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Principi contabili internazionali

Framework

Il framework non è un principio contabile, infatti non è omologato; rappresenta una impalcatura, una struttura di riferimento nella quale poi si inseriscono i vari principi contabili. Qualora sorga un conflitto fra framework e principio contabile, il secondo ha la precedenza nell’applicazione della norma. A tal proposito lo Iasb indica una precisa gerarchia delle fonti, volta a risolvere i rari casi in cui si verificano conflitti fra le varie norme (il board tiene sempre conto delle normative vigenti prima di emettere un nuovo principio).

Gerarchia delle fonti

  • Ias/Ifrs + Sic/Ifric
  • Framework Iasb
  • Principi contabili ispirati a un modello concettuale simile al Fw (esempio quelli italiani non vanno bene, perché ispirati da concetti diversi)
  • Posizioni dottrina
  • Pratiche contabili diffuse non in contrasto con Ias e Fw

Utilizzatori del bilancio

Tutti gli stakeholder. Lo Iasb tiene conto principalmente delle esigenze degli investitori, visto che il reddito (voce che interessa all’investitore) si forma dalle altre voci, se soddisfa loro soddisfa voci.

Finalità del bilancio

Fornire informazioni circa la situazione patrimoniale, economico-finanziaria dell’impresa, utili a un'ampia serie di soggetti per prendere decisioni economiche.

Principi di redazione del bilancio

Sono principalmente due:

  • Principio della competenza, le operazioni sono rilevate nei bilanci a cui si riferiscono; questo non significa che informi solo sulla dimensione passata dell’impresa (es. mostra le obbligazioni che dovrà saldare in futuro o il beneficio futuro che alcune voi libereranno - valore attività).
  • Continuità aziendale, il bilancio viene redatto in base all'assunzione che l’attività dell’impresa continuerà in futuro; se l’impresa vorrà liquidare l’attività o ridurre la stessa, si dovranno utilizzare criteri contabili diversi.

Caratteristiche qualitative del bilancio

Le principali caratteristiche qualitative del bilancio (che poi sono quelle che rendono lo stesso utile per gli utilizzatori) sono quattro:

  • Comprensibilità, cioè le informazioni contenute in bilancio devono essere immediatamente comprensibili per un pubblico di media conoscenza degli aspetti contabili ed economici (informazioni relative ad aspetti complessi non devono comunque essere escluse).
  • Significatività, cioè l’informazione è in grado di influenzare le decisioni economiche di chi la legge (rilevanza dell’informazione, una sua eventuale omissione può far cambiare le decisioni economiche dei lettori). La predisposizione del bilancio deve facilitare gli utilizzatori nel fare previsioni future sugli andamenti dell’impresa a cui il bilancio è riferito.
  • Attendibilità, il bilancio deve essere privo di errori o distorsioni rilevanti, in accordo al principio della prevalenza sostanza sulla forma (cioè gli eventi vanno rappresentati secondo quello che realmente rappresentano per l’impresa, a prescindere dalla loro natura giuridica). Il bilancio deve anche essere neutro (cioè non deve essere in grado di influenzare un giudizio meno che un altro), completo e prudente (le stime di costi e ricavi devono essere fatte senza distorsioni rilevanti).
  • Comparabilità, le informazioni devono essere iscritte in maniera coerente nel tempo sia per la stessa impresa che fra imprese diverse. Per fare ciò gli utilizzatori devono essere informati dei principi utilizzati nella preparazione del bilancio (indicazione nell’informativa) e di eventuali cambiamenti degli stessi (più gli effetti del cambiamento dei metodi di rilevazione).

Nella pratica si deve mirare ad ottenere un equilibrio fra le regole Iasb e le esigenze dell’impresa.

Definizione elementi del bilancio

Lo Iasb nel Fw definisce le caratteristiche che un fatto di gestione deve rispettare per poter essere chiamato Attività, Passività, Netto, Costo, Ricavo. Definizioni molto importanti che dovremo ogni volta andare a verificare se corrispondono con i nostri fatti di gestione per vedere se questi sono meritevoli di venire inseriti in bilancio (poi affronteremo i criteri di rilevazione e misurazione).

  • Attività, risorsa controllata dall’entità, risultato di eventi passati, che incorpora benefici futuri per l’impresa.
  • Passività, obbligazione attuale dell’entità derivata da effetti passati, la cui estinzione comporterà un'uscita di risorse.
  • Netto, semplice differenza fra attività e passività.

Tali definizioni vengono applicate nel rispetto del principio prevalenza sostanza sulla forma (quindi nell’applicare le definizioni bisogna guardare al valore che tali operazioni hanno per l’impresa, non alla loro veste giuridica).

  • Ricavi, incrementi dei benefici economici di competenza dell’esercizio amministrativo, che si manifestano sotto forma di nuove attività, accresciuto valore di quelle esistenti o diminuzioni delle passività, non dipendenti dall'intervento dei soci.
  • Costi, decrementi dei benefici economici di competenza dell’esercizio, che si manifestano sotto forma di incremento passività, creazione di nuove o riduzione delle attività, non dipendenti dall’intervento dei soci.

Approccio patrimonialista dello Iasb, si definiscono i ricavi ed i costi tramite variazioni delle attività e delle passività.

Rilevazione

Solo gli elementi che soddisfano questi requisiti possono essere iscritti nello SP o CE; le condizioni che devono essere simultaneamente rispettate sono:

  1. Probabilità (probabilità di verificarsi maggiore al 51%, alle condizioni oggi esistenti in bilancio) dei benefici economici futuri.
  2. Il valore della voce deve poter essere misurato con attendibilità (utilizzo di stime ragionevoli).

Voci che rispettano i criteri definitori, ma non quelli di rilevazione devono essere indicate nelle note, prospetti o materiale esplicativo.

NB: Può capitare che un fatto di gestione concretizzi le caratteristiche di un costo/ricavo, ma non quelle di una attività/passività!! In tal caso rileva solo a conto economico.

Misurazione elementi di bilancio

Possono essere usati vari criteri di misurazione:

  • Costo storico, più utilizzato; le attività sono iscritte all’importo effettivamente pagato o al suo fair value (valore presumibile realizzo, adatto soprattutto per mercati poco dinamici dove il valore degli asset si mantiene stabile nel tempo; non è soggetto a variazioni frequenti). Anche il fair value ha la sua gerarchia nell’effettuare le stime del valore: 1) Prezzo sul mercato; 2) Prezzo attività simili sul mercato (simili per profilo di rischio, settore appartenenza, liquidità, etc.) corretto tramite indicatori sul mercato reperibili; 3) Stime ancora una volta tramite prezzo attività simili ma stavolta risultato di procedimenti interni di stima (approccio troppo discrezionale, molto limitato dallo Iasb). Le passività sono iscritte pari al corrispettivo ricevuto in cambio dell’obbligazione o pari agli importi che si pensa di pagare per estinguere le stesse.
  • Costo corrente
  • Valore realizzo
  • Valore attuale

Lo Iasb non indica un particolare modello interpretativo da seguire, è lasciata a libera discrezione del compilatore; che però può cambiare criteri in corso d’opera solo se tale cambiamento è finalizzato a produrre una informazione più utile per l’investitore.

Documenti di bilancio IAS 1

Il bilancio è formato da 5 documenti: Conto economico, Stato Patrimoniale, Rendiconto Finanziario, Note al Bilancio, Movimenti del patrimonio Netto.

Stato patrimoniale

È libero nella forma (diverso dall’ordinamento italiano dove è previsto uno schema obbligatorio) e nell’ordine; tuttavia lo Iasb indica un contenuto minimale e la possibilità di aggiungere, dividere o adattare ciascuna voce.

Contenuto minimale SP

Attività Passività
Immobili, impianti, attrezzature Debiti commerciali e diversi
Attività immateriali Accantonamenti
Attività finanziarie Passività finanziarie
Investimenti immobiliari Passività per imposte correnti
Partecipazione valutate al patrimonio netto Passività per imposte differite
Scorte magazzino Passività incluse in attività in dismissione
Crediti commerciali e diversi Patrimonio netto minoranze
Cassa ed equivalenti Capitale sociale e riserve della maggioranza
Attività biologiche

Le Attività e Passività devono essere classificate fra correnti e non correnti.

Attività correnti sono attività che si realizzano o consumano entro la durata del ciclo operativo aziendale (dall’acquisto input all’output; se non stimabile utilizzo l'esercizio. Vale anche per le passività) o possedute principalmente per essere negoziate o denaro ed equivalenti o che verranno realizzate entro 12 mesi dalla data del bilancio.

Passività correnti sono passività che si estinguono entro il ciclo operativo aziendale o possedute principalmente per essere negoziate o si estingueranno entro 12 mesi dalla data di bilancio.

NB: Le attività non correnti destinate alla vendita vanno evidenziate in una classe separata dell’attivo (nelle attività correnti). I complessi produttivi in dismissione vanno anche loro indicati in una classe separata dell’attivo fra le attività non correnti. Le passività ad essi direttamente collegabili vanno anche loro indicate separatamente nel passivo nelle passività non correnti.

Entrambe le voci per essere iscritte separatamente devono essere pronte per la vendita e la stessa deve essere altamente probabile (es. management sta cercando di trovare un acquirente o è impegnato in un programma di dismissione).

Conto economico

Il conto economico è libero nella forma e nell’ordine delle poste; tuttavia viene indicato un contenuto minimale che deve essere rispettato. Se alcune voci sono significative, possono essere adattate o divise (se questo rende il bilancio più utile).

Contenuto minimale CE

  • Profitti e perdite (PL)
  • Ricavi da vendite beni, servizi, royalties (dipende tipologia settore di appartenenza)
  • Oneri finanziari
  • Quota utile/perdite partecipate e joint venture valutate con il metodo patrimonio netto
  • Imposte sul reddito
  • Utili/perdite la netto degli oneri fiscali da attività operative cessate o da realizzo attività o complessi produttivi in dismissione (anche plus/minus valenze da valutazione la fair value di queste)
  • Reddito realizzato
  • Altre componenti del CE derivanti da valutazione partecipazioni al patrimonio netto
  • Reddito maturato ma non realizzato
  • Utile/perdita maggioranza
  • Utile/perdita minoranza

Sezione OCI

La sezione OCI contiene i componenti attesi ma non ancora realizzati del conto economico. L’OCI può costituire un prospetto separato o integrato del CE (in tal caso comincia con il reddito realizzato).

Caso rettifiche da riclassificazione

Le rivalutazioni di attività e passività sono ricavi/costi non realizzati ed in quanto tali vanno iscritti nella sezione OCI. Quando però la rivalutazione o svalutazione si realizza (cioè vendo il bene ad un valore superiore o minore al valore di iscrizione) la rivalutazione si realizza eccome! E la plusvalenza da alienazione va registrata nel PL, comprensiva della rivalutazione OCI registrata negli esercizi precedenti! Per questo è necessario iscrivere una rettifica da rivalutazione (in dare, come se fosse un costo) nella sezione OCI. Così l’utile finale risulterà essere quello giusto (il maggior valore in PL è compensato da un minor valore in OCI).

Attività operative cessate

Meritano una obbligatoria indicazione nel CE perché riguardano rami d’azienda che sono stati venduti, riclassificati per la vendita oppure abbandonati. Per questo motivo il risultato da loro prodotto deve essere indicato separatamente, così da poter subito apprezzare l’impatto che la mancanza di questo ramo può avere sulla redditività dell’azienda stessa (informazione più che utile per l’investore).

Presentazione dei costi (99)

L’entità è obbligata a presentare una analisi dei costi nel prospetto del conto economico o nelle note. Tale analisi deve riportare la classificazione dei costi per Natura (in base alla natura del fattore produttivo che ha causato il costo) o Destinazione, si considera la funzione aziendale nella quale la risorsa è consumata (es. si evidenzierà costo del venduto, costi amministrativi, etc.). Si sceglierà il criterio che fornisce l’informazione più utile, ma se si sceglie quello per destinazione, deve comunque fornire la distinzione per natura nelle note al bilancio.

Prospetto del patrimonio netto

È un elemento centrale del bilancio, per questo merita un posto obbligatorio;

  • Termometro della salute dell’impresa;
  • Funzione di assicurazione per i terzi creditori (più è ampio e minore è la perdita in caso di liquidazione che i creditori devono sostenere);
  • Funzione di autofinanziamento.

Contenuto obbligatorio

  • Totale conto economico complessivo dell’esercizio, indicando separatamente gli importi destinati a soci della controllante e quelli attribuibili alle partecipazioni in minoranza.
  • Per ciascuna voce del netto, l’effetto di un eventuale cambiamento dei criteri valutativi.
  • Per ciascuna voce del netto una riconciliazione fra il valore all’inizio e quello al termine dell’esercizio, indicando separatamente le variazioni derivanti da: OCI, destinazione utili o perdite, operazioni con soci (distinguendo utili e dividendi).

Note al bilancio

Si compone di tre sezioni ideali:

  • Dichiarazione di conformità esplicita e senza riserve, a tutti i principi IFRS (in casi eccezionali sono possibili deroghe a tali principi, solamente quando seguire un dato principio porta ad una violazione degli obiettivi di bilancio fissati dal Fw).
  • Criteri di redazione del bilancio e principi contabili adottati per le varie categorie di attività e passività e per le operazioni più significative della gestione. Sezione necessaria per l’analista che può così condurre le sue valutazioni conoscendo le logiche adottate.
  • Informazioni integrative rispetto a quelle riportate negli altri prospetti di bilancio quando richieste espressamente dallo Iasb o quando significative per una maggiore comprensibilità del bilancio (tramite citazioni dirette dalle singole voci. È una sorta di legenda).
  • Altre informazioni, sulle modalità di gestione del netto (obiettivi politiche e composizione dell’equity), sede legale società, dividendi proposti o dichiarati ma non contabilizzati, ragione sociale della controllante o capogruppo, descrizione dell’attività dell’impresa e delle principali operazioni che la caratterizzano.

Rendiconto finanziario IAS 7

È fatto obbligo all’impresa di redigere il Rendiconto Finanziario ogni volta che viene fatto il bilancio; tale rendiconto serve per valutare la capacità dell’impresa di generare flussi di cassa e la loro entità, perché è con gli FCS che si onorano i propri impegni.

Finalità del rendiconto finanziario

  • Permette di valutare la capacità dell’impresa di generare FCS e di adattare tempi e entità di questi flussi alle varie condizioni di gestione.
  • Comprendere i movimenti delle attività e delle passività patrimoniali.
  • Permette di migliorare la confrontabilità tra entità diverse.
  • Evidenzia il contributo monetario della gestione reddituale.

Quale risorsa finanziaria rendicontiamo?? Occorre una misura abbastanza semplice, che contenga poche grandezze al suo interno perché altrimenti non riflette gli effetti finanziari della gestione (troppe variazioni endogene che non vengono colte, es. posizione finanziaria netta).

Utilizziamo le disponibilità liquide, anche perché la loro centralità è ribattuta al # 3 (investor sono interessati a come una entità produce proprie disponibilità liquide perché grazie a queste che possono onorare obbligazioni e produrre utili).

Sono Disponibilità liquide: cassa e depositi a vista, alcuni investimenti finanziari (scadenza max 3 mesi, rischio irrilevante e monetizzabili prontamente) e scoperto in c/c dove sia usato per elasticità di cassa (cioè continua alternanza fra saldi positivi e negativi).

Struttura del rendiconto

Il rendiconto è strutturato per aree di gestione, gruppi di operazioni omogenee che impiegano determinate risorse e svolgono precise funzioni (aree gestione corrente, investimenti strutturali, capitali terzi, …); per ciascuna area si individuano le operazioni che hanno generato moneta o che ne hanno distrutta.

Il rendiconto deve essere distinto in tre aree:

  1. Attività operativa (gestione corrente), comprende tutti i flussi generati dalla gestione operativa; vi rientrano anche i FCS derivanti dalla compravendita di titoli detenuti a fini commerciali, di rivendita a breve.
  2. Attività di investimento, FCS relativi ad acquisti e cessioni di attività immobilizzate e altri investimenti finanziari.
  3. Attività di finanziamento, raccolta dei FCS relativi ad operazioni di finanziamento attivo e passivo; è importante perché permette di prevedere le richieste di flussi finanziari futuri.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher tommaso.ceccarelli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Contabilità internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Guidantoni Stefano.
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