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Riassunto esame laboratorio di comunicazione multimediale, Il mondo digitale, Ciotti, Roncaglia, prof. Sangiovanni Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di laboratorio di comunicazione multimediale, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Il mondo digitale, di Fabio Ciotti e Gino Roncaglia
Argomenti: Informazione digitale a che può essere manipolata da un computer. Il termine “digitale” deriva dall'inglese digit (= cifra o numero): si può, quindi, identificare... Vedi di più

Esame di laboratorio di comunicazione multimediale docente Prof. A. Sangiovanni

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informazioni e gli ambienti sono condivisi da tutti gli utenti, ed è possibile interagire con gli altri utenti o con

gli oggetti che si possono incontrare. Il ciberspazio è un luogo di organizzazione e condivisione

dell'informazione in formato digitale, che è dotata delle caratteristiche di riproducibilità e facilità di

trasferimento. Gli strumenti per la gestione delle informazioni sono anch'essi informazione, sotto forma di

programmi e istruzione per computer. La realtà virtuale è un ambiente spaziale simulato, creato e gestito

dinamicamente dal computer, con il quale l'utente può interagire (attraverso le interfacce) ricavandone

l'illusione di un movimento e un'immersione spaziale reale. In molti casi l'interazione dell'utente con un

ambiente simulato avviene attraverso l'avatar, ovvero una rappresentazione dell'utente stesso all'interno

dell'ambiente. La realtà virtuale, nel momento in cui viene popolata da avatar che comunicano e

interagiscono in tempo reale, diventa anche uno spazio sociale (es.: la chat).

Intelligenza artificiale

L'intelligenza artificiale è la disciplina scientifica che indaga sui meccanismi soggiacenti alle facoltà

cognitive degli esseri umani e la loro riproducibilità mediante computer. Ci sono due branche: l'intelligenza

artificiale forte ritiene che un computer opportunamente programmato possa davvero essere dotato di

un'intelligenza non distinguibile in nessun senso da quella umana; l'intelligenza artificiale debole sostiene

che un computer possa soltanto simulare i processi cognitivi umani. Una rappresentazione è un oggetto

che raffigura un altro oggetto o rimanda ad esso: non è una copia esatta dell'oggetto rappresentato. Le

rappresentazioni analogiche sono quelle che mantengono un rapporto di somiglianza o analogia con il loro

oggetto, mentre le rappresentazioni simboliche sono quelli che si basano su un insieme di segni discreti, ben

definiti e distinti (questi simboli non hanno nulla a che fare con ciò che rappresentano e il fatto che siano

usati per rappresentare un certo oggetto è frutto delle convenzioni). Il calcolo è una manipolazione di simboli

in base a delle regole. Turing cercò di rispondere alla domanda “Può un computer essere intelligente?”

attraverso un test (il test di Turing): ci sono tre persone che non si conoscono, due di loro (un maschio e

una femmina) sono i candidati e il terzo è l'interrogante che deve capire chi sia l'uomo e chi sia la donna

rivolgendo delle domande agli altri due (candidati e interrogante si tovano in stanze diverse e possono

comunicare solo attraverso una telescrivente, per evitare di sentire la voce, vedere l'aspetto, ecc.), mentre

il compito dei due candidati è quello di ingannare l'interrogante; Turing propose di sostituire il binomio

maschio-femmina con il binomio uomo-macchina e se l'interrogante non fosse stato in grado di capire chi era

l'uomo e chi era la macchina, allora si poteva dire che la macchina era intelligente.

Comunicazioine, linguaggio e media

La rivoluzione digitale ha portato a dei cambiamenti nella cultura, nell'economia, nella politica e nella vita

sociale. Alla base del determinismo tecnologico c'è la convinzione che la sola innovazione tecnologica sia

capace di produrre mutamenti sociali radicali. Comunicazione significa mettere in comune qualcosa, unire in

comunità. Per lungo tempo il termine “comunicazione” è rimasto legato all'idea di contatto o trasferimento

materiale; a metà del '900 il termine ha iniziato a indicare la forma di trasporto immateriale e astratto, ovvero

il trasferimento di informazione. Secondo la teoria matematica della comunicazione di Shannon e Weaver, la

comunicazione è il trasferimento di informazioni tramite segnali da una fonte a un destinatario (il bit è l'unità

di misura della quantità di informazione). Il loro schema generale dei processi comunicativi prevede che: la

fonte è l'origine dell'informazione; essa genera un messaggio che un apparato trasmittente trasforma in

segnali; i segnali sono a loro volta trasmessi mediante un canale fisico fino al ricettore che li converte

nuovamente nel messaggio ricevuto dal destinatario; elemento di ostacolo al buon fine del processo

comunicativo è il rumore, cioè la presenza di disturbi lungo il canale che possono danneggiare i segnali. Uno

schema diverso è stato proposto da Jakobson: il mittente invia un messaggio al destinatario; per essere

operante, il messaggio richiede il riferimento a un contesto, un codice comune al mittente e al destinatario e

infine un contatto (ovvero un canale fisico e una connessione psicologica fra il mittente e il destinatario, che

consenta loro di stabilire e mantenere la comunicazione). Un codice è un insieme strutturato di segni e di

regole che il mittente e il destinatario devono condividere affinché il primo sia in grado di formulare

messaggi e il secondo di comprenderli. Per evitare che il rumore alteri il significato del messaggio si ricorre

alla ridondanza, l'eccedenza dei messaggi formulabili mediante il repertorio dei simboli rispetto ai messaggi

effettivamente significativi (es.: per evitare che il rumore cambi 0 in 1, invece di 0 si trasmette 00 e si sceglie

di dare importanza solo ai messaggi 00 o 11; se, a causa del rumore, a destinazione arriva il messaggio 01 o

10, il messaggio viene ignorato; con la ridondanza le possibilità che il messaggio 00 venga ricevuto come 11

sono minori rispetto al caso di 0 o 1). Per comprendere il contesto, il destinatario deve fare un lavoro di

interpretazione e deve avere delle conoscenze necessarie per cogliere il senso del messaggio. I veicoli su cui

viaggia l'informazione, i segnali, sono entità fisiche: per trasmettere e ricevere informazioni, quindi, sono

necessari degli apparati fisici (es.: l'apparato vocale e l'orecchio o un trasmettitore e un ricevitore). Le tesi di

McLuhan: il medium è qualsiasi tecnologia che crei estensioni del corpo e dei sensi, è il complesso sistema

costituito da un apparato tecnologico, dalle relazioni tra tale apparato e i processi percettivi e cognitivi

dell'uomo, dal rapporto tra apparato e linguaggi della comunicazione e dalla funzione che tale sistema

assume nel contesto delle relazioni sociali; il medium è il messaggio, ovvero nel momento in cui la

comunicazione viene mediata da un apparato strumentale artificiale, qualsiasi esso sia, le caratteristiche

tecniche di tale apparato agiscono sulla percezione del messaggio stesso; i media caldi sono quelli che

impegnano un solo senso con messaggio ad alta definizione e in tal caso la comunicazione fornisce una

grande quantità di dati estremamente dettagliati, che non richiedono al fruitore alcuna operazione di

integrazione del messaggio durante la percezione; i media freddi coinvolgono più canali sensoriali ma

inviano messaggi a bassa definizione e in tal caso lasciano spazio al fruitore, gli chiedono anzi di completare

la loro portata informativa con una partecipazione attiva. I media monocodice sono quei media che veicolano

messaggi codificati in un solo codice primario: non esistono media assolutamente monocodice (es.: il libro si

avvale sia di testi che di illustrazioni, ma i testi sono il codice principale), mentre i media pluricodice sono

quelli che in virtù delle loro caratteristiche tecniche hanno la capacità di veicolare messaggi prodotti

mediante linguaggi diversi. Tuttavia, linguaggi diversi su un solo media si mescolano e creano un

iperlinguaggio (es.: nel cinema agiscono testo, immagini, musica e linguaggio del corpo ma insieme

contribuiscono a creare il codice cinematografico, che ha caratteri specifici). Ogni medium ha la tendenza a

generare un proprio linguaggio comunicativo. I media verticali o unidirezionali sono quelli dove il mittente è

uno solo mentre i destinatari sono molti, e non può esserci inversione dei ruoli (è il modello comunicativo

dei mass media). I media orizzontali sono quelli dove c'è una pluralità di mittenti e destinatari che possono

anche scambiarsi i ruoli ma si tratta di una comunicazione bidirezionale a due a due (es.: il telefono). I media

circolari o reticolari, evoluzione dei media orizzontali, sono quelli con molti mittenti e molti destinatari, che

possono scambiarsi i ruoli, e in cui ogni agente comunicativo è in grado di comunicare con molti altri. Il

modello dei mass media, verticale e unidirezionale, è fondato sull'asimmetria tra l'unico mittente e i molti

destinatari, che non possono interagire o ribattere: i destinatari sono considerati come una massa

indifferenziata e passiva, i contenuti della comunicazione tendono ad assumere un livello qualitativo

uniforme e livellato verso il basso e infine, a causa dell'asimmetria e dell'unidirezionalità, i mass media

possono svolgere la funzione di apparati di persuasione di massa (possono diventare strumento della

propaganda politica e della persuasione commerciale con la pubblicità). La televisione è il mass media che

ha avuto la più profonda e estesa influenza sulla società e sulla cultura contemporanea: il messaggio

televisivo impegna fortemente i sensi (è difficile seguire una trasmissione mentre si fa altro) e il cosiddetto

effetto realtà fa sì che ciò che vediamo sul video ci appare ingannevolmente come un'immagine reale del

mondo (invece l'immagine televisiva è il prodotto di numerose mediazioni e messe in scena; il messaggio

televisivo nasconde la sua natura di messaggio per presentarsi come specchio della realtà). Per questo i mass

media sono stati considerati da molti intellettuali “apocalittici”, soprattutto i sociologi della Scuola di

Francoforte, uno degli strumenti di controllo sociale più efficaci nelle mani delle classi dirigenti per

mantenere lo status quo. Anche se questo è in parte vero, bisogna tenere conto che la decodifica di un

messaggio è un processo attivo in cui intervengono le conoscenze e le aspettative del destinatario. La

televisione è anche un'industria che deve produrre spettatori da vendere alle agenzie pubblicitarie, perciò

tanto più semplici e comprensibili sono i contenuti, quanti più spettatori si possono catturare nella rete. Per

questo motivo il modello televisivo dominante è quello della televisione generalista, ma si sono sviluppati

anche i canali tematici e, grazie alla convergenza digitale e alla disponibilità di video on demand, l'offerta

televisiva sarà sempre più personalizzata. La prima tecnologia di comunicazione che l'umanità abbia

sviluppato è la scrittura, che fece la comparsa nel quarto millennio a.C. nell'area mesopotamica dei sumeri

(in seguito altri sistemi di scrittura vennero inventati da altre civiltà). Le prime forme di scrittura erano

ideografiche, cioè a ogni simbolo corrispondeva un concetto o un'idea, e solo più tardi (in Medio Oriente e in

Grecia) furono usati simboli per rappresentare non interi concetti ma le sillabe delle parole. Col passare dei

secoli la scrittura venne sempre meno percepita come una tecnologia esterna e sempre più come una

funziona naturale. La scrittura ha potenziato fortemente molte nostre capacità cognitive: la scrittura

alfabetica oggettiva il linguaggio e il pensiero cosciente, lo trasforma in testo. Il testo permette di articolare il

pensiero in una sequenza di concetti. La scrittura ha anche avuto un ruolo centrale nel processo di

civilizzazione dell'uomo. L'invenzione della stampa risale alla metà del '400 ad opera di Gutenberg. Il

concetto di testo come sistema coerente e autosufficiente di idee (il trattato) o di fatti (il romanzo) esposti in

modo lineare e sequenziale divenne la base della conoscenza. Con l'invenzione della stampa si consolidò

l'idea di autore come unico responsabile dei suoi contenuti, ci fu la netta separazione tra lettore e autore, si

formò una cerchia di autori professionisti (gli scrittori) e di lettori professionisti (i critici) e infine venne

meno la figura del copista. Il libro stampato costava molto meno e era molto più maneggevole del

manoscritto. La stampa aumentò notevolmente la diffusione sociale dei testi: essa oltrepassò la ristretta

cerchia degli specialisti per raggiungere un pubblico di destinatari sempre più vasto, lontano nello spazio e

nel tempo. Oltre alla diffusione del sapere, la stampa portò la normalizzazione linguistica e ortografica, la

canonizzazione dei generi letterari e lo sviluppo della letteratura popolare e pedagogica. In tal modo potè

fare la sua comparsa il concetto di opinione pubblica, ovvero l'insieme delle idee e delle propensioni di un

pubblico colto e in possesso di informazioni sufficienti per formulare giudizi sui fatti politici e culturali. A

partire dall'800 la storia dei mezzi di comunicazione si legò in modo definitivo allo sviluppo tecnologico e

industriale, subendo un processo di accelerazione impressionante. Furono due le grandi invenzioni: la nascita

dei primi apparati di comunicazione a distanza e lo sviluppo delle prime tecnologie dell'immagine. Tra il

1830 e il 1840 l'invenzione del telegrafo elettrico permise la trasmissione di un segnale a distanza in tempo

reale (nacquero le telecomunicazioni). Negli stessi anni Louis Daguerre sviluppò la fotografia, che permise

la produzione di immagini della realtà mediante un apparato meccanico (l'importanza di questa invenzione fu

subito percepita dalle grandi menti del tempo; il poeta Charles Baudelaire, nonostante lamentasse il rischio

che la fotografia relegasse nel dimenticatoio la funzione dell'artista, percepì la grande novità di un sistema

che avrebbe permesso la diffusione sociale dei mezzi di rappresentazione visiva). Nel 1876 Graham Bell

brevettò e commercializzò il telefono, che permise la comunicazione vocale a distanza. Nello stesso periodo

Thomas Edison inventò i primi sistemi per la registrazione e riproduzione del suono: il fonografo e il

grammofono. Nel 1895 i fratelli Lumière riuscirono a sviluppare un sistema per la creazione e la

riproduzione di immagini in movimento, permettendo la nascita del cinema (in pochi anni intorno a questa

tecnologia si sviluppò la prima vera forma di industria dello spettacolo). Ma ad essere definito “il secolo dei

media” è il '900. Le ricerche di Guglielmo Marconi sulla trasmissione di suoni a distanza mediante la

modulazione di onde elettromagnetiche permisero l'invenzione della radio e nel 1920 negli Stati Uniti

iniziarono le prime trasmissioni radiofoniche. La radiofonia fu il primo sistema di comunicazione in grado di

inviare messaggi in tempo reale a milioni di persone contemporaneamente, direttamente nelle loro case: fu il

primo vero mass media. Essa assunse un ruolo molto importante nella comunicazione politica degli anni '30,

sia nei paesi democratici che in quelli totalitari. Negli anni '30 iniziarono le prime sperimentazioni di

trasmissione a distanza di immagini in movimento mediante onde elettromagnetiche e nel 1936 la BBC

inaugurò il primo servizio di trasmissioni televisive. Nel giro di trent'anni la televisione si diffuse in tutto il

mondo, divenendo il mezzo di comunicazione di massa più efficace e pervasivo che l'umanità abbia finora

sviluppato e contribuendo a una radicale trasformazione delle abitudini di vita e delle relazioni sociali. La

tesi secondo cui lo sviluppo della tecnologia è la causa diretta dello sviluppo storico e sociale è alla base del

determinismo tecnologico.

Verso la convergenza

La pubblicazione a stampa o digitale è un qualcosa che rimane, un oggetto fisico che può essere utilizzato

più volte, mentre una trasmissione radiofonica o televisiva è un evento informativo di flusso, che nasce e

muore in uno spazio di tempo prefissato. Quello della rete è un modello comunicativo nel quale il ruolo dei

singoli partecipanti è molto più attivo (comunicazione circolare o reticolare). Le nuove tecnologie della

comunicazione stanno modificando la distinzione tra modello circolare e gli altri modelli: la disponibilità di

strumenti e supporti per la registrazione radiofonica e televisiva permette anche al singolo utente di

trasformare una trasmissione in una pubblicazione. La rivoluzione digitale ha dato una scossa alla

tradizionale asimmetria: nel momento in cui i bit diventano il linguaggio usato sia per la trasmissione che per

la pubblicazione di informazioni, e nel momento in cui le reti diventano il canale privilegiato sul quale far

circolare i bit, la differenza fra le due tipologie tende a scomparire (anche grazie all'audio e al video on

demand). Rispetto ai modelli di comunicazione orizzontale e di comunicazione verticale, le reti telematiche

permettono qualcosa di nuovo: ogni utente può realizzare il suo programma all'interno di uno schema di

comunicazione da molti a molti. Questo tipo di comunicazione era già stato sperimentato dalle radio libere,

che facevano partecipare anche gli ascoltatori alle trasmissioni. La natura del modello circolare suggerisce

l'illusione che la rete sia uno strumento intrinsecamente democratico ma in realtà internet è un fenomeno per

molti versi elitario, la cui diffusione è legata al grado di industrializzazione di un paese. Inoltre, su internet

tutti possono scrivere, ma non tutti hanno gli strumenti per scrivere in maniera egualmente efficace e visibile.

I media digitali sembrano volersi sostituire a quelli tradizionali, assorbendoli e confondendone individualità

e caratteristiche. Una comunicazione è multimediale quando coinvolge molti media diversi. Nonostante le

informazioni digitali siano sempre fatte della stessa natura (sono fatte di bit, le catene di 0 e 1) e si trovino su

un unico supporto, ovvero un unico medium, ciò che conta nella definizione di multimedialità non è il

supporto fisico o sul linguaggio di codifica utilizzato ma è il tipo di informazione che viene convogliata

(testuale, grafica, sonora, ecc.). Un oggetto si dice interattivo se può partecipare a un processo di

comunicazione modificando in maniera esplicita l'informazione emessa, in corrispondenza delle scelte degli

altri partecipanti a tale processo. Un ipertesto consiste di una serie di blocchi testuale e di una serie di

collegamenti (i link). Gli ipertesti non sono lineari: per costituire un ipertesto, infatti, i blocchi testuali

devono essere collegati dai link, devono quindi prevedere dei percorsi che l'autore propone al lettore. Il

lettore di un ipertesto, dunque, ha la possibilità di scegliere il percorso di lettura che preferisce fra quelli che

l'autore gli propone. L'autore possiede il potere di creare percorsi e collegamenti. Il World Wide Web è un

gigantesco ipertesto distribuito. I nuovi media sembrano trasformare radicalmente il libro, tanto che si parla

di una possibile fine della cultura del libro. Coloro che sostengono che il computer non può sostituire il libro,

considerano la forma tradizionale del personal computer da scrivania (con l'unità centrale, il monitor, la

tastiera, ecc.) e affermano che sarebbe troppo scomodo leggere su un computer, che non permette di leggere

a letto o in altre posizioni particolari da lettura. Tuttavia essi considerano computer solo quel tipo di

computer: il problema può essere risolto, infatti, con i nuovi dispositivi (es.: i libri elettronici come Kindle o

l'iPad). La forma fisica che assume il computer, la tipologia della nostra interfaccia fisica con la macchina, è

il risultato di una evoluzione appena iniziata: la contrapposizione fra la comodità e la praticità di un libro a

stampa e la scomodità dello schermo di un computer riguarda lo stato di due tecnologie, una delle quali ha

alle spalle diversi secoli di sviluppo e l'altra una ventina d'anni. I nuovi libri elettronici nascono dall'idea di

un computer che abbia le dimensioni, il peso, la portabilità di un libro a stampa, che non richieda fili e che

sia di facile utilizzo, che si apra come un libro a stampa ma che abbia al posto delle pagine due schermi sui

quali leggere e che permettono di sfogliare le pagine con il movimento di un dito. I libri elettronici offrono la

possibilità di utilizzare le facciate come blocco di appunto, permettono di effettuare ricerche sul testo, di

confrontare pagine affiancate di testi diversi e di includere suoni, immagini e filmati. Il testo scritto si

affiancherà a nuovi contenuti ma non scomparirà: continueremo a leggere come abbiamo sempre fatto, anche

se compariranno nuove forme di testualità. La cultura del libro non scomparirà ma conoscerà l'ennesima

evoluzione. Il '900 è spesso indicato come il secolo della televisione. Si tratta di un medium verticale, poco

interattivo (si può solo cambiare canale) e di solito generalista. Il numero dei canali, fino a pochi anni fa, era

limitato. I satelliti, le tecnologie via cavo e l'uso della codifica digitale stanno cambiando la televisione: tra le

migliaia di canali disponibili (da tutto il mondo e in tutte le lingue) alcuni sono rimasti locali, altri invece

hanno puntato a un'audience globale. Nonostante l'affermarsi dei canali tematici, sono rimasti dominanti i

canali generalisti. La rivoluzione digitale permette anche il superamente della distinzione fra trasmisione e

pubblicazione attraverso lo sviluppo di sistemi di video on demand, che aumenta l'interattività della

televisione. La sempre più stretta integrazione delle potenzialità di internet con la facilità d'uso della

televisione, permette a quest'ultima di diventare anche strumento con cui navigare in rete e effettuare

acquisti. La televisione sta diventando sempre più bidirezionale. Il settore home cinema si propone di

sostituire il normale apparecchio televisivo con televisioni piatte a schermo largo, accompagnate da un

sistema audio Dolby digital, per rendere l'esperienza il più civina possibile a quella del cinema. I giornali

hanno permesso la nascita di un'opinione pubblica consapevole e informata. Non potendo competere con

radio e televisione nella capacità di fornire informazione in tempo reale, il giornalismo scritto si è indirizzato

verso il commento e l'approfondimento. Il giornalismo radiotelevisivo, invece, si è indirizzato soprattutto

verso il tempo reale e il massimo aggiornamento di notizie. La rivoluzione digitale ha permesso anche ai

giornali di integrare codici comunicativi diversi (testo, suoni e immagini), dando vita al giornalismo di rete. I

siti di giornali e stazioni televisive si sono trasformati in veri e propri laboratori di nuovi stili comunicativi,

nei quali testo scritto, audio e filmati possono concorrere a costruire un modello di informazione integrata

che unisce i vantaggi del tempo reale alla possibilità di offrire all'utente un ampio ventaglio di scelte.

L'elemento realmente innovativo della rivoluzione digitale non sta nell'utilizzo integrato di codici diversi o

nello sviluppo di un progetto comunicativo attraverso diversi media ma risiede piuttosto nella convergenza al

digitale, ovvero nell'acquisto da parte di tutti i media delle caratteristiche di multimedialità, interattività e

ipertestualità. La convergenza al digitale è anche una convergenza tecnologica, poiché alla base delle

informazioni ci sono sempre i bit. La convergenza al digitale permette l'integrazione di codici comunicativi

diversi all'interno di prodotti informativi unitari.

L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità digitale

L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità

Nel 1936 Walter Benjamin scrisse un'opera intitolata

tecnica, in cui rifletteva sul rapport tra arte e tecnologie comunicative (prendendo in esame i nuovi media

comunicativi del suo tempo, la fotografia e il cinema). Secondo Benjamin, la comparsa di nuove e sempre

più raffinate tecnologie di rappresentazione e comunicazione stava modificando sia il modo di fare arte che


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Riassunto per l'esame di laboratorio di comunicazione multimediale, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Il mondo digitale, di Fabio Ciotti e Gino Roncaglia
Argomenti: Informazione digitale a che può essere manipolata da un computer. Il termine “digitale” deriva dall'inglese digit (= cifra o numero): si può, quindi, identificare l'informazione in formato digitale con l'informazione in formato numerico. La rappresentazione digitale dell'informazione avviene con un sistema
di codifica binaria, ovvero utilizza due cifre: 0 e 1 (es.: 0 = interruttore spento; 1 = interruttore acceso). Il bit è la quantità di informazione fornita dalla scelta fra due alternative diverse (0 e 1) egualmente probabili. La combinazione di più bit dà origine all'informazione digitale.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
Università: Teramo - Unite
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher dariodp di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di laboratorio di comunicazione multimediale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Teramo - Unite o del prof Sangiovanni Andrea.

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