COMPLICANZE MECCANICHE
DELL’INFARTO MIOCARDICO ACUTO
Le complicanze di interesse chirurgico che possono instaurarsi dopo infarto miocardico acuto sono :
1. Aneurisma del ventricolo sinistro
2. Insufficienza mitralica
3. Difetto del setto interventricolare
4. Rottura della parete libera ventricolare
Mentre la prima va considerata una complicanza tardiva, le altre tre sono da ritenersi
complicanze precoci dell’IMA.
ANEURISMA DEL VENTRICOLO SINISTRO
L’aneurisma rappresenta una complicanza importante dell’IMA
ventricolare sinistro (AVS) transmurale e si
– settimane dall’episodio acuto.
sviluppa nel 10 30 % dei pazienti colti da IMA, dopo un periodo di 2-8
In tale patologia una zona più o meno estesa di miocardio si trasforma in tessuto cicatriziale privo di fibre
muscolari, in cui il caratteristico disegno trabecolare della superficie endocardica è rimpiazzato da tessuto
meno all’impatto
fibroso liscio. La parete ventricolare si assottiglia e si indebolisce notevolmente, resistendo
fino a raggiungere dimensioni considerevoli. All’interno di questa
sistolico e dilatandosi progressivamente,
cavità si possono formare trombi, più o meno aderenti alla parete ventricolare, che spesso hanno la caratteristica
di essere stratificati. Dagli aneurismi veri differiscono gli aneurismi cosiddetti spurii, che invece si formano in
seguito alla rottura della parete cardiaca, con conseguente fuoriuscita di sangue nel cavo pericardico e
successiva formazione di aderenze con il pericardio: si forma in tali casi una cavità di dimensioni variabili che
comunica con la cavità ventricolare, ma sulle cui pareti non è possibile riconoscere alcuna struttura muscolare.
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Le cicatrici post infartuali si differiscono dagli aneurismi in quanto non sono in genere transmurali, la parete
ventricolare non è assottigliata, l’endocardio conserva la caratteristica trabecolatura e non presentano una
demarcazione netta con il tessuto sano.
L’AVS, che può determinare una profonda depressione della funzione contrattile del ventricolo sinistro (FE
<35%), nell’85 % dei casi è localizzato nella parete anterolaterale e apicale (territorio del ramo discendente
anteriore), nel 10 % dei casi interessa la parete posteriore, mentre nel 5 % dei casi la parete laterale.
QUADRO CLINICO
I pazienti possono riferire dispnea, espressione di un’insufficienza contrattile che può esitare in scompenso
L’angina può essere dovuta ad
cardiaco congestizio (30 % ), angina (50 %), aritmie (15 %) e tromboembolie.
ipoperfusione coronarica, ad ischemia perianeurismatica o, più spesso, alla coesistenza di stenosi critiche di altri
rami coronarici.
La diagnosi viene posta essenzialmente con l’ecocardiografia ma è bene completare l’indagine pre-operatoria
e l’eventuale
con una coronarografia, in modo da documentare chiaramente la patologia coronarica indicazione
a procedure di rivascolarizzazione miocardica.
TRATTAMENTO CHIRURGICO
E’ caratterizzato della zona aneurismatica, l’asportazione dei trombi e della zona cicatriziale e la
dall’incisione
sutura della parete ventricolare. 2
ANEURISMECTOMIA TRADIZIONALE
L’aneurismectomia tradizionale consiste nella resezione della porzione aneurismatica e nella sutura rinforzata
con benderelle di teflon, in maniera tale però da deformare la normale morfologia del ventricolo.
Nella plicatio del ventricolo sinistro la sacca viene plicata e suturata per chiudere il lume, senza alcuna
resezione.
Nell’intervento si effettua l’aneurismectomia
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Anatomia patologica - Complicanze infarto
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