MODULO I – COMPETITIVE STRATEGY 2/10
Introduction to strategic management
Il termine STRATEGIA può voler dire due cose diverse:
Scegliere quale percorso sia più conveniente per l’impresa. L’impresa si orienta
sulla base di mappe. Questa è una situazione tipica per le imprese, ovvero
queste sanno di avere strade/opzioni che possono percorrere e dovranno
scegliere quella che produce maggiori risultati.
Nello scenario in cui non esistono strade da percorrere, la strategia dà un
metodo che permette alle imprese di tracciare una strada che non esiste. È una
situazione molto più incerta e le possibilità di errore sono molto elevate.
Thomson et al. (2020) - perché abbiamo bisogno di una strategia?
La strategia serve all’impresa in quanto non può basarsi solo sulla fortuna o sullo
sfruttamento di circostanze/opportunità occasionali. Le imprese godono nel trovarsi di
fronte ad opportunità che non avevano previsto, ma se si basassero solo su queste
non avrebbero un successo duraturo e affinché lo abbiano occorre programmare il
proprio futuro attraverso una strategia. Questo è ciò che hanno fatto Apple, Disney
ecc. Disney ha conosciuto un periodo della sua vita di gravissima crisi, ma che è
riuscita a superare dandosi una strategia diversa.
Definizioni di strategia – cosa è la strategia?
A. Chandler (1961)
La strategia è la determinazione degli obiettivi di lungo termine e degli obiettivi
dell’impresa, è l’adozione di linee di azione e l’allocazione delle risorse
necessarie (finanziarie e non) per raggiungere quegli obiettivi.
H. Itami (1987) – definizione che integra la precedente
L’impresa deve sviluppare delle attività che servono a guidarla in un ambiente
(competitivo o in senso lato ambiente sociale, culturale o politico; l’ambiente in
cui l’impresa può operare) che rappresenta un punto di riferimento e a cui
l’impresa deve adattarsi, ma che a sua volta può anche modificare, influenzare
introducendo una leadership, nuovi modelli, nuove idee. L’impresa può scegliere
l’ambiente in cui operare, scegliere per esempio un ambiente più o meno
competitivo. Una volta scelto l’ambiente l’impresa dovrà articolare una struttura
organizzativa che si adatta a quell’ambiente scelto.
Thomson et al. (2020) – confronto diretto con i concorrenti
L’impresa deve competere in maniera differente, facendo quello che i rivali non
fanno o quello che le imprese rivali non possono fare. L’azienda deve articolare
piani d’azione per superare i suoi concorrenti e raggiungere una profittabilità
superiore (Thomson at al. 2014).
Hitt, Ireland and Hoskisson (1997) - competenze
È necessario sviluppare un set integrato e coordinato di impegni e azioni volto a
sfruttare competenze di tipo core e guadagnare un vantaggio competitivo, così
che sia garantito un successo duraturo sul mercato.
Queste sono alcune dimensioni della strategia di cui è necessario tener conto quanto
si parla di strategia. Il posizionamento nell’ambiento esterno è fondamentale perché
1
per poter elaborare una strategia l’impresa deve studiare il mercato in cui opera:
clienti, concorrenti, fornitori, canali distributivi, prodotti sostitutivi o complementari
ecc. Le competenze di tipo core si riferiscono alla capacità dell’impresa di definire cosa
l’impresa sa fare, come sa farlo e con quale dimensione organizzativa sia in senso
verticale (quali attività della catena del valore è in grado di coprire) che in senso
orizzontale (in quali settori può operare. Con core competences specifiche si potrà
operare in specifici settori, con core competences molto generali si potrà operare su
più settori diversi).
Quali sono i passi da fare per articolare una strategia?
1. Prima di tutto l’azienda deve comunicare qual è la propria missione: perché
l’impresa esiste? Qual è il problema o i problemi che l’impresa intende risolvere
con la propria attività? Problemi che magari altri non sono in grado di risolvere.
2. Poi definire la visione: dove l’impresa vede sé stessa nel futuro, ciò che vuole
essere in futuro, quanto vorrà crescere e in quali mercati
3. In ultimo dovrà definire i valori: rappresentano la cultura dell’impresa,
fortemente incentrata sul rispetto per l’ambiente, i diritti e le condizioni del
lavoro (rispettare i propri dipendenti per esempio è un valore in grado di
mettere insieme gli interessi dei dipendenti e dell’impresa). I valori possono
essere i più diversi.
Si possono dopodiché identificare le caratteristiche chiave fondamentali di
un’attività di programmazione strategica, sono 3:
1. Obiettivi: fine.
L’obiettivo fondamentale è quello di offrire un valore di lungo termine ai
propri azionisti; è possibile allargare il punto di vista e quindi offrire
valore anche agli stakeholders, ovvero a tutti coloro che hanno un
interesse per l’azienda
2. Scopo: ampiezza o dominio delle attività aziendali
Clienti a cui l’azienda si rivolge/offerta
Strategia
Paesi/Regioni che l’azienda intende servire
orizzontale
Integrazione verticale, cioè le fasi della catena del valore che l’azienda
intende realizzare direttamente. L’impresa che ha un’elevata
integrazione verticale è un’impresa che tende a fare tutto all’interno dei
confini aziendali, mentre quella con una bassa integrazione verticale si
impresa commerciale,
limita a poche attività (tipicamente si tratta dell’
che ha un’integrazione verticale è limitata) Strategia verticale
3. Vantaggio: mezzi/strumenti con cui l’impresa si propone nel mercato
insieme di risorse e capacità
l’organizzazione della catena del valore dell’impresa e del sistema delle
attività
definire quali sono le fonti del vantaggio competitivo sostenibile
Strategia come pianificazione strategic
L’idea del piano è un’idea classica che anche le imprese hanno adottato, lo
planning è un’attività importante per le imprese.
Pianificazione vuol dire che l’impresa sicuramente di dà un orizzonte e un insieme di
attività da svolgere per ottenere dei risultati e degli obiettivi a lungo termine, ma se la
strategia diventa uno strumento difficilmente modificabile allora diventa un ostacolo:
la strategia deve cambiare in maniera incrementale per rispondere a cambiamenti
non rivelanti dell’ambiente competitivo e deve, se serve, cambiare in maniera
radicale la direzione dell’impresa quando l’impresa si trova di fronte ad innovazioni
2
distruttive (cambiamenti dell’ambiente esterno che possono portare l’impresa a
fallire). (pivoting)
L’impresa deve imparare a cambiare direzione rapidamente quando serve,
cioè è importante seguire un piano ma quando questo si scontra con la realtà a volte,
per dissonanza cognitiva (imprese dirette da uomini) cioè la mancata razionalità di
coloro che guidano l’impresa che si affezionano ai piani e nonostante l’inefficienza di
questi piani continuano a mantenerli per affezione o cercano conferme alle proprie
strategie anziché mettere in discussione queste certezze, comportando un fallimento a
causa dell’incapacità di cambiare rapidamente o di anticipare un problema che si
stava manifestando.
La pianificazione rigida può ostacolare il pensiero strategico, cioè la capacità
dell’impresa di creare nuove opportunità o di catturare nuove opportunità per avere
successo (Mintzberg, 1994).
La strategia è un insieme di attività che hanno una dimensione di programmazione, di
pianificazione (strategia deliberata). Attraverso l’esperienza, quando la strategia
passa dal piano dell’elaborazione a quello della realizzazione pratica, l’impresa
dovrebbe imparare da cambiamenti delle condizioni in cui opera l’impresa. L’impresa
opera in condizioni organizzative interne che possono essere più o meno
stabili/instabili in un ambiente esterno che può essere instabile. Se l’ambiente cambia
l’impresa deve elaborare nuove strategie o modificare le strategie elaborate, quindi
l’insieme di strategie elaborate ed emergenti porta ad una strategia realizzata. In
tutto questo processo ci sono azioni e piani che devono essere abbandonati e che
finiscono in uno spazio residuale.
L’articolazione strategica mette insieme una dimensione di tipo deliberato e una
dimensione di tipo di apprendimento (strategia emergente).
Business model
Una volta definita una strategia bisogna capire qual è il modello di business. Un
modello di business è l’insieme di concetti che rivelano o definiscono la logica
economica che spiega in che modo l’impresa offre del valore economico ai propri
clienti e in che modo l’impresa stessa si appropria del valore che ha creato.
Un modello di business, più semplicemente, è una sorta di modello molto schematico
(idealtipo) che si basa su tre elementi:
1. CUSTOMER VALUE PROPOSITION: proposta di valore che l’impresa offre ai
propri clienti, è quanto l’impresa offre di vantaggioso ad un cliente al netto di
quello che il cliente deve pagare V-P
La differenza è il surplus del consumatore, maggiore è il surplus e più il cliente è
contento perché è convinto di pagare un prezzo adeguato al valore che
l’impresa gli sta offrendo; maggiore è il valore (V)e maggiore sarà il prezzo che
il cliente è disposto a pagare (P)
2. PROFIT FORMULA: formula di profitto ossia quanto l’impresa è in grado di
creare valore per sé
P-C (prezzo – costo), c’è la capacità dell’impresa di offrire un’articolazione
della catena del valore tale da creare costi molto bassi, quindi a parità di prezzo
il profitto aumenta (a parità di costo offro un prezzo alto che richiede un valore
alto, fa ottenere un profitto alto)
3. PROTECTION OF RENTS: protezione dei profitti creati (rendite), se l’impresa
assets,
non proteggere i suoi altre imprese possono entrare nel mercato, imitare
l’impresa che è priva di azioni di protezione delle proprie risorse e competenze
(R&Cs) e quindi i concorrenti che l’hanno imitata trarranno beneficio da questo
valore e quindi l’impresa non si è appropriata del valore che ha creato
problema di value creation e di value appropriation 3
Esiste un rapporto tra business model e strategie realizzate (mix tra strategie
pianificate o deliberate ed emergenti).
Il business model viene prima perché rappresenta il modello ideale o lo scheletro di
un’impresa. Esso si basa su tre pilastri: value proposition, la profit formula e la
value appropriation che rappresentano le tre modalità con le quali un’impresa
racconta il motivo della sua esistenza, in che modo crea valore per i clienti, in che
modo riesce a produrre profitti organizzando la propria catena del valore e come si sta
attrezzando per appropriarsi del valore creato evitando che altri si approprino del
risultato delle sue attività. Una volta che l’impresa ha definito il suo modello di
business, allora potrà mettere in piedi delle strategie. La strategia è una fase
successiva dove l’impresa spiega in che modo concretamente interpreterà il modello,
è un insieme di attività e azioni che l’impresa mette in essere per tradurre questo
modello in una realtà che sia efficiente e che produca valore.
Esempi di modelli di business
Offerta di servizi di telefonia mobile
- : modelli differenti di uno stesso tipo di
servizio ma con modalità di offerta di esecuzione del servizio differente (TIM,
Wind…)
Cable Pay-TV e piattaforme online
- : hanno in comune il fatto di connettere
due lati del mercato (produttori di contenuti e acquirenti), raccolgono i propri
ricavi dai clienti e pagheranno dei diritti ai proprietari dei contenuti (Sky,
Google in Google i ricavi vengono raccolti mediante contratti di pubblicità
da parte degli inserzionisti che vogliono vendere dei prodotti in rete, è
possibile avere una posizione privilegiata all’interno del motore di ricerca a
fronte del pagamento di qualcosa a Google)
Beni di consumo durevoli,
- come stampanti: modello del Blade-and-razor in
cui viene offerto il prodotto a prezzi attraenti per i consumatori, poi però la
maggior parte dei ricavi derivano non dalla vendita del prodotto ma dalla
vendita del materiale di consumo (cartucce d’inchiostro, ricariche toner,
lamette, ecc.) (Gillette, HP, Canon)
Fast food:
- servizio rapido ed economico di pasti, location conveniente
(McDonald)
Queste piattaforme (Uber, JustEat, ecc.) hanno in comune delle caratteristiche
fondamentali. Esiste un proprietario della piattaforma tecnologica che permette ai
consumatori mediante una app di accedere a servizi di vario tipo (affitto
appartamento, noleggio di auto, pasti a domicilio, ecc.).
In tutti questi modelli la value propostion è l’acceso ad un servizio (cibo, taxi, ecc.) a
condizioni facili per il cliente in modo da renderlo flessibile per soddisfare le esigenze
dei clienti a condizioni abbastanza convenienti dal punto di vista del prezzo che viene
pagato.
La profit formula si basa su una percentuale che il gestore della piattaforma raccoglie
per ogni transazione (noleggio di auto, pasto prelevato dal ristorante, ecc.) sul prezzo
di scambio. Qui il modello di business è quello del gestore della piattaforma (es.
JustEat).
Questa formula prevede oltre che ricavi percentuali delle vendite anche costi molto
bassi, in quanto questi costi sono relativi a società che offrono una tecnologia e dei
costi di connessione tra utente finale e fornitore, senza alcun tipo di investimento (es.
Air B&B non è un hotel quindi non si deve occupare dell’affitto dei locali, JustEat non
deve preoccuparsi di produrre i pasti), cioè si parla di un’attività di pura
intermediazione che avviene puramente online e quindi ha costi limitati. Anche se il
ricavo risulta piccolo, tuttavia su grandi volumi questo ricavo unitario diventa un
ricavo totale molto grande. 4
La value appropriation prevede che le piattaforme si approprino del vantaggio
generato mediante un controllo della tecnologia che usano per gestire/aggiornare la
piattaforma, è importante considerare l’effetto di rete: maggiore è il numero di clienti
che usano una piattaforma e più il soggetto che deve scegliere tra due o più
piattaforme sarà propenso a scegliere quella che ha una maggiore base di potenziali
clienti; il cliente potenziale sceglie la piattaforma in base ai locali che possono
soddisfare le sue esigenze; anche qui vi è un problema di rete: la dimensione della
rete di coloro che sono associati alla piattaforma anziché ad altre piattaforme.
Clienti (domanda) e gestori del locale (offerta) hanno un vantaggio reciproco garantito
dalla rete per il fatto che dall’altra parte del mercato c’è un grande numero di attori
(es. per i ristoratori il vantaggio è aderire a deliveroo, il cliente ha un vantaggio
usando questa piattaforma perché sa che a questa piattaforma è associato un alto
numero di ristoratori). Maggiore è la rete di utenti e più la piattaforma acquisisce
potere di mercato e vantaggio competitivo in modo che l’impresa che offre la
piattaforma diventa difficilmente attaccabile da concorrenti. Questa formula di
appropriazione del valore non richiede tutela legale (marchi, brevetti) ma si basa su
una logica economica (esternalità di rete).
Business model come sistema di attività interdipendenti
Business model è un sistema di attività interdipendenti, ovvero come un sistema di
attività, risorse e capacità che servono per svolgere quelle attività. Nel sistema di
attività, a differenza della catena del valore, assieme all’impresa abbiamo diversi
attori: partner, fornitori, clienti (distributori), utente o cliente finale
L’insieme di queste attività costituisce il sistema del valore: ognuno di questi attori
ha una propria catena del valore ma l’insieme delle catene di valore di partner,
fornitori e clienti costituisce un sistema di attività interdipendenti perché ognuno di
questi soggetti ha bisogno degli altri per guadagnare e offrire valore ai clienti finali.
Tutto questo sistema di attività è orientato ad offrire un bene/servizio all’utente finale.
L’articolazione di questi sistemi di attività implica scelte da parte dell’impresa che
avranno conseguenze in termini di requisiti di capitale, politiche di prezzo e di
consumatori e concorrenti con cui l’impresa dovrà avere a che fare.
Come si progetta un modello di business?
La progettazione di un modello di business fa affidamento su:
1) Elementi costituitivi del progetto di business model (design elements)
2) Temi da inserire nel modello di business (design themes)
Design elements
Contenuto
1. = attività necessarie che devono essere realizzate per ottenere un
certo risultato e offrire un servizio, i contenuti possono essere prodotti
internamente o esternamente
2. Struttura = definisce i legami che esistono tra le varie attività, come queste
attività si collegano tra loro (es. prodotti e servizi in alcuni settori vengono
assemblati e prodotti insieme realizzando un’offerta integrata e offerti da un
solo fornitore in modo che il cliente non deve chiedere a diversi attori ma firma
un unico contratto con un’offerta uniforme;
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Strategie competitive settore auto
-
Competitive strategies
-
Riassunto esame Corporate Strategy, prof. Elena Candelo, libro consigliato Le strategie competitive del settore aut…
-
Perfectly competitive insurance market