Estratto del documento

Corporate Governance

Università degli studi di Torino – Facoltà di Economia
Professor Gola Gianluigi
Appunti di Fossati Giulia
02/03/2017

Strategie del governo societario

I modelli di governance dopo la riforma del diritto societario

Differenze fondamentali nei modelli e negli strumenti di governance ed il controllo nei gruppi:

  • Entrata in vigore e prime applicazioni
  • Differenze fondamentali nei modelli e comparazioni operative
  • Gli azionisti e le differenze negli strumenti di governance

Dal 1° gennaio 2004, prima avevamo un modello di governo societario, cioè quello tradizionale, modello che è stato unico fino a quella data, era ed è rimasto il modello principale. È stato affiancato il modello dualistico e monistico. Il legislatore ha dato facoltà all’impresa di scegliere due modelli innovativi: il primo di derivazione anglosassone-tedesca e il secondo è una via di mezzo tra gli altri due ed è molto usato in UK e in Francia. La caratteristica del modello tradizionale italiano è la forma di controllo, affidata ad un collegio sindacale di più persone (ciò che ci contraddistingue dall’Europa/Mondo).

Nuovi modelli societari per gli istituti di credito

La riforma parte nel 1998, riusciranno solo nel 2003 a fare il decreto legislativo ed approvarla nel 2004. Iter molto lento, il lavoro svolto ha però dei cardini seri e forti che hanno garantito una modernizzazione delle regole del governo societario. La riforma non ha solo riguardato l’aggiunta dei due modelli ma ha altresì efficientato il modello tradizionale. Il modello tradizionale è quello a cui si sodano la maggior parte delle aziende italiane. La riforma non ha solo visto questi due modelli e il miglioramento di quello tradizionale ma ha anche aggiunto un potenziamento giuridico e amministrativo per i gruppi societari, il legislatore ha inciso su quello che è la norma dei gruppi societari, ha dato una svolta al controllo dei gruppi (il controllo dei gruppi societari è quella norma che regola la catena di controllo societario).

Il codice cambia il controllo nei gruppi societari

Il legislatore intende creare una linea di separazione tra prima e dopo. Il consigliere ha il diritto e il dovere di essere informato. Il legislatore ha voluto inserire una modernizzazione su un tema molto specifico. Cos’è il controllo dei gruppi societari? Quella norma che dovrebbe armonizzare il rapporto tra le società capogruppo e le società controllate (sottostanti). Cosa ha voluto cambiare il legislatore rispetto alla norma che c’era prima? Prima non c’era una disciplina connessa, non avevano una responsabilità precisa, sostanzialmente la vecchia normativa era carente di tutela verso i soci di minoranza e i creditori (società controllate). Il dominus, avendo il 51%, poteva in sostanza agire in suo favore. Le controllate avevano sempre delle marginalità minime, se le cose andavano male: abbandono delle società minori. Non c’era un effetto preventivo che garantiva le controllate. Non dava dei veri e propri obblighi alle società controllate e di conseguenza alla capogruppo.

Il legislatore ha voluto fare un salto di qualità, implementazione degli artt. 2497 e 2359 del codice civile. Potenziamento della tutela dei soci creditori delle società controllate, disciplina più estesa su chi deve fare che cosa. Tutto ciò prima non esisteva. Novità: attività di direzione e coordinamento. Società controllate per quote (almeno 50,001% di azioni di quote; 50,001% di diritti di voto in assemblea), influenza maggioranza di azioni dominante (art. 2359).

Una volta chiarito chi ha il controllo, vanno messi in sicurezza i soggetti più deboli: dichiarare negli atti e nella corrispondenza, creiamo una normativa di natura pubblicistica in cui imponiamo a chi è controllato di dichiarare chi lo controlla. Gli amministratori delle società controllate devono comunicare al registro imprese chi le controlla e chi svolge l’attività di direzione e coordinamento. Le società controllate devono esporre i dati di sintesi degli ultimi due bilanci della società controllante. Devono spiegare le attività/i rapporti tra le società (controllata e controllante). La dichiarazione del controllo ha questi punti. Attività di direzione e coordinamento (attività obbligatoria): tu capogruppo devi fare un contratto che preveda punto a punto cosa fa con la controllata (che servizi cede, come la finanzia, …).

Perché tutto ciò è stato fatto? Ciò serve ai creditori, devono sapere chi deve rispondere di determinati pasticci, serve a tutelare il socio di minoranza. Il peso della norma portante: rendere pubblico chi controlla le società che prima non erano conosciute ai creditori nel loro peso specifico di controllo. Ha poi generato la nascita delle cosiddette parti correlate, il legislatore ha voluto potenziare le responsabilità delle parti attraverso delle regole di equità.

Il sistema tradizionale

  • L’assemblea degli azionisti, il consiglio di amministrazione ed il collegio sindacale
  • Diritto e dovere degli amministratori di agire informati (art. 2381)
  • Il collegio sindacale: nomina, indipendenza, funzionamento, diritti e doveri dei sindaci

Sistema adottato dalla maggioranza delle imprese italiane. Non si trova in altre parti del mondo, distintivo dell’Italia. Il consiglio di amministrazione preesisteva già prima del 2004, è stato ampliato, strutturato e modernizzato: il legislatore ha migliorato il diritto e il dovere degli amministratori di agire informati (art. 2381), questo articolo sintetizza l’innovazione.

Il consiglio di amministrazione è eletto dall’assemblea (soci o azionisti) e amministra la società, governa il processo aziendale. Presidente, amministratore delegato e i vari consiglieri. Il legislatore si trovava di fronte a consigli di amministrazione dormienti e che non conoscevano i fatti, il legislatore ha voluto completare la responsabilità. Il legislatore rafforza i diritti e la responsabilità del consigliere senza delega, rafforza i poteri di conoscenza ma obbliga anche a conoscere. Concretizza un diritto del consigliere senza delega ad agire informato e rovescia il diritto portandolo ad essere anche un dovere. Norma di ampia portata che sancisce il diritto e dovere del consigliere senza delega. Si parla di adeguate informazioni che devono essere fornite a tutti i consiglieri: prima della riforma il presidente convocava, il presidente delegato riferiva, l’informazione però era libera; il confine del diritto di sapere/di chiedere non era ben definito, il legislatore con la riforma del 2004 afferma che ha il diritto e il dovere di venire a conoscenza delle informazioni. A questo punto può sì dire se è stato tenuto nascosto dalle informazioni. Diventa un soggetto vivo e attento per diritto e per dovere, aumentano poteri e responsabilità. Finalmente si hanno degli organi completi, purtroppo la cultura è ancora molto radicata all’amministratore.

Il legislatore inserisce anche un limite temporale di informazione di 180 giorni, “almeno ogni 6 mesi”, con questo tipo di rafforzativo sostanzialmente il consigliere senza delega deve contestare. Meccanismo di informativa obbligatoria. Per renderla ampia e completa: che cosa deve contenere un’informativa?

  • Il generale andamento della gestione nell’applicazione dell’organigramma, dei piani strategici industriali e finanziari e della contabilità
  • La prevista evoluzione industriale ed economico-finanziaria con analisi dei budget e dei relativi scostamenti a intervalli di durata temporale significativa
  • Evidenza delle operazioni di maggiore rilievo compiute dalla società e dalle sue controllate
  • Un’informativa precisa sui principali contratti industriali, rapporti con gli istituti di credito, rapporti sociali con gli azionisti, leggi del lavoro e personale dipendente, contenziosi giudiziali e stragiudiziali

Non hanno particolare forma grafica ma sono da rendere al consiglio di amministrazione in forma web o cartacea. Organi di controllo a più testa (diverso dai modelli europei), collegio sindacale (artt. 2403 e 2409) è un organo tipicamente italiano, fa parte delle armonizzazioni mai avvenute. È obbligatorio solo nelle S.p.a, non più nelle S.r.l., sono più revisori in un organismo che decide collettivamente come se fosse un board di controllo. Prima aveva molti meno doveri, molti meno poteri, adunanza ogni 3 mesi (il legislatore l’ha cambiata in “entro” 90 giorni). Termine di minima entro il quale bisogna agire. Che cosa contraddistingue questo organo rispetto agli altri due organi?

  • Il diritto del controllo
  • Il dovere del controllo
  • Incompatibilità/indipendenza

Spesso il 2409 è delegato ad una società esterna. È nominato dall’assemblea, scissa l’attività di controllo tra il collegio sindacale e la società esterna.

Doveri del collegio sindacale (art. 2403):

  • Vigilanza sull'osservanza della legge e dello statuto: il Collegio sindacale deve verificare il rispetto delle norme statutarie, delle norme legislative e regolamentari che disciplinano il funzionamento degli organi sociali, la verifica degli adempimenti relativi a specifiche normative della società, il possesso delle autorizzazioni per le attività della società e il mantenimento dei requisiti delle disposizioni autorizzative
  • Vigilanza sul rispetto dei principi di corretta amministrazione: il Collegio sindacale deve accertare che gli amministratori non compiano operazioni estranee all'oggetto sociale, imprudenti o azzardate, che possano compromettere l'integrità del patrimonio sociale, in violazione degli obblighi di legge o statutari nei confronti dei singoli soci, ovvero in contrasto con le deliberazioni assunte dall'assemblea, dal consiglio di amministrazione o dal comitato esecutivo e nel rispetto degli adempimenti previsti dall'art. 2391 c.c.
  • Vigilanza sull'adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile: il Collegio sindacale deve riscontrare la conformità alle dimensioni della società, alla natura e alle modalità di perseguimento dell'oggetto sociale ragion per cui l'organigramma aziendale deve essere formalmente adottato e deve identificare chiare linee di responsabilità, la direzione dell'azienda deve essere effettivamente esercitata dagli amministratori secondo le deleghe e il personale deve avere adeguata competenza a svolgere le funzioni assegnate (novità introdotta dal legislatore nel 2004)
  • In particolare per l'adeguatezza dell'assetto amministrativo e contabile il Collegio sindacale all'inizio del mandato deve segnalare (verbalizzare in un check periodico) i punti di debolezza eventualmente riscontrati e i relativi correttivi, monitorare l'andamento dell'attività e aggiornare periodicamente la situazione

Questi punti tornano tutte le volte, ogni volta il collegio sindacale avrà un verbale con questi canovacci aggiornati, ogni volta che si riunisce verifica questi punti. Questa parte riguarda l’azienda “alta”, rientra negli aspetti formali e di ampio respiro. Il consiglio di amministrazione non ha vincoli di chiamata, questo organo invece ha un controllo più stringente. I poteri del collegio sindacale sono ampissimi, il collegio può accedere a qualsiasi documento/informazione, ha enormi poteri, l’autorevolezza prevede di avere un minimo di standing, un comportamento rituale non scritto. Ha un’invasività dei controlli a 360 gradi. In sintesi:

  • Procedere anche individualmente ad atti di ispezione e di controllo
  • Chiedere notizie agli amministratori, anche con riferimento a società controllate, sull'andamento delle operazioni sociali o su determinati affari
  • Scambiare informazioni con i corrispondenti organi di controllo delle società controllate in merito ai sistemi di amministrazione e controllo e all'andamento generale dell'attività sociale
  • Nell'espletamento di specifiche operazioni di ispezione e di controllo i sindaci sotto la propria responsabilità e a proprie spese possono avvalersi di propri dipendenti e ausiliari che non si trovino in una delle condizioni previste dall'art. 2399 c.c. con la precisazione che in questo caso l'organo amministrativo può rifiutare agli ausiliari e ai dipendenti dei sindaci l'accesso a informazioni riservate
  • Ottenere dagli amministratori delegati almeno ogni 180 giorni le informazioni obbligatorie in merito al generale andamento della gestione e alla prevedibile evoluzione e sulle operazioni di maggior rilievo effettuate dalla società e sui soggetti controllati

Questi punti dicono alcune cose, ma non è esaustiva dei poteri del collegio sindacale. Si mette in evidenza la novità: potenziamento dell’innovazione. Potere maggiore sul controllo, sull’organizzazione e anche sull’informativa dei poteri delegati. Anche per il controllo dei gruppi societari anche lì il collegio sindacale deve controllare.

Chi nomina il collegio sindacale? L’assemblea (proprietario e gli azionisti) ma a differenza degli amministratori, oggi nell’innovazione, c’è un’attenzione spasmodica ad andare a guardare le caratteristiche. Il legislatore dà vincoli molto stringenti: incompatibilità oggettive o soggettive. Quelle soggettive si dividono in due gruppi: chi è nel collegio non può essere coniuge/parente o affine entro il 4° grado all’interno del gruppo societario (non è normale avere un amministratore che ha la moglie che controlla, non c’è indipendenza); la cosiddetta indipendenza del sindaco (non vi possono essere rapporti di dipendenza, non devi essere a libro paga; non posso fare il consulente e il sindaco di una società). Il decreto legislativo 39 del 2010 prevede proprio dei casi specifici, il nodo della consulenza è proibito/vietato se si riveste il ruolo di sindaco). L’indipendenza è basilare perché chi controlla non deve essere condizionato, la mancanza di indipendenza vuol dire che si è stati comprati/corrotti. È difficile controllare l’indipendenza. “Stato mentale d’indipendenza” → non è proprio la definizione corretta per indipendenza.

Oltre ai compiti, il legislatore ha voluto inserire l’attività di controllo sull’organizzazione aziendale da parte del collegio sindacale:

  • Ottenere un'adeguata comprensione del sistema di controllo interno e del sistema amministrativo contabile mediante le evidenze e la documentazione sulla cui base gli amministratori fondano la propria valutazione di adeguatezza, i colloqui con gli amministratori e le funzioni aziendali preposte a garantire tale adeguatezza, il confronto con la funzione incaricata del controllo contabile
  • Arrivare a un'autonoma valutazione del sistema, individuando e segnalando agli amministratori gli eventuali punti di debolezza
  • Accertarsi che le funzioni interne aziendali svolgano compiti di monitoraggio del sistema per garantirne il concreto funzionamento

In corso di mandato l'organo di controllo dovrà svolgere controlli periodici per appurare se:

  • I punti di debolezza segnalati siano stati superati (controlli successivi per verificare il superamento di questi)
  • Siano intervenute modifiche significative ai sistemi rilevati, che comportino un aggiornamento dell'ultima valutazione effettuata
  • Le funzioni di monitoraggio abbiano correttamente operato e se siano emersi nuovi punti di debolezza

Ripasso

16/03/2017 Oltre la metà delle società italiane utilizza il modello tradizionale. I modelli sono tre: monistico, dualistico e tradizionale. Sull’attività dei consiglieri di amministrazione. Dal 1° gennaio 2004 sono stati potenziati i poteri degli amministratori senza delega. Tema del diritto di agire informato e il dovere essere informato. La norma precedente era ambigua. Innovazione che rende l’organo operativo a tutto campo dove anche gli amministratori senza delega hanno delle responsabilità dirette notevoli. Il legislatore ha dato un canovaccio: garantire l’informativa dei delegati almeno ogni 180 giorni.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giuliafossati95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Corporate governance e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Gola Gianluigi.
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