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idee prevalenti. Secondo i teorici della cultura politica però, è possibile qualsiasi complesso

di idee , mentre per i marxisti solo quello della classe dominante.

Cultura politica non è sinonimo di ideologia per due aspetti: cultura politica è qualcosa di più

ampio, può riflettere un'ideologia, ma ricomprende idee e valori al di fuori di essa o che

possono derivare da altre ideologie. La cultura politica non ha gradi di coerenza chiarezza o

compattezza interna, può avere all'interno elementi conflittuali.

tesi della fine dell'ideologia.

Lo sviluppo della cultura politica ha favorito la Tutte le società

sono differenti stadi del continuum di sviluppo economico e politico; politica processo di

sviluppo per stadi. Sostenitore più importante Daniel Bell.

Bell: d'accordo con l'ideologia marxista della falsa coscienza, sosteneva che l'ideologia

mettesse a disposizione una fede e un corpo di certezze morali; i suoi fini giustificano mezzi

immorali. La disillusione degli individui ha come risultato la dissipazione dell'ideologia.

Quando questi movimenti sono al potere diventa forza coercitiva. Nel 1988, 28anni dopo

sosteneva invece che le ideologie sopravvivono alle ragioni per le quali si sono costituite.

Nelle società industriali avanzate tecnologia e modernizzazione avevano superato le idee

tradizionali che perdevano così la loro efficacia. In queste società si sviluppa un consenso

democratico caratterizzato da sostanziale accordo sulle mete,ma disaccordo sui mezzi.Bell

prevede la fine dell'ideologia, ma non quella delle idee e degli ideali come forze politiche e

sociali. Un ordine morale esiste senza coercizione quando si trascende da interessi

particolaristici, solo così finisce l'ideologia.

Lipset: altro sostenitore della tesi della fine dell'ideologia, crede che forte ideologizzazione

e conflitti siano caratteristici di un assetto politico in cui sono negati i diritti politici sociali

o economici a nuove classi e tendono a declinare quando queste classi acquistano tali diritti.

Con la modernizzazioni questi paesi si uniformeranno in un simile modello ideologico.

Ma la stessa tesi della fine dell'ideologia può essere considerata un'ideologia.

Himmelstrand: la tesi sulla fine dell'ideologia non significa che l'ideologia muore, ma che non

è più alla base dell'azione politica e dei conflitti. Analizza la società rapportando la rilevanza

dell'ideologia in una società e il grado in cui il conflitto politico la riflette. Dove la rilevanza

ideologica è bassa e vi è alta dissociazione funzionale(il conflitto politico non riflette

un'effettiva depoliticizzazione. Depoliticizzazione spuria

l'ideologia) si ha quando la

Assenza di

rilevanza ideologica è bassa, ma è bassa anche la dissociazione funzionale.

depoliticizzazione quando vi sono alta rilevanza ideologica e bassa dissociazione funzionale.

Semi depoliticizzazione quando elevata rilevanza, ma anche elevata dissociazione funzionale.

I regimi totalitari hanno bisogno di giustificare la propria esistenza e condotta in termini

ideologici, ma altra questione è che il loro agire sia sempre fedele all'ideologia.

L'ideologia ha ruolo diverso in sistemi e tempi diversi.

Studi sulla partecipazione politica e sulla psicologia politica pongono in rilievo due punti di

dell'ideologia:minimalista massimalista.

vista del ruolo e

hanno bassi livelli di conoscenza politica che non usano o non capiscono, hanno

•individui

preferenze instabili, spesso incoerenti.

insiemi coerenti di opinioni, uno o più di questi costituiscono l'ideologia.

•hanno

E' arbitrario sostenere la prevalenza di una o l'altra tesi, ma forse oggi la maggior parte

degli individui è più vicina alla tesi minimalista. Entrambe le tesi possono essere considerate

come poli estremi di un continuum.

Sniderman e Tetlock: posizioni non alternative ma complementari. La gente è messa in

condizioni di capire la politica in termini di contrapposizione e a seguito delle proprie

preferenze ne deriva una comprensione ideologica anche rozza, ma che permette di

comprendere un sistema complesso come quello politico. Valori e credenze espressi in

preferenze verso gli individui; queste spesso non sono articolate in termini ideologici, ma

riflettono una posizione ideologica. Distingue fra posizioni ideologiche aperte o nascoste.

La gente spesso identifa se stessa e i partiti in termini ideologici, ma più raramente poi

pensa e agisce in tali termini. Parte degli elettori vota secondo i propri interessi personali,

un'altra parte invece vota per riflesso dei propri valori, la loro ideologia motiva il loro

comportamento.

Nelle società totalitarie credere in un'ideologia e conformarsi ad essa sembra scontato, così

come il rapporto fra ideologia e comportamento. Ciò accade quando socializzazione e

controllo della comunicazione politica hanno successo massimo, ma dove ciò non avviene è

probabile che il comportamento politico cambi. Un cambiamento radicale è solitamente

preceduto da un periodo nel quale la fiducia nell'ideologia va declinando mentre persiste il

conformarsi ad essa.

Thompson: non ci sono molte prove per dimostrare che valori o credenze sono condivisi da

tutti. Ritiene probabile che le società contemporanee siano ordini sociali "stabili" poichè

stabilizzatesi in virtù delle differenze di valori e credenze: stabilità non sul consenso, ma

sulla mancanza di questo; gli atteggiamenti contrapposti possono essere anche tradotti in

azioni politiche che possono essere utili a mantenere l'equilibrio.

Ideologia e società: il rapporto fra le due è complesso. Raramente sono totalmente in

accordo. L'ideologia opera a più livelli: al più alto coloro che sono più attivi in politica. Per chi

aspira al potere l'ideologia è manifesta e coerente, ma per chi lo detiene è sempre mitigata

dalla ricerca di compromessi. Il grado in cui un'ideologia è manifesta varia da società a

società e nel tempo, ma nessuna società è priva di valori. Tutte le idee cercano realizzazione

istituzionale, tutte le istituzioni racchiudono degli scopi.

manuale Rush-

COMUNICAZIONE POLITICA -

Opinione pubblica e ideologia non esistono se non esiste la comunicazione. Studi sulla

comunicazione si sviluppano dagli anni 50: mass media, televisione oggetto di

ricerche; soprattutto le relazioni fra mass media e opinione pubblica. Nei regimi

totalitari interesse per l'opinione pubblica legata alla propaganda.

Comunicazione, componente della socializzazione politica, risultato è l'interazione

fra sapere, valori e personalità degli individui. Opinione pubblica può vedersi come

risultato della comunicazione politica, ed è forza determinante della democrazia.

Opinione, fonte di informazioni, può essere oggetto di manipolazioni, è espressione

dei valori e atteggiamenti poichè questi portano a determinate visioni del mondo, a

delle ideologie; non significa che un individuo pensi sempre in termini di ideologia.

Nel XX secolo ideologie fondamentali per plasmare l'opinione delle masse circa il

ruolo nella società, per la creazione delle ideologie marxiste e non, ma anche durante

la guerra fredda.

Comunicazione politica:è la trasmissione di informazioni politicamente rilevanti da

una parte del sistema politico ad un'altra, tra i sistemi politico e sociale.

Informazioni rilevanti non sono soltanto accadimenti, ma trasmissione di idee, valori,

atteggiamenti. Senza comunicazione, ne' politica ne' società, poichè la

comunicazione politica è l'elemento dinamico del sistema politico. Si può parlare di

comunicazione politica piuttosto che di comunicazione in generale poichè la

comunicazione politica non è parte strutturale del solo sistema politico ma di tutta

la società, di cui è la forza integrante. Politici sono particolari modelli di

comunicazione:la politica è il loro tema principale.

Lasswell definisce l'ambito di una comunicazione con le seguenti domande che

permettono di identificare quattro elementi presenti in ogni modello comunicativo

(la fonte, il messaggio, il canale, i destinatari): chi dice cosa, attraverso quale

feedback,

canale, nei confronti di chi, con che effetti. Manca il quinto elemento, che

è la reazione o risposta di chi riceve il messaggio. Intende la comunicazione un

processo di persuasione, poichè i comunicatori intendono influenzare l'audience; ma

egli riconosce che la propaganda può non raggiungere il suo scopo.

Problemi di questo modello, che non c'è distinzione fra comunicazione interpersonale

e di massa, infatti alcuni modelli sono consoni solo ad un tipo di comunicazione.

Inoltre non prende in considerazione i messaggi che non riescono a raggiungere il

destinatario. Non ci sono definizioni accettate convenzionalmente per molti termini

utilizzati come quelli di canale e medium, frequentemente scambiati.

Fiske divide i media in tre categorie: presentazionali, rappresentazionali e

meccanici. la voce dell'individuo, faccia, corpo, uso di parole e gesti, e il

•comprendono

comunicatore è il medium.

scritti e stampati, foto, quadri, insegne e graffiti, che esistono

•testi indipendentemente dal comunicatore.

radio, televisione, film, fax.

•telefono,

Nel processo di comunicazione è necessaria la scelta di un canale o di un medium.

rumore,

Tale processo è soggetto al sorta di interferenza che influenza o distorce il

meccanico semantico:

messaggio. Rumore può essere o

origine fisica, non emesso dalla fonte con scopo di influenzare il

•ha messaggio;segnali radio televisivi, intereferenze o impedimenti nel parlare.

nella lingua: acceni, uso di un gergi legato a fattori socioculturali

•problemi

In entrambi i casi il messaggio non viene ricevuto correttamente.

Due variabili nella comunicazione: codifica e decodifica, e percezione. I messaggi

devono avere forma appropriata e codice adattabile al canale o medium utilizzato. Ai

fini della comprensione il codice deve essere comprensibile sia per il destinatario

che per chi invia il messaggio. Codice più comune il linguaggio, ne esistono altri come

i gesti, l'uso degli occhi, espressioni facciali, tono di voce, l'uso di colori, il

comportamento e i simboli.

Decodifica dipende dalle capacità di comprendere il codice. La percezione del

messaggio è importante ai fini della socializzione politica, della partecipazione e del

reclutamento; esse influenzano sia codifica che decodifica. Inoformazione percepite

da chi compone e trasmette il messaggio, sia da chi lo riceve.

Distinzione fra comunicazione di massa e comunicazione interpersonale: la

comunicazione non verbale (gesti, espressioni di volto e linguaggio del corpo) è

frequente nella comunicazione interpersonale, mentre parola scritta e immagini

ferme o in movimento sono le forme più comuni della comunicazione di massa. La

parola è usata in entrambe le forme.

La comunicazione interpersonale ha luogo tra un piccolo gruppo, faccia a faccia o per

mezzo di telefono tramite comunicazione scritta.

La comunicazione di massa avviene fra un individuo o gruppo o organizzazione e

l'audience che può essere di dimensioni non esattamente calcolabili. Difficile

sostenere che tutti coloro che fanno parte dell'audience abbiano compreso il

messaggio. (ognuno comprende ciò che vuole) Inoltre le pubblicità, attraggono

consumatori potenziali respingendone altri e parti dello stesso medium possono

cercare di raggiungere taget diversi.

Teoria del flusso a due fasi (Katz Lazarsfeld):i

e messaggi tramite media non

hanno impatto diretto ma sono mediati dagli opinion leaders, al cui giudizio si

affidano gli individui. (E' questo un legame fra comunicazione di massa e

interpersonale) Vi sono una serie di relazioni fra media individui e gruppi, l'audience

non è destinatario passivo e indifferenziato.

gatekeeper White

Funzione del definita da : individuazione di punti del processo

comunicativo in cui si decidono la manipolazione dell'informazione e la creazione del

messaggio. Questi punti possono essere meccanici (scadenze per l'uscita di un

giornale), o personali (posti dagli editori del giornale). Molto dipende dai valori, cioè i

criteri professionali utilizzati per selezionare le notizie; variano da un tipo di

medium all'altro, ma anche da un medium all'altro all'interno dello stesso tipo.

Notizie televisive: più selettive di quelle dei giornali, preferenza per filmati

piuttosto che fotografie; audience televisiva relativemente indifferenziata, mentre

quella dei quotidiani è molto più definita. La stampa popolare preferisce storie con

interesse umano. La stampa di qualità adotta il principio della notizia in profondità

con approccio impersonale.

Deutsch: elabora un modello volto all'analisi dei processi decisionali in politica

estera. Non da per scontato che tutti i messaggi siano ricevuti e rappresenta nel

diagramma un feedback sempre di uguale intensità, poichè si sottolinea che questo è

sempre presente, ma non si può sapere con quali rilevanza. Anche il silenzio è una

forma di feedback.

I messaggi politici non sempre sono differenziati da altri messaggi; solo parte

dell'output dei mass media è specificatamente politica, ma gran parte di ciò che può

essere definito politico non viene riconosciuto come tale (l'attenzione rivolta a

tematiche ambientali ha fatto capire la politicità del problema ambiente).

La comunicazione politica agisce sia orizzontalmente che verticalmente, in senso

gerarchico fra governanti e governati, sempre secondo il flusso a due fasi e fra

individui e gruppi. Individui e gruppi diversi hanno network e modelli di

comunicazione distinguibili. Titolari di cariche politiche hanno network di

comunicazione estesi e sensibili a fenomeni politici. Il pubblico avrà network più

limitati, dipendenti dai mass media, frammentati e intermittenti.

tre i canali principali della comunicazione politica

Sono : mass media, gruppi di

pressione e partiti politici, contatti informali fra individui e gruppi.

fondamentale nella costruzione di un'opinione pubblica portando a conoscenza

•ruolo punti di vista di individui o gruppi, importanti per la diffusione capillare

dell'informazione politica. Ruolo importante nella definizione delle priorità

politiche poichè definiscono o ridimensionano l'importanza di questioni

politiche.

nei rapporti fra politici e burocrati, fra vari attivisti politici e fra

•importanza

questi e settori specializzati dell'opinione pubblica.

ancor di più quando si applica la teoria del flusso a due fasi, nella quale

•importanti

gli opinion leaders sono canali di informazione e possono favorire l'adesione a

determinate norme o possono essere fonti per la coesione di un gruppo.

fattori influenzanti la comunicazione politica

I sono: fisici, tecnologici, economici,

socioculturali e politici.

Barriere fisiche erano un handicap soprattutto in passato, oggi solo nel terzo

mondo; Mcluhan parla di "villaggio globale" in cui l'informazione è trasmessa a poco

prezzo a grandi distanze e velocità. Permangono oggi in società capitalistiche

avanzate come USA e Canada che a causa di diversi fusi orari hanno network di

comunicazione frammentati e la trasmissione simultanea di programmi non è

possibile per ragioni pratiche; ciò ha favorito nuovi network radiotelevisivi

frammentati con peso locale rilevante.

Nelle società meno sviluppate network di comunicazione più frammentati e di natura

localistica; la crescita economica comporta sviluppo esteso di mass media che

acquistano così maggior importanza per i politici e per la gente. Altra conseguenza è

la maggior uniformità nei modelli di comunicazione. L'estensione dello sviluppo dei

mass media può non essere permesso da fattori socioculturali come il livello di

alfabetizzazione. Inoltre, gruppi differenti spesso utilizzano canali differenti come

differente è la composizione dei lettori dei quotidiani e del pubblico di canali e

programmi televisivi.

Fattori televisivi influenzano la comunicazione a seconda del grado in cui il network è

soggetto a controllo politico (livello di censura). Il controllo dell'informazione è più o

meno rilevante in tutte le società secondo l'opinione che informazione significa

potere. Natura e caratteristiche della comunicazione politica fondamentali per la

formazione e l'espressione dell'opinione pubblica.

Non esistono modelli di comunicazione universalmente accettati per il numero di

variabilie complessità nelle relazioni che costituiscono limiti.

manuale Rush

OPINIONE PUBBLICA E SOCIETA'

L'opinione pubblica consiste nei contenuti di coscienza di una persona,

indipendentemente dal giudizio sulla sua verità o falsità. L'opinione può essere in

particolari argomenti unanime, mentre può non esserlo(maggior parte dei casi) in

altri. Su parecchie questioni, molte persone non hanno opinione; su alcuni argomenti

queste sono la maggioranza. Le percentuali dell'opinione pubblica variano nel tempo.

Pollock: l'opinione può essere vera o non vera. L'ignoranza relativa o la

disinformazione non sono ostacolo alla formazione di opinioni e un individuo può

formare un'opinione basandosi su ciò che pensa a proposito di una questione, non su

ciò che è effettivamente.

L'opinione infatti spesso cambia quando aumenta l'informazione.

Quattro categorie dell'opinione pubblica :

opinione specializzata: quella di specialisti in materia di opinione.

• opinione informata: di chi ha dimestichezza o è informato sulla materia.

• opinione influenzata: di chi è direttamente influenzato dall'argomento/questione.

• opinione pubblica in senso lato: di chi non rientra nelle precedenti categorie.

All'interno di ogni categoria l'opinione può non essere omogenea.

Caratteristiche dell'opinione pubblica: direzione, intensità, rilevanza e coerenza.

il fatto che l'opinione ha di solito 2 o più punti di vista, si orienta; possono

•per comunque esserci percentuali ampie di accordo su alcuni temi.

individui fanno valere più di altri la propria opinione, e saranno questi più

•alcuni portati ad agire sulla base di essa. Importante per quanto riguarda la

partecipazione politica: un leader di partito che ha maggior intensità

d'opinione coinvolgerà maggiormente i suoi sostenitori, rispetto al leader di

un altro partito che ha intensità d'opinione minore.

all'intensità, misura la forza di un'opinione, l'importanza relativa

•simile dell'opinione di un individuo o di un gruppo. Il grado in cui un individuo è

coinvolto in una determinata questione può influenzare sia il suo

comportamento, sia che egli dia priorità ad uno o ad un altro problema.

ai rapporti fra opinioni, le relazioni di corrispondenza fra diverse opinioni.

•riferita

In generale: spesso gli individui hanno opinioni coerenti (fondamento

dell'ideologia),ma è possibile che abbiano punti di vista contraddittori, spesso

a causa di ignoranza o disinformazione. Se un'opinione si traduce in azione,

entrerà in gioco la rilevanza e saranno maggiormente possibili casi di

incongruenza. La coerenza può essere valutata nel tempo:variazione di

opinioni o atteggiamenti nel corso del tempo. Si pensa esistano cluster di

atteggiamenti che indurrebbero a ipotizzare un certo grado di coerenza nelle

opinioni di ogni individuo nel corso del tempo.

Formazione dell'opinione pubblica:

Childs

secondo è prodotto dell'interazione fra gli individui e il loro ambiente; egli

presuppone che l'opinione sia collegata alla socializzazione politica.

Le tre variabilichiave nella formazione dell'opinione pubblica: conoscenza valori

atteggiamenti, insieme a personalità e esperienze individuali.

Conoscenza: informazione su una serie di fenomeni, ha natura meramente fattuale,

• ricomprende anche la conoscenza di altre opinioni e questioni considerate

dati di fatto. La percezione è quindi un fattore determinante.

Valori, definiti come credenze di base, punti di vista dell'individuo, possono essere

• strettamente connessi con l'ideologia.

Atteggiamenti: opinioni su specifici argomenti.

E' possibile ipotizzare che vi siano relazioni fra la personalità di un individuo e la

formazione della sua opinione.

Rapporto esperienza/formazione dell'opinione: esperienza fornisce una gamma di

valori che l'individuo valuta nel processo di interazione sociale. Alcuni messaggi dei

media possono però essere accolti con ostilità tale da essere rifiutati dall'individuo

che può infatti far parte di un'audience ostile. Atteggiamenti e opinioni frutto del

processo di socializzazione e di esperienze individuali, ma anche di fattori relativi a

particolari istanze. Socializzazione personalità ed esperienza presupposti per creare

un ambiente favorevole alla formazione di un'opinione; l'individuo deve però ricevere

i messaggi, deve esserne interessato e deve avere a quel riguardo abbastanza

informazione.

L'individuo riceve i messaggi se questi fanno parte dell'agenda politica; i partiti

formano agende molto ampie mettendo insieme più problematiche. Anche i media

aiutano a determinare un'agenda politica: pubblicizzano l'attività di partiti e di

gruppi di pressione focalizzando la questione su argomenti ritenuti principali.

Effetti negativi nella determinazione di un'agenda: quando alcune questioni

importanti vengono tenute fuori dall'agenda politica o viene loro assegnata priorità

bassa di modo che agli individui sfuggano determinati problemi. L'individuo può non

avere opinione e quindi non essere interessato a determinati problemi, ma se ha

opinione sono cruciali intensità e rilevanza. Se il problema è conosciuto, facile che ci

siano opinioni in materia. I più informati e istruiti hanno maggiori possibilità di avere

opinioni, ma l'ignoranza non è barriera alla formazione di opinioni, ma possibile limite

della percezione individuale della realtà effettiva.

Denis McQuail, gli effetti dei media: ha elaborato una tipologia di effetti dei media,

differenziandoli tra effetti a breve e a lungo termine e tra effetti intenzionali e

non. E' difficile valutare l'impatto di differenti effetti, perchè questo varia nel

tempo e a seconda del settore della società interessato. Mass media, soprattutto

quotidiani e televisione, sono la più importante fonte di informazione su questioni

politiche, ma hanno anche ruolo importante nella definizione dell'agenda politica: i

media, pubblicizzandola, possono portare una questione ai primi posti dell'agenda

politica.

Descrizioni sistematiche sugli effetti dei media sono però difficili poichè spesso si

tratta di casi particolari.

Effetti nel controllo sociale, socializzazione, trasformazioni istituzionali o culturali:

i regimi totalitari usano i media come mezzo di controllo sociale e per influenzare la

socializzazione. Negli altri paesi i rapporti media/governo sono più complicati. I

marxisti consideravano i media come strumenti utili alla conservazione della società

capitalista.

Media come forza di mutamento sociale, possono esprimere tendenze conformiste.

Offrono immagini della realtà e di potenziali alternative, ma non riescono a creare

coscienza e identità fra i settori meno abbienti della società, quindi incapaci di

riforme radicali. Per lo più controllati da gruppi di potere economico o politico.

Solitamente non intendono promuovere i mutamenti di fondo del sistema sociale

avendo l'obiettivo di un progresso sociale graduale. Sono veicoli per messaggi

fattori potenziali di cambiamento. Stimolano molte attività e sentimenti più

disparati.

Comunicazione politica e opinione pubblica: senza comunicazione non ci sono ne'

politica ne' società. Grave problema è la mancanza di un modello di comunicazione

adeguato: vi sono molti elementi di un potenziale modello, ma i loro rapporti non sono

mai stati sperimentati. Inoltre, alcuni modelli sono riferiti alla comunicazione di

massa, altri a quella interpersonale o individuale. Altro problema: non chiaro quanto

atteggiamenti politici si combinino con altri. E' errore separare comportamento

politico e sociale, ma anche isolare gli atteggiamenti politici dagli altri, che in raltà

sono collegati. Anche le teorie sugli atteggiamenti e sulla formazione dell'opinione

sono inadeguate: anche qui è possibile identificare elementi di un modello, ma vi è lo

stesso problema della separazione fra opinioni individuali e di massa. E' possibile

capire le opinioni della gente, ma difficile spiegare il perchè la gente di certe

opinioni e identificare le caratteristiche di un'opinione non significa misurarla. I

sondaggi non sono utili poichè possono cambiare l'opinione della gente: il solo porre

una domanda può far cambiare opinione o crearne una.

Necessario è poi chiedersi se vi sia rapporto fra atteggiamenti individuali e sistema

dei valori di una persona e se questi, insieme, formino un insieme coerente:

un'ideologia. manuale Rush

IDEOLOGIA E SOCIETA'

Marx ed Engels: ideologia è una falsa coscienza, una deformazione della realtà;

poichè la raltà è lotta di classe, le deformazione consiste nella prevalenza delle idee

della classe dominante.

Karl Mannheim: ideologie stili di pensiero coi quali si interpretano fenomeni sociali,

quindi anche il marxismo è ideologia. Le ideologie possono variare: possono essere

limitate o particolari e totali.

Talcott Parsons: ideologia il sistema di credenze condiviso in una società; è lo

schema interpretativo utilizzato per rendere intellegibile il mondo. Non è

necessariamente il riflesso delle idee della classe dominante, può trattarsi di una

deformazione dovuta a credenze religiose.

Si contrappongono, in definitiva, una visione marxista ed una non marxista; per la

prima ideologia sono le idee della classe dominante, per la seconda è invece una

svariata gamma di concezioni del mondo o di parte di esso, ma non dev'essere

considerata come sinonimo di filosofia perchè la filosofia si occupa di riflessioni sul

pensiero, anche se può spiegare determinate concezioni sulla vita. E' lo studio di ciò

che esiste, dell'etica e della morale; l'ideologia ne differisce anche perchè è legata

direttamente all'azione in quanto la giustifica o ne esprime il desiderio.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione pubblica e d'impresa
SSD:
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chiakka87 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di comunicazione politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze Sociali Prof.

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