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3° lezione – 06.10.2004

L’accelerazione decisiva della com. pol. si ha quando si diffonde la convinzione che la tv è “un

motore” con effetti moltiplicativi.

Forte interdipendenza tra sistema politico e mondo dei media.

Metafora dei VASI COMUNICANTI= c’è un flusso continuo e reciproco che dalla sfera politica

passa alla sfera informativa e viceversa.

 CHI SONO I PROTAGONISTI DEL SISTEMA POLITICO?

1. I partiti politici;

2. Il Parlamento (Deputati e Senatori);

3. Il governo con a capo il Presidente del Consiglio;

4. I Ministeri con i relativi Ministri;

5. Il Presidente della Repubblica (organo super-partes);

6. Corte Costituzionale;

7. Enti locali (regioni, provincie, comuni)

8. I “gruppi di pressione”, ovvero, i sindacati e le associazioni di categoria.

1975: LA RIFORMA DELLA RAI

Nel 1975, in Italia, il parlamento approvò la riforma della tv di stato, la RAI.

Questa riforma, votata con la sola astensione dei comunisti e l’approvazione di tutti gli altri

partiti, introdusse la LOTTIZZAZIONE nella tv pubblica.

Oggi il termine lottizzazione ha assunto una accezione negativa, inteso come rigida spartizione

di poltrone e di competenze.

Allora però, lottizzazione significava unicamente suddividere equamente le reti Rai, in modo da

garantire la possibilità di espressione e di manifestazione di tutti i partiti politici esistenti.

Dopo l’approvazione di questa legge, le reti Rai da due divennero tre. Nacque così RAI TRE,

con il relativo TG3.

Nell’ottica della lottizzazione il TG1 rappresentava la maggioranza politica al governo che in

quegli anni era la Democrazia Cristiana (DC); il TG2 era “la voce” del partito socialista (secondo

come numero di voti alla DC) e con l’istituzione del TG3 anche il partito comunista entrò nel

gioco della lottizzazione.

Mentre fino ad allora il rapporto tra politica e cittadino era “porta a porta”, dopo il 1975 la

MEDIAzione del mezzo televisivo divenne veramente importante.

LE CAMPAGNE ELETTORALI

L’Italia esce dal ventennio fascista, dal referendum sulla repubblica e dalla costituente portando

con sé un tratto fortemente distintivo rispetto alle altre nazioni di trazione democratica: la nascita

o il consolidamento dei PARTITI DI MASSA. Ovvero di pochi partiti con un numero di iscritti

(militanti) e di elettori elevatissimo.

Ad esempio, il partito comunista poteva contare con ben 30.000 sezioni, il partito socialista con

15.000 sezioni, ecc. 7

1. LE CAMPAGNE ELETTORALI PRE-MODERNE

Le campagne elettorali premoderne sono quelle che si collocano nel periodo storico che va dal

1946 al 1970/75 e le cui caratteristiche distintive sono:

 LA MILITANZA VOLONTARIA

Il protagonista delle campagne elett. premod. è il militante, l’iscritto del partito che collabora

attivamente occupandosi del proprio territorio. Questa caratteristica è dovuta al fatto che i partiti

politici erano, in quegli anni, estremamente sentiti, così l’impiegato o l’operaio al termine della

giornata di lavoro si dedicavano alla distribuzione di volantini, ad attaccare i manifesti sui muri

del paese o della città, ecc.

Esisteva una struttura gerarchica a piramide, alla cui base c’erano i militanti, che si occupava

della gestione del proprio territorio di competenza.

 BASSI COSTI

Conseguenza diretta della militanza volontaria è il contenimento dei costi. Le campagne elett.

premod. si caratterizzano per avere costi molto modesti

 ELEVATA TERRITORIALITA’

 DECENTRAMENTO ELETTORALE

 CONCENTRAZ. DELLA CAMPAGNA ELETTORALE NEI 30 GIORNI ANTERIORI

ALLE VOTAZIONI

Le camp. elett. premoderne rispettavano alla lettera i dettami legislativi (30 GIORNI PRIMA

DELLE VOTAZIONI).

Le camp. elett. premod. rappresentano il periodo pionieristico della comunicazione politica. Il

confronto viso a viso, porta a porta tra il candidato e l’elettore. La fiducia si conquistava ogni

giorno attraverso azioni anche non a sfondo politico.

2. LE CAMPAGNE ELETTORALI MODERNE

Le camp. elett. moderne sono quelle degli anni ’80 fino agli inizi degli anni ‘90, quando le

vicende di Tangentopoli e la nascita di partiti nuovi, dei quali il più importante è Forza Italia,

hanno segnato il passaggio dalla 1° alla 2° Repubblica.

Ci si rende conto dell’enorme importanza dei mezzi di comunicazione di massa, del “peso” che

ha l’opinione pubblica.

 AVVENTO DEGLI ESPERTI DELLA COMUNICAZIONE POLITICA

Tutti i politici di certo livello si dotano di un proprio staff comunicativo. Nascono i dipartimenti

di comunicazione che possono essere permanenti o “noleggiati” per una campagna elettorale.

I servizi che offrono i consulenti politici possono essere di natura assai diversa:

- GHOST WRITERS (scrittori fantasma): sono coloro che scrivono i discorsi agli uomini

politici, “confezionando” discorsi appetibili e su misura per il politico che deve parlare;

- PORTAVOCE: la figura del portavoce normalmente coincide con il capo ufficio stampa. Il p.

gestisce il rapporto tra l’uomo politico ed il partito. Evita le sovraesposizioni (sempre in

video o sui giornali) e le sottoesposizioni (mai in video o sui giornali);

- SPIN DOCTOR: è una figura che viene chiamata in causa per “sanare” una situazione

particolarmente delicata. Quando c’è una svolta radicale all’interno del partito politico che

dev’essere assorbita dai media nel modo più soft possibile, oppure, quando l’uomo politico

rilascia una dichiarazione compromette o palesemente “sbagliata”. Lo spin doctor

“massaggia il messaggio”, cioè cerca di estrarre il meglio da qualsiasi situazione in cui è

implicato il leader, fornendo “una versione aggiustata” di un evento-notizia o di una

decisione impopolare. E’ richiesta un’elevatissima capacità di contatto e penetrazione (avere

8

i n. di telefono giusti e le “conoscenze” giuste). Tanto più è elevata la professionalità dello

spin doctor, tanto più alto sarà il suo valore di mercato e la capacità di resistere alla

“intemperie del mercato”;

- CONSULENTE PER L’IMMAGINE: non è soltanto colui che sceglie l’abbinamento giusto

tra camicia e cravatta, ma si occupa anche di fornire all’uomo politico altri tipi di

competenze. Ad esempio, suggerisce gli accenti giusti, il tono di voce da adottare, la postura

da tenere durante il convegno o il dibattito, come reagire e rispondere alle provocazioni

dell’avversario senza scomporsi, ecc.

 COSTI ELEVATISSIMI (la politica si rende conto di non essere più autosufficiente);

 CENTRALIZZAZIONE DELLE CAMPAGNE ELETTORALI;

 AUMENTO DELLA DURATA DELLA CAMPAGNA;

 LA TV DIVENTA PALCOSCENICO PRIVILEGIATO DELLA COMPETIZIONE

ELETTORALE.

3. LE CAMPAGNE ELETTORALI POST-MODERNE

Dal 1994 in poi. Segnano la trasformazione definitiva del partito di massa che assomiglia sempre

di più ad una piccola azienda privata. Le camp. elett. postmod. sono caratterizzate da:

 USO SERRATO E PIANIFICATO DELLE POLITICHE DI MARKETING

PUBBLICITARIO;

 COSTI ELEVATISSIMI;

 LA CAMPAGNA HA DURATA PERMANENTE: inizia il giorno successivo alle votazioni

e dura l’intera legislatura. 9

4° lezione – 18.10.2004

Jurgen Habermas, filosofo e sociologo tedesco, è tra i primi ad introdurre il concetto di SFERA

PUBBLICA. La sfera pubblica di Habermas presuppone l’esistenza di un pubblico bene

informato, critico e attivamente partecipa alla vita politica, cosa che non esisteva ai suoi tempi e

che non esiste neanche oggi. Proprio per questo la definizione di H. di sfera pubblica è stata

ampiamente criticata.

Dahlgren, invece, distingue tra sfera pubblica culturale e sfera pubblica politica.

La SFERA PUBBLICA CULTURALE è quella in cui circolano e vengono scambiate idee su

materie quali l’arte, la letteratura, il teatro, materie che non hanno necessariamente a che fare con

i concetti di democrazia e di politica;

la SFERA PUBBLICA POLITICA, invece, è quella in cui gli aventi diritto (maggiori di 18 anni

per votare alla Camera e maggiori di 25 anni per votare al Senato) hanno accesso a ciò che viene

definito come dialogo sociale, cioè al dialogo che attiene a questioni di pubblico interesse.

E’ impossibile che ci sia una democrazia se non c’è uno SPAZIO POLITICO in cui discutere gli

interessi comuni.

Già nell’antica Grecia, le questioni di pubblico interesse venivano dibattute nell’AGORA’

(piazza principale della Polis), come pure nell’antica Roma lo spazio politico per antonomasia

era il Senato.

Tanto più lo spazio pubblico è partecipato e sentito, tanto più è elevato il tasso di democraticità

di una comunità.

Nella comunicazione politica “classica” il concetto di spazio pubblico o sfera pubblica politica

viene comunemente riassunto con l’espressione “mercato delle idee”.

Il MERCATO DELLE IDEE è un concetto di stampo liberal-concorrenziale, in cui il cittadino

grazie all’accesso ad una pluralità di informazioni può formarsi le proprie idee.

 MODELLO PUBBLICISTICO DIALOGICO

P = sistema politico;

M = sistema dei media;

C = cittadino elettore

Il modello pubblicistico-dialogico è così rappresentato:

P M Relazione dialogica bilaterale tra

sistema politico e sistema dei media

C Relazione dialogica bilaterale tra

sistema dei media e cittadini

Spazio Pubblico Politico

(mercato delle idee)

Relazione dialogica bilaterale Incontro di P + M + C = spazio della comunicazione

tra sistema politico e cittadini politica 10

 MODELLO MEDIATIZZATO M

P C

Il modello mediatico, invece, può essere rappresentato come si vede nell’immagine qui sopra.

Secondo questo modello, i media sono lo spazio dove viene rappresentata ed officiata la politica,

ovvero, essi si trovano in una posizione di preminenza rispetto agli altri due attori dello spazio

della comunicazione politica.

Tanto più la situazione di preminenza del sistema mediatico rispetto agli altri è accentuata, tanto

minore è la democrazia in quella collettività.

Gli attori dello spazio pubblico politico o “mercato delle idee” sono dunque 3:

1. Sistema politico (la cui composizione è stata vista nella 3° lezione);

2. Sistema dei Media

3. Il cittadino elettore

IL SISTEMA DEI MEDIA E’ COMPOSTO DA:

 Carta stampata;

 Radio;

 Televisione;

 Libri (ad es. i libri “natalizi” di Bruno Vespa);

 Cinema - Luchino Visconti, Pier Paolo Pasolini ed altri erano registi di sinistra – Pasquale

Squitieri era l’unico regista di destra. Addirittura Visconti è stato, anche se in modo

informale, il consigliere per la comunicazione di Palmiro Togliatti. La destra italiana ha

sempre accusato la sinistra di essersi impossessata della cultura cinematografica del paese.

Alla domanda di informazione oggi la risposta è data da una scelta molto ampia di mezzi di

comunicazione. I mezzi di comunicazione sono organizzati secondo una gerarchia specifica ed il

livello sulla scala gerarchica è dato dalla loro divulgazione. Cioè, tanto più il media è diffuso

tanto più è alto nella scala gerarchica e conseguentemente nelle preferenze di chi lo segue. 11

 IL CITTADINO ELETTORE

Nella sua rappresentazione collettiva il cittadino elettore viene percepito attraverso due grandi

definizioni generiche:

1. L’opinione pubblica;

2. L’elettorato.

L’opinione pubblica.

L’o.p. è un concetto dinamico (nel senso che è in continua modificazione) ma anche relativo.

Infatti, in ambito politico quasi sempre ci forma un’idea che a mano a mano cambia, si affina,

oppure viene stravolta radicalmente in seguito alle informazioni che si ricevono.

L’o.p. può essere definita come la somma delle reazioni dei cittadini elettori agli impulsi che

provengono sia dal sistema dei media che dal sistema politico.

L’o.p. tiene conto della variabile del tempo, nel senso che si forma ad un determinato tempo (T)

e poi si modifica o si conserva in un dato intervallo di tempo, fino a giungere ad un momento

(Tn) in cui viene nuovamente “misurata”.

opinione pubblica nel tempo

T Tn

(1° “misurazione” = sondaggio) (2° “misurazione” = sondaggio)

L’o.p. è la somma dinamica delle reazioni, ovviamente si tratta di una rappresentazione generica.

L’elettorato.

Ciò che, per convenzione, viene definito “l’elettorato” non è altro che l’insieme degli aventi

diritto considerato durante la scadenza elettorale. Infatti, l’elettorato fuori dal periodo

elettorale torna ad essere l’insieme dei cittadini elettori. Si tratta, pertanto, di un concetto

occasionale.

FLUSSI CHE INTERVENGONO TRA GLI ATTORI DELLO SPAZIO PUBBLICO

POLITICO

I flussi possibili fra i 3 attori dello spazio pubblico politico (sistema politico + sistema dei media

+ cittadino elettore) sono 6:

1. Dal sistema politico al sistema dei media;

2. Dal sistema politico ai cittadini;

3. Dal sistema dei media a quello politico;

4. Dal sistema dei media ai cittadini;

5. Dal cittadino al sistema politico;

6. Dal cittadino al sistema dei media.

 1° FLUSSO – DAL SISTEMA POLITICO AI MEDIA

Questo flusso si caratterizza per una FUNZIONE DI REGOLAMENTAZIONE attraverso norme

e circolari. Ad esempio la riforma del sistema televisivo, la legge sulla par conditio.

Nel momento in cui si impone al media dei tempi relativi ai “messaggi elettorali”, agli spot

elettorali, ecc. si ha la regolamentazione del sistema.

Anche il tempo durante il quale un manifesto elettorale resta affisso sui muri o sugli appositi

spazi è regolamentato da una apposita normativa. I manifesti murali elettorali sono un mezzo di

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comunicazione di massa, fornito al sistema politico dalla pubblica amministrazione durante le

campagne elettorali (spazi mediatici pubblici).

1° caratteristica del flusso sistema politico - sistema dei media = REGOLAMENTAZIONE

DATA DAL SISTEMA POLITICO AI MEDIA;

2° caratteristica del flusso sistema politico - sistema dei media = NEWS/MEDIA

MANAGEMENT.

Si parla di NEWS/MEDIA MANAGEMENT quando il sistema politico si confronta con quello

editoriale (o dei media in genere) e cerca di CONDIZIONARLO.

Dev’essere il direttore del quotidiano a decidere cosa mettere in prima pagina, quale risalto va

dato ad una determinata notizia al di fuori delle “influenze” politiche.

La politica deve “suggerire” e non “condizionare”.

Per i media, il sistema politico svolge un ruolo di FONTE CONTINUA DI INFORMAZIONI.

 2° FLUSSO – DAL SISTEMA POLITICO AI CITTADINI

Il flusso che dal sistema politico va verso i cittadini può essere fondamentalmente ricondotto a

tre tipologie di massima:

1. COMUNICAZIONE PUBBLICA O ISTITUZIONALE

Questo tipo di comunicazione viene considerata AUTONOMA rispetto ai partiti.

E’ fondamentale distinguere la comunicazione pubblica da quella politica.

Nel momento in cui la comunicazione proviene da chi rappresenta un’istituzione (sindaco, pres.

Provincia, pres. Regione, ministro, assessore, ecc.) si è di fronte ad una comunicazione pubblica

e non politica.

Quando un ente pubblico cerca di “avvicinarsi” ai propri utenti o comunque ai cittadini che

usufruiscono di un servizio siamo nel campo della comunicazione pubblica. Ad esempio

pensiamo alle campagne di comunicazione fatte dalle ASL per informarci del nuovo tesserino

sanitario, campagna promosse dall’INPS rivolte ai lavoratori o ai pensionati o ancora dall’INAIL

per sensibilizzare su argomenti legati alla sicurezza sui luoghi di lavoro, dalla PRESIDENZA

DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI su argomenti di interesse civico, ecc.

2. CONTATTO PERSONALE

Si parla di c.p. quando i politici incontrano direttamente i cittadini, di solito nelle piccole realtà

locali, ad esempio il sindaco che incontra i concittadini, ecc.

3. LA PUBBLICITA’ E LA PROPAGANDA, quando i partiti o i candidati si rivolgono

all’opinione pubblica o all’elettorato per persuaderli della bontà delle proprie proposte e per

chiedere loro il consenso. 13

5° lezione – 19.10.2004

 3° FLUSSO – DAL SISTEMA DEI MEDIA AL SISTEMA POLITICO

La prima caratteristica di questo flusso è il continuo scambio di INFORMAZIONI, infatti, se è

vero che il sistema politico è fonte d’informazioni per i media è vero anche il contrario.

Attraverso i media, il sistema politico riesce a percepire qual è l’andamento dell’OPINIONE

PUBBLICA rispetto ad un determinato problema.

ESEMPIO: Il comune di Pescara, per assicurarsi la buona riuscita dei “Giochi del Mediterraneo”

del 2009, decide di convertire uno spazio destinato a verde pubblico in un complesso sportivo

(piscine, campi da tennis, calcio, ecc.) di cui potranno usufruire anche i cittadini dietro

pagamento di un biglietto d’ingresso.

Per realizzare quest’opera, fino al 2009, quest’area resterà inutilizzata. Ovviamente questa

situazione provocherà la REAZIONE dell’opinione pubblica. Il sindaco di Pescara, percepisce il

disagio dei suoi concittadini leggendo gli articoli sui quotidiani locali o vedendo i servizi sulle tv

locali, riuscendo così ad avere un “quadro” complessivo della situazione.

Naturalmente si corre il rischio di MANIPOLAZIONE DELL’INFORMAZIONE da parte dei

media.

Ma, se l’informazione viene gestita correttamente, l’apporto dei media è molto importante per

fornire al sistema politico il quadro dell’opinione pubblica in un dato momento.

La seconda caratteristica di questo flusso è la FUNZIONE DI VIGILANZA o FUNZIONE

CRITICA.

Siamo di fronte a questa funzione quando il media (più o meno apertamente) assume il ruolo di

“difensore dei cittadini “, prendendone le difese e rappresentandoli nei confronti dell’operato

della pubblica amministrazione. Ovvero VIGILANDO e DENUNCIANDO eventuali anomalie o

irregolarità nello svolgimento delle funzioni pubbliche (ad es. gare di appalto truccate, diritti

violati, ecc.).

Naturalmente, si tratta di un aspetto secondario e del tutto facoltativo da parte dei media.

Alcuni esempi della funzione critica e di vigilanza dei media:

 1977 – ITALIA – SCANDALO LOKHEED: la Lokheed era una società americana,

costruttrice di aerei, che era riuscita a piazzarli in tutto il mondo a suon di mazzette

miliardarie. Tre di queste mazzette miliardarie erano arrivate anche in Italia. Scavando nei

rapporti inviati in Italia dagli inquirenti americani, pian piano ci si avvicina all’allora

Presidente della Repubblica GIOVANNI LEONI. Alla fine del ’77 la figura del Presidente è

screditata, ma ecco che il rapimento di Moro fa passare in secondo piano il caso Lokheed.

L’Espresso pubblicò alcune anticipazioni sui fascicoli inviati dall’America sul caso L. Il 15

giugno 1978 G. Leone si dimette.

 1992 – ITALIA – TANGENTOPOLI: vedi 2° lezione;

 1974 – USA – WATERGATE: vedi 2° lezione.

Questa funzione di vigilanza e di critica è svolta anche da alcune trasmissioni televisive quali ad

esempio “Striscia la Notizia” o “Le Iene” del gruppo Mediaset; in Rai abbiamo - tra le altre - la

trasmissione “Report”. 14

Questo modo di fare informazione è legittimo ma presenta dei limiti, in quanto si cavalca l’onda

emozionale dei telespettatori, eccedendo – a volte – con le accuse mosse verso qualcuno.

Bisognerebbe poter ascoltare le 2 parti “in causa”.

La terza caratteristica di questo flusso è il collateralismo o “giornalismo dimezzato”, nel senso

che è chiaramente schierato a favore di un’espressione politica. Il collateralismo è l’esatto

contrario della funzione di vigilanza e critica. Si parla di c. quando il media è “asservito” al

sistema politico, cioè quando il media perde la sua indipendenza e si fa “portavoce” degli

interessi di un gruppo politico.

Ad esempio: il TG4 di Emilio Fede (Forza Italia), Radio Radicale, ecc.

La quarta caratteristica è la mediatizzazione. Quando il sistema dei media “modella”

l’informazione secondo i propri formati.

Ad esempio: un’intervista fatta al Ministro Frattini (Ministro degli Esteri 2004) può essere

“scomposta” in tanti pezzi e mandata in onda intervallandola ad altrettanti pezzi di intervista

fatta a Gino Strada (Associaz. Medici Senza Frontiere) creando così un finto contraddittorio del

quale possono o meno esserne informati.

 4° FLUSSO – DAL SISTEMA DEI MEDIA AL CITTADINO ELETTORE

Questo flusso ha tre caratteristiche distintive: l’informazione, la manipolazione e la pubblicità.

1. INFORMAZIONE

L’informazione può essere di tipo referenziale puro (telegiornale) oppure mista (infotainment =

informazione + intrattenimento).

2. MANIPOLAZIONE

Si parla di m. quando il media è fazioso e partigiano. Il messaggio, il flusso informativo viene

pertanto distorto e, quasi sempre, viene asservito agli interessi di una parte.

In Italia, a differenza degli Usa e dell’Inghilterra, la sfera personale degli uomini politici non

interessa particolarmente, interessa solo ciò che appartiene direttamente alla sfera politica.

In Usa, invece, la notizia di un’amante, di un figlio illegittimo, di comportamenti omosessuali

può troncare la carriera di un uomo politico.

3. PUBBLICITA’

Naturalmente si intende la pubblicità legittima, ufficiale e dichiarata. Si tratta quindi di un

contratto tra media e politico. Il media vende uno spazio pubblicitario e il gruppo politico lo

acquista (c’è una prestazione ed un pagamento), non si tratta di pubblicità OCCULTA.

 5° FLUSSO – DAL CITTADINO ELETTORE AL SISTEMA POLITICO

L’espressione massima del ritorno (feedback) che perviene al sistema politico da parte del

cittadino elettore è il VOTO, attraverso il quale il cittadino esprime la propria preferenza politica

Il DIBATTITO PUBBLICO o COMIZIO si ha, invece, con le manifestazioni di piazza in cui

intervengo tanto gli esponenti politici come la gente comune.

Purtroppo però il dibattito pubblico più spesso diventa una sorta di tavola rotonda tra persone

addette ai lavori, quindi manca il confronto ed il feedback. 15

La dinamica politica quotidiana è fortemente permeata da dibattiti pubblici in questo secondo

senso, cioè senza la partecipazione diretta degli elettori.

Si parla di INTERAZIONE DIRETTA quando il candidato politico incontra il cittadino per

strada, al ristorante, ecc.

Oggi l’interazione diretta assume sempre più spesso le caratteristiche di “interazione virtuale” in

quanto i candidati politici parlano agli elettori attraverso dei filtri e non direttamente. Questi filtri

sono la tv (talk-show, interviste, ecc.), la carta stampata, la radio, ecc.

Il SONDAGGIO D’OPINIONE è uno strumento a disposizione del sistema politico per

“misurare” l’opinione pubblica su un determinato argomento, esso può essere tematico o

elettorale.

Sondaggio tematico: si chiede ad una determinata fascia di pubblico di rispondere su un

determinato argomento (ad es. cosa ne pensa della possibilità di riconoscere la maggiore età a 16

anni, invece che a 18?);

Sondaggio elettorale: serve per monitorare il consenso degli elettori. I sondaggi elettorali

normalmente vengono attivati molto prima dell’appuntamento al voto (sette/otto mesi prima) in

modo da avere il tempo di “correggere il tiro”, di invertire la tendenza espressa dal sondaggio.

 6° FLUSSO – DAL CITTADINO ELETTORE AI SISTEMA DEI MEDIA

Le comunicazioni di ritorno dall’elettorato ai media si concretizzano nei sondaggi d’opinione,

nella partecipazione del pubblico ad un talk-show oppure nelle lettere ai giornali.

Attraverso le risposte che vengono pubblicate sui vari giornali a determinate lettere, si riesce a

comprendere la linea editoriale di quel giornale. Anche la scelta stessa delle lettere è indicativa.

DEFINIZIONE DI COMUNICAZIONE POLITICA:

La comunicazione politica è lo scambio ed il confronto dei contenuti di interesse pubblico e

politico prodotto da 3 attori: il sistema politico, il sistema dei media e il cittadino elettore. 16

Quanto al grado di “partigianeria” o “parallelismo politico”, Blumler individua 5 gradi diversi di

PARTISANSHIP:

5. SOMMO GRADO di PARTISANSHIP: si ha quando la forza politica e l’organo

d’informazione sono la stessa cosa. Ad es. coincidenza tra forma politica ed editore del giornale;

4. FORTE GRADO di PARTISANSHIP: forte collateralismo tra forza politica e mezzi,

fenomeno del fiancheggiamento o “giornalismo dimezzato”. Ad es. Forza Italia (in particolare

Berlusconi) e il TG4 di Emilio Fede;

3. MEDIO GRADO: ad es. il TG1 ed il Corriere della Sera cercano di “rappresentare” gli

interessi della maggioranza conservando una certa “autonomia”;

2. BASSO GRADO;

1. NULLO: Piena e totale indipendenza tra chi svolge l’attività politica e chi la racconta. Questo

grado è pero inesistente, in quanto qualsiasi direttore di TG, GR o carta stampata rappresenta uno

specifico interesse politico. 17

6° lezione – 20.10.2004

LA COMUNICAZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Quando si parla di PRESIDENZIALISMO non si può non considerare 2 modelli che hanno

caratteristiche diverse ma alcuni punti in comune, il modello STATUNITENSE ed il modello

FRANCESE.

Nel sistema FRANCESE, più propriamente detto semi-presidenziale, in passato Chirac ha attuato

una coabitazione, essendo egli Presidente in rappresentanza di uno schieramento e collaborando

con un premier dello schieramento rivale (cioè Chirac è repubblicano ma il governo era

socialista). La coabitazione permette di attuare un sistema di compensazione e di garanzia della

democrazia , propria di quei paesi che hanno un sistema democratico “rodato” e quindi avanzato.

La mobilità del sistema francese permette al Presidente, quando necessario, di sciogliere il

Parlamento e di indire le elezioni.

I 1° ministro, inoltre, può sostituire durante la legislatura i membri del governo senza far sì che

questo porti ad un confronto parlamentare sul tema, come invece accade in Italia dove c’è

bisogno della “fiducia del Parlamento”.

In Francia c’è compensazione di poteri tra Presidente della Repubblica e capo di governo.

Negli USA, invece, il Presidente ha un potere semi-assoluto, poiché semmai il Congresso ed il

Senato avessero una maggioranza di altro segno ciò peserebbe solo nell’eventualità di un

impeachment, cioè di un procedimento durante il quale il Presidente viene messo sotto accusa

per una qualche situazione.

Negli altri casi (cioè al di fuori di situazioni di impeachment) il Presidente ha libertà assoluta di

scelte e di decisioni e non è legato in alcun modo al “consenso” da parte del Congresso o del

Senato.

Attualmente, essendo la Cina una realtà “nuova” sulla scena internazionale ed essendo l’ex

URSS in gravi problemi economici, gli USA rappresentano l’unico leader sulla scena

internazionale, cioè a dire che detengono l’ABSOLUT POWER.

La com. pol. negli USA, passa oggi attraverso la strategia del “going public”, cioè di arrivare

direttamente al pubblico attraverso i media, la tv specialmente.

E’ importante evidenziare che la comunicazione politica americana si concretizza

fondamentalmente nella COMUNICAZIONE DA PARTE DEL PRESIDENTE, essendo egli la

figura più importante e di spicco dell’intero sistema politico.

Ad esempio: nel giorno del ringraziamento (thanksgiving day) il presidente Bush, andò in Iraq a

salutare i soldati e mangiò davanti alle telecamere il tacchino tradizionale americano (n.d.r. il

tacchino era di plastica ma così risultava più “appetitoso” alle telecamere), per raggiungere

direttamente “il cuore” del cittadino elettore. Si cavalca quindi l’onda emotiva, il presidente

lancia un messaggio di unità e di tradizione che farà il giro del mondo……

Storicamente, le tecniche adottate dai sistemi presidenziali nei confronti dei media sono due:

1. L’imbonimento;

2. L’aggiramento.

L’IMBONIMENTO prevede che i collaboratori del Presidente, tentino di “ingentilire” i media

(giornalisti, testate, network) al fine di ottenere una “copertura benevola”. Ad es. il

18

rappresentante della Casa Bianca telefonerà preventivamente al direttore del New York Times

per chiedergli di non essere “troppo deciso”, di non “andarci giù troppo duro” su una certa

notizia;

L’AGGIRAMENTO, invece, prevede che il rappresentante politico o chi per lui SCAVALCA il

filtro dei media.

Si possono distinguere 2 tipi di AGGIRAMENTO:

1. Aggiramento verso il cittadino elettore;

2. Ostacolo editoriale.

Si parla di aggiramento verso il cittadino elettore quando l’attore politico compie un azione che,

indipendentemente dall’intervento dei media, è in grado di “colpire” direttamente il cittadino

elettore;

L’ostacolo editoriale, invece, consiste in un’opera di persuasione (velata minaccia) da parte

dell’attore polito nei confronti del media che si presenta ostile.

 Il controllo mediatico

Il presidenzialismo francese ci ha portato ad assistere un PROCESSO DI MEDIATIZZAZIONE

DELLA VITA POLITICA.

Charles De Gaulle, il personaggio politico che per quasi trent’anni ha incarnato il nome stesso

della Francia, fu il primo ad accorgersi che la comunicazione politica poteva essere un tratto

fondamentale del governo.

Attraverso l’azione di controllo politico esercitata de De Gaulle, la Francia scopre il controllo sui

mezzi di comunicazione di massa. In altre parole ci si rese conto che la mediatizzazione

dell’azione del governo passava attraverso il controllo della televisione di stato.

Successivamente, però, dei tre canali pubblici due sono stati venduti ai privati e solo uno rimane,

ancora oggi, governativo.

L’Inghilterra, invece, si è sempre vantata del fatto che la tv di stato, la BBC, era fortemente

indipendente dal sistema politico.

La tradizione del controllo mediatico, cioè dell’intervento diretto degli attori politici sul sistema

dei media, ha permesso ai presidenti di “prevenire” o di “risanare” in tempo crisi gravissime,

grazie al fatto che controllando i media si controlla indirettamente l’opinione pubblica.

Dal punto di vista della visibilità i premier inglese, tedesco e spagnolo possono essere paragonati

al Presidente Americano J. W. Bush.

Il Presidente italiano è unicamente di garanzia, egli ha il potere di sciogliere le camere

(nell’eventualità si manifesti una crisi di governo), di indire nuove elezioni, di concedere la

grazia ad un condannato (indulto o amnistia). 19

Dal punto di vista mediatico, fino allo scandalo Lockheed che coinvolse il presidente Leone, la

figura del Presidente italiano è stata sempre dimessa ed in ombra. Si trattava quasi sempre di

scelte che ricadevano su persone abbastanza anziane, figure di grande esperienza politica, una

sorta di “pater nobilis” della patria.

Con l’arrivo di Sandro Pertini, nel 1978, il ruolo di Presidente della Repubblica subisce uno

stravolgimento di base.

Pertini, nonostante fosse un uomo attempato, propone una figura mediatica diversa: interviene

nel dibattito politico rilasciando interviste, prende posizioni esplicite sui temi politici, assiste

come spettatore alla finale dei mondiali di calcio in Spagna del 1982.

Pertini compie atti di forte critica contro le scelte politiche dell’epoca, interviene nella lotta

sindacalista italiana e sulla scia del comportamento pertiniano possiamo collocare anche il

Presidente Francesco Cossiga, ancora più irruento di Pertini.

Cossiga durante gli anni di Tangentopoli (dal 1992) viene definito il “picconatore” perché ha

sempre parole di dura critica sulla situazione politica italiana; esprime la sua opinione su tutto

spesso in modo irruento.

A Cossiga, nel 1992, succedette Oscar Luigi Scalfaro la cui figura di comunicatore è stata molto

importante per permettere all’Italia di entrare nell’Unione Europea, superando i numerosissimi

problemi interni. 20

7° lezione – 25.10.2004

I LINGUAGGI fondamentali della comunicazione politica sono 4:

1. Linguaggio Esortativo;

2. Linguaggio Normativo;

3. Linguaggio Amministrativo;

4. Linguaggio della contrattazione o Backstage.

Il LINGUAGGIO ESORTATIVO è quello più proprio e più diffuso nella comunicazione

politica odierna. Si tratta di un linguaggio PERSUASIVO, volto a convincere chi ascolta della

propria opinione, del proprio punto di vista.

Le DICHIARAZIONI dei politici, che oggi si susseguono senza soluzione di continuità, di solito

sono formulate utilizzando il linguaggio esortativo.

Si parla, addirittura, di FLUSSO ININTERROTTO di dichiarazioni, di situazioni in cui i

personaggi politici dicono la loro su molteplici argomenti, che possono anche non riguardare la

sfera strettamente politica (ad es. l’intervento chirurgico subito dal Presidente Ciampi, il rilascio

delle due Simone, ecc.).

La comunicazione politica fa ricorso quindi, prevalentemente, al linguaggio esortativo che ha

una FORTE CONTENUTO EMOTIVO ed un esplicito fine PERSUASIVO.

Ultimamente, il ling. esortativo ha assunto altre forme, infatti sempre più spesso intercettiamo:

 Linguaggi esortativi ironici: quando si vuole fare una sottolineatura usando un tono più

“pungente” ed immediato;

 Linguaggio esortativo drammatizzato: quando chi parla vuole fare leva sulla sfera

emotiva di chi ascolta;

 Linguaggio esortativo aggressivo: quando la comunicazione si concretizza in una serie di

“attacchi” di “frecciate” lanciate agli avversari, che talvolta scadono nell’offesa vera e

propria.

Il LINGUAGGIO NORMATIVO o linguaggio giuridico, è quello che viene usato per tutto ciò

che attiene la redazione delle leggi, norme, decreti, ecc.

E’ un linguaggio passibile d’interpretazione, infatti, la giurisprudenza è proprio l’interpretazione

delle leggi fatta attraverso l’analisi delle sentenze dei tribunali.

E’ un linguaggio flessibile, colto (spesso fa ricorso alla lingua latina) e solo per iniziati, proprio

per questo può risultare di difficile comprensione ai “non addetti ai lavori”.

Il LINGUAGGIO AMMINISTRATIVO è il linguaggio proprio della pubblica

amministrazione, della burocrazia, cioè degli organi dello stato preposti all’applicazione ed al

rispetto delle leggi.

E’ un linguaggio che spesso risulta pedante ed incomprensibile, in quanto ha una struttura rigida

nella forma e ridondante.

Nella sua accezione più negativa il linguaggio amministrativo è noto come burocratese.

Il LINGUAGGIO DELLA CONTRATTAZIONE o backstage, è il linguaggio usato “dietro le

quinte” negli ambienti politici. Si tratta infatti di un ling. utilizzato in ambiti sottratti alla

percezione e alla conoscenza del pubblico e dunque anche ai media.

Esiste un ling. della contrattazione “solo per addetti ai lavori”, nel quale ricorrono scambi

comunicativi tra soggetti politici che contrattano per trovare posizioni di equilibrio e/o

compromesso per una reciproca soddisfazione. 21

Esiste anche un ling. della contrattazione “modellato” dai media, cioè quando i giornalisti

interpretano, traducono, ciò che viene detto dai politici.

Il linguaggio politico, in qualunque delle 4 forme appena descritte, attinge sempre di più da

gergalità proprie di altri settori. Ad esempio dal linguaggio sportivo-calcistico sono state

importate espressioni quali: scendere in campo, farsi un autogol, fare pressing, dribblare

l’avversario,ecc. Dal linguaggio militare: schieramento, sferrare un attacco, piano strategico, ecc.

Dal linguaggio velistico: giro di boa.

LA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO

Il governo, quale espressione del potere esecutivo del paese, quale rappresentante giuridico degli

interessi della nazione, prima ancora di fare comunicazione politica fa COMUNICAZIONE

PUBBLICA.

Infatti, quando la com. politica viene fatta da coloro che sono al governo del paese (cioè

detengono il potere) si parla di comunicazione pubblica.

La comunicazione pubblica del governo è esercitata da un apposito dipartimento: “Dipartimento

per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio”.

In ambito locale, la comunicazione pubblica è regolata da una serie di leggi che si sono

modificate ed implementate negli ultimi anni, fino a giungere alla L. 150 del 2000, che istituisce

gli URP (uffici comunicazione con il pubblico).

Quando la pubblica amministrazione svolge un’attività volta ad informare, ad avvicinarsi al

cittadino dal punto di vista comunicativo (attraverso l’accoglimento dei reclami, il rilascio di

informazioni, ecc) sta facendo comunicazione pubblica.

MEDIA MANAGEMENT = tendere ad avere rapporti di non ostilità con i media (in USA

imbonimento);

INFORMATION MANAGEMENT = tendere ad avere rapporti di collaborazione nello scambio

di informazioni con i media.

I RITUALI POLITICI

Il rituali politico per antonomasia si concretizza nell’elezione. Attraverso “la crocetta” l’avente

diritto esprime la sua preferenza. L’anonimato del voto è garanzia di democrazia, infatti, nei

regimi dittatoriali la scheda è nominativa in modo da poter perseguire eventuali dissensi al

regime.

La scheda elettorale è il simbolo di un certo grado di civiltà giuridica ed amministrativa, di una

democrazia che ha raggiunto una certa maturità.

Il fenomeno dei FRANCHI TIRATORI, si basa proprio sull’anonimato della scheda. Si tratta

infatti di quei parlamentari che, per logiche di schieramento, dovrebbero votare in un senso ed

invece votano nel senso opposto.

La partecipazione al voto votando scheda bianca, è meno decisivo al fine dei risultati del

fenomeno dell’astensionismo. 22

8° lezione – 26.10.2004

IL PARTITO MEDIALE

Negli ultimi anni si sono verificati una serie di avvenimenti che hanno letteralmente “stravolto”

la scena politica italiana, dando una svolta epocale ai partiti politici. Uno dei partiti nuovi, nati da

questa svolta, grazie ad un uso lungimirante e mirato degli strumenti forniti dalla comunicazione

politica è riuscito ad ottenere il governo del paese, questo partito è Forza Italia.

La situazione iniziale

1993 - La politica italiana risente di una situazione mondiale che vede cadere la cosiddetta

“logica dei blocchi” (Usa – Urss), inoltre, il nostro paese sta vivendo gli anni dello scandalo di

Tangentopoli; la fiducia che gli elettori riponevano nei confronti dei partiti politici tradizionali è

in crisi.

Si susseguono una serie di “governi di emergenza” chiamati a gestire una situazione difficile

(Amato – Ciampi).

L’Italia rischiava il tracollo economico e l’uscita dal campo europeo, a causa di una moneta

molto debole sul piano economico mondiale e di un debito pubblico elevatissimo che si era

sedimentato negli anni.

Quasi un terzo dei membri del Parlamento era stato inquisito nell’ambito dell’inchiesta “mani

pulite”.

Il Parlamento, all’epoca, era ancora formato dal pentapartito (Democrazia Cristiana – socialisti –

socialdemocratici – liberali – repubblicani).

La nascita di Forza Italia

In questo quadro di incertezza e totale sfiducia, Silvio Berlusconi, imprenditore e uomo d’affari,

avvia un’operazione di acquisizione di informazioni attraverso società specializzate in sondaggi

sulle aspettative degli aventi diritto (cosa non è più tollerabile; cosa ci si aspetta dalla politica,

ecc.).

Il prof. Giuliano Urbani fonda un’associazione culturale chiamata “Alla ricerca del buon

governo”. In questa sede vengono definiti una serie di parametri culturali di stampo liberal-

liberista che saranno successivamente adottati da Berlusconi e da Forza Italia.

La Fininvest, società di pubblicità e tv di proprietà di Berlusconi, seleziona, una serie di persone

che potevano essere trasferite in modo vantaggioso dal marketing pubblicitario al marketing

della politica.

Contemporaneamente, Berlusconi commissiona ad un’altra società d’immagine (Eventi)

l’incarico di ideare ed organizzare la grafica, il merchandising e l’inno di quello che sarà il

nuovo partito politico da lanciare.

Nasce il kit del candidato. Vengono affittate sedi in tutto il territorio nazionale, aumenta la

richiesta di adesioni dopo la messa in onda del primo messaggio del Cavaliere, viene

“assemblato” un kit che corrisponde esattamente alla logica della vendita per corrispondenza.

1. Indagine di mercato;

2. Selezione dei dipendenti;

3. Ricerca di una “griffe” del partito (colonna sonora, scelta grafica del simbolo, colori,

ecc). 23

Il messaggio di presentazione

Viene confezionato un messaggio iniziale di nove minuti in cui il messaggio di Berlusconi può

essere così riassunto: “Facendo questa scelta ci rimetto. Ho un’azienda molto ricca, sono

Presidente del Milan, ho tanti interessi, ma purtroppo a causa del mio elevato senso dello Stato e

dell’incombente minaccia comunista, sono costretto a fare questo sacrificio”.

Berlusconi si contrappone all’idea della politica fatta per arricchimento personale, lui è già ricco

e non ha bisogno di fare politica per rubare ed arricchirsi.

La sua missione era quella di raddrizzare il paese, di salvarlo dal pericolo comunista imminente.

Berlusconi ha fatto leva sulla minaccia di un pericolo incombente: una sorta di colpo di stato non

violento da parte di chi aveva fatto tanti anni di opposizione (il partito comunista) ed ora voleva

appropriarsi del potere.

“Non vorrei ma debbo. Il rischio di ritrovarsi Occhetto travesti da cosacco è alto. NOI dobbiamo

fare qualcosa”.

La cassetta con il messaggio iniziale di Berlusconi della durata di nove minuti, arrivò alle

redazioni dei telegiornali “strategicamente” alle 19.35. Nessun direttore di nessun telegiornale

avrebbe rischiato di non mandarla in onda, di essere “dentro” la notizia. Berlusconi riuscì a fare

una sorta di comizio a “reti unificate”.

Aspetti scenografici del messaggio

Berlusconi è seduto in una scrivania, alle spalle una libreria densa di libri. Le mani

rigorosamente sopra il tavolo (a dire: “Ho le mani pulite”). Ogni tanto consulta un foglietto sul

quale erano descritte le sue proposte. Legge lentamente, dizione perfetta, tono vagamente

emozionato. E’ vestito in modo rassicurante, elegante e sobrio (abito, camicia e cravatta scuri).

E’ truccato più di un attore del cinema. Sulla telecamera che riprende è stato inserito un effetto,

un filtro, che permette di mettere in rilievo l’immagine del soggetto. Si ottiene così un’immagine

compatta, gradevole e ben definita.

Berlusconi non voleva essere ripreso dalle telecamere del telegiornale ma dalla sua troupe.

Questo perché la sua troupe poteva essere “guidata”: non sarebbe stata ripresa la sua calvizie, la

figura non sarebbe risultata schiacciata, sarebbero state scelte solo le immagini migliori.

Il riscontro

Il giorno successivo a quella apparizione televisiva di soli nove minuti, al partito che non c’è un

sondaggio attribuisce il 6% dei consensi. Vale a dire che quel messaggio, da solo, valeva 35

deputati in Parlamento!!!

Nei giorni successivi le apparizioni di Berlusconi si moltiplicano. Gli avversari vengono attaccati

su un territorio molto poco “presidiato”.

Come accade nel marketing economico ed anche nel poker, quando si percepisce la difficoltà

dell’avversario si sferra l’attacco finale!

In poche settimane il consenso si triplica passando dal 6% al 16%.

Dopo aver invaso i teleschermi, per 10 giorni Berlusconi si ferma e non rilascia più neanche una

dichiarazione. L’attesa è importantissima. Quando non si è in video i giornali scrivono su di te

molto di più.

Il messaggio di presentazione di Berlusconi arrivò sulla scena circa 4 mesi prima delle elezioni

politiche del 1994. Dopo solo un mese dalla messa in onda del messaggio, c’era già una

grandissima schiera di sostenitori e di simpatizzanti che avevano talmente interiorizzato il

messaggio ed il personaggio da essere, in qualche caso, dei “piccoli Berlusconi”. 24


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AUTORE

flaviael

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
Università: Teramo - Unite
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto della comunicazione e dell'informazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Teramo - Unite o del prof Bendicenti Donato.

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