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Classico filosofico II - Agostino 'De Beata Vita' e 'De Magistro'

Prof. Amos Corbini

Introduzione

Tipologia letteraria

I dialoghi di Agostino si possono dividere in due gruppi:

  • Scenici (o narrativi): si presentano come racconti, fatti ad un dedicatario a cui Agostino si rivolge nel prologo, di conversazioni che sarebbero avvenute in più giornate tra l’autore e altri personaggi, verbalizzate da uno stenografo. [Contra Academicos, De Beata Vita, De Ordine.] Sono anche detti 'Dialoghi di Cassiciaco' perché avvenuti nella villa di Verencondo situata a Cassiciaco. Agostino vi trascorre alcuni mesi tra la fine dell’estate 386 e le prime settimane del 387.
  • Non scenici (o drammatici): privi di ambientazione spazio-temporale, non vi sono prologhi e rappresentano, senza mediazione narrativa, una discussione tra due soli interlocutori [De Magistro].

Cronologia e storicità

La composizione dei dialoghi si colloca tra la conclusione dell’insegnamento di retorica a Milano nel 386 e l’ordinazione a vescovo coadiutore di Ippona nel 395/396. I dialoghi di Cassiciaco, i Soliloquia e De immortalitate animae sono anteriori al battesimo di Agostino (24/25 Aprile 387). Sono dunque un’opera di un Agostino relativamente giovane, dedito alla ricerca filosofica, libero da impegni ecclesiastici.

Nei dialoghi di Cassiciaco si è trovato un filosofo sedotto dalla metafisica plotiniana che un penitente conquistato dalla grazia divina, per questo si dice che nel 386 moralmente come intellettualmente egli si è convertito al neoplatonismo piuttosto che al Vangelo.

→ Per questo si è ipotizzato una sua profonda evoluzione spirituale.

Dialoghi non-scenici: non tutti sono veramente avvenuti.

Dialoghi scenici: dichiarano espressamente la loro natura storica. Si dice che venivano trascritti immediatamente su tavolette da uno stenografo mentre altri furono messi per iscritto a memoria subito dopo.

Motivi:

  • Impedire che la fatica impiegata andasse perduta.
  • Impedire che la memoria perdesse i risultati ottenuti.
  • Indurre gli allievi a prestare attenzione agli esercizi dialettici.
  • Consentire ad Agostino un uso moderato della voce (dolori al petto).
  • Obbligare ad una certa cura nell’espressione.

Dopo la registrazione su tavolette, Agostino si curava di sistemare letterariamente le stesse in previsione di una pubblicazione.

Quindi possiamo dar credito a tali assicurazione di fedeltà storica? Anche se erano tipiche del genere letterario del dialogo ciò non implica che siano totalmente inattendibili. Secondo Madec è possibile che Agostino abbia deciso di adeguarsi ad un certo modello dialogico già nell’organizzazione stessa delle conversazioni, registrate e poi sistemate per la pubblicazione con inevitabili ritocchi.

Incongruenza temporale I: De Beata Vita

Giornate 13, 14 e 15 Novembre 386, inizia il giorno del 32° compleanno di Agostino.

Tesi → Che il De Beata Vita si sia svolto nell’interruzione tra la III e la IV giornata del Contra Academicos (dura 6 giornate, interruzione di 7 giorni dopo la III giornata).

Pro

  • BV.I: Agostino fa riferimento ad una faccenda intrapresa con gli Accademici, nota solamente a N, L e T = Allusione al dialogo CA. al quale partecipano N, L e T (e anche Alipio, il quale però in BV è assente). L insieme ad Alipio era dalla parte degli accademici → BVI: L non abbandona ancora gli Acc. e attende la difesa di Alipio. → CA.V: L passa dalla parte di Agostino → CA.VI: Alipio sconfitto.
  • CA.VI: Agostino dice di essere nel 33° anno di età, quindi di avere 32 anni, quindi successivamente al 13 novembre, giorno di inizio del BV.
  • Retractationes: Agostino dice di aver scritto il BV durante i libri del CA. 'Inter illos'.

Contro

  • Agostino dice che nella pausa di 7 giorni si dedicarono al ripasso e all’esame di tre libri di Virgilio 'a disputando fuimus otiosi'.
  • Agostino si recò a Cassiciacum nelle vacanze della vendemmia (23/8 al 15/10) mentre in CA. dice che la prima giornata ebbe inizio pochi giorni dopo il loro arrivo: ma se fosse vero che il BV. fosse stato scritto nella pausa allora il CA. sarebbe iniziato NON pochi giorni prima 'pauculi dies' di Novembre MA alcune settimane prima!

Incongruenza temporale II: De Ordine

Due giornate consecutive separate dalla terza da un intervallo di pochi giorni.

Tesi → Collocazione cronologica delle prime due giornate entro la pausa tra la III e la IV del CA., subito dopo la trattazione del BV.

Pro

  • Al DO. partecipa Monica, poiché Agostino dice di essere rimasto impressionato dall’intelligenza filosofica dimostrata nel dialogo tenutosi al suo compleanno, quindi il BV.
  • L. rammenta che in quella stessa occasione si era discusso che possedere Dio significa godere di Dio, quindi BV.
  • Agostino ricorda la menzione a Proteo fatta da Alipio in CA.
  • Trigezio nota il cambio di atteggiamento di Licenzio nei confronti degli Accademici: la sorpresa si spiegherebbe meglio se la I giornata del DO. si collocasse prima della conclusione del CA, quindi prima che L. dichiarasse di abbandonare il punto di vista degli Accademici. Di sicuro almeno la I giornata venne discussa nella pausa del CA dopo il BV!

Contro

  • 'A disputando fuimus otiosi'
  • NON 'pauculi dies'
  • Alipio è assente nelle prime due giornate del DO. e rientra proprio nella III MA nella VI del CA. (e quindi secondo la Tesi, precedente alla III DO) Alipio è già presente.

Collocazioni certe

  • Date del BV: 13, 14 e 15 Novembre 386
  • Posteriorità del De Ordine al BV. (pro 1/2)

Ragioni della scelta del genere dialogico

  • A Cassiciacum, Roma e Tagaste Agostino aveva l’abitudine di discutere con le persone a lui vicine su questioni poste da lui stesso o da altri, sicché il dialogo rappresentava la maniera più naturale di rendere noti questa attività con i suoi risultati.
  • Esempio dell’Hortensius di Cicerone
  • Agostino, dopo l’abbandono della professione di retore, aveva scelto uno stile di vita che si riassume nel termine di philosophia: l’amore o il desiderio della sapienza, la ricerca accurata di una conoscenza certa, e quindi della verità su se stesso e sulla propria origine e sul proprio destino, ovvero, sull’anima e su Dio. Questo studium sapientiae si esplica normalmente in una comunità di persone → Il gruppo di Cassiciacum si configura per molti aspetti come una 'scuola' di questo tipo. Le discussioni che in esso si realizzano assolvono la funzione propria dei dibattiti di una scuola filosofica antica: sono esercizi spirituali che allenano i discepoli e nello stesso tempo li avvicinano agli obiettivi sapienziali perseguiti.
  • Il dialogo assume una funzione maieutica di far venire alla luce la verità. Il discepolo non impara dal maestro ma da se stesso, anzi dalla verità che lo istruisce interiormente. Opportunamente interrogato egli può giungere da solo a ciò che cerca perché non deve far altro che rinvenirlo in se. (Dottrina all’interno dei Soliloquia: presenza interiore della verità. Le nozioni che appartengono alle discipline liberali e alla stessa filosofia vengono scoperte, dalla mente di chi indaga, non fuori, come le cose sensibili, ma dentro di se).

Dialoghi

Contra Academicos

Costituito da due blocchi testuali, ognuno di essi introdotto da un prologo a Romaniano:

  • Libro I, giornate I-II-III
  • Libro II-III, giornate IV-V-VI

Sono gli esponenti dell'Accademia nuova o scettica, Arcesilao e Carneade in Accademici: particolare. Il motivo per cui venne scritto viene indicato dallo stesso Agostino nelle Retractationes: per rimuovere dal suo animo le loro argomentazioni perché colpivano Agostino stesso; esse inoculavano in molti la sfiducia di trovare il vero e proibivano al sapiente di dare l’assenso a qualsiasi cosa.

Confessiones V: All’epoca del primo soggiorno romano egli stimava gli Accademici come più prudenti degli altri filosofi proprio perché credevano che si dovesse dubitare di tutto. A Milano la credenza scettica gli fece abbandonare il Manicheismo e si avvicinò di più allo scetticismo ma ciò non avvenne mai del tutto. Ciò perché Agostino aveva stima per le capacità della mente umana. Pensava che il vero rimanesse nascosto solo per l’ignoranza circa il modo giusto di cercare, modo che andava ricevuto da un’autorità divina. Da qui la decisione di restare catecumeno nella Chiesa alla quale i suoi l’avevano consegnato da piccolo, sino al ritrovamento della verità.

In ogni caso l’Accademia era come un freno alla ricerca della sapienza [Prologo BV: Accademici come timonieri che, resistendo a tutti i venti, tennero a lungo la sua nave in mezzo ai flutti, impedendole di giungere al porto della filosofia].

Scopi del Contra Academicos:

  • Il superamento di quella barriera che lo scetticismo erige davanti alla porta della filosofia (ruolo della filosofia nell’educazione e nella vita e la possibilità di essere veramente felici).
  • Scopo pedagogico e formativo (Libro I: esercizio dialettico che doveva servire ad affinare negli allievi la disciplina disputandi e a mettere in luce l’autenticità della loro vocazione filosofica).
  • Esortazione a Romaniano, in particolare e in generale tutti i lettori, alla filosofia.

Contra Academicos o De Academicis? La discussione intorno allo scetticismo accademico riguarda solo gli ultimi due libri ed inoltre le tesi scettiche non vengono considerate come la loro autentica dottrina, ma come un’opportuna difesa dialettica nei riguardi del materialismo stoico. Il dibattito dei libri II e III si rivela alla fine contrario sia allo scetticismo ma non avverso, se non addirittura favorevole, agli Accademici.

Inizialmente Alipio sostiene la tesi degli Accademici in contrasto con Agostino; l’accordo fra i due avviene quando dal piano gnoseologico si passa a quello religioso, precisamente all’idea che solo un essere divino possa rivelare all’uomo il vero che egli cerca. Questo numen sarebbe l’Intelletto divino incarnato, e il vero svelato dalla sua auctoritas viene a coincidere con il modo intelligibile che è oggetto della filosofia verissima, ossia il Verbo stesso.

Romaniano: conterraneo, figura paterna, benefattore di Agostino del quale aveva sostenuto gli studi e la carriera. Per sdebitarsi vuole incoraggiarlo a lasciare la vita pubblica, piena di faccende legali ed economiche, per dedicarsi alla vita in philosophia.

I due prologhi sono importanti perché:

  • Forniscono indicazioni sul dedicatario Romaniano.
  • Indicano il motivo per cui Agostino gli invia l’opera.
  • Forniscono indicazioni sul contesto spazio-temporale, sull’organizzazione e preziose testimonianze autobiografiche.

Tema: Difficoltà che si pongono lungo il cammino verso la sapienza e dei modi in cui possono essere risolte.

Prologo I

  • Virtù, fortuna e filosofia.
  • Agostino si augura che la virtù possa strappare Romaniano alla fortuna, sua rivale, così che non possa essere oggetto di eventi fortuiti e neppure a quelli fortunati; però è stato disposto che l’animo divino non possa giungere al porto della sapienza se non sospinto dalla fortuna stessa, propizia o avversa. La fortuna è retta da un ordine nascosto e la filosofia promette di mostrare tale ordine.
  • Se i soffi della fortuna, che si ritengono avversi, non lo avessero strappato dalla ricchezza, sarebbe stato inghiottito.
  • Se la vita pubblica di Romaniano fosse andata benissimo nessuno oserebbe menzionargli la felicità di un’altra vita. Nessuno potrebbe convincerlo che è felice proprio per il fatto che non gli sembra di esserlo!
  • Gli eventi che parevano sfavorevoli invece sono favorevoli. Così come i dolori al petto di Agostino lo hanno allontanato dal mestiere di retore e avvicinato alla filosofia (conversione di Agostino fu anche filosofica), la quale lo ha liberato dalla superstitio (manicheismo: setta religiosa-scientifica che mischiava dottrine religiose e cosmologiche). La filosofia promette di mostrare Dio (idea che entra nella mentalità medievale; fede: ragione che giunge più lontano).

Genesi del libro. Agostino invita Romaniano ad imitare il figlio Licenzio che si è totalmente rivolto alla filosofia: per questo gli invia il dialogo! Indicazione: 'pauculis diebus' da quando erano giunti in campagna cominciano il dialogo. Agostino fece chiamare uno stenografo affinché la fatica non fosse vana.

Schema

Ambivalenza della Fortuna:

  • Rivale che si oppone alla Virtù e le contende il possesso dell’uomo.
  • Colei che ha il potere di consegnare l’uomo nelle braccia della Virtù.

Il buon esito del nostro viaggio verso la sapienza dipende dai Venti della Fortuna ma gli eventi si dispongono secondo un ordine nascosto stabilito dalla Divina Provvidenza (cosa che la Filosofia promette di dimostrare).

Insuccessi di Romaniano (Prologo II: esortazione a volgersi alla filosofia e non ai beni insicuri!) ≡ Problemi di salute di Agostino che lo hanno spinto verso la filosofia. Metafore frequenti in Agostino (astronomiche, luce, filosofia come porto, Cristo come misura suprema, fuoco, fiamme, tuoni etc.)

Prologo II

  • Le motivazioni per cui gli uomini non giungono alla verità o sono distolti dal cercarla:
    • Affanni di questa vita = Romaniano.
    • Torpore mentale per pigrizia e ottusità.
    • Perdita della speranza.
    • Presunzione di averla trovata.
  • In questo clima sfavorevole le tesi degli Accademici sono allettanti! Si deve chiedere l’aiuto divino.
  • Romaniano aiuterà le suppliche e le preghiere di Agostino se anche lui si sforzasse con preghiere e volontà, la quale è avvolta dalle faccende terrene.
  • Ruolo di Romaniano nel cammino di Agostino verso la filosofia. Spiega il ruolo di fautore, amico e padre di Romaniano per Agostino.
  • Ad Agostino il volto della filosofia si è mostrato dopo aver letto i libri pregnanti (Hortensius?) e le lettere paoline.
  • Se quel volto si palesasse all’avversario di Romaniano anche egli, essendo un amante della bellezza sensibile, si infiammerebbe d’amore per la bellezza intelligibile della sapienza.
  • Esortazione alla filosofia. Filocalia = Amore per la bellezza / Filosofia: Amore per la sapienza. La sapienza però non è altro che la vera bellezza, quindi F e F sono sorelle. * vedi Retractationes. Il tema della Bellezza di Plotino ispira molto Agostino.
  • Agostino analizza tutti e quattro i motivi che potrebbero tenere lontano Romaniano dalla verità. Primo problema sì: affanni mondani. Secondo no: torpore mentale. Terzo, verrà risolto dalla discussione dei libri II e III: perdita della speranza. Quarto, se è ricaduto nel Manicheismo Agostino gli manderà lo scritto 'De vera religione' o ne parlerà di persona: credere di aver già trovato la verità.
  • Protrettico. Esortazione alla filosofia: la quale sarà ancora più certa della matematica. 'Cercate e troverete'

De Beata Vita

Costituito da un solo libro, contenente tre giornate: 13, 14 e 15 Novembre 386 *il giorno del suo 32° compleanno. La composizione dell’opera precedette il DO. e fu intermedia al CA.

Partecipanti: Agostino, Licenzio, Trigezio, Navigio + Monica, Adeodato, Rustico e Lartidiano. Alipio è assente. Il prologo è interamente costruito su una metafora tradizionale, quella della navigazione verso un porto, applicata al rapporto degli uomini con la filosofia, il porto in cui si approda alla terra della felicità.

Scopo

  • Mostrare il ruolo spesso determinante di eventi apparentemente avversi.
  • Portare come esempio la propria esperienza personale.

Metafore

  • Ritorno dell’anima in patria: origine platonica e quindi Cicerone. 'Protrettico' di Aristotele, andato perso. Metafora usata anche da Seneca.
  • Viaggio: sicuramente Agostino lesse i libri dei neoplatonici. Ci sono passi che ci indicano che lesse le 'Enneadi' di Plotino (Enneade I-VI-8 sul bello).
  • Navigazione: 'Tusculanes Disputationes' 'De brevitate vitae' MA Agostino cambia il segno del prologo → Seneca e Cicerone hanno una visione ottimistica, l’uomo è
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/06 Storia della filosofia

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