Rousseau e la società civile
Per Rousseau, un uomo è collocabile nella società civile in quanto vizi e violenze sono proprie dello stato civile. Nel "Discorso sui diritti della disuguaglianza" parlerà di ciò, ma ne darà una visione ottimista, in contrasto con la società liberale molto moralista, e tratterà dell'uomo come già realizzato.
Stato di natura vs stato civile
Per Rousseau, lo stato di natura è uno stato di innocenza; la natura umana non si realizza in esso, ma nella società civile, in contrapposizione a Locke. Rousseau vuole mettere in evidenza il carattere artificiale della società civile e ammette la possibilità di modificarla.
Lavoro e proprietà privata
Con il lavoro, in una società matura, si genererà una proprietà privata e il suo diritto porterà alla fondazione dello stato civile con conseguenze nefaste per il genere umano, come la divisione tra ricchi e poveri. In questo ambito, l'uomo dichiarò la sua "volontà di unione", principalmente per tutelare i beni dei ricchi.
Transizione da stato di natura a civile
Il passaggio dallo stato di natura a quello civile è dato da un patto che sancisce il riconoscimento delle disuguaglianze dello stato di natura. Ciò non crea un punto di uguaglianza, come invece secondo Hobbes. Gli uomini entrano nella società civile con le loro diversità.
Concepire un patto equo
Se lo stato civile è questo, allora occorre concepire idee per rendere equo questo patto. Bisogna trovare dei criteri che legittimano la società. Ciò verrà esposto nell'opera del 1762 nominata "Contratto sociale".
Critica al sistema democratico
Rousseau critica il sistema democratico rappresentativo e preferisce il sistema democratico diretto. Introdurrà il concetto unitario di sovranità, anche se distinguerà la titolarità della sovranità e l'esecuzione della titolarità.