III canto
Legenda
- Fattore: Dio, colui che fece la porta dell'inferno.
- La divina amore: cioè la Trinità, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.
- Etterne: Eterne furono le creazioni di Dio come gli angeli, i cieli e l'inferno fu creato dopo di loro.
- Speranza di morte: Speranza dell'annichilimento.
- Misericordia e giustizia li sdegna: Non sono né perdonati né puniti.
- Colui... rifiuto: Celestino V.
- Acheronte: Fiume mitologico che segna il confine con gli inferi.
- Più lieve legno: Allude al vascello snello e leggero che trasporta le anime al purgatorio dalle foci del Tevere.
- Vuolsi... vuole: Si vuole così presso Dio, che può tutto.
- Dimonio: Le divinità pagane venivano identificate nel Medioevo con i demoni.
- Il mal seme d'Adamo: I discendenti di Adamo, gli uomini malvagi.
Commento
La porta dell'inferno (anti-inferno) e i pusillanimi e tra loro coloro Celestino V. Caronte. Terremoto e tuono. Dante entra attraverso la porta dell'inferno. Paradiso = città di Dio. Inferno = città del diavolo e quindi come tutte le città hanno una porta.
E come si usava fare nelle porte medievali in alcune chiese o delle città stesse c'erano delle scritte che davano il benvenuto. Dio, per rendere giustizia all'umanità, ha creato l'inferno che inizia dopo l'Acheronte. Nell'anti-inferno ci sono i pusillanimi = contrario di magnanimo. Animo piccolo, sono i vili, coloro che non hanno mai scelto nella vita, odiosi a Dio ma anche al demonio che non li vuole avere nell'inferno. Sono coloro che hanno rinunciato a scegliere, a utilizzare il libero arbitrio.
Il peccato dei pusillanimi si oppone alla virtù della magnanimità e consiste nel rifiuto di scegliere tra il bene e il male, rinunciando così al libero arbitrio. I pusillanimi sono costretti a inseguire una bandiera che cambia continuamente direzione, mentre per le punture dei tafani e delle vespe i loro volti sono rigati di lacrime e di sangue, raccolte a terra da vermi. Il collegamento con il peccato consiste nella costrizione a seguire una bandiera, che rappresenta quel partito che non vollero mai prendere.
Il loro continuo movimento si contrappone a quella lentezza che è solita dei magnanimi e inoltre sono anche invidiosi della sorte degli altri dannati all'inferno. Tra i pusillanimi compaiono anche quegli angeli che al momento della ribellione di Lucifero non si schierarono né con lui né con Dio.
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