Cooperazione penale e cooperazione giudiziaria
L'art 5° del TFUE, che concerne lo spazio di libertà, sicurezza e giustizia, include le norme che riguardano l'asilo e l'immigrazione, la cooperazione giudiziaria civile, la cooperazione giudiziale penale e la cooperazione di polizia. La disposizione generale all'art.67 TFUE disciplina l'obiettivo dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, che è la realizzazione di questo spazio nel rispetto dei diritti fondamentali, nonché dei diversi ordinamenti giuridici e delle diverse tradizioni giuridiche degli Stati membri.
Libertà e cooperazione penale
Il paragrafo 2 garantisce che non ci siano controlli alle frontiere interne. Il paragrafo 3 e 4 riguarda la cooperazione penale: "L'unione si adopera per garantire un livello di sicurezza attraverso misure di prevenzione di lotta contro la criminalità, al razzismo e xenofobia, attraverso misure di coordinamento e cooperazione con le forze di polizia e le autorità giudiziarie, nonché tramite il riconoscimento reciproco delle decisioni giudiziarie e penali e, se necessario, il ravvicinamento delle legislazioni. L'unione facilita l'accesso alla giustizia, in particolare attraverso il principio di riconoscimento reciproco delle decisioni giudiziali ed extragiudiziali in ambito civile”.
Articolo 82 del TFUE
La cooperazione giudiziaria in materia penale dell'unione è fondata sul principio del riconoscimento reciproco delle sentenze e delle decisioni giudiziarie; e include il ravvicinamento delle disposizioni legislative regolamentari degli Stati membri nel settore al paragrafo 2 nell'art.83.
Il paragrafo 2 dice: "Laddove necessario per facilitare il riconoscimento reciproco delle sentenze e delle decisioni giudiziarie e la cooperazione di polizia giudiziale in materia penale, il Parlamento europeo e il Consiglio possono stabilire norme e direttive deliberate secondo la procedura legislativa ordinaria".
Articolo 83 del TFUE
Il Parlamento europeo e il Consiglio, deliberando le direttive secondo la procedura legislativa ordinaria, possono stabilire norme per la definizione dei reati. Le sfere di criminalità sono: il terrorismo, tratta di esseri umani e sfruttamento sessuale di minori, traffico illecito di stupefacenti, riciclaggio, contraffazione.
Dalla formulazione delle norme si evince che la cooperazione giudiziaria in materia penale è sorretta sul principio giuridico delle decisioni giudiziarie e include il ravvicinamento delle disposizioni legislative regolamentari degli Stati membri, quando questo è volto a facilitare il riconoscimento reciproco delle sentenze. Questo principio è codificato nel trattato di Lisbona, ma in realtà è stato enucleato dal Consiglio Europeo. Quest'ultimo ha affrontato varie questioni, in materia sia di cooperazione giudiziaria penale che civile, ed ha stabilito che il principio del reciproco riconoscimento delle decisioni giudiziarie costituiva il fondamento della cooperazione giudiziaria in materia civile e in materia penale. Per cui il fondamento è dato sostanzialmente dal riconoscimento delle sentenze e delle decisioni giudiziarie adottate da uno stato membro.
Principio del reciproco riconoscimento
La Corte di giustizia ha affermato il principio del reciproco riconoscimento nell'ambito della libera circolazione delle merci: un prodotto che è immesso in circolazione nel territorio di uno Stato, può liberamente circolare nel territorio degli stati membri, fatte salve le esigenze imperative dello Stato. La Corte ha affermato questo principio con la caratteristica che il principio del mutuo riconoscimento funziona in mancanza di autorizzazione da parte del diritto dell'unione; poiché se ci sono norme di autorizzazione del diritto dell'unione, tutti i prodotti devono essere conformi a quanto stabilito dalle norme dell'unione. Se non ci sono norme di autorizzazione (quelle che concernono l'imballaggio, il contenuto) la Corte stabilisce la sussistenza del principio del mutuo riconoscimento: esso si basa sulla reciproca fiducia tra gli Stati. Questo principio è stato poi applicato in ambito della libera circolazione delle persone, con le stesse caratteristiche: gli atti normativi e le normative che applicavano il principio del reciproco riconoscimento, si basavano sull'assenza di armonizzazione delle legislazioni nazionali da parte delle norme dell'unione.
Cooperazione giudiziale in materia penale
La cooperazione giudiziale in materia penale è fondata sul principio del reciproco riconoscimento. Laddove è necessario per facilitare il riconoscimento reciproco delle sentenze e decisioni giudiziarie, il Parlamento Europeo e il Consiglio possono stabilire le norme e le direttive secondo la procedura legislativa ordinaria. Cioè il ravvicinamento delle legislazioni nazionali interne in diritto penale sostanziale e in diritto penale processuale, non è presupposto necessario per la libera circolazione delle decisioni penali, perché il reciproco riconoscimento delle decisioni penali non vede come condicio sine qua non il fatto che vi sia stata un'autorizzazione nei sistemi penali nazionali. Perché se così fosse non avrebbe ragione d'essere il principio del reciproco riconoscimento delle sentenze. Nel sistema giuridico dell'unione, il presupposto dell'applicazione del principio del reciproco riconoscimento è l'assenza di armonizzazione nell'unione con gli ordinamenti giuridici nazionali.
Fondamenti del principio del reciproco riconoscimento
Su che cosa si fonda il principio del reciproco riconoscimento? Si fonda sulla fiducia reciproca che gli stati membri hanno nei confronti dei rispettivi ordinamenti giuridici. Il minimo denominatore comune su cui si basa tale principio è la consapevolezza che ciascuno degli stati membri assicura la tutela dei diritti fondamentali. In un primo momento si faceva riferimento al fatto che tutti gli stati sono parte della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo. Adesso invece è preso come punto di riferimento la Carta dei Diritti dell'Uomo in quanto questa è stata riconosciuta vincolante dal trattato di Lisbona.
Mandato di arresto europeo
Il primo atto normativo dell'UE basato sul principio di reciproco riconoscimento delle decisioni penali è la decisione quadro sul Mandato di Arresto Europeo. Il consiglio Europeo ha definito il mandato il fondamento della cooperazione giudiziaria. La decisione quadro è destinata a sostituire il sistema multilaterale di estradizione basato sulla comprensione del consiglio di Europa del 1957 con un sistema semplificato di consegna delle persone degli stati membri. (L'estradizione è un istituto classico del diritto internazionale) Quindi è prevista la consegna di una persona da uno SM ad un altro.
Disciplina del mandato di arresto europeo
Su cosa si basa tale disciplina? Si basa su delle basi di fiducia tra gli SM. L'attuazione di tale meccanismo può essere sospesa solo in casi di grave e persistente violazione da parte di uno stato membro.
L'art 1 della decisione quadro: "E' una decisione giudiziaria con la quale l'autorità di uno stato membro (che è lo stato di emissione del mandato di arresto) in vista dell'arresto e della consegna da parte di un altro stato membro (che è lo stato di esecuzione del mandato) di una persona ricercata ai fini di una decisione penale o ai fini di una esecuzione di una pena o di una misura di sicurezza".
Quindi il mandato di arresto europeo è la decisione di un giudice che viene emessa da uno SM (che è lo stato di emissione perché emette il mandato) in vista dell'arresto e della consegna da parte di un altro stato membro. Per precisare bisogna dire che il mandato di arresto europeo è la decisione dell'autorità giudiziaria di uno SM con cui l'autorità giudiziaria dello stato membro emittente chiede la consegna all'autorità dello SM di esecuzione di una persona per sottoporla ad un processo penale o all'esecuzione di una pena.
Quindi la caratteristica fondamentale del mandato di arresto europeo è che c'è un rapporto tra autorità giudiziaria dello stato emittente ed autorità giudiziaria dello stato di esecuzione. Quindi è il rapporto o meglio è una procedura di consegna delle persone ricercate che avviene tra le autorità giudiziarie e non tra gli SM. Questa caratteristica fondamentale distingue il mandato di arresto europeo dall'estradizione nella quale invece c'è un intervento del governo (assente invece nel caso di mandato europeo).
Quindi il mandato è caratterizzato dalla natura giurisdizionale infatti è prevista la giurisdizionalizzazione del procedimento. Quindi una prima differenza tra mandato e estradizione è che mentre per il mandato i rapporti intercorrono tra le autorità giudiziarie degli SM, per l'estradizione i rapporti intercorrono tra i governi degli SM.
Tipi di mandato di arresto europeo
- Il mandato europeo a fini processuali: che serve per sottoporre la persona al processo penale.
- Il mandato europeo a fini esecutivi: che serve per sottoporre una persona ad una pena alla quale è stata condannata.
Questa è una decisione quadro quindi abbiamo avuto atti di attuazione da parte dell'ordinamento italiano. Dobbiamo sempre partire dalla legge dell'UE per verificare se la legge italiana è conforme o meno alla legge europea. Quindi quando c'è una legge di attuazione si deve verificare la sua conformità con l'atto dell'unione. Quando abbiamo parlato degli atti dell'unione abbiamo detto che permangono alcune norme del 3 pilastro. Questo atto non ha effetto diretto perché è escluso l'effetto diretto alle decisioni quadro. L'unico strumento che c'è è o la dichiarazione di incostituzionalità della legge italiana di attuazione o l'interpretazione conforme della legge italiana di attuazione.
Campo di applicazione del mandato di arresto europeo
Il mandato europeo può essere emesso per dei fatti puniti dallo SM emittente per la durata massima non inferiore a 12 mesi. Quindi si pone un termine di durata perché se il reato prevede una pena inferiore a 12 mesi tutto il meccanismo di mettere in atto il sistema di consegna delle persone non ha ragione di esistere anche perché questo tipo di procedura implica anche delle spese.
L'ulteriore elemento caratterizzante della procedura di consegna delineata da questa decisione quadro rispetto all'estradizione si rinviene nel par.2 dell'art. 2 perché questa norma realizza una eliminazione parziale della doppia incriminazione. La doppia incriminazione trova sempre applicazione nel caso dell'estradizione e prevede che ad es. l'Italia chiede al Brasile l'estradizione di una persona il reato per cui l'Italia la chiede deve essere considerato tale dallo stato che provvede all'estradizione della persona. Quindi il reato deve essere considerato tale sia dallo stato che richiede l'estradizione e dallo stato che deve estradare la persona.
Per alcuni reati (32 reati) elencati nella decisione quadro non è prevista la doppia incriminazione. Es. l'Italia che è lo stato emittente del mandato chiede all'autorità francese Tizio per corruzione. Non c'è bisogno della doppia incriminazione perché la definizione del reato viene fatto dallo stato membro emittente (Italia) e l'autorità dell'altro stato membro consegna la persona sulla base della richiesta fatta dall'autorità giudiziaria italiana. Quindi con l'eliminazione parziale della doppia incriminazione prevede che il reato per cui la persona viene richiesta non necessariamente deve integrare gli stessi estremi nello stato di emissione del mandato di arresto europeo. La definizione del reato deve essere fatta dallo stato membro emittente.
Quindi è un meccanismo semplificato di consegna delle persone tra i vari SM con il principio del reciproco riconoscimento. Possiamo distinguere tre momenti fondamentali:
- Fase della trasmissione del mandato di arresto europeo.
- La fase delle decisione in ordine alla consegna della persona.
- La fase della consegna della persona richiesta.
Fase della trasmissione del mandato di arresto europeo
La giurisdizionalizzazione della procedura implica che c'è un rapporto diretto tra l'autorità giudiziaria dello stato membro emittente e l'autorità giudiziaria dello stato membro di esecuzione; per cui l'autorità giudiziaria dello stato emittente chiede all'autorità giudiziaria dello stato di esecuzione la consegna di una persona. Se ci sono difficoltà si può far ricorso al sistema di formazione Schengen. La decisione quadro prevede la funzione di una autorità centrale ma questa autorità centrale ha funzione solo di supporto amministrativo. Quindi la trasmissione avviene principalmente tra lo SM emittente e lo SM di esecuzione mentre l'autorità centrale ha soltanto la funzione di facilitare i rapporti tra autorità giudiziarie. Es. se io sono la corte di appello di Bari e voglio sapere qual è l'autorità giudiziaria competente per consegnare una persona francese vado sull'apposito sito e vedo chi è l'autorità.
L'altra caratteristica è che i rapporti tra autorità giudiziarie hanno luogo sulla base di formulari che vengono allegati allo stesso atto. C'è un primo modello che deve essere allegato dall'autorità giudiziaria emittente all'autorità giudiziaria di esecuzione. Successivamente l'autorità di esecuzione quando lo riceve, compila un altro modello e lo manda all'autorità giudiziaria dello stato di emissione. Questo sistema sembra facilitare i rapporti tra le diverse autorità dei diversi stati membri.
Fase delle decisione in ordine alla consegna della persona
Chi decide sulla consegna della persona? Decide l'autorità giudiziaria di esecuzione ossia l'autorità a cui è arrivata la richiesta di esecuzione. Nella legge italiana l'autorità italiana competente in materia di arresto europeo è la Corte di Appello. Es. la Corte di Appello di Bari chiede la consegna all'autorità giudiziaria francese. L'autorità francese deve decidere se consegnare o meno la persona alla corte di appello.
Oggetto dell'atto
Siamo nell'ambito del principio del reciproco riconoscimento. Quindi l'autorità giudiziaria francese non potrà svolgere nessuna valutazione della richiesta fatta dall'autorità giudiziaria italiana. Cioè non può andare a sindacare il merito per il quale l'autorità giudiziaria italiana richiede la consegna di quella determinata persona. L'autorità giudiziaria italiana può chiedere una determinata persona o per fini penali o per fini esecutivi. Mentre l'autorità giuridica francese non può sindacare sulla decisione presa dalla corte di appello italiana perché siamo di fronte ad un atto che si fonda sul principio del reciproco riconoscimento. Però l'autorità di esecuzione svolge una funzione di controllo sul mandato nel senso che il controllo si esercita solo su aspetti che sono indicati dalla decisione quadro. Il controllo si esercita sul modello che viene elaborato dallo stato emittente. Il modello deve contenere delle informazioni: indirizzo e posta elettronica dello stato emittente, l'indicazione di una sentenza esecutiva o una decisione giudiziaria, e natura del reato tenendo conto dell'art 2 (cioè deve essere indicato qual è il reato in riferimento al sistema della doppia incriminazione). Quindi il primo controllo fatto dall'autorità giudiziarie di esecuzione riguarda i requisiti presenti nel modello che proviene dallo stato di emissione.
Funzione di controllo dell'autorità di esecuzione
Cosa fa l'autorità di esecuzione se ritiene che questi requisiti siano insufficienti? Può chiedere informazioni complementari allo stato emittente. Quindi c'è già un primo momento nel quale lo stato può negare la consegna della persona attraverso la funzione di controllo. Quindi se non ci sono i requisiti richiesti dall’art 8 della decisione quadro lo stato di esecuzione può negare la consegna della persona. Ci sono 3 ipotesi in cui l’autorità di esecuzione è obbligata a non eseguire il mandato di arresto europeo:
- Se il reato è coperto da amnistia.
- Rispetto del principio ne bis in idem (L'autorità giudiziaria di esecuzione non può consegnare la persona se risulta che tale persona sia stata già sottoposta a sentenza definitiva da uno qualsiasi degli stati membri).
- La persona sia considerata minore d'età secondo la legge di esecuzione di arresto europeo.
Quindi l'autorità di esecuzione prima esegue una funzione di controllo sul modello e deve verificare che ci siano tutti i requisiti richiesti. Inoltre se ci sono dei motivi elencati nelle tre ipotesi l'autorità di esecuzione è obbligata a non eseguire il mandato di arresto.
Motivi facoltativi di non esecuzione del mandato di arresto
Ci sono anche motivi facoltativi di non esecuzione del M.A. da parte dello stato di esecuzione: art 4 decisione quadro.
- In caso di doppia incriminazione.
- Motivi che attengono alle modalità di configurazione dell'ordinamento giuridico dello stato di esecuzione (ad es. la prescrizione).
Sono tutti strumenti di tutela per la persona richiesta. Per quanto concerne i motivi di non attuazione facoltativa, la Corte di giustizia ha affermato che gli stati possono, nell'attuazione interna, eliminare i motivi di non attuazione facoltativa perché è a discrezione dello stato facilitando la consegna della persona e il raggiungimento dello stesso obiettivo previsto dal mandato. La norma prevede sette motivi di non attuazione facoltativa. Quindi per es. lo stato Italiano è legittimato nella legge interna a richiamare o tutti o alcuni o nessuno dei motivi di esecuzione facoltativa proprio per il...
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