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Le fonti del diritto

3 .

Studiando le fonti del diritto ci si occupa di come un ordinamento organizza le modalità di produzione delle regole

giuridiche, DEFINIZIONE FONTI DI DIRITTO:

tutti gli atti e i fatti abilitati dall’ordinamento a porre in essere, modificare o ‘eliminare’ norme

giuridiche FONTI SULLA PRODUZIONE:

In primis nella scala gerarchica abbiamo le

esse indicano il soggetto, la procedura e l‟atto attraverso cui è possibile introdurre regole giuridiche

(

Le fonti sulla produzione sono gerarichicamente sovraordinate alle fonti di produzione, che nelle prime trovano

fondamento) . Le fonti sulla produzione vanno ricercate al vertice dell‟ordinamento, ovvero nella Costituzione

 fondamento della Costituzione: Decreto luogotenenziale 25 giugno 1944, n 151, il quale ha sua volta

fondamento dal contesto storico, nel quale tramite accordo tra le forze politiche si decide di dar vita a un nuovo ordine

democratico.

Si distinguono in FONTI DI COGNIZIONE e FONTI DI PRODUZIONE

1. FONTI DI COGNIZIONE: Sono atti che permettono di conoscere l‟esistenza e il contenuto

delle fonti di produzione, e non producono diritto; possono essere

“testo

- raccolte ufficiali ( es Gazzetta) dove viene riportato il legale” dal quale viene stabilito il termine

iniziale dal quale decorre il periodo della vacatio legis ( arco temporale finalizzato alla conoscibilità

dell‟atto da parte dei destinatari, trascorso il quale l‟atto normativo entra in vigore e diviene quindi

“Ingnorantia

obbligatorio: legis non excusas”

- raccolta non ufficiali, realizzate per l‟operatore nel settore

2. FONTI DI PRODUZIONE: abilitate ad introdurre direttamente le regole giuridiche, proprio

perché richiamate („riconosciute‟) da una fonte sulla produzione

Insieme le fonti sulla produzione e di produzione creano l‟ordinamento giuridico:

- Coerente

- Ordinato

- Completo

- Scritto

- Accentrato

 sistema di norme

Le FONTI DI PRODUZIONE si dividono in

FONTI ATTO:

Manifestazioni di volontà, assunte da determinati organi secondo determinate procedure, e contenenti norme giuridiche

Es. la legge, il regolamento governativo, il regolamento parlamentare, ecc.

Occupano il 90% dell‟ordinamento giuridico, prodotto di una manifestazione di volontà

11

FONTI FATTO

Eventi naturali o sociali cui l‟ordinamento riconosce la capacità di produrre norme giuridiche

Es. la consuetudine, art 8 delle preleggi

Caratteri fondamentali delle fonti del diritto

1. SCRITTURA: il diritto è composto da norme scritte fonti di cognizione: sono atti che non producono diritto ma

che permettono di conoscere l‟esistenza ed il contenuto delle fonti di diritto ( si dividono in raccolte ufficiali e

non)

2. ACCENTRAMENTO: sono prodotte attraverso l‟accentramento, nasce con lo Stato Liberale, il quale è fonte per

eccellenza per la legge

3. COMPLETEZZA: le fonti contengono tutte le norme, non esistono lacune che non possono essere colmate

dall‟interpretazione

4. COERENZA : le norme formano un sistema coerente e ordinato, nell‟ordinamento giuridico

Caratteristiche tendenziali delle norme giuridiche

: „ripetibili‟

ASTRATTO sono nel tempo (es. l‟art. 575 c.p., che sanziona penalmente l‟omicidio, si applica ogni volta

che si verifica la condotta criminale descritta dalla norma). L‟astrattezza garantisce la stabilità nel tempo delle norme,

“azioni

che non si esauriscono in una sola applicazione (fenomeno delle positivi”, che sono espressioni dell‟eguaglianza

sostanziale) EGUAGLIANZA “Chiunque”; “Tutti

GENERALI : si riferiscono ad una categoria indeterminata di destinatari (es. i cittadini”, ecc.)

(fenomeno delle leggi provvedimento, le quali hanno destinatari specifichi LIBERTA‟

La norma è la disposizione (testo linguistico) interpretata

L’ìnterpretazione:

E' necessario interpretare, in quanto il giudice ha il dovere di NON-LIQUET: ogni controversia deve essere risolta.

12 del Codice Civile, disposizione sulla legge in generale

E' regolata dall'ordinamento dall'art

" Nell'applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal

significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del legislatore, se

una controversia non può essere decisa con una precisa disposzione, si ha riguardo alle

disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe; se il caso rimane ancora dubbio, si decide

secondo i principi generali dell’ordinamento giuridico dello Stato "

 Il giudice è indipendente nello svolgimento dell‟attività interpretativa - art. 101 Cost, nei limite dell‟art 12 del cc

TIPI DI INTERPRETAZIONE “

-Interpretazione letterale ; esempio, art 48 Costituzione Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne che hanno

raggiunto la maggiore età”, per cittadini in questo caso vanno intesi tutti coloro che sono cittadini italiani, inteso quindi

letteralmente

-Interpretazione sistematica (tra cui, l‟interpretazione conforme a Costituzione) avviene secondo la disposizione delle

parole, orientati secondo i principi costituzionali ; Esempio Sentenza n.16 del 1978, della Corte Costituzionale, in

riferimento ai casi del Referendum: esistono valori di ordine Costituzionale da tutelare, escludendo i relativi Referendum,

anche al di là dell‟art 75 della Costituzione nella quale non è ammesso referendum per leggi tributarie e di bilancio, di

amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali… Le leggi di autorizzazione alla ratifica di trattati

internazionali comprendono anche quelle leggi che danno attuazione alle direttive comunitarie, derivanti dall‟articolo 11

della Costituzione.

-Interpretazione storica (secondo l’intenzione del legislatore che ha approvato la legge) Esempio: Corte

Costituzionale, Sentenza n.138 del 2010, con argomento matrimonio tra persone dello stesso sesso; Con riferimento

all‟articolo 29 della Costituzione (<< La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul

matrimonio>>) La Corte afferma che tali concetti vanno interpretati tenendo conto dell‟evoluzione della società e dei

costumi. Detta interpretazione, però, non può spingersi fino al punto di incidere sul nucleo della norma, modificandola in

modo tale da includere in essa fenomeni e problematiche non considerate in alcun modo quando fu emanata, in quando

i Costituenti tennero presente la nozione di matrimonio definito del Codice Civili (1942) che stabiliva che i coniugi

dovessero essere persone di sesso diverso. 12

-

Interpretazione evolutiva (secondo la ratio legis, ossia valorizzando lo scopo perseguito dalla legge, adattandolo

all‟evoluzione della società , Esempio: Corte Costituzionale, Sentenza n 135 del 2002, in materia di diritto alla

:

riservatezza Con riferimento alle intercettazioni tramite videoregistrazioni nei luoghi indicati dall‟art. 614 c.p. (violazione

di domicilio), la Corte afferma che gli atti elencati nell‟art. 14 Cost. (ispezioni, perquisizioni e sequestri) «esaurivano le

forme di limitazione dell‟inviolabilità del domicilio storicamente radicate e positivamente disciplinate all‟epoca di

redazione della Carta, non potendo evidentemente il Costituente tener conto di forme di intrusione divenute attuali solo

per effetto dei progressi tecnici successivi».

In considerazione di ciò, la Corte estende l‟ambito della riserva di legge di cui all‟art.14 Cost. anche all‟ipotesi della

videoregistrazione.

-Interpretazione analogica (analogia legis) data dall‟individuazione della ratio, quando vi è una mancanza all‟interno

dell‟ordinamento, e quindi manca una norma che può risolvere una precisa controversia, si ha riguardo a disposizioni

che regolano casi simili, o materie analoghe, per casi simili o materie analoghe si intende che hanno la stessa ratio.

Eccezione sono le leggi eccezionali o le leggi di natura penale, le quali devono essere applicate a casi specifici.

Esempio: Corte Costituzionale, Sentenza n438 del 2005, trattamenti pensionistici di fine rapporto; La corte dichiara che

la disciplina sul TFR dei dipendenti pubblici non statali debba essere equiparata a quella dei dipendenti pubblici statali .

Infatti le indennità di fine rapporto del settore pubblico, hanno un carattere unitario, in considerazione dell‟analoga natura

di retribuzione differita, e della comune correlazione alle contribuzioni versate dai lavoratori e dalle rispettive pubbliche

amministrazioni.

-Ricorso ai principi generali dell’ordinamento (analogia iuris)

- Interpretazione autentica, particolare tipo di interpretazione ad opera del giudice, che va distinta nettamente

dall‟interpretazione giurisprudenziale e da quella dottrinale; a differenza di quest‟ultime è vincolante perché adottata dallo

stesso legislatore con un atto normativo di efficacia superiore a quella della disposizione interpretata che cerca di

chiarirne il senso quando questo è incerto; sono leggi retroattive perché finalizzate a rivelare il significato originario della

disposizione; Possono suscitare dubbi in merito alla loro legittimità nei confronti della Costituzione, in quanto sono

considerate Costituzionali se vengono introdotte nel caso di reale incertezza interpretativa

- Leggi conformi a Costituzione: solo se, in caso di incertezze interpretati che, si limitano ad assegnare alla

disposizione interpretata un significato riconducibile ad una delle possibili sue letture; Esempio Corte

Costituzionale Sentenza n133 del 2009 In attesa che la Cassazione si esprimesse definitivamente in

relazione alla rivendicazione di spettanze economiche da parte di alcuni dipendenti dell‟amministrazione

scolastica, interveniva una legge che interpretando autenticamente la norma da cui dipendeva il

trattamento economico dei lavoratori - finiva per ridurre tali spettanze.

La Corte ritiene la norma conforme a Costituzione poiché, a fronte della «sussistenza di un dibattito

“ristabilire”

giurisprudenziale irrisolto», in essa emerge «l‟esigenza di una delle possibili direzioni dell‟originaria

intenzione del legislatore».

- Leggi incostituzionali : Caso Scoppola , Secondo l‟articolo 442 c.p.p. in caso di condanna la pena che il

giudice determina tenendo conto di tutte le circostanze è diminuita di 1/3, alla pena dell‟ergastolo è

sostituita quella della reclusione di 30 anni ; Secondo l‟articolo 7 d.l. n 341 del 2000 con espressione pena

dell‟ergastolo è da intendersi riferita all‟ergastolo senza isolamento diurno; La corte Costituzionale con la

sentenza n120 del 200 dichiara che l‟articolo 7 del d.l. n341 del 2000 gli è stato conferito un effetto

retroattivo altrimenti non consentito, la norma venne quindi dichiarata incostituzionale.

INTERPRETAZIONE

1. LETTERALE: articolo 48 Costituzione, elezioni

2. SISTEMATICA: Sentenza n.16 del 1978, casi di Referendum

3. STORICA: Sentenza n 138 Corte Costituzionale in materia di matrimonio

4. EVOLUTIVA: Sentenza n 135 del 2002, diritto alla riservatezza

5. ANALOGICA: , Sentenza n438 del 2005, trattamenti pensionistici di fine rapporto

6. AUTENTICA:

7. PRINCIPI GENERALI:

Criterio di specialità

Articolo 15 codice penale.

“Quando più leggi penali o più disposizioni della medesima legge penale regolano la stessa materia,

la legge o la disposizione di legge speciale deroga alla legge o alla disposizione di legge generale,

salvo che sia altrimenti stabilito”

CRITERIO GERARCHICO, COMPETENZA, CRONOLOGICO

Ordine delle norme secondo

 CRITERIO GERARCHICO : si deduce dalla rigidità stessa della Costituzione;

- Fonti superprimarie: Costituzione, leggi costituzionali, e leggi di revisione costituzionale ( le ultime due

devono comunque rispettare i principi supremi contenuti nella Costituzione ( esempio la sentenza n1146

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del 1988 << La costituzione italiana contiene alcuni principi supremi che non possono essere sovvertiti o

modificati nel loro contenuto essenziale neppure da leggi di revisione costituzionale o da altre leggi

costituzionali.>>

- Fonti primarie: leggi statali, leggi regionali, atti con forza di leggi ( decreti leggi/legislativi), referendum

abrogativo, regolamenti parlamentari

- Fonti secondarie: regolamenti governativi, regolamenti regionali, referendum regionali, statuti e regolamenti

degli enti locali

- Consuetudini: hanno valore in quanto richiamate dalla legge art 8 delle preleggi; le consuetudini non hanno

tutte lo stesso rango

La fonte primaria in contrasto con la fonte superprimaria è Costituzionalmente illegittima e viene annullata dalla Corte

Costituzionale se portata al suo giudizio; La Costituzione essendo rigida non può essere modificata dalla legge se non

con procedimento aggravato previsto dall‟art. 138 della Costituzione e con i limiti dell‟a139;

La corte Costituzionale annulla una disposizione normativa se ritiene che sia affetta da: vizio di incompetenza, vizio

formale ( violazione delle disposizione che regolano il procedimento di formazione dell‟atto), vizio materiale ( violazione

dei precetti costituzionali; nel 95% dei casi) PRINCIPIO DI LEGALITA’

Il rapporto tra fonti primarie e fonti secondarie è disciplinato dal e può essere

disapplicata dl giudice ordinario o annullata dal giudice amministrativo; questo principio si trova affermato in due norme:

art 5, legge 20 marzo 1865 riguardanti Leggi sul contenzioso amministrativo << Le autorità giudiziarie applicheranno gli

atti amministrativi ed i regolamenti generali e locali in quanto siano conformi alle leggi.>> e dall‟art 4 disposizioni

preliminari del Cc << I regolamenti non possono contenere norme contrarie alle disposizioni delle leggi.>>

La legge prevale sul regolamento, illegittimo se ne viola il contenuto; ogni atto delle trovare nella legge il proprio

fondamento PRINCIPIO DELLA PREVIA LEGGE:

- legalità in senso formale: necessità di una base legale per il potere regolamentare, E‟ SEMPRE

RICHIESTO

- legalità in senso sostanziale: le legge che autorizza il regolamento deve anche dettare i principi che

quest‟ultimo è tenuto a rispettare, RICHIESTO QUANDO PREVISTA UNA RISERVA DI LEGGE 

Il principio di legalità va sempre inteso in senso sostanziale quando la Costituzione pone una riserva di legge relativa

RISERVA DI LEGGE

Si ha una riserva di legge quando la Costituzione prescrive che una certa

materia sia disciplinata dalla legge o da una fonte di livello pari alla legge,

con esclusione o limitazione d‟intervento delle fonti normative ad essa

subordinate (dunque, la materia non potrà essere disciplinata dai

regolamenti governativi).

La ratio della riserva di legge: è garanzia per i cittadini in quanto evita che le

decisioni su aspetti fondamentali siano adottate unicamente dall‟esecutivo.

( Si dice riserva di legge formale se ci si riferisce espressamente alla sola

legge approvata dal Parlamento)

Si dividono in:

 ASSOLUTE: dove la legge deve disciplinare interamente la materia

 RELATIVE: la legge può limitarsi a dettare i principi di base della

materia lasciando alle fonti subordinate le scelte ulteriori ( i

regolamenti devono però attenersi ai principi dettati dal legislatore)

Vengono inoltre divise in

 Semplici

 Rinforzate: per ragioni di contenuto o di procedura ( quando la

Costituzione oltre a riservare la disciplina di una certa materia di

legge obbliga il legislatore al rispetto di ulteriori vincoli di contenuto

o di procedimento; queste vincolano in modo più stringente l‟attività

legislativa 14

 CRITERIO DI COMPETENZA

: vale tra diverse fonti sullo stesso piano e va data la prevalenza a

quella cui è stata conferita la competenza a regolare la materia, se una fonte eccede nell‟ambito e disciplina

oggetti riservati ad altra fonte è illegittima in quanto viziata per incompetenza

Viene applicato:

1. Rapporti regolamenti parlamentari e leggi statali

2. Rapporti tra leggi statali e leggi regionali

3. Rapporti tra fonti statali e ordinamento dell’Unione Europea

 APPLICAZIONI:

1. Al fine di garantire autonomia, la Costituzione riserva a ciascuna Camera del Parlamento la disciplina relativa

all‟organizzazione interna e al funzionamento, cioè della disciplina del procedimento legislativo. La fonte

abilitata ad intervenire in materia è il REGOLAMENTO PARLAMENTARE approvato a maggioranza assoluta

dei componenti di ciascuna Camera ( I regolamenti parlamentari sono fonti primarie poste sullo stesso piano

gerarchico delle leggi ma sono i soli atti normativi che possono legittimamente regolare gli ambiti materiali

descritti) Il Parlamento in quanto espressione immediata della sovranità popolare è diretto partecipe di tale

sovranità ed i regolamenti, in quanto svolgimento diretto della Costituzione hanno una peculiarità e dimensione

che ne impedisce la sindacabilità. Il regolamento parlamentare è espressamente previsto dall‟articolo 64 come

fonte dotata di sfera di competenza riservata e distinta rispetto a quella della legge ordinaria, e nella quale,

pertanto, neppura questa è abilitata ad intervenire.

2. Lo stato deve fare una legge di principio e le leggi regionali devono regolare la materia in modo conforme alla

legge statale

- Competenza esclusiva statale,art 117,comma 2, materie che richiedono una disciplina uniforme su

tutto il territorio nazionale ( ordine pubblico, difesa, moneta,immigrazione, politica estera, ordinamento

civile e pena e giustizia amministrativa)

- Competenza concorrente, art 117,comma 3, allo Stato spettano i principi fondamentali, alle Regioni

spetta la disciplina di dettaglio (tutela salute, governo del territorio, sicurezza sul lavoro)

- Competenza regionale residuale, art 117 comma 4, le Regioni legiferano in via esclusiva sulle

materie non comprese negli elenchi di cui ai commi precedenti (agricoltura, camera del commercio,

turismo) nel progetto di riforma costituzionale di Renzi è previsto anche un ritorno alla legislazione

esclusiva dello Stato rispetto ad alcune materie che la riforma del 2001 aveva attribuito alla

competenza concorrente delle Regioni, verrebbe eliminata la categoria delle competenze concorrenti.

L‟eccesso di competenza tra Stato e Regioni, viene risolto facendo ricorso alla Corte Costituzionale

entro 60 giorni dalla pubblicazione dell‟atto normativo, per risolvere i vizi di legittimità costituzionale

della legge competente. ( Come avvenne nei confronti della Legge della Regione Calabria che istituiva

l‟Agenzia regionale per i bene confiscati alle organizzazioni criminali in Calabria, venne accolta come

incostituzionale in quanto l‟ambito di intervento è parzialmente sovrapponibile con le competenze

statati in materia di sicurezza e di amministrazione di beni sequestrati sentenza n 34 del 2012

3. Rapporto tra fonti interne e fonti europee: Vale il principio per cui nelle materie in cui l‟Unione europea è

competente e emana regolamenti comunitari o direttive dettagliate direttamente applicabili, il diritto comunitario viene

applicato direttamente e la fonte italiana si ritrae L‟Italia ha attribuito «potestà normativa agli organi della C.E.E., con la

corrispondente limitazione di quella propria degli organi costituzionali dei singoli Stati membri» in forza dell‟art. 11 Cost.

«Questo potere normativo compete agli organi della Comunità "per l'assolvimento dei loro compiti e alle condizioni

contemplate dal Trattato"; è stato così attuato da ciascuno degli Stati membri un parziale trasferimento agli organi

comunitari dell'esercizio della funzione legislativa, in base ad un preciso criterio di ripartizione di competenze per le

materie analiticamente indicate nelle parti seconda e terza del Trattato». Le disposizioni della CEE, le quali soddisfano i

requisiti dell'immediata applicabilità devono, al medesimo titolo, entrare e permanere in vigore nel territorio italiano,

senza che la sfera della loro efficacia possa essere intaccata dalla legge ordinaria dello Stato; per quello che riguarda le

norme non direttamente applicabili il giudice una volta appurato che la norma è in contrasto con l‟ordinamento interno

dovrà sollevare la questione di legittimità della Costituzione, lamentando la diretta violazione dell‟articolo 11 della stessa.

 CRITERIO CRONOLOGICO: In caso di antinomia tra fonti si deve preferire la fonte più recente

mentre quella precedente risulta abrogata

 ABROGAZIONE: “

delimitazione nel tempo dell‟efficacia di una norma, definita dall‟articolo 15 Le

leggi non sono abrogate che da leggi posteriori per dichiarazione espressa del legislatore o per incompatibilità

tra le nuove disposizioni e le precedenti o perché la nuova legge regola l‟intera materia già regolata dalla legge

anteriore.

Ne esistono di 3 tipologie

1. Abrogazione espressa: per dichiarazione espressa dal legislatore ( Esempio abrogazione della

sezione 2 del capo 2 del titolo 7 in materia di legittimazione dei figli naturai.

2. Abrogazione tacita: per incompatibilità tra le nuove disposizioni e le precedenti, è impossibile

quindi la contemporanea applicazione. 15

 a volte

“Abrogazione

tacita” e

“implicita” sono

termini utilizzati

talvolta in

maniera

interscambiabil

e 3. Abrogazione implicita: quando la nuova legge disciplina l‟intera materia già regolata dalla legge

precedente

L‟abrogazione è soggetto al PRINCIPIO DI IRRETROATTIVITA’ DELLA LEGGE:

Le leggi possono regolare solo i fatti accaduti dopo la loro entrata in vigore ha EFFICACIA PRO FUTURO

( non è sancito nella Costituzione ma in una fonte primaria) ; è necessario però che la retroattività trovi giustificazione

nell‟esigenza di tutelare principi, diritti, e beni di rilievo costituzionale.

Particolare tipo di leggi retroattive sono le LEGGI DI INTERPRETAZIONE AUTENTICA le quali sono conforme alla

Costituzione solo in caso di incertezza interpretativa, e si limitano ad assegnare alla disposizione interpretata un

significato riconducibile ad una delle possibili sue letture.

IRRETROATTIVITA‟ IN MATERIA PENALE: << Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata

in vigore prima del fatto commesso.>> La legge penale retroattiva in malam partem è considerata incostituzionale; è

concesso la retroattività nel caso in cui la legge penale abolisca una fattispecie di reato o introduca un trattamento

sanzionatorio più favorevole. Nessuno può essere punito per un fatto che secondo legge posteriore non costituisce

reato, salvo che sia stata pronunciata sentenza irrevocabile.

 In quanto non si può essere puniti in base ad una legge non più coincidente alle scelte politico-criminali del

legislatore.

Il principio per il quale si trova il fondamento costituzione è il principio di uguaglianza che impone di equiparare il

trattamento sanzionatorio dei medesimi fatti a prescindere dalla circostanza che essi siano stati commessi prima o dopo

l‟entrata in vigore della norma che ha disposto l‟abolitio criminis o la modifica mitigratice.

(articolo 25 Costituzione: Secondo comma, nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in

vigore prima del fatto commesso)

Le antinomie

 Si verificano quando vi è contraddizione tra regole giuridiche e le diverse disposizioni

Quando più norme sembrano regolare la stessa materia, senza che il contrasto normativo si possa risolvere con

l‟applicazione dei criteri di gerarchia, competenza, o cronologia.

Si risolve col CRITERIO DELLA SPECIALITA’: cioè con la ricerca dell‟elemento di specialità capace di differenziare la

fattispecie oggetto di ogni disciplina

La specialità è un criterio ermeneutico, che presuppone la contemporanea validità ed efficacia delle due norme e

comporta che la norma generale sia derogata da quella speciale

16

ANALISI DELLE SINGOLE FONTI DEL DIRITTO

La Costituzione: 

1. Fonte superprimaria << Legge fondamentale della Repubblica >>

approvata il 22 dicembre 1947 dall‟Assemblea Costituente e entrata in vigore l‟1 gennaio 1948. (pag

3,4). Formata da NORME PRECETTIVE (prescrivono comportamenti da tenere o da non tenere,

prescrivendolo o vietandolo) e da NORME PROGRAMMATICHE ( non sono direttamente applicabili ,

dai giudici ma sono indirizzate al legislatore, forniscono una sorta di programma, obbiettivo che

possono servire al giudice come guida per l‟interpretazione.

Essendo la Costituzione RIGIDA la modifica è possibile attraverso un procedimento di

REVISIONE COSTITUZIONALE:

ARTICOLO 138 COSTITUZIONE: << Le leggi di revisione della Cost. e le altre leggi Costituzionali

sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre

mesi e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda

votazione. Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro

pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o

cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata

dalla maggioranza dei voti validi. Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella

seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti». In

particolare nella prima deliberazione della Camera e del Senato è sufficiente la maggioranza semplice

(inferiore alla metà più uno dei votanti effettivi), nella seconda deliberazione almeno la maggioranza

assoluta ( metà più uno degli aventi diritto di voto, considerando anche la astensioni e le assenze).

Se la revisione è approvata con la maggioranza dei 2/3 la legge può entrare in vigore; se la revisione è

approvata con la sola maggioranza assoluta i soggeti indicati nell‟art 138 possono chiedere entro tre

mesi dalla pubblicazione della legge che si faccia luogo a referendum Il referendum solo eventuale

è un‟ulteriore garanzia posta dai Costituenti a tutela della Costituzione, serve infatti ad evitare che la

maggioranza possa modificare le norme della Costituzione o introdurre altre norme super primaerie se

anche solo una minoranza non è d‟accordo. Governo Renzi, in riferimento alla riforma : al termine

della procedura di approvazione da parte di entrambi i rami del Parlamento, il testo verrà posto a

referendum popolare per la ricerca del consenso popolare attorno alla modifica della Costituzione.

 limite della revisione costituzionale, articolo 139 Costituzione << La forma repubblicana non può

essere oggetto di revisione costituzionale.>> abbinato ovviamente all‟articolo 1 della Costituzione che

“Repubblica

parla di democratica”, con conseguenti il limite alle norme che connotano in termini

democratici il sistema ( libertà di espressione, d‟associazione, di riunione, principio di laicità e di diritto

di difesa ) , prende il nome di irrivedibilità costituzionale.

Ulteriore limite della revisione Costituzionale sono posti nella sentenza n 1146 del 1988

Le fonti primarie

2.  Leggi statali Sono leggi ordinarie, cioè atti normativi prodotta dalla deliberazione da

parte delle due Camere e promulgato dal Presidente della Repubblica (dall‟articolo 70 la

funzione legislativa appartiene collettivamente alle due Camere) ;

 fasi del procedimento legislativo :

- Iniziativa : articolo 71 << L‟iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun

membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale, il

popolo esercita l‟iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno 50000

elettori di un progetto redatto in articoli. >> Quindi possono presentare un progetto di legge

il governo, ciascun membro delle Camere (deputato o Senatore) o 50000 elettori, ma

anche ciascun Consiglio regionale (articolo 121) e la CNEL (consiglio nazionale

dell‟economia e del lavoro (articolo 99)

- Approvazione :il progetto di legge è assegnato alla commissione competente per

materia, che può agire in sede referente, deliberante o redigente con conseguente

differente ruolo della commissione e dell‟Assemblea. In sede referente ( o procedimento

ordinario) , articolo 72 comma 1 << Ogni disegno di legge, presentato ad una Camera è ,

secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una commissione e dalla camera

che l‟approva con votazione finale.>> è sempre adottata per disegni di legge in materia

costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa, di autorizzazione a

ratificare trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi ( articolo 72 comma

4). In sede deliberante ( articolo 72 comma 3) << Il regolamento può altresì stabilire in

quali casi e forma l‟esame e l‟approvazione dei disegni di legge sono deferiti a

commissioni, anche permanenti, composte in modo da rispecchiare la proporzione dei

gruppi parlamentari.>> «Anche in tali casi, fino al momento della sua approvazione

definitiva, il disegno di legge è rimesso alla Camera, se il Governo o un decimo dei

componenti della Camera o un quinto della commissione richiedono che sia discusso o

votato dalla Camera stessa oppure che sia sottoposto alla sua approvazione finale con

sole dichiarazioni di voto (…)». In sede redigente (articolo 36 comma 1 del regolamento del

Senato) «(…) Il Presidente può, dandone comunicazione al Senato, assegnare in sede

redigente alle Commissioni permanenti o a Commissioni speciali disegni di legge per la

deliberazione dei singoli articoli, riservata all'Assemblea la votazione finale con sole

17

dichiarazioni di voto» e articolo 96 del Regolamento della Camera: «L'Assemblea può

decidere, prima di passare all'esame degli articoli, di deferire alla competente Commissione

permanente o speciale la formulazione, entro un termine determinato, degli articoli di un

progetto di legge, riservando a sé medesima l'approvazione senza dichiarazioni di voto dei

singoli articoli nonché l'approvazione finale del progetto di legge con dichiarazioni di voto».

Nel caso in cui vi sia urgenza di approvazione di un progetto di legge il regolamento

stabilisce procedimento abbreviato ( articolo 72) .

- Promulgazione : Dopo l‟approvazione, entro un mese, la legge è promulgata dal

Presidente della Repubblica (articolo 73) , Dall‟articolo 74 il Presidente della Repubblica

prima di promulgare una legge può con messaggio motivato alle Camere chiedere una

nuova deliberazione, se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere

promulgata ( in quanto il potere legislativo spetta alla Camera, non al Presidente della

Repubblica). Il rinvio delle leggi è il potere simbolo della funzione presidenziale di controllo,

a garanzia della Costituzione.. Durante le due Presidenze Napolitano solo un rinvio nel

2010, ma furono a decine le promulgazioni motivate; Il presidente deve indicare la

motivazione di mancato rinvio, suggerimenti per la fase attuativa della legge e correzioni

alla legge.

- Pubblicazione: Le leggi sono pubblicate subito dopo la promulgazione ed entrano in

vigore il quindicesimo giorno successivo alla loro pubblicazione, Ratio Vacatio legis:

consentire ai cittadini, al fine di orientare i propri comportamenti, di venire a conoscenza del

contenuto della legge, prima che essa produca i suoi effetti.

 Leggi regionali

 Atti con forza di legge: “forza”

Atti che hanno la stessa efficacia, la stessa attiva e

passiva della legge, attiva concerne la capacità di abrogare, modificare o derogare a leggi

e ad atti equiparati, passiva concerne la capacità di resistere all‟abrogazione e al tentativo

di modifica o deroga proveniente da fonti secondarie. Il Parlamento interviene prima nel

caso del decreto legislativo, dopo nel caso del decreto legge con la legge di conversione

che deve essere approvata entro 60 giorni dall‟approvazione del decreto legge

- Decreto legge: atto normativo di origine provvisoria, avente forza di legge,

adottato in casi straordinari di necessità e urgenza dal Governo ( in quanto l‟iter di

formazione delle leggi non consentirebbe il raggiungimento nei tempi necessari per il

raggiungimento dell‟obbiettivo) , ai sensi dell’articolo 77 della Costituzione, Il Governo

deve il giorno stesso presentarli alla Camera che devono riunirsi entro cinque giorni; i

decreti perdono efficacia fin dall‟inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni

dalla loro pubblicazione. Deve essere approvato dai consigli dei Ministri e presentato per

l‟emanazione al Presidente della Repubblica poi passa alle Camere . E‟ un atto precario in

quanto resta in vigore per 60 giorni, entro i quali deve essere convertito in legge per

renderne stabili gli effetti, nel caso in cui vi è mancata conversione, il decreto legge decade

e perde efficacia retroattivamente. Il Governo non può, mediante decreto legge:

- conferire deleghe legislative ai sensi dell‟articolo 76 della Costituzione

- provvedere nelle materie indicate nell‟articolo 72 comma 4

-rinnovare le disposizioni di decreti legge dei quali sia stata negata la conversione in legge

con il voto delle due Camere

-regolare i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti

-ripristinare l‟efficacia di disposizioni dichiarate illegittime dalla Corte Costituzionale per vizi

non attinenti al procedimento

 i decreti legge devono contenere misure di immediata applicazione e il loro contenuto

deve essere specifico omogeneo e corrispondente al titolo. Il decreto legge è pubblicato

senza ulteriori adempimenti, nella Gazzetta Ufficiale, immediatamente dopo l‟emanazione e

deve contenere la clausola di presentazione al Parlamento per la conversione in legge (

articolo 15… le modifiche eventuali apportate in sede di conversione hanno efficacia dal

giorno successivo al quello della pubblicazione della legge di conversione

 APPROVAZIONE DEL DECRETO LEGISLATIVO IN ASSENZA DEI PRESUPPOSTI

GIUSTIFICATIVI: Il Presidente della Repubblica può rifiutarsi di emanarlo ; sia alla Camera

che al Senato è previsto un controllo sulla sussistenza dei presupposti all‟articolo 77; la

Corte costituzionale la legge di conversione non sana i vizi del d.l.

Esempio: CASO ENGLARO: Dall‟incidente stradale avvenuto nel 1992 Eluana Englaro

entrò in uno stato vegetativo per 17 anni, dopo che sopraggiunse la morte naturale per

l‟interruzione della nutrizione artificiale. Il padre chiese più volte l‟interruzione del

trattamento sanitario richiamando l‟articolo 32 nel quale si afferma che nessuno può essere

obbligato a un determinato trattamento sanitario. Il ricorso a decreto legge fu rifiutato in

quanto non è intervenuto nessun fatto nuovo che possa configurarsi come caso

straordinario di necessità ed urgenza, se non l‟impulso pur comprensibilmente suscitato

dalla pubblicità e drammaticità di un singolo caso.

 PUO‟ IL PARLAMENTO IN SEDE DI CONVERSIONE EMENDARE IL TESTO DEL DL

MODIFICANDONE IL CONTENUTO : sì ma con un limite : non può inserire nella legge di conversione

emendamenti del tutto estranei all‟oggetto e alle finalità del testo originario (uso improprio da parte del

Parlamento)

Esiste il fenomeno della REITERAZIONE DEL DECRETO LEGGE: L‟adozione di un dl che riproduca il

contenuto di un dl non convertito , se il nuovo dl è caratterizzato da presupposti nuovi viene preso in

18

considerazione se no annullato in quanto lede articolo 77. togliendo il carattere straordinario dei

requisiti di necessità ed urgenza e altera la natura provvisoria della decretazione d‟urgenza. Se questa

prassi viene diffusa e promulgata finisce per intaccare anche la certezza del diritto per l‟impossibilità di

prevere sia la durata nel tempo delle norme reiterate, che l‟esito finale del processo di conversione,.

Di recente sono appunto aumentati i controlli sui decreti legge ad opera della Corte Costituzionale.

Decreto legislativo:

- Deriva dal fenomeno della DELEGAZIONE LEGISLATIVA

la quale consiste nel trasferimento dalle Camere al Governo del potere legislativo, questo

si compone di due atti normativi: Legge di delegazione e decreto legislativo: Le camere

conferiscono la delega con legge, approvata con procedimento ordinario, il Governo

delibera un atto normativo che viene poi emanato dal presidente con la

denominazione di decreto legislativo. E‟ disciplinato dall‟articolo 76. La legge di

delegazione deve contenere i parametri dell‟esercizio della delega : a) oggetti definiti, b)

principi e criteri direttivi( servono a circoscrivere il campo della delega, e devono consentire

al potere delegato la possibilità di valutare le particolari situazioni giuridiche da

regolamentare) c) tempo limitato ( non è quindi perenne). Le legge delega può essere in

bianco quando è talmente ampia da essere priva di reali principi e criteri direttivi( benché la

Corte ha più volte sollecitato una maggiore precisione) è omnibus quando l‟oggetto è

plurimo ed eterogeneo. E‟ inoltre disciplinato dall‟articolo 14 della legge 400 del 1988. Il

controllo di costituzionalità riservato alla Corte riguarda le difformità della norma delegata

rispetto a quella delegante e non le scelte del legislatore che investono il merito della legge

delegata.

Referendum abrogativo:

- (referendum come strumento di democrazia diretta

in quanto nessuna istanza si intromette tra voto ed effetto giuridico che ne consegue) E’

indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione totale o parziale, di una

legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono 500mila elettori o

cinque consigli regionali. Non è ammesso referendum per le leggi tributarie e di bilancio,

di amnistia o di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali. Hanno diritto a

partecipare a referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei Deputati. La

proposta di legge è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi

diritto ( se è quindi raggiunto un quorum di partecipazione, il 50% +1 degli aventi diritto) e

se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. E‟ disciplinato dall‟articolo 75

della Costituzione e dalla legge n 352 del 1970.

Controllo di

– legittimità : ad opera della Corte di Cassazione ( firme autentiche e deliberazioni dei

Consigli Regionali avvenute in modo conforme alla legge)

-ammissibilità ad opera della Corte Costituzionale se riguarda le leggi indicate

nell‟articolo 75 (leggi costituzionali o leggi a contenuto costituzionalmente vincolato( legge

sull‟aborto) o leggi costituzionalmente obbligatorie, atipiche ,o rinforzate) ; non ammette

inoltre quando sono contenute una pluralità di domande eterogenee carenti di una matrice

unitaria

REFERENDUM TOTALE: intera legge

REFERENDUM PARZIALE: mira all‟abrogazione di parti di una legge o di un atto avente

forza di legge, parti aventi significati a sé stante e compiuto ; se si opera su parti di

disposizioni che non hanno significato autonomo si tratta di REFERENDUM ABROGATIVI

MANIPOLATIVI sono ammissibili se mirano ad espandere principi e regole comunque

già incorporati nella legislazione vigente; sono inammissibili i referendum che abrogando

frammenti di disposizioni finiscono per introdurre norme del tutto estranee alla disciplina

precedente, in quanto come obbiettivo si ha creazione di un vero e proprio diritto.

 Regolamenti parlamentari

3. Le fonti secondarie:

- Regolamenti governativi

Fanno parte della più ampia categoria dei «regolamenti amministrativi» e sono fonti sublegislative,

ovverosia di rango secondario rispetto alla legge, nella quale devono trovare il proprio fondamento

(principio di legalità). Procedimento disciplinato dall‟articolo 17, legge 400 del 1988 << Con decreto del

Presidente della Repubblica, previa liberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il parere del consiglio di

Stato che deve pronunziarsi entro 90 giorni dalla richiesta, possono essere emanati regolamenti per

disciplinare: a) esecuzione delle leggi e dei decreti legista

b) l‟attuazione e l‟integrazione delle legge e dei decreti legislativi recanti norme di principio,

esclusi quelli relativi a materie riservate alla competenza regionale

c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di leggi o di atti aventi forza di legge, sempre

che non si tratti di materie comunque riservate alla legge

d) l‟organizzazione ed il funzionamento delle amministrazioni pubbliche secondo le

disposizioni dettate dalla legge>>.

19

Quindi i regolamenti governativi sono deliberati dal Consiglio dei Ministri su proposta di uno o più Ministri,

dopo aver sentito il parere, obbligatorio ma non vincolante del Consiglio di Stato e poi emanati con decreto del

Presidente della Repubblica.

Esistono diversi tipi di Regolamenti Governativi:

- Di esecuzione

- Di attuazione e integrazione

- Cd indipendenti (in assenza di leggi)

- Di Organizzazione

- Cd. Delegati o di delegificazione

 L’entrata in vigore di un Regolamento comporta l’abrogazione delle disposizioni legislative che

regolavano precedentemente la materia

- Statuti regionali: Disciplinati dall’articolo 123 della Costituzione, Ciascuna Regione ha uno

Statuto che determina la forma di governo e i principi fondamentali di organizzazione e funzionamento,

regola l‟esercizio del diritto di iniziativa e del referendum su leggi e provvedimenti amministrativi della

Regione e la pubblicazione delle leggi e dei regolamenti regionali Lo statuto è approvato e modificato dal

Consiglio regionale a maggioranza assoluta, con due deliberazioni successive adottate ad intervallo non

minore di due mesi; non è richiesta l‟apposizione del visto da parte del Commissario del Governo.

Il Governo della Repubblica può promuovere la questione di legittimità costituzionale entro 30 giorni dalla

loro pubblicazione. E‟ sottoposto a referendum popolare qualora entro tre mesi dalla sua pubblicazione ne

faccia richiesta 1/50 degli elettori e 1/5 dei componenti del Consiglio regionale. Disciplina il Consiglio delle

autonomie locali, quale organo di consultazione tra Regioni e enti locali.

Esistono anche Statuti Speciali adottati con legge costituzionale, disciplinati dall‟articolo 116, << Il Friuli

Venezia Giulia, la Sardegna, la Sicilia, il Trentino Alto adige e la Valle d‟Aosta dispongono di forme

particolari di autonomia, secondo i rispettivi statuti speciali adottati con legge costituzionale>>.

- Leggi regionali articolo 117, disciplina il riparto di competenze tra Stato e Regioni, viene

individuato nel Presidente della Regione l‟organo competente alla promulgazione, e lo Statuto disciplina

l‟iniziativa e la pubblicazione della legge. L‟articolo nel disporre che la potestà legislativa è esercitata dallo

Stato e dalle Regioni, equipara nel valore la legge statale e quella regionale. (vd criterio di competenza)

- Regolamenti regionali da articolo 117 comma 6, La potestà regolamentare spetta allo Stato

nelle materie di legislazione esclusiva, salva delega alle Regioni, la potestà regolamentare spetta alle

Regioni in ogni altra materia.

 fonti enti locali: articolo 114 comma 2, << I comuni, le Provincie, le Città metropolitane e le Regioni, sono enti

autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione>>. E articolo 117 comma 6, << I

Comuni, le Province, e le Città metropolitane hanno potestà regolamentare in ordine alla disciplina dell‟organizzazione e

dello svolgimento delle funzioni loro attribuite.

4. Consuetudini: Si compone di un elemento oggettivo (usus) e di un elemento soggettivo ( opinio iuris seu

necessitatis); una costante e uniforme ripetizione nel tempo di un dato comportamento, accompagnata dalla

convinzione che quel comportamento sia giuridicamente dovuto genera una consuetudine. Il singolo inoltre

tiene quel dato comportamento perché è consapevole che la collettività lo pretende come giuridicamente

dovuto. Nelle materie regolate da fonti-atto la consuetudine è efficace solo se espressamente richiamata. E‟

prevista nell‟articolo 8 e 9 delle preleggi

.

Le fonti internazionali, e dell’Unione europea 

- Norme del diritto internazionale, generalmente riconosciute Consuetudini internazionali

Sono poste in essere dal comportamento ripetuto e costante degli Stati, accompagnato dall‟opinio iuris seu

necessitatis , e vincolano tutti i membri della Comunità internazionale, i quale le recepiscono secondo l‟articolo

10 della Costituzione << L‟ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale

generalmente riconosciute>>. ; hanno quindi EFFICACIA DI RANGO COSTITUZIONALE

- Diritto internazionale Pattizio Trattati , tramite negoziazione tra Stati e la firma dei rappresentati di

questi, i quali sono vincolati in quanto hanno ratificato il Trattato. Questo deve essere ratificato dal

Presidente della Repubblica ed ordine di esecuzione da parte dello Stato. (eccetto le materie indicate

nell‟articolo 80 che prevedono che sia la legge ad autorizzare la ratifica; natura politica, prevedono arbitrati

o regolamenti giudiziari , o importano variazioni del territorio od oneri alle finanze, o modificazioni di leggi)

 il trattato assume lo stesso rango della fonte interna che ne dà esecuzione, ma la potestà legislativa

permane comunque in mano allo Stato e alle Regioni

DIRITTO DELL’UNIONE EUROPEA:

L‟Italia ha aderito all‟Unione europea stipulando dei Trattati internazionali; Primato del diritto Ue che si deve

ad una cessione di sovranità da parte dell‟Italia in quanto (dall‟articolo 117 ) la potestà legislativa è

esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti

dall‟ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali, col limite che non è consentita deroga ai

principi fondamentali della Costituzione contro limiti:

Recentissimamente la teoria dei contro limiti ha trovato applicazione in relazione alle consuetudini

internazionali, in particolare ad una consuetudine che si poneva in contrasto con l‟articolo 24 (diritto di

difesa è inviolabile in ogni stato e grado di procedimento), dove nella sentenza n 238 del 2014 dove il

Tribunale di Firenze si solleva contro la norma consuetudinaria di diritto internazionale sull‟immunità degli

Stati alla giurisdizione civile degli altri Stati, la quale norma imporrebbe di sottrarre dal controllo

giurisdizionale nazione gli atti compiuti dalla Repubblica federale di Germania durante la seconda guerra

20

mondiale, e definibile quali crimini di guerra, il giudice ritiene che tale norma consuetudinaria integri una

violazione all‟articolo 2 e 24 La questione nasceva dalla posizione della Corte di Cassazione italiana,

inaugurato con la sentenza Ferrini del 2004[2], che negava alla Germania il beneficio dell'immunità

giurisdizionale, riconoscendo come prevalente il diritto delle vittime a ottenere il risarcimento del danno

subito a causa dei crimini nazisti. la norma non entrò nell‟ordinamento italiano.

Fonti del diritto Ue, primarie ( trattati istitutivi: Tue e Tfue) e derivate che si dividono in non vincolanti e

quindi sono raccomandazioni e pareri e vincolanti : ( Regolamenti, carattere obbligatorio e direttamente

applicabile, Direttive, vincolano lo Stato al raggiungimento di un risultato, Decisioni si riferiscono a

destinatari specifici e hanno carattere obbligatorio. L‟Ue ha competenza riservata nelle materie previste.

Se la legge interna è incompatibile con fonte ue direttamente applicabile disapplicata dal giudice, se

incompatibile con fonte non avente effetto diretto il giudice solleva la questione di legittimità costituzionale.

Il Parlamento

5.

Modelli di Parlamento:  MONOCAMERALI (Portogallo e Svezia)

 

BICAMERALI: -PERFETTO: Le due Camere svolgono le medesime funzione solo ITA

-IMPERFETTO: Le due Camere hanno compiti differenti,

La seconda funzione diversa nasce per la volontà di dare rappresentanza a

- ceti sociali ( UK)

- enti territoriali ( DE, A, USA)

- interessi o categorie produttive o industriali ( SLO, IRLANDA)

 La maggior parte dei Parlamenti ha dunque di solito una struttura bicamerale imperfetta, per composizione e per

funzione

Il Parlamento Italiano

I membri del Parlamento sono eletti a suffragio universale e diretto (articolo 56 comma 1 e 58 comma 1) e

ciascun parlamentare rappresenta la Nazione (articolo 67).

si tratta di un

BICAMERALISMO PERFETTO O PARITARIO dove le differenze in ordine all‟elezione e alla composizione, che pure

esistono, non sono in grado di dare vita ad organi portatori di interessi diversi

CAMERA DEI DEPUTATI e SENATO DELLA REPUBBLICA

Il Parlamento si compone di , da articolo 55,

▪ La Camera è composta da 630 deputati; il Senato da 315 senatori (integrato da membri non elettivi quali i

senatori a vita, articolo 59; inoltre è eletto a base regionale articolo 57)

▪ Svolgono le stesse funzione: collettivamente la funzione legislativa (art 70) ; il Governo deve avere la fiducia di

entrambe le Camere (articolo 94)

▪ Per quanto riguarda la durata delle Camere, originariamente era diversa, 5 anni la Camera, 6 anni il Senato, poi

dal 1963 entrambe 5 anni; la durata delle Camere o di una di esse può essere abbreviata in caso di

scioglimento anticipato articolo 88 << Il Presidente della Repubblica, può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere

le Camere o anche una sola di esse. Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato,

salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura>>. Sino all‟insediamento

delle nuove Camere, le precedenti si vedono prorogati i propri poteri principio di continuità, nel fenomeno

della PROROGATIO( articolo 61) , diversa da PROROGA che è il prolungamento della durata della legislatura

disposta per legge e soltanto in caso di guerra ( da articolo 60)

▪ ↓

Con l’approvazione della riforma costituzionale:

Solo la Camera sarà eletta a suffragio diretto dai cittadini, per quanto riguarda il Senato questo sarà eletto dai Consigli

regionali, in conformità alle scelte espresse dagli elettori;

solo la Camera rappresenterà la Nazione, mentre il Senato sarà espressione delle autonomie locali;

Inoltre il Senato sarà composto da 95 senatori rappresentativi delle istituzioni territoriali, e 5 senatori di nomina

presidenziale ( che rimangono in carica per 7 anni) ;

inoltre i consigli regionali e le province autonome di Trento e Bolzano eleggeranno, con metodo proporzionale ed in

conformità alle scelte espresse dagli elettori, i senatori tra i propri componenti, e nella misura di uno per ciascuno tra i

sindaci dei comuni dei rispettivi territori.

Il vincolo fiduciario monocamerale: la fiducia al Governo sarà accordata o revocata solo dalla Camera.

Solo la Camera eserciterà la funzione di indirizzo politico, la funzione legislativa e quella di controllo dell‟operato del

Governo. per alcune importanti materie (riguardanti la Costituzione, minoranze linguistiche o in materia elettorale) la

funzione legislativa sarà esercitata collettivamente dalle due Camere; Il Senato potrà decidere su richiesta di un terzo dei

senatori ed entro un termine di 10 o di 15 giorni di proporre modifiche sulla legge approvata dalla Camera, quest‟ultima

però potrà decidere se accogliere o ignorare le modifiche proposte. Solo la Camera sarà competente in

deliberazione di stato di guerra, amnistia ed indulto, trattati internazionali.

La durata della Camera dei deputati coinciderà con quella della magistratura, mentre il Senato diventerà camera

permanente ( quindi proroga e prorogatio interesserà solo la Camera dei deputati) si rinnoverà solo periodicamente e

parzialmente. 21

PARLAMENTO IN SEDUTA COMUNE (articolo 55) il Parlamento si riunisce in seduta comune dei membri delle due

Camere ( tutti i deputati e tutti senatori ; collegio imperfetto in quanto per specifiche funzioni) nei soli casi stabiliti dalla

Costituzione ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA (articolo 83)

ELEZIONE DEI CINQUE GIUDICI COSTITUZIONALI (articolo 135)

ELEZIONE DI DEI COMPONENTI ELETTIVI DEL CMS (consiglio superiore della magistratura)art104

1/3

MESSA IN STATO DI ACCUSA PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ( in caso di alto

tradimento o attentato alla Costituzione secondo articolo 90)

VOTAZIONE DELL‟ELENCO DEI CITTADINI TRA CUI SORTEGGIARE MEMBRI AGGREGATI DELLA

CORTE COSTITUZIONALE NEI GIUDIZI DI ACCUSA CONTRO IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Autonomia delle Camere

 articolo 64 << Ciascuna camera adotta il proprio regolamento a maggioranza assoluta dei suoi componenti>>.

Ai Regolamenti parlamentari è affidata la disciplina del funzionamento e dell‟organizzazione interna,nonché di gran parte

della disciplina del procedimento legislativo (articolo 72) :

- Stabilisce i procedimenti abbreviati per i disegni di legge dei quali è dichiarata l‟urgenza

- Può stabilire in quali casi e forme l‟esame e l‟approvazione dei disegni di legge sono deferiti a commissioni, in

modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari

- Determina le forme di pubblicità dei lavori delle commissione

 la Corte Costituzionale ha escluso che i regolamenti parlamentari possano costituire oggetto di una questione di

legittimità costituzionale alla pari di leggi e atti aventi forza di legge

AUTODICHIA: esistenza di un foro interno per le controversie con i propri dipendenti, nonché con i terzi che a vario titolo

venissero in contatto con le Camera

VERIFICA DEI POTERI: giurisdizione esclusiva delle Camere in ordine ai << titoli di ammissione dei suoi componenti e

della cause sopraggiunte di ineleggibilità e incompatibilità>>.

Sono le Camere a decidere chi ammettere all‟interno delle sedi parlamentari (immunità della sede) e inoltre la Camera

gestisce le risorse, riservate agli organi interni ai quali viene sottratto il controllo (Autonomia contabile). Quest‟ultima

corrisponde a una vera e propria consuetudine costituzionale, ricostruibile attraverso l‟analisi delle prassi e delle

convenzioni risalenti al diritto non scritto del periodo statutario.

Gli organi interni delle Camere

1. Presidenti delle Assemblee: Avviene tramite l‟elezione con maggioranze qualificate al fine di

garantire l‟imparzialità della carica; Hanno diverse funzioni:

- Previste dalla Costituzione: - Il presidente della Camera presiede il Parlamento in seduta comune

- Il presidente del Senato supplisce il pdr nell‟ipotesi di impedimento

- Devono essere entrambi sentiti dal pdr prima di sciogliere

anticipatamente le camere

Con la riforma costituzionale le funzioni di supplenza della Repubblica spetteranno al presidente della

Camera del deputati, non più a quella del Senato; inoltre il pdr sentito il suo presidente potrà sciogliere la

sola Camera dei deputati.

- Previste dai Regolamenti : I Presidente delle Camere, tra le altre funzioni, rappresentano la propria

camera, assicurano il buon andamento dei lavori, fanno osservare il regolamento, dirigono e

moderano la discussione, mantengono l‟ordine, stabiliscono l‟ordine delle votazioni ; inoltre

nell‟esercizio di funzione e amministrazione dell‟Assemblea il Presidente è coadiuvato dall‟ Ufficio di

Presidenza composto da quattro vice presidenti, tre Questori e da un numero variabile di segretari .

2. Gruppi Parlamentari: Costituiscono la proiezione dei partiti politici in Parlamento. Ogni parlamentare

una volta eletto deve dichiarare a quale gruppo intende appartenere; per costituire un gruppo serve un numero

minimo di parlamentari (20 alla Camera e 10 al Senato) può essere autorizzata la formazione di gruppi in

numero inferiore solo se il gruppo sia proiezione di un partito organizzato nel Paese.

3. Commissioni Parlamentari: Sono organi delle camere composte da Deputati e da Senatori, in modo

tale da rispecchiare la proporzione dei gruppi presenti in Assemblea (regola imposta dalla Costituzione per le

Commissioni in sede legislativa e per le Commissioni di inchiesta, tuttavia i Regolamenti parlamentari hanno

esteso la regola anche agli altri casi.

Ne esistono di diverse tipologie a seconda della durata:

- Commissioni Parlamentari permanenti, le quali sono previste dai regolamenti parlamentari che ne

fissano il numero e le competenze per materia

Restano in carica per tutta la legislatura

Hanno un ruolo fondamentale nel procedimento legislativo, come il compito di esaminare i disegni di

legge solo in una fase preliminare ( Commissioni in sede referente), ma possono anche approvare i

disegni di legge (Commissioni in sede deliberante) ad operare in sede redigente (vd procedimento

legislativo), possono inoltre acquisire informazioni, sia mediante AUDIZIONI sia mediante INDAGINI

CONOSCITIVE (nell‟ultima non si può esercitare alcun sindacato di tipo politico)

22

- Commissioni Parlamentari temporanee: sono istituite con delibera delle Camere e restano in carica

per il periodo necessario ad assolvere i compiti che vengono loro assegnati ( esempio

le Commissioni parlamentari di inchiesta le quali avvengono su materie di pubblico interesse;

formata in modo da rispecchiare la proporzione dei vari gruppi; procede alle indagini e agli esami con

gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell‟Autorità giudiziaria ( la finalità e l‟esito delle due attività sono

però differenti, in quanto l‟autorità giudiziaria accerta responsabilità giuridiche individuali, mentre la

commissione accerta fatti dai quali potrebbero desumersi responsabilità politiche), queste possono

essere sia monocamerali che bicamerali, le quali devono essere previste dalla legge; hanno come

obbiettivo acquisire informazioni, suggerire interventi alle Camere, evidenziare eventuali

responsabilità, la loro attività si conclude con una relazione. profili problematici in relazione

all‟interferenza tra attività giurisdizionale e della Commissione che si risolve con Principio dei rapporti

improntati a leale collaborazione per fini di giustizia , e apposizione del segreto funzionale

A seconda della composizione:

- Commissioni Parlamentari monocamerali: Sono composte solo da Parlamentari di una Camera, ossia

sono composte solo da Deputati o da Senatori ( commissioni permanenti)

- Commissioni parlamentari bicamerali: Sono composte da parlamentari di ambo le Camere, ( es la

Commissione per l‟indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi)

4. Giunte Parlamentari: Sono nominate dal Presidente di Assemblea e devono rispettare la proporzione

dei gruppi,; hanno compiti attinenti all‟organizzazione delle Camere e non hanno un ruolo di indirizzo politico

Nella Camera abbiamo : giunta per il regolamento, giunta per le elezioni, giunta per le autorizzazioni;

nel senato abbiamo: giunta per il regolamento, giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari

Le funzioni delle Camere

Funzione legislativa:

1. La legge oltre a essere frutto di scelte di indirizzo politico può anche

costituire una forma di esercizio della funzione di controllo nei confronti del Governo.(esempio legge di

autorizzazione alla ratifica di trattati internazionali)

Funzione di indirizzo politico

2. (nei confronti del Governo) ( per indirizzo politico si intende il

perseguimento di interessi generali secondo scelte effettuate in base ad una linea politica, questo è

predisposto e realizzato in collaborazione fra Governo e Parlamento). Gli atti con cui si esplica la

funzione di indirizzo politico sono: - fiducia

- Mozione mira a far assumere al Governo un determinato

comportamento, vincolandolo, solitamente apre un dibattito ,

presentata da un numero minimo di deputati o senatori

- Risoluzione: simile alla mozione, può essere proposta dal singolo

parlamentare, solitamente chiude un dibattito

- Ordine del giorno o indirizzo: solitamente approvato nell‟ambito

del procedimento legislativo (ma anche in riferimento a mozione e

risoluzione) vincola il Governo ( è diverso dall‟ordine del giorno

come atto di programmazione dei lavori)

Funzione di controllo

3. (nei confronti del Governo) Il Parlamento ha un potere di controllo sul

Governo, al fine di verificarne l‟operato e conoscerne gli intendimenti. Il controllo può rappresentare

anche il presupposto per l‟emersione delle responsabilità politiche del Governo.

Gli atti con cui si esercita la funzione di controllo sono:

o Interrogazione: richiesta di informazioni al Governo su fatto specifico

o Interpellanze: richiesta al Governo di dare spiegazione del proprio comportamento rispetto a

determinati fatti, o di dare conto di posizioni che intende assumere in futuro

Entrambe possono essere scritte o orali

 le commissioni di inchiesta

Con l‟approvazione della riforma costituzionale solo la Camera dei deputati potrà disporre inchieste su materie di

pubblico interesse. Il Senato invece potrà disporre inchieste su materie sempre di pubblico interesse, ma concernenti le

autonomie territoriali

FUNZIONI ULTERIORI

- di ciascuna Camera, l‟approvazione delle leggi di amnistia e indulto

- del parlamento in seduta Comune : deliberazione dello stato di guerra; funzioni elettive, funzioni latu sensu

giurisdizionali

 con la riforma l‟approvazione delle leggi di amnistia ed indulto e di deliberazione dello stato di guerra spetteranno alla

sola Camera dei deputati

Lo status del parlamentare 23

Si acquista al momento della proclamazione degli eletti, dove l‟elezione deve essere convalidata dalla Camera di

appartenenza ( articolo 66 ciascuna camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause

sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità ) previo articolo 65: << La legge determina i casi di ineleggibilità e di

incompatibilità con l’ufficio di deputato o di senatore>>.

 con l‟approvazione della riforma costituzionale all‟articolo 66 sarà aggiunto che:

«Il Senato della Repubblica prende atto della cessazione dalla carica elettiva regionale o locale e della conseguente

decadenza da senatore».

Cause di : - INELEGGIBILITA:‟ poste a tutela della libertà di voto e della parità tra candidati nella competizione

elettorale, non possono essere eletti PREFETTI, CAPI DI POLIZIA, MAGISTRATI (ineleggibilità

sopravvenuta…?)

-INCOMPATIBILITA’: Mirano a garantire il regolare svolgimento della funzione parlamentare, evitando

conflitti di interesse, l‟elezione in questo caso è valida ma il parlamentare deve optare per un delle due

cariche in conflitto entro un termine; gli interessati sono GIUDICI COSTITUZIONALI, CONSIGLIERE

REGIONALE, PARLAMENTARE EUROPEO, CARICHE IN AUTORITA‟ DI GARANZIA

- INCANDIDABILITA’: gli impediscono di partecipare alla competizione elettorale, gli viene preclusa in

assoluto la possibilità di esercitare il diritto di elettorato passivo : COLUI CHE HA RIPORTATO CONDANNE

DEFINITIVE A PENE SUPERIORE A 2 ANNI DI RECLUSIONE ( per associazione a delinquere,

associazione mafiosa, corruzione, abuso d‟ufficio ecc..)

 Ineleggibilità. Incompatibilità. Incandidabilità vanno interpretate in senso stretto in quanto limitanti l‟elettorato passivo

garantito dall‟articolo 51 dove vengono indicati che tutti i cittadini possono accedere alle cariche elettive in condizioni di

eguaglianza

Lo status di parlamentare lo si perde per:

- MANCATA CONVALIDA (se per esempio viene accertata una casa di ineleggibilità)

- A seguito della dichiarazione di DECADENZA del parlamentare ( in caso di incandidabilità o incompatibilità)

Con l‟approvazione della riforma costituzionale nel caso dei senatori la decadenza naturale dello status avverrà per

cessazione dalla carica elettiva regionale o locale

Lo status del parlamentare è costituito da una serie di prerogative e facoltà che la Costituzione riconosce a

ciascun deputato e senatore, come garanzie connesse alla funzione parlamentare, miranti ad assicurare

l’autonomia del Parlamento, rappresentando la Nazione, senza vincolo di mandato.

 devono curare l‟interesse generale svolgendo la loro funzione senza essere vincolati ad istruzioni provenienti dagli

elettori, non dovendo curare gli interessi dei collegi o di altri interessi particolaristici. Col divieto del vincolo del

mandato,cioè che il parlamentare è libero di votare secondo gli indirizzi del suo partito ma anche libero di sottrarsene

Nella riforma costituzionale permane il divieto di vincolo di mandato ma verrebbe tolto il riferimento per cui ogni

parlamentare rappresenta la Nazione.

Le immunità parlamentari :

- INSINDACABILITA’: Dall‟articolo 68 i membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle

opinioni espresse e dei voti dati nell‟esercizio delle loro funzioni al fine di garantire al massimo livello di

espressione possibile la libertà del dibattito parlamentare; è una garanzia dell‟assemblea e il parlamentare non

più rinunciarvi; perdura anche dopo il termine del mandato ed opera in qualsiasi sede:

civile,penale,amministrativa; per le opinioni espresse al di fuori dello svolgimento dell‟attività politica e anche al

di fuori della sede parlamentare, la prerogativa opera a patto che vi sia un collegamento tra la dichiarazione ed

un precedente atto inerente all‟esercizio della funzione parlamentare, con una sostanziale corrispondenza di

contenuto per poter essere dichiarato insindacabile.

- INVIOLABILITA’ << Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento

può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della

libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di

condanna, ovvero sia colto nell‟atto di commettere un delitto per il quale è previsto l‟arresto obbligatorio in

flagranza, analoga autorizzazione è richiesta per sottoporli a intercettazione in qualsiasi forma, di conversazioni

o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza ( sia in riferimento alle responsabilità parlamentari e non)>>.

La garanzia è limitata alla durata del mandato (garanzia di natura processuale) per garantire il corretto

svolgimento della funzione parlamentare.

Prima del 1993 la Costituzione chiedeva l‟autorizzazione anche per sottoporre il parlamentare a procedimento

penale.

L‟indennità parlamentare: articolo 69 << Al parlamentare spetta un‟indennità stabilita dalla legge>>. Prevista per

consentire a tutti , indipendentemente dalle proprie capacità economiche, di accedere alla carica elettiva, nonché di

svolgere la funzione in modo indipendente e senza condizionamenti esterni

 con la riforma costituzionale i senatori non potranno più goderne, beneficiando del solo stipendio percepito in ragione

della posizione ricoperta all‟interno dell‟istituzione territoriale in cui sono stati eletti.

Riforma del Governo Renzi 24

Diritto Costituzionale 2

a) IL GOVERNO

Il procedimento di formazione del Governo

La Costituzione detta poche e scarne regole sul procedimento di formazione del Governo,

lasciando la disciplina agli usi, alle convenzioni e alle consuetudini costituzionali.

Gli articoli 92,93,94 della Costituzione disciplinano la formazione del Governo:

1. Il PdR nomina il PdC e su proposta di questo i Ministri

2. I PdC e i Ministri devono prestare giuramento nelle mani del PdR

3. entro 10 giorni dalla sua formazione il Governo deve ottenere la fiducia di entrambe le Camere

4. ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello

nominale (nominale in quanto deve essere chiaro chi prende la responsabilità di far cadere il

Governo; è ammissibile anche nei confronti di un singolo ministro, cosa non prevista dalla

’96,

Costituzione ma da sentenza n7 del dal caso Mancuso) ; la mozione di sfiducia deve essere

firmata da almeno 1/10 dei componenti della Camera, e non può essere messa in discussione

prima di 3 giorni dalla sua presentazione

—> processo indiretto poiché mediato dalla fiducia parlamentare

Con la riforma per Camere si intenderà solo quella dei Deputati.

—> Sentenza n 7 del 1996 :

Filippo Mancuso, nella qualità di Ministro di Grazia e Giustizia - Guardasigilli pro-tempore,

dell’approvazione

a seguito da parte del Senato di una mozione di sfiducia individuale,

proponeva dinanzi alla Corte costituzionale due ricorsi per conflitto di attribuzione tra poteri

dello Stato nei confronti:

1. Senato della Repubblica, in relazione alla mozione presentata il 4 luglio 1995, con la

quale il Senato stesso "esprimeva sfiducia" nei suoi confronti, "ai sensi dell'art. 95 della

Costituzione, quale responsabile individuale degli atti del proprio dicastero".

2. Presidente del Consiglio dei ministri e del Presidente della Repubblica in relazione agli

atti con i quali egli stesso veniva sostituito al Ministero di Grazia e Giustizia.

—> Argomenti a sostegno della tesi relativa all’ammissibilità della mozione di sfiducia individuale:

Dedotti da:

- articolo 95, comma 2 (responsabilità individuale dei singoli ministri per gli atti dei loro

dicasteri);

- articolo 89, comma 1: «Nessun atto del Presidente della Repubblica è valido se non è

controfirmato dai ministri proponenti, che ne assumono la responsabilità».

all’ammissibilità

—> Argomenti a sostegno della tesi contraria della mozione di sfiducia

individuale:

Dedotti da:

- articolo 92: «Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei

Ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei Ministri».

- articolo 94 (la fiducia è accordata o revocata al «Governo»).

1. La corte ammette la legittimazione del Ministro di grazia e giustizia a sollevare conflitto di

attribuzione

2. Inoltre afferma che spetta al Senato approvare la mozione di sfiducia nei confronti del Ministro

l’istituto

Mancuso e ammette della mozione di sfiducia individuale

—> Il Governo si intende sfiduciato se viene a mancare il sostegno di anche una sola delle due

Camere

Inoltre il voto contrario di una o entrambe le Camere su proposta del Governo non produce gli

l’obbligo l’apertura

effetti della sfiducia, la quale comporterebbe delle sue dimissioni e determina di

una Crisi di Governo.

La questione di fiducia non può esser posta su

• proposte di inchiesta parlamentari 25

• modificazioni del regolamento

• interpretazioni del regolamento

• autorizzazioni a procedere

• verifica delle elezioni

• nomine

• fatti personali

• sanzioni disciplinari

• condizioni di funzionamento interno della Camera

• argomento da votarsi per alzata di mano o a scrutino segreto

• condizioni di funzionamento del Senato

Governo dimissionario il PdR:

1. svolge le consultazioni

2. eventualmente conferisce il mandato esplorativo ( compito di svolgere ulteriori consultazione

(di solito al Presidente di Camera o Senato)

3. eventualmente conferisce il pre incarico (compito di svolgere ulteriori consultazioni

l’incarico,

alla persona cui affiderà che accetta con riserva)

l’incarico

4. conferisce di formare il Governo

—> Le consultazioni

Il PdR incontra i Presidenti dei gruppi parlamentari, i segretari dei partiti, i presidenti delle Camere,

gli ex PdR e ogni altra personalità ritenga utile interpellare

• Prima del 1993: le alleanze tra partiti si ricercavano dopo le elezioni e al Capo dello Stato

un’intensa

occorreva svolgere attività per riuscire ad individuare la persona capace di ottenere la

fiducia delle Camere

• l’individuazione

Dopo il 1993: le coalizioni si formano prima delle elezioni, e da parte del PdR del

—>

Presidente del Consiglio è solitamente immediato consultazione di norma più breve

—> ciò non significa che il pdCdM sia eletto direttamente dagli elettori, anche se pur

indirettamente lo scelgono

’93

Dal le consultazioni sono tornate ad essere lunghe e complesse

dell’incarico

Il Conferimento

L’incarico “riserva”.

viene conferito oralmente e solitamente accettato con La riserva è sciolta

positivamente se si viene a formare la ragionevole aspettativa di riuscire a ricevere la fiducia del

Parlamento; una volta sciolta positivamente la riserva il PdR procede a nominare con decreto il

PdC e i Ministri da lui proposti

Le spontanee dimissioni del Governo

Raramente le crisi di governo hanno trovato formalizzazione in un voto parlamentare (voto

su mozione di sfiducia o voto contrario ad un atto su cui è stata posta questione di fiducia)

Nel caso di CRISI EXTRAPARLAMENTARI:

Il Governo si dimette volontariamente, constatando di venire meno, di fatto, del sostegno politico

della propria maggioranza. l’impedimento

Mentre le dimissioni del PdCM (così come la sua morte o permanente)

l’apertura

causano di una crisi di governo, il venir meno di uno o più Ministri dà luogo di

norma solo ad un rimpasto.

—> la risoluzione delle crisi di Governo in corso di legislatura:

- ’93

Prima del i risultati delle elezioni non consentivano di desumere indicazioni chiare

relativamente ad una personalità capace di guidare un Governo (sciogliere le Camere non

consentiva la soluzione alla crisi) 26

- ’93 l’individuazione

Dopo il col passaggio al sistema maggioritario, essendo consentita di un

leader di governo, i PdR hanno sempre ritenuto esser necessario verificare se il Parlamento era

in grado di esprimere una maggioranza, considerando lo scioglimento delle Camere e le nuove

elezioni quale estrema ratio.

RISOLUZIONE CRISI DI GOVERNO

Sintesi

1. Formazione di un nuovo Governo (definendo tale Governo tecnico o del Presidente, come

Governo Monti)

2. Scioglimento anticipato delle Camere , nel rispetto della procedura disciplinata dall‟articolo

88

Casi recenti di Governo

GOVERNO MONTI :

Dopo dimissione di Berlusconi una volta approvata la legge di stabilità, il Pres. Napolitano

dopo aver nominato Mario Monti senatore a vita, svolge consultazioni e lo stesso giorno il

l’incarico

PdR conferisce di formare il Governo al sen. Monti che accetta con riserva. Il

quale poi dopo aver prestato giuramento ottiene la fiducia di entrambe le Camere (eccetto

Lega Nord).

—> Definito Governo tecnico e del presidente in quanto né Monti né i Ministri erano allora

esponenti di partiti politici, e lo stesso Napolitano ha ricordato che in situazioni di necessità

il Presidente deve fungere da fattore di coagulazione.

GOVERNO LETTA:

l’emergere

Le elezioni segnano di un terzo polo molto consistente: alla Camera il centro

sinistra ottiene la maggioranza assoluta dei seggi, ma al Senato nessuna forza politica la

ottiene.

Il Presidente Napolitano, essendo nel semestre bianco non può sciogliere le Camere,

all’on l’incarico l’esistenza

allora avvia le consultazioni, conferendo Bersani, di verificare di

un sostegno parlamentare certo che consenta la formazione di un governo, il quale non

trova soluzione.

Napolitano allora nomina due gruppi di lavoro chiamati a lavorare su lo stesso problema.

l’incarico

Il PdR viene rinominato, riavvia le consultazioni e conferisce di formare il

l’incarico

Governo a Letta il quale scioglie positivamente la riserva accettando

GOVERNO RENZI: l’incarico

Dimissioni di Letta, Napolitano conferisce a Renzi di formare un nuovo Governo,

il quale scioglie la riserva e presenta la lista dei Ministri.

Presta giuramento e ottiene la fiducia prima al Senato e poi alla Camera.

Struttura del Governo

I Costituenti avevano in mente di non dare troppo potere e autonomia ai governi, offre quindi linee

poco chiare e poco definite, le quali offrono diverse interpretazioni.

27

[ tendenza di tutte le Democrazie è quella di passare il potere dal Parlamento al Governo, il quale

dovrebbe avere solo potere esecutivo, in quanto più veloce, e più in grado di rispondere ai continui

sviluppi della società; in questo modo non sono rispettati gli articoli 76 e 77 ]

—> è un organo complesso e ineguale:

• Complesso in quanto composto da organi diversi (pluralità di organi)

• Ineguale perché gli organi che lo compongono si differenziano quanto a:

- Struttura

- Rapporti reciproci

- funzioni

In base a questa differenziazione è possibile dividere gli organi del governo in

Necessari e non necessari dell’amministrazione

Governo quale vertice statale

• l’unità

Il Presidente del Consiglio mantiene di indirizzo politico e amministrativo

• dell’amministrazione

I Ministri sono posti a capo, ciascuno, di un ramo

—> All’organo politico spetta la funzione di indirizzo

—> Agli organi della Pubblica Amministrazione spetta darvi attuazione

I Principi informatori della P.A. sono

Il Buon andamento e imparzialità ì, nonché principio di legalità

Responsabilità del Governo

Da articolo 95 della Costituzione:

«Il Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del Governo e ne è

responsabile. Mantiene l'unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e

coordinando l'attività dei ministri.

I ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei ministri, e

individualmente degli atti dei loro dicasteri».

Reati ministeriali

—>

Il PdCdM e i ministri anche se cessati dalla carica sono sottoposti per i reati commessi

nell’esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato e

della Camera, secondo le norme stabilite con legge costituzionale.

Dalla legge costituzionale n.1 del 1989 vi è il diniego di autorizzazione a maggioranza assoluta se

l’indagato ha agito per la tutela di un interesse dello Stato o per il perseguimento di preminente

interesse pubblico.

Alla luce della riforma costituzionale:

all’autorizzazione

In caso di reati sono sottoposti della Camera dei Deputati.

1. Organi necessari

dall’articolo

Sono 3 Individuati 92/1 della Costituzione: << Il Governo della Repubblica è

composto dal Presidente del Consiglio e dei Ministri che costituiscono insieme il Consiglio

dei Ministri.>> 28

1. Presidente del consiglio (organo individuale) con i

2. Ministri (organo individuale) costituiscono Il

3. Consiglio dei Ministri (organo collegiale).

Il presidente del Consiglio

Dall’articolo 95, egli ha compito di:

• Dirigere

• l’unità

Mantenere

• Promuovere e coordinare i Ministri

Dalla sentenza n. 262 del 2009, la Corte Costituzionale, dichiara che non è configurabile

una preminenza del PdCdM in quanto copre una posizione di primus inter parens.

Per alcuni non è totalmente condivisibile tenendo conto:

- dell’articolo 95 della Costituzione

- articolo 5 della legge 400 del 1998:

«Il Presidente del Consiglio dei Ministri, ai sensi dell’articolo 95, primo comma, della

Costituzione:

a) indirizza ai Ministri le direttive politiche ed amministrative in attuazione delle

deliberazioni del Consiglio dei Ministri nonché quelle connesse alla propria responsabilità

di direzione della politica generale del Governo;

l’attività

b) coordina e promuove dei Ministri in ordine agli atti che riguardano la politica

(…)».

generale del Governo; l’adozione

« (...) c) può sospendere di atti da parte dei Ministri competenti in ordine a

questioni politiche e amministrative, sottoponendoli al Consiglio dei Ministri nella riunione

immediatamente successiva;

d) concorda con i Ministri interessati le pubbliche dichiarazioni che essi intendano rendere

ogni qualvolta, eccedendo la normale responsabilità ministeriale, possano impegnare la

politica generale del Governo; (...)» l’imparzialità, l’efficienza

« (...) e) adotta le direttive per assicurare il buon andamento e

degli uffici pubblici e promuove le verifiche necessarie; in casi di particolare rilevanza può

richiedere al Ministro competente relazioni e verifiche amministrative;

l’azione

f) promuove dei Ministri per assicurare che le aziende e gli enti pubblici svolgano

l’autonomia

la loro attività secondo gli obiettivi indicati dalle leggi che ne definiscono e in

coerenza con i conseguenti indirizzi politici e amministrativi del Governo;

g) esercita le attribuzioni conferitegli dalla legge in materia di servizi di sicurezza e di

segreto di Stato; (...)». -> In Italia però attualmente Ministro Padoan non ha voce come

dovrebbe. l’istituzione

« (...) h) può disporre, con proprio decreto, di particolari Comitati di Ministri,

con il compito di esaminare in via preliminare questioni di comune competenza, di

dell’attività

esprimere parere su direttive del Governo e su problemi di rilevante importanza

da sottoporre al Consiglio dei Ministri, eventualmente avvalendosi anche di esperti non

appartenenti alla pubblica amministrazione;

i) può disporre la costituzione di gruppi di studio e di lavoro composti in modo da

assicurare la presenza di tutte le competenze dicasteriali interessate ed

eventualmente di esperti anche non appartenenti alla pubblica amministrazione».

- l’assenso

Articolo 2 della l.400 del 1998 : dove il consiglio dei Ministri esprime

all’iniziativa del Presidente del Consiglio dei Ministri di porre la questione di fiducia

dinanzi alle Camere

- Articolo 4 della l.400 del 1998 Il Consiglio dei Ministri è convocato dal PdCdM che ne

l’ordine —>

fissa del giorno Decisione politica

29

—> ’98

RIASSUMENDO LEGGE 400 DEL

LEGGE MADIA

—> “ad

Delega il Governo adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della

presente legge, uno o più decreti legislativi per modificare la disciplina della Presidenza

del Consiglio dei ministri, dei Ministeri, delle agenzie governative nazionali e degli enti

nazionali”.

pubblici non economici

Scopo della Legge Madia è quello di attuare l’articolo 95 e di attuare quindi l’azione

del PdCdM.

“Al l’art. l’art.

fine di attuare 95 Cost. e adeguare 5 l. 400 del

1988”, la legge richiede al Governo di definire:

a. le attribuzioni della Presidenza del Consiglio dei ministri in materia di analisi, definizione

e valutazione delle politiche pubbliche;

b. le competenze regolamentari e quelle amministrative funzionali al mantenimento

dell'unità dell'indirizzo politico e alla promozione dell'attività dei Ministri da parte del

Presidente del Consiglio dei ministri;

c. la disciplina degli uffici di diretta collaborazione dei Ministri, con determinazione da parte

del Presidente del Consiglio dei ministri delle risorse finanziarie destinate ai suddetti uffici

(..)anche al fine di garantire un'adeguata qualificazione professionale del relativo

personale (..)

—> In sintesi vi sono diverse tesi riguardanti il ruolo del PdCdM, anche se dalla legge 400

’98

del viene evidenziato che ha un ruolo superiore al primus inter pares.

all’indirizzo

Cosa accade se il Ministro non si adegua politico del Governo?

La Costituzione si limita ad affermare che i Ministri sono nominati su proposta del

Presidente del Consiglio, nulla dicendo in merito alla possibilità di esercitare un potere di

revoca: ciò è definito invece dalla prassi:

- Il ministro viene indotto a dimettersi

- l’intero

Il PdCdM si dimette facendo cadere Governo

- Il Ministro viene sfiduciato dalla propria maggioranza (unico caso Mancuso)

I Ministri

Articolo 95 della Costituzione: Sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei

Ministri e individualmente degli atti dei loro dicasteri.

Il Consiglio dei Ministri 30


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher emanuel2296 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto costituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Vigevani Giulio Enea.

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