Capitolo 16: IL CONTROLLO STRATEGICO E LA MISURAZIONE DELLE
PRESTAZIONI
Il capitolo tratta il tema dei sistemi di misurazione e valutazione in ottica strategica delle
prestazioni aziendali, con i connessi meccanismi di controllo strategico, ossia le attività di
rilevazione e analisi che dovrebbero accompagnare e integrare le decisioni strategiche, allo
scopo di contenere i rischi di scelte erronee/indesiderate e di promuovere il conseguimento dei
benefici auspicati.
LE SCELTE STRATEGICHE E IL LORO CONTROLLO
La strategia rappresenta l’apice delle attività decisionali condotte per avviare e/o condurre nel
tempo un’azienda; il ciclo di vita di una strategia prevede le seguenti fasi: formulazione,
attuazione, valutazione finale.
il controllo è un’attività imprescindibile per ogni decisione aziendale, soprattutto per
quelle strategiche che producono impatti rilevanti sul futuro dell’azienda.
Generalmente si attribuisce alla strategia il compito prevalente di:
- Regolare/armonizzare il rapporto tra l’impresa e l’ambiente circostante;
- Individuare o selezionare traiettorie o iniziative (inv.) reputate prioritarie per la
sopravvivenza aziendale
- Reperire le risorse finanziarie e più critiche
- Allocare le risorse disponibili alle attività aziendali secondo criteri di
priorità/meritevolezza
la portata intrinsecamente creativa e innovativa della decisione strategica non può esimere
il decisore da modalità di analisi e monitoraggio, essenziali per evitare che il disegno strategico
e la sua attuazione risultano carenti (non tempestive; incoerenti; non chiare; inefficaci).
Numerosi possono essere i limiti di un’opzione strategica:
1) Tempestività: le strategie devono essere adottate e implementate con attenzione ai
tempi, affinchè l’impresa colga le opportunità tecnologiche e di mercato che
periodicamente si manifestano nel contesto
2) Coerenza, fattibilità, consistenza: ciò è valutabile a seconda che la nuova strategia
sia in continuità o in rottura con il passato, in termini di coerenza e fattibilità a
determinati aspetti aziendali (immagine; dimensione; brand e reputazione)
3) Chiarezza e condivisione: al fine di non generare ostacoli e inerzie tali da rendere più
difficile l’attuazione della strategia
4) Efficacia: in termini di adeguatezza della strategia rispetto gli obiettivi.
5) Opportunità: l’indeterminatezza che precede la scelta strategica sottende ad un
criterio di opportunità e non di necessità. L’analisi puntuale della portata della
opportunità consente di comparare differenti alternative strategiche per individuare
quella preferibile.
STRATEGIC CONTROL E STRATEGIC MANAGEMENT ACCOUNTING
La questione del controllo e della valutazione della strategia, data la sua complessità, è stata
affrontata solamente in tempi relativamente recenti. Le impostazioni sinora emerse sono
riconducibili a due prospettive distinte ma complementari, quella del controllo strategico e
quella del performance measurement.
il primo approccio parte dall’assunto che ogni piano e programma è esso stesso uno
strumento di controllo e ogni attività deve essere assoggettata a qualche verifica. La
seconda impostazione evidenzia che la strategia investe l’impresa nella sua globalità,
per questo è difficile separare gli effetti diretti della strategia dalle performance
aziendali.
ACCEZIONI E FATTISPECIE DEL CONTROLLO
Il termine controllo ha due possibili accezioni: quella di indirizzare, orientare, dirigere e l’altra di
verificare riscontrare e ispezionare. tra le due accezioni esiste una sostanziale circolarità e
non una separazione.
Il controllo, soprattutto se concepito come verifica e riscontro, è ulteriormente distinto in:
1) Controllo ex-ante: avviene prima dell’assunzione della decisione o della conduzione di
un’attività e rigiarda la elaborazione delle aspettative e previsioni sulla base delle quali
gli individui assumono decisioni pro-azione,
questa modalità di controllo è legata al principio di secondo cui un sistema
condiziona la propria dinamica evolutiva già con le proprie attese e proiezioni
2) Controllo concomitante: è la modalità di verifica più sistematica e continuativa,
poiché interviene in parallelo all’attività principale, ossia nel mentre l’operatore compie
delle azioni. step)
ciò nel concreto richiede di scomporre l’attività da controllare in una pluralità di fasi ( e
(milestone),
di punti di controllo intermedi al fine di cogliere il prima possibile problemi, criticità
e carenze secondo una logica di “allarme tempestivo. Lo sviluppo delle moderne ICT ha
notevolmente promosso il controllo concomitante da parte delle BI.
3) Controllo ex-post: si concretizza nella rilevazione degli effetti o dei risultati finali di
una scelta o azione con fini di fornire un quadro riepilogativo della situazione e di fornire
un indirizzo per le attività future.
si basa sul principio di re-azione.
Nelle pratiche aziendali si distingue infine, tra un controllo più tradizionale (tecnico-contabile;
economico-finanziario) a fini di comunicazione dell’andamento della società all’esterno e
controllo manageriale/direzionale volto a supportare la presa di decisione.
L’INQUADRAMENTO DEL CONTROLLO STRATEGICO E DEL SUO RUOLO NEL
MANAGEMENT STRATEGICO
In questo ambito di inquadramento si ravvisano almeno due impostazioni di fondo:
La prima più restrittiva, concepisce il controllo strategico come distinto e successivo
rispet
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Controllo Strategico
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Controllo strategico
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Programmazione e controllo strategico
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Appunti controllo strategico avanzato