Introduzione
Il tasso di crescita si misura attraverso la formula (t2 - t1) / t1. A livello mondiale, la produzione cresce dal 1800 (dalle rivoluzioni industriali), con l’eccezione della Grande Depressione del 1929 e della Grande Recessione del 2007. Un paese si dice in recessione se il tasso di crescita è negativo per 3 trimestri di fila, un caso particolare è costituito dalla recessione tecnica (quando il tasso è negativo per solo 2 trimestri di fila).
Nel momento in cui un economista indaga sulla condizione di una nazione, le domande che si pone prima sono:
- Quanto è grande l’economia di questo paese? (livello di produzione aggregata)
- Qual è il tenore di vita? (livello del PIL pro capite)
- Com’è distribuito il reddito?
Le variabili principali analizzate sono quindi:
- Tasso di crescita produttiva
- Tasso di disoccupazione
- Tasso di inflazione (crescita dei prezzi medi)
Un ulteriore parametro di confronto tra potenze è il P.P.P (in italiano potere d’acquisto).
Prodotto Interno Lordo
Il PIL può essere definito come:
- Spesa (valore dei prodotti finali di un sistema economico dopo un certo periodo di tempo)
- Reddito (somma dei redditi di un sistema economico in un certo intervallo di tempo)
- Valore aggiunto (somma dei profitti di un sistema economico nel tempo)
Si distingue tra PIL nominale (che dipende anche dalla variazione dei prezzi e si esprime come εy) e PIL reale (che viene utilizzato per calcolare il valore di un'economia in base a prezzi stabili e si esprime come y). Nell’anno base di riferimento, il PIL nominale ed il PIL reale coincidono.
- A livello internazionale in questo momento si usa per convenzione il 2010 come anno base;
- Nel 2009 il PIL nominale ha superato quello reale come conseguenza della forte inflazione cominciata a causa della crisi del petrolio del 1973.
Per misurare quanto cresce un’economia si usa la formula PIL reale / PIL nominale; se un’economia cresce si dice che è in espansione.
Tasso di disoccupazione
Viene calcolato tramite indagini campionarie (in Italia le organizza l’ISTAT), in esse viene definito:
- Occupato chi ha svolto almeno 1 ora di lavoro retribuito massimo la settimana prima del sondaggio;
- Disoccupato chi non ha un lavoro ma lo sta cercando;
- Fuori dalle forze di lavoro chi non ha un lavoro e non lo cerca;
- Lavoratore scoraggiato chi non lo cerca più soprattutto a causa della forte disoccupazione;
- Tasso di partecipazione la forza lavoro (occupati, N + disoccupati, U) divisa per la popolazione;
- Tasso di disoccupazione la quantità di disoccupati diviso per la forza lavoro.
Inflazione
L’inflazione (aumento dei prezzi medi di una economia) si calcola attraverso la divisione PIL nominale / PIL reale (inverso della crescita economica) ed è caratterizzata da:
- Deflatore del PIL (indicato come P) che corrisponde alla formula;
- Indice dei prezzi al consumo (definito anche paniere dei beni di consumo rappresentativi).
Produzione, disoccupazione e inflazione
Svolgendo i calcoli si ricava che il PIL nominale corrisponde al PIL reale moltiplicato per il deflatore.
- Il PIL tiene conto anche delle importazioni, l’indice dei prezzi al consumo (IPC) invece no.
Se l’inflazione cresce, l’economia può rispondere in modi diversi e capita che sorgano problemi come:
- Fiscal drag (aumentano i salari ma cresce anche la tassazione, quindi si abbassa il potere d’acquisto per la crescita dei prezzi)
- Crescono molto di più i prezzi rispetto ai salari (quello che è successo in Italia dopo l’euro)
Tra produzione, disoccupazione ed inflazione esistono due relazioni inverse:
- Legge di Okun (confronta la produzione e la disoccupazione)
- Legge di Phillips (confronta inflazione e disoccupazione)
Vengono utilizzati per rappresentarle dei grafici empirici “scatterplot” (andamento a mesi, raffigurati come punti) che relazionano nel tempo due variabili. Essi differiscono dai grafici teorici che si propongono di creare dei modelli economici su base algebrica.
Lo studio dell’andamento economico varia in base al periodo analizzato, per questo si suddivide il tempo in intervalli di durata:
- Breve (circa un anno) per analizzare movimenti economici che hanno effetti immediati;
- Media (3-5 anni) per misurare ad esempio la dimensione della forza lavoro o degli stock;
- Lunga (più di 10 anni) per indagare la qualità di un sistema economico o di un'economia di sviluppo.
Composizione del PIL (in Italia nel 2018):
- Consumo = 61,4%
- Spesa pubblica = 19,4%
- Investimenti = 16,6%
- Esportazioni nette (esportazioni meno importazioni) = 2,9%
- Investimenti in scorte = -2,8%
Dal calcolo della spesa pubblica viene escluso il welfare state (pensioni/assicurazioni…). Quando lo stato spende di più di quanto incassa con la tassazione si verifica una situazione di deficit, da cui poi deriva il debito pubblico. Se la produzione è maggiore delle vendite aumentano le scorte, se invece è minore diminuiscono.
Domanda di beni
Z = C (consumo) + I (investimenti) + G (spesa pubblica) + NX (esportazioni nette).
- Il consumo è una funzione del reddito disponibile (Yd) C = c0 + c1Yd, dove c0 è il debito iniziale di un’economia e c1 è la propensione marginale al consumo (quanto aumenta) ed è compresa tra 0 ed 1 (la gente non spende tutto il proprio reddito ma solo una percentuale, il resto lo risparmia); Yd = Y – T (salario meno tasse).
Una variabile si definisce endogena quando se ne specifica il comportamento, esogena nel caso in cui si prenda per come è data senza conoscerne il comportamento (si indica con un segno sopra ‘).
Attraverso queste formule si può riformulare la domanda Z come c0 + c1(Y – T) + I’ + G = Y (produzione), da cui poi si ricava la formula Y = 1/1-c1 * (c0 - c1T + I’ + G) nella quale (c0 - c1T + I’ + G) indica la spesa autonoma (non dipendente da Y), tipicamente maggiore di zero.
- All’aumentare di c1 aumenta proporzionalmente Y, nel caso in cui c0 cambi si può osservare dai grafici che la retta della domanda incontra la bisettrice del I-III quadrante (spesa autonoma) in un punto diverso da quello precedente, raggiungendo una nuova posizione di equilibrio (punto di intersezione tra le due curve), ciò avviene con un aumento del doppio della produzione, secondo il moltiplicatore 1/1-c1.
Mercati Finanziari
Da un altro punto di vista possiamo affermare che l’investimento corrisponda al risparmio, esso è composto dalla somma di quello privato (S) = Y – T – C e quello pubblico = T – G. Comparando queste equazioni a Y = C + I + G, troviamo la curva IS: I = S + (T – G).
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Macroeconomia - Corso Completo
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Corso completo
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Appunti del corso completo di economia politica, prof. Opocher (macroeconomia)
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Formulario corso Macroeconomia