Compiti evolutivi e clinica dell’adolescente e del giovane adulto
Compiti evolutivi dell’adolescente e del giovane
adulto
Lezione 1 (5 Marzo 2018)
Adolescenti navigati
Gli adolescenti odierni navigano in acque molto diverse da quelle del passato.
• Famiglia affettiva, relazionale, dove spesso entrambi i genitori lavorano: si passa dal padre
• simbolico alla madre virtuale.
Le relazioni senza corpo: spesso distanti ma mai soli.
• Immersi precocemente nel bagno delle relazioni tra pari: dagli amici del nido alla dipendenza dai
• coetanei.
Identità e genere: procreazione disgiunta dalla sessualità
• ➡
Gli adolescenti odierni sono cresciuti in famiglie diverse da quelle di qualche decennio fa.
Famiglia tradizionale normativa: “devi obbedire”, i ruoli erano poco interscambiabili.
Il bambino, sin dalla nascita, era guardato con un certo sospetto poiché veniva visto come un
soggetto istintuale che non era in grado di contenersi e che, di conseguenza, andava moderato.
In caso di trasgressione o non obbedienza venivano somministrate “quote di dolore mentale”
ovvero la famiglia ritirava l’affetto per far sì che il bambino si sottomettesse al volere della famiglia.
colpa.
Sistema della
In queste famiglie si verifica sempre più spesso una crisi dell’autorità paterna: il padre non è più la
figura simbolica di riferimento.
Si passa da una famiglia normativa ad una nuova famiglia affettiva.
Nuova famiglia: ruoli più interscambiabili, i genitori decidono insieme dell’educazione dei figli, i
padri diventano più affettivi.
Lo sviluppo dell’ecografia ha permesso hai genitori di conoscere il bambino ancora prima che
questo nasca, ciò comporta il fatto che il bambino sia molto più atteso, voluto e amato e, così, nel
momento in cui il bambino viene al mondo i genitori sono già disposti a crescerlo al meglio.
madre virtuale
Emerge sempre di più la figura di una che accudisce il figlio anche senza essere
direttamente presente.
In questa situazione, viene insegnato al bambino che presenza non è sinonimo di affetto, non è la
quantità di tempo trascorso con i genitori a determinare l’affetto ma la qualità della relazione che
si istaura tra i genitori e i bambini.
Le madri programmano separazioni precoci dai bambini, dovute al fatto che in queste nuove
famiglie entrambi i genitori lavorano ed è facilitato anche all’espansione di diverse istituzioni come
ad esempio gli asili nido.
Il bambino cresce perciò all’interno di una società in cui sei spesso distante dagli altri ma non sei
mai effettivamente solo.
L’isolamento non è più contemplato, felicità è sinonimo di popolarità, di affollamento di persone;
la solitudine, al contrario, è visto come sinonimo di dolore.
Questa precoce forzatura a dover istaurare relazioni con i pari comporta successivamente una
continua ricerca di affetto nei propri coetanei.
Queste generazioni sono state immerse in un bagno di immagini e di fotografie i bambini sono
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continuamente fotografati e ripresi sin dalla nascita e questo inevitabilmente porta ad una
“normale” dipendenza dalla tecnologia.
Un’altra grande rivoluzione è la disgiunzione della procreazione dalla sessualità che si è sviluppata
negli ultimi anni: le nuove generazioni nascono con l’idea che il sesso sia slegato dalla
procreazione.
Queste premesse portano ad un’inevitabile operazione culturale complessa ma necessaria: che
deve portare a distinguere le “nuove normalità” da “nuovi disagi” e “nuove patologie in particolare
interrogandosi su quali orientamenti e dispositivi educativi siano necessari per sostenere la
realizzazione dei compiti evolutivi adolescenziali
Inoltre è necessario interrogarsi su come distinguere nuove normalità e nuove patologie, su quali
siano i dispositivi di consultazione e psicoterapia e quali gli interventi di rete e comunitari. 1
Compiti evolutivi e clinica dell’adolescente e del giovane adulto
Negli ultimi anni è come se si fosse cambiato il modello educativo dell’infanzia (adultizzazione),
questo infatti viene messo in atto molto precocemente e vi è un’anticipazione della pubertà prima
nella mente piuttosto che nel corpo.
A questo segue poi, un’infantilizzazione dell’adolescenza: queste trasformazioni non sono ancora
riuscite a cambiare la visione degli adolescenti e perciò ci si appella ancora un modello normativo
antico che non è in grado di svolgere una funzione efficace in questa delicata d’età.
Il bambino viene perciò cresciuto nella prima infanzia come un adulto, viene incoraggiato ad
esprimere se stesso, a sperimentare, a instaurare amicizie proficue e a capire chi vuole essere.
Tuttavia nel momento in cui diventa adolescente vi è un ribaltamento della situazione in cui viene
forzata una solitudine, una dedizione ossessiva allo studio piuttosto che al divertimento e agli
amici che riflette un modello educativo antiquato e che può risultare estremamente dannoso per
l’adolescente. Non si può edipizzare un soggetto narcisista
Lezione 2 (7 Marzo 2018)
Compiti evolutivi
I compiti evolutivi rimangono costanti, a cambiare solo il contesto, le aree di intervento, il
supporto, il giudizio da parte dei genitori ecc..
La crisi adolescenziale non è solo qualcosa che riguarda le sofferenze nelle fasi precedenti dello
sviluppo ma anche una crisi che si rivolge anche agli aspetti futuri.
L’adolescente in crisi è visto come un adolescente che non vede futuro.
Il disagio adolescenziale è una situazione di stallo, di blocco evolutivo rispetto alla realizzazione di
uno dei compiti evolutivi.
Separazione e individuazione
•
L’adolescente è chiamato a rendersi progressivamente indipendente dalle figure ideali e reali (dei
genitori) interiorizzate nell’infanzia. Queste rappresentazioni devono essere riorganizzate per
consentire una maggiore individuazione.
Questi compiti evolutivi sono più evidenti nei giorni d’oggi rispetto alla famiglia tradizionale che
prevedeva che ad una certa età i ragazzi uscissero di casa e si rendessero indipendenti dai
genitori.
Nella famiglia moderna, il tempo che intercorre tra la maturazione dell’adolescente e il momento
dell’allontanamento rende la realizzazione di questo compito evolutivo più complicato e meno
evidente: è un compito evolutivo interno più che esterno.
Mentalizzazione del corpo
•
È il compito evolutivo che innesca gli altri.
L’adolescenza nasce in primis con un cambiamento biologico nel momento in cui si passa da un
corpo generato a un corpo generativo (pubertà).
Una problematica sempre più evidente dell’adolescenza è la difficoltà a mentalizzare il proprio
corpo, integrarlo e farlo proprio (renderlo parte di te e non come qualcosa di brutto, inestetico e
non tollerabile).
Il corpo che cambia e il corpo che si trasforma di per se avviene come trasformazione biologica
ma a questo cambiamento consegue il compito evolutivo di accettazione e integrazione della
propria immagine corporea con l’immagine di sé.
Si sviluppano le differenze tra i sessi, i corpi diventano erotici e in grado di generare la vita;
l’adolescente si trova, quindi, a dover affrontare diversi aspetti simbolici che sottostanno
all’immagine del corpo adolescenziale.
Il corpo è anche mortale; l’adolescente, al contrario, crede di essere invincibile e di poter fare ciò
che vuole con il proprio corpo. Tuttavia, con la maturazione ci si avvicina sempre di più alla
comprensione del fatto che il corpo ha una fine (altro aspetto da mentalizzare).
Il tema della morte è quindi un tema ricorrente, anche perché associato a pensieri suicidi (normali,
nel momento in cui uno si rende conto che il corpo non è immortale).
Da un lato il corpo porta in adolescenza degli aspetti positivi, come la sessualizzazione, ma
dall’altro lato l’adolescente si deve confrontare con la mortalità del corpo.
In quest’ottica, tutti i comportamenti a rischio degli adolescenti contengono un tentativo di
guardare in faccia la morte (poiché l’hai scoperta) e andare a sfidarla per contrastare quei vissuti
depressivi che li hanno fatto scoprire che dovrai morire (questo porta inconsapevolmente alla
mentalizzazione di questa realtà). 2
Compiti evolutivi e clinica dell’adolescente e del giovane adulto
Definizione e formazione dei valori
•
L’adolescenza è uno snodo centrale nella formazione di valori che guideranno il comportamento
futuro. Questo sistema di valori si costruisce sulla base dei valori dei caregiver; l’adolescente
sente il bisogno di arricchire questa base con altri sistemi di valori che vengono attinti dai pari
(prima gli amici stretti, poi il gruppo, la coppia …). Attraverso il contatto con gli altri, si crea un
insieme sempre più variegato di valori che porta l’adolescente a costruirne uno proprio ed unico.
Oltre ai coetanei, ci sono altri portatori di modelli di valori che sono adulti (es. insegnanti,
educatori, allenatori …).
Ad oggi anche questa situazione si è complicata in quanto i modelli di valori si sono moltiplicati
rispetto alla famiglia tradizionale. I bambini fin dall’infanzia vengono esposti a svariati e numerosi
sistemi di valori diversi e questo complica il riuscire ad integrarli in un sistema solido e personale.
Nascita come soggetto sociale
•
Mentre vengono realizzati gli altri compiti evolutivi, l’adolescente è chiamato a capire che ruolo
sociale avere.
In passato, il ruolo sociale era deciso dai genitori, ad oggi, invece, l’adolescente è chiamato a
compiere una scelta e decidere da solo per il proprio futuro.
Questo è un compito evolutivo centrale anche per il giovane adulto ed è uno stallo in questo
compito a creare disagio in quest’età.
Lezione 3 (8 Marzo 2018)
Viver virtuale
Nasce il bisogno profondo di essere sempre in contatto nasce con la prima relazione con la male
che, però, precocemente delega le funzioni accuditive e educative ad agenzie parascolastiche
(para-familiari).
Il telefonino è definito come il “cordone ombelicale virtuale”: parallelamente alle trasformazioni
familiari vi sono state trasformazioni anche per quanto riguarda la paura del mondo esterno.
comunità
Questo processo arriva da molto lontano, piano piano è venuta meno l’idea della
educante, dovuta a una drastica riduzione degli spazi di socializzazione e gioco spontanei (a
piedi da scuola a casa, cortile, giardinetti).
L’idea che il mondo esterno sia più pericoloso ha preso sempre di più piede nella testa dei
genitori, si passa quindi dalla socializzazione e dai giochi di strada alle “piazze virtuali” e ai
videogiochi gli spazi di socializzazione e di gioco in ambienti esterni e lontano dai genitori
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vengono guardati con maggior sospetto rispetto a prima.
La mentalizzazione del corpo pre-adolescenziale avveniva attraverso le battaglie, i giochi
aggressivi ecc; ai giorni d’oggi il corpo pre-adolescenziale dei figli è stato messo “sotto
sequestro” da parte dei genitori angosciati per i pericoli del mondo esterno. Questo ha fatto sì che
le battaglie virtuali sostituissero quelle con il corpo.
Creatività in adolescenza
La costruzione dell’identità e la definizione del Sé sono un processo creativo: la realizzazione dei
compiti evolutivi adolescenziali è un processo creativo.
Sperimentazione di Sé e allenamento delle nuove competenze relazionali e dotazioni creative, la
mentalizzazione del corpo nella società odierna avvengono anche attraverso i videogiochi che
hanno sostituito i giochi e le battaglie di strada.
La socializzazione avviene anche attraverso le piazze virtuali che hanno sostituito i cortili e i
giardinetti.
Dentro la rete, si sono creati dei fenomeni abbastanza complicati, in cui anche internet viene visto
come un’opportunità lavorativa cambia nella mente delle nuove generazioni, la direzione in cui il
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mercato del lavoro sta andando.
Negli ultimi anni distinguere tra le nuove modalità e nuove patologie si è complicato
notevolmente.
Adolescenti a scuola
Si passa dalle problematiche edipiche alla fragilità narcisistica; il Sè è più importante dell’altro e
non comprendono le regole.
Secondo Freud per capire in che modo un individuo si pone in relazione con gli adulti significativi
(es. i professori) bisogna analizzare le trame familiari (autorità come padre simbolico).
Con il cambiamento delle famiglie vi è una destituzione del valore simbolico dell’adulto: gli
adolescenti non hanno più paura dell’autorità ma cercano la relazione. 3
Compiti evolutivi e clinica dell’adolescente e del giovane adulto
L’adulto è una persona su cui si può fare affidamento e a cui ci si può riferire si perde la
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deferenza che aveva caratterizzato questo ruolo nella famiglia tradizionale.
Nella scuola, il professore non è più istituzionalizzato nella mente degli adolescenti, è una figura
che si deve guadagnare il rispetto della classe.
La scuola diventa il luogo delle relazioni significative: al centro si ha la persona, l’affermazione di
Sé piuttosto che di ruoli. La scuola assume valore se serve alla realizzazione del Sè.
Lezione 4 (12 Marzo 2018)
La scuola non è più quella della punizione e della distanza (che oggi in alcune istituzioni sembra
ancora rappresentare la norma): la colpa non funziona.
I rischi dovuti alla sensazione di aver perso il controllo sulla gestione degli adolescenti, considerati
come spregiudicati, porta, in alcuni casi a un riaffermarsi di un controllo più severo i no che
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aiutano a crescere.
La scuola, ad oggi, è quella della relazione che si pone come obiettivo un azione aggiuntiva e
inclusiva, una cooptazione che arruola l’adolescente nel processo formativo.
La scuola punta a costruirsi insieme con i ragazzi, in modi che possano coinvolgerli
(convocazione dell’adolescente a scuola tramite esperienze di volontariato e partecipazione
spontanea) e all’interno di questo progetto creativo e formativo più ampio si inserisce anche la
tecnologia.
Oggi il funzionamento degli adolescenti è virato su un versante che riguarda il conflitto tra le
aspettative ideali e ciò che vi è nella realtà dalla colpa alla vergogna.
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Oggi la realizzazione dei compiti evolutivi è più invasa dall’aspetto della delusione piuttosto che
dal conflitto.
Il sentimento della vergogna, rispetto a quello della colpa, oltre ad essere più pervasivo si tratta
anche di un sentimento più difficile da analizzare e con il quale lavorare in quanto spinge gli
adolescenti a nascondersi e a ritirarsi rispetto al mondo.
I disagi e le patologie legate a questo sentimento riguardando, ad esempio, sensazioni di
inadeguatezza, bruttezza, mancanza di popolarità (aspetti più narcisistici del sé), sexting e
cyberbullismo costituiscono i nuovi comportamenti a rischio.
L’aggressione è rivolta più al Sé che all’adulto tramite attacchi al proprio corpo (self-cutting),
abuso di sostanze come anestetico (non più come trasgressione).
Le sensazioni di disagio vengono espresse tramite il ritiro scolastico e sociale o tramite le
dipendenze dalle tecnologie.
Gli adolescenti per contestare alcuni modelli competitivi e aspetti individualistici della società non
ricorrono all’opposizione aperta ma piuttosto a epidemie e patologie come ad esempio disturbi
del comportamento alimentare o ritiro sociale. 4
Compiti evolutivi e clinica dell’adolescente e del giovane adulto
Contributi
Precursori: I classici:
Sigmund Freud Peter Blos
• •
Anna Freud Erik H. Erikson
• •
Donald W. Winnicott Donald Meltzer
• • Moses e M. Eglé Laufer
•
Il contributo francese: Il contributo italiano:
François Ladame e Xavier Pommereau Tommaso Senise
• •
Philippe Jeammet Arnaldo Novelletto
• •
Raymond Cahn Gustavo Pietropolli Charmet
• •
Sigmund Freud
Freud si rivolge all’adolescenza come una tappa significativa dello sviluppo psichico e sessuale
dell’individuo ma soprattutto nel tentativo di comprendere e ricostruire come nelle vicende
pulsionali di questo periodo si riattivino ed evolvano le originarie trame pulsionali infantili.
Tre saggi sulla teoria sessuale
Il contributo più significativo è rintracciabile nel terzo dei (1905) ma
Frammento di un’analisi di isteria Psicologia
ci sono indizi utili anche in altre opere come (1901) e
del ginnasiale Contributi a una discussione sull’onanismo
(1914) e (1912).
Freud interpreta l’adolescenza come il periodo della ricapitolazione di quanto sperimentato e
accaduto durante l’infanzia anche se riconosce, parallelamente, la necessità di oltrepassare ciò
che è stato e confrontarsi con i nuovi panorami evolutivi innescati dalle trasformazioni puberale.
Due meccanismi specifici:
subordinazione di tutte le fonti dell’eccitamento sessuale al primato delle zone genitali
• processo di rinvenimento oggettuale
•
L’adolescenza è quindi considerata una fase di transizione, un ponte in grado di connettere la
sessualità infantile (caratterizzata dall’autoerotismo) alla sessualità adulta, in cui le pulsioni
congiuntamente si indirizzano verso un oggetto sessuale sotto il primato della genitalità.
Nella pubertà la pulsione sessuale acquista una nuova funzione procreati
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