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Riassunto esame Comunicazione web, prof. De Nobili, libro consigliato SEO Google Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Comunicazione web, basato su rielaborazione di appunti personali e studio del libro adottato dal docente, SEO Google, De Nobili. Gli argomenti trattati sono: Il manifesto Cluetrain, capire il motore di ricerca Google, SEO on page e SEO off page.

Esame di Comunicazione Web docente Prof. F. De Nobili

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ESTRATTO DOCUMENTO

• Scegliere un nome di dominio unico e non confondibile con altri;

• Evitare di usare caratteri speciali o trattini tra due parole;

• Corrispondenza delle parole chiave usate nel dominio con gli argomenti trattati dal sito.

Risulta meno fondamentale la scelta dell’estensione del dominio (.org, .it, .com, .net) che può

dipendere invece dal pubblico di riferimento. Se il pubblico sarà esclusivamente italiano è

preferibile il .it, ma bisogna ricordare che un’estensione .com anche a livello di brand può essere

molto significativa perché riconosciuta in tutto il mondo. Tra le caratteristiche incisive a livello di

SEO c’è anche l’anzianità del dominio che più è alta e più favorisce il posizionamento sui motori

di ricerca.

Densità e prossimità delle parole chiave

Se per scegliere il dominio bisogna decidere solo quali parole chiave scegliere, per tutte le altre

pagine del sito entrano in gioco altre variabili. Ci sono due caratteristiche per l’uso delle parole

chiave in un testo: La densità e la prossimità. La densità è il risultato del rapporto tra il numero di

volte che compare una parola chiave da usare per il posizionamento sui motori di ricerca e tutte le

altre parole presenti in una pagina web. Questo rapporto si esprime in percentuale quindi il

risultato va moltiplicato per 100. Però per far si che le parole chiave scelte portino ad un miglior

posizionamento, occorre che siano equilibrate rispetto alle altre parole nel resto della pagina

poiché uno sbilanciamento eccessivo di parole chiave può essere visto in modo negativo dai

motori di ricerca che tendono a penalizzare chi usa questa tecnica in modo eccessivo. Non

esistono numeri o formule precise ma solo un lavoro di equilibrio per riuscire a ripetere le parole

chiave in modo da farsi notare da Google e allo stesso tempo mantenere il testo naturale e

leggibile. Proprio per questo si è fatto strada il concetto di Keywords Rank: non conta solo la

densità di parole chiama, ma conta molto anche la posizione all’interno del testo. Google tende a

posizionare tra i primi posti nelle SERP le pagine in cui 2 parole chiave sono riportate senza

alcuna congiunzione o altra parola in mezzo. Ad esempio se si cerca “lavoro web” verrà

posizionata meglio una pagina che usa come parole chiave nel titolo e nella pagina “lavoro web”

rispetto ad una che usa “lavoro sul web”.

I tag HTML

I tag HTML, detti anche meta tag, sono informazioni nascoste all’occhio del visitatore ma

contenute all’interno del codice HTML che permettono di comunicare agli Spider, informazioni

aggiuntive su una pagina web o su un documento multimediale collegato. Per modificare o inserire

questi tag è sufficiente salvare la propria pagina web e modificare il codice html attraverso un

semplice editor di testo come ad esempio block notes. Oppure nel caso di un uso di un CMS è

sufficiente installare ed importare correttamente un plugin dedicato. Un CMS- Content

management system è un software che serve per gestire interamente i contenuti di un sito web

una volta installato su un server (wordpress).

Il tag title

Uno dei codici che più influenzano i motori di ricerca è il tag legato al titolo della nostra pagina

web, ovvero il tag title. Ecco perché è fondamentale iniziare fin da subito a pensare ai contenuti

testuali in ottica SEO, in modo da automatizzare questi processi, evitando di modificare

direttamente il codice HTML ogni volta che si pubblica un nuovo contenuto. La figura sottostante

mostra un esempio di come è posizionato il tag title all’interno del codice HTML(sottolineato in blu)

e soprattutto evidenzia come il titolo dell’articolo verrà automaticamente visualizzato all’interno

della pagina di ricerca di Google.

In questo esempio sono inoltre riportate due tecniche SEO molto interessanti legate al titolo. La

prima regola riguarda l’uso dei due punti all’interno del titolo. Google da molta importanza alla

prime parole del titolo e premia una forma di contenuti formata da due parti: una parte sintetica+

una parte descrittiva. In questo caso la prima parte “App marketing” è volutamente sintetica e

legata alle parole chiave che si vogliono indicizzare, mentre nella seconda parte entra

maggiormente nel dettaglio, specificando che è il titolo di un ebook e che è appena uscito. Un’altra

tecnica usata è quella dell’inserimento nel titolo del separatore pipe “|” che rappresenta un

elemento molto interessante perché Google lo riconosce come un elemento separatore che divide

il tag title in due blocchi. Se non si ha necessità di dividere in due blocchi il titolo perché si vogliono

comprendere nel posizionamento anche le parole chiave del dominio del sito web, il pipe può

essere sostituito dal trattino “-“. Questi simboli vengono usati per includere nel titolo il nome del

proprio dominio web, in modo da fornire al visitatore la provenienza dell’articolo sin dal titolo, quindi

in modo automatico fin dal risultato dei motori di ricerca. Un’altra caratteristica riguarda la

lunghezza del titolo che deve comunque essere sintetico perché Google tende ad indicizzare un

massimo di 12 parole inserire nel title e soprattutto mostra al massimo 70 caratteri (spazi inclusi)

nel campo titolo delle SERP.

Il meta tag description

Sempre guardando l’esempio appare evidente come la descrizione della pagina che appare subito

dopo la data, sia molto importante, soprattutto per far capire al lettore il contenuto dell’articolo. La

parte di codice HTML che gestisce il campo descrizione è chiamata description e oltre al curarla

dal punto di vista comunicativo, è bene prestare attenzione ad alcuni dettagli poiché questo tag ha

una grande importanza per i motori di ricerca. Bisogna far attenzione alla lunghezza della

description sia per il numero delle parole da usare—generalmente è meglionon superare le 15

parole—sia per il numero di caratteri che non dovrebbero mai essere superiori a 158 per essere

presenti integralmente nelle SERP. Il meta tag description è molto importante per il posizionamento

perché Google cerca proprio in questa porzione di codice HTML le informazioni da mostrare in

anteprima nel campo snippet, nel caso non le trovasse nel contenuto del testo. Lo snippet è un

breve estratto di una pagina web indicizzata che in Google equivale a : titolo della pagina, indirizzo

URL e descrizione dell’articolo. Ecco perché bisogna sempre compilare il meta tag description: in

questo modo Google non riempirà la descrizione cercando i contenuti nella pagina ma troverà il

contenuto corretto direttamente dal codice HTML.

I tag di intestazione

I tag di intestazione riguardano il tipo di intestazione da dare al testo e possono considerarsi

l’equivalente degli stili di testo usati dai programmi di scrittura. Essi consentono di attribuire una

maggior importanza alle parole scelte all’interno di questi tag anche agli occhi dei motori di ricerca.

E’ possibile organizzare un testo di una pagina web assegnando fino a 6 tag di intestazione in

ordine d’importanza, dal tag H1 che generalmente viene collegato al titolo della pagina, fino ad

arrivare al tag H7 assegnando via via minor importanza ad altre parti del testo. E’ quindi possibile

assegnare 7 diversi livelli di importanza ai contenuti testuali anche se i più usati sono i primi 3 tag

(H1, H2, H3). Il tag H1, l’unico obbligatorio, è quello che avrà la maggior importanza per il motore

di ricerca, quindi generalmente viene usato per il titolo, dovendo indicare sinteticamente

l’argomento della pagina web o dell’articolo e deve contenere al suo interno le stesse parole

chiave inserite nel tag title e nel meta tag description. Il tag H1 deve essere usato solo una volta

per pagina ed è consigliabile posizionarlo il più in alto possibile poiché gli Spider leggono la pagina

web dall’alto verso il basso. I tag H2 possono invece esser ripetuti e generalmente vengono usati

per frammentare il testo in sottotitoli, sezioni o paragrafi cercando di dare un ordine alle pagine

web. I tag H3 possono essere usati per sotto paragrafi, per link testuali, per elenchi o per liste di

link o altri contenuti. Gli altri tag vengono usati per testi aggiuntivi, note, approfondimenti,

informazioni di contatto o di diritti, legati alla pagina web.

URL “parlante”

Tra le ottimizzazioni SEO on page, rientra la denominazione degli indirizzi URL del proprio sito

web. E’ bene che questi contengano sempre le parole chiave rilevanti per title, meta tag

description e contenuti testuali. Per questo motivo vengono definiti URL “parlanti”. Come si vede

dall’esempio è sempre preferibile usare il simbolo “-“ per separare le parole, evitando caratteri

accentati o speciali che alcuni browser non accettano, redendo non usufruibile la pagina. Un altro

elemento importante p la denominazione delle cartelle. Infatti è opportuno organizzare i contenuti

per categorie creando specifiche cartelle in modo da ordinare i contenuti del sito e aumentare la

possibilità di posizionamento.

Ottimizzare il nome dei file pdf

L’URL non è legato solo alla pagina web ma a tutte le risorse multimediali ad essa collegate. Ecco

perché è importante ottimizzare anche queste risorse iniziando a lavorare sul loro nome e usando

le stesse regole che sono state applicate per il nome della pagina. Gli attributi del file con

estensione pdf da ottimizzare, oltre al nome del file sono:

• Title: perché viene usato anche come titolo nei risultati dei motori di ricerca;

• Author: indica l’autore del documento può avere importanza anche per i motori soprattutto

se legato all’authorship dell’autore;

• Subject: la descrizione del documento che apparirà sui motori di ricerca. Quindi vanno

usate le stesse tecniche di ottimizzazione usate per il meta tag description.

Ottimizzare le immagini

E’ sempre bene nominare il file legato all’immagine con le regole che abbiamo già visto: ripetizione

delle parole chiave separate dal “-“ (es. cover-ebook-app-marketing.jpg). Per quanto riguarda

l’HTML occorre intervenire sugli attributi <alt> e <title>. L’attributo alt nasce per permettere di

leggere i contenuti di una pagina web a persone con disabilità e nello specifico per comunicare il

contenuto di un’immagine. Inoltre fornisce le informazioni su un immagine qualora questa non

fosse presente per problemi legati al caricamento. Quindi occorre molta attenzione ad usare

questo attributo equilibrando le parole chiave con l’accessibilità. L’attributo title permette di di

mostrare un testo descrittivo al passare del mouse sopra all’immagine e per questo può essere

liberamente sfruttato dal punto di vista del SEO usando le parole chiave da indicizzare purchè

coerenti con i contenuti dell’immagine.

Ottimizzare i link

Anche i link all’interno del sito web possono essere ottimizzati i modo simile alle immagini, poiché

anch’essi possono usare l’attributo title, con la differenza che il testo descrittivo apparirà quando i

mouse si posiziona sulle parole scelte per essere “linkate”. Le parole da linkare vanno scelte in

modo approfondito perché anche queste possono essere molto importanti per il posizionamento.

Ecco perché bisogna evitare di collegare link a frasi del tipo “clicca sul link” o “clicca qui per

saperne di più” poiché sono termini talmente generici da non portare nessuna info aggiuntiva.

Molto meglio ottimizzare il collegamento ai link aggiungendo le info specifiche correlate alle parole

chiave sclete per la pagina, ad esmpio “link all’anteprima dell’ebook app marketing”.

3-SEO ON PAGE: GLI STRUMENTI DI GOOGLE

Scoprire la concorrenza con Google

Dobbiamo analizzare la concorrenza su una determinata parola chiave attraverso Google poiché ci

fornisce nella maschera di ricerca il numero di risultati presenti sul web e quanto tempo ha

impiegato per la ricerca. Molto probabilmente riuscire a posizionarsi nelle prime 5 posizioni della

SERP con queste parole chiave può risultate quasi impossibile però il vero lavoro di ricerca delle

giuste parole chiave inizia ora. Se iniziamo a modificare leggermente le parole chiave, magari

aggiungendo dei dettagli possiamo giocarcela soprattutto se sappiamo lavorare bene con le

tecniche SEO. Se per esempio facciamo un corso SEO per CMS Wordpress il risultato passa da

2.280.000 (di corso seo) a 418.000 (di corso seo wordpress). E se aggiungiamo che il corso offre

anche reali opportunità per chi vuole lavorare nella comunicazione? Proviamo a cercare corso seo

wordpress comunicazione: solo 102.000 risultati. Questo è il metodo di lavoro giusto per capire la

reale presenza di determinate parole chiave presenti sul web, ma non è detto che sia direttamente

collegato alle parole chiave cercate dagli utenti. Potrebbero esserci molti utenti che cercando una

determinata parola chiave che invece come risultato di ricerca ha un numero relativamente basso

perché pochi siti parlano di quell’argomento: è la situazione perfetta per posizionarmi meglio su

Google poiché a poca concorrenza posono comunque corrispondere molte ricerche da parte degli

utenti. E’ possibile usare la Long Tail Strategy che consiste nello scegliere di puntare su parole

chiave molto meno cercate, ma che sommandosi tra di loro creano un elevato volume di visite. Gli

studi dimostrano che gli utenti catturati con parole chiave “di nicchi” sono più costanti e fedeli nel

tempo.

Google AdWords: i volumi di ricerca

Per usare AdWords è sufficiente attivare un account gratuitamente, questo tool nasce con

l’obiettivo di gestire il sistema per l’acquisto di pubblicità online di Google, può essere usano in

maniere efficace anche per l’analisi e la scelta delle parole chiave. Una volta entrati nella pagina

principale di AdWords bisogna cliccare “strumenti e analisi” dal menu a tendina, scegiere

“strumento per le parole chiave”. A questo punto nel campo “Parola o frase” inseriamo le parole

chiave che abbiamo pensato di usare per il posizionamento. Nelle opzioni avanzate è possibile

anche scegliere la località, la lingua e selezionare i dispositivi da dove vengono effettuate le

ricerche. Il risultato ottenuto riporta la stima del numero di ricerche mensili legate a quella parola

chiava. Google fornisce info anche sulle parole chiave correlate e possiamo anche ordinarle

iniziando da quelle maggiormente cercate cliccando sul menù “ricerche mensili locali” che ci

permette di effettuare una classifica sull’uso di queste parole in Italia. Questo strumento fornisce

anche un altro dato legato alla concorrenza ma attenzione ad usare questa indicazione poiché è

riferita alla competizione relativa agli inserzionisti di Adwords che stanno investendo sul circuito

pubblicitario legato a quella parola chiave e quindi non coincide con quanti siti sono presenti sul

web con quella parola chiave.

Google Trends: scegliere le parole del momento

Un altro strumento molto utile è Google trends che permette di capire che andamento hanno le

parole digitate su Google, confrontando i volumi di ricerca tra varie parole chiave a seconda delle

aree geografiche degli intervalli di tempo e della categoria di argomenti. E’ possibile sfruttare

questo strumento per altri scopi come in caso di indecisione tra due termini simili. Un altro uso di

Google trends è sfruttarlo x conoscere le parole più cercate del momento in tutto il web o per

specifici argomenti. Basta effettuare la ricerca non inserendon alcuna parola chiave, impostare un

determinato periodo di tempo e la nazione specifica e se vogliamo l’argomento specifico.

Sfruttare i consigli di Google Suggest

Google Suggest è il software usato da Google per aiutare l’utente nella ricerca mentre sta

digitando una parola chiave. Se scriviamo “comunicazione” Google ci suggerisce 10 parole chiave

in questo ordine: comunicazione non verbale, comunicazione black list, comunicazione lavore,

comunicazione cessione di fabbricato etc. E’ quindi possibile scegliere i contenuti e le parole

chiave partendo dai suggerimenti di Google oppure usare i suggerimenti in base alla lettera che

viene usata dopo la prima parola chiave. In questo modo possiamo abbinare tutte le parole chiave

diverse a seconda della lettera che usiamo dopo il primo termine di ricerca, ovviamente

confrontando i suggerimenti anche con la concorrenza presente sul web. Per usare correttamente

Google suggest è bene effettuare le ricerche senza usare il nostro account e nel caso in cui fosse

attivo il servizio Google instant occorre disattivarlo entrando nella pagina preferenze

(www.google.it/preferences) e selezionando nella categoria “Previsioni Google Instant” la voce

“non mostrare mai i risultati di instant”.

Creare i testi con WordPress SEO

Se gli strumenti appena descritti possono essere usati con qualsiasi sistema di gestione di siti web

esistono alcuni strumenti specifici per CMS. Per Wordpress possiamo avere uno strumento molto

professionale installando il plugin WordPress SEO. Questo plugin permette di gestire numerose

attività di SEO e web marketing per il proprio sito, tuttavia una delle sue funzioni principali è quella

relativa alla corretta impostazione del testo e degli articolo o delle pagine dal punto di vista SEO.

Una volta attivato, ogni volta che creaiamo un articolo o una nuova pagina, nella bacheca, apparirà

una nuova finestra sotto i contenuti dell’articolo o nella pagina.

Da questa finestra è possibile avere accesso alle funzionalità principali del plugin.

4- WEB COPYWRITER

Scrivere per il web

Lo scopo principale è creare contenuti di qualità unendo le tecniche di scrittura con il web che

presenta caratteristiche specifiche anche in funzione del pubblico e della modalità di funzione dei

contenuti. La prima caratteristica per la scrittura sul web è la capacità di creare contenuti che

saltino all’occhio del visitatore in modo da focalizzare l’attenzione sui contenuti principali. Per

questo i testi non devono essere troppo lunghi e devono privilegiare un linguaggio semplice e

immediatamente comprensibile, poiché il lettore potrebbe essere assolutamente a digiuno

dell’argomento che stiamo trattando. Occore usare uno stile di scrittura molto essenziale,

eliminando i contenuti superflui, usando frasi brevi e le forme attive dei verbi, anziché le forme

passive. Anche l’aspetto del testo è importante perché permette al lettore di focalizzare l’attenzione

in modo efficace. Per far questo è opportuno dividere il testo in paragrafi, sviluppando un solo

concetto per ogni singolo paragrafo, avvalendosi anche di elenchi puntati o numerati usando il

grassetto per le parole o i termini più importanti. E’ importante sintetizzare nelle prime righe il

concetto principale dei contenuti dell’articolo usando le regole delle 5 W.

La Unique Selling Proposition

Qualunque sia l’argomento del nostro sito, tutte le tecniche di scrittura sul web hanno come

obiettivo principale raggiungere un utente e convincerlo che il contenuto ha caratteristiche e qualità

che soddisfano un suo bisogno. Una delle tecniche più usate è la creazione di un’efficace Unique

selling proposition, crearla significa comunicare attraverso una sola frase, l’unicità del proprio

contenuto in modo da renderlo riconoscibile, unico e persuasivo. Tuttavia non è semplice creare

una USP sia per la difficoltà a rendere unico un contenuto o un prodotto, sia perché per riuscire a

comunicare aspetti spesso complessi di un determinato argomento può essere può essere più


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze della comunicazione pubblica e sociale
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher BettyNoir di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Comunicazione Web e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof De Nobili Francesco.

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