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Colonna vertebrale e vertebre

Appunti di anatomia su colonna vertebrale e vertebre basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Familiari dell’università degli Studi de La Sapienza - Uniroma1, facoltà di Seconda medicina e chirurgia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Anatomia clinica docente Prof. G. Familiari

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Rachide

Il rachide è un complesso osteoartrolegamentoso e muscolare, un insieme di strutture

che associate insieme servono ad assicurare la stabilità e la motilità del tronco. Un

“dicotomico”:

doppio compito tutta la struttura del rachide sono in un miglior

compromesso possibile per assicurare stia stabilità che motilità. Troviamo le vertebre,

le articolazioni, i legamenti e i muscoli.

Funzioni:

1. Funzione di contenitore: il rachide in parte continua la funzione delle ossa della

volta cranica che proteggono l’encefalo; il rachide protegge infatti il midollo

spinale, continuazione del SNC, il primo tratto del sistema nervoso periferico (i

nervi spinali) e le meningi.

2. Funzione di struttura portante: sostegno della testa, del tronco e degli arti

superiori e collegamento col cingolo e gli arti inferiori.

3. Adattamento del busto durante i movimenti degli arti: il rachide si adatta ai

movimenti – quando io muovo un arto sposto il baricentro, i muscoli i legamenti

e la colonna seguono il movimento e si adattano.

La dicotomia statico/dinamico si vedrà riflessa nella struttura dell’elemento base

della colonna vertebrale, ovvero la vertebra.

Colonna vertebrale

Per “colonna vertebrale” si intende solo ed esclusivamente la parte ossea.

Esistono diverse vertebre, ognuna la ripetizione di un elemento base che si differenzia

metameria

in base al livello in cui si trova (sono un esempio di ).

- Vertebre cervicali (7)

- Vertebre toraciche (12)

- Vertebre lombari (5)

- Vertebre sacrali (5)

- Vertebre coccigee (≈4)

Ogni vertebra avrà caratteri principali (comuni a tutti) e specifici (che

troviamo nel singolo segmento e aiuta ad identificare che tipo di

vertebra si osserva).

I vari segmenti hanno delle curvature fisiologiche sul piano sagittale,

fondamentali per mantenere la funzionalità corretta della colonna.

Devono esserci e devono essere mantenute entro determinati range,

funzionali alla staticità.

Zona cervicale e lombare: lordosi (convessità in avanti) ≈40°

 Zona toracica e sacrale: cifosi (convessità indietro) ≈35°

Esistono per una ragione biomeccanica. L’arco scarica il peso delle strutture

sovrastanti, e una struttura che possiede 3 archi è 10 volte più resistente al carico

rispetto ad una struttura completamente lineare. Sono quindi importanti per

assicurare una corretta funzione statica e resistenza al peso.

Tali curve non sono sempre presenti, ma si cominciano a formare quando comincia ad

esistere una necessità di resistere al peso. La colonna del neonato infatti ha la forma

di una C, come se fosse un’unica grande cifosi poiché non è sottoposta al peso. Poi nei

primi mesi di vita il neonato comincia a prendere coscienza del movimento e del

corpo. Esistono degli schemi motori innati (il riflesso di pararsi in una caduta) ma tutti

gli altri vanno appresi. Quando comincia a tirare su la testa comprare la lordosi

cervicale; tirando su la testa comincia pian piano a gattonare, definendosi così la

lordosi lombare e diminuisce la cifosi toracica. Dal gattonare comincia a passare alla

stazione eretta, la lordosi lombare diventa definitiva e avviene lo spostamento indietro

del sacro; durante la pubertà la colonna assume la sua forma più o meno definitiva.

Durante l’età adulta la colonna rimane stabile ma nei processi di invecchiamento si ha

di nuovo una variazione. Dopo la menopausa, ad esempio, nella donna c’è maggiore

tendenza all’osteoporosi (a causa del cambiamento ormonale); il tessuto osseo

comincia ad essere demolito con maggiore velocità e non viene più deposto come

prima pertanto sotto l’azione della forza peso c’è una tendenza all’abbassamento della

statura e ad una marcata cifosi toracica (la gobba). Tale fenomeno si presenta in

generale nel processo di invecchiamento ma più marcatamente nella donna (che è

portata all’osteoporosi). Vertebre

Caratteri generali:

- Osso breve (non c’è un diametro che prevale rispetto agli altri)

- Corpo vertebrale (cilindrico, parte anteriore)

- Arco vertebrale (parte posteriore, composta da due peduncoli da cui si

propagano due lamine che si congiungono medialmente a formare un arco

chiuso che racchiude il midollo spinale)

- Processo spinoso (all’apice dell’angolo)

- Processi articolari e processi trasversi (all’intersezione di peduncoli e lamine)

Questi sono i caratteri generali posseduti da tutte le vertebre. Ci sono dei caratteri

specifici che variano al variare dalla regione della colonna analizzata.

- Corpo rivolto anteriormente, con due superfici articolari (una superiore e una

inferiore). La circonferenza articolare è abbastanza rilevata per la presenza del

disco intervertebrale, disco fibrocartilagineo che si interpone fra due corpi a

formare una sinfisi. Può essere di diverse forme e dimensioni.

- I processi si originano all’intersezione tra lamine e peduncoli.

- Le lamine si uniscono a formare un arco; impilando le vertebre ogni arco va a

formare un canale, il canale vertebrale (funzione di protezione per il midollo

spinale).

- I peduncoli hanno i margini incavati; sovrapponendo le vertebre i margini

incavati di tutti i peduncoli vanno a formare il forame intervertebrale da cui

escono i nervi spinali. In particolare a livello del forame abbiamo il ganglio e

l’unione con la radice anteriore e posteriore. Il nervo spinale si trova quindi in un

punto delicato.

- I processi trasversi vanno trasversalmente al corpo della vertebra.

- I processi articolari sono quattro (inferiori e superiori). Ci saranno quindi 2

faccette articolari superiori e 2 inferiori, e la disposizione di tali faccette sarà

caratteristica della zona considerata.

- Il processo spinoso è impari e mediano, si protende verso la parte posteriore in

maniera abbastanza orizzontale a livello cervicale e lombare, mentre diagonale

a livello delle vertebre toraciche. Anche la lunghezza può variare.

Vertebre cervicali

Le vertebre cervicali sono 7. Hanno caratteristiche particolari perché le cervicali

tipiche sono C3, C4, C5 e C6. C1 e C2 (atlante ed epistrofeo) sono specializzate per

l’articolazione con l’osso occipitale. Sono condizionate dal fatto di essere quelle

vertebre che fanno quasi unità funzionale con l’occipitale. C7 è l’ultima, si trova al

confine con la zona toracica e per questo ha già delle caratteristiche che la avvicinano

alle vertebre toraciche. I cambiamenti non sono infatti mai bruschi: l’ultima vertebra di

un segmento è già molto simile alla prima del successivo, non c’è mai un

ex abrupto.

cambiamento

La quarta vertebra cervicale può essere presa

come vertebra cervicale tipo:

- Corpo piccolo

- Arco grande (il midollo spinale a questo

livello è molto grande)

- Il processo spinoso è bifido (finisce con due

terminazioni)

- Il processo trasverso è dotato di un foro, il

forame trasversario, per il passaggio delle

arterie vertebrali che decorrono all’interno di

questi forami e che si fondono al livello del

cranio nell’arteria basilare (la quale contribuisce alla vascolarizzazione

dell’encefalo) e di due rilievi, i tubercoli anteriore e posteriore

- Le faccette articolari superiori sono rivolte all’indietro, quelle inferiori in avanti

(si devono incastrare con quelle della vertebra successiva)

C7:

- Processo spinoso unico e molto lungo (per

questo si chiama vertebra prominente – il

processo spinoso è palpabile alla base

posteriore del collo)

- Il tubercolo anteriore del pr. trasverso è

appena accennato mentre quello posteriore

è estremamente sviluppato

- Il corpo è leggermente più grande


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7

PESO

1.50 MB

AUTORE

martiune

PUBBLICATO

8 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (a ciclo unico)
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martiune di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Familiari Giuseppe.

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