresentazione di strutture oggettive nel mondo.
Risposta del costruttivismo radicale
Il costruttivismo radicale risponde: l’uomo può conoscere solo quello che egli fa (Dio è onnisciente perché ha creato tutto cit. Vico). Vico attribuisce un altro accesso oltre all’operazione di costruire alla realtà, che sarebbero i simboli. La conoscenza razionale umana, ovvero l’esperienza, è il prodotto della costruzione cognitiva. La conoscenza non è altro che portare a galla le operazioni con cui costruiamo il mondo.
Stabilità del mondo costruito
Si pone ora il problema dell’attendibilità dell’esperienza di un mondo instabile. Il mondo costruito da noi stessi ci apparirà stabile perché siamo noi a costruirlo, non c’è nessuna pretesa di verità ontologica. L’esistenza è il risultato del nostro modo di fare esperienza e questi nostri modi di fare esperienza sono determinati e strutturati dal tempo e dallo spazio. L’introduzione dei concetti di spazio e tempo ci forniscono l’idea di “causa” che deriva dal processo ATTIVO di riordinamento di elementi sconnessi. Il mondo che noi sperimentiamo come tale è così e deve essere così perché noi l’abbiamo ordinato e creato così.
Saper agire per costruire
Nel costruttivismo radicale, il sapere non deriva da qualcosa di passivo, da un ricevere del soggetto, ma anzi viene creato dalle azioni di un soggetto attivo. Si opera, ovvero si agisce per costruire la conoscenza. Esame del modo in cui l’intelletto opera per costruire un mondo durevole e regole partendo dall’esperienza della conoscenza del costruttivismo radicale.
Attività cognitiva e esperienza
Ogni attività cognitiva ha luogo nel mondo dell’esperienza e fa parte di una coscienza che mira a una meta. Costruiamo la nostra conoscenza esperendo per raggiungere la nostra meta. Queste modalità di scoperta del mondo vengono giudicate in base al fine che esse hanno e se questo viene perseguito. Il concetto della funzionalità implica che si possa raggiungere una regolarità delle esperienze.
Metodo induttivo
Tutto ciò che noi traiamo dalla nostra conoscenza si riferisce alla esperienza e questo metodo viene chiamato induttivo. Non esiste il mondo indipendentemente dall’esperienza. Il mondo è ciò che noi esperiamo. È necessario quindi costruire noi stessi come un cambiamento continuo come prove dell’esperienza. Il soggetto è attivo rispetto all’esperienza e alla regolarità del mondo.
Assimilazione e adattamento
Assimilazione: in un contesto in cui contano solo a, b, c ogni oggetto che contiene a, b, c è accettabile e non è distinguibile da altri oggetti che contengono a, b, c finché non entra a far parte un altro elemento x. Adattamento: non importa come un oggetto viene considerato ma se rende il servizio che da esso ci si aspetta e quindi se è adeguato oppure no. In entrambi i casi è una questione di punto di vista ossia ciò che viene osservato.
Percezione e cognizione
L’ambiente come noi lo percepiamo è una nostra invenzione. Percepire è fare. La cognizione è il nostro modo di elaborare la realtà noi computiamo la realtà = codifichiamo, riordiniamo, trasformiamo entità fisiche osservate (oggetti) e le loro rappresentazioni (linguaggio). Percepire UNA realtà e non LA realtà. La realtà è un’operazione di descrizioni ricorsive. Elaborazione è vista sia come operazione svolta sia come descrizione di questa operazione. Ogni organismo è autonomo ovvero regola la propria regolazione.
Autonomia e responsabilità
Autonomia = responsabilità. Io sono responsabile delle operazioni che creo e che non creo, sono responsabile del mio mondo. No al solipsismo (uomo con la bombetta). Nessun uomo può essere il centro dell’universo. Il solipsismo implica monologo, fonologica essere il centro dell’universo, la realtà è il mio incubo e il mio sogno. Invece, evitando il solipsismo è necessario un terzo termine che media l’IO e il TU e questo termine è l’identità. AGISCI SEMPRE IN MODO DA AUMENTARE IL NUMERO DELLE SCELTE.
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