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Controllo chimico della placca

Nasce come mezzo per superare le inadeguatezze associate allo spazzolamento meccanico dei denti. L'azione dei prodotti chimici di controllo della placca può suddividersi in quattro categorie:

Agenti antiadesivi

Provocano una diminuita capacità di adesione dei batteri a livello della pellicola che forma la placca primitiva.

Agenti antimicrobici

Inibiscono la formazione della placca per mezzo di due meccanismi:

  • Inibizione della proliferazione batterica, contro i batteri della placca primitiva (effetto batteriostatico: lavorando in fase successiva alla loro adesione ma prima della loro divisione cellulare).
  • Azione battericida: con essa l'agente antimicrobico distruggerebbe tutti i meccanismi sia in fase di adesione sia quando questi siano già aderenti alla superficie dei denti. L'inibizione della placca per mezzo di un battericida richiederebbe l'uccisione immediata del 99,9% dei batteri orali per ottenere un'azione inibitoria sulla placca di durata significativa.

Agenti di rimozione della placca

Gli unici a rendersi efficaci sono stati gli enzimi diretti contro la pellicola come ad esempio: le proteasi, le destranasi, o la tanasi, che sono veri antimicrobici capaci di distruggere la matrice primitiva della placca. Tuttavia, anche se efficaci, questi enzimi mancherebbero di sostantività e avrebbero anche effetti collaterali (es. eruzioni mucose). Un secondo gruppo di enzimi è rappresentato da: glucosio ossidasi e amiloglucosidasi usate per potenziare i meccanismi di difesa dell'ospite.

Sostantività di un principio attivo

La persistenza della loro azione: gli agenti antimicrobici maggiormente efficaci sono quelli che sviluppano un'azione duratura in bocca, misurata in ore. Essa sembra dipendere da:

  • Adsorbimento e prolungata ritenzione sulle superfici orali, soprattutto quelle che presentano la pellicola acquisita.
  • Mantenimento dell'attività antimicrobica una volta realizzato adsorbimento, con azione batteriostatica sulla placca primitiva.

Dentifrici

Classificazione

  • Funzione: a) cosmetico-sanitarie b) preventivo-terapeutici
  • Forma: a) in polvere b) in pasta c) in gel d) liquidi
  • Requisiti: sapore gradevole; sapore fresco; non irritanti; non dannosi; lisci; misuratamente abrasivi;
  • Composizione: a) detergenti; b) abrasivi; c) dolcificanti; d) aromatizzanti; e) leganti; f) umettanti; g) conservanti; h) coloranti; i) acqua.

Detergenti

Sono chiamati anche tensioattivi, in quanto abbassano la tensione superficiale per poi penetrare nei depositi superficiali e poi scioglierli. Si dividono in:

  • Non ionici
  • Ionici:
    • anioni (-); Es. lauril solfato di sodio
    • cationi (+); Es. sali dell'ammonio quaternario (benzalconio cloruro e cetilpiridinio)
  • Anfoteri (-/+).

Possono creare abrasione della dentina.

Sodio lauril solfato

Questo detergente anionico presenta attività sia antimicrobiche sia inibitorie nei confronti della placca simile a quella del triclosan. Questo detergente non può essere contenuto all'interno di prodotti che contengono sostanze cationiche, come la clorexidina o i sali metalli polivalenti come lo stronzio usato per l'ipersensibilità dentinale. Presenta una sostantività compresa tra le 5-7 ore.

Abrasivi e lucidanti

Hanno la funzione di dare consistenza al dentifricio e di rendere la superficie del dente levigata e lucida, senza causare danni alla superficie dei denti. Le più usate sono di origine minerale:

  • Carbonato di calcio
  • Idrossido di alluminio
  • Metafosfato di sodio
  • Fosfato di calcio
  • Silicio

Le sostanze abrasive di ultima generazione sono i composti organici, tra cui:

  • Polietilene
  • Metacrilato

L'abrasività di un dentifricio dipende:

  • Dal tipo di abrasivo utilizzato
  • Dalle dimensioni
  • Dalla forma dei granuli abrasivi

RDA: indice di abrasività. RDA-REA

RDA: Radio Dentin Abrasion, o Relative dentin abrasion.

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Scienze mediche MED/28 Malattie odontostomatologiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ottavoincluso di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Parodontologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara o del prof Paolantonio Michele.
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