Appunti di storia economica
Due approcci alla storia economica del '900
Ragionando sulla storia economica ci sono due approcci possibili:
La visione del secolo breve
La visione del secolo breve è una lettura fortemente politica, dove il '900 inizia con la prima guerra mondiale e finisce con il 1989-1991 con la dissoluzione dell'Unione Sovietica (30 dicembre 1922 - 26 dicembre 1991) e la sua costellazione di potere statuale intorno all'area dei paesi socialisti.
La visione del secolo lungo
La visione del secolo lungo è una lettura economica, non corrisponde ad un conflitto ma alla forma di produzione capitalistica, che ha ribaltato il mondo, creando uno spazio nuovo di diffusione del capitalismo nei paesi in cui prima non era stato accolto o era stato accolto in forme diverse a causa di una diversa politica. L'occidente aveva avuto un sistema capitalistico che andava di pari passo con la democrazia, non è il caso dell'Italia fino al 1945. In altri paesi l'approccio invece era diverso.
Gli storici economico-sociali guardano al '900 secondo l'approccio del secolo lungo. Il secolo lungo si intende come racchiuso tra le due principali globalizzazioni che il mondo abbia conosciuto.
Le globalizzazioni
La globalizzazione ottocentesca riguarda le trasformazioni che il mondo vide quali la rivoluzione dei trasporti (navigazione per prima, ferrovie, acque interne, telegrafo) e di conseguenza l'accelerazione dei flussi di persone, merci e capitali; la rivoluzione delle comunicazioni come il telegrafo elettrico e la cablatura del mondo con cavi posti sui fondi dell'oceano: gli scambi di comunicazioni diventano istantanei. Internet fa la sua entrata nella scena mondiale nella metà degli anni '90. L'impatto del telegrafo al tempo è stato simile a quello di internet negli ultimi anni.
La seconda globalizzazione parte negli anni '90 ha un detonatore politico, ovvero la dissoluzione del polo geopolitico alternativo agli Stati Uniti iniziato nel 1917 con la rivoluzione d'ottobre, che poi aveva coagulato intorno a sé un'area piuttosto vasta di paesi filosocialisti e non capitalisti.
Temi del corso
Il corso verterà su:
- Energia: Passaggio dal carbone al petrolio (il '900 è il secolo del petrolio). Studiare la storia del petrolio vuol dire studiare la trasformazione del mondo occidentale a partire dall'Inghilterra e si espande all'Europa, la rivoluzione industriale (1750-1850). Esiste una seconda rivoluzione industriale (1850-1920) non riconosciuta da tutti gli storici, che ha a che fare con la grande industria, la grande impresa, multinazionali, scienza e tecnologia che si intrecciano in maniera particolare, l'automobile e il motore a scoppio che ha cambiato la mobilità mondiale.
- Merci: Il mercato dei grani e la sua espansione mondiale.
- Demografia: La crescita della popolazione mondiale e l'influsso sul mondo.
Il petrolio ha una storia relativamente lunga o breve, abbraccia tutto il novecento e ci mette molto a scalzare il carbone dalla sua posizione.
Crisi e conflitti nel secolo
Agli inizi del 2000 è più difficile prevedere il futuro rispetto a quando il mondo era diviso in due blocchi bipolari geopolitici netti, che si dissolvono con la caduta del muro di Berlino nel 1989 e la dissoluzione del blocco sovietico nel 1991.
Le crisi ci sono sempre state anche durante la guerra fredda, 1945 in avanti (periodo in cui bastava la minaccia dell'uso delle armi nucleari per bloccare o raffreddare il potenziale conflitto). La guerra fredda non è mai scoppiata come conflitto, ma dal 1945 al 1990 ha conosciuto una serie di conflitti periferici importanti: Korea, Vietnam, Afghanistan, guerra del Golfo, Medio Oriente, guerre arabo-israeliane, Africa continentale; quindi la guerra era fredda perché non combattuta tra Stati Uniti e Unione Sovietica.
Dopo il 1991 però le crisi sono diventate multipolari, simultanee, interconnesse (mezzi di comunicazione, tv, internet e social network).
Internet e le nuove tecnologie
Internet nasce dopo la seconda guerra mondiale a scopi militari, gli Stati Uniti avendo tante basi militari-nucleari e per poter coordinare la difesa in modo rapido ed efficiente necessitano di un mezzo veloce di connessione. Le tecnologie in generale nascono spesso per uno scopo e vengono usate poi per altro. Spopolano e vengono usate da tutti.
Internet si è sviluppato in modo virale, nelle università americane. Non ha un inventore, è una tecnologia emersa dal mondo militare e si è estesa al mondo civile. Oggi si trasporta tutto tramite internet, non solo parole. Internet regge il Pc e altri device che ne fanno largo uso. Apple crea dispositivi che rispondono a esigenze di persone di tutte le età, soprattutto anziani. La tecnologia è una delle cose che rende più difficile prevedere il futuro. Interconnettendo la popolazione cambia tutto.
La primavera araba è un esempio di interconnessione della popolazione civile. La rivoluzione industriale da una spinta di accelerazione a tutto: economica, società, sviluppo in generale. Ogni cosa da allora accade in maniera sempre più subitanea.
La "rivoluzione industriale" è stata chiamata così perché il precedente politico più vicino era la "rivoluzione" francese. La rivoluzione industriale si dispiega in 150 anni e non è stata rapida né subitanea. Ai tempi della rivoluzione francese la stampa era stato il veicolo di trasporto delle informazioni. Quanto pesa la stampa sull'opinione pubblica?
In Italia il premier era proprietario di testate giornalistiche. Questo fatto ha influito in maniera forte sulla democrazia.
Oggi con le nuove tecnologie abbiamo uno sguardo panottico: guardiamo tutto insieme, tutto in una volta. Possiamo con pochi click vedere cosa accade in tutto il mondo oggi. Lo sguardo panottico ci rende facile capire lo squilibrio di sviluppo tra un paese e l'altro. Lo stato lascia che la popolazione usi tecnologie per accaparrarsi il consenso. Il problema principale è che questo meccanismo è sfuggito dalle mani di chi pensava di poterlo dosare.
La primavera araba e le nuove tecnologie
La primavera araba racconta che in Siria il regime non è stato rovesciato. Il governo era più sofisticato a comprendere le nuove tecnologie. Ha usato controllo sull'uso di esse. Invece il governo egiziano aveva un controllo più blando sulle tecnologie, così la popolazione è stata più libera nell'uso dei social network.
Le nuove tecnologie rendono visibili gli squilibri; i sentimenti politici e pre-politici di iniquità sono sentiti fortemente a causa dell'uso di internet.
Dopo la primavera araba a causa dell'uso dei social network, si sono scatenati due fenomeni: impennata dei prezzi di derrate alimentari e petrolio. Rivolte nel Mediterraneo, timori europei di migrazioni nel momento di debolezza, impennata del costo delle derrate alimentari in paesi coinvolti e non. Il petrolio costa di più perché alcuni dei paesi sono produttori di petrolio oppure attraverso il loro territorio, come in Tunisia, passano le linee di tubi del petrolio.
Impennata dei prezzi: il caso della carne
Esempio di impennata dei prezzi: la carne. La Cina di punto in bianco ha iniziato a mangiare la carne, più di prima almeno. Da quando entra nel WTO produce l'effetto di un gigante che entra in un club. La sua crescita è del 10% annuo. I suoi consumi sono cresciuti quindi, il paese ha iniziato a mangiare la carne. La filiera della carne coinvolge l'agricoltura, l'allevamento, trasformazione, conservazione, trasporto e vendita. Food Processing. Il consumo della Cina muove un domino che riguarda tutto il processo, quindi i prezzi crescono in ogni livello. Molte persone iniziano a cercare alternative al manzo.
A volte invece la crescita dei prezzi è legata a fenomeni meteorologici. Questi fenomeni sono legati alla trasformazione del pianeta?
Il 2011 è stato un anno di alluvioni in paesi produttori di grano (Australia) che hanno azzerato la produzione nei paesi coinvolti. Viviamo in un mondo in cui la pressione bolle ma non sappiamo a che temperatura.
Il ruolo degli Stati Uniti e la crisi del 2000
Gli anni 2000 si aprono con l'11 settembre. Viene intaccata quindi la leadership politico-economica americana che si era instaurata tra il 1850 e il 1914, togliendola alla Gran Bretagna. Con gli anni 2000 quindi viene intaccata sotto la dimensione economica, con la crisi; politica e militare con le guerre e l'11 settembre.
Verso la fine della seconda guerra mondiale con gli accordi di Bretton Woods si instaurano le architetture internazionali. Immaginano la nascita dell'ONU, fondo monetario internazionale, banca mondiale, G8. Gli anni 2000 mettono in discussione queste istituzioni. Sono fortemente egemonizzate dai paesi ricchi, e i paesi meno ricchi si rivoltano a questo fatto. Il concetto di democrazia e stato nazionale deve essere rielaborato. Tutte le relazioni internazionali ricominciano ad essere ridisegnate. È come se la fine della guerra fredda dispiegasse i suoi effetti 10 anni dopo la sua fine.
Viene messa in discussione la supremazia del dollaro a favore dello Yen, il cuore della potenza americana ovvero l'automobile viene messa in discussione dai metodi di produzione giapponesi. L'organizzazione del lavoro efficiente viene importato in tutto il mondo dal Giappone. Il Giappone va in crisi alla fine degli anni '90 e ancora non ne è uscito. La sfida al dollaro finisce. Ora è l'euro che sfida il dollaro ma anche l'euro è in crisi.
Dopo la primavera araba sono lievitati i prezzi del cibo e del petrolio (volatilità dei prezzi: cambio veloce verso l'alto o il basso). La crisi del 1989 ci ha messo 20 anni a risanarsi, siamo ora nella stessa situazione?
Discontinuità e nuove dinamiche nel potere globale
Dal 2000 si registra una discontinuità al potere, discontinuità delle architetture internazionali create con gli accordi internazionali siglati a Bretton Woods che portarono alla nascita del Fondo Monetario Internazionale, Organizzazione delle Nazioni Unite, Banca Mondiale, NATO, WTO (anni '90) preceduto dal GATT (General Agreement on Tariffs and Trade). Il WTO è stato siglato da 153 stati membri con 30 stati supervisori, molto più ampio del GATT che aveva solo 23 stati membri.
L'11 dicembre 2001 con l'entrata della Cina, dopo 15 anni di negoziati, crea un grande shock nel commercio mondiale. La Cina presenta infatti livelli quadrupli di crescita rispetto a qualsiasi altro paese membro.
Gli anni che vanno dal 1945 al 1950 furono fondamentali per ridefinire le politiche e società dopo le guerre. Negli anni '90 le trasformazioni si fecero più lente e profonde. Si assiste ad una discontinuità del potere politico: gli Stati Uniti che erano la maggiore potenza mondiale nel dopoguerra vedono un lento declino, il dollaro si indebolisce, subisce un forte colpo con la crisi finanziaria 2007/2008. I pilastri del mondo capitalistico si rivelano meno solidi di quanto si credesse. Negli anni 2000 si assiste a ben 2 guerre contro Iraq e Afghanistan, che non sono state perse, ma nemmeno vinte con un'ingentissima spesa militare. Costose in senso economico e meno in senso umano. Dopo 10 anni gli US possono ancora fare la parte del regolatore internazionale?
Gli US sono caratterizzati da una doppia anima in politica estera e interna: c'è un forte dislivello tra gli ideali predicati e il realismo praticato. Scendono spesso a patti non democratici e contro i diritti umani. US sono stati ambigui nel modo di porsi nei confronti della primavera araba.
Il ruolo degli Stati Uniti e il loro esercito
US ha ben 4 segretari di stato che vengono dall'esercito, dà grande importanza al reclutamento, al ruolo verso l'estero, alla spesa militare (che è la maggiore di tutto il mondo, con ben 300 basi militari e altre basi altrove), si può ancora definire un esercito coloniale.
La Gran Bretagna nell''800 diventa il primo paese industriale perché ha la leadership economica, che perderà agli inizi del '900. Impose non la sterlina ma il Gold Standard, ovvero la convertibilità della moneta in oro. Altri paesi lo adotteranno, ma la GB lo impose come sistema di pagamento. Ci sarà un declino degli US come ci fu della GB?
La crisi americana è la più grossa del pianeta, il suo collasso coinvolge il globo intero. Sono sorpassati i populisti e isolazionisti. La crisi americana e nord africana sono ancora aperte con esito incerto. La Cina e l'India subiscono trasformazioni continue, accelerate e non indipendenti.
Concetti in discussione: democrazia e stato nazionale
Ci sono in discussione 2 concetti: democrazia e stato nazionale. Le storie della democrazia e dello stato nazionale si intrecciano. L'Italia è un paese che si industrializza tardi, afferma lo stato nazionale nel tardo '800, solo nel 1861 vede una democrazia e dopo il 1945 si afferma, finita l'era fascista. Nell'Europa mediterranea la democrazia si afferma a singhiozzo in Spagna e Portogallo con il Golpe del 1920.
La democrazia si regge su 4 pilastri:
- Libertà di voto
- Bilanciamento e divisione dei 3 poteri: esecutivo, legislativo, giudiziario
- Libertà di parola
- Certezza della legge (principio di legalità)
Non tutti i principi sono presenti contemporaneamente. La democrazia economica in Italia è tra gli ultimi paesi al mondo. È ancora il voto del cittadino che esprime democrazia o è il ricambio delle classi dirigenti? La primavera araba cambia le classi dirigenti senza voto. Come si vota oggi? Alle urne o tramite internet? Le tecnologie cambiano la forma democratica del paese.
Gli anni 2000 fanno ripensare al concetto di stato nazionale. La democrazia sta in uno stato nazionale che nascono nella seconda età moderna e soprattutto con la seconda rivoluzione industriale. La prima guerra mondiale fa saltare gli imperi europei, quello austro-ungarico, russo, ottomano. Questi lasciano lo spazio a tanti nuovi stati, gli imperi successivi saranno deboli.
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