Istologia lezione 1 – 02/04/2012
Presentazione al corso:
sul sito “moodle” si trova tutto il materiale necessario al corso di istologia (tranne le immagini -.-‘
ndr), in particolare:
• il programma pagina per pagina, seguendo il testo “Ross-Pawlina”, con accanto un numero
che suggerisce il “livello di studio” (non è l’importanza, certe parti sono molto diffuse per il
programma da svolgere, quindi bisogna sintetizzare, quindi il numero non è l’importanza
ma il rapporto a quanto ne parla il libro. C’è un indicazione per gli studenti di medicina e
una per gli studenti di odontoiatria)
• I testi di istologia sono fatti seguendo un programma adottato in altri Paesi. C’è un’istologia
generale e un’istologia speciale. L’istologia generale comprende lo studio della cellula (la
citologia) e i tessuti (epiteliale, connettivo, sangue, nervoso e muscolare). L’istologia
speciale riguarda gli organi e gli apparati (esempio vasi, cuore, etc…). Il nostro programma
si limita solo all’istologia generale. L’istologia speciale tornerà utile perché presenta molte
immagini, che possono essere di supporto allo studio. Sempre su moodle si trova un
elenco di immagini che possono ritornare utili per lo studio (l’elenco è sempre fatto
seguendo il “Ross-Pawlina”)
• In moodle si trova anche un “errata corrige” degli errori presenti nel “Ross-Pawlina”, errori
dovuti ad una traduzione affrettata. ATTENZIONE: alcune frasi dicono proprio il contrario!
PS: la pagina di moodle del corso di istologia per i pari è senza password
Grazie alla collaborazione con il prof. Robledo, alcuni argomenti di citologia, solitamente trattati
nel nostro corso, sono stati già visti nel corso di biologia generale.
Questi argomenti sono:
• La struttura delle membrane (il modello a mosaico fluido)
• La trasduzione del segnale all’interno della cellula
• Il DNA, il codice genetico, la trascrizione, la traduzione, la sintesi proteica, ribosomi
• Il sorting delle proteine, cioè le sequenze segnale nella sequenza amminoacidica e nei
ripiegamenti della proteina, che indica dove la proteina è destinata
• Nozioni sul citoscheletro (anche se alcuni argomenti sul citoscheletro verranno ripresi)
Queste parti verranno omesse dal programma.
Introduzione alla citologia. Tecniche di citologia e istologia
L’istologia inizia sempre con la trattazione della citologia, ma ancora prima con un po’ di tecniche
per lo studio della citologia e istologia.
La citologia è lo studio della cellula nei suoi aspetti generali. I prefissi cito- e isto- sono anche
applicate alle tecniche, per cui ci saranno tecniche di cito-chimica e isto-chimica. Sono le stesse
tecniche, solo che in una si fa uno zoom maggiore per riuscire a vedere ciò che avviene nella
cellula; nell’altra, l’istochimica, la tecnica è la stessa, ma l’interesse è destinato all’intero tessuto.
Ovviamente quando si fa un indagine citologica si usano microscopi ad ingrandimento maggiore,
perché si vede andare a vedere qualcosa che sya dentro la cellula, infatti si usa spesso la
microscopia elettronica. Invece per la istologia, l’istochimica, l’istofluorescenza etc.. si guarda il
panorama, il contesto. Nei testi si possono trovare sia istochimica che citochimica, ma ci si riferisce
alle stesse cose.
Le grandezze lineari. Dal corso di fisica si dovrebbe già conoscere il metro e il millimetro; al di
sotto del millimetro, le scale vanno di mille in mille, le microscale. In istologia è molto importante il
millesimo di millimetro, il micrometro il cui simbolo è µm (mi greca), chiamato “volgarmente”
micron. Le cellule normalmente misurano intorno ai 10 micron, e si possono vedere al microscopio
ottico, che riesce a distinguere oggetti tanto piccoli quanto 0,2 micron. Questa è la misura più
piccola che il microscopio ottico può distinguere. Questo si chiama potere di risoluzione. Oggetti
vicini, più piccoli di 0,2 µm il microscopio non li distingue, li vede come un unico punto. Ad occhio
nudo, la misura più piccola che si riesce a distinguere è di circa di un decimo di millimetro (poi
dipende da persona a persona). Quindi il microscopio ottimo, da un decimo di mm a due decimi di
µm, è 500 volte più potente dell’occhio umano, cioè può risolvere oggetti 500 volte più piccoli di
quelli che vede l’occhio. Esistono due tipi di microscopio elettronico, invece, uno a scansione e
uno a trasmissione, che comunque hanno circa lo stesso rapporto: sono 500 volte più potenti del
microscopio ottico. Quindi con il microscopio elettronico si possono vedere oggetti dell’ordine di
nanometri (nm) , il millesimo del micron. Certi microscopi elettronici possono andare nell’ordine
teorico al di sotto del nanometro.
Un aspetto importante che chi si affaccia a questa disciplina spesso non avverte è che il
microscopio elettronico ha un potere di risoluzione enorme, mentre il microscopio ottico minore;
ma svolgono due ruoli ben diversi. Ed esempio, il riconoscimento di un tessuto non potrà mai
essere fatto con il microscopio elettronico perché riesce a distinguere oggetti molto piccoli
(dell’ordine di nm), però ha un campo visivo che è al massimo una o poche cellule
contemporaneamente, quindi non ci si può rendere conto di quale tessuto è nella sua complessità.
Quello che il microscopio elettronico vede è una porzione molto piccola, di pochi micron, quindi
non può essere usato per certe cose. Il microscopio ottico, che ha, invece, una risoluzione molto
minore, ha, però, un campo visivo molto grande. L’informazione quindi non viene soltanto dal
potere di risoluzione, ma anche dal contesto. Noi ci possiamo rendere conto delle diverse parti di
un tessuto, ed esempio distinguere le diverse parti dell’osso (midollo, periostio) solo al microscopio
ottico, perché muovendo il vetrino ci spostiamo già di millimetri. Con il microscopio elettronico,
invece, ci possiamo spostare di mezzo micron alla volta, tramite i giri di una rotellina. Tral’altro i
preparati per il microscopio elettronico sono frammenti di un millimetro quadrato, quindi sono molto
piccoli, quindi non consentono al preparato stesso di avere quella grandezza tipica del tessuto.
Lo studio della citologia, dell’istologia, della microscopia in genere, si fa su sezioni. Le sezioni sono
necessarie perché la luce (al microscopio ottico) o gli elettroni (al microscopio elettronico) devono
attraversare il preparato, che deve essere molto sottile. Non solo perché deve essere attraversato,
ma anche perché se fosse grosso noi potremmo anche sparare un fascio di luce capace di
attraversare un tessuto spesso, ma ne uscirebbe un ‘immagine estremamente confusa. Quindi la
sezione è necessaria sia per facilitare il passaggio della luce (o degli elettroni) sia per vedere
nitidamente gli oggetti (se la sezione è grossa gli oggetti si sovr