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Il pianto a lieto fine

Joseph Weiss

Una persona sta guardando un film d'amore in cui i protagonisti, dopo aver litigato e magari essersi separati per un certo periodo di tempo, fanno pace e si riuniscono. E a quel punto piange. Perché piange proprio quando due amanti si ritrovano e non mentre litigano? Le persone piangono al lieto fine perché quando i protagonisti del film, con cui si identificano, fanno pace allora e solo allora si sentono sufficientemente al sicuro per poter sperimentare dei sentimenti di dolore che prima avvertivano come troppo forti per poter essere vissuti senza esserne sopraffatti.

Senso di sicurezza, adattamento, padronanza e controllo

In primo luogo, le persone per poter sperimentare i propri sentimenti in modo pieno e per poter rielaborare devono sentirsi al sicuro nel farlo. In secondo luogo, le persone esercitano un controllo conscio e inconscio sulla propria vita mentale ed emotiva. Le persone sono quindi in grado di svolgere inconsciamente funzioni mentali superiori come quelle della pianificazione, della previsione, del giudizio e della decisione e sono intrinsecamente motivate a padroneggiare i propri traumi e a risolvere i propri problemi. La cosa più importante che un terapeuta deve fare per aiutare un paziente è far sentire il paziente al sicuro. Ciò che fa sentire al sicuro una persona può variare in una certa misura anche con il variare delle circostanze.

Sistema di credenze per adattarsi alla realtà

Un essere umano cerca di capire come funziona il mondo, costruirsi una mappa e una rappresentazione delle aspettative, costruirsi un sistema di credenze che rifletta la realtà in cui vive. L'integrazione dei processi e dei contenuti psichici segregati può essere innescata da tre fattori:

  • Cambiamenti nella realtà esterna
  • La relazione con il terapeuta
  • L'acquisizione di un maggior controllo cosciente sui contenuti e i processi prima segregati

Ognuno di questi tre fattori può favorire l'integrazione dei contenuti segregati se accresce il senso di sicurezza della persona e quindi gli permette di appagare liberamente il bisogno di padronanza della propria realtà psichica.

Identificare ed esplicitare le credenze patogene

Gli esseri umani sono intrinsecamente motivati ad adattarsi alla realtà e a padroneggiare traumi e problemi. Esercitano un controllo conscio e inconscio sui propri processi psichici e, nell'eseguire queste operazioni, si servono del criterio guida del senso di sicurezza. Tutto ciò implica che gli esseri umani siano fin dall'inizio profondamente interessati alla realtà, soprattutto la realtà interpersonale, a percepirla, comprenderla e valutarla.

Fin dall'inizio della nostra vita, per sopravvivere, adattarci e realizzare i nostri obiettivi, abbiamo bisogno di costruirci un insieme di conoscenze affidabili e il più possibile coerenti su noi stessi, sugli altri e sulla realtà. L'insieme delle rappresentazioni su noi stessi, gli altri, i rapporti tra noi e gli altri e il mondo che fungono da guida per il nostro pensiero e il nostro comportamento sono le credenze. Una credenza è ciò che una persona reputa reale. Le credenze descrivono come le cose sono e come devono essere per una persona, sono dunque alla base della visione del mondo e della morale di ognuno di noi. Le credenze si formano a partire da prime esperienze del bambino, indirette o comunicazioni dirette.

Le funzioni delle credenze

  • Le credenze sono ciò che per una persona è la realtà e indicano come ci si deve comportare o cosa ci si può aspettare. Guidano l'adattamento, sono la mappa, l'insieme di aspettative e modelli di cui un individuo si serve per organizzare la sua percezione, il suo pensiero, il suo operare.
  • Le credenze organizzano la personalità e il comportamento della persona.
  • Le credenze hanno un ruolo sovraordinato rispetto alle pulsioni e al temperamento della persona, poiché ne plasmano le manifestazioni.

Credenze e affetti

Gli affetti sono l'esito di valutazioni preriflessive e fondamentalmente adattive dell'ambiente per cui contengono delle credenze. Gli affetti sono il nucleo di molte credenze, ma è anche vero che le credenze di una persona plasmano la sua vita affettiva, amplificando e facilitando alcuni affetti e inibendone altri. L'indagine degli affetti dei pazienti è un'ottima finestra per individuare le loro credenze conscie e inconsce, le credenze regolano la possibilità di sperimentare alcuni effetti, li amplificano o li inibiscono.

Caratteristiche delle credenze

Non è necessario essere consapevoli di una credenza perché essa influisca sulla propria vita emotiva e sul proprio comportamento. Le credenze possono essere inconsce sia perché rimosse sia perché implicite, procedurali. Da un punto di vista cognitivo, le credenze operano in modo che si autoperpetua e trovare conferme di una propria credenza è assai più semplice che trovare e accettarne disconferma. Questa lentezza e difficoltà con cui le credenze vengono modificate (bias di conferma) è adattiva. Ogni persona ha delle credenze nucleari e le credenze di una persona possono essere organizzate in modo gerarchico.

Le credenze patogene e la loro genesi traumatica

Le credenze di un individuo si formano a partire dalle sue esperienze dirette e indirette e dagli insegnamenti che riceve. Le credenze sono infatti la rappresentazione del mondo reale e delle regole morali che lo governano e vengono costruite sulla base delle proprie esperienze e nel tentativo di adattarsi alla realtà. C'è una centralità delle esperienze traumatiche per la formazione delle credenze nucleari delle patologie psichiche. Una credenza viene definita patogena quando in essa il perseguimento di un obiettivo sano e piacevole, normale, si associa a un esito negativo.

Le persone inferiscono dunque le loro credenze patogene in genere senza esserne consapevoli a partire da situazioni traumatiche. Si definisce traumatica una situazione in cui la persona si sente sopraffatta da sentimenti negativi di ansia, paura, tensione, dolore o impotenza, o una situazione in cui al desiderio e al tentativo di perseguire un obiettivo sano, e all'aspettativa di riuscirci e trovare il sostegno delle figure di riferimento, consegue invece una situazione di pericolo, per la persona stessa o per i suoi rapporti significativi.

Le situazioni traumatiche possono essere di due tipi:

  • Traumi da shock: situazioni singole specifiche e puntiformi di rilevante gravità e inattese, che fanno sentire la persona in grave pericolo.
  • Traumi da stress: situazioni ripetitive in cui si profila il nesso tra tentativo di perseguire un obiettivo sano e normale e il determinarsi di una situazione di pericolo.

Credenze patogene e funzionamento psichico infantile

Essendo sviluppate nel corso dell'infanzia, la maggior parte delle credenze patogene risente di alcune peculiarità della vita psichica infantile. Ogni bambino dipende dai genitori e ha dunque necessità di vederli come forti, giusti e buoni e di stabilire con loro una relazione sufficientemente sicura. Ogni bambino ha bisogno di vedere che i genitori stanno bene con lui. I caregiver insegnano ai figli sia come le cose sono sia come devono essere. Come trattano lui è anche un insegnamento rispetto a come lui merita di essere trattato e come trattano gli altri è un insegnamento su come gli altri vanno trattati. I bambini sono inoltre egocentrici e compensano il loro scarso potere reale con un'onnipotenza immaginaria.

Credenze patogene e relazione con i familiari

Il bambino non solo cerca di obbedire ai moniti e agli insegnamenti espliciti dei genitori ma anche di essere e fare ciò che ritiene loro gli stiano chiedendo, ciò di cui crede abbiano bisogno. La ribellione ai genitori esprime la fedeltà del piccolo ai propri bisogni al cospetto dei genitori che gli facevano vivere l'appagamento di questi bisogni come fonte di pericolo. L'identificazione con i genitori traumatici è un modo per guadagnare un maggiore senso di padronanza assimilando i suoi genitori o espressioni del tentativo di dargli implicitamente ragione mostrando nei fatti di approvare il loro comportamento. La patologia psichica è quindi l'esito di un adattamento a situazioni e relazioni traumatiche.

Credenze patogene, meccanismi di difesa e sintomi

I meccanismi di difesa, le inibizioni e i sintomi sono quindi leggibili come espressione di credenze patogene o modi per gestirne le conseguenze.

  • La rimozione
  • L'onnipotenza e il senso di avere tutti i diritti
  • Il ricorso alla dissociazione

La messa alla prova delle credenze patogene

Una peculiarità delle credenze patogene è che le persone sono fortemente motivate a confermarle. La disconferma delle credenze patogene è particolarmente difficile per diversi motivi:

  • Le credenze patogene sono rivestite dell'autorità che il bambino attribuisce ai genitori.
  • Le persone hanno sviluppato le loro credenze patogene per proteggersi da pericoli gravi.
  • Le credenze patogene sono in genere inconsce perché rimosse o perché procedurali.

Lavorare sui sensi di colpa inconsci

Vi è però un altro fattore che secondo la CMT spinge le persone a continuare a prestare fede alle loro credenze patogene, a essere compiacenti rispetto ai genitori traumatici, a identificarsi con loro o a ribellarsi in modo disfunzionale ai loro messaggi. Questo fattore sono i sensi di colpa.

Ipotesi marcatore somatico: quando dobbiamo fare una scelta non valutiamo tutte le opzioni possibili ma ci basiamo su conseguenze positive o negative associate a un determinato corso d'azione di esperienze passate. Il senso di colpa emerge come conseguenza di distress empatico per conseguenze sull'altro. Associazione tra dispiacere dell'altro e propria azione, distress empatico, senso di colpa quando si sta per ripetere un'azione. Utile a gestire le proprie azioni.

Funzioni adattive del senso di colpa

Il senso di colpa è un'emozione che promuove affiliazione, interdipendenza, restaurazione di legami ma il limite è il fatto che il senso di colpa può essere alla base di comportamenti antisociali e autodistruttivi che nascono da manifestazioni prosociali.

Genesi e funzione del senso di colpa

Il senso di colpa, come le credenze patogene, ha origine nell'infanzia nel rapporto con i propri genitori ed è influenzato dall'immaturità cognitiva ed emotiva del bambino. I genitori sono le principali figure di autorità dei figli, coloro che agli occhi dei piccoli sanno ciò che è vero e ciò che è falso, ciò che è permesso e ciò che è proibito, ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, ciò che è bello e ciò che è brutto.

Sensi di colpa, aggressività e altruismo

La CMT sottolinea come la colpa non sia funzione dell'odio ma dell'amore, del bisogno che il piccolo ha di sentire che i propri genitori lo amano, sono buoni, forti e felici, della responsabilità che avverte nei loro confronti e del potere che si attribuisce. E non ci sono sentimenti e desideri in sé colpevoli; i bambini possono sentirsi in colpa per qualsiasi sentimento, atteggiamento, comportamento, anche il più sano, se hanno l'impressione o viene loro detto che esso suscita dolore o disapprovazione dei genitori o mette a repentaglio il rapporto con loro. L'aggressività non è altro che un modo adattivo per reagire alle situazioni in cui una persona si sente in pericolo.

Senso di colpa consapevole e senso di colpa inconscio

Il senso di colpa cosciente...

Il senso di colpa inconscio è legato a traumi...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/07 Psicologia dinamica

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