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Entomologia

Con il termine infestanti si intendono gli insetti, gli acari e i topi che oltre a sottrarre massa alle derrate, fungono come vettori di microbi patogeni. Dal punto di vista sistematico, insetti, acari e topi appartengono tutti al regno animale. Il regno animale si divide in phylum degli artropodi (70%), a sua volta suddiviso in classi (insetti, aracnidi…) e phylum dei cordati. Seguono ordine, famiglia, genere e specie.

Elementi di entomologia generale

Per poter essere in grado di contrastare le diverse specie infestanti gli ambienti di ristorazione occorre conoscere le loro caratteristiche morfologiche, fisiologiche e comportamentali. La caratteristica principale di differenziazione tra insetti e acari consiste nel numero di paia di zampe degli adulti, rispettivamente 4 per gli acari e 3 per gli insetti. Inoltre, negli insetti è visibile una suddivisione del corpo in capo, torace e addome, mentre negli acari è apparentemente assente.

Caratteristiche generali insetti (phylum: artropodi — classe: insetti)

  • Adattabilità al volo: permette di diffondersi, spostarsi negli ambienti, incrociarsi e accoppiarsi con individui diversi, fuggire dal predatore.
  • Adattabilità all’ambiente: molti sono capaci di vivere dai -50°C ai +60°C.
  • Dimensioni ridotte: permettono di accontentarsi di poco cibo, di spazio ridotto purché favorevole (in inverno possono infilarsi nelle screpolature del legno e stare al caldo!), di nascondersi dai predatori.
  • Scheletro: chiamato esoscheletro, poiché posto all’esterno, protegge gli organi interni ma è anche molto flessibile e muta, si cambia più volte durante lo sviluppo; in condizioni negative gli insetti aspettano tempi migliori per la muta, possono cioè regolare e controllare il loro sviluppo. Vanno in uno stato di "quiescenza": non mangiano, respirano al minimo.
  • Respirazione tracheale: respirano attraverso fori e canali che attraversano tutto il loro corpo, l’O2 arriva direttamente alle cellule. Alcuni presentano addirittura "sacche aeree", cioè vere e proprie bombole di O2. Possono inoltre chiudere i fori che li collegano all’esterno e abbassare quasi a zero il metabolismo, anche per 15 giorni.

Gli insetti sono caratterizzati da un rivestimento rigido e nel contempo elastico chiamato cuticola (il cui componente principale è la chitina) prodotta da uno strato cellulare (epidermide), che dà loro forma e colorazione proprie. Durante lo sviluppo dell’individuo si verificano delle mute, nel corso delle quali la vecchia cuticola è abbandonata e sostituita per permettere alla larva di aumentare le proprie dimensioni.

La capacità visiva degli insetti è modesta ma egregiamente sostituita dall’olfatto che permette loro di individuare da distanze notevoli una fonte di cibo.

L’apparato boccale è costituito da appendici (labbro superiore e inferiore, mandibole, mascelle) di forma differente a seconda del loro regime alimentare (pungente — cimici, succhiatore — farfalle, masticatore — vespe). Alcuni coleotteri e le larve di lepidotteri hanno mandibole in grado di forare substrati anche dotati di notevole durezza come il legno.

Le zampe degli insetti sono caratterizzate da organi che permettono loro di aderire a una superficie liscia anche posta verticalmente. Le larve dei lepidotteri, oltre alle zampe toraciche, utilizzano per spostarsi anche delle pseudozampe addominali e la bava sericea da loro emessa contribuisce ulteriormente all’adesione alla superficie.

Per quanto riguarda l’apparato respiratorio, l’aria entra da apposite aperture presenti ai lati del corpo detti stigmi collegate a trachee e tracheole che convogliano l’ossigeno direttamente ai tessuti. In caso di carenza di ossigeno, ad esempio nelle confezioni sotto vuoto o in atmosfera di azoto, l’insetto può sopravvivere per molti giorni, chiudendo gli stigmi e sfruttando l’ossigeno accumulato in apposite dilatazioni delle trachee. Particolarmente adattabili sono lo stadio uovo e le larve mature. Concentrazioni di anidride carbonica elevate (60%) permettono per lungo tempo la sopravvivenza degli insetti e in particolare delle larve delle specie che si sviluppano all’interno di cereali e legumi (oltre 15 giorni e questo tempo si protrae ulteriormente quando la temperatura è inferiore a 25 gradi).

Il potenziale riproduttivo degli insetti è notevole, le femmine di numerose specie depongono un numero considerevole di uova, anche più di mille. Le uova delle blatte prima di essere deposte sono rivestite, all’interno della vagina, da un secreto di particolari ghiandole che non solo le protegge da condizioni di bassa umidità ma è anche in grado di impedire l’entrata di insetticidi.

Gli insetti possono sopravvivere anche per lungo tempo al digiuno e alcune specie sopperiscono alla carenza di cibo con il cannibalismo. Condizioni ideali per lo sviluppo degli insetti in presenza di un’alimentazione idonea sono 25-30°C, 60-70% UR. In queste condizioni la maggioranza delle specie impiega un mese per diventare adulto. Se le condizioni sono sfavorevoli lo sviluppo si protrae più a lungo con un aumento della percentuale di mortalità delle larve. In alcuni casi, per superare la situazione non favorevole soprattutto le larve entrano in uno stato di quiescenza che può durare anche mesi. A 10°C si osserva per quasi tutte le specie un blocco dello sviluppo ma solo pochi individui muoiono. Temperature inferiori a 5°C determinano per quasi tutte le specie la mortalità degli individui ma il tempo necessario può essere anche superiore ai 30 giorni.

Caratteristiche generali acari (phylum: artropodi — classe: aracnidi — ordine: acari)

Sono animali di piccole dimensioni (da meno di 1 mm a pochi mm). Hanno sviluppo eterometabolo (uovo - neanide - ninfa - adulto) e non sono alati. Hanno aspetto ovoidale, sempre ricoperti da setole. Il corpo è diviso in prosoma (o cefalotorace) e opistosoma (o addome) costituiti da un numero vario di segmenti non sempre riconoscibili. Come gli insetti, hanno il tegumento, ma poco chitinizzato per cui è quasi trasparente e perde H2O: l’acaro è pertanto legato a substrati umidi. La respirazione è tracheale ma anche tegumentale. L’apparato boccale ha appendici dette "chele", in grado di triturare ma possiedono la predigestione esterna. Le utilizzano anche come difesa, sono particolarmente sviluppate nei predatori. Alla nascita presentano 3 paia di zampe, con le mute ne acquistano un altro.

Gli acari si suddividono in tre gruppi:

  • Legati a sostanze alimentari, si cibano della derrata, sono detti "primari".
  • Quelli che attaccano la derrata solo in presenza di muffe, sono detti "secondari".
  • Quelli che si alimentano di altre specie di acari o di insetti, sono detti "terziari" o predatori.

Le conseguenze principali delle infestazioni sono allergie, dermatiti, asma, disturbi gastrici. Il loro controllo non è facile a causa delle dimensioni molto piccole e della loro resistenza. Inoltre, si sviluppano molto velocemente: 15 giorni dall’uovo all’adulto. Se si trovano in ambiente sfavorevole si moltiplicano lo stesso anche se più lentamente: sono meno esigenti degli insetti.

Caratteristiche generali roditori (phylum: cordati — classe: mammiferi — ordine: roditori)

Le caratteristiche più importanti delle famiglia muridi, a cui appartengono topi e ratti, sono quelle della dentatura, sia per la sistematica che per la dannosità. Fra i denti, il principale ruolo è assunto dagli incisivi, di solito di colore arancione sulla faccia esterna. Gli incisivi sono irrorati, tramite l’orifizio centrale, dai vasi sanguigni per tutta la vita dell’animale e questi denti vengono usati continuamente per rodere tutto quanto capita a tiro (si logorano mano a mano che crescono). Si tratta di animali molto prolifici, con femmine che spesso possono partorire in un anno un numero elevatissimo di individui. La gestazione dura 3-4 settimane e per ogni parto nascono 6-14 piccoli. I parti possono inoltre succedersi durante il corso di tutto l’anno fino a raggiungere il numero di 7-8. L’accrescimento dei neonati è rapidissimo e, a seconda della specie, sono in grado di riprodursi entro il secondo mese di vita. Proprio a causa della loro prolificità e della possibilità di diffondere malattie, topi e ratti rivestono una enorme importanza economica.

Principali specie infestanti gli ambienti e le derrate

Classe: insetti

Ordine — dictiotti

Le specie di questo ordine sono: Blatta orientalis, Blattella germanica, Supella longipalpa e Periplaneta americana. Hanno tutte lo stesso sviluppo eterometabolo (neanide, ninfa) e sono caratterizzate da corpo appiattito, di colore bruno più o meno intenso. L’apparato boccale è masticatore, con mandibole robuste. Le antenne sono lunghe e sottili. Le ali possono essere sviluppate, ridotte o atrofiche. Solo Periplaneta A. può volare. Nell’addome sono situate le ghiandole repugnatorie. Le uova sono racchiuse dentro un’ooteca divisa in celle verticali. Le ooteche della blatta orientalis sono più scure rispetto a quelle di altre specie. Prediligono luoghi oscuri e umidi, in generale sono lucifughe: i trattamenti con risultati migliori si ottengono quindi nelle ore notturne. Si rifugiano spesso in cantine e fogne, interspazi tra le perlinate e moquette. La presenza di piastrelle rotte e tubature sgocciolanti favorisce la diffusione, così come prese elettriche che forniscono calore, screpolature sui muri ecc. Sono in generale frequenti vettori con le zampe, le antenne e per mezzo delle feci di agenti patogeni quali Streptococco, Escherichia coli, Salmonella.

Blatta orientalis (famiglia Blattidae)

Presenta dimorfismo sessuale: il maschio ha ali sviluppate mentre nella femmina le anteriori sono molto brevi, quelle posteriori atrofiche. Inoltre, la femmina è più grossa. Preferisce i luoghi caldi e umidi, è lucifuga. In condizioni ottimali (30°C e 76% UR) l’insetto diviene adulto in circa un anno. È in grado di arrampicarsi solo su pareti scabre (non possiede aroli), si muove velocemente sui pavimenti. Trasferisce alle derrate un disgustoso odore causato dal secreto delle ghiandole repugnatorie. Ha ciclo di sviluppo di circa sei mesi.

Blattella germanica (famiglia Blattellidae)

È diventata la più comune. Ha dimensioni più piccole delle altre blatte (1-1,5 cm di lunghezza). Presenta due caratteristiche macchie scure allungate sul pronoto. È un’ottima arrampicatrice, anche su superfici lisce, per questo si è diffusa così tanto. Ha inoltre sviluppo più rapido rispetto alle altre blatte e depone anche più uova: circa 30-40 individui che compiono un ciclo vitale di tre mesi. I locali con microclima caldo-umido, quali le cucine dei ristoranti, i bar, i reparti di industrie alimentari sono frequentemente invasi dall’insetto che si può vedere aggirarsi anche di giorno sulle pareti, intorno ai lavandini, lungo tubature in cui corrono acqua calda o vapore.

Periplaneta americana (famiglia Blattidae)

Specie di colore bruno ferrugineo che raggiunge anche i 4-5 cm. Presenta ali ben sviluppate nei due sessi. È comune nelle zone equatoriali. In ambienti con alte temperature e umidità diventa capace di volare. Ha ciclo vitale di circa un anno. È arrivata in Europa con frutta e verdura di importazione. Si insedia bene nelle industrie di cioccolato ma anche in quelle di formaggi. Trova l’ambiente ottimale grazie agli scarichi di acque tiepide.

Supella longipalpa (famiglia Blattellidae)

Comparve in Italia nel 1975, ha colore più aranciato e bande nere meno evidenti. È più diffusa nelle case rispetto che nelle industrie: ha meno esigenze di temperatura e umidità rispetto alle blatte di altre specie, quindi oltre che in cucina e in bagno, si ritrova in armadi, camere da letto. Non è attratta dalle trappole. Ha ciclo di sviluppo di circa sei mesi.

Ordine — ditteri

L’ordine comprende migliaia di specie tra cui le più importanti sono: Musca domestica, la drosofila (moscerini dell’aceto). Sono vettori di microrganismi, a volte patogeni. Sono caratterizzati dal possedere allo stato adulto un solo paio di ali sviluppate (solo quelle anteriori, quelle posteriori diventano infatti dei bilancieri) e occhi molto evidenti. L’apparato boccale adulto è in grado di succhiare solo sostanze liquide con predigestione esterna (apparato boccale lambente). Sono in grado di riprodursi con estrema facilità sia per la capacità di deporre le uova all'interno di qualsiasi materiale di natura biologica in decomposizione, sia per la velocità con cui le larve raggiungono lo stato di individuo adulto, diventando a loro volta capaci di riprodursi in circa dieci giorni. Nell’adulto la membrana degli ultimi uriti (segmenti che costituiscono l’addome degli insetti) è molto elastica; depongono le uova a pacchetto un po' sotto la superficie del substrato estroflettendo l’addome. La femmina può deporre ben 1000 uova in tutta la vita; schiudono quasi subito dopo la deposizione. Le uova diventano larve. Le larve sono prive di zampe, con apparato masticatore semplificato (apparato boccale dilaniante) e crescono e mutano molto in fretta. Nell’ultima fase della larva, essa cambia cuticola ma non allontanandola completamente, diventa un contenitore chiamato pupaio, all’interno del quale si trova la larva di età superiore, protetta da perdita di acqua. Il pupaio viene sfondato grazie alla pressione dell’emolinfa.

Musca domestica (famiglia muscidi)

È il dittero più universalmente conosciuto. Le femmine depongono le uova in numero di 120-150 elementi per volta, su qualsiasi sostanza in fermentazione (letame, immondizie, detriti in compostaggio). Lo sviluppo larvale si completa in 4-5 giorni. L’impupamento dura da 3-4 giorni a 2-4 settimane, al termine del quale sfarfalla l’adulto. Lo sviluppo è funzione della temperatura (5-10 giorni a 35°C, 45-50 giorni a 16°C). L’adulto è capace di liquefare piccole porzioni di sostanze solubili come zucchero, rigurgitando una certa quantità di saliva. È un pericoloso vettore di microrganismi.

Drosophila o moscerino dell’aceto (famiglia Drosophilidae)

Le drosofile vivono su sostanze in fermentazione, su cui depongono le uova. La prolificità è elevata e il ciclo notevolmente ridotto (sino a 20 generazioni nell’anno). Risultano infestanti soprattutto nei mesi caldi estivo-autunnali, dell’industria enologica e degli impianti di lavorazione dei succhi di frutta. Per le larve prediligono come substrato alimentare i lieviti. La Drosophila melanogaster è spesso utilizzata come cavia dai genetisti, sono meschini attratti da sostanze vegetali e frutta e hanno un ciclo di sviluppo di circa una settimana.

Sarcophaga o moscone grigio della carne (famiglia Sarcophagidae)

Ditteri di dimensioni medie che si evolvono su sostanze di origine animale (carni fresche, formaggi, prosciutti). Sono potenziali vettori di microrganismi patogeni.

Calliphora o moscone con riflessi blu e Lucilia o moscone con riflessi verdi (famiglia Calliphoridae)

Le larve di questi mosconi si sviluppano in sostanze di origine animale (carni fresche, formaggi) a volte negli escrementi o addirittura in tessuti viventi degli animali e dell’uomo. Risultano infestanti delle industrie che lavorano la carne, i caseifici e le cucine. Vettori di microrganismi.

Ordine — imenotteri

L’ordine comprende migliaia di specie, caratterizzate da aspetti morfologici ed etologici molto vari (comportamentali).

Formiche (famiglia formicidi)

Vivono in società permanenti, con maschi e femmine feconde, per lo più alate. Le femmine sterili costituiscono la casta delle operaie o dei soldati. Vivono in nidi costituiti in maniera più o meno complessa. Sono caratterizzate da abitudini alimentari essenzialmente glicifaghe, ma adattate anche a un’alimentazione polifaga. Durante il periodo dell’accoppiamento cercano di più le proteine. Trovano il cibo e lo segnalano alle altre grazie ai feromoni. Possono trasmettere microrganismi patogeni, passando da un ambiente inquinato all’altro. Le specie che più frequentemente si rinvengono sono: la "formica argentina" e la "formica faraone". La prima, di dimensioni molto piccole (circa 1 mm), è molto aggressiva, in grado anche di eliminare formiche di dimensioni maggiori. È onnivora ma si trova più frequentemente laddove si manipolano succhi di frutta, sciroppi, dolciumi e carni e predilige ambienti caldi. La seconda, di dimensioni maggiori, in Italia si ritrova soprattutto nelle regioni centro-meridionali. Trattandosi di una specie tropicale necessita di un clima caldo-umido e di cibo sia glucidico che carneo. In generale, il controllo delle formiche si basa più sulla prevenzione: evitare briciole lasciate in giro, evitare anfratti nei muri, pulire bene i macchinari e non lasciare scarti di lavorazione.

Vespe (famiglia vespidi)

Le vespe vivono in società...

[Il testo si interrompe bruscamente, mancando altre informazioni necessarie per completare la sezione sulle vespe e il resto del contenuto.]

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Scienze agrarie e veterinarie VET/04 Ispezione degli alimenti di origine animale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher patiscia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Contaminazione biotica degli alimenti e degli ambienti e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Locatelli Daria Patrizia.
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