Letteratura inglese nel Medioevo
La storia dell’isola britannica nel Medioevo è caratterizzata da ondate successive di invasioni e dal conseguente susseguirsi di scontri e incontri tra etnie e culture. L’avvicendarsi di popolazioni diverse implicò anche la compresenza sullo stesso suolo di più lingue che contribuirono tutte alla formazione della lingua nazionale.
Popoli e lingue dell'Inghilterra medievale
I Britanni, popolazione celtica che risiedeva nella parte centrale e meridionale dell’isola, si trovavano a dover contrastare la calata di nuovi invasori provenienti dalla Scozia settentrionale. Fu così che i Britanni fecero appello a una popolazione di etnia germanica, i Sassoni, i quali, seguiti da Anglo e Iuti, presero possesso dell’isola a partire dal 450 circa, confinando la popolazione locale ai margini del territorio e sulle isole. Gli invasori anglo-sassoni parlavano una lingua di ceppo germanico fino a dare origine all’anglo-sassone, o Old English. Questo fu strumento di espressione delle prime opere di letteratura inglese ma a cambiare radicalmente la storia della lingua inglese venne la conquista normanna.
La conquista normanna
Erano normanni, bretoni e francesi guidati da Guglielmo I, chiamato anche Guglielmo il Conquistatore, duca di Normandia, il quale rivendicava i diritti al trono inglese in quanto parente prossimo di Edoardo il Confessore. Gli eventi messi in moto dall'arrivo dei Normanni portarono alla nascita di una delle più potenti monarchie europee e di uno dei sistemi di governo più sofisticati dell'Europa occidentale. La conquista normanna gettò anche le basi per la lunghissima ostilità anglo-francese che durò fino al 1904. Rappresentò infine l'ultima conquista militare dell'isola da parte di un esercito straniero.
La conquista normanna si concluse nel 1066 con la sconfitta dell’ultimo re sassone Harold II a Hastings ad opera di William the Conqueror. I normanni parlavano una varietà francese chiamata franco-normanno. Ne conseguì che il linguaggio ufficiale della corte e della politica era il franco-normanno, quello della Chiesa e della cultura “alta” era il latino, mentre gli abitanti originari, ormai degradati al ruolo di sudditi di un popolo di dominatori, continuavano a usare l’anglo-sassone. L’Old English subì gli effetti della vicinanza francese, fino a trasformarsi in una lingua composita, in cui sono evidenti tanto le radici germaniche quanto gli influssi neolatini, che è classificata come Middle English.
Ibridismo nella letteratura inglese
L’oscillazione tra il mondo germanico e quello neolatino attribuì alla letteratura inglese delle origini un marcato ibridismo.
Ibridismo: unione dei fenomeni che si riferiscono alla produzione di ibridi, non omogenei; ibrido: che deriva dall’unione di elementi eterogenei (linguaggi).
Chaucer e la letteratura del Trecento
La storia sociale e politica dell’Inghilterra tardo medievale ebbe peraltro anche caratteristiche autonome. Non è casuale che il sommo narratore inglese del Trecento, Geoffrey Chaucer, non solo eleggesse come protagonisti della sua raccolta di novelle un gruppo di pellegrini appartenenti esclusivamente alla fascia media ma anche che scegliesse per ognuno di loro una storia più appropriata e verosimile e un appropriato linguaggio.
A seguito della peste che aveva decimato le forze lavorative maschili, nel Trecento vediamo l’arrivo della Wife of Bath, donna dal carattere e dall’energia senza pari, capace di proseguire in tutta autonomia l’attività ereditata da uno dei suoi numerosi mariti. La letteratura medievale è dunque un fenomeno complesso: le opere si collocano a cavallo tra la produzione orale e quella scritta e i testi ci sono giunti in larga misura anonimi, fortemente influenzati dal dialetto che ne rende difficile la collocazione geografica e cronologica.
La soppressione dei monasteri e le sue conseguenze
La soppressione dei monasteri (1525-1539), da parte di Enrico VIII, capo della Chiesa anglicana, impose la chiusura dei luoghi destinati alla riproduzione e alla conservazione di testi. Questo ha drasticamente ridotto il numero delle opere a noi tramandate. Il processo di evoluzione subito dalla lingua portò un lungo periodo di latenza alla letteratura medievale fino alla rivalutazione nel periodo romantico.
Ricostruzione della letteratura inglese delle origini
La storia della letteratura inglese delle origini è stata dunque ricostruita sulla base di una documentazione frammentaria e casuale. Il medievalismo romantico ha cercato di recuperare i materiali e a volte hanno colmato ogni evidente lacuna con la fantasia.
Eventi storici significativi
Importanti furono la rivolta dei contadini avvenuta nel 1381 che ha coinvolto gli abitanti delle campagne i quali, a causa di una crisi generale dell'economia inglese che perdurava ormai da anni e alla politica feudale di sfruttamento delle terre coltivate impiegando lavoratori sottopagati e spesso ridotti nella condizione di servi della gleba e da riforme agrarie fallimentari, cercavano in qualche modo di cambiare tale situazione.
Un gruppo di contadini si raccolse nella valle del Tamigi e cominciò a marciare su Londra, bruciando e devastando varie abitazioni, dopo aver catturato e assassinato Simon Sudbury, l'Arcivescovo di Canterbury.
La guerra dei cent'anni
Importante fu la guerra dei cent'anni, un conflitto tra il Regno d'Inghilterra e il Regno di Francia che durò, con varie interruzioni, centosedici anni, dal 1337 al 1453. Si concluse con l'espulsione degli inglesi da tutti i territori continentali fatta eccezione per la cittadina di Calais, conquistata dai francesi solo nel 1558.
Nel processo di formazione dello Stato unitario francese, già avviatosi sotto i primi re Capetingi, rappresentò una lunga pausa, ma alla sua conclusione la Francia aveva sostanzialmente raggiunto l'assetto geopolitico moderno. Dal punto di vista militare in questo periodo vennero introdotte nuove armi e nuove tattiche che segnarono la fine degli eserciti organizzati su base feudale e incentrati sulla forza d'urto della cavalleria pesante.
La guerra delle due Rose
Inoltre vi fu la Guerra delle due Rose che fu una sanguinosa lotta dinastica combattuta in Inghilterra tra il 1455 ed il 1485 (1487 per una parte della storiografia inglese) tra due diversi rami della casa regnante dei Plantageneti: i Lancaster e gli York. La guerra fu così denominata, nel XIX secolo, dopo che Walter Scott, nel 1829, aveva pubblicato il romanzo Anna di Geierstein facendo riferimento agli stemmi dei due casati che recavano rispettivamente una rosa di colore rosso ed una bianca.
Da Beowulf a Malory
La cultura anglo-sassone
La cultura anglo-sassone trovò in particolar modo terreno fertile nella città di New York per poi essere soffocata dalle invasioni danesi, fino a che re Alfred (849-899) creò un nuovo centro culturale nel Wessex. Due sono le caratteristiche formali distintive della poesia in Old English: il metro allitterativo e l’uso di un linguaggio fortemente formulaico.
Beowulf
Tali aspetti li ritroviamo in Beowulf, poema di 3182 versi, unico esemplare della produzione eroica del suo tempo. Composto presumibilmente all’inizio del VIII secolo o da un poeta della Northumbria o della Marcia, ci è giunto intorno all’anno 1000 nel dialetto Wessex in un unico manoscritto. Nonostante parli di un eroe scandinavo con riferimenti al mondo pagano pieno di mistero, troll e draghi, fa anche riferimenti al mondo cristiano.
Beowulf è un guerriero dei Geati, popolo della Svezia meridionale, che giunge in soccorso del re danese Hrothgar, la quale sala viene invasa più volte da Grendel, essere mostruoso, cannibale e invincibile. Beowulf ucciderà Grendel ma dovrà fare poi i conti con la madre che vuole vendicare il figlio. L’eroe la combatterà inseguendola e la ucciderà in una caverna sottomarina. La seconda parte del poema parla di Beowulf, diventato sovrano dei Geati, ormai vecchio, che è chiamato a combattere un drago. Ne uscirà di nuovo vincitore ma questo combattimento lo condurrà alla morte. Il protagonista è tratto dal folklore germanico.
Significativi sono i festeggiamenti che seguono ognuna delle imprese dell’eroe durante i quali il re distribuisce doni e scop. Nella sequenza finale, dove vi è il funerale del protagonista, vediamo lo spirito cristiano sempre più presente.
La letteratura anglo-sassone
La letteratura anglo-sassone ha lasciato una produzione elegiaca che risale al VII-VIII ed è rappresentata da sei opere che trattano i temi del viaggio, dell’esilio, della perdita. La volontà degli anglo-sassoni di tracciare i confini della propria identità è confermata dall’interesse per la storia e per la narrazione cronachistica in prosa, di cui testimonia il fatto che la historia ecclesiastica gentis anglorum, scritta dal Venerabile Beda in latino, fu tradotta in anglo-sassone già ai tempi di re Alfred.
Egli patrocinò anche la cosiddetta Anglo-Saxon Chronicle (IX-XII) che rappresenta il più antico resoconto della propria storia da parte di un popolo germanico. La redazione della Anglo-Saxon Chronicle procedette anche dopo la morte di re Alfred e giunse oltre la conquista normanna. Quando i Normanni giunsero in Inghilterra, la cultura anglo-sassone stava attraversando una fase di piena maturità. Questo spiega perché il sopraggiungere della cultura normanna, non sia riuscito a cancellare del tutto le istanze del passato ma abbia dato vita ad una complessa interpolazione di istanze culturali, di generi letterari e mezzi di espressione.
Il romance
Il romance nacque in Francia, per poi diffondersi con l’invasione normanna e l’introduzione del feudalismo anche in Inghilterra. Il suo obiettivo è il desiderio e la sua soddisfazione, perseguibile solamente in un tempo e in uno spazio mitici ed indefiniti. Implica un progress verso un obiettivo finale ed un combat tra due forze opposte, una positiva e l’altra negativa. Il romance in lingua inglese presenta notevoli differenze di forma e contenuto rispetto a quello francese, a seguito della tendenza a celebrare personaggi ed eventi della storia ed assorbire la celebrazione di personaggi storici, l’epica, l’exemplum, la ballata e il folk-tale.
Gli aristocratici normanni si convertirono all’inglese soltanto tra il XIII e il XIV secolo. Il romanzo volgare era destinato alla produzione locale. Le opere residue erano 115 testi. I primi romances in inglese furono rielaborazioni di romances anglo-americani e comparirono intorno alla metà del XIII secolo. Sir Gawain and the Green Knight, riconducibile all’ultimo quarto del secolo XIV, è composto nel dialetto dei Midlands occidentali. Giunto in un unico manoscritto e affiancato a tre poemetti di stampo religioso: Pearl, Cleaness e Patience. Probabilmente ci fu la mano di un unico autore conosciuto come “Gawain-poet”.
Sir Gawain è il nipote di re Artù e si trova a dover difendere l’onore combattendo contro un mostro verde. Gawain scopre che il cavaliere verde è Sir Bertilak così trasformato dalla strega Morgana. Questo richiamo al mondo naturale fa vedere un avvicinamento dream-poet al romance. Con i tre poemetti possiamo parlare di dream-poet che parla di un sogno e consente di narrarlo tramite le due voci del poeta e del sognatore. Si parla di un viaggio di un essere umano al di là dell’ordinaria esperienza alla ricerca di una verità assoluta.
Geoffrey Chaucer
Geoffrey Chaucer nacque a Londra intorno al 1340 e faceva parte della borghesia. Lui rappresenta a pieno la società inglese della seconda metà del Quattrocento. Fece parte delle truppe inglesi e combatté in Francia per poi sposarsi con Philippa. Alla morte di questa scrisse The book of the duchess nel 1369, nel quale ripropone l’espediente di un sogno in rima baciata.
Ebbe una vita attivissima e solo nell’ultima parte di questa si avvicinò completamente alla letteratura. Rielaborò le diverse tradizioni letterarie antecedenti. Importante fu l’impatto che le sue opere letterarie ebbero sulla lingua in quanto il dialetto londinese da lui utilizzato divenne ufficialmente la lingua della letteratura. Era molto legato agli autori italiani come Boccaccio e il suo Filostrato, nel quale aggiunse circa duemila versi dedicati al travaglio psicologico e morale dei personaggi, dando prova di quella capacità di attribuire a ogni personaggio un proprio eloquio. Inoltre se nel Filostrato il narratore è il protagonista, qui il narratore è esterno.
Egli dà prova di conoscere profondamente la natura umana e di essere dotato di una notevole ironia, creando uno stile capace di abbattere le tradizionali barriere tra materia scritta e narrazione orale. Chaucer visse un periodo di sostanziali cambiamenti. I conflitti come la rivolta dei contadini e la caduta di Richard II cambiarono fisionomia alle lotte politiche mentre vediamo un’espansione economica che dava sempre più potere al denaro. Intanto l’inglese si affermava come lingua dell’identità nazionale. Chaucer ci propone un’immagine contraddittoria della società del suo tempo, una combinazione tra vecchio e nuovo.
Utilizza il personaggio della Wife of Bath, sanguigna e loquace, la drappiera nel suo prologo dà un resoconto vivace della sua vita coniugale con ben cinque mariti e dell’attività di tessuti che da uno di questi ha ereditato. Caratteristica dello stile Chauceriano è quella di dare ad ogni personaggio una voce narrante sempre diversa.
Fabliau
Possiamo parlare di fabliau che è un altro genere proveniente dalla Francia, diffuso specialmente in ambito universitario e serve per prendersi gioco delle difficoltà della vita quotidiana.
Il teatro medievale
Possiamo parlare di teatro medievale in quanto i tropi, che avevano una funzione prevalentemente esegetica, contenevano già l’idea della personificazione, del travestimento. La storia dello spettacolo in Inghilterra già nel Trecento dava una fioritura ai drammi ispirati dalla Bibbia, usando il volgare, in spazi aperti. La testimonianza più completa di ciò è a noi pervenuta in quattro cicli di rappresentazioni bibliche (mystery plays) chiamate ciclo di Chester, ciclo di York, Ciclo di Wakefield e Ludus Conventriae. Era proposto a tutta la cittadinanza dai nobili ai ceti più umili combinando didattica e intrattenimento.
Vediamo nel ciclo di Wakefield la storia della Bibbia più celebre Second Sheppards’ play. Mark, pastore furbo, ruba ai suoi compagni una pecora e la culla fingendo sia suo figlio appena nato. I pastori se ne accorgono e lo puniscono attraverso un rito pagano per cacciare il demone che alberga in lui. Vediamo il contrasto con la culla, la nascita e il demone.
Thomas Malory
Thomas Malory nacque verso la fine della guerra dei Cent’anni, partecipò ad una guerra che lo condusse in prigione e da qui scrisse la sua unica opera. La morte di Darthur fu composta a Londra nella seconda metà del Quattrocento, firmato da “Sir Thomas Maleorè Knyght”, come egli si faceva chiamare. Raccoglie in un’unica narrazione in prosa vari episodi su re Artù e i cavalieri della tavola rotonda con avventure cavalleresche compiute in onore del sovrano e la ricerca del sacro Graal. Vanno in ordine cronologico dall’ascesa di re Artù fino al crollo della società. Vediamo in quest’opera la transizione tra Medioevo ed epoca moderna. Il narratore ha l’esigenza di narrare in inglese una vicenda che facesse appello alla vecchia aristocrazia e alla nuova classe gentilizia. Lui confronta presente e passato per vederne le somiglianze.
La prima versione fu pubblicata nel 1485 da Caxton, il quale ne fece anche un prologo. Successivamente nel 1934 fu trovata a Winchester un manoscritto il cui testo differiva notevolmente da quello diffuso da Caxton sia nello stile che nell’assenza di alcune parti evidentemente tagliate in cui vi erano descrizioni di battaglie e duelli.
Il Cinquecento
Contesto storico
Il Cinquecento inglese iniziò con l’arrivo di un illustre ospite straniero tra il 1499 al 1500, Erasmo de Rotterdam (1466-1536). La sua presenza fu di buon auspicio per il nuovo secolo inglese e testimoniava l’esistenza di una cultura umanistica insieme a riforme religiose, scolastiche e sociali. Nelle sue lettere Erasmo racconta di una nazione fra le più avanzate in materia degli studi classici e umanistici.
Già con Henry VII (1485-1509) vediamo un legame alle nuove scienze umane. Il Rinascimento arrivò tardi in Inghilterra anche se si preferisce chiamarlo “early modern” in quanto ha poco a che fare con l’Italia di Leonardo e Michelangelo. Questo termine però è esteso anche al Seicento.
La dinastia Tudor
Nel periodo che va dal 1485 al 1603 vediamo la dinastia Tudor. Henry VII sposò nel 1486 Elizabeth of York dalla quale avrà quattro figli: Arthur Tudor, Henry VIII, Mary Tudor e Margaret Tudor. Enrico VIII avrà tre mogli (Caterina d’Aragona, Anna Bolena [decapitata nel 1536] e Jane Seymour) dalle quali avrà rispettivamente tre figli (Mary I, Elizabeth I, Edward VI).
Dall’unione di Margaret Tudor e James IV di Scozia vediamo la nascita della Scottish House Of Stewart Family Tree e la loro futura nipote sarà Mary Queen of Scots che sposerà Henry Lord Darnley e nascerà James VI of Scotland.
Battaglia di Bosworth Field
Nel 1485 vediamo la battaglia di Bosworth Field (un’importante battaglia della guerra delle due Rose) tra Riccardo III e Henry VII, il quale vinse. Il Cinquecento inglese vide cinque regni, fra i quali quello di Elizabeth che da solo coprì mezzo secolo. Non tutti i sovrani Tudor manifestarono la stessa dedizione alla cultura di Henry VII. Il figlio Henry VIII (1509-1547) impegnò le sue forze nelle guerre religiose in Europa.
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