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Casi clinici

Simbolizzazione affettiva

Per formulare la descrizione della simbolizzazione dobbiamo tenere in considerazione che è importante sia l’aspetto contestuale che quello emotivo e affettivo che ci viene portato dalla persona. Questo ci consente poi, quando andremo a deristrutturare i prerequisiti (tra questi ci sono elementi legati alla decontestualizzazione), di avere degli appigli all’interno del quadro contestuale definito dentro di noi. Non possiamo essere sicuri al 100% di aver compreso il punto di vista che ci viene portato, facciamo ricorso a una restituzione a piccoli passi. Ci possiamo inserire dando un feedback durante le pause dal racconto. Ottima idea costruire la simbolizzazione affettiva attraverso l’interazione con il cliente.

Presupposti e prerequisiti della fantasia di possesso

I presupposti di base che portano a cadere nella pretesa sono:

  • Sofferenza derivante da parole o azioni non assonanti rispetto alla simbolizzazione ideali di quel determinato tipo di relazione;
  • Impossibilità di mettersi nei panni dell’altro, di condividere il sentire dell’altra persona, di capire le motivazioni che lo portano a comportarsi così, di percepirlo come diverso dal Sé;
  • Senso di impotenza e di insicurezza che porta a rifugiarsi nella fantasia di possesso giocata attraverso la pretesa come unica arma di relazione;
  • Assoluto egocentrismo: si crede che tutto sia relativo al Sé e si pretende che in ogni situazione debba essere sempre preso in considerazione il proprio sentire;
  • Assoluta decontestualizzazione della percezione cognitiva ed emotiva della situazione: la percezione è completamente staccata dal contesto ed unicamente basata sui ruoli immaginativi;
  • Legittimità della fantasia relativa alla percezione ideale di quella relazione: questo porta ad avere la convinzione del fatto che è pertanto giusta, corretta, vera, stabile, unica;
  • Incapacità di mettersi in discussione chiedendosi cosa si sta provando realmente, perdendo completamente di vista gli obiettivi produttivi condivisi della relazione;
  • Impossibilità di instaurare uno scambio produttivo, un dialogo che porti al ripristino dell’equilibrio.

Neoemozioni e loro deduzione

Caratteristiche del pretendere:

  • La non specificità del contenuto; non si sa che cosa si vuole;
  • L’impossibilità di essere soddisfatta; la risposta non sarà mai abbastanza;
  • La mancanza totale di limiti;
  • La legittimazione sociale. Nel nostro esempio infatti, se io racconto a qualcuno che il mio partner non mi dedica attenzioni, susciterò la condivisione della mia sofferenza, senza alcun interesse per il contesto e le relazioni coinvolte in esso, il vero bisogno, il punto di vista dell’altro. La pretesa si articola poi nel controllo e nella diffidenza.

Il controllo rappresenta il tentativo di mettere alla prova la relazione stessa. In esso si rinuncia all'interesse comune della relazione (lo stare insieme e lo stare bene) a scapito del controllo della relazione stessa. Per controllo si intende la ricerca priva di dubbi e quindi soluzione certa di un nemico. In tal senso la relazione viene messa in discussione sulla base di una confusione emozionale nei confronti dell'altro, che viene trasformato da amico a potenziale nemico. Si basa sull'assunzione di una propensione alla trasgressione e sul vissuto di una imminente catastrofe (sulla paura) che si manifesta nella certezza che l’altro sicuramente mi tradirà (certezza dell’esito).

Nel controllo si usano in modo tendenzioso e distorto le informazioni che riesco a ottenere e diviene più importante controllare piuttosto che sapere. Ogni conoscenza non servirà a fugare i dubbi perché quello che in realtà cerchiamo è la conferma del fatto che abbiamo ragione. Un esempio: partiamo dalla certezza che il partner ci tradisca, se trovo qualcosa nel suo cellulare posso dire di avere ragione, se non lo trovo “è tanto furbo da aver cancellato tutte le prove”, quindi il dubbio permane e alimenta continua sofferenza mai placabile che porterà a vivere l’altro come un vero e proprio nemico contro cui si è in guerra.

Potremmo pensare che questa particolare modalità di percepire gli eventi sia mossa da una tendenza forte al controllo della relazione ma non per rendere funzionale la relazione, al contrario per trovare la manchevolezza. Diffidare (sul versante più passivo del controllo), come espressione delle neoemozioni, porta a cercare rassicur

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/08 Psicologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher juliecorrencon927 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Counseling psicologico clinico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Giangrasso Barbara.
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