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Comunicazione 900.3 ottobre

Canale in letteratura è dato dalla dimensione editoriale. Del medesimo testo ci possono essere realizzazioni editoriali diverse. Differenza testo/libro: per testo possiamo intendere il testo licenziato dall’autore affidato ad alcuni supporti scrittori (manoscritto, cd-rom). Testo è frutto di ripensamenti, letture private ecc. Per libro intendiamo un oggetto con caratteristiche materiali definite con un prezzo fisso, prodotto in serie. Un libro che esce, esce in un certo numero di copie; la tiratura azzeccata è quella che si esaurisce. Il testo è uno, autografo; i libri invece sono tanti. Il valore degli autografi è un valore archivistico straordinario.

Scrittore, chiuso il suo lavoro, lo consegna al venditore che lo stampa in un tot. numero di copie. Passaggio con caratteristiche importanti: ogni libro esce con quella forma grazie a trasformazioni interne successive. A variare può essere la qualità o il tipo di stampa. Prima collana libri economici italiani nasce nel 1949.

Caratteristiche della BUR

  • Formato tascabile
  • Serialità copertina in bianco e nero
  • Fogliazione (numero di pagine) tendenzialmente fisso

Primo titolo della BUR “1949, Alessandro Manzoni – I Promessi Sposi”; romanzo con maggior tasso di leggibilità. Contrasta con il primo Oscar Mondadori: 1965; primo titolo “Addio alle armi- Hemingway”. Impostazione grafica più aggiornata, ma differenza importante il logo e il titolo scelto. Oscar rimanda al premio hollywoodiano; rimanda all’universo cinematografico e soprattutto internazionale. 60mila copie di Hemingway vengono esaurite il primo giorno. Dal punto di vista del bianco e nero, gli Oscar sono più bianchi della BUR ⟶ qualitativamente il prodotto è migliore (per quanto riguarda la gabbia tipografica, ovvero la copertina). Il fatto che un libro appartenga agli Oscar o alla BUR lo rende molto diverso, anche se il libro è lo stesso. Mediazione editoriale comporta una serie di scelte di stampa importanti e scelte anche di confezione.

Es: Alessandro Baricco, pubblicato come romanzo da Rizzoli. In realtà suo libro “Seta” è un racconto; editorialmente è stato trasformato in un romanzo breve tramite giochi di bianco e nero. Libro è stato “allungato tipograficamente; la carta è una carta detta buffata, cioè con molta aria all’interno. Il risultato è un volume, un’altezza maggiore di quanto in realtà è se stampato in altro modo. ⟶ Quando si parla di seta si parla di romanzo.

A seconda della collocazione nella collana tu ti rivolgi a un pubblico piuttosto che a un altro. 1974: esce “La storia” di Elsa Morante. Suscita grandi polemiche. È un libro che fa piangere perché vuole rivolgersi a un pubblico ampio. Dedica a un analfabeta; si rivolge a chi ancora non sa leggere. Prefigurazione dell’editore: prezzo taglia fuori una fascia di pubblico alto o basso che sia. È una scelta che incide sul destinatario.

Es: Baradini, identifica la collana con il prezzo; la chiama millelire. Nel giro di un anno vende due milioni di copie ⟶ nascono i super economici. Mondadori risponde con “I nidi”, raccolte leggere a un prezzo medio tra le millelire e gli Oscar. Altro fenomeno legato al prezzo è quello dai cosiddetti libri da edicola. La Repubblica per prima inventa una collana di classici del 900 offerti in allegato al quotidiano a un prezzo simbolico.

Modifiche nei testi

Il testo viene sempre modificato, a seconda delle case editrici; si apportano modifiche diverse. Es: Guido Piovene “Lettere di una novizia”, 1941. Romanzo epistolare che raccoglie lettere di una monaca. Oscar inverte inavvertitamente due lettere cambiando così il “volere” dell’autore.

Nelle case editrici c’è figura professionale che si occupa di modificare i testi ⟶ editor. Ad esso gli viene affidato un testo che deve leggere e correggere; ovvero deve verificare che tutti i riferimenti siano corretti nel caso fosse un romanzo di carattere storico. Una delle funzioni dell’editoria moderna è valutare eventuali errori, segnalarli all’autore e correggerli con lui. Lettura del testo comporta revisione che comporta una modifica. Non si parla dell’allestimento della collana ma della sua identità.

1976 “Horcynus Orca” Stefano D’Arrigo. Storia di un’orca, libro scritto durante molti anni, continuava a rimandare la consegna. Libro fu poi pubblicato contro il volere dell’autore. 1963 “Neoavanguardia”. Gruppo selettivo: scrittori pubblicano in proprio per non essere vincolati dagli editori perché gli editori mirano ai soldi e non alla qualità del libro.

Attività editoriale

Attività editoriale: duplice, perché nella trasformazione di un testo in un libro interagiscono scopi e finalità diverse. ⟶ agiscono due tendenze opposte e complementari. Qualunque editore ha una finalità imprenditoriale e gestionale, ha come obiettivo il guadagno. Ogni casa editrice ha delle finalità di carattere culturale, estetico e letterario.

Agente letterario, figura della mediazione letteraria. Egli legge il libro, valuta, stabilisce le caratteristiche, individua l’editore che potrebbe pubblicarlo e in caso di pubblicazione riceve una percentuale. L’editoria è l’impresa a più alto rischio e a più bassa rendita.

Nel 700 la tipografia aveva un lavoro casuale; nell’800 si sviluppa in modo ampio. Come gli autori diventano scrittori professionisti? L’autore= con il 700 da scrittore mantenuto dal mecenate; nell’800 si mette nel mercato del lavoro attraverso la nascita del copyright = tutela legale della proprietà dei beni intellettuali. Il copyright nasce in Inghilterra e in Italia arriva con Napoleone. 1863: legge su copyright.

Critico letterario= è un lettore che esercita il proprio giudizio. Nasce nel 700, con la industrializzazione della letteratura. Legge, commenta, recensisce, studia.

Quando l'editoria diventa un’azienda con fini commerciali?

  • Editorie
  • Autore
  • Lettore

Copyright: tutela legale del diritto di proprietà di un testo, di un’opera astratta. Nel momento in cui diritti sono tutelati legalmente io posso venderli all’editore. Copyright in Italia arriva con Napoleone, diventa legge dello stato con l’unità d’Italia. Nell’800 cambia tutto; funzioni stampatore del 700 cominciano ad essere identificate, differenziate e distribuite in figure professionali diverse.

Ufficio diritti: si occupa dei diritti d’autore. Redazione: dove viene confezionato il libro e si discutono eventuali modifiche da fare. Reparto grafica e design: dove si discute la copertina, presenza del nome. Ufficio stampa: promozione del libro. Magazzini ospitano libri non ancora distribuiti e le rese, cioè i libri che non si è riusciti a vendere. Magazzini sono diventati costi ormai insostenibili.

Nel 700 nasce figura del lettore che ha un mandato sociale. Zola: 1880 “romanzo sperimentale”, raccolta di saggi dove propone nuova idea di letteratura. C’è un saggio che si intitola “La letteratura e il denaro”. Scandaloso perché nel 1880 affiancare la letteratura al denaro era mal visto. Affermazione scandalosa: il denaro ha creato la letteratura moderna. In questo saggio ci sono due parti: quella critica e quella propositiva. Costruito con chiarezza fino alla sua struttura.

Zola identifica i motivi di cambiamento della società. Aumenta l’istruzione, quindi nuovi lettori. In tutte le classi sociali il libro non è più un elemento di lusso, ma diventa accessibile a tutti. Più alfabetizzazione > più vendita libri > più profitti per le scritture = esso può guadagnarsi da vivere facendo questo lavoro. La letteratura non deve rivolgersi solo ai colti e ai letterati; deve rivolgersi alla classe di mezzo, la nuova borghesia. Tutti possono leggere un testo ed esserne emozionati e pochi possono cimentarsi nello scrivere e riuscire a far emozionare.

Allo stile corrisponde la chiarezza di idee nel contenuto. (testo di Zola).

Istruzione e diffusione del libro

Istruzione aumenta progressivamente; aumenta il numero dei lettori. Libro si diffonde come oggetto. Reportage nasce in Italia con De Amicis. Edicole di sono trasformate in librerie; proponevano a prezzi avvantaggiati libri di ogni genere. Libro che era un oggetto di lusso, diventa un oggetto di uso comune. Es: lettera di Giovanni Verga. Scrive da Catania dopo esperienza a Firenze e poi a Milano. Quest’ultima viene definita da lui come “la città più città d’Italia”.

Verga scrive a Capuana: “Tu a Mineo, ed io a Catania siamo in famiglia, ed in famiglia chi ci prende sul serio noi e la nostra professione (messo in corsivo da Verga) se non pei denari che ci costa? A Mineo chi ti conosce, altrimenti che come Don Lisi Capuana, sindaco ex e sindaco possibile, possidente agiato tanto da darsi il lusso di non far niente, o far dell’arte, che è lo stesso?”

Quella di Verga è una critica, una lamentela; anche se autoironica. A che cosa? Alla mentalità provinciale dove sono immersi. Nella mentalità diffusa Capuana e Verga sono due nobili che si divertono a scrivere, come se fosse un passatempo nobiliare. Punto di vista ormai superato che concepisce letteratura come privilegio per pochi. Nel senso comune scrivere è far niente ⟶ sono quindi, nel senso comune, due nobili perditempo.

Capuana scrive a Zola (1895): “Scrivo tutto il santissimo giorno, ogni mattina ho l’obbligo di metter giù o una novella per grandi o una fiaba per bambini o un articolo di giornale o una lezione per le mie ottime allieve per la scuola di magistero e sovente sono due cose nella medesima giornata: vivere è difficile…”

Capuana ci dice cosa vuol dire scrivere; altro che divertimento. Antonio Stoppani: di fama europea, autore di molteplici pubblicazioni. Suo libro Belpaese il più letto dopo Cuore e I Promessi Sposi e prima di Pinocchio.

Caso n°1

“Bel Paese”: testo in prosa che appartiene alla tradizione della letteratura di viaggio. Stoppani individua modo di comunicare che è in espansione, si sofferma su un genere non canonico. Letteratura di viaggio non è un genere che rientra nella letteratura istituzionale. Racconta propri viaggi in giro per l’Italia; si parte dal nord d’Italia (Bornio) e si finisce in Sicilia sull’Etna. Racconta la natura d’Italia ai suoi lettori. Opera che risponde a esigenze post-risorgimentali.

Non è un trattato, quindi non ha un andamento sistematico. È un libro scientifico ma non è rivolto agli scienziati. L’autore prende le vesti di uno zio naturalista che racconta ai suoi nipoti le bellezze del paese. 29 appuntamenti che riunisce lo zio e i familiari. L’inverno nella finzione è quello del 1871-72. Siamo a Milano, in salotti privati, di domenica pomeriggio; è nel tempo libero. I bambini ci vanno perché si divertono, non c’è nessun obbligo. È un incontro all’insegna della libera scelta e del piacere. In questo modo si trasmette la cultura. Aristocratici non lavorano, vivono perennemente in un tempo libero. Il tempo libero modernamente inteso si ritaglia all’interno di una giornata di lavoro.

Lo zio è la voce narrante, diverso da autore. L’autore è Antonio Stoppani, il narratore è un’entità astratta. Siamo davanti a un narratore che è la proiezione dell’autore. Soggetti interni al testo sono i cosiddetti NARRATARI. Stoppani quindi si rivolge a bambini, mamme e papà. Linguaggio chiaro e semplice, sintassi poco articolata perché Stoppani mira prima di tutto a un pubblico elementare. Bambini sono narratari privilegiati: sono 30 maschi e 30 femmine.

Con ciò vuol sottolineare che la cultura è per tutti, non solo per i maschi; cosa strana nel 1800. Giovannino ed Enrichetta sono quelli che spiccano di più all’interno della narrazione. Solo i bambini hanno i nomi, le mamme e i papà non vengono mai chiamate con nomi propri. Le mamme rappresentano la moralità e i papà rappresentano e garantiscono la scientificità di ciò che lo zio dice. Stoppani mette dentro al libro coloro ai quali vuole vendere il suo libro: il pubblico dei bambini e degli adulti. Pubblico infantile nasce con la modernità e richiede libri specifici, diversi da quelli per gli adulti ⟶ nasce la letteratura per l’infanzia.

Primi a nascere dopo unità d’Italia e per questo considerati un pubblico importante da soddisfare. Nemmeno pubblico delle donne è un pubblico scontato, si afferma con la modernità. Comincia ad avere del tempo libero e ad affermarsi come pubblico specifico. Ambizione di Stoppani è quella in realtà di essere letto da tutti: pubblico femminile e infantile. La chiarezza si coniuga a un progetto complesso e ambizioso.

Essendo un testo di divulgazione scientifica, ci deve essere differenza tra autore e lettore per quanto riguarda le conoscenze. Lo zio si presenta in un modo antieroico, si racconta in situazione buffe e sconvenienti; tutte esperienze che avvicinano il lettore al narratore che è la controfigura dell’autore. Sottotitolo del Bel Paese: conversazione sulla bellezza, geologia e geografia del paesaggio. Conversazione perché lo zio parla e racconta ogni volta, siamo all’insegna del dialogismo.

Caso n°2

Emilio Salgari. Il suo nome si lega al genere dell’avventura (romanzo). I romanzi sono accessibili a tutti coloro che non conoscono il testo della letteratura. Genere dell’avventura è immedesimativo; personaggi molto conosciuti. (Sandokan, il Corsaro Nero). Ciclo pirati, corsari, Jungla Nera: cicli con lo stesso protagonista, dove la storia continua ma si può leggere il singolo libro e non in ordine, perché sono organismi autonomi.

Salgari non ha mai viaggiato, passava molto tempo a leggere libri, atlanti e corrispondenze; grazie a questo lui può descrivere in modo minuzioso i luoghi dei suoi libri. (Paesaggi, piante, animali..) Le descrizioni sono fatte così bene che non viene voglia di saltarli ma di leggerli con attenzione. Scrisse alcuni libri che diede alle case editrici sotto falsi nomi. Gli pseudonimi che usava era perché aveva un contratto con un editore e non poteva pubblicare con altri. La quantità è legata alla modernità, scrive molto per potersi mantenere.

“La tigre della Malesia” esce a puntate su un giornale e poi lo raccoglie in un volume nel 1900 con il titolo “Le tigri di Mompracem”. 1873: a Verona arriva il circo e una delle tigri scappa (non è vero ma è solo una trovata pubblicitaria). Cartelloni con scritto “La tigre sta arrivando”, “La tigre della Malesia è arrivata” e in quei giorni esce sul giornale il primo capitolo del libro di Salgari. 1887 maggio. Il quotidiano L’Italia presenta l’immagine di un cappello da prete, nei giorni successivi ogni giorno esce una parola. Il 10 giugno esce il titolo completo “Il cappello da prete”. Il nome dell’autore verrà svelato dopo molto tempo. È un libro giallo, ma il genere non è ancora definito. Il giallo all’estero nasce nel 1930.

Prime forme di promozione letteraria: 26 aprile 1911 pubblicato un articolo sul suicidio di Salgari. Egli stesso prima di uccidersi invia due lettere agli editori e ai direttori dei quotidiani torinesi dove li accusa come responsabili delle proprie disgrazie e quindi della sua morte. Commissione d’indagine sui rapporti di Salgari e l’accusa agli editori viene fatta cadere.

Accusa: Salgari viene fatto lavorare tantissimo con paga minima. Contratti a forfait: la consegna del romanzo veniva pagata una cifra pattuita senza i diritti. Il guadagno è tutto dell’editore. ⟶ è per questo che Salgari scrive molto. Se avesse scelto di avere i diritti avrebbe avuto una sorte diversa. L’editore scrive, difendendosi, che i libri di Salgari erano sciatti e che quindi avevano bisogno di revisioni. Quindi i testi di Salgari non sono la sua vera versione, non sono quelli pubblicati. Salgari aveva un’assicurazione sulla vita che riscosse l’editore e che non fece mai recapitare alla famiglia.

Caso n°3

Gabriele D’Annunzio. La formula del suo successo consiste in una identificazione ed esibizione di pubblico e privato. ⟶ costruisce di sé un personaggio, pubblica e trasforma la propria biografia in uno spettacolo per il pubblico. Costruisce quindi un culto di sé per colpire l’immaginario collettivo. G. nasce a Pescara, si trasferisce a Roma, esordisce come poeta, comincia a collaborare con i giornali, inventa un tipo di giornalismo nuovo (cronaca mondana).

24 ottobre

Il film “Cabiria” è basato sul libro di Salgari. “Cartagine in fiamme”: D’Annunzio ne fa una sceneggiatura, lo modifica e lo vende agli sceneggiatori. Citazione di Salgari su D’Annunzio da “La tigre di Monpracer”: comincia con la descrizione della posizione geografica dell’isola. In tutti i suoi racconti all’inizio colloca nel tempo e nello spazio il racconto.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/11 Letteratura italiana contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher favoletta91-votailprof di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Comunicazione letteraria dell'Italia novecentesca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Clerici Luca.
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