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Topografia antica

Il ruolo del survey nella topografia antica

Il tipografo deve fare il survey (ricognizione): topografia deriva da topos e graphon (tavoletta di Nippur e cartina dei campi). L'interesse per la cartografia nasce dalla volontà di conoscere il territorio ma anche per far pagare le tasse. Primo elemento per la ricostruzione di un territorio sono le testimonianze. Con il Rinascimento e l’uomo al centro del mondo, si cerca di riscoprire il territorio in cui visse e i suoi monumenti. Un primo interesse nei confronti dell’architettura è sia l’insieme delle rappresentazioni ma anche la cultura materiale, ovvero l’insieme di oggetti, che vanno dalle statue di terracotta ai reperti, come nel caso dell’accampamento dell’incoronata di Metaponto. Si congiunge all’indagine sul territorio e testimonianze anche l’epigrafia, utilizzando le iscrizioni in monumenti moderni come quello di Augusto a Fano.

Testimonianze e iconografie nell'antichità

Per lo studio di Eraclea a Policoro in Basilicata, si usano tavole di bronzo del 1732 con leggi che riguardavano il territorio. Durante il IV secolo, periodo di crisi per la discesa dei Sanniti, i territori del congedo erano stati occupati dai privati al posto di lasciarli ai santuari. Le tavole portano a risolvere la situazione. Altro elemento sono le iconografie, come quella vascolare di un vaso apulo a figure rosse, che presenta una sorgente su un terreno roccioso, sempre del IV secolo, facendola diventare un luogo sacro con un pimax appeso, suggerendo come si sfruttassero i primi santuari. Il corredo funerario di Agropoli ci fa comprendere cosa mangiassero gli antichi, con testimonianze utilizzabili a fini topografici. Un esempio è la via di Donnaz, che traccia la via in Val d’Aosta; altro elemento essenziale sono le ricognizioni.

La carta archeologica d'Italia

La carta archeologica d’Italia nasce come idea dopo l’Unità d’Italia a scopo di tutela per identificare i siti di importanza archeologica. Anche se una integrale non venne mai fatta, vennero create solo in alcune regioni, che hanno finanziamento statale. La carta archeologica viene creata con simboli a seconda di quello che si sceglie di rappresentare.

Cartografia e navigazione nell'antichità

Si crea una cartografia per mezzo dei viaggi per mare e per terra. L'Arcadia è una regione montuosa greca che venne esplorata per conoscere cosa si trovasse oltre i monti, dando le basi della topografia che però nasce nel Rinascimento, mettendo una cartografia disponibile a tutti. Le Cicladi mostrano una necessità di esplorazione fondamentale, imponendo l’espansione e i traffici marittimi. Nel II millennio a.C., a Thera (dopo l’eruzione del 1600 a.C., solo una caldera) si ha il ritorno della flotta di navi minoiche attraversando il mare in modo vittorioso, facendo pensare a un assalto.

Il Mediterraneo e le rotte commerciali

Il Mediterraneo permette una navigazione di piccolo cabotaggio per la visibilità delle coste dalle altre: l'archeologo Malkin si occupa di queste rotte in Small Greek World, in cui tratta la colonizzazione greca fondata su centri marittimi tra VIII\VII sec a.C. (prima erano migrati in Ionia nel 1000 a.C.) mescolandosi alle popolazioni locali, portando alla nascita di nuove vie sociali come Metaponto e Taranto. Ogni città ha la sua storia e vita, creando un sistema decentrato in cui tutte le città hanno in comune il mare; Roma invece non presenta polis contrapposte ma unifica e conquista sotto un impero con un sistema centralizzato. Nel tardo bronzo, quando si inizia la migrazione verso Oriente ed Occidente, si hanno molti traffici che portano al trasporto di metalli, bevande, vasellame, materie prime in tutto il Mediterraneo.

La nave Ulu Burum e le rotte commerciali

La nave Ulu Burum esposta a Bodrum, Alicarnasso: è un mercantile di commercio privato che porta materiali da Egitto e Canan come materie prime (lingotti di rame e pasta vitrea) con tecnici esperti nel trattamento, materiali preziosi scambiati tra aristocratici come ambra ed avorio-cinabro e terebinto per i profumi (grandi industrie a Corinto); affondando, permettono di capire le rotte commerciali. I pericoli si tramandano nelle località toccate da queste navigazioni, attuate grazie all’esperienza passata di generazioni, conoscendo venti, stagioni e tecniche. La conoscenza del mare dà origine alle carte nautiche che come caratteristica tipica mettono i nomi in verticale. Le carte vere e proprie si diffondono dal XV secolo, ma vennero create già in papiro.

Le fondazioni di nuove città

Le fondazioni di nuove città sono fatte da nobili: Megastenes e Ippocles fondano Cuma. Partecipano alla spedizione verso Naxos poiché figli di un grande proprietario terriero di Paros, che non ereditano nulla poiché figli illegittimi. Con i loro versi mostrano il mondo dei marinai, creando forse schizzi ed appunti dando la base della cartografia. I relitti mostrano le forme delle navi in uso, come le pentecontere con due file di rematori come navi lunghe e leggere.

Le vie marittime e terrestri

Il cratere di Aristinotos del VII a.C. si trova a Cerveteri ma pare opera che firma, che mostra l'accecamento di Polifemo e una nave veloce che assale una da carico (di pirateria: illiria). Nella coppa attica a figure nere si ha la stessa scena con nave da corsa e un mercantile stretto. Di Corinto, del 1881-3 è stato scavato da ungheresi dopo che i francesi nel 1870 avevano creato Suez, per la necessità di passare da una parte all’altra: lo dimostra il diolkos, strada lastricata lungo il canale con lunghe cavità per il passaggio di carri, creata da Peiandro nel VII secolo in uso fino all’età romana.

Il significato delle vie terrestri

Esiodo vive ad Ascra in Beozia tra VIII/VII sec, e si rivolge al fratello Perse, che per i commerci ha sciupato tutti i suoi risparmi, invitandolo a riporre in casa gli attrezzi e il timone quando non è tempo di navigare, come faceva il loro padre cercando guadagno. Infatti, i greci conoscono bene il mondo naturale, infatti nel vaso di Vulci si mostra come la presenza di una rondine porti la primavera. Anche per terra si hanno molte vie che congiungono i principali santuari, con dei miliari che davano indicazioni sul punto in cui si era, come quella sull’isola di Tasso, che mostra la via verso il santuario di Zeus e le cave di tarsio, ma che quella di Ipparco, posta a metà strada tra Atene e Cefala con simbolo di Ermes protettore dei viaggi: tutto è misurato dall’altare dei dodici dei Atene da cui si prendevano gli auspici prima di partire.

Erodoto e la strada del Gran Re

Erodoto dà notizie sulla strada del gran re con punti di ristoro passando per Lidia e Frigia ogni 4,5 parasanghe, e porte per attraversare il fiume: prima di Sardi, partendo da Susa, si hanno 104 parasanghe e 28 stazioni, e vanno attraversati tre Tigri ed un quarto fiume, passando dall'Asia minore fino al centro dell’impero persiano. Sempre nell’epoca delle guerre persiane, quando minacciano la Turchia dall’Iran, Aristagora tiranno di Mileto, chiede a Sparta aiuto con uno scudo in bronzo con perimetro di tutti i mari e i fiumi, facendo capire la sua necessità contro i Persiani.

L'importanza della cartografia per i greci

Si hanno due correnti: una prima che lo vede come caso eccezionale poiché le cartografie erano speculazioni dei filosofi e quindi non davvero diffuse, mentre per altri quest’episodio è esempio che tali carte esistevano. Nello scudo di Achille dell’Iliade si ha il mondo di Ecateo di Mileto V\IV sec a.C., che presenta l'ecumene in cui l'umanità operosa è su un disco, con Europa-Libia-Asia, circondato dall’oceano: Ecateo è un logografo, che scrive in prosa in base ai suoi viaggi dividendo le tre nazioni. Il testo primo in cui compare il nome Europa è l'inno omerico ad Apollo del VII secolo in cui parla alla fonte Telfusa a Delfi: qui descrive la Grecia continentale rispetto al Peloponneso fecondo, poi sarà l'Europa contrapposta all'Asia come patria di gente civile ed ellenica.

La cartografia di Erodoto e Alessandro Magno

La prima pianta di Ecateo viene rifiutata per l'ingrandimento del mondo, presentando nella pianta di Erodoto zone inesplorate al nord e zone sconosciute (popolazioni scitiche: impossibile vivere dove fa troppo caldo), l'Africa che finisce alle colonne d'Ercole. I viaggi di Alessandro, accompagnato da biografi e geografici, saranno molto importanti per la cartografia. Egli incarica Nearco di risalire l’Indo dopo aver girato tutta l'India, dando quindi una testimonianza delle coste-porti-piccole isole e quali terre fossero deserte e quali fertili, valutando le potenzialità delle regioni.

Strabone e la sua Geografia

Strabone nasce ad Amasea, nel Ponto, un caratteristico villaggio turco della Turchia interna. Egli è un geografo di età augustea nato nel 63 a.C. e morto nel 26 d.C.; scrive 17 libri nella sua Geografia per la descrizione dell’eikumene del suo tempo, basandosi sulla sua diretta esperienza di viaggiatore e studi precedenti. Un monumento ad Amasea lo raffigura come un turco, con libri stretti al petto e mondo in mano; dal Ponto Eleusino viaggia fino ai confini dell’Etiopia, ed in Italia fino al territorio degli etruschi (apprezzato nel periodo romano), presentando una geografia di carattere umano attraverso le descrizioni accurate di luoghi, paesaggi, fonti, valide ancora ai giorni nostri.

L'Heraion alla foce del Sele

L’Heraion alla foce del Sele è un santuario di età greca, preromana, ai confini con il territorio di Poseidonia, molto famoso e citato dalle fonti ed in particolare da Strabone, che dedica libro 5 e 6 all’Italia e nel libro 6 quando descrive la Lucania, lo dice Santuario di Era argiva, fondato da Giasone e dagli argonauti, dopo la foce del Sele sulla sinistra, a 50 stati da Poseidonia. Altra fonte è Plinio il Vecchio che pone il santuario di Era alla destra del Sele nel territorio occupato dagli etruschi: nonostante il santuario avesse delle stoà ed edifici, andò impaludandosi a causa del terreno non avendo resti visibili. Gli umanisti del 1400-1500 riprendono lo studio delle antichità classiche si chiesero dove fosse il santuario, ma venne trovato da Paola Zancani Montuoro e Umberto Zanotti Bianco facendo riferimento a Strabone.

Pausania e la Guida della Grecia

Pausania scrive la Periegesis tes Helados, ovvero la Guida della Grecia; è uno scrittore dell’età degli antonini, II° metà del II sec a.C. originario forse dell’Asia Minore poiché descritta perfettamente nei suoi 10 libri, in cui dà una descrizione dei siti molto accurata portando alla conoscenza di opere perdute (gli scavi del santuario di Delfi si sono svolti con il libro di Pausania): parte dall’Attica, Corinto, Messenia, Elide, Olimpide, Acaia, Arcadia, Beozia, Focide utilizzando descrizioni mitiche combinate a urbanistiche e geografiche.

Tolomeo e la sua rivoluzione

Tolomeo II sec d.C. nasce a Tolemaide in Egitto e svolge la sua attività in Alessandria; è uno scienziato poliedrico, noto per una raccolta matematica, la Meigiste o Almagesto: parla di astronomia, che prima della rivoluzione copernicana vedeva la terra al centro dell’universo, ma poi compone anche un’introduzione alla geografia. Il suo planisfero mondo è utilizzato fino al 1400/500; infatti a Firenze a Palazzo Vecchio, c’è la sala delle carte geografiche, creata da Vasari riproponendo l’opera di Tolomeo con “cose del cielo e terra” in 57 quadri (stanza guardaroba: archivio) le sue tavolette, in cui ad esempio si ha buona resa dell’Italia.

Gerardo Mercatore e l'innovazione cartografica

Gerardo Mercatore nasce nelle fiandre (1512-1594) ed è un costruttore di astrolabi che riorganizza il materiale cartografico dei suoi tempi, diffondendolo a tutti grazie alla stampa. Presenta grandi innovazioni come la presenza della Scandinavia, e con il tempo avere una carta geografica in casa diventa uno status symbol (Vaticano con galleria delle carte geografiche).

Importanza degli itinerari e dell'epigrafia

Importanti in campo topografico sono gli itinerari e l’epigrafia che danno indicazioni su come era fatto il territorio: un esempio è la Tabula Alimentaria di Velleia Romana (appennino piacentino) rinvenuta nel foro romano nel 1947. È una grande tavola in bronzo che testimonia le distribuzioni degli alimenti in epoca traianea, (Traiano: 98-117) dato che Traiano aveva istituito tali alimenti come prestiti ipotecari a coloro che avevano un terreno e con il ricavato aveva creato un fondo per permettere di studiare a bambini e bambine indigenti ed illegittimi. Lascia la descrizione dei terreni, suolo, e nomi dei proprietari dei terrieri, alcuni latini altri liguri (Ligurinus) o celti come Novio Dunos, dimostrando come il sostrato ligure era ancora presente.

Le tavole di Eraclea e la loro scoperta

Tavole di Eraclea: tavole in bronzo scoperte nel 1732 da Marcello Lemma arando un terreno e nella pubblicazione di Mazzocchi del 1754/55, periodo dove iniziano anche gli scavi di Ercolano e Pompei, mostrano in modo illuministico com’egli, guidato dall’Intelligentia le porti Napoli dai Borbone. Descrivono la disposizione della città di Eraclea, fondata dai greci nel 333 a.C., con terreni che appartenevano ai santuari di Dioniso e Athena Polias, che vengono occupati arbitrariamente da privati, sicché la città emana delle norme per invitare i privati a pagare un affitto per regolare l’appropriazione. Sul lato opposto si hanno iscrizioni del periodo romano. Sono stati fatti degli studi per identificare dove fossero questi terreni, dato che le tavole descrivono lotti-prodotti-colture e la loro divisione da boschi, canali, fossi.

Forma Urbis Severiana e altri reperti

Forma Urbis Severiana: pannelli di marmo che raffigurano Roma all’epoca di Settimio Severo ed originariamente erano in 150 lastre affisse su una parete della sala del foro della Pace di Roma dell’inizio del III sec a.C. (203-11 a.C.), di cui a noi pervengono frammenti collegabili e altri sparsi. I Bicchieri di Vicarello sono in argento e datati 330 a.C. con piatti e altri oggetti ex voto donati in questo caso da mercanti per ringraziare della protezione durante il viaggio, e riproducono i nomi delle città che si trovano lungo la via a Gades a Roma. Tabula Peutingeriana: rotolo di papiro con riproduzione dell’eikumene, di 33 cm del IV sec d.C. riproducendo carte più antiche di cui siamo a conoscenza, come per quella di Marco Vipsano Agrippa, genero di Augusto, che realizza una carta marmorea appesa in un portico; della Tabula abbiamo una riproduzione medioevale a Vienna.

I viaggiatori e la topografia

I viaggiatori danno informazioni utili ai topografi. Primo esempio è Ciriaco d’Ancona (1392-1452) che viaggia in Grecia prima della conquista degli ottomani creando dei commentari distrutti da un incendio e conosciuti attraverso riproduzioni tarde: in esse si ha la riproduzione del Colosso dei Nassi e descrizioni del Partenone o dell’Olimpieion riportando anche le epigrafi, descrivendo poi il tempio di Eolo, la lanterna di Demostene e l’acquedotto di Adriano. Momento importante anche per l’Italia meridionale è il Grand Tour, creando un viaggio culturale e non solo per scopi religiosi; nel 1700 le famiglie di Europa si recano per rincorrere il mondo classico (non in Grecia perché c’erano i turchi): uno dei viaggiatori fu Goethe (1749-1832), facendosi chiamare Muller, descrisse l’attrazione per le antichità greche, va a Roma, Napoli ed in Sicilia in cui all’epoca si riteneva che non si mangiasse, facendosi accompagnare da un pittore. Richard De-Saintnon fa un viaggio pittorico testimoniando i luoghi dell’Italia mentre Orsi descrive non solo il monumento ma anche il territorio ponendo la base del concetto di parco archeologico, come fa con il tempio di Apollo Aleo descrivendo anche tutta la costa.

La fotografia aerea e il suo impatto

La fotografia aerea: la prima fotografia aerea è stata realizzata a Persepoli per avere un quadro dello scavo. In Italia il pioniere della fotografia aerea è stato Giacomo Boni: ha fatto delle fotografie sul foro romano che all'inizio del 1900 hanno fatto storia. Fotografa la basilica di Massenzio e i lavori che erano in corso sul lapis niger. Un grande input nell'uso di questa fotografia si ha dopo la II guerra mondiale con lo scopo di avere una visione di tutto il territorio per controllare le mosse dei nemici. A Nemea correva un fossato che si è potuto vedere grazie alla fotografia aerea, stessa cosa per la villa dei due allori, rinvenuta a Roma sotto l’aeroporto di Centocelle. Sull'enciclopedia dell'arte antica c'è tutta la storia della fotografia aerea. Sempre durante la guerra, grazie a una foto delle forze aeree inglesi, è stato individuato un sito neolitico, iniziatore degli scavi è Bradford, oggi il sito è un parco archeologico. Lo studio del villaggio è continuato, si vedono le tracce dei canali che circondavano le capanne, risaltano grazie alla luce radente. Un altro sito è Spina (provincia Ferrara), era un emporio etrusco fondato tra il 530-20 a.C., le fotografie aeree sono state fatte per bonificare la località e grazie a queste è stato scoperto il sito archeologico. Policoro è un sito in Basilicata su cui poi si è impostata la città di Heraklea, l'uso della fotografia aerea ha permesso di identificare importanti aspetti topografici.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/09 Topografia antica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Melissa. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Topografia Antica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Castoldi Marina.
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