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Riassunto esame Contabilita' Internazionale, prof. Guidantoni

Riassunti dei principi contabili internazionali Ias/ Ifrs presentati al corso.
Presenti anche indicazioni su come contabilizzare alcune operazioni secondo tali principi. Argomenti trattati: il framework come elemento non contabile, finalità del bilancio.

Esame di Contabilità internazionale docente Prof. S. Guidantoni

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ESTRATTO DOCUMENTO

sottraggono alle entrate derivanti dalla gestione corrente ( incassi vendite e altri) le uscite della gestione

corrente (tipicamente costi materiale, dipendenti, tasse).

Schema sintetico per il calcolo metodo diretto:

Entrate da vendite di beni e servizi ( utili o perdite da alienazione impianti vanno nella gestione investimenti)

+ Altre entrate correnti =

Cassa generata dalla gestione corrente (A)

– –

-Uscite per pagamento fornitori uscite pagamento stipendi altre uscite correnti ( non vanno nel rendiconto scorte

ammortamenti perché sono misure contabili che non dipendono dalla gestione) =

Cassa assorbita dalla gestione corrente (B)

- Imposte pagate (C) =

Flusso di cassa netto gestione corrente ( A-B-C).

b) In alternativa si può usare il metodo indiretto che prevede lo storno dal reddito ante imposte di una serie di

valori ( rimanenze crediti e debiti derivanti dalla gestione operativa, ammortamento, accantonamenti, imposte

e dell’investimento).

differite e tutti gli altri elementi che appartengono alle aree del finanziamento

Usando questo metodo si evidenzia il contributo portato dalla gestione del circolante ( buono) ma si perde il grado

analitico e quindi la precisioni del metodo diretto.

Schema di calcolo metodo indiretto: – –

Reddito ante imposte + ammortamenti + interessi passivi interessi attivi dividendi ricevuti +/- plusvalenza

minusvalenze da alienazione immobili o attività finanziarie =

Risultato corrente prima variazioni del circolante

+/- Delta circolante [ +/- variazione crediti commerciali +/- variazione scorte +/- variazione debiti commerciali +/-

diversi dagli ammortamenti perché qui prima o poi l’uscita ci sarà

variazioni fondi operativi ( accantonamenti, ) ] =

Flusso di cassa da gestione corrente

-imposte pagate

Flusso netto di cassa da gestione corrente.

possibile in alternativa calcolare anche in un altro modo il metodo indiretto, si parte dai ricavi correnti dell’esercizio

E’

– costi correnti esclusi ammortamenti poi si sottrae o somma il delta circolante e sottrae imposte pagate ( si parte da

ricavi correnti e non dal risultato ante imposte).

Le imprese italiane preferiscono, sbagliando, il metodo indiretto, perché più veloce.

Caso delle imposte,

Gli fcs derivanti dalle imposte pagate nell’esercizio sono ricomprese nell’attività operativa a meno che non possono

essere specificatamente indicate le aree alle quali questi sono riferiti; cioè se è possibile identificare i flussi che

corrispondono ad attività classificate nell’area investimento o finanziamento allora le rispettive imposte possono essere

qui riclassificate.

Le imposte comprese nel rendiconto si calcolano come:

imposte rilevate a CE –

+ decrementi debiti tributari incrementi debiti tributari

+ incremento crediti per imposte anticipate decremento crediti per imposte anticipate

- incremento fondo per imposte differite + decremento fondo per imposte differite

Caso interessi e dividendi,

possono essere collocati sia nella gestione corrente, sia nell’area dei finanziamenti ( interessi passivi e dividendi pagati)

che nell’area degli investimenti ( interessi attivi e dividendi ricevuti); dipende dal concetto di gestione corrente che ha

l’organizzazione di riferimento (es. intermediario li collocherà nella gestione corrente, meno un impresa industriale).

PRESENTAZIONE ATTIVITA’ DI INVESTIMENTO

Vi rientrano i flussi finanziari sostenuti per acquisire risorse che genereranno in futuro benefici economici; come

immobilizzazioni materiali e immateriali, eventuali plusvalenze o minusvalenze relative alla loro vendita, costruzioni in

economia e ricerca e sviluppo.

Meritano una menzione a parte gli investimenti finanziari; due regole:

 attività finanziaria detenuta ai fini commerciali, cioè rivendita nel breve, rientra nell’attività operativa;

 un contratto di copertura di altra attività va classificato nell’area corrispondente dell’attività coperta.

I flussi generati dagli investimenti finanziari devono essere tenuti separati da quelli degli investimenti operativi.

Nella rappresentazione devono essere separati i flussi in entrata da quelli in uscita.

Esempio di calcolo flusso di cassa da investimenti:

Flusso netto di cassa da gestione corrente

- Acquisto/costruzione interna di immobilizzazioni materiali + vendita di attività materiali (linee separate)

- Acquisto/costruzione interna di attività immateriali + vendita di attività immateriali

- Acquisto netto di altre attività + vendita netta di altre attività

- Acquisto di partecipazioni e titoli + vendita di partecipazioni e titoli

- concessione di crediti da finanziamento + rimborsi di crediti da finanziamento concessi

+ proventi da titoli, partecipazioni e crediti da finanziamento=

Flusso di cassa netto generato, assorbito dalla gestione degli investimenti

Importo pagato o ricevuto nella dismissione di altre entità, partecipazioni di controllo, va qui inserito al netto della cassa

assorbita o ceduta; si deve inoltre indicare separatamente l’ammontare pagato o ricevuto e la rispettiva parte costituita

da disponibilità liquide o equivalenti.

Qualora la vendita della partecipazione non determini la perdita del controllo allora il flusso di cassa va nell’area del

finanziamento.

PRESENTAZIONE AREA FINANZIAMENTI

Area che raccoglie i fcs relativi alla gestione dell’indebitamento ( accensione e pagamento debiti finanziari, pagamento

oneri finanziari) e relativi alla gestione del capitale di rischio (emissione e riacquisto azioni, pagamento dividendi).

Anche qui è fatto obbligo di tenere separati i flussi in entrata da quelli in uscita.

Esempio calcolo flusso di cassa da finanziamenti

Flusso di cassa netto generato/assorbito dalla gestione degli investimenti

- rimborso debiti finanziari

-pagamento oneri finanziari

+accensione debiti finanziari

+ aumenti capitale sociale

- pagamento dividendi

-riacquisto azioni proprie=

Flusso di cassa netto generato assorbito dalla gestione degli investimenti

FORMA ESPOSITIVA DEL RENDICONTO

Il rendiconto deve presentare la seguente struttura:

Flussi gestione corrente deflussi gestione corrente =

Saldo finanziario della gestione corrente ( A) Cash Flow operativo netto

Flussi gestione investimenti deflussi gestione investimenti =

Saldo finanziario gestione investimenti (B)

Flussi gestione finanziamenti deflussi gestione finanziamenti =

Saldo finanziario gestione finanziamenti (C) effetto variazioni tasso di cambio sulla liquidità

Variazione netta disponibilità liquide ( A+B+C ) + disponibilità liquide inizio esercizio =

Disponibilità liquide fine esercizio

Operazioni non monetarie

Esistono anche delle operazioni di gestione degli investimenti e finanziamenti che non causano variazioni monetarie

(es. acquisizione attività tramite leasing, conversione debito in netto, acquisizione mediante emissione di azioni); tutte

queste operazioni al momento iniziale non causano variazioni monetarie e quindi non devono essere rilevate nel

rendiconto finanziario.

Momenti successivi possono essere rilevate nel rendiconto, es. pagamento canoni del leasing = riduzione debito

finanziario.

Tasso di cambio primario dell’impresa e con la quale l’impresa esprime i propri

Esiste una valuta funzionale, cioè la valuta del mercato

ricavi, costi e prezzi di vendita; questa può coincidere o meno con la valuta di presentazione, cioè la valuta con la quale

il bilancio viene presentato al pubblico ( succede ad esempio quando opero in un mercato ma i miei investitori principali

risiedono altrove, oppure quando faccio parte di un gruppo, la quale capogruppo redige contabilizza la partecipazione

con il metodo netto ed ha il bilancio in un'altra valuta).

In questo caso si procede con la conversione dei singoli fcs presentati nel rendiconto e della consistenza iniziale e finale

nella valuta di presentazione; la rimanenza iniziale viene convertita con il tasso all’1/1 mentre quella finale con quello

al 31/12, per ricavi e costi di esercizio si usa il tasso medio dell’esercizio.

L’effetto della conversione, cioè eventuali aumenti o decrementi di liquidità non realizzati, vanno a formare la voce

“effetto variazioni del tasso di cambio” che ha la funzione di far riconciliare i valori nelle due valute ( si trova prima

della somma consistenze iniziali). –

PRINCIPIO CONTABILE 12 IMPOSTE SUL REDDITO

FINALITA’ Definire il trattamento contabile delle imposte sul reddito, come rilevare gli effetti fiscali correnti e

futuri relativi.

DEFINIZIONI

UTILE CONTABILE, utile o perdita d’esercizio al netto delle imposte.

REDDITO IMPONIBILE, utile di un esercizio determinato secondo i criteri fiscali secondo i quali vengono

determinate le imposte ( normativa fiscale ).

FISCALITA’, può essere CORRENTE ( imposte da pagare sul reddito imponibile ) o DIFFERITA ( imposte da pagare

su i futuri esercizi. L’ONERE FISCALE è l’imposta da pagare a fine esercizio ( comprende imposte correnti, differite al

netto delle anticipate).

VALORE CONTABILE di una attività o passività è il valore di esse iscritto in bilancio.

ai fini fiscali. Il valore fiscale di una ATTIVITA’ è

VALORE FISCALE è il valore attribuito a quelle attività o passività

il suo valore deducibile in futuro; Il valore fiscale di una PASSIVITA’ è la differenza fra il suo valore contabile ed il

suo valore deducibile in futuro.

DIFFERENZE TEMPORANEE, differenza fra il valore contabile di una attività / passività ed il suo valore fiscale.

Quindi rilevo diff. Temporanee su attività : valore contabile valore deducibile in futuro

– –

Rilevo diff. Temporanee su passività : valore contabile ( valore contabile valore deducibile in futuro).

Posso dover rilevare diff. Temporanee anche su valori non iscritti a bilancio ma rilevanti ai fini fiscali ( es.

plusvalenze); In questo caso il loro valore contabile sarà = 0 .

Le differenze temporanee possono essere a loro volta di due tipi:

 IMPONIBILI, differenze temporanee si tradurranno in futuro in incrementi della base imponibile ( quando

attività si realizzerà o la passività si estinguerà) pago meno oggi, pago di più domani ( genero passività

fiscale differita).

 DEDUCIBILI, differenze temporanee si tradurranno in una riduzione della base imponibile futura (quando

attività si realizzerà o la passività si estinguerà) pago di più oggi per pagare di meno domani ( genero

attività fiscale differita).

NB: Non generano fiscalità differita le differenze temporanee che nascono da:

 Rilevazione iniziale dell’Avviamento ( differenza fra prezzo pattuito e valore delle attività acquisite al netto

delle passività);

 Rilevazione iniziale di una attività o passività in una operazione che non è una aggregazione aziendale o al

momento dell’operazione non genera variazioni nell’utile / perdita dell’esercizio ne nella base imponibile.

 In questi casi non si ha una differenza temporanea, ma una differenza permanente di valore fra il valore fiscale e

quello contabile; Questo comporta che i due valori non si riallineeranno mai e perciò non ha senso creare una passività /

attività fiscale differita.

CASI PARTICOLARI:

a) Aggregazioni aziendali, le attività e passività acquisite a seguito di una aggregazione aziendale sono rilevate al

fair value, questo comporta che al momento delle loro rilevazione iniziale possano avere un valore diverso da

quello fiscale, che si vengano cioè a creare delle differenze temporanee.

b) Attività iscritte al Fair Value, gli IFRS richiedono che talune attività ( vd. Immobili, Impianti, Macchinari,

Attività Immateriali, Strumenti Finanziari, .. ) siano iscritte al fair value. La differenza fra il valore della

attività/ passività rivalutata ed il suo valore fiscale genera differenza temporanea che comporta una attività /

passività fiscale differita; Anche se l’asset è destinato alla vendita o all’eliminazione.

c) Rilevazione iniziale di una attività o passività, questa rileva sempre attività o passività fiscale differita quando

modo l’utile fiscale o contabile. Se non deriva da aggregazione e

deriva da aggregazione o influenza in qualche

non incide direttamente sull’utile fiscale o contabile allora non rileva mai fiscalità differita.

DIFFERENZE TEMPORANEE DEDUCIBILI ( attività fiscali differite ) vengono rilevate solo se probabili!! Cioè

quando:

 Si riverseranno in un periodo in cui avrò differenze temporanee imponibili superiori a quelle deducibili ( quelle

imponibili devono già risultare al momento dell’iscrizione in bilancio delle deducibili).

 In futuro l’impresa sarà in grado di produrre redditi tali da generare imposte superiori a quelle deducibili che

sto iscrivendo ( redditi devono derivare da business plan).

 Nel futuro ( tramite pianificazione tasse, Tax Planning ) avrò un importo tasse superiore a quello delle

deducibili che vado ad iscrivere.

 Per iscrivere una imposta anticipata devo essere ragionevolmente sicuro che in un futuro avrò una base imponibile da

cui dedurre tali differenze (o al massimo una imposta da cui detrarle).

VALUTAZIONE

Le attività e passività fiscali differite devono essere calcolate utilizzando le aliquote in vigore al momento della loro

iscrizione in bilancio ( o quelle che il governo ha annunciato che entreranno ufficialmente in vigore).

COMPENSAZIONE

Impresa può detrarre imposte attive da quelle passive quando le medesime derivano dalla stessa autorità governativa ed

il rispettivo ordinamento fiscale lo permette ( es. Italia ammette la compensazione tributaria, es. Irpef con Ires).

FISCALITA’ DIFFERITA

CRITERIO DI MISURAZIONE E RILEVAZIONE IN BILANCIO DELLA

Ogni anno al 31/12, 4 fasi:

1. Si calcolano tutte le differenze temporali, deducibili e imponibili a quella data ( comprendendo anche quelle

dell’anno precedente); Gli applico l’aliquota fiscale trovata.

differite trovate e quelle dell’anno precedente ( avrò quindi dei decrementi o

2. Confronto attività e passività

incrementi).

3. Misuro differenze trovate al punto 2: 

i. Incremento attività differite o decremento passività differite ricavo

ii. Decremento attività differite o incremento passività differite costo.

Iscrivo al ce il costo o ricavo trovato precedentemente ( vanno nelle imposte sul reddito, perché a CE non c’è

4. obbligo di distinguere fra imposte correnti o differite)

ESPOSIZIONE IN BILANCIO differite fra l’area non corrente in maniera specifica.

In SP vanno indicate le attività e passività

In CE vanno indicate le imposte sul reddito separatamente, comprensive di correnti e differite.

GLI STRUMENTI FINANZIARI IAS 32 E IAS 39

Gli strumenti finanziari son strumenti molto cari allo iasb, che vengono trattati in due separati principi contabili; Il 32

che ne determina i criteri definitori e lo ias 39 che definisce invece le condizioni per la rilevazione e le modalità di

misurazione.

Riprendiamo il Framework, per ogni operazione ( e quindi anche per gli strumenti finanziari ) esistono tre fasi contabili

:  Definizione, criteri definitori perché uno strumento sia definito come finanziario ( dettati dallo ias 32 );

 Rilevazione, condizioni che, uno strumento finanziario rispondente ai criteri definitori, deve rispettare per

essere iscritto fra le poste contabili ( ias 39 ).

 Misurazione, criteri di quantificazione del valore monetario dello strumento inserito in bilancio ( ias 39).

DEFINIZIONE

Esistono due grandi categorie di strumenti finanziari:

 Strumenti finanziari primari, fra i quali vi rientrano: disponibilità liquide ed equivalenti, crediti, debiti e

strumenti rappresentativi del capitale.

 Strumenti finanziari derivati, cioè strumenti che derivano il loro prezzo in funzione del parametro a cui sono

correlati. Vi rientrano contratti d’opzione, futures, Irs, etc.

Solo i primi saranno oggetto del nostro corso. “ Qualsiasi

STRUMENTO FINANZIARIO, definizione : contratto che da origine a una attività finanziaria per una

per l’altra . “ Quindi abbiamo due parti che,

entità e ad una passività finanziaria o strumento rappresentativo di capitale

avranno una l’attività ( soggetto attivo ) e l’altra una passività

per effetto del contratto, o strumento rappresentativo del

capitale ( soggetto passivo, chi paga). Se non ricorrono questi 4 elementi definitori non si può parlare di strumento

finanziario ( sarà qualcos’altro). Vediamo i 4 elementi prima elencati analiticamente:

1. RAPPORTO CONTRATTUALE, fra una holder ( emittente ) ed una issuer ( sottoscrivente).

ATTIVITA’ FINANZIARIA, si intendono

2. disponibilità liquide ( cassa o equivalenti ), diritto a ricevere

disponibilità liquide o altre attività finanziarie ( crediti finanziari o commerciali. Ma non tutti!! Devi essereci

un denaro contro disponibilità liquide o attività finanziarie. Un credito commerciale nato per compravendita di

scarpe non è certo una attività finanziaria) o strumento rappresentativo del capitale di una altra impresa.

FINANZIARIA, si intende un obbligo a consegnare disponibilità liquide o un'altra attività

3. PASSIVITA’

finanziaria.

4. STRUMENTO RAPPRESENTATIVO DI CAPITALE, qualsiasi contratto che rappresenti una quota ideale di

residuo delle sue attività dopo l’estinzione delle passività ).

partecipazione al netto di una impresa ( quindi al

Ne sono un esempio le azioni ordinarie .

PASSIVITA’ VS EQUITY

 Nasce qui un problema rilevante nella prassi internazionale, COME DISTINGUERE FRA PASSIVITA’ O

EQUITY?? Ci sono strumenti finanziari ( es. strumenti ibridi ) che ne rendono difficile la distinzione . La soluzione è

indicata dal par. 15 dello Ias 32: Guardare alla sostanza economica del contratto in oggetto più che alla sua forma

due condizioni che l’operazione deve contemporaneamente verificare

giuridica!! Inoltre nel paragrafo 16 sono indicate

per essere considerato strumento rappresentativo del capitale ( equity ) :

Non è previsto nessun obbligo per l’emittente di consegnare cassa o attività finanziarie o di scambiare attività

a) / passività finanziarie a condizioni particolarmente favorevoli per l’emittente stessa ( cioè è netto se chi

emette non ha nessun obbligo di restituire i soldi, ne rispetto del concetto di capitale di rischio).

Per le obbligazioni da regolare con strumenti di capitale, non vi è nessun obbligo per l’emittente di

b) consegnare un numero variabile di strumenti rappresentativi del capitale ( se io consegno un numero

variabile di azioni diventa un pagamento!! La sottoscrizione del netto avviene per quantità definite dello

stesso).

STRUMENTI FINANZIARI COMPOSTI

Lo Ias 32 ne parla nei paragrafi 28 32, li definisce come quegli strumenti finanziari che contengono al loro interno

parte di debito e parte di netto ( solitamente per il tramite di una opzione call) es. obbligazione convertibile. Nasce qui

un problema di contabilizzazione dell’emissione ( quindi il problema risiede soprattutto nell’iscrizione iniziale di questi

strumenti ) perché devo separare la parte di netto da quella di debito. Procediamo per step:

1. Lo strumento convertibile avrà una percentuale di remunerazione ( cedola sul debito ) che risulta inferiore alla

percentuale di remunerazione su un prestito di pari importo però senza possibilità di conversione; Tale

differenza di valore, che risiede nelle diverse percentuali di remunerazione, sarà uguale al valore finanziario

dell’opzione di conversione stessa!! Quindi occorre riuscire a determinare il valore finanziario del prestito

convertibile e quello di un prestito equivalente ma senza possibilità di conversione.

es. prestito obbligazionario di 2000 obbligazioni, valore nominale 1000, al 6 % annuo per 3 anni. Stimo che il

tasso di interesse per un analogo prestito obbligazionario senza possibilità conversione possa essere il 9 % (

questo tasso emerge da una stima di chi effettua la registrazione in bilancio, non è dato oggettivo). A questo

punto io devo calcolare il valore attuale del prestito al 9 % con pari condizioni, sia per la parte di capitale che

per quella di interessi ( il procedimento prevede l’attualizzazione dei fcs corrispondenti ). Otterrò così un

valore inferiore a quello della mia emissione ( 2.000.000 ), tale differenza è il valore della opzione di

conversione da me fornita al sottoscrittore!!!

Prestito di 2.000.000 al 6 % annuo con opzione di conversione, calcolo valore finanziario prestito analogo senza

possibilità conversione ( tasso stimato 9 % ).

Valore attuale del capitale : 1.544.367 ( ottenuto attualizzando 2.000.000 al 9 % per 3 anni ).

Valore attuale degli interessi : 303.755 ( ottenuto attualizzando le cedole annuali al 9 % ) .

Valore attuale della passività finanziaria : 1.848.122 ( ottenuto per somma delle due componenti ).

 Il differenziale fra il capitale da me raccolto ( 2 milioni ) e il valore attuale ottenuto rappresenta il valore attuale

dell’opzione call ( e quindi il valore da imputare al netto ).

CASSA 2.000.000

DEBITI FINANZIARI 1.848.122

CAPITALE SOCIALE 151.878

2. Ogni anno pago cedole al 6 % ( uscita di cassa effettiva ) ma contabilizzo cedole da 9 % !!! Quindi avrò una

quota di interessi che il sottoscrittore non riceve, che rimangono quindi da pagare, e vanno ad incrementare i

( fra l’altro questo procedimento permette di arrivare al terzo esercizio e di avere un

debiti finanziari

allineamento fra i debiti finanziari e il rimborso della quota capitale ( 2.000.000 ).

INTERESSI, DIVIDENDI, PERDITE ED UTILI DA STRUMENTI FINANZIARI ( 35- 41, ias 32 )

I ricavi / costi o oneri / proventi legati ad attività o passività finanziarie Rilevati a conto economico!!

I Dividendi su strumenti di equity e i costi di emissione degli stessi ( se operazione viene abbandonata i costi sono

imputati a conto economico ) Rilevati a Patrimonio Netto , al netto degli effetti fiscali !!

I costi derivanti da emissione di strumenti ibridi vengono ripartiti fra netto e ce secondo la composizione dello

strumento stesso.

RILEVAZIONE IN BILANCIO STRUMENTI FINANZIARI ( IAS 39 )

I criteri di rilevazione dello ias 39 si applicano a tutte le imprese e a tutti gli strumenti finanziari eccetto : partecipazioni

collegate, controllate o derivanti da joint venture, operazioni in leasing, strumenti finanziari rappresentativi del capitale

secondo lo ias 32, etc ( vd par. 2).

ATTIVITA’ E PASSIVITA’ FINANZIARIE, devono essere rilevate in bilancio solo quando una delle due parti effettua

( o da inizio) la sua prestazione prevista dal contratto, non basta un impegno irrevocabile alla stessa!! Ci deve essere un

inizio della prestazione.

Esistono quattro categorie di Attività finanziarie e due categorie di Passività finanziarie, entrambe rilevanti ai fini della

dell’iscrizione nello stesso; Li vale la classificazione già

misurazione delle poste in bilancio ( non rilevano invece ai fini

vista fra correnti e non correnti!! Vd. framework). La ripartizione nelle suddette categorie ( 4 e 2 ) deve essere riportata

nel prospetto di stato patrimoniale o nelle note).

ATTIVITA’ FINANZIARIE:

CLASSIFICAZIONE

1. Attività o passività finanziarie al Fair Value rilevato al conto economico ( fvtpl) , possono essere attività

finanziarie detenute per la negoziazione ( derivati non di copertura, strumenti finanziari o fondi investimento

detenuti a scopo speculativo) o strumenti così disegnati al momento dell’iscrizione (il cosiddetto fair value to

option, lo iasb da la possibilità di iscrivere una attività finanziaria al fair value se lo strumento consente

uniformità nella rilevazione degli utili o delle perdite o fa parte di una massa di strumenti il cui rendimento è

misurato al fair value ( es. quote fondi investimento ).

2. Attività finanziarie disponibili per la vendita, categoria residuale, solitamente accoglie le voci che non hanno

trovato collocazione nelle altre tre. Ma attenzione!! Tutto quello che viene messo qui viene valutato al fair

value ( corrispondente OCI).

 nb. Entrambe ( 1 e 2 ) vengono valutate al fair value!!

3. Attività possedute fino alla scadenza, sono attività non derivate con pagamenti fissi o determinabili e scadenza

come finanziamenti o crediti. E’ una classe poco

fissa, che non soddisfano i requisiti per essere classificati

usata, perché l’impresa per iscrivere qui delle attività si impegna a mantenere tali asset in bilancio fino alla

scadenza!! Se poi li vende deve obbligatoriamente iscrivere ciò che gli avanza come disponibile per la vendita

( e quindi valutarlo al fair value ), inoltre non può più iscrivere niente in questa sezione per i prossimi due

anni!! ( questo perché l’impresa ha violato l’impegno alla non vendita con gli stakeholder). Per questo è una

categoria poco usata, impone troppi vincoli al management.

4. Finanziamenti o Crediti, attività non derivate che non sono quotate su mercati attivi e prevedono pagamenti

fissi o determinabili.

 nb. Entrambe ( 3 e 4) sono valutate al costo ammortizzato.

PASSIVITA’ FINANZIARIE

CLASSIFICAZIONE

1. Passività finanziarie al fair value rilevato a conto economico ( fvtpl)

2. Altre passività finanziarie.

MOMENTI DELLA VALUTAZIONE

La valutazione degli strumenti finanziari deve essere fatta più volte:

Al momento dell’iscrizione in bilancio

1. ( Valutazione Iniziale ). Le attività sono iscritte al Fair value più i costi

di transazione ( possono essere le commissioni da pagare agli agenti di vendita, tasse o oneri di trasferimento.

all’acquisto dell’attività) sostenuti per l’acquisto.

Comunque tutti collegati direttamente

NB. I costi di transazione non si sottraggono a quelle attività e passività iscritte al fvtpl.

2. VALUTAZIONE SUCCESSIVA ( stavolta la valutazione deve essere fatta al fair value, al netto dei costi di

transazione). La valutazione sarà fatta con criteri diversi a seconda della classificazione da noi scelta per

passività ed attività finanziarie:

a. Attività Finanziarie:

i. Attività finanziarie classificate come Fvtpl, fair value a conto economico;

ii. Attività finanziarie possedute fino alla scadenza: costo ammortizzato.

iii. Finanziamenti e Crediti: costo ammortizzato.

iv. Attività Finanziarie disponibili per la vendita: Fair Value to Oci.

b. Passività Finanziarie :

i. Passività finanziarie rilevate al FVTPL: Fair Value a conto economico.

ii. Altre passività finanziarie: costo ammortizzato.

Per le sole Passività Finanziarie, sono previste delle eccezioni:

1. Contratti di garanzia finanziaria, maggiore fra importo Ias 37 e quello iniziale meno

ammortamenti ove intercorsi;

L’erogazione di un finanziamento ad un tasso di interesse inferiore a quello di

2. mercato ( per determinazione valore vedi regole precedenti);

3. Passività finanziarie che si originano quando un trasferimento di attività finanziarie

non comporta l’eliminazione delle stesse.

c. Investimenti in strumenti rappresentativi del capitale netto che non hanno un prezzo quotato o il cui il

fair value non può essere misurato attendibilmente Costo storico.

 Una eventuale variazione di valore positiva al 31/12 rileverà un incremento in dare dell’attività e la registrazione di

un ricavo in PL ( se l’attività è classificata come FVTPL) oppure un ricavo nella sezione OCI se è classificata come

disponibile per la vendita. occorre valutare se l’attività ha subito un decremento di valore, se si

3. Alla chiusura di ciascun esercizio

procedere con la relativa svalutazione. Si realizzano una svalutazione quando si sono manifestati eventi che

causano una riduzione dei flussi futuri attesi da quella attività; Perdita di valore che deve essere insanabile!!

Come si fa a capire se lo è?? Lo Iasb fornisce alcuni esempi: difficoltà finanziarie dell’emittente o del debitore,

violazioni del contratto o inadempimenti ( es. mancato pagamento rata o interessi), probabilità che il contraente

ricorra a procedure straordinarie ( es. fallimento) , scomparsa i un mercato attivo per lo strumento finanziario

l’emittente opera ( sono

dovuto a difficoltà finanziarie, cambiamenti sfavorevoli rilevanti nel contesto i cui

solo esempi!! Per configurarsi la riduzione di valore deve essere verificata la condizione prima detta!!!).

FAIR VALUE E SUA DETERMINAZIONE

FAIR VALUE, si intende il prezzo di mercato che verrebbe attribuito in una libera transazione fra parti consapevoli e

disponibili.

Per quanto riguarda la sua determinazione abbiamo già detto come lo Iasb preveda una possibile gerarchia da seguire:

c’è la presenza

1. Quotazioni ufficiali in un mercato attivo, dove cioè i prezzi sono disponibili al pubblico e

costante di compratori e venditori.

2. Ricorso ad una tecnica di valutazione, possiamo:

a. Usare quotazione di elementi simili per profilo di rischio, liquidità, settore di appartenenza;

Ricorrere ad una tecnica valutativa che prevede l’attualizzazione dei flussi di cassa ( occhio al tasso di

b. attualizzazione!! Per determinarlo meglio usare fattori presenti sul mercato!! Lo Iasb non è molto

d’accordo con le stime interne).

 Se un contratto deriva da una transazione avvenuta sul mercato ( secondo la definizione prima vista del fair value) il

Fair Value corrisponderà al corrispettivo.

se un contratto è stipulato a condizioni non di mercato, dovremo ricorrere a tecniche valutative per trovare il fair

value e poi imputare una eventuale differenza fra prezzo pagato e Fair Value a conto economico.

ESEMPIO TRANSAZIONE A CONDIZIONI NON DI MERCATO

Es. prestito concesso da 200.000 per 5 anni a interessi zero. Quando un prestito simile sul mercato prevede una tasso di

interesse del 5 %.

V. prestito attualizzato al 5% : 156.705 ( derivante da attualizzazione della somma prestata su periodo di cinque anni al

5 %).

Quindi il prestito stesso è costato all’impresa 43.295!! ( differenza fra uscita di cassa e fair value ).

CASSA 200.000

CREDITI 156.705

COSTO PRESTITO 43.295

COSTO AMMORTIZZATO

Si tratta di iscrivere l’attività / passività – –

così: VALORE INIZIALE RIMBORSI CAPITALE [ AMMORTAMENTO

DEL VALORE INIZIALE VALORE INIZIALE] ( così da spalmare il costo del prestito ( es. passività ) su tutti e tre

gli esercizi).

Ma COME SI CALCOLA L’AMMORTAMENTO FRA VALORE INIZIALE E VALORE FINALE??

1. Calcolo il TASSO INTERESSE EFFETTIVO, cioè quel tasso di interesse per cui il valore attuale dei flussi in

entrata è uguale a quello dei flussi in uscita ( calcolo del tir).

2. Calcolo gli interessi maturati, cioè Tasso interesse effettivo + debito da pagare.

3. Imputo differenza fra interesse maturato e interesse pagato a Interessi passivi ( Dare ) e ad incremento debito

( avere ) . Così nell’esercizio in cui estinguo il debito la somma da rimborsare sarà uguale a quella pagata (

ammortizzo così il costo del debito).

ELIMINAZIONE ATTIVITA’ FINANZIARIA

Provvedo ad eliminare una attività finanziaria solo quando si estinguono i diritti contrattuali espressi da questa o quando

si realizza un trasferimento della stessa a terzi ( il trasferimento deve riguardare tutti i rischi e di benefici connessi

all’attività).

Quando si realizza il trasferimento, in contabilità scriverò:

 Se attività classificata a FVTPL o attività al costo ammortizzato, la differenza fra valore contabile e prezzo di

vendita va tutta a PL.

 Se attività classificata come disponibile per la vendita iscrivo come prima la differenza a PL, poi dovrò

rettificare sempre in PL ( come costo ) i ricavi da rivalutazione prima iscritti in OCI.

LE PARTECIPAZIONI IAS 32, 39, 28

Le partecipazioni sono argomento importante, trattato dallo Iasb mediante più principi; Ias 27, 28, 31, 32, 39.

recente revisione tramite l’emissione di alcuni Ifrs, non ancora

Inoltre la normativa in oggetto è sottoposta ad una

omologati ( 9, 10, 11, 12 ).

PARTECIPAZIONI possono essere:

 Qualificate, cioè in imprese collegate ( esercizio di almeno il 20 % diritti di voto) o controllate ( esercizio di

almeno il 50 % dei diritti di voto) . Per il tramite dell’entità della mia partecipazione, ho il potere di indirizzare

la gestione. Posso esercitare una influenza notevole o dominante.

 Non Qualificate, cioè partecipazioni nelle quali non ricorrono i presupposti per esercitare un’influenza e per

questa vengono detenute come normali attività.

PARTECIPAZIONI NON QUALIFICATE ( ias 32, 39, ifrs 7)

Sono partecipazioni per le quali non ricorrono le fattispecie del controllo o del collegamento; Sono perciò trattate

come normali attività e possono essere classificate in una delle 4 categorie previste dallo Ias 32.

Non possono essere iscritte fra Attività finanziarie detenute a scadenza o nei finanziamenti e crediti, perché non

hanno una scadenza ( criterio attività possedute fino alla scadenza) e non danno luogo a pagamenti fissi e

prestabiliti ( criterio finanziamenti e crediti).

Rimane da capire se le devo iscrivere nella sezione dei destinati alla vendita o nel fvtpl. A tal uopo si distingue fra

partecipazioni non qualificate quotate e non:

 Partecipazioni non qualificate quotate, solitamente ( ma non è regola, vige descrizione del compilatore)

vengono iscritte a fvtpl se destinate a essere vendute in tempi brevi, altrimenti come disponibili per la

vendita. Come sappiamo nel primo caso il Fair Value imputa a Pl nel secondo a OCI.

 Partecipazioni non qualificate non quotate, nasce un problema di determinazione attendibile del fair

value. Di regola andrebbero messe nel disponibile per la vendita, ma se la determinazione del fair value è

attendibile posso anche metterlo a fvtpl.

NB. Se viene meno l’attendibilità della valutazione al fair value la partecipazione non viene neanche

iscritta a bilancio!! Viene meno il secondo criterio della rilevazione previsto dal FW per una qualunque

voce.

SVALUTAZIONE DELLA PARTECIPAZIONE NON QUALIFICATA

Si realizza una svalutazione quando si sono manifestati eventi che causano una riduzione dei flussi futuri attesi da

quella attività; Perdita di valore che deve essere insanabile!! Come si fa a capire se lo è?? Lo Iasb fornisce alcuni

esempi: difficoltà finanziarie dell’emittente o del debitore, violazioni del contratto o inadempimenti ( es. mancato

pagamento rata o interessi), probabilità che il contraente ricorra a procedure straordinarie ( es. fallimento) , scomparsa

di un mercato attivo per lo strumento finanziario dovuto a difficoltà finanziarie, cambiamenti sfavorevoli rilevanti nel

contesto i cui l’emittente opera ( sono solo esempi!! Per configurarsi la riduzione di valore deve essere verificata la

condizione prima detta!!!).

Per le non qualificate iscritte a FVTPL la rilevazione è semplice, cioè si imputano le perdite da svalutazione a pl; Così

come gli eventuali rispristini di valore.

Per le non qualificate iscritte come disponibili per la vendita, le perdite di valore sono imputate a PL solo quando

ritenute non sanabili ( cioè non recuperabili fino al momento della vendita), fino a quel momento eventuali svalutazioni

vengono imputate ad OCI!! Quando si verifica la non sanabilità la svalutazione iscritta negli anni precedenti ad Oci

viene rettificata qui sempre in Oci ( ma in Avere ) !! Altrimenti registrerei due volte la stessa perdita ( una volta in Oci e

al momento della non sanabilità come complessiva in PL). E’ lo stesso procedimento visto per la vendita di attività

precedentemente rivalutate.

Eventuali ripristini vanno sempre imputati ad Oci.

Es. detengono azioni disponibili per la vendita per 1000. A fine anno mi accorgo che il loro valore al Fair Value è 900.

SVALUTAZIONE OCI 100

AZIONI 100

L’anno successivo vedo che si sono manifestati ulteriori riduzioni del Fair Value per 200, e le giudico come insanabili.

SVALUTAZIONE AZIONI ( PL ) 300

RETT. DI RICLASSIFICAZIONE ( 100

OCI)

AZIONI 200

Come si può vedere al momento della non sanabilità scarico a PL la svalutazione complessiva ( comprensiva anche di

quella imputata l’anno precedente a OCI) e provvedo a rettificare nella sezione OCI la svalutazione imputata l’anno

precedente.

PARTECIPAZIONI NON QUALIFICATE CON FAIR VALUE NON DETERMINABILE ATTENDIBILMENTE

Nei casi in cui la partecipazione deve essere valutata al Fair Value ma l’impresa si rende conto che non è in grado di

fornire una valutazione attendibile, tale partecipazione deve essere iscritta al COSTO ( Ias 39, par. 46 c; unico caso in

cui una attività finanziaria è cosi valutata).

E per le svalutazioni ed eventuali ripristini di valore???

I ripristini di valore non sono ammessi.

Le svalutazioni sono molto difficili da fare, per la difficolta di riuscire a stimare i flussi futuri attesi di quella attività (

poi da attualizzare). Ove possibile, solitamente quando ci sono compratori con clausole d’acquisto o piani di

ristrutturazione, la svalutazione è pari al : VALORE CONTABILE VALORE FCS ATTESI ATTUALIZZATI AL

TASSO CORRENTE DI RENDIMENTO PER ATTIVITA’ SIMILI.

PARTECIPAZIONI QUALIFICATE ( ias 27, 28, 31 )

Vi rientrano imprese controllate e collegate e di controllo congiunto ( joint venture). Sono strumenti rappresentativi del

capitale netto, che determinano un rapporto di controllo o collegamento e non sono destinati alla vendita!!

Se sono destinati alla vendita , nonostante ci sia un rapporto di controllo o collegamento, ricadono nello Ifrs 5

Valutazione al minore fra valore contabile e fair value).

RAPPORTO DI CONTROLLO

Si ha CONTROLLO ( ias 27 ) quando un’impresa ha il potere di determinare le politiche finanziarie e gestionali di un

impresa per ottenerne benefici. Ha una influenza dominante!! ( qualche esempio dato dallo ias 27: 50 % + 1 dei diritti

di voto esercitabili, posseduti direttamente o per il tramite di una altra società o altre forma di controllo es. non ho la

maggioranza dei voti ma ho sindacato di voto o posso nominare maggioranza membri del cda o posso esercitare la

maggioranza dei diritti di voto nel cda. NB : sono solo esempi, deve ricorre la definizione data all’inizio).

L’IFRS 10 da una indicazione ancora più analitica del rapporto di controllo, ma tale principio non è stato ancora

omologato ( ben presto lo sarà). Devono ricorre contemporaneamente tre presupposti:

 L’investitore ha potere sulla società partecipata, ha cioè il diritto ha a dirigere attività rilevanti della stessa (

diverso diritto di voto, qui non serve influire su tutte le decisioni, ma solo su quelle caratteristiche dei business

dell’impresa!!);

 L’investitore ha diritto a ritorni variabili dall’investimento, altrimenti non si configurerebbe il rischio di

capitale.

 L’investitore può attraverso l’esercizio del proprio potere determinare i ritorni economici dell’investimento.

Se si configura il rapporto di controllo l’impresa controllante ha l’obbligo di redazione del BILANCIO

CONSOLIDATO, che da quel momento in poi diventa il bilancio principale dell’impresa. Nel bilancio consolidato le

partecipazioni di controllo spariscono e vengono inglobate attività e passività della controllata.

Tuttavia non è obbligatorio redigere il consolidato se:

1. Se la controllante non è quotata;

2. Se la controllante della controllante redige un bilancio consolidato secondo i principi Ias / Ifrs.

Se la controllante fa parte a sua volta di un gruppo e gli azionisti sono d’accordo a non redigere il consolidato.

3.

La controllante che presenta il consolidato può presentare, se lo vuole, anche il BILANCIO SEPARATO, bilancio

facoltativo che possono redigere le sole società tenute a redigere il bilancio consolidato. Nel bilancio separato le

partecipazioni di controllo non vengono consolidate ( quindi attività e passività della controllata non entrano in bilancio

) e possono essere valutate al costo o secondo lo Ias 39 ( costo ammortizzato o fair value).

RAPPORTO DI COLLEGAMENTO ( IAS 28 )

Si ha un rapporto di collegamento quando un impresa possiede direttamente o indirettamente almeno il 20 % dei diritti

di voto in assemblea; In tal caso si presuppone fino a prova contraria una influenza notevole. Tale influenza ricorre

anche quando ci siano segnali di essa ma non si detiene la quota del 20 % +1; Ad es. rappresentanza nel cda, rilevanti

operazioni con la partecipata, scambio dirigenti o informazioni tecniche essenziali.

Tale influenza viene meno quando la società perde la possibilità di partecipare alla decisioni finanziarie e gestionali (

può capitare anche senza che l’entità della partecipazione venga toccata. Es. se società passa sotto il controllo del

governo).

Le partecipazioni di collegamento vengono valutate nel Consolidato al metodo del patrimonio netto, nel Separato

Esistono anche dei casi in cui c’è

secondo il costo o lo ias 39 e nel bilancio Individuale al metodo del patrimonio netto.

un esonero dal metodo del patrimonio netto ( paragrafo 13, Ias 28 ) :

1. Partecipazione è classificata come disponibile per la vendita in conformità con lo Ifrs 5 ( attività operative

cessate e non correnti possedute per la vendita; In tal caso si valuta al minore fra valore contabile e fair value

al netto dei costi di vendita.

2. Capogruppo che detiene una partecipazione in una sua collegata;

3. Quando la partecipante ( chi detiene la partecipazione) è controllata interamente ed i suoi azionisti sono

d’accordo con il non utilizzo del metodo patrimonio netto;

4. I titoli di debito della partecipante non sono quotati né è in procinto di emetterne;

5. La controllante o la capogruppo della partecipante redige il bilancio secondo gli Ifrs.

NB. Bilancio consolidato e separato ricorrono solo se chi ha influenza notevole ha allo stesso tempo il rapporto di

controllo con altra società ( cioè è tenuta al consolidato).

NB 2 : Dal momento in cui la società cessa di avere l’influenza notevole deve contabilizzare la partecipazione secondo

lo Ias 39 ( Fair Value). Se diventa controllate allora procede al consolidamento.

Ma cos’è il BILANCIO INDIVIDUALE??

Il bilancio individuale è il bilancio redatto da un impresa che non ha partecipazioni di controllo!!! In tal caso l’impresa

può anche decidere di redigere il separato per poter valutare li e solo li le partecipazioni di collegamento anche secondo

il costo o Ias 39, ma il bilancio principale rimane comunque quello individuale.

Quindi riepilogando i bilanci principali per lo Iasb sono:

 Rapporto di controllo = bilancio consolidato.

Non c’è rapporto di controllo = bilancio individuale

In tutti i casi il bilancio separato è solo facoltativo.

NB. Per il raggiungimento delle percentuali prima viste, posso anche conteggiare le opzioni e gli warrant, ma solo se

messi in relazione con tutte le opzioni in vendita ( è difficile capire a qual percentuale effettiva danno diritto una volta

effettuata la conversione).

METODO PATRIMONIO NETTO

Prevede l’iscrizione della partecipazione in bilancio secondo il suo costo ed il valore contabile è costantemente

aggiornato ( incrementato / diminuito) secondo la quota di netto posseduta della partecipata.

 Variazioni del patrimonio netto della partecipata generano variazioni del costo di acquisto della partecipazione.

Cioè utili e perdite PL della partecipata rilevati in PL della partecipante

Utili e perdite OCI della partecipata rilevati in OCI della partecipante .

Dividendi distribuiti dalla partecipata Rilevati a riduzione della partecipazione.

La rilevazione nel conto economico della partecipante avviene secondo la percentuale del netto che tale partecipazione

rappresenta ( es. se ho il 20 % riporto nel mio CE il 20 % di ciascuna operazione).

BILANCI DA UTILIZZARE E RELATIVE NORME

Quando devo applicare il metodo del patrimonio netto utilizzo l’ultimo bilancio disponibile della collegata. Quando la

data di chiusura dell’esercizio della collegata è diversa da quella della partecipante, se la differenza temporale è

maggiore ai tre mesi la collegata deve mettere a disposizione della partecipante un bilancio alla data nella quale questa (

partecipante) chiude il bilancio.

Se la differenza è minore ai tre mesi, utilizzo quel bilancio provvedo a rettificare tale bilancio per tenere conto degli

effetti delle operazioni rilevanti effettuate fra la data di chiusura della partecipante e della collegata.

Se la società collegata utilizza dei principi contabili diversi dalla partecipante, è necessario provvedere a rettificare tali

valori per poter uniformare i principi adottati.

DIFEFRENZE COSTO ACQUISTO E VALORE CONTABILE NETTO ACQUISTATO

Se il costo da me pagato per la partecipazione è superiore al valore della quota di netto da me acquistata, questo può

dipendere dal fair value della attività e passività della collegata che è diverso dal loro valore contabile o dalla presenza

di un eventuale avviamento.

Devo riuscire a capire da quale dei due fenomeni dipende!!

NB: al momento dell’acquisto della partecipazione la stessa viene iscritta al suo costo d’acquisto sempre e comunque.

Devo condurre una analisi di questo tipo:

1. Stimo il Fair Value delle attività e passività della collegata. Se questo porta a delle differenze rispetto al valore

contabile delle stesse, è dovuto all’effetto fiscale delle differenze temporanee. Provvedo a calcolare tale

plusvalore al netto degli effetti fiscali ( moltiplicando cioè il plusvalore trovato per l’aliquota di riferimento).

Se valore contabile < valore fair value al netto dell’effetto fiscale, ho un avviamento!!!

2.

 –

Avviamento = costo acquisto della partecipazione fair value netto della quota acquistata delle attività e delle

passività.

Ma come imputo questi valori nel conto economico ( cioè la differenza fra costo e valore contabile partecipazione) ???

 L’Avviamento viene incluso nel valore di carico della partecipazione e non viene ammortizzato nel calcolo

della quota di utile delle collegata di spettanza della partecipante ( vedremo dopo cosa significa).

 va ammortizzata sul risultato d’esercizio della collegata in

La differenza al fair value valore attività e passività,

spettanza della partecipante; Per i prossimi esercizi in cui le attività e passività di maggior valore avranno vita

utile!!!! 

x 650 €. Aliquota fiscale al 40 % 390 €. Su un periodo di vita utile residua di

Es. ho plusvalori lordi da fair value

 32,5€.

12 anni

Per i prossimi 12 esercizi imputo i 32,5€ al reddito contabile della collegata ( al reddito contabile non quello imputato

alla partecipante). Quindi avrò risultato esercizio collegata ammortamento plusvalore netto = reddito società

rideterminato * quota della partecipante = UTILI SU PARTECIPAZIONI ( nel pl della partecipante).

NB. Reddito effettivo diverso dal reddito rideterminato nella misura dell’ammortamento!!! La percentuale di spettanza

la calcolo su quello rideterminato non su quello effettivo!!!!

 Così ho ammortizzato il plusvalore die beni e rilevato il risultato di effettiva spettanza.

Nell’hp utile di 100, ammortamento plusvalore 32, 5, avrò utile su partecipazione ( 20 % ) per 13,5 €!! ( 100 – 32,5 =

67,5. 67,5 * 20% = 13,5).

PARTECIPAZIONI 13,5

UTILI SU PARTECIPAZIONI 13,5

NB nel caso di avviamento negativo, non cambia niente!! Semplicemente al primo esercizio utile attribuisco tutto il suo

valore nell’utile derivante dalla partecipazione ( che deve comunque essere espresso al netto del plusvalori da fair

value). Il calcolo rimane identico!!!

OPERAZIONI INTERSOCIETARIE ( par. 22)

Si chiamano operazioni intersocietarie le operazioni intrannetute fra la paretcipante ( e sue controllanti consolidate ) e la

collegata.

Sono operazione verso l’alto quelle dalla collegata alla partecipante e verso il basso quelle dalla partecipante alla

collegata.

Dobbiamo eliminare dal risultato della collegata, e quindi anche dalla quota di pertinenza della partecipante, gli utili e le

perdite realizzate per operazioni inter societarie non ancora realizzate verso terzi ( quelle verso terzi ovviamente

concorrono all’utile finale). Cioè se ad. Esempio la collegata vende merci alla partecipante e questa le vende poi a terzi

non succede niente, ma se parte di queste merci acquistate dalla partecipante dalla collegata, rimangono in magazzino

allora occorre stornare il margine non realizzato, in altre parole la differenza fra costo acquisto e valore unitario, dal

reddito di pertinenza della partecipante.

Es. x partecipante e y collegata, y vende 60 unità a 1,5 € a x che ne vende a sua volta 40 a terzi e venti ne tiene in

magazzino ( valutate ad 1 €, costo originario acquisto delle merci per y).

I venti pezzi non venduti da x rimangono invenduti, costituiscono una operazione inter societaria non ancora realizzata

con i terzi. Queste non devono concorrere a formare il risultato economico finale di x.

Come?? 20 unità non vendute * 0,5 ( margine non realizzato, trovato come differenza costo acquisto per y e costo

acquisto per x) = 10 ( al lordo delle imposte). Per aliquota di riferimento, trovo il reddito da stornare da quello realizzato

per ottenere quello rettificato.

INFORMAZIONI INTEGRATIVE

 Deve essere fornito il fair value delle partecipazioni valutate secondo il metodo del patrimonio netto.

 Deve essere fornito un riepilogo della situazione patrimoniale economico finanziaria delle collegate, incluso il

totale della attività, passività, ricavi e risultato d’esercizio.

 Devono essere indicate le motivazioni per cui si considera di avere una influenza notevole nonostante una

partecipazione inferiore al 20 % e le motivazioni per le quali si pensa di non avere un’influenza notevole

nonostante il possesso di più del 20 %.

 Deve essere fornita la data di chiusura del bilancio della collegata, se questo viene utilizzato per il calcolo della

partecipazioni secondo il metodo del patrimonio netto.

 Deve essere indicato il motivo per cui una partecipazione in collegata non viene contabilizzata secondo il

metodo del patrimonio netto nel rispetto del paragrafo 13 ( eccezioni al metodo del patrimonio netto).

IMMOBILI, IMPIANTI E MACCHINARI IAS 16

A quali beni si applica lo Ias 16?? Tutti immobili, impianti e macchinari eccetto quando un atro principio richiede un

 Beni posseduti per l’impiego nella produzione o fornitura di beni e servizi, per

trattamento contabile differente.

affittarli o per finalità ammnistrative e destinati ad essere utilizzati per più esercizi ( # 6 ).

Non si applica lo Ias 16 a :

 Immobili, impianti e macchinari destinati alla vendita (Ifrs 5);

 Investimenti immobiliari ( Ias 40 ) ;

 Attività biologiche connesse all’attività agricola ( Ias 41 );

 Attività per esplorazione e valutazione di giacimenti minerari ( Ifrs 6 );

 Diritti e giacimenti minerari ( Ifrs 6 ); definizione e riconoscimento dell’attività;

Seguire i criteri generali indicati dal Framework per Resta da capire quali

voci di costo devono essere iscritte come immobili , impianti e macchinari. Devono essere così contabilizzati i costi

sostenuti inizialmente per acquisire immobile, impianto o macchinario ( # 11 ) e i costi sostenuti successivamente per

manutenzione, sostituzione componenti e migliorie ( # 12 ). NB : con le dovute particolarità.

COSTO DI ACQUISIZIONE

Le componenti del costo di acquisizione dipendono dalle modalità di acquisto dello stesso, principalmente sono tre :

1. Acquisto, il bene viene iscritto al suo costo di acquisto ( costo in fattura al netto di Iva, eccetto quella

indetraibile, e sconti commerciali) più oneri accessori ( non sono tutti capitalizzabili, lo sono quelli necessari

per portare il bene nel luogo e nelle condizioni necessarie per il suo funzionamento; Dal momento in cui il

bene è pronto per l’impiego desiderato gli oneri sostenuti non sono più capitalizzabili ).

2. Costruzione interna o presso terzi, sorge il problema di determinare il costo di produzione. Il costo di

produzione è uguale ai costi diretti di produzione ( materiali diretti, servizi diretti e manodopera diretta ) più

gli oneri indiretti ( la sola manodopera indiretta. Non sono attribuibili materiali indiretti, spese amministrative,

ammortamenti, costi commerciali, costi di R & S, manutenzioni) , attribuiti in maniera sistematica ( cioè

secondo la quantità effettivamente impiegata ). Non sono capitalizzabili le diseconomie derivanti da sprechi di

materiale lavoro o altre risorse.

 Non è possibile iscrivere tutto il costo di produzione calcolato secondo i criteri visti precedentemente. E’

possibile iscrivere solo il valore maggiore fra il Fair Value ( meno i costi di vendita ) e il valore d’uso. La

differenza è il valore non capitalizzabile.

 oneri finanziari sostenuti per l’acquisizione del bene???

Come tratto gli l’acquisizione

Lo Ias 16 , # 22, obbliga a capitalizzare gli oneri finanziari sostenuti per e costruzione delle attività

di tempo prima di essere pronte all’utilizzo per esse previsto.

che necessitano di un rilevante periodo

La capitalizzazione dei suddetti oneri finanziari deve rispettare le regole impartite dallo Ias 23, cioè devo

capitalizzare gli oneri sostenuti durante il periodo di produzione, al tasso di interesse applicato se si tratta di un

finanziamento specifico, mentre se ho utilizzo le normali linee di credito dell’impreso calcolo il tasso di

attualizzazione tramite una media ponderata dei tassi applicati all’impresa.

Il periodo di produzione ( Ias 23, # 17, 20 , 22) al fine della capitalizzazione degli oneri finanziari inizia con il

momento in cui per la prima volta sostengo costi per il bene, oneri finanziari e intraprendo attività necessarie per lo

contemporaneamente ) e finisce con il momento in cui il bene è pronto per l’impiego

sviluppo del bene ( tutte e tre

previsto, cioè ho fatto tutte le azioni necessarie per realizzare il bene conformemente alle direttive aziendali.

NB: Il periodo di capitalizzazione degli oneri finanziari viene sospeso quando sospendo per un periodo prolungato

le attività di sviluppo del bene.

CALCOLO DEGLI ONERI FINANZIARI DA CAPITALIZZARE

Capitalizzo solo gli oneri finanziari sostenuti per ottenere credito al fine di pagare il bene in costruzione.

Calcolo l’esborso sostenuto ( se somma pagata per il bene è corrisposta in più periodi provvedo moltiplicare

), sulla base di questo capitalizzo prima l’esborso dovuto al finanziamento

ciascuna somma per n.mese / tot mesi

specifico ( esborso * tasso del finanziamento specifico ) e poi quello dei finanziamenti non specifici, se quello

specifico non è sufficiente a coprire l’intero esborso ( [tot. Esborso – esborso coperto fin. Spec. ] * tasso medio

altre linee di credito ( sommatoria interessi maturati / sommatoria somme prese a prestito).

Contabilmente provvederò al 31 / 12 a stornare la quota di interessi prima calcolata dagli interessi passivi alle

immobilizzazioni.

COSTI SUCCESSIVI ALL’ACQUISIZIONE

Seguono le seguenti regole di capitalizzazione :

1. Manutenzioni ordinarie, no possono essere capitalizzate, eccetto interventi sui beni acquistati e deteriorati.

2. Migliorie, capitalizzabili solo se rispondo al criterio generale; Cioè è probabile che i flussi in entrata

affluiranno all’entità e l’ammontare è determinabile.

3. Sostituzioni di componenti, devo provvedere a capitalizzare il nuovo componente ed eliminare

contabilmente il componente sostituito.

4. Manutenzioni cicliche, capitalizzo la nuova manutenzione ed elimino contabilmente quella precedente.

MISURAZIONE SUCCESSIVA AL RICONOSCIMENTO

Al omento dell’oscrizione del bene in bilancio queste viene misurato al costo storico, cioè al Fair Value!! Può

conicidere con il costo d’acquiosto se quest’ultimo è stato realizzato in una libera transazione; Può anche essere

maggiore o minore del costo storico.

Successivamnete all’iscrizione l’impresa può decidere su utilizzare :

1. Valutazione al costo storico;

periodica ( revaluation model ), scegliendo questa alternativa l’impresa si obbliga a rivalutare

2. Rivalutazione

periodicamente ( cioè ogni anno ) tali beni più quelli ad essi simili per natura e impiego ( DIVIETO

RIVALUTAZIONI SELETTIVE).

 E’ possibile passare da un metodo all’altro, ma questo non comporta l’applicazione dello Ias 8, cioè valutazione

impatto sui bilanci passati della nuova politica contabile ( anche perché sarebbe impossibile effettuare perizie di stima a

ritroso nel tempo).

Come si determina il Fair Value delle immobilizzazioni immateriali??


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Accounting e libera professione
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher tommaso.ceccarelli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Contabilità internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Guidantoni Stefano.

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