MOTORI CON ACCENSIONE PER COMPRESSIONE
In questo caso il combustibile viene introdotto durante il processo di combustione (mentre
nel caso dei motori ad accensione comandata, la combustione inizia solo dopo che si è
creata una miscela più o meno omogenea di aria e combustibile), qui invece, man mano che
il combustibile entra brucia. Il caso ideale è quello che il combustibile brucia
istantaneamente man mano che entra in camera, in questo modo si avrebbe una
combustione che è completamente controllata dall'iniezione.
Ad esempio se volessi avere un rilascio di calore più graduale, andrei ad alllungare la durata
dell'iniezione, viceversa, se volessi inserire il calore in tempo più rapido ridurrei la durata
dell'iniezione.
Purtroppo però non è possibile avere questa situazione ideale, perché per raggiungere la
combustione, è necessario che si completino una serie di processi di natura fisica e chimica,
i processi fisici sono la POLVERIZZAZIONE del combustibile liquido in gocce di dimensioni
molto piccole, per velocizzare il processo fisico successivo ovvero la VAPORIZZAZIONE e il
MISCELAMENTO del vapore di combustibile con l'aria.
Per quanto riguarda i processi chimici, ricordiamo che idrocarburi più complessi si devono
scomporre in idrocarburi più semplici e poi cominciano le lunghe catene di reazioni chimiche
le prime delle quali sono le reazioni endotermiche, quindi senza rilascio di calore, anzi con
assorbimento di calore e solo alla fine abbiamo le reazioni esotermiche che liberano il
calore.
Nel caso del motore diesel, i processi fisici sono quelli generalmente più lunghi e le reazioni
chimiche tendono invece ad essere rapidissime, perché in camera tendiamo ad avere
elevate pressioni e temperature grazie ad elevati rapporti di compressione, poi anche perché
nei motori diesel usiamo dei combustibili molto più reattivi dal punto di vista chimico, il
gasolio infatti tende ad accendersi molto più rapidamente rispetto alla benzina. Questo è
dovuto non solo alla natura dell'idrocarburo ma anche attraverso la correzione con degli
additivi specifici.
Nel caso del motore ad accensione comandata, mettevamo degli additivi per ritardare
l'accensione, nel caso dei motori diesel hanno lo scopo opposto, cioè rendere il più possibile
rapido il processo di autoaccensione.
RITARDO
Per definizione il ritardo è tempo che intercorre tra l'istante dell'inizio dell'iniezione, cioè nel
momento in cui cominciamo a introdurre combustibile in Camera e l’istante in cui il
combustibile comincia ad accendersi rilasciando calore.
Rappresenta un intervallo di tempo che corrisponde al tempo impiegato dalle prime gocce di
combustibile a vaporizzare, miscelarsi e a completare tutte le reazioni chimiche, almeno
quelle endotermiche, perché poi quando si arriva alla fase esotermica, di fatto il processo
diventa istantaneo.
E’ proprio il ritardo che rende la combustione diesel differente rispetto al processo ideale in
cui il combustibile brucia istantaneamente man mano che entra in Camera, quindi in qualche
modo cerchiamo di ridurre il ritardo, per avvicinarci sempre di più alla condizione ottimale.
Vedremo che la combustione nel motore diesel è fortemente legata al sistema di iniezione, e
questa è una cosa piuttosto diversa rispetto al motore ad accensione comandata.
Ma perché non ha un'importanza così fondamentale nel motore ad accensione comandata il
sistema di iniezione? Tutto sommato infatti anche con un vecchio carburatore e con un
sistema meccanico piuttosto approssimativo il motore funziona egregiamente. Stessa cosa,
invece, non si può dire del motore diesel, perché il sistema di iniezione deve essere fatto in
un modo particolare, quindi cerchiamo adesso di capire quali sono le esigenze specifiche di
un sistema di iniezione diesel.
CALCOLO TEMPI DI INIEZIONE
Trascuriamo un attimo il problema del ritardo e supponiamo di volere nel motore di una
combustione in qualche modo simile a quella che abbiamo nel motore a benzina, quindi una
combustione che duri 50°-100 ° di angolo di manovella. L’iniezione di combustibile dovrà
essere sicuramente inferiore alla durata della combustione che vogliamo, perché sappiamo
che la combustione è la somma del tempo che impieghiamo per iniezione, ma anche del
tempo di ritardo. Grossomodo, se vogliamo avere una combustione che ha durate
paragonabili a quelli motori cessione comandata, dobbiamo pensare di iniettare in un angolo
di manovella che sta tra i 20° e i 40°, quindi consideriamo 30°.
Allora il tempo che impiega il motore a spazzare questo angolo è inversamente
proporzionale alla velocità di rotazione n. Troviamo nell’esercizio proposto
che il tempo a disposizione per
30° a 3000 rpm è di 1,67ms,
quindi un tempo già piuttosto
piccolo.
Andiamo a vedere da cosa
dipende il tempo di iniezione.
Anzitutto l'iniettore è costituito da
una serie di forellini di diametro
molto piccolo dell'ordine del
decimo di millimetro, che sono
alimentati internamente da un
piccolo volume che si chiama
SAC. L'ingresso del combustibile
in questo volume che poi
alimenta a sua volta i fori, è
regolato da uno spillo. Quando lo
spillo si chiude, di fatto non possiamo avere l'ingresso del combustibile dentro al SAC, e
quindi il combustibile non può fuoriuscire attraverso i fori, quando lo spillo invece si solleva
abbiamo un’area di passaggio, per cui il fluido entra attraverso questo volumetto, poi può
fuoriuscire
attraverso i
fori.
I fori sono
circa 4-5.
Vediamo
adesso
nell’immagine
sottostante, come ricavare, trascurando il ritardo (cosa che è impensabile, ma è utile ai fini
didattici).
Quindi il tempo di iniezione dipende da:
- massa totale da iniettare
- area totale dei fori
- differenza tra pressione dentro all’iniettore e la pressione dentro al cilindro.
Se siamo a pieno carico e dobbiamo iniettare masse relativamente elevate di combustibile,
vediamo che l'unico parametro su cui possiamo intervenire per ottenere dei tempi di
iniezione accettabili è la pressione di iniezione.
Infatti, se guardiamo gli altri parametri, la massa totale da iniettare è in qualche modo un
target che noi abbiamo.
L’area totale dei fori è qualcosa su cui abbiamo poco margine di intervento, perché
innanzitutto i fori hanno diametri piccoli in modo da avere delle gocce di combustibile molto
piccole che consentano di vaporizzare e miscelarsi velocemente al fine di limitare il tempo di
ritardo.
Possiamo allora aumentare il numero di fori? Non va bene, perché dopo succede che si
rende difficile il miscelamento dell'aria con il combustibile, in pratica i getti di combustibile si
rubano l'aria l'uno con l'altro e quindi anche questo porta ad un aumento del tempo di
ritardo.
Quindi sostanzialmente in questo calcolo del tempo iniezione, l'area di fori risulta un
qualcosa su cui si può intervenire in maniera limitata. La densità ovviamente rimane
costante.
Quindi ci rimane come unico termine su cui si può intervenire, la differenza tra la pressione
di iniezione e la pressione nel cilindro.
Quindi ad alti regimi, quando abbiamo dei tempi molto ridotti soprattutto a pieno carico, e
dobbiamo avere masse elevate, occorre avere pressioni di iniezione molto elevate (almeno
due ordini di grandezza in più rispetto alle iniezioni che usiamo normalmente sui motori a
benzina!!).
Supponiamo di voler invitare 50 mg di gasolio che presenta una densità di 830kg/m3
.Vogliamo iniettare in 30° di angolo motore, la velocità di rotazione è di 3000rpm , 6 fori con
un diametro di 0,12 mm.
Risulta alla fine che la pressione di iniezione ovvero la differenza tra la pressione di iniezione
e la pressione del cilindro è 1179 bar. Quindi un numero veramente notevole se pensiamo
che nei sistemi di iniezione nei motori a benzina parliamo di 3 bar.
Notate che usando questa formula, raddoppiando la velocità di rotazione, passando ad
esempio da 3000 a 6000 rpm, la pressione di iniezione ha una relazione quadratica con il
rapporto tra le velocità di rotazione; quindi, raddoppiare la velocità di rotazione significa
aumentare di 4 volte la pressione, quindi invece di 1179, parliamo di quasi 4700 bar, numero
esageratamente grande.
Se dimezziamo la massa, vediamo che la pressione è quattro volte più piccola, quindi
questo significa che il problema delle pressioni di iniezione elevate sorge quando siamo a
pieno carico, infatti nel momento in cui il carico diminuisce, quindi la massa gasolio
diminuisce, cala anche di molto l'esigenza di avere una pressione di iniezione elevata.
Se raddoppiamo il numero di fori o l'area di ciascun foro, anche qui riusciamo a ridurre la
pressione, però come abbiamo detto in precedenza che in realtà su questo parametro non
abbiamo tanto margine di manovra, perché aumentare l'area dei fori significa aumentare il
tempo di ritardo.
Oltre a iniettare il combustibile in tempi rapidissimi, il sistema di iniezione deve avere anche
qualche altra caratteristica.
- FASARE l'iniezione all’istante opportuno, quindi non solo la durata dell’angolo di
manovella ma anche il punto esatto. Devo infatti iniettare poco prima del punto morto
superiore, quindi bisogna che il sistema iniezione sia capace di iniettare al momento
giusto.
- REGOLARE IL CARICO, significa poter ridurre la massa iniettata quando non ho
bisogno della potenza massima.
Il sistema che inventò Robert Bosch nel 29 “pompa di iniezione in linea”, aveva già tutte
queste funzioni, in particolare la fasatura era ottenuta con un albero a camme che veniva
trascinato dal motore, un po’ come le valvole, e il carico veniva regolato tramite una
cremagliera, un sistema che funziona talmente bene che viene usato ancora oggi, con
qualche modifica, che però non cambia sostanzialmente il funzionamento.
Non verrà chiesto all’esame però è un bel pezzo di ingegneria. Pensata quasi cent'anni fa
funziona bene anche adesso.
DESCRIZIONE DELLA COMBUSTIONE, INIEZIONE DIRETTA
Ci concentriamo sulla tipologia di combustione più tipica, ovvero a iniezione diretta, dove il
combustibile è introdotto direttamente all'interno del cilindro. Osserviamo da questa
immagine che la camera
di combustione, è ricavata
quasi interamente nel
pistone. Quindi c'è una
tazza del pistone che
questa forma particolare a
Omega.
Questa è una sezione evidentemente del pistone, la particolarità di questa BOWL o tazza è
che è perfettamente assialsimmetrica rispetto all’asse del cilindro.
L'iniettore viene posizionato il più vicino
possibile, idealmente dovrebbe essere
esattamente sull'asse del cilindro, e i fori sono
disposti in modo da generare dei getti
assialsimmetrici rispetto all'asse del cilindro.
Questo cono formato dai getti che escono dalle
iniettore ha un angolo di apertura tra i 120 e
180°.
Altra osservazione, la testa del motore è piatta
e le valvole sono verticali.
Tra la testa e il pistone, quando siamo al PMS la distanza è molto piccola, è proprio limitata
al massimo (Motori automobilistici moderni sono intorno a 0,7 mm).
Come procede la combustione in questo sistema di combustione?
Supponiamo di avere un iniettore con un certo numero di fori, per esempio 6 fori. La
combustione procede seguendo quattro fasi distinte:
- RITARDO: le prime gocce di combustibile vengono iniettate ad altissima velocità,
cioè se voi calcolate con la formula che abbiamo visto all'inizio la velocità c1 del
combustibile per una pressione di, ad esempio 1000 bar, vengono fuori delle velocità
di qualche centinaio di metri al secondo, quindi vuol dire che il combustibile si troverà
iniettato in camera ad una velocità altissima rispetto alla velocità dell'aria che circola
all'interno della camera di combustione. Quindi è come se il combustibile andasse a
scontrarsi contro un muro d'aria ferma. Quindi le prime gocce si polverizzano molto
bene e quindi evaporano molto rapidamente. Dato che siamo ancora all'inizio del
processo di iniezione, queste prime particelle di combustibile trovano tantissima aria,
quindi si miscelano subito con l'aria e tendono a formare facilmente delle miscele che
hanno composizione prossima a quella stechiometrica che permette l'avvio delle
reazioni chimiche, almeno quelle endotermiche.
- COMBUSTIONE PREMISCELATA: nella miscela aria-combustibile formata fino a
quel momento si ha un’autoaccensione nei punti dove il rapporto aria combustibile è
più prossimo al valore stechiometrico. In brevissimo tempo, però, tutta la regione
premiscelata brucia, perché, partendo da queste zone che sono circa
stechiometriche, anche le zone di miscela molto ricca o molto magra, vengono
scaldate dalla combustione delle zone stechiometriche e quindi accelerano subito la
loro cinetica chimica. Il rilascio di calore è molto violento però, di norma, in una
combustione diesel normale, la quantità di combustibile che è stato iniettato fino a
quel momento in camera è ancora molto limitata, quindi possiamo arrivare al
massimo al 20-30% del combustibile, quindi anche se questo combustibile brucia
istantaneamente, date le limitate quantità, l'incremento di pressione e di temperatura
in camera è comunque accettabile, non crea problemi.
- COMBUSTIONE DIFFUSIVA: in questa fase il combustibile che entra in camera non
riesce più a evaporare così facilmente, perché non è più vero che l'aria all'interno del
cilindro è ferma, adesso è stata messa in movimento nella prima fase dell'iniezione e
anche dalla combustione che si è generata, quindi il combustibile non riesce ad
evaporare in quanto non riesce a polverizzare così bene, quindi si forma un getto di
combustibile liquido circondato da aria, vapore di combustibile e gas combusti
distribuiti in maniera disomogenea.
Il disegno qui a fianco
rappresenta questa
situazione, vedete questa
lingua cos
-
Motori a combustione interna - Appunti
-
Principi di combustione
-
Riassunto completo esame di "Motori a combustione interna"
-
Domande esame Chimica dei processi di combustione m