Dispensa di
Corporate e Investment Banking
INDICE
1. Introduzione alla Valutazione d’Impresa
2. L’Approccio Patrimoniale per la valutazione aziendale
3. I Metodi basati sui Flussi di Risultato
4. Le Varianti dei Metodi basati sui Flussi di Risultato
5. I Metodi Misti per la valutazione aziendale
6. L’Approccio dell’Analisi Comparata e i Metodi di Valutazione Relativa
7. La Valutazione d’Azienda in alcuni Settori Specifici
8. La Raccolta di Capitale
9. Il Rights Issue – Aumenti di Capitale in Opzione agli Azionisti
10. Le Public Offering – Aumenti di Capitale in Offerta Pubblica
11. I Warrant
12. Il Private Placement – Aumenti di Capitale tramite Collocamento Privato
13. Le Obbligazioni Convertibili
14. Il Mondo del Private Equity
15. Le Quotazioni e le Initial Public Offering
16. Le Fusioni e le Acquisizioni – M&As
17. La Finanza Strutturata
18. La Corporate Restructuring
A cura di Luigi Daniele
A.A. 2012-‐2013
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Introduzione alla Valutazione d’Impresa
Il tema della Valutazione d’Impresa è diventato, nel corso degli anni sempre più importante e
rilevante nello svolgimento delle normali attività finanziarie. I motivi principali di questa
enfasi sulla valutazione sono prevalentemente due:
Si valuta perché ci potrebbe essere una potenziale occasione di compra-‐vendita di
• quote azionarie;
Il numero delle aziende che sui mercati regolamentati risultano vendibili e comprabili
• (contendibili) è cresciuto significativamente negli ultimi 20 anni, in particolare in
Italia.
Questi sono i motivi per cui è cresciuta l’importanza sul tema del valore e della sua
massimizzazione.
Un’impresa contendibile è un’azienda che ha caratteristiche di governance (assenza di
vincoli) e di asset azionario (frazionato) tali per cui, essendo quotata, può essere acquisita sul
mercato.
Dal momento in cui le aziende iniziano a essere così aperte sul mercato, i top manager che le
gestiscono devono considerare se quello che fanno contribuisce a mantenere alto il valore
dell'azienda. Se cosi non fosse, il mercato è in grado di recepire le difficoltà gestionali e le
interpreta come una dissipazione del valore rendendo queste imprese oggetto dell’interesse
dei compratori. Un’azienda che ha un basso valore di borsa, ma un alto valore reale, è
un’impresa candidata a essere acquisita (Es: Parmalat, che sottovalutava la possibilità di
scalata, è stata acquisita dalla francese Lactalis che sapeva che nella Parmalat c’era grande
disponibilità di liquidità che avrebbe coperto in parte le spese per l’acquisizione).
Anche le aziende non quotate, che sono le più numerose, sono soggette a questo tema anche
se per motivi diversi. Queste imprese hanno un'attitudine maggiore alla compra-‐vendita. Le
PMI italiane, per esempio, sono costantemente attente alle possibilità di aggregazione per
poter migliorare la propria competitività.
La performance aziendale è, quindi, sempre più guidata dalla creazione di valore; in
particolare sono due gli aspetti rilevanti:
1. L’ascesa del valore per gli azionisti
Il tema dell’importanza della misurazione del valore per gli azionisti, rispetto ad altri
parametri fondamentali, ha generato un ampio dibattito che vede due modelli
contrapposti: il modello Anglosassone-‐Statunitense shareholder view e il modello
Europeo stakeholder view.
Le principali motivazioni alla base della spinta delle performance dell’impresa verso
l’obiettivo di creazione del valore per gli azionisti sono:
a) La comparsa, negli anni Ottanta, di un dinamico mercato per il controllo delle
imprese;
b) Il peso crescente delle voci azionarie nei pacchetti retributivi della maggior
parte degli alti dirigenti americani ed europei (stock options);
c) L’aumento della proprietà azionaria come quota dei patrimoni delle famiglie,
grazie al buon andamento delle Borse statunitensi ed europee, a partire dagli
anni Ottanta;
d) La crescente consapevolezza che molti sistemi di previdenza sociale,
soprattutto in Europa continentale e Giappone, sono destinati ad attraversare
crisi esplosive nel medio periodo.
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2. Principi generali del value based management
Oggi la maggior parte delle società quotate in Borsa si pongono l’obiettivo esplicito di
creare valore. Le aree di intervento che i managers hanno a disposizione per creare
valore per l’impresa sono:
i. Come fissare obiettivi in grado di rafforzare il fine ultimo della creazione di
valore?
ii. Come allineare i processi gestionali all’obiettivo complessivo della creazione di
valore?
iii. Come strutturare i piani di incentivazione?
iv. Come diffondere l’attenzione alla creazione di valore in tutta la cultura
aziendale?
La misurazione del valore passa attraverso tre punti principali:
1. Le finalità della valutazione
La valutazione può essere sia una necessità del mercato, come abbiamo già detto per
imprese che cercano opportunità di acquisizione, sia una necessità interna delle
imprese per valutare l’impatto di determinate decisioni.
Le tre macrocategorie di motivazioni sono:
-‐ Scambi sul mercato: compra-‐vendita di azioni già esistenti; le imprese non vendono
denaro ma solo riconfigurazioni dell’assetto proprietario.
-‐ Aumenti di capitale: sono operazioni di emissione di nuove azioni che portano un
beneficio monetario all’impresa.
-‐ Trasformazioni di società: le imprese non hanno la necessità né di comprare né di
vendere, ma hanno la necessità di valutare perché stanno attuando scelte
strategiche, legali, giuridiche interne che impattano sul valore.
LA7 venduta da
TelecomMedia a Cairo
Communication (ambito
della pubblicità).
In certi casi si ritiene di
valorizzare maggiormente u n
asset vendendolo piuttosto
che gestendolo.
Cambio del modello di
business, entrata in nuovi
mercati, esternalizzazione di
costi scelte che impattano
à
sul valore della società.
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2. Le componenti della generazione del valore
3. Introduzione agli strumenti e ai metodi di misurazione del valore
Gli strumenti a disposizione delle imprese e degli investitori per effettuare la
misurazione del valore sono:
-‐ La lettura del Bilancio, in particolare la riclassificazione del Bilancio: la
riclassificazione del Conto Economico prevede che siano evidenziate particolari
voci utili per il calcolo degli indicatori; la riclassificazione dello Stato Patrimoniale
prevede che si spostino in attivo tutte le passività non finanziare cambiate di segno
e in passivo tutte le attività finanziare cambiate di segno.
Alcuni termini da ricordare sono:
EBITDA: Earning Before Interest, Taxes, Depreciation and Amortization – misura la
redditività della gestione caratteristica di un’azienda;
EBIT: Earning Before Interest, Taxes – misura i profitti aziendali prima delle tasse,
dei proventi/oneri finanziari e delle componenti straordinarie. Viene anche
chiamato reddito operativo o risultato operativo;
EBT: Earning Before Taxes – rappresenta l’utile prima delle tasse;
PFN: Posizione Finanziaria Netta – è un indicatore del grado di indebitamento di
un’impresa industriale. Viene calcolata come differenza tra l’ammontare dei debiti
finanziari e l’ammontare delle disponibilità liquide; è positiva quando l’impresa ha
più disponibilità liquide che debiti;
CE: Capital Employed – rappresenta il totale delle risorse investite in una società.
Viene calcolato come somma tra PFN e Patrimonio Netto.
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-‐ I metodi di valutazione veri e propri.
Il valore di un’impresa non c’entra
niente con il Bilancio; nel Bilancio è
presente solo parte dell’informazione
necessaria alla valutazione.
Il valore di un’impresa può fare
riferimento a due aspetti diversi:
1. valore d’impresa inteso come tutto
il portafoglio di attività industriali
à Enterprise Value – EV;
2. valore d’impresa inteso come
diritti proprietari
à Equity Value – E (viene preso
come riferimento per la definizione dei prezzi di mercato delle operazioni)
Se un’impresa viene valutata con una finalità di compravendita industriale
(comprata per essere gestit
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