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Comunicazione politica - Apologia dei doveri dell'uomo

Appunti per l'esame di comunicazione politica del professor Claudio Bonvecchio, cdl in scienze della comunicazione. L'argomento trattato è l'apologia dei doveri dell'uomo, con excursus storico sulla parola "dovere", i diritti, i doveri nella storia e nel mondo moderno.

Esame di Comunicazione politica docente Prof. C. Bonvecchio

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LEGGE MORALE LAICA, dall’altro, un VALORE CIVILE DI CONFORMITÀ a standard

stabiliti dalla società politica e civile. L’uomo si deve attenere pertanto ai DOVERI che gli vengono

imposti dallo Stato, dalla sua educazione, dalla società in cui vive. “DOVERE” assume il sinonimo

di “costrizione”, in cui la LEGGE ne diventa il perno centrale. Una legge fondamentalmente basata

sulla RAZIONALITÀ (non dimentichiamo che siamo nel secolo dei “lumi”) e che si può applicare

sia all’io (ossia ai comportamenti interiorizzati), sia all’esterno. Nel primo caso si parla di “legge

morale”, pratica”.

nel secondo caso, di semplice “ragion In tal caso DOVERE e MORALITÀ

coincidono nel nome della RAGIONE che prevale su ogni cosa.

Naturalmente la LEGGE non esprime razionalmente soltanto il DOVERE, ma anche il DIRITTO.

Da qui una divaricazione tra DIRITTI e DOVERI che andrà accentuandosi sempre più e darà

sempre più importanza ai DIRITTI: sino al paradosso di considerare i DOVERI come un

SUPPORTO ai DIRITTI!

La situazione odierna

Esiste infine la posizione di coloro che considerano il DOVERE come una sorta di “abitudine”

propria ad un insieme di individui. Abitudine che deve però essere sempre sostituita da qualcosa di

più alto e diverso, in grado di costituire un nuovo ordine morale. Quindi il concetto di “DOVERE-

ABITUDINE” è estremamente relativo (è riferito cioè a uno specifico gruppo sociale e non ha

situazione odierna,

fondamenta universali). Ed è questo estremo relativismo ad aprire la strada alla

situazione in cui non esistono più DOVERI ma solamente le esigenze del singolo e quelle

sociali.

Alla inalienabilità dei DOVERI come specchio di una “realtà superiore”, è sostituita l’inalienabilità

dei DIRITTI come fondamento dell’esistenza civile. Fuori da questo schema razionale, il DOVERE

problema.

diventa solo un IL POBLEMA

È dal 1789 (Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo), che i DOVERI hanno iniziato un fatidico declino.

Prima di allora, curiosamente, non si parlava di DIRITTI: ma non perché non si sentisse la necessità

di averli, ma semplicemente perché non rientravano in un campo problematico. Si tratta quindi di

capire come mai l’uomo post-rivoluzione francese, abbia fatto diventare quella dei DIRITTI, una

delle maggiori esigenze del genere umano. Ci si riferisce in modo particolare all’esigenza dei

“DIRITTI DELL’UOMO”: un’esigenza che sembra più il frutto di una contingenza storica,

piuttosto che di una reale necessità. Anche perché è poi l’uomo stesso a disattendere per primo i

diritti altrui. Per capire a fondo il concetto di DOVERE, si tratta quindi di capire come mai nella

società moderna, il tema dei DIRITTI (sviluppatosi dall’estinzione dei DOVERI), sia diventato uno

dei più importanti problemi. Per far ciò, dovremo analizzare la cosa da due angolature particolari:

una riguarda i SOGGETTI dei DIRITTI, l’altra la GIUSTIFICAZIONE della loro ESISTENZA.

I SOGGETTI DEI DIRITTI

È palese che i SOGGETTI dei DIRITTI dell’uomo, non possono che essere gli uomini. Il che

significa che se i DIRITTI (così continuamente esaltati) vengono disattesi, la responsabilità è solo

ed esclusivamente di coloro che ne sono i soggetti ed i garanti: ossia sempre gli stessi uomini!

La domanda che nasce spontanea è quindi “perché” gli uomini che con tanto zelo proclamano i

DIRITTI, poi non li rispettano e addirittura fanno in modo che non vengano rispettati. Le risposte

possibili sono due:

1. Gli uomini sono preda di una pazzia collettiva (ipotesi paradossale).

2. Gli uomini sono intrinsecamente malvagi (ipotesi più plausibile della prima).

Ci si soffermerà sulla seconda ipotesi.

Autore: Civilini Emanuela Pagina 3/6

L’uomo è infatti cattivo e ingannatore e per natura non inganna solo gli altri, ma tende ad ingannare

anche sé stesso. L’uomo, viziato teologicamente dal peccato, persegue la sua sopravvivenza ed il

suo soddisfacimento a scapito degli altri suoi simili. Sopravvivenza e soddisfacimento che si

traducono in POTERE, POSSESSO, CRUDELTÀ, INGANNO.

Un altro aspetto tipico della modernità (come accennato in precedenza), consiste in un continuo

“chiacchierare” e “disquisire” sul tema dei DIRITTI, senza mai arrivare ad un qualcosa di concreto.

Questo accade sostanzialmente per un motivo ben preciso: nell’età moderna si ha un grande

sbilanciamento verso ciò che è RAZIONALE e LOGICO, a scapito dell’IRRAZIONALE,

parziale

dell’ISTINTUALE, dell’EMOTIVO. Ed ironia della sorte, questa preminenza (che però si

totale),

pensa utilizza per il suo dominio quanto in realtà esclude (cioè l’IRRAZIONALE,

l’INCONSCIO). Tutto ciò presiede anche alla tematica dei DIRITTI, in cui un astratto principio

formale, viene assunto come totalità.

Il DIRITTO diviene e rimarrà sempre, una pura invenzione RAZIONALE. Un’invenzione che

ripiana quello che non c’è: se l’uomo fosse veramente una personalità completa, non avrebbe la

necessità di proclamare quello che è parte di sé stesso. E poiché l’uomo personalità completa non è,

il frutto del razionalismo moderno!

ecco che si verifica il mostruoso vortice della “chiacchiera”:

LA GIUSTIFICAZIONE DEI DIRITTI

È già stato detto come nella società moderna risulti più comodo e meno oneroso, parlare di

DIRITTI piuttosto che di DOVERI: situazione assurda in quanto l’uomo (che in continuazione

discute sui DIRITTI come una verità straordinaria ed eccezionale), non fa altro che ribadire

qualcosa che tutti già dovrebbero sapere alla perfezione. Non per nulla i DIRITTI vengono definiti

6

genericamente come “DIRITTI DELL’UOMO”. Quindi perché questi continui discorsi tautologici ,

sul tema dei DIRITTI? Due ipotesi sembrano le più probabili.

Prima ipotesi

Considerare il mondo come un “mondo a rovescio”, situazione tanto cara all’era medioevale con le

feste dei folli, in cui si procedeva con un completo rovesciamento della realtà: questa sembra essere

l’immagine più consona all’età moderna che, celata da una maschera improntata sui DIRITTI, è

basata in realtà sulle leggi degli interessi e dei mercati.

Seconda ipotesi

Alla base del continuo riferimento ai DIRITTI dell’uomo, c’è l’AUTOINGANNO.

Si potrebbe quindi pensare che alcuni uomini e istituzioni politico-religiose, vogliano

consapevolmente ingannare i loro simili al fine di controllarne i comportamenti e le azioni; in

sostanza al fine di esercitare un DOMINIO sui propri simili. Oppure ancora che ci si serva dei

DIRITTI come un pretesto per distogliere l’attenzione da problemi di maggiore entità, facendone

falso obiettivo.

insomma un

Quella dell’autoinganno è sicuramente una delle ipotesi più plausibili. Infatti la difficoltà di

può implicare un più comodo e alternativo ripiego su altro:

assumere su di sé il peso dei DOVERI,

sui DIRITTI appunto! L’autoinganno è una delle forme in cui gli uomini amano celare le proprie

debolezze, i propri limiti, la propria paura a prenderne atto. Al di là di queste ipotesi è comunque

importante affermare l’essenza astratta dei DIRITTI DELL’UOMO: un qualcosa che appare vuoto e

retorico e che non tocca mai la radice dell’intero esistere. Un qualcosa che impedisce all’uomo di

conoscere sé stesso.

6 Ripetizione dello stesso discorso; definizione illusoria.

Autore: Civilini Emanuela Pagina 4/6


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6

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Menzo

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Menzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Comunicazione politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Insubria Como Varese - Uninsubria o del prof Bonvecchio Claudio.

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