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Contesto storico/Letterario Medioevo - 500-600

Appunti di letteratura inglese basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Mancini dell’università degli Studi della Calabria - Unical, facoltà di Lettere e filosofia, Corso di laurea in lingue e culture moderne. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Letteratura inglese docente Prof. C. Mancini

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da parte di Enrico VIII, capo della Chiesta anglicana, impose la chiusura dei luoghi

destinati alla riproduzione e alla conservazione di testi. Questo ha drasticamente

ridotto il numero delle opere a noi tramandate. Il processo di evoluzione subito dalla

lingua portò un lungo periodo di latenza (essere latente, ciò che è o è stato nascosto)

alla letteratura medievale fino alla rivalutazione nel periodo romantico. La storia della

letteratura inglese delle origini è stata dunque ricostruita sulla base di una

documentazione frammentaria e casuale. Il Medievalismo romantico ha cercato di

recuperare i materiali e a volte hanno colmano ogni evidente lacuna con la fantasia.

Importanti furono la rivolta dei contadini avvenuta nel 1381 che ha coinvolto gli

abitanti delle campagne i quali a causa di una crisi generale dell'economia inglese che

perdurava ormai da anni e alla politica feudale di sfruttamento delle terre coltivate

impiegando lavoratori sottopagati e spesso ridotti nella condizione di servi della

gleba e da riforme agrarie fallimentari, cercavano in qualche modo di cambiare tale

situazione. Un gruppo di contadini si raccolse nella valle del Tamigi e cominciò a

marciare su Londra, bruciando e devastando varie abitazioni, dopo aver catturato e

assassinato Simon Sudbury, l'Arcivescovo di Canterbury .

Importante fu la guerra dei cent'anni fu un conflitto tra il Regno d'Inghilterra e

il Regno di Francia che durò, con varie interruzioni, centosedici anni, dal 1337 al 1453.

Si concluse con l'espulsione degli inglesi da tutti i territori continentali fatta eccezione

per la cittadina di Calais, conquistata dai francesi solo nel 1558. Nel processo di

formazione dello Stato unitario francese, già avviatosi sotto i primi re Capetingi,

rappresentò una lunga pausa, ma alla sua conclusione la Francia aveva

sostanzialmente raggiunto l'assetto geopolitico moderno. Dal punto di vista militare in

questo periodo vennero introdotte nuove armi e nuove tattiche che segnarono la fine

degli eserciti organizzati su base feudale e incentrati sulla forza d'urto

della cavalleria pesante.

Inoltre vi fu la Guerra delle due Rose che fu una sanguinosa

lotta dinastica combattuta in Inghilterra tra il 1455 ed il 1485 (1487 per una parte

della storiografia inglese) tra due diversi rami della casa regnante dei Plantageneti:

i Lancaster e gli York. La guerra fu così denominata, nel XIX secolo, dopo che Walter

Anna di Geierstein

Scott, nel 1829, aveva pubblicato il romanzo facendo riferimento

agli stemmi dei due casati che recavano rispettivamente una rosa di colore rosso ed

una bianca.

BEOWULF

DA A MALORY.

La cultura anglo-sassone trovò in particolar modo terreno fertile nella città di New York

per poi essere soffocata dalle invasioni danesi, fino a che re Alfred (849-899) creò un

nuovo centro culturale nel Wessex. Due sono le caratteristiche formali distintive della

Old English:

poesia in il metro allitterativo e l’uso di un linguaggio fortemente

formulaico. Tali aspetti li ritroviamo in “Beowuld”, poema di 3182 versi, unico

esemplare della produzione eroica del suo tempo. Composto presumibilmente all’inizio

del VIII secolo o da un poeta della Northumbria o della Marcia, ci è giunto intorno

all’anno 1000 nel dialetto Wessex in un unico manoscritto. Nonostante parli di un eroe

scandinavo con riferimenti al mondo pagano pieno di mistero, troll e draghi, fa anche

riferimenti al mondo cristiano. Beowulf è un guerriero dei Geati, popolo della Svezia

meridionale, che giunge in soccorso del re danese Hrothgar, la quale sala viene invasa

più volte da Grendel, essere mostruoso, cannibale e invincibile. Beowulf ucciderà

Grendel ma dovrà fare poi i conti con la madre che vuole vendicare il figlio. L’eroe la

combatterà inseguendola e la ucciderà in una caverna sottomarina. La seconda parte

del poema parla di Beowulf, diventato sovrano dei Geati, ormai vecchio, che è

chiamato a combattere un drago. Ne uscirà di nuovo vincitore ma questo

combattimento lo condurrà alla morte. Il protagonista è tratto dal folklore germanico.

Significativi sono i festeggiamenti che seguono ognuna delle imprese dell’eroe durante

i quali il re distribuisce doni e scop. Nella sequenza finale, dove vi è il funerale del

protagonista, vediamo lo spirito cristiano sempre più presente. La letteratura anglo-

sassone ha lasciato una produzione elegiaca che risale al VII-VIII ed è rappresentata da

sei opere che trattano i temi del viaggio, dell’esilio, della perdita. La volontà degli

anglo-sassoni di tracciare i confini della propria identità è confermata dall’interesse

per la storia e per la narrazione cronachistica in prosa, di cui testimonia il fatto che la

historia ecclesiastica gentis anglo rum ,scritta dal Venerabile Beda in latino, fu tradotta

in anglo-sassone già ai tempi di re Alfred. Egli patrocinò anche la cosiddettà Anglo-

saxon Chronicle (IX-XII) che rappresenta il più antico resoconto della propria storia da

parte di un popolo germanico. La redazione della anglo-saxon Chronicle procedette

anche dopo la morte di re Alfred e giunse oltre la conquista normanna. Quando i

Normanni giunsero in Inghilterra, la cultura anglo-sassone stava attraversando una

fase di piena maturità. Questo spiega perché il sopraggiungere della cultura

normanna, non sia riuscito a cancellare del tutto le istanze del passato ma abbia dato

vita ad una complessa interpolazione di istante culturali, di generi letterari e mezzi di

espressione.

romance

Il nacque in Francia, per poi diffondersi con l’invasione normanna e

l’introduzione del feudalismo anche in Inghilterra. Il suo obiettivo è il desiderio e la sua

soddisfazione, perseguibile solamente in un tempo e in uno spazio mitici ed indefiniti.

Implica un progress verso un obiettivo finale ed un combat tra due forze opposte, una

positiva e l’altra negativa. Il romance in lingua inglese presenta notevoli differenze di

forma e contenuto rispetto a quello francese, a seguito della tendenza a celebrare

personaggi ed eventi della storia ed assorbire la celebrazione di personaggi storici,

l’epica, l’exemplum, la ballata e il folk-tale. Gli aristocratici normanni si convertirono

all’inglese soltanto tra il XIII e il XIV secolo. Il romanzo volgare era destinato alla

produzione locale. Le opere residue erano 115 testi. I primi romances in inglese furono

rielaborazioni di romances anglo-americani e comparirono intorno ala metà del XIII

secolo. “Sir Gawain and the Green Knight”, riconducibile all’ultimo quarto del secolo

XIV, è composto nel dialetto dei Midlands occidentali. Giunto in un unico manoscritto e

affiancato a tre poemetti di stampo religioso: Pearl, Cleaness e Patience.

Probabilmente ci fu la mano di un unico autore conosciuto come “Gawain-poet”. Sir

Gawain è il nipote di re Artù e si trova a dover difendere l’onore combattendo contro

un mostro verde. Gawain scopre che il cavaliere verde è Sir Bertilak cosi trasformato

dalla strega Morgana. Questo richiamo al mondo naturale fa vedere un avvicinamento

dream-poet

al romance. Con i tre poemetti possiamo parlare di che parla di un sogno e

consente di narrarlo tramite le due voci del poeta e del sognatore. Si parla di un

viaggio di un essere umano al di là dell’ordinaria esperienza alla ricerca di una verità

assoluta.

Geoffrey Chaucer nacque a Londra intorno al 1340 e faceva parte della borghesia.

Lui rappresenta a pieno la società inglese della seconda metà del Quattrocento. Fece

parte delle truppe inglesi e combatté in Francia per poi sposarsi con Philippa. Alla

The book of the duchess”

morte di questa scrisse nel 1369, nel quale ripropone

l’espediente di un sogno in rima baciata. Ebbe una vita attivissima e solo nell’ultima

parte di questa si avvicinò completamente alla letteratura. Rielaborò le diverse

tradizioni letterarie antecedenti. Importante fu l’impatto che le sue opere letterarie

ebbero sulla lingua in quanto il dialetto londinese da lui utilizzato divenne

ufficialmente la lingua della letteratura. Era molto legato agli autori italiani come

Boccaccio e il suo Filostrato, nel quale aggiunse circa duemila versi dedicati al

travaglio psicologico e morale dei personaggi, dando prova di quella capacità di

attribuire a ogni personaggio un proprio eloquio. Inoltre se nel Filostrato il narratore è il

protagonista, qui il narratore è esterno. Egli dà prova di conoscere profondamente la

natura umana e di essere dotato di una notevole ironia, creando uno stile capace di

abbattere le tradizionali barriere tra materia scritta e narrazione orale. Chaucer visse

un periodo di sostanziali cambiamenti. I conflitti come la rivolta dei contadini e la

caduta di Richard II cambiarono fisionomia alle lotte politiche mentre vediamo

un’espansione economica che dava sempre più potere al denaro. Intanto l’inglese si

affermava come lingua dell’identità nazionale. Chaucer ci propone un’immagine

contraddittoria della società del suo tempo, una combinazione tra vecchio e nuovo.

Utilizza il personaggio della Wife of Bath, sanguigna e loquace, la drappiera nel suo

prologo dà un resoconto vivace della sua vita coniugale con ben cinque mariti e

dell’attività di tessuti che da uno di questi ha ereditato. Caratteristica dello stile

Chauceriano è quella di dare ad ogni personaggio una voce narrante sempre diversa.

Fabliau

Possiamo parlare di che è un altro genere proveniente dalla Francia diffuso

specialmente in ambito universitario e serve per prendersi gioco delle difficoltà della

vita quotidiana.

Possiamo parlare di teatro medievale in quanto i tropi, che avevano una funzione

prevalentemente esegetica, contenevano già l’idea della personificazione, del

travestimento. La storia dello spettacolo in Inghilterra già nel Trecento dava una

fioritura ai drammi ispirati dalla Bibbia, usando il volgare, in spazi aperti. La

testimonianza più completa di ciò è a noi pervenuta in quattro cicli di rappresentazioni

bibliche (mystery plays) chiamate ciclo di Chester, ciclo di York, Ciclo di Wakefield e

Ludus Conventriae. Era proposto a tutta la cittadinanza dai nobili ai ceti più umili

combinando didattica e intrattenimento. Vediamo nel ciclo di Wakefield la storia della

Bibbia più celebre “Second Sheppards’play”. Mark, pastore furbo, ruba ai suoi

compagni una pecora e la culla fingendo sia suo figlio appena nato. I pastori se ne

accorgono e lo puniscono attraverso un rito pagano per cacciare il demone che

alberga in lui. Vediamo il contrasto con la culla, la nascita e il demone.

Thomas Malory nacque verso la fine della guerra dei Cent’anni, partecipò ad una

La morte di

guerra che lo condusse in prigione e da qui scrisse la sua unica opera.

Darthur fu composta a Londra nella seconda metà del Quattrocento, firmato da “Sir

Thomas Maleorè Knyght”, come egli si faceva chiamare. Raccoglie in un’unica

narrazione in prosa vari episodi su re Artù e i cavalieri della tavola rotonda con

avventure cavalleresche compiute in onore del sovrano e la ricerca del sacro Graal.

Vanno in ordine cronologico dall’ascesa di re Artù fino al crollo della società. Vediamo

in quest’opera la transizione tra Medioevo ed epoca moderna. Il narratore ha

l’esigenza di narrare in inglese una vicenda che facesse appello alla vecchia

aristocrazia e alla nuova classe gentilizia. Lui confronta presente e passato per

vederne le somiglianze. La prima versione fu pubblicata nel 1485 da Caxton, il quale

ne fece anche un prologo. Successivamente nel 1934 fu trovata a Winchester un

manoscritto il cui testo differiva notevolmente da quello diffuso da Caxton sia nello

stile che nell’assenza di alcune parti evidentemente tagliate in cui vi erano descrizioni

di battaglie e duelli.

IL CINQUECENTO.

CONTESTO STORICO.

Il Cinquecento inglese iniziò con l’arrivo di un illustre ospite straniero tra il 1499 al

1500, Erasmo de Rotterdam (1466-1536). La sua presenza fu di buon auspicio per il

nuovo secolo inglese e testimoniava l’esistenza di una cultura umanistica insieme a

riforme religiose, scolastiche e sociali. Nelle sue lettere Erasmo racconta di una

nazione fra le più avanzate in materia degli studi classici e umanistici. Già con Henry

VII (1485-1509) vediamo un legame alle nuove scienze umane. Il Rinascimento arrivò

tardi in Inghilterra anche se si preferisce chiamarlo “early modern” in quanto ha poco

a che fare con l’Italia di Leonardo e Michelangelo. Questo termine però è esteso anche

al Seicento. Nel periodo che va dal 1485 al 1603 vediamo la DINASTIA TUDOR. Henry

VII sposò nel 1486 Elizabeth of York dalla quale avrà quattro figli: Arthur Tudor, Henry

VIII, Mary Tudor e Margaret Tudor. Enrico VIII avrà tre mogli ( Caterina d’Aragona, Anna

Bolena [decapitata nel 1536] e Jane Seymour) dalle quali avrà rispettivamente tre figli

(Mary I, Elizabeth I, Edward VI). Dall’unione di Margaret Tudor e James IV di Scozia

vediamo la nascita della Scottish House Of Stewart Family Tree e la loro futura nipote

sarà Mary Queen of Scots che sposerà Henry Lord Darnely e nascerà James VI of

Scotland. Nel 1485 vediamo la battaglia di Bosworth Field (un’importante battaglia

della guerra delle due Rose) tra Riccardo III e Henry VII, il quale vinse.

Il Cinquecento inglese vide cinque regni, fra i quali quello di Elizabeth che da solo coprì

mezzo secolo. Non tutti i sovrani Tudor manifestarono la stessa dedizione alla cultura

di Henry VII. Il figlio Henry VIII (1509-1547) impegnò le sue forze nelle guerre religiose

in Europa. Incoraggiò comunque la diffusione della cultura tramite una politica

scolastica piuttosto illuminata. Dopo la Riforma Anglicana (obbiettivo: generare un

erede maschio e svincolare la chiesa inglese dalla dipendenza del papato romano)

act of Supremacy

messa in atto da Henry VIII, e specie dopo l’ del 1534, che diede al

monarca sovranità sulla Chiesa e sui suoi beni, le vecchie scuole ecclesiastiche furono

grammar schools

sostituite dalle laiche aperte anche ai figli di famiglie non benestanti.

Il maggior numero di queste scuole aprirono sotto il regno di Edward VI (1547-1553).

Vi furono vari cambiamenti: religiosi: i preti possono sposarsi, la Bibbia viene tradotta

in Inglese, le reliquie dei santi vengono distrutte; Economici: 1535: Confisca dei

patrimoni della Chiesaà vendita ai nobili dei beni; Politici: interesse personale

dell’aristocrazia per la riforma; Linguistici: latino vs Middle English. Senza dubbio il

periodo maggiormente associato al Rinascimento inglese è quello elisabettiano

durante il quale nacquero alcuni fra i più significativi esperimenti letterari della storia

inglese. Il regno di Elizabeth vide non solo la più grande fioritura letteraria inglese ma

anche, più in particolare, la più proficua sperimentazione dei generi letterari, della

poesia epica, eccetera. Il fenomeno culturale più caratterizzante l’epoca elisabettiana,

il teatro, ebbe la sua nascita ufficiale nel 1576 con la costruzione del primo teatro

pubblico, The Theatre. Vediamo anche un importanza delle traduzioni, specialmente

dall’italiano e l’affluenza del Rinascimento scozzese con autori quali Douglas che

tradusse l’Iliade per la prima volta in terra britannica. Elizabeth è regina ma non è

accettata dalla Chiesa Romana Cattolica.

Elizabeth è Protestante ma non attua un Protestantesimo rigoroso;

Unificazione di elementi Cattolici e Protestanti Church Of England: non accettata dai

è

Cattolici e dai Puritani;

1559: Act of Supremacy and Act of Uniformity;

1570: Scomunica di Elizabeth= PAPA: “uccidere Elisabetta non è considerato omicidio”.

Regnans in Excelsis

Con la bolla del 1570 Elisabetta scomunicata, esonerando i suoi

sudditi dall'obbedienza;

Esecuzione di Mary, Regina di Scozia.

Importante fu la sconfitta dell’Armada Invencibile del 1588 approntata dal re di

Spagna Filippo II nel 1587 per contrastare la crescente potenza marittimo-commerciale

dell'Inghilterra e per porre termine al conflitto (mai dichiarato) che ormai da due anni

veniva combattuto con atti di pirateria da entrambe le parti. La guerra anglo-spagnola,

avvenuta tra il 1585 e il 1604, che fu parte della guerra degli ottant'anni, era iniziata

nel 1585 con l'invio di truppe inglesi in aiuto delle protestanti Province Unite la cui

indipendenza non era riconosciuta dalla Spagna cattolica. Grazie a questo

importantissimo successo, l'Inghilterra della regina eretica e anti-spagnola Elisabetta

I affermò il proprio dominio sui mari del nord e inflisse una battuta d'arresto al

tentativo spagnolo di egemonia sullo scacchiere europeo. La Spagna continuò però la

sua guerra navale contro l'Inghilterra, riuscendo anche a ottenere alcuni importanti

successi (come nelle campagne delle isole Azzorre); altre flotte spagnole operarono

nella Manica nei decenni seguenti.

CONTESTO LETTERARIO.

TEATRO. morality plays

Oltre i mystery plays vediamo la nascita dei che non trovavano più

argomento nelle Sacre Scritture ma nel sermone medioevale. Non avvenivano più in

festività religiose ma in vari momenti dell’anno. Potevano portare i loro spettacoli on

tour ed esibirsi in più località. Tutti i personaggi sono in conflitto con i sette peccati

capitali drammatizzati con la tentazione e la penitenza.

Il teatro dei Tudor vede gli interludi che reinventarono la psicomachia (i sette vizi),

sotto l’influsso del pensiero umanistico, la lotta tra i vizi e le virtù diventa lotta tra il

nuovo sapere e l’arroganza. Il protagonista è il principe che vuole raggiungere il

buongoverno (nelle mystery plays vediamo il genere umano che vuole raggiungere la

salvezza). Il vizio è il mattatore degli interludi e trova le sue origini nel vizi delle

moralità ma in epoca Tudor subisce una metamorfosi prendendosi il ruolo di

protagonista e abbandonando tutti gli altri peccati capitali che passano in secondo

piano. Gli interludi vennero rappresentati nelle sale dei banchetti ma anche nelle

piazze e nelle chiese. Con l’interludio vediamo nascere la professione attoriale vera e

propria. L’attore doveva essere obbligatoriamente al servizio di un nobile. Nei regni di

Mary Tudor (1553-1558) e della sorellastra Elizabeth I (1558-1603) vediamo:

Respublica e Gorboduc. Il primo messo in scena da una compagnia di ragazzi durante

le festività natalizie del 1553 parlando del vizio del gioco per celebrare l’avvento al

trono di Mary Tudor. Il secondo è definito la prima tragedia regolare inglese che adotta

il blank verse. Rappresenta l’Epifania del 1562.

teatro plurale

Possiamo parlare di in quanto si cerca di capire se l’autore di teatro sia

anche un poeta. Gli spettatori che fra il 1586 e il 1587 assistettero alla epocale

Spanish Tragedy di Thomas Kyd (1558-1594) notarono elementi uniti come:

l’intenzione poetica all’esuberanza retorica, i richiami biblici con quelli

classicheggianti, la storia contemporanea unita al tema privato dell’onore. Insomma

una moltitudine di storie. Lo scrittore del teatro elisabettiano vede come modello

stesso dell’autore il poeta insieme a fonti stilistiche e tematiche. L’interazione avviene

in una sede teatrale, aperta ad un pubblico meno selezionato di quello degli spettatori

di corte cinquecenteschi. Il primo teatro pubblico inglese fu il The Theatre costruito nel

1576 da Burbage. I principali teatri pubblici vennero costruiti sulla sponda meridionale

liberties

del Tamigi, nelle facilmente raggiungibili dagli abitanti e luogo di divertimenti

e spettacoli con animali e bordelli. Di norma il teatro aveva una struttura circolare

insieme ad un cortile dove, attorno ai tre lati, si poteva trovare posto in piedi poco

prezzo. Il teatro elisabettiano è dunque più simile al cortile degli interludi. Le

rappresentazioni avvengono alla luce del giorno e le parti femminili sono interpretate

dai ragazzi. L’opera deve superare la censura data da Master of the Revels. L’allusione

era importante in quanto dietro le singole vicende individuali, i personaggi illustrano le

preoccupazioni tipiche dell’epoca moderna come il ruolo e la costruzione dei sessi in

una società segnata dalla maggiore mobilità. Permette dunque all’autore di parlare di

storia, politica e chiesa senza incorrere a reprimende. Fonti straniere importanti sono

la didattica e la retorica. Nella prima prevalgono i riferimenti alla Bibbia, la seconda

classifica i generi oratori e altri stili, medi e bassi che ritroviamo collegati allo status

dei personaggi teatrali. Il teatro elisabettiano esordisce dunque con degli scrittori che

vantano studi di retorica e la conoscenze delle lingue classiche. L’esplosione del teatro

elisabettiano si concentra di fatto nei pochi anni fra il 1586-1587, periodo di

Spanish Tragedy

rappresentazione della e il 1594. In questo breve spazio di tempo si

concentrano la maggior parte delle pubblicazioni. A Kyd viene attribuita anche una

versione di Hamlet precedente a quella shakespeariana. La storia contiene tutti i

segmenti tematici e stilistici propri dell’appropriazione elisabettiana. Vediamo anche

revenge tragedy

nascere la (vendetta). Christopher Marlowe (1564-1593) porta avanti

un’imitazione che, a differenza degli altri autori, trae dalle fonti straniere soprattutto

storie e trame. Ha uno stile elevato e fa uso del verso sciolto (blank verse) che

diventerà metro principale del teatro elisabettiano. Vediamo mescolati riferimenti

aulici alla tradizione antica insieme alla storia contemporanea, e la tradizione biblica e

omiletica che si sposa a quella retorica e comica. Questo cambiamento apre la strada

a Shakespeare che rappresenta il vero inizio del teatro elisabettiano. L’altro abile

traduttore è Ben Jonson (1572-1637).

IL TEATRO DI SHAKESPEARE.

Possiamo parlare di un’infinità di Shakespeare da quello principale a quello moderno. Il

rapporto messo in scena in epoca elisabettiana e quello allestito oggi è problematico

sia per il significato delle opere e sia per la loro ricezione presso il pubblico. Anche la

relazione tra lo Shakespeare scrittore e la sua realtà biografica è tutt’altro che privo di

problemi in quanto è difficile stabilire un nesso convincente fra vita e opere. Lui cercò

in tutti i modi possibili di situare il discorso e l’azione delle opere in un preciso

ambiente fisico e artistico, quello appunto del teatro elisabettiano. Shakespeare era

prima di tutto uomo di teatro in quanto, già da prima di comporre, era attore presso la

compagnia dei Lord Chamberlain’s Men. La sua carriera come attore si presume sia

iniziata negli anni Ottanta del Cinquecento, mentre le prime notizie di lui come

drammaturgo risalgono al 1592. Shakespeare fu proprietario del Globe Theatre e

successivamente del Blackfriars Theatre. Shakespeare possedeva il 12.5% di share

della proprietà perciò ne ricavava una parte cospicua. All’epoca di Shakespeare si

usava dire “ascoltare un dramma” e non a caso, in un suo prologo, il drammaturgo

contemporaneo di Shakespeare (Thomas Dekker) ritrae Shakespeare come una sorta

di Orfeo in grado di domare il pubblico. Lui aveva l’abilità di creare simbiosi tra

orecchio e udito e molti si chiesero come riuscisse in questa impresa. Harnold Bloom

sostiene che Shakespeare ha inventato l’uomo moderno o, addirittura, l’umano. Il

teatro elisabettiano vedeva il dominio dell’attore, i cui gesti, voce e costume dovevano

essere il motore dinamico dello spettacolo. Nel teatro shakespeariano ogni battuta

costituisce la costruzione della soggettività dell’individuo. Spettava all’attore tramite

le sue battute, i suoi gesti e il suo costume di far capire il suo personaggio e far

scoprire le relazioni di classe/gerarchia. Alcuni critici si lamentarono per l’utilizzo di

pochi oggetti di scena e dei mezzi scenici. Shakespeare richiederà esplicitamente ai

Hanry V

propri spettatori, senza ironia, nel Prologo di di trasformare i pochi attori della

compagnia in un vasto esercito. Su questo patto convenzionale fra attori e pubblico si

basava il teatro elisabettiano in tutta la sua potenza. Sono tre le proprietà spaziali e

culturali del teatro elisabettiano che rendono possibile l’emergere dell’attore-

personaggio shakespeariano: l’apertura, la multi dimensione e la fluidità. L’apertura

dipendeva dalla forma del palcoscenico che era di necessità aperto privo di ostacoli e

oggetti scenici. Gli unici aspetti fissi erano il fondo della scena ornato di pitture e due

porte di ingresso-uscita. Questo consentiva agli spettatori un accesso visivo e uditivo

privo di barriere e la possibilità di svolgersi in modo rapido e dinamico. Si parla di una

durata della rappresentazione di circa due ore, senza cambi di scenografia. La seconda

proprietà è la multidimensione che riguardava la struttura dello stesso palco e la sua

articolazione nello spazio. Era di una straordinaria ampiezza e permetteva a tutti gli

attori di stare contemporaneamente sul palco dove necessario. Parliamo di una

dimensione orizzontale che è svolto insieme alle due porta di scena, dietro le quali vi

era uno spogliatoio che permetteva ingresso e uscita. L’utilizzo delle due porte

giocava anche un ruolo simbolico nel rappresentare due realtà spaziotemporali distanti

tra loro. Ad esempio in Hamlet il fantasma conduce il figlio in un luogo appartato,

lontano da Orazio e dagli altri presenti, e i due attori escono da una porta per poi

rientrare dall’altra. Non meno significativa è la rappresentazione verticale della scena,

creata grazie a tre aree di recitazione: sottopalco, palco e sopra il palco. Gli attori

elisabettiani chiamarono questi come inferno e paradiso. Non a caso il nome del

secondo teatro della compagnia di Shakespeare, The Globe, allude alla nozione del

Hamlet

Theatrum Mundi: il teatro nel mondo intero. In la tragedia fa leva non solo

sull’antica opposizione sopra-sotto (paradiso-inferno) ma anche sul significato

teologico del lessico. In Amleto, appunto, si cerca di capire la natura del fantasma del

padre. Non capisce se la sua presenza è una cosa positiva o negativa.

Successivamente entra in scena il fantasma stesso ma entra di sotto, dall’inferno,

tramite la botola creando questa opposizione sopra-sotto/paradiso-inferno. La terza

dimensione è la fluidità e riguarda il rapporto fra scena e platea. Il palco era dotato di

una notevole profondità e l’attore era in grado di stabilire rapporti di vicinanza con il

pubblico. Hamlet nasce dalla possibilità di esprimere l’interiorità del personaggio-

individuo pensando ad alta voce. Il miracolo del teatro elisabettiano è quello di aver

creato una drammaturgia privata, quella del soggetto che interroga se stesso

all’interno di una vasta arena pubblica. Shakespeare è sperimento della creazione del

personaggio-io. (I personaggi Richard e Amleto sono stati interpretati da Burbage). La

tetralogia dei drammi storici in cui vediamo Henry I,II,III,IV, essenzialmente corali,

Richard III

vede anche che è l’ultima opera di questa tetralogia che vede già da subito

l’entrata in scena del protagonista che scambia battute. Questo è il primo dramma

shakespeariano a dar voce al soliloquio. Costringe lo spettatore ad entrare in un

rapporto di intimità con l’attore. Vediamo a presentazione del hinc et nunc, io qui ed

ora. In Riccardo abbiamo tre dimensioni temporali: il momento storico del personaggio

(1471 dopo la vittoria degli York), il momento storico della messa in scena (1591-1592)

e il momento in cui il personaggio si rivolge al suo uditorio. Questo rende il

personaggio storico e mitico un io-qui-ora tramite la magia della finzione scenica.

Riccardo inoltre porta una maschera che inganna il pubblico. A differenza di Riccardo,

Amleto offre una gamma di monologhi e soliloqui diversificati tra loro. Se il famoso

monologo “to be or not to be” pare a primo ascolto un’interrogazione sulle ragioni

profonde del vivere, in realtà ad una lettura più attenta si vede un dibattito sulla

questione vita-morte. Un altro aspetto della fluidità del teatro elisabettiano è che si

trattava di una scena pluriprospettica in quanto permetteva l’uso di tutte le aree

recitative del palco e chiedeva molta agilità da parte degli attori. Shakespeare è inoltre

il primo drammaturgo inglese a dare spazio sia discorsivo che scenico alla donna. Nel

teatro elisabettiano le parti femminili erano interpretate da uomini. L’esempio più

clamoroso di un personaggio femminile che riempie la scena è senza dubbio

Cleopatra, la quale mette in primo piano le proprie passioni e l’ira e dalla disperazione

alla morte di Antonio, in un monologo sul suicidio diretto al pubblico (ricorda Hamlet).

Cleopatra era considerata la regina dell’avanscena e eroina shakespeariana. All’inizio

della scena stessa della morte di Antonio, Cleopatra spaventata dall’ira dell’amante

che ha tradito in guerra, si nasconde nel suo monumento e fa arrivare ad Antonio

notizie della sua morte, cosa che porterà al suicidio vero di Antonio. Non c’è zona del

palcoscenico che non sia dominio della regina egiziana. Altro personaggio femminile

che domina in tutti i sensi la scena è Lady Mcbeth. Vi sono protagoniste anche

comiche, in quanto nella commedia shakespeariana la donna si dimostra sempre

superiore all’uomo, anche nel campo dell’intelligenza. Le eroine delle sue commedie

scelgono di recitare parti maschili attraverso il travestimento che diventa una

ricorrente trovata drammaturgica all’interno delle trame comiche di Shakespeare.

Questo permette alle eroine di salvarsi e di acquistare indipendenza come donne. Il

travestimento, infatti, è visto come un rito di passaggio da una condizione

adolescenziale ad una di piena maturità femminile.

PROSA.

Ciò che accomuna tutti i testi in prosa scritti è il principio oraziano dell’unione dell’utile

e del dilettevole come fine della poesia. Nel primo gruppo di opere vediamo come

Utopia The Boke Named the

l’intento didattico è dominante: di Thomas More,

Governour The Schoolmaster

di Thomas Elyot e di Roger Asham. La prima fu

pubblicata in latino nel 1516 e poi tradotta in inglese nel 1551, scritta, quando More si

trovava nei paesi bassi, in forma di dialogo e divisa in due libri di contenuto diverso.

Vediamo un’aspra critica delle istituzioni politiche, sociali e religiose. Nel secondo

viene descritto il funzionamento legislativo e i costumi degli abitanti di un’isola

immaginaria dove viene praticata la democrazia. E’ dedicato ad Henry VIII e fu

pubblicato nel 1531 come trattato di filosofia morale destinato all’istruzione di giovani

che vogliono ricoprire ruoli di autorità. Anche nel terzo vediamo l’istruzione come tema

principale e fu pubblicato nel 1570, due anni dopo la morte del suo autore. E’ un vero

e proprio trattato di pedagogia. Oltre che dall’Umanesimo, un notevole sviluppo venne

anche dalla prosa del XVI secolo del protestantesimo come i sermoni. L’opera di The

carattere religioso più popolare fu il colossale lavoro del protestante John Foxe con

Acts and Monuments of the Church, The Book of Martyrs,

anche noto come pubblicato

nel 1563. Con la Riforma, in tutto il mondo divenne fondamentale che i fedeli

potessero leggere la Bibbia nella loro lingua. I primi traduttori furono Tyndale che

tradusse prima il Nuovo e poi il Vecchio Testamento, la cosiddetta Great Bible che nel


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e culture moderne
SSD:
Università: Calabria - Unical
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alessandra_-095 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura inglese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Calabria - Unical o del prof Mancini Carmela Bruna.

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