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CITOLOGIA
citologia
La studia la struttura e la funzione delle cellule, intese come entità morfologiche e
fisiologiche fondamentali per gli organismi viventi, studia quindi natura e funzione dei singoli
costituenti all’interno di essa. l’istologia,
Strettamente collegata alla citologia è che si occupa di descrivere la struttura e la
funzione delle cellule nei tessuti: un tessuto è un insieme di cellule che devono avere delle
caratteristiche morfologiche e proprietà simili che si mettono insieme grazie a strutture chiamate
giunzioni cellulari. Per esempio gli epiteli di rivestimento hanno cellule tutte più o meno della stessa
forma che hanno come funzione quella di rivestire una super cie esterna come la cute o una
super cie interna di un organo cavo (epitelio intestinale). A loro volta i tessuti si mettono insieme per
dare origine a organi speci ci, ovvero insiemi di tessuti localizzati in una speci ca zona anatomica
(es: rene fegato e cuore sono fatti da diversi tipi di tessuti). L’apparato è un gruppo di organi
associati anatomicamente e funzionalmente (es: apparato digerente).
teoria cellulare,
La messa in piedi da Schwann, Schleiden e Virchow, dice che:
- tutti gli organismi viventi sono composti da una o più cellule (organismi monocellulari o
pluricellulari)
- La cellula rappresenta l’unità fondamentale della vita, quindi è la più piccola entità dotata di tutte
le proprietà della materia vivente
- ogni cellula ha origine dalla divisione di una cellula precedente.
Si ritiene che la vita abbia avuto origine 3,9 miliardi di anni fa (la cellula primordiale). I primi eucarioti
con metabolismo ossidativo hanno origine più tardi (2,5 miliardi di anni fa), quindi la cellula
primordiale era simile ad un organismo procariote. Gli organismi presenti attuali quindi si dividono in
procarioti eucarioti.
due grossi domini: (sempre monocellulari) ed Secondo diversi evoluzionisti
questi due domini hanno origine da un’unica cellula progenitrice comune e che successivamente si è
archeobatteri eubatteri
diversi cata. All’interno dei procarioti esiste un’ulteriore suddivisione: ed (o
più semplicemente batteri). Per quanto riguarda gli eucarioti essi sono divisi in: protisti
(monocellulari), funghi, piante, animali (pluricellulari).
Quali sono le di erenze tra procarioti ed eucarioti? I procarioti non possiedono un vero nucleo a
di erenza degli eucarioti e non hanno sviluppato tutti gli organelli invece presenti negli eucarioti
(sistema di membrane interne che lo rendono molto più complesso). Dal punto di vista morfologico
un procariote può avere forme meno diversi cate di un eucariote: mentre un procariote può essere
più o meno sferico, a bastoncello o spiralato, un eucariote può assumere moltissime forme.
0,5-8 micrometri.
Per quanto riguarda i batteri, le dimensioni possono variare tra i Gli archeobatteri
hanno la capacità di vivere in condizioni inusuali spesso estreme, piuttosto simili a quelle in cui è
nata la cellula primordiale. Per esempio gli archeobatteri alo li hanno bisogno di alte concentrazioni
di sale per vivere, oppure termo li, che crescono a temperature molto elevate, altri riescono a vivere
senza ossigeno e produrre metano. Gli eubatteri sono fondamentali per l’ecologia della terra, anche
tubercolosis
se alcuni causano malattie di grande rilevanza (microbatterium responsabile della
tubercolosi), o esistono batteri che in realtà sono importanti per l’organismo umano (escherichia coli)
che però possono diventare patogeni se fuoriescono dalla zona in cui sono necessari.
Le di erenze tra archeobatteri ed eubatteri sono che gli archeobatteri si assomigliano di più agli
eucarioti per quanto riguarda i processi di replicazione, trascrizione e traduzione, mentre sono più
simili agli eubatteri per quanto riguarda la conversione dell’energia e il metabolismo, hanno quindi
caratteristiche intermedie. parete
SCHEMA DI UN PROCARIOTE: il batterio è formato da una struttura più esterna chiamata
cellulare, membrana
costituita da polisaccaridi (zuccheri), mentre più internamente abbiamo la
plasmatica, lipoproteica e molto simile a quella eucariotica, con al suo interno citoplasma che non
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contiene un nucleo vero e proprio né organelli delimitati da membrane, ma contiene un nucleoide
(DNA di un batterio, formato da una doppia elica di DNA circolare aggrovigliata), ribosomi (luogo in
cui vengono trascritte le proteine), non abbiamo quindi separazione tra ciò che avviene nel ‘nucleo’
rispetto a ciò che avviene nel citoplasma, c’è un citosol in cui avvengono tutti i processi.
eucarioti?
Quali sono quindi le di erenze tra procarioti ed Gli eucarioti comprendo organismi
citoplasma compartimentato,
evolutivamente avanzati e sono costituiti da cellule con un ovvero
suddiviso in diverse parti grazie alla presenza di uno sviluppato sistema membranoso: oltre ad avere
la membrana plasmatica che ricopre la cellula abbiamo altre membrane all’interno del citoplasma
organelli,
che delimitano sottocompartimenti, detti ognuno avente la propria funzione, perciò
contenete enzimi particolari e particolari meccanismi che lo contraddistinguono. Queste membrane
protisti,
determinano l’evoluzione degli eucarioti. Ricordiamoci dei ovvero gli eucarioti
monocellulari.
Le cellule eucariotiche possono avere forme e dimensioni molto diversi cate, da pochi micron no ai
100 micron, e in extremis alcune cellule uovo di alcune cellule raggiungono qualche centimetro. Per
quanto riguarda le forme pensiamo ai globuli rossi e globuli bianchi, o ai neuroni.
PROCARIOTI EUCARIOTI
ORGANISMI Batteri e Cianobatteri Protisti, funghi, piante e animali
(unicellulari)
DIMENSIONI CELLULARI 1-10 micrometri 5-100 micrometri o superiori
METABOLISMO Anerobio e aerobio Aerobio
ORGANELLI Pochi o nessuno Molti
DNA Circolare nel citoplasma Molecole lunghe e lineare
circondate da involucro nucleare
RNA E PROTEINE Sintetizzate nello stesso RNA sintetizzato nel nucleo e
compartimento proteine sintetizzate nel
citoplasma
CITOPLASMA Assenza di citoscheletro Citoscheletro molto elaborato
(funzione strutturale,
trasferimento con ussi
citoplasmatici, movimento)
DIVISIONE CELLULARE Cromosomi separati mediante Diversi cromosomi vengono
attacco alla membrana separati grazie alla presenza del
plasmatica (scissione) fuso mitotico
ORGANIZZAZIONE Unicellulari Multicellulari con
CELLULARE di erenziamento cellulare tranne
nei protisti
Nonostante i batteri non posseggano un citoscheletro, può presentare strutture con analoghe
agello.
funzioni di movimento, come per esempio il
riproduzione
Per quanto riguarda la dei PROCARIOTI, essa può avvenire in diversi modi:
- SCISSIONE BINARIA: il più comune, si parte da una singola cellula e si ha la divisione in 2 cellule
uguali
- GEMMAZIONE: produzione di cellule più piccole da una cellula madre (da una cellula più grande si
staccano dei piccoli componenti di membrana contenenti parte del citoplasma che poi
cresceranno)
- RICOMBINAZIONE GENETICA (che può avvenire anche nei procarioti): genera una notevole
varietà genetica e comporta scambio di materiale genetico tra due cellule diverse.
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I lieviti sono degli eucarioti unicellulari semplici (non protisti) che sono molto importanti per la
comunità umana, coinvolti in processi di fermentazione e degradazione di resti vegetali e animali.
virus
I non sono vere e proprie cellule: mentre eucarioti e procarioti sono caratterizzati da dei
meccanismi che gli consentono di essere autonomi, i virus sono privi di vita autonoma, privi di
20-400 nm.
nucleo e sono tra i I virus sono stati visibili infatti solo coll’invenzione negli anni 30 del
parassitismo obbligato:
microscopio elettronico a trasmissione. Il virus è quindi obbligato al per
sopravvivere deve entrare in contatto con una cellula e utilizzare questo ospite e i suoi macchinari
genetici e di replicazione. Al di fuori dell’ospite sono inerti, non hanno un proprio apparato per la
virus a RNA virus a DNA.
sintesi proteica, hanno solo o RNA o DNA. Da qui la classi cazione di e
L’acido nucleico è generalmente ricoperto da un involucro proteico detto capside, che ha anche la
funzione di penetrazione all’interno della cellula. Il capside è suddiviso in subunità (capsomeri), e può
essere talvolta a suo volta ricoperto da un involucro lipoproteico, che in realtà rappresenta un
frammento del plasmalemma della cellula infettata. Un esempio di un virus capace di infettare un
batteriofago.
batterio è un I virus possono essere anche classi cati. in base al metodo di
penetrazione nella cellula ospite: in alcuni i casi i virus possono totalmente penetrare dentro la
cellula, altre volte (come nel caso del batteriofago) entra solo il genoma virale che, sfruttando il
meccanismo di replicazione della cellula, duplica nuovi virus e provoca la lisi della cellula e la
propagazione del virus. Esempio del batteriofago T2: ingresso che prevede una sorta di siringa che
inietta (sistema ad iniezione) il materiale all’interno. Una testa proteica contenente il genoma, una
coda spiralizzata e strutture che permettono al virus di agganciarsi alla membrana plasmatica del
batterio ( mbrie).
DIMENSIONE DELLA CELLULA: sotto al potere di risoluzione dell’occhio umano (0,1 mm), una
10-20 micrometri.
tipica cellula animale ha un diametro di circa Con un microscopio ottico
riusciamo a distinguere le cellule di un determinato tessuto perché riconosciamo la membrana e a
livello di organelli possiamo vedere il nucleo, il nucleolo, mentre i mitocondri sono molto vicini al
limite di risoluzione del microscopio ottico (0,1 micrometro) quindi riusciamo a intravederne la
presenza. Il microscopio elettronico ha limite di risoluzione 1 A° (a°ngstrom)=10^-10, quindi siamo in
grado di vedere i virus, i ribosomi, una proteina globulare, gli atomi. Il primo microscopio consente la
formulazione della teoria cellulare ed è stato inventato da Robert Hooke nel 1665 che riuscì a
osservare sezioni di sughero.
Gli organismi pluricellulari possono presentare una grande varietà di forme e dimensioni cellulari e
varia anche il numero speci co di cellule da specie a specie. La variabilità della forma delle cellule è
strettamente legata alla funzionalità della cellula stessa all’interno dell’organismo (pensiamo ai
neuroni, spermatozoi, ovuli, bre muscolari). Durante una fase dello sviluppo possiamo anche vedere
di erenziamento cellulare,
una cambio morfologico della cellula causata per il un processo che
parte dall’embrione. Esistono elementi cellulari e presentano una forma propria immutabile (cellule
nervose e ossee nell’adulto) o elementi cellulare che possiedono una forma mutevole (elementi
migranti del sangue e del connettivo). Cambiano anche quindi le dimensioni: linfocita=8 micrometri,
cellula uovo =150 micrometri, neuroni hanno corpo di decine di micron ( no a 100) ma i
prolungamenti può avere delle lunghezze che si aggirano al metro.
Le cellule eucariotiche animali sono simili alle cellule eucariotiche vegetali. La di erenza sostanziale
tra le due è la presenza nella cellula vegetale della parete cellulare oltre alla membrana plasmatica.
Abbiamo organelli molto simili (apparato de golgi, reticolo endoplasmatico ruvido, mitocondri), altri
diversi come i cloroplasti nella cellula vegetale, stesso per il vacuolo.
Le cellule non sono isolate dall’ambiente extracellulare ma devono essere in grado di scambiare
sostanze con l’ambiente esterno e questo scambio è garantito e regolato dalla giusta super cie di
scambio. Ci dev’essere quindi un giusto rapporto super cie/volume. Un organismo con un’unica
cellula più grande ha in realtà molta meno super cie di scambio rispetto ad un organismo costituito
da più cellule piccole (infatti i mammiferi hanno cellule molto più piccole e un metabolismo più
formula di HERTWIG
veloce rispetto per esempio agli an bi). La ci dice che ogni organismo ha un
rapporto volume nucleo/volume citoplasma costante per quell’organismo. Il rapporto può essere
divisione cellulare:
mantenuto costante grazie al processo di quando il rapporto aumenta, la cellula
si divide. Se abbiamo un volume del citoplasma troppo grande il nucleo non è più in grado di gestire
il quantitativo di materiale genetico e viceversa. Le divisioni cellulari sono molto più consistenti in un
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organismo in fase di sviluppo rispetto ad un individuo adulto, in cui inoltre le cellule sono ormai ad
uno stadio di di erenziamento avanzato.
Il contenuto del nostro DNA nel nucleo non è uguale in tutti gli organismi: nei mammiferi è circa 7 pg,
negli an bi varia da 2,3-200 pg. Questo non ci dice che un an bio è più evoluto o complesso di un
mammifero !
Le ipotesi sull’origine della prima cellula eucariotica: abbiamo 2 teorie.
fusione,
- Teoria della secondo cui un archeobatterio e un eubatterio si siano fusi insieme mettendo
in comune il loro materiale genetico e in seguito questa protocellula avrebbe inglobato un ulteriore
batterio che si sarebbe trasformato in un protomitocondrio.
- inglobamento,
Teoria dell’ secondo cui un archeobatterio avrebbe inglobato un eubatterio e
questo si sarebbe trasformato in un mitocondrio
I mitocondri infatti tendono ad avere molte caratteristiche simili ai batteri.
Gli eucarioti pluricellulari in genere presentano insiemi di cellule che formano tessuti, mantenendo la
loro individualità. Ci sono però alcuni casi in cui questa individualità viene meno: ci sono delle
situazioni in cui abbiamo un unica struttura fatta da tanti nuclei dentro lo stesso citoplasma. I casi
sono due:
- Sincizio, che si forma da tante singole cellule precursori che si mettono insieme fondono,
cosicché i nuclei rimangono nello stesso citoplasma (es: bra muscolare striata scheletrica)
- Plasmodio, diversi nuclei sono andati in contro a divisione nucleare, ma a questa non è seguita la
divisione citoplasmatica (es: megacariociti che danno origine alle piastrine)
LA CHIMICA DELLA VITA
composti del carbonio,
La chimica della vita si basa principalmente sui quindi sulla chimica
organica. Le cellule sono al 70% costituite da acqua, quindi la vita dipende da reazioni chimiche in
soluzione acquosa. Gli organismi viventi non sono composti da tutti i quasi 100 elementi presenti in
natura, infatti quelli più presenti sono: il carbonio, idrogeno (H), ossigeno (O), azoto (N). Esistono
anche composti inorganici, in particolare ioni come Calcio (Ca), Magnesio (Mg), Sodio (Na) e
Potassio (K) e sali minerali. In totale quindi la composizione chimica media di una cellula eucariotica
conta circa 40 elementi chimici. Gli elementi plastici primari ( C O H N ) sono circa il 97%del peso
secco di una cellula e subito dopo seguono Zolfo (S) e Fosforo (P). Abbiamo poi piccole percentuali
di sali inorganici dissociati divisi in ioni positivi (CATIONI) come K+, Ca++,Na+,Mg++, o in ioni
negativi (ANIONI) come Cl-, CO3- - (carbonati), PO4-3(fosfati), SO4- - (solfati). In piccole tracce
(oligoelementi) troviamo anche: Mn, Fe, Cu, Mo, I, Ba, Se, Al. Consideriamo il protoplasma (materia
vivente) abbiamo:
- Componente inorganica: 75-85% di acqua, 1% di sali dissociabili
- Componente organica: 1% glucidi (zuccheri), 2-3% lipidi, 10-20% protidi, 1-1.5% acidi nucleici,
vitamine ecc.
L’ACQUA: due atomi di idrogeno legati a un atomo di ossigeno con legame covalente molto forte di
104,5° costanti. I due legami sono altamente polari poiché in realtà l’ossigeno ha una forte attrazione
per gli elettroni, mentre l’idrogeno no. Di conseguenza c’è una distribuzione ineguale degli elettroni di
legame in una molecola d’acqua con una preponderanza di carica positiva sui due idrogeni e di
carica negativa sull’atomo di ossigeno. Questo genera una regione elettronegativa sugli idrogeni e
una regione elettropositiva sul lato dell’ossigeno. Questo rende polare la molecola e quindi possibili
le interazioni con altre molecole.
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legami a idrogeno
Tra diverse molecole d’acqua si formano i Cher sono dei legami leggermente più
deboli rispetto ai legami covalenti presi singolarmente, però comunque se abbiamo tanti legami a
idrogeno tra le diverse molecole d’acqua avremo comunque un sistema stabile e l’insieme crea un
legame molto forte. Si instaura tra l’atomo di ossigeno di una molecola e un atomo di idrogeno
dell’altra. La forma della molecola d’acqua, la sua natura polare e quindi la formazione di legami a
idrogeno tra molecole d’acqua o con altre sostanze sono la causa delle insolite proprietà dell’acqua:
una rigida struttura cristallina in cui ogni molecola forma 4 legami a idrogeno con 4 molecole
circostanti. Le molecole allo stato solido però non sono così strettamente legate come lo sono nello
stato liquido: per questo il ghiaccio è meno denso dell’acqua. Le proprietà dell’acqua sono:
- l’acqua è liquida nell’intervallo di temperatura in cui avvengono tutti i più importanti processi
biologici.
- L’acqua ha una capacità termica alta rispetto a quella della terra e dell’atmosfera, quindi le grandi
masse d’acqua assorbono e cedono grandi quantità di calore con piccole variazioni di
temperatura: il clima delle regioni circostanti è più temperato
- L’acqua ha elevata tensione super ciale: alcuni piccoli organismi ‘camminano’ sull’acqua
- solvatazione
Il carattere dipolare conferisce proprietà di che porta a sciogliere facilmente i sali
inorganici, quindi crea contatto con molecole inorganich
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